venerdì 29 luglio 2011

Film 286 - L'ultimo dei templari

Solo perchè era gratis...


Film 286: "L'ultimo dei templari" (2011) di Dominic Sena
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Michele
Pensieri: Nonostante l'oscenità degli ultimi film di Cage, l'ingresso gratuito al cinema mi ha convinto a passare qualche ora a visionare l'ennesima cagata che, da subito, si è dimostrata tale.
Tra uno scenario fittizzio e l'altro, passando per effetti speciali che neanche ai tempi dell'invenzione del primo pc, la storia di Behmen/Cage che, insieme ai suoi, vuole portare la piccola indemoniata Claire Foy davanti al tribunale per darle giusto processo è talmente scritta male che spesso si ride di gusto. Il che, consapevoli e consci di tutto il baraccone, non è necessariamente un male...
Comunque il tutto nel trash generale combacia perfettamente e non si può dire che questo film - nell'ottica delle pellicole di serie B - non sia di buona qualità per lo standard che rappresenta.
In volto Cage è granitico, più o meno come i suoi capelli unticci. Una espressione si equivale a quella successiva, ma, lo sapevamo ancor prima di entrare in sala, questo è lo scotto da pagare. Che, tutto sommato, distrae dalla calura estiva e regala, all'uscita, un'infinità di aneddoti assurdi su cui confrontarsi tra una risata e l'altra...
Consigli: Non spendere soldi per questa pellicola è fondamentale.
Parola chiave: Demonio.

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Ric

venerdì 22 luglio 2011

Film 285 - Intervista col vampiro - Cronache di vampiri

Cena del lunedì più cupa del solito con un film sui vampiri che aveva decisamente precorso i tempi...


Film 285: "Intervista col vampiro - Cronache di vampiri" (1994) di Neil Jordan
Visto: dalla tv del Puffo
Lingua: italiano
Compagnia: Andrea Puffo, Marco, Andrea, Marco C.
Pensieri: Lo devo ammettere: mi ricordavo un film molto più figo. Sì, sì, per carità, c'è atmosfera, sete di sangue, lussuria, giochi di potere... ma poi? Poi il resto mi è apparso vuoto e non troppo coinvolgente. Sarà che con certe acconciature è difficile star bene, che coi labbroni di Brad sembrerebbe potercisi fare il labbro inferiore di Angelina o che Banderas è più inquietante del solito, comunque diciamo che non ho troppo gradito. Non quanto mi aspettavo.
Ottima l'atmosfera cupa, benissimo la Dunst nei panni di Claudia, bambinetta orfana convertita ai canini per assicurarle guarigione dalla peste (e vita eterna, ovvio). Farà una brutta fine, ma Kirsten riceverà la sua prima e al momento unica nomination ai Golden Globes.
Tom Cruise, invece, è particolarmente strambo in questa pellicola. Prima ancora di saltare sui divani, qui salta addosso a cani e porci, assetato di sangue e accecato dalla lussuria. Una volta era un bell'uomo, ma qui in effetti non rende. Era il '94 e, nonostante i 32 anni, ne dimostrava almeno una decina in più. Colpa del ruolo pluricentenario? Chissà...
Poi, come si diceva, Pitt è un pochino inquietante (capello lungo, cadaverico, lenti a contatto colorate, rigidità da manico di scopa), manichino da passeggio per una signorina vampira che lo vede come padre (è il suo creatore) e che lui sente come figlia. Vampiri e sentimenti (umani non come cibo, amore, difficile sopportazione di una vita eterna spesa alla luce della luna, senza una vera e propria compagnia) allora non avevano ancora fatto il loro tempo, quindi è effettivamente ragguardevole che 17 anni fa si fosse già arrivati ad imbastire quella che oggi è - con 'solamente' 5 film e 4 libri - la noiosissima saga di "Twilight".
Banderas è innominabile.
Camei di personaggi oggi diventati più o meno famosi - Thandie Newton ("2012", "La ricerca della felicità"), Helen McCrory (Narcissa Malfoy in "Harry Potter e i doni della morte: Parte II" & Co.) - e di altri che, invece, sono più o meno spariti - Stephen Rea (nomination all'Oscar per "La moglie del soldato", film per cui Neil Jordan, il regista di questo film, ha vinto per la miglior sceneggiatura originale), Christian Slater ("Il nome della rosa", "Robin Hood principe dei ladri") e l'italiana Domiziana Giordano (che, grazie a questo film, è finita come 'VIP' a 'L'isola dei famosi') -.
Consigli: In gruppo si vede più volentieri, ogni tanto scappa qualche commento o battutina che aiutano a far passare certi momenti lenti della pellicola.
Parola chiave: Racconto.

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Ric

giovedì 21 luglio 2011

Film 284 - Diverso da chi?

Al ritorno dall’Europride romano, che vedeva come protagonista secondaria la Sig.ra Gerini, ho sentito il pungente bisogno di trovarmi nuovamente faccia a faccia con questa pellicola italiana più sperimentale del solito (o così parrebbe).


Film 284: "Diverso da chi?" (2009) di Umberto Riccioni Carteni
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Eccomi, così, subito ad assecondare il bisogno, alla ricerca del motivo che mi aveva fatto tornare in mente il film. Che fosse per Argentero o perché non ricordavo bene la trama, di fatto questo film mi è sembrato ancora più indifferente della prima volta. Buone le premesse, per carità, ma oltre allo sfondo politico che potrebbe mettere un po’ di pepe, la pellicola cede al rassicurante richiamo eterosessuale e, nel secondo tempo, prende una piega surreale che delude chi si aspettava davvero qualcosa di innovativo sul panorama nostrano alquanto stantio.
Peccato, l’occasione per dare uno scossone all’Italia bigotta poteva essere colta con maggior coraggio e non, invece, tentando di accattivarsi entrambe le fette di pubblico (etero e gay per intendersi). Questa è la classica politica del 'va bene per tutti', ma è talmente presa alla lettera che a tratti infastidice.
Bene, comunque, la Gerini che è sempre una brava attrice del cinema contemporaneo italiano. Capace, anche, Filippo Nigro che risulta più che adeguato nel ruolo del compagno geloso.
Inutile dire, invece, che certe lacune attoriali di Argentero facciano accapponare la pelle. E’ migliorato, ma non si può dire che sia capace. Ma se ce l’ha fatta Monica Bellucci, possiamo certamente affermare che la fortuna è con i belli.
Insomma, alla fine si fa guardare, ma si poteva osare molto di più.
Ps. Quattro nomination ai David di Donatello: tre agli attori e uno per l’esordio alla regia di Umberto Riccioni Carteni.
Consigli: L'incipit interessante può essere fonte preziosa di dibattito. Ma, se sperate nel film, il finale vi deluderà con una semplificazione da rimanere basiti.
Parola chiave: Gay&famiglia.

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Ric

mercoledì 20 luglio 2011

Film 283 - Harry Potter e i doni della morte: Parte II

Per non tardare a parlare del fenomeno cinematografico dell'anno, ho pensato fosse meglio anticipare la recensione e pubblicarla quanto prima. Ecco, quindi, perchè tralascio momentaneamente i film in attesa in scaletta e mi accingo a parlare della conclusione di una delle saghe più prolifiche (e remunerative) della storia del cinema moderno.


Film 283: "Harry Potter e i doni della morte: Parte II" (2011) di David Yates
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Michele, Marco, Tiziana, Marco C., Andrea, Andrea Puffo, Michele P., Gianpaolo, Diego
Pensieri: Dopo aver passato la serata del 12 a ripassare la 'versione 7.1', finalmente mercoledì è arrivato il momento che ho atteso per dieci anni: Harry Potter è arrivato al suo capitolo finale.
Sette libri e otto film dopo, pare (ma chi può dirlo?) la grande avventura del mago più famoso del mondo sia arrivata al suo termine. E’ la stessa storia a suggerirlo nel finale (ma no, non dirò altro!). Quindi non rimane che godersi questi ultimi momenti “magici” per poi relegare ai ricordi una lunghissima avventura.
Ora, Voldemort è più concreto che mai e, bacchetta di sambuco alla mano, reclama la testa 'monociglica' di Harry che, dal canto suo, non ci pensa neanche a concedergliela facilmente. Quello che ci ripetono da due film a questa parte, tra l’altro, è che no, non c’è un piano per fronteggiare l’imminente disastro perchè Harry non ha la minima idea di come procedere. Gli horcrux non si trovano e non si sa come distruggerli; Silente è morto lasciando dubbi regali in eredità e dubbi mentali sul suo passato; numerosi membri dell’ordine (ben più esperti del giovane Potter) sono caduti in nome della causa; il tempo stringe e la profezia sta per avverarsi: nessuno dei due può vivere se l’altro sopravvive.
E’ in questo contesto che "Harry Potter e i doni della morte: Parte II" prende il via, facendo presupporre che, dopo il più lento capitolo precedente, si ingranerà finalmente la marcia giusta. Ma non è sempre così.
All’inizio, infatti, il tutto pare un po’ confuso, ma era da mettere in conto che per i fan – storditi dall’attesa e dal desiderio di godersi il tanto agognato finale - ci fosse troppa carne sul fuoco. I ricordi del libro prendono il sopravvento e si desidera solo che l’azione cominci, senza troppi ‘momenti di riflessione’. E, invece, eccoci al grande limite di questa pellicola.
Anni di attesa, trailer montati ad arte per creare pathos, immagini catastrofiche e duelli all’ultimo sangue pubblicizzati in ogni dove e poi… E poi la narrazione si perde tra un rallenty e l’altro, un primo piano dei protagonisti che guardano nel vuoto, un giro di macchina che, vorticoso - spezzato da tutti i momenti d’attesa o le immagini rallentate -, segue l’inespressività di Radcliffe in un cerchio senza fine. Poi, arrivati ai momenti clou della storia (che è piena di colpi di scena) si perde il ritmo e si finisce per chiedersi se non fosse più funzionale un tipo di narrazione meno frammentata e più 'vera'. Film come "Il signore degli anelli" ci hanno insegnato che possiamo sorbirci ore di battaglia senza battere ciglio se il tutto è ben architettato (colonna sonora quasi assente, dinamismo della macchina, poche intenzioni a spezzare il ritmo, riprese al fianco degli eroi nel bel mezzo dell’azione). Qui, purtroppo, manca il brivido della colluttazione corpo a corpo, della violenza 'sanguinaria' di un duello all’ultimo respiro, tutto in favore di pochi (eccitanti) momenti di un 'cappa e spada' giocato a suon di bacchette. E, mi spiace, ma non è la stessa cosa.
Carente di momenti meno patinati o mirati a raccoglier stupore, HP 7.2 è, invece, ricchissimo di particolari da ricordare. Innanzitutto il superiore lavoro agli effetti speciali, che regala allo spettatore una serie di meraviglie visive da non poco conto (i preparativi al duello di Hogwards sono favolosi). Si uniscono - nella parte tecnica d'eccellenza - anche la fotografia di Eduardo Serra (2 nomination all'Oscar, una per "La ragazza con l'orecchino di perla") e la colonna sonora di Alexandre Desplat (4 nomination all'Oscar, la più recente quest'anno per "Il discorso del re"). Ovviamente fondamentale il cast, che vede una miriade di attori più o meno famosi ricalarsi ancora una volta nei personaggi della saga. Tra i più noti a parte Radcliffe/Potter e le spalle Emma Watson/Granger e Rupert Grint/Weasley, troviamo Michael Gambon/Silente, Ralph Fiennes/Voldemort, Helena Bonham Carter/Bellatrix, Alan Rickman/Piton, Tom Felton/Malfoy, Maggie Smith/McGranitt, David Thewlis/Lupin e Julie Walters/Sig.ra Weasley. Tra i grandi ritorni, invece, John Hurt/Olivander, Jim Broadbent/Lumacorno, Gary Oldman/Sirius Black ed Emma Thompson/Sibilla Cooman (in un cameo rapidissimo).
Insomma, il giudizio è diviso a metà. Troppa era la voglia di aggiudicarmi la visione 'il più presto possibile' di questo finale epico, troppa la smania di divorare ogni secondo di ogni attimo della pellicola. Il risultato finale è decisamente sopra la media e, una volta accettata la 'piega' potteriana assunta con la regia (4 film di fila) di David Yates - ossia poco innovativa a livello di intraprendenza stilistica - si poteva ben prevedere che questa seconda parte avrebbe regalato momenti di grande intrattenimento, soprattutto grazie ai colpi di scena architettati dalla Rowling che richiedono un'attenzione continua da parte dello spettatore per tutta la durata del film. Quindi, forse, si potrebbe dire che il grande valore aggiunto di questa parte sia - ma poi non è sempre stato così? - la storia stessa. Al di là di ogni sbalorditivo effetto speciale, dell'affetto per i personaggi o dei grandi numeri (e record) che la saga ha saputo conquistare, è l'insieme di avventure e idee che rendono Potter così appetibile. I nodi vengono al pettine e noi, spettatori più o meno ansiosi di tagliare il traguardo del finale, siamo talmente inebriati dal 'tutto', che, magari, ci concediamo perfino una lacrimuccia per la nostalgia che l'uscire dalla sala ci causa.
Anche se, lucidi di tanto in tanto, ci accorgiamo di qualche brutto passaggio nella storia (il 'paradiso' alla stazione di King's Cross lascia un po' perplessi, anche se il dialogo tra Harry e Silente non è gestito male), di certi tempi morti che si potevano bypassare con meno carrellate della macchina e più azione concreta (mi viene in mente, per esempio, l'episodio con Neville sul ponte), di qualche personaggio forzatamente relegato a secondario, per quanto non fosse facile gestire una mole così imponente di ruoli.
Ovviamente tutto questo, per quanto mi riguarda, è passato in secondo piano perchè, da quella prima volta al cinema a 14anni, corso a vedere "Harry Potter e la pietra filosofale", sono sempre rimasto fedele a Harry & Co., felicissimo di seguire passo passo ogni avventura della saga. Dunque, oggi, non posso non tener conto del valore affettivo-sentimentale che mi lega al mondo magico della Rowling e, nell'ottica di tutto questo, considero "Harry Potter e i doni della morte: Parte II" come una più che degna conclusione di un'avventura che ha segnato per sempre la storia del cinema (se non addirittura la mia). Viverla in prima persona è stato un vero e proprio piacere.
Ps. Ad oggi secondo IMDb.com questo film ha incassato $269,732,508 in tutto il mondo, con un esordio in America di $169milioni che gli ha assicurato il primato assoluto nella classifica delle pellicole con il più alto incasso al momento dell'esordio nelle sale (battendo "Il cavaliere oscuro"). Il sito boxofficemojo.com, invece, scrive che, Harry Potter 7.2 ha superato, nei primi 6 giorni di programmazione, i $500 milioni. Cito 'By passing $500 million in its sixth day, "Deathly Hallows Part 2" slayed the previous nine-day speed record established by "Dark of the Moon" just two weeks ago'. Che i record fossero dietro l'angolo non c'era dubbio, ma che fosse così eclatante non ci credeva qasi nessuno. Ora non resta che vedere se, all'ultimo tentativo, Potter finalmente ce la farà ad aggiudicarsi almeno un premio Oscar, trofeo di cui è ancora inspiegabilmente sprovvisto.
Consigli: Niente 3D per me (che non lo amo) non ha causato alcun 'deficit' alla visione. Importante, sicuramente, sarebbe concedersi una seconda visione per verificare che l'effetto nostalgia non abbia preso il sopravvento su una visione 'più critica' dell'insieme. Io non mancherò di certo.
1. Film 166 - Harry Potter e la pietra filosofale
Film 346 - Harry Potter e la pietra filosofale
Film 744 - Harry Potter e la pietra filosofale
2. Film 171 - Harry Potter e la camera dei segreti
Film 348 - Harry Potter e la camera dei segreti
Film 745 - Harry Potter e la camera dei segreti
3. Film 174 - Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
Film 349 - Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
Film 747 - Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
4. Film 88 - Harry Potter e il calice di fuoco
Film 181 - Harry Potter e il calice di fuoco
Film 357 - Harry Potter e il calice di fuoco
Film 748 - Harry Potter e il calice di fuoco
5. Film 366 - Harry Potter e l'ordine della Fenice
Film 749 - Harry Potter e l'Ordine della Fenice
6. Film 14 - Harry Potter e il principe mezzosangue
Film 185 - Harry Potter e il principe mezzosangue
Film 370 - Harry Potter e il principe mezzosangue
Film 750 - Harry Potter e il principe mezzosangue
7. Film 186 - Harry Potter e i doni della morte: Parte I
Film 189 - Harry Potter e i doni della morte: Parte I
Film 297 - Harry Potter e i doni della morte: Parte I
Film 420 - Harry Potter e i doni della morte: Parte I
Film 752 - Harry Potter e i Doni della Morte - Parte I
8. Film 283 - Harry Potter e i doni della morte: Parte II
Film 421 - Harry Potter e i doni della morte: Parte II
Film 594 - Harry Potter e i doni della morte: Parte II
Film 755 - Harry Potter e i Doni della Morte - Parte II
Parola chiave: Piton.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 18 luglio 2011

Film 282 - Orgoglio e pregiudizio

Ultimo film della serie 'Regno Unito', unico a non raccontare una storia vera, ma bensì ad essere tratto da un libro.


Film 282: "Orgoglio e pregiudizio" (2005) di Joe Wright
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Prima collaborazione cinematografica tra Joe Wright e Keira Knightley (è seguito "Espiazione" e nel 2012 "Anna Karenina"), il film è piuttosto ben riuscito. Dovendo, purtroppo, tralasciare il discorso trama e aderenza con l'originale (che non ho letto), posso dire che la produzione è decisamente ben curata. Bei dialoghi, intreccio chiaro, fotografia e costumi notevoli, musiche del toscano Dario Marianelli.
La Knightley si distingue su un cast ricco (tra gli altri Carey Mulligan, Donald Sutherland, Brenda Blethyn, Matthew Macfadyen, Rosamund Pike e Jena Malone) e capace e strappa la sua prima - e al momento unica - nomination agli Oscar come miglior attrice protagonista all'età di 21 anni. Il film non è da meno e porta a casa candidature per musiche, scenografie e costumi.
Box office ricco per un film relativamente a basso budget ($28,000,000): $120,051,592 incassati in tutto il mondo.
Pensieri più articolati qui: Film 277 - 282.
Consigli: Poetico e romantico, è un film che può piacere sotto numerosi aspetti.
Parola chiave: Amore.

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Film 280 - Shakespeare in Love

Quarto film della serie 'Regno Unito'.


Film 280: "Shakespeare in Love" (1998) di John Madden
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Michele
Pensieri: Facilotto e molto romanzato, questo è il film della 'serie' ad aver vinto più Oscar, 7 in tutto: miglior film, attrice protagonista (Gwyneth Paltrow), attrice non protagonista (Judi Dench), sceneggiatura, scenografia, costumi e musiche (musical o commedia). Curioso che questa pellicola si sia direttamente scontrata con l'"Elizabeth" di Kapur all'edizione del '99 (la stessa in cui ha vinto Benigni), strappandole - piuttosto ingiustamente, a mio avviso - tutte le statuette in cui i due film si 'scontravano', trane nella categoria miglior trucco.
Pensieri più articolati qui: Film 277 - 282.
Consigli: Leggerino e molto concentrato sulla questione amorosa, vale soprattutto per la spassosissima interpretazione della Dench come Elisabetta I, stesso ruolo storico per cui, nello stesso anno, Cate Blanchett era candidata come miglior attrice (perdendo) agli Oscar del 1999 per "Elizabeth".
Parola chiave: Romeo e Giulietta.

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Ric

Film 281 - The Young Victoria

Quinto film della serie 'Regno Unito'.


Film 281: "The Young Victoria" (2009) di Jean-Marc Vallée
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Michele
Pensieri: La più insulsa e confusa delle sei pellicole a livello di trama, lascia troppe domande a chi guarda ma non è informato dei fatti accaduti (nella trama anche alterati: Albert non si becca alcuna pallottola cercando di salvare Victoria da uno dei numerosi attentati a Sua Maestà. In realtà la ripara solamente, ma il colpo non c'è).
Troppa concentrazione nel confrontarsi, dettaglio dopo dettaglio, con la storia realmente accaduta, fa perdere di vista il risultato finale che confezione, purtropo, solamente un prodotto patinato, ma decisamente poco riuscito. Oscar ai costumi e flop colossale al botteghino a dimostrare che la Blunt, da sola, non è ancora in grado di portare al cinema un vasto numero di persone.
Pensieri più articolati qui: Film 277 - 282.
Consigli: Discontinuo e poco efficace, vale sopratutto per gli aspetti tecnici, molto ben realizzati (costumi, fotografia e scenografia).
Parola chiave: Trono.

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Ric

Film 279 - Elizabeth: The Golden Age

Terzo film della serie 'Regno Unito'.


Film 279: "Elizabeth: The Golden Age" (2007) di Shekhar Kapur
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Michele
Pensieri: Meno riuscito del primo film, questo secondo capitolo a quasi 10 anni di distanza dal primo eccelle soprattutto nelle categorie tecniche, se non si prende in considerazione la fantastica Cate Blanchett. Costumi sfarzosi (un Oscar ad Alexandra Byrne) e bellissima fotografia lo rendono, comunque, un piacevolissimo ed interessante intrattenimento.
Pensieri più articolati qui: Film 277 - 282.
Consigli: Scenari mozzafiato al servizio di una storia che, se non fosse vera, sarebbe un'avventura.
Parola chiave: Pace.

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Ric

Film 278 – Elizabeth

Secondo film della serie 'Regno Unito'.


Film 278: "Elizabeth" (1998) di Shekhar Kapur
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Michele
Pensieri: Tra i migliori del suo genere, metà del suo valore è dovuto alla bravura di Cate Blanchett, diva e divina in una pellicola tutta incentrata sul suo personaggio. Prima nomination all'Oscar per lei e strada spianata verso il successo mondiale.
Pensieri più articolati qui: Film 277 - 282.
Consigli: Sfarzoso e interessante, piacevole soprattutto per gli intrighi di corte ben resi dalla trama. Uno tra i migliori film in costume dell'ultimo decennio.
Parola chiave: Potere.

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Ric

Film 277 - L'altra donna del re

Primo di ben 6 film che ho deciso di guardare più o meno inerenti alla storia del Regno Unito.


Film 277: "L'altra donna del re" (2008) di Justin Chadwick
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Michele
Pensieri: Film sciocco e semplicistico, incentrato in unico modo sui desideri sessuali (e di procreazione) del Monarca britannico Enrico VIII e di 3 delle 6 mogli che la vita e la morte gli hanno concesso.
Pensieri più articolati qui: Film 277 - 282.
Consigli: Per una maggiore aderenza storica, meglio rivolgersi ad altre pellicole...
Parola chiave: Figlio maschio.

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Ric

venerdì 8 luglio 2011

Film 277 - 282

Questo è decisamente un esperimento. Tra gli ultimi giorni di Maggio e la prima metà di Giugno, ho guardato una serie di film che, per tematica, collocazione temporale, ambientazione, atmosfera, possono essere discussi quasi fossero un’unica entità. Il motivo di tale sequenziale lista di titoli si lega al week-end a Londra avvenuto oramai un mese e mezzo fa.


Film 277: "L'altra donna del re" (2008) di Justin Chadwick




Film 278: "Elizabeth" (1998) di Shekhar Kapur




Film 279: "Elizabeth: The Golden Age" (2007) di Shekhar Kapur



Film 280: "Shakespeare in Love" (1998) di John Madden



Film 281: "The Young Victoria" (2009) di Jean-Marc Vallée



Film 282: "Orgoglio e pregiudizio" (2005) di Joe Wright
Pensieri: Trascinato dalla cornice Londinese che non rivedevo ormai da un paio d'anni, mi è venuta voglia di approfondire meglio determinate tematiche 'locali', anche grazie all’aiuto del cinema. In questa ottica, quindi, raggruppo sei pellicole molto diverse fra loro, ma che in comune hanno la centralità della storia britannica, i suoi avvenimenti principali, i suoi Monarchi e le loro (vere e romanzate) avventure: 1 "L'altra donna del re" (ADR) 2 "Elizabeth" (E) 3 "Elizabeth: The Golden Age" (EGA) 4 "Shakespeare in Love" (SL) 5 "The Young Victoria" (YV) 6 "Orgoglio e pregiudizio" (OP).
Per forma, toni, accuratezza storica e genere cinematografico, questi 'magnifici sei' sono totalmente differenti. E, altrettanto, è diverso il mio giudizio su di loro.
E’ già noto, per esempio, che i due "Elizabeth" siano decisamente nelle mie ‘grazie’, avendone già parlato in precedenza (Film 51 - Elizabeth e Film 59 - Elizabeth: The Golden Age), tutto merito della bravissima Cate Blanchett, dei perfetti costumi e fotografia (nel caso di EGA) e dell’avvincente storia della Regina Elisabetta I (quella vera).
Meno - decisamente meno - incentrati sulla veridicità storica i due ADR e SL e molto confuso nella trama YV, troppo concentrato ad attenersi ai fatti accaduti per accorgersi che il risultato, oltre ad essere piuttosto banale, è poco chiaro in moltissimi passaggi. A parte, invece, OP che, essendo tratto dal libro della Austen, può al limite essere aderente alla trama del libro (ma non l’ho letto e non so dire).
Molto favorevoli, comunque, i miei giudizi su i due “Elizabeth” e OP-in cui la Knightley riceve la sua prima nomination all’Oscar- che presentano una buona messa in scena generale, soprattutto aiutata da una sceneggiatura solida. Pessimo, invece, ADR che, in un incastro alla “Beautiful” propone le vicissitudini di Enrico VIII dall’unica prospettiva del suo pene. La donna, qui incarnata nella figura delle due sorelle Bolena, oggetto contenitore per figli, seduce il suo Re sicura di potergli dare finalmente il tanto cercato maschio, ma si perde in litigi tra parenti che la usano al fine di arricchire le tasche della famiglia. Peccato che il risultato si avvicini di più a 'le mirabolanti avventure di letto del re fallocentrista’, piuttosto che una rivisitazione moderna della storia della monarchia britannica (che non ci fa nemmeno tanto una bella figura, a dirla tutta).
Male anche - come dicevo - YV che si perde nei bellissimi costumi (premio Oscar) e nelle atmosfere patinate, ma nel concreto presenta un quadro della storia tra la Regina Victoria e il suo futuro marito Albert piuttosto nebulosa e lenta. L’ambiguità è dietro ogni personaggio, i dialoghi sono spesso non esplicativi rispetto a ciò che sta succedendo e si ha sempre la sensazione di non aver capito qualcosa o di aver perso un passaggio. Prima di vedere questa pellicola mi ero documentato sulla vita della Regina e, in effetti, sono riuscito a spiegarmi certi passaggi (come la ‘crisi della camera da letto’ o il nomignolo di ‘Signora Melbourne’ o ancora nel finale di certe prese di posizione di Albert) solamente perché ne avevo già letto in precedenza.
Via di mezzo, quasi trait d’uninon tra le pellicole che ho apprezzato e quelle di più difficile digestione, è stato SL, un filmetto eletto a migliore del 1999 con 7 Oscar portati a casa e una lunghissima schiera di ragazzine sbavanti per il Joseph Fiennes qui Shakespeare senza musa.
E’ un brutto film, primo della classe in nessuna delle categorie in cui è stato eletto migliore, ridicolo se paragonato a film che, in edizioni differenti, hanno vinto come migliore dell’anno (ne cito alcuni per rendere chiaro il concetto: "Fronte del porto", "Amadeus", "Million Dollar Baby", "Eva contro Eva", "Schindler's List" e non vorrei infierire oltre). Non è il peggiore dei sei che ho visto, ma si colloca sicuramente nella metà di cui non ho una buona opinione. Forse cercavo più aderenza storica o più interesse per la stessa Storia, ma qui l'unico interesse e favoleggiare sull'incontro tra lo scrittore e colei che gli avrebbe ispirato la tragedia di "Romeo e Giulietta" (nel film è Gwyneth Paltrow).
Nel complesso, comunque, devo dire che rivedere questi film (tutti visti almeno una volta precedentemente) mi ha soddisfatto in quanto sapevo perfettamente a cosa andassi incontro. Il desiderio di non abbandonare quelle atmosfere 'di palazzo', di giostrarmi tra un intrigo di corte e l'altro, di rivivere i fasti (e le cadute) dell'Impero Britannico è stato pienamente accontentato in un piacevolissimo giro di giostra tra pellicole che, sparse nell'ultimo decennio, hanno tentato di raccontare al loro meglio un universo che da sempre mi affascina e mi incuriosisce come nessun altro è mai riuscito a fare.
Consigli: Il criterio che ho seguito per guardare i film è stato seguire la linea temporale dei Monarca regnanti per assicurarmi, almeno, un minimo di aderenza storica temporale. E' interessante, tra l'altro, confrontare le due versione della Regina Elisabetta I interpretate sia da Cate Blanchett (per questo ruolo due volte candidata all'Oscar, sia da Judi Dench (lei, invece, Oscar vinto per una delle interpretazioni più brevi nella storia del cinema).
Parola chiave: Regno Unito.



Ric

mercoledì 6 luglio 2011

Film 276 - X-Men: L'inizio

Lunga l'attesa dopo numerosi trailer succulenti e qualche fotogramma di anteprima per questa (ennesima) pellicola sugli eroi mutanti...


Film 276: "X-Men: L' inizio" (2011) di Matthew Vaughn
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Michele, Marco, Tiziana
Pensieri: Freschi freschi dalla visione del capitolo su Wolverine, ci siamo fiondati al cinema per il nuovissimo episodio della saga di X–Men uscito l’8 Giugno. Questa volta i riflettori sono puntati sulle origini stesse della prolifica serie (oramai a quota 5 episodi) e su come gli X–Men si siano formati.
Ormai di moda ad Hollywood riprendere da più angolazioni lo stesso soggetto, questa volta siamo negli anni ’60 e il punto di vista principale è quello del futuro Professor Xavier. La trovata è sicuramente piacevole, più che altro perché spiega chiaramente (ma non so dire quanto fedelmente rispetto al fumetto) come buona parte dei mutanti delle precedenti pellicole siano diventati tali o entrati a far parte del gruppo (buoni o cattivi non importa). Chi ha un minimo di passione per la serie apprezzerà di certo.
La trama è buona e non superficiale, incastra bene gli eventi fino a portare – alla conclusione - agli effetti che noi tutti conosciamo e che ricolleghiamo alle pellicole successive. Benissimo la scelta del cast che punta su nomi più o meno famosi del cinema e TV: Charles Xavier/James McAvoy ("Espiazione", "Wanted - Scegli il tuo destino", "The Conspirator", "Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l'armadio"), Erik Lehnsherr/Magneto/Michael Fassbender ("300", "Bastardi senza gloria"), Sebastian Shaw/Kevin Bacon ("Mystic River", "L'uomo senza ombra", "Footloose"), Rose Byrne ("Maria Antonietta", "Sunshine" e nel prossimo 'must to see' "Le amiche della sposa"), Raven/Mistica/Jennifer Lawrence ("Mr. Beaver", "Un gelido inverno"), Oliver Platt ("Amore e altri rimedi", "2012"), Emma Frost/January Jones ("Unknown - Senza Identità" e la serie tv "Mad Men"), Hank McCoy/Bestia/Nicholas Hoult ("A Single Man", "About a boy - Un ragazzo", "Scontro tra titani") e Zoë Kravitz (figlia del cantante Lenny, già vista in film come "Il buio nell'anima", "Sapori e Dissapori").
Nell’insieme il gruppo attoriale credo faccia la differenza. Per un film assolutamente non anonimo, non si poteva giocare la carta del cast sconosciuto (ultimamente pare far chic portare sconosciuti alla ribalta, vedi l’edizione degli Oscar con Hailee Steinfeld e la stessa Jennifer Lawrence o, più recentemente, il film di J. J. Abrams “Super 8”).
Strana, invece, la scelta di destinare la canzone portante della colonna sonora al gruppo britannico dei Take That con la (bella) canzone ‘Love Love’, forse non del tutto adatta a questo film.
Bene, comunque, effetti speciali (il finale con il sottomarino sollevato in volo è spettacolare), fotografia e le scenografie piuttosto azzeccate. Lasciano qualche domanda, invece, i gadget fin troppo futuristici in dotazione alla squadra di eroi. A volte sembra di essere al giorno d’oggi…
Critiche favorevoli e buon incasso, ma non ottimo per un film della serie. Con $160,000,000 spesi per realizzarlo, ad oggi il film ha incassato $324,611,727 che, in ordine di incasso, equivale al quartultimo posto su 5 pellicole realizzate. In Italia, per esempio, questo episodio è stato accolto piuttosto tiepidamente, con il modesto risultato di € 2,650,968 ad oggi. Per intenderci, da noi il bruttissimo “L’ultimo dei templari” con Nicolas Cage ha incassato quasi di più.
Ma non bisogna farsi ‘spaventare’: il film vale la pena di essere visto!
Ps. Camei divertenti dei veterani Hugh Jackman nei panni del suo famoso Wolverine e Rebecca Romijn in quelli di Mistica.
Film 622 - X-Men - Conflitto finale
Film 275 - X-Men le origini - Wolverine
Film 582 - X-Men - L'inizio
Film 583 - Wolverine - L'immortale
Film 728 - X-Men - Giorni di un futuro passato
Film 1092 - X-Men - Giorni di un futuro passato
Film 1166 - X-Men: Apocalisse
Film 1166 - X-Men: Apocalisse
Film 1100 - Deadpool
Consigli: Interessante ed esplicativo, questo "X-Men: First Class" (titolo originale) serve agli amanti della serie a ricollegarsi con i successivi (ma precedenti in ordine di uscita) capitoli della serie. E', inoltre, piuttosto divertente e ricco d'azione, quindi non manca certo il divertimento per i non appassionati!
Parola chiave: X.

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Ric

martedì 5 luglio 2011

Film 275 - X-Men le origini - Wolverine

Nuova cena dal Puffo, nuovo film tutti assieme!


Film 275: "X-Men le origini - Wolverine" (2009) di Gavin Hood
Visto: dalla tv del Puffo
Lingua: italiano
Compagnia: Michele, Marco, Marco C., Andrea, Andrea Puffo, Alice, Diego, Davide
Pensieri: Avendo visto questa pellicola la prima volta a Parigi, in inglese sottotitolato in francese, effettivamente qualche battuta – per non dire passaggio – me l’ero persa.
La saga degli X-Men, sicuramente , mi è sempre piaciuta parecchio, quindi mi tocca ammettere un minimo di parzialità riguardo a questo prequel(?)/spin–off(?) che vede per protagonista l’X–Men più famoso della saga.
Nessuno dei suoi “amici” (o nemici) partecipa a questa pellicola, ma, nonostante questo handicap, non si può certo dire che gli incassi ne abbiamo risentito… “X-Men le origini - Wolverine“ è un film meno tipicamente di genere (leggere sui mutanti) e più un ritratto del personaggio Logan a tutto tondo: la sua vita e la sua storia (già accennata in “X-Men 2” del 2003) e come Logan diventi Wolverine.
Ovviamente c’è tantissima azione e molti personaggi secondari (pure troppi a dire il vero, nessuno realmente ben approfondito come nel terzo "X-Men - Conflitto finale" del 2006), tutto condito in ‘salsa mutante’, per non perdere il retrogusto della serie che tanto aveva fatto incassare fino a qui con i capitoli precedenti (parliamo di oltre 1 miliardo di $).
No, comunque, questo non è decisamente il migliore esperimento della quadrilogia (ance se sappiamo bene che il quinto è già stato ‘sguinzagliato’) poiché il sapore che lascia alla fine è sempre quello di un progetto minore rispetto agli standard precedenti. La macchina ‘X–Men’ è, come sappiamo, ben oliata, ma in questo caso tende un po’ troppo a vivere di rendita.
Hugh Jackman è sempre convincente e sbruffone quanto basta, ma affiancargli una miriade di personaggi piatti non aiuta il film a decollare. Tra i più famosi, comunque ritroviamo Liev Schreiber ("The Manchurian Candidate", "Salt"), Ryan Reynolds ("Buried - Sepolto", "Ricatto d'amore" e il prossimo "Lanterna verde") e Dominic Monaghan (la trilogia de "Il signore degli anelli", "Lost").
Insomma, è divertente e si guarda bene, ma dimostra i primi ‘acciacchi’ della saga.
Film 622 - X-Men - Conflitto finale
Film 276 - X-Men: L' inizio
Film 582 - X-Men - L'inizio
Film 583 - Wolverine - L'immortale
Film 728 - X-Men - Giorni di un futuro passato
Film 1092 - X-Men - Giorni di un futuro passato
Film 1166 - X-Men: Apocalisse
Film 1100 - Deadpool
Consigli: Per i fan della serie è un 'da non perdere'. Per tutti gli altri è sempre una valida alternativa a un 'non so cosa fare' di un'eventuale serata in casa.
Parola chiave: Indistruttibile.

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Ric

Film 274 - Mr. Beaver

Incertezza su questa pellicola che, mi spiace dirlo, non presentava certo una storia troppo allettante... Ma la 'sponsorizzazione' della 3 sicuramente mi ha convinto a fare una capatina al cinema.


Film 274: "Mr. Beaver" (2011) di Jodie Foster
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Michele
Pensieri: Non si può dire che questo film non abbia una storia originale. Uomo di successo con famigliola teoricamente felice cade in depressione e, per riprendersi, finisce per farsi auto-terapia grazie all'aiuto di un pupazzo/marionetta a forma di castoro. ("The Beaver", appunto).
Questa pellicola, per toni e colori umidicci, mi ha ricordato molto il "The Weather Man" (o "L'uomo delle previsioni" che dir si voglia) di Gore Verbinski. Qui, però, la trama si dimostra più risoluta e meno soggetta agli eventi della vita, quindi decisamente meno fatalista. Ma la sensazione di una connessione tra i due film mi è rimasta per tutta la visione.
Non posso dire che rivedrei "Mr. Beaver", ma non posso nemmeno giurare che non mi sia piaciuto. E' un insieme strano di elementi, un'onda infinita di alti e passi, a seconda dell'umore del suo protagonista Walter Black/Mel Gibson. Tra dramma e battute, famiglia e rimpianti, riscatto e viaggio di formazione, il percorso che verrà narrato allo spettatore attinge un po' ovunque per ricreare un mix di sensazioni che, alla fine, rimane un po' indefinito. Non è facile da classificare questo film, poiché non è di facile e disimpegnato consumo, ma non è nemmeno un drammone esistenziale che pone etici interrogativi per i 91 minuti di durata. Forse, nel panorama cinematografico odierno, risulta un attimino azzardato come investimento. Il richiamo della classe attoriale conta soprattutto sul duo Mel Gibson+Jodie Foster (qui alla sua seconda regia), ma il primo è decaduto ormai da tempo, la seconda sbaglia, forse, a voler a tutti i costi dimostrare ancora qualcosa. Non perchè non sia capace, sia chiaro, ma forse un progetto così outsider equivale un po' a darsi la zappa sui piedi e in pochi avrebbero potuto farcela. Il tono dimesso, poi, di tutta l'operazione commerciale non ha aiutato.
Non ho gradito troppo, poi, la voce fuori campo dello stesso Walter Black che auto-narra la sua stessa storia. Tra questa, la sua originale e quella del castoro, tre voci allo stesso personaggio mi sono parse un po' troppe.
Interessanti, comunque, i due giovani comprimari che si 'oppongono' alla coppia di veterani: Anton Yelchin ("Star Trek", "Terminator Salvation") e la recentemente candidata all'Oscar Jennifer Lawrence ("Un gelido inverno", "X-Men: L' inizio "). Giovani e carini, rinfrescano la storia e tengono bene le redini della narrazione quando è il loro turno.
Tutto sommato posso dire che l'insieme sia sufficiente, ma non totalmente incisivo. Manca qualcosa, ma non chiedetemi cosa. Ci sto ancora pensando...
Consigli: Attenzione al 'blue mood' di tutto il film, è contagioso.
Parola chiave: Depressione.

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Ric