venerdì 29 giugno 2012

Film 422 - Tower Heist - Colpo ad alto livello

Marco aveva molte riserve su questa pellicola e si è dovuto ricredere.


Film 422: "Tower Heist - Colpo ad alto livello" (2011) di Brett Ratner
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Più che un colpo ad alto livello potrebbe passare per il colpo dei disperati. Chi, infatti, ha recentemente sentito parlare di Eddie Murphy, Matthew Broderick o Téa Leoni? Pare che avessero tutti decisamente bisogno di un buon successo commerciale per tornare in carreggiata. "Tower Heist" sembrava, quindi, ghiotta occasione.
L'incasso al box office, bisogna dirlo, non è stato particolarmente elevato ($152.9 milioni), ma dal punto di vista della pellicola, posso assicurare che il film è piuttosto carino. Con la regia di Brett Ratner ("X-Men - Conflitto finale") e attori del calibro di Ben Stiller, Casey Affleck (nomination all'Oscar per "L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford"), Alan Alda (nomination all'Oscar per "The Aviator") e Gabourey Sidibe (nomination all'Oscar per "Precious") e una trama davvero divertente, devo dire che è stata un'ottima scelta estiva.
Il 'colpo' del sottotitolo italiano, poi, è sgangherato quanto i protagonisti che lo mettono in atto e non mancano di colpi di scena e una certa adrenalina ad alta quota alla Mission Impossible. Molte gag e una clamorosa rivincita assicurano a questo prodotto un perfetto appeal blockbuster che, lo ammetto, non ero sicuro avrei trovato. Invece il tutto mi ha lasciato piuttosto soddisfatto e, da aggiungere (non è poco) perfino Marco si è ricreduto.
Chiaro, niente di trascendentale, ma per una serata di disimpegno tra amici è certamente una buona compagnia.
Consigli: Forse un po' sottovalutato, preso per quello che è (una commedia), è un film piacevole da guardare che non annoia e si vede più che volentieri. E, soprattutto, Eddie Murphy ha un ruolo abbastanza marginale.
Parola chiave: Auto.

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Ric

giovedì 28 giugno 2012

Film 423 - 40 carati

Seratina tranquilla a casa e una pellicola di cui avevo vagamente sentito parlare.


Film 423: "40 carati" (2012) di Asger Leth
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Questo film ha incassato sì e no 600mila dollari. No, non in totale, ma sottraendo all'incasso totale ($42,644,373) la spesa per produrlo (42milioni), si fa presto a capire che se gli introiti del cinema fossero questi sarebbe più che altro un business basato sulla passione di chi lo fa.
A dirla tutta "Man on a Ledge" (letteralmente 'uomo su un cornicione': tra il titolo originale e quello italiano due premi alla fantasia) è una pellicola di consumo proprio carina. Classicamente americana, fatta di improbabili circostanze e molto inverosimili colpi di fortuna, nonché di un tutto per tutto che se la gioca tra il carcere a vita e la morte, la vicenda è comunque sempre ricca di suspance e non perde mai di vista l'obiettivo vero di un prodotto come questo: l'intrattenimento.
L'unico problema che potrei ipotizzare - a parte il titolo - è che manca una star. Dopo "Avatar" si è creduto che Sam Worthington fosse stato catapultato nell'olimpo delle stelle hollywoodiane, ma non è proprio così. A parte "Scontro tra titani" e seguito (già molto meno riuscito del primo) non ha un film di successo da un bel po'. Da "Avatar", per la precisione. Inoltre non ha una peculiarità che lo renda riconoscibile al grande pubblico e, personalmente, non lo trovo nemmeno troppo simpatico.
Idem dicasi per la coprotagonista del film Elizabeth Banks. Non per la simpatia, ma per la mancanza di riscontro sul grande pubblico. Ha fatto mille ruoli in pellicole di grande successo o impatto mediatico (Laura Bush in "W." poi "Spider-Man 3", "Zack & Miri - Amore a... primo sesso", "The Next Three Days", "Che cosa aspettarsi quando si aspetta"), eppure non ha trovato un ruolo che l'abbia lasciata davvero impressa nell'immaginario del pubblico. Solo di recente, con il personaggio di Effie Trinket in "Hunger Games" è riuscita a farsi notare davvero.
Infine Jamie Bell che, nonostante parti da comprimario in pellicole come "King Kong", "Flags of Our Fathers", "Jumper - Senza confini", "The Eagle" o "Jane Eyre" finisce sempre per essere l'indimenticabile e indimenticato Billy Elliot.
A parte questo, in ogni caso, a "40 carati" non sarebbe mancato nulla per funzionare alla grande. L'idea, seppur bizzara, è originale e lo svolgimento carico di tensione, quindi mi spiego a fatica il perchè di un flop tanto evidente.
Da recuperare.
Ps. Ed Harris è di una magrezza che lascia colpiti. Quasi macrocefalo con un corpo fasciato in completi quasi aderenti che lo fanno sembrare un bambino vecchio. Un po' spaventa.
Consigli: Nell'ottica del blockbuster figlio della tensione "40 carati" funziona piuttosto bene. Niente di straordinario, però intrattiene bene e finisce lasciando soddisfatti. Per me è stata una piacevole distrazione estiva.
Parola chiave: Diamante.

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Ric

mercoledì 27 giugno 2012

Film 421 - Harry Potter e i doni della morte: Parte 2

E ora il secondo episodio!


Film 421: "Harry Potter e i doni della morte: Parte II" (2011) di David Yates
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Rileggo la precedente recensione "Film 283 - Harry Potter e i doni della morte: Parte II" e, sinceramente, trovo il tutto ancora piuttosto veritiero.
Il film è bello, ma la più grande pecca è che manca di azione. Buonissime premesse, ma poi la battaglia si perde e non rende come avrebbe dovuto. Troppi rallenty e momenti drammatici solo sfiorati (muoiono Fred, Lupin e Tonks, per esempio...), si potevano evitare molti primi piani e approfondire altre storie.
Per il resto la pellicola è assolutamente da vedere. E' l'unica della saga, tra l'altro, ad aver superato il muro del miliardo di dollari d'incasso (per la precisione $1,328,111,219).
Consigli: Magari ha più senso vedersi prima la parte 1. Però "Harry Potter and the Deathly Hallows: Part 2" vale anche sa solo. Ottima conclusione.
Parola chiave: Nagimi.

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Bengi

martedì 26 giugno 2012

Film 420 - Harry Potter e i doni della morte: Parte I

Era da un po' che volevo godermi una serata doppia (e conclusiva) di Harry Potter. E, tutto d'un fiato, ho esaudito il mio desiderio!


Film 420: "Harry Potter e i doni della morte: Parte I" (2010) di David Yates
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Visti uno di seguito all'altro, i due 'doni' sono evidentemente imparagonabili. Questo primo episodio è, sì, ben fatto e riuscito, ma è niente in confronto a quello che attende nel secondo. Eppure è necessario vederli entrambi per crearsi un quadro completo di quello che è l'epilogo della saga potteriana. La storia è sempre avvincente, qui perde però un po' il ritmo a causa dell'iniziale disorientamento dei protagonisti: dove sono gli horcrux? E qual è il piano di Harry? Al di là dell'antipatica reazione di Ron a queste domande, il tutto vale comunque la pena di essere visto anche perchè la qualità tecnica è davvero eccellente.
La Watson svetta, Radcliffe al solito non è in grado. Grandi nuovi nomi di questo episodio: Bill Nighy e Rhys Ifans.
Film 186 - Harry Potter e i doni della morte: Parte I
Film 189 - Harry Potter e i doni della morte: Parte I
Film 297 - Harry Potter e i doni della morte: Parte I
Consigli: E' una saga bella e ben fatta. Ogni tanto si rivede un qualsiasi episodio con piacere.
Parola chiave: Spada di Grifondoro.

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Ric

Film 419 - John Carter

Consigliato da Valentina qualche mese fa, attendevo l'occasione di vederlo.


Film 419: "John Carter" (2012) di Andrew Stanton
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: "John Carter" appartiene alla sfortunata serie di film da cui tutti si aspettano il botto e, invece, succede il contrario. L'anno scorso era toccata a "Lanterna verde" (200 milioni di dollari per produrlo, $219,851,172 di incasso), quest'anno al momento è invece Mr. Carter a dover fare i conti con un botteghino a malapena accettabile ($250 milioni di spesa, $282,729,025 di incasso). Cosa sarà andato storto?
La pellicola in sé non è male, la storia è piacevole e intrattiene anche se, a livello di effetti speciali, ho trovato una certa negativa somiglianza proprio con "Lanterna verde" (in cui era presente, come qui, l'attore inglese Mark Strong, famoso soprattutto per essere stato il primo cattivo dello "Sherlock Holmes" di Guy Ritchie). Essendoci un'innumerevole quantità di esseri alieni è inevitabile che il tutto risulti vagamente fittizio, però ho trovato la resa poco funzionale, quasi troppo evidentemente finta.
L'insieme, comunque, mi ha genericamente ricordato un mix di tante cose. Da "Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma" a "Avatar" e ancora "La mummia", "Il gladiatore" o "Prince of Persia: Le sabbie del tempo". Forse più di tutti "Cowboys & Aliens" (un altro sfortunato al botteghino: $174,822,325 a cui sottrarre $163 milioni...).
Che sia qui, dunque, il vero problema? Dov'è l'identità spinta ed evidente di "John Carter"? Cos'ha di indelebile o inconfondibile, in fin dei conti? Non posso dire, in quanto blockbuster, che questa pellicola non faccia il suo dovere, ma forse manca di originalità non tanto per la trama (ormai siamo abituati a ben di peggio), quanto per una rappresentazione di un mondo nuovo (Marte e rispettivi abitanti) che di incredibile o innovativo non ha nulla. Lo si capisce dal trailer e, purtroppo, questa sensazione non passa durante la visione del film.
Aggiungo che, forse, la scelta di un protagonista più "indimenticabile" avrebbe regalato quel qualcosa in più che avrebbe potuto salvare il resto. Taylor Kitsch è abbastanza uguale a Barry Watson (il Matt Camden di "Settimo cielo", per capirci) ed entrambi condividono una certa propensione per l'inespressività. Ne è recente esempio quel "Battleship" in cui trama banale e mancanza di idee corrono a braccetto. E dove Rihanna finisce per risultare la migliore a recitare. Credo che questo dica molto.
Curioso, poi, che Kitsch abbia già lavorato con la qui-compagna-di-set Lynn Collins in "X-Men le origini - Wolverine" dove entrambi avevano parti abbastanza insignificanti. Sorte destinata a ripetersi?
Consigli: Per una serata in compagnia è sicuramente un buon aiuto allo svago. Si poteva fare un po' di più, specialmente considerando che il regista è Andrew Stanton (che ha diretto "Alla ricerca di Nemo" e "WALL·E" oltre che sceneggiato "Toy story - Il mondo dei giocattoli" e "Monsters & Co."), da cui siamo abituati a piccoli capolavori. Ma l'animazione, probabilmente, è un'altra cosa.
Parola chiave: Barsoom.

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Ric

lunedì 18 giugno 2012

Film 418 - Scrivimi una canzone

Filmetto per la pace dei sensi.


Film 418: "Scrivimi una canzone" (2007) di Marc Lawrence
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Non che mi apsettassi i fuochi d'artificio, comunque posso dire che questo "Music and Lyrics" è piuttosto piatto e banale.
Classica commedia romantica americana, i due fortunati di questo ennesimo esempio di mancanza di idee sono Hugh Grant e Drew Barrymore, felicemente innamorati in meno di 6 giorni al ritmo della miglior pianola anni '80.
Sì, perchè qui a fare da sfondo a tutta la vicenda c'è un fittizzio gruppo musicale "from the '8os" e uno dei suoi ex componenti (Grant) che tenta di riaffermarsi ai giorni nostri dopo anni di concerti per le fiere.
Trama scontata e battute non esattamente orginali, inoltre la Barrymore non è esattamente quella che si può definire la classica bellona da commedia romantica USA, comunque il tutto, nei termini della banalità più melensa, funziona.
$145,896,422 di incasso mondiale e una serie di canzoni su misura per il film che, da ascoltare, non sono male.
Consigli: Se deve essere una serata leggera o nostalgica (cari anni 80!), allora questa è una pellicola perfetta. Senza impegno, quasi senza trama, e con un po' di musica (e critica) dall'odierno ad andare a ritroso di 20 anni.
Parola chiave: Cora Corman.

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Ric

giovedì 14 giugno 2012

Film 417 - Snow White and the Huntsman

Giovedì scorso, giornata di pioggia, malumore e litigi, il mio personale rifugio è stato un cinema di Leicester Square. Esattamente una settimana dopo, oggi, ho scoperto che proprio Londra, in quella piazza, ha ospitato l'anteprima mondiale del film che ho visto.


Film 417: "Snow White and the Huntsman" (2012) di Rupert Sanders
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Il 2012 è l'anno di Biancaneve. Dopo il popolarissimo cartone Disney "Biancaneve e i sette nani" del 1937, nonostante altri tentativi, non si era mai riusciti a far tornare in auge questa storia tanto quanto oggi. Due film in poco più di tre mesi di distanza l'uno dall'altro, entrambi con cast stellari e, soprattutto, due regine cattive d'eccezione: Julia Roberts e, qui, Charlize Theron.
Se "Mirror Mirror" (da noi semplicemente "Biancaneve") e i suoi $161,476,157 di incasso sono stati un buon antipasto, questo "Snow White and the Huntsman" ("Biancaneve e il cacciatore") - che in sole due settimane è già a quota $187,685,895 - si può già considerare come la portata principale. Non che vi fossero dubbi.
Dai toni cupi e tesi, ricco di intrighi e combattimenti, questa pellicola è certamente più riuscita di quella che l'ha preceduta, che era caratterizzata da toni più fiabeschi, divertenti e spensierati. Più da bambini, per semplificare.
Fin dall'inizio ho trovato efficace e ben riuscita la cura delle immagini, tese a ricercare un tipo di inquadratura particolare o, grazie all'aiuto degli effetti speciali, a creare suggestioni visive tanto belle quanto funzionali all'animo dark del film.
Assolutamente promossa Charlize Theron, di una bellezza magnetica quasi ipnotica, vera protagonista di una storia che, senza il suo carisma e il suo fascino, avrebbe certamente toppato il risultato finale. Intrigante e crudele, dalla voce suadente e dalla bellezza ben più evidente dell'acerba Kristen Stewart, regna per tutti i 127minuti di proiezione. Non so come sarà doppiata in italiano, ma assicuro che da sola la Theron vale il prezzo del biglietto (o almeno delle mie 11.25£).
Chris Hemsworth e la Stewart sono ancora piuttosto giovani e incapaci. Lui è bravo a recitare quanto Victoria Beckham a cantare. Per la metà del tempo ha un espressione ebete e, quando parla, si esprime come un troglodita appena scappato dalla caverna. Lei, dalla voce molto mascolina, ha quel fastidioso sguardo da perennemente drogata che, su quello che dovrebbe essere il delicato visino di una principessa, non è esattamente un punto a favore. Sulla recitazione, invece, pensavo peggio.
Il tutto, comunque, nel complesso mi ha soddisfatto. Ammetto di essermi perso qualche passaggio per colpa del sonno (ero davvero stanchissimo), ma assolutamente non per colpa della pellicola. Tornerò certamente a vederla in italiano.
Film 709 - Biancaneve e il cacciatore
1129 - Il cacciatore e la regina di ghiaccio
Consigli: Ascoltare Charlize Theron recitare qui in lingua originale vale davvero la pena. E' una regina cattiva (anche se il nome Ravenna fa un po' ridere...) più che azzeccata!
Parola chiave: "Mirror mirror on the wall who's the fairest of them all?".

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Ric

mercoledì 13 giugno 2012

Film 416 - L'inferno di cristallo

Mi ero imbattuto per caso nella scheda di questo film e, curiosissimo, ne ho subito recuperato una copia!


Film 416: "L'inferno di cristallo" (1974) di John Guillermin
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Comincerei dicendo che in questa pelliola ci sono 4 premi Oscar (Paul Newman, William Holden, Faye Dunaway, Jennifer Jones), 2 che vi sono stati candidati (Steve McQueen e Fred Astaire, quest'ultimo proprio per questa pellicola), chi ha vinto ben 3 Golden Globes (Richard Chamberlain: "Uccelli di rovo" vi dice niente?), chi ne ha vinto 1 (Susan Blakely e, udite udite, Susan "Stephanie Forrester" Flannery direttamente da "Beautiful"!) e chi vi è stato candidato ben 6 volte (Robert Wagner)! Tutto questo elenco per dire: anche solo per il cast è necessario vedere questa pellicola. 8 nomination agli Academy Awards (tra cui miglior film) e 3 premi vinti, poi, fanno il resto.
Essendo una pellicola degli anni '70 si potrebbe dire che per budget ed effetti speciali questo film sia paragonabile ad un kolossal. Tra incendi, allagamenti, funambolismo e salti nel vuoto, "The Towering Inferno" regala ottimi momenti di tensione anche se bisogna aspettare un po' perchè arrivino. Il tutto, infatti, comincia piuttosto lentamente e quella tendenza a sottovalutare il rogo, cosa che avviene per la maggior parte del primo tempo, è, sinceramente, molto fastidiosa. Chiaramente il discorso è sempre lo stesso: un film come questo ai giorni nostri avrebbe toni e tempi assolutamente diversi. Un inizio da 'tutto è tranquillo' poi completamente ribaltato da un momento catastrofico che scatenerà il disastro lungo tutto il resto della vicenda. Qui, invece, l'incendio scaturisce quasi da subito, ma, tra un evento e l'altro, viene inesorabilmente ignorato (e sottovalutato) fino al momento in cui il tutto non diventa grave ed ingestibile. Il che risulta anche sciocco.
La pellicola, comunque, è ben strutturata e, grazie anche ai tanti bravi attori presenti, riesce perfettamente nell'intento di narrare una tragedia che, la storia ci insegna, non è poi così impossibile da pensare avverabile. Effetti speciali davvero riusciti e un fuoco devastante che brucia, piano dopo piano, qualunque cosa o persona incontri. All'ultimo piano, bloccati tra il nulla e l'inferno che avanza, gli invitati all'inaugurazione della Torre di vetro dovranno trovare un modo per salvarsi dalle fiamme senza rischiare, chiaramente, di volare nel vuoto dal 138esimo piano (come al solito gli americani esagerano...).
Claustrofobico e vertiginoso, "L'inferno di cristallo" è un classico del cinema catastrofico assolutamente da recuperare!
Ps. Tra i protagonisti anche O.J. Simpson, famoso per il non proprio lusinghiero motivo di aver assassinato l'ex moglie.
Consigli: Cult anche solo per il cast che propone, è un film che vale la pena di vedere. Effetti speciali d'avanguardia e colonna sonora del grandissimo John Williams, qui alla sua decima nomination all'Oscar (vincerà l'anno dopo il suo secondo Academy Award per "Lo squalo").
Parola chiave: Vigili del fuoco.

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Ric

Film 415 - 1921 - Il mistero di Rookford

Trailer interessante e commenti positivi. In più c'è Rebecca Hall.


Film 415: "1921 - Il mistero di Rookford" (2011) di Nick Murphy
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Certamente ben studiato per rendere il tutto più oscuro possibile, "The Awakening" non è né horror né thriller e, anzi, si gioca il suo fascino con le atmosfere. Una scuola gigantesca in mezzo ad un tetro bosco in cui pare si nasconda un fantasma. Una proprietà infestata in un luogo dove i bambini non si sentono più al sicuro. Serve qualcuno che risolva il mistero, una persona che sappia guardare, traendo il vero da fatti che parrebbero ingannevoli o mistificati.
Florence Cathcart/Rebecca Hall ("Frost/Nixon - Il duello", "The Town", "Vicky Cristina Barcelona", "The Prestige") sembra la perfetta candidata: crede solo in ciò che vede (e non nel mistico) ed è adeguatamente equipaggiata per stanare le 'presenze'. Chiaro che non sarà tutto così semplice.
Tra le ferite della guerra - della carne e della mente del prof. Robert Mallory/Dominic West ("John Carter", "Johnny English - La rinascita", "300", "Mona Lisa Smile") - e un passato dimenticato che riaffiora inesorabilmente, questo mistero di Rookford è capace di tenersi stretto l'interesse dello spettatore per quasi tutto il film. Perde nel finale, che inevitabilmente sa di già visto. Tutto sommato, comunque, il risultato globale è piacevole e abbastanza coerente. La Hall, che ormai seguo da un po', è sempre piuttosto brava e West comincia a farsi strada nel cinema che conta. Entrabi qui si giocano la carta del nudo, tra l'altro.
Silenziosa co-protagonista è Imelda Staunton ("Shakespeare in Love", "Motel Woodstock" e nominata all'Oscar per "Il segreto di Vera Drake"), famosissima per il ruolo di Dolores Umbridge nella saga potteriana, qui - come sempre - capace di dare spessore a personaggi anche di secondo piano.
Un buon cast e una storia che tiene, insomma, per una pellicola che fa il suo dovere.
Consigli: Si perde un po' nel finale, ma l'atmosfera che riesce a creare affascina e inquieta. Come un sogno ad occhi aperti, in certi passaggi regala buona dose di oppressione psicologica e suspance. Godibile.
Parola chiave: Passato.

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Ric

martedì 12 giugno 2012

MTV Movie Award 2012: i vincitori

Con un po' di ritardo riferisco dei recenti MTV Movie Awards che, il 3 giugno, hanno premiato quelli che secondo Mtv sono stati i titoli e i personaggi della stagione passata. Se, da Londra dove mi trovavo, l'evento non ha avuto alcuna eco che mi abbia raggiunto, al rientro in Italia ho trovato numerose informazioni a riguardo. Con 4 premi sale sul podio "Hunger Games" che perde, però, nella categoria Miglior film contro "The Twilight Saga: Breaking Dawn – Parte 1" (2 premi, finalmente la saga è in declino). Anche "Harry Potter e i doni della morte – Parte 2" e "Le amiche della sposa" si aggiudicano 2 vincite, mentre "Come ammazzare il capo… e vivere felici", "21 Jump Street" e "Paradiso amaro" una. Quest'ultima pellicola, poi, colpisce perchè batte titoli potenti come "Super 8", "Le amiche della sposa" e "Hunger Games" nella categoria Performance d'esordio grazie all'interpretazione di Shailene Woodley, famosa per "La vita segreta di una teenager americana" (popolare telefilm proprio di Mtv).
Infine, come ipotizzato nel post "MTV Movie Award 2012: le nominations", non è stata Bryce Dallas Howard a vincere nella categoria Miglior Performance Torcibudella per "The Help" come segnalava erroneamente IMDb, ma il cast de "Le amiche della sposa". Evidentemente la segnalazione era semplicemente una svista.
Ecco tutti i vincitori (*).

MTV Movie Award 2012

FILM DELL’ANNO
"Le amiche della sposa"
"Hunger Games"
"Harry Potter e i doni della morte – Parte 2"
* "The Twilight Saga: Breaking Dawn – Parte 1"
"The Help"

MIGLIORE ATTRICE
Emma Stone – "Crazy, Stupid, Love"
Emma Watson – "Harry Potter e i doni della morte – Parte 2"
* Jennifer Lawrence – "Hunger Games"
Kristen Wiig – "Le amiche della sposa"
Rooney Mara – "Millennium – Uomini che odiano le donne"

MIGLIOR ATTORE
Channing Tatum – "La memoria del cuore"
Daniel Radcliffe – "Harry Potter e i doni della morte – Parte 2"
Joseph Gordon-Levitt – "50/50"
* Josh Hutcherson – "Hunger Games"
Ryan Gosling – "Drive"

PERFORMANCE D’ESORDIO
Elle Fanning – "Super 8"
Melissa McCarthy – "Le amiche della sposa"
Liam Hemsworth – "Hunger Games"
Rooney Mara – "Millennium – Uomini che odiano le donne"
* Shailene Woodley – "Paradiso amaro"

MIGLIOR INTERPRETAZIONE COMICA
Jonah Hill – "21 Jump Street"
Kristen Wiig – "Le amiche della sposa"
* Melissa McCarthy – "Le amiche della sposa"
Oliver Cooper – "Project X"
Zach Galifianakis – "Una notte da leoni 2"

MIGLIOR CAST
"21 Jump Street" – Jonah Hill, Channing Tatum, Ice Cube, Dave Franco, Ellie Kemper, Brie Larson
"Le amiche della sposa" – Kristen Wiig, Maya Rudolph, Rose Byrne, Melissa McCarthy, Wendi McLendon-Covey, Ellie Kemper
* "Harry Potter e i doni della morte: Parte 2" – Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, Tom Felton
"The Help" – Emma Stone, Viola Davis, Octavia Spencer, Bryce Dallas Howard, Jessica Chastain
"Hunger Games" – Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Elizabeth Banks, Woody Harrelson, Lenny Kravitz

MIGLIOR TRASFORMAZIONE SULLO SCHERMO
Collin Farrell – "Come ammazzare il capo… e vivere felici"
* Elizabeth Banks – "Hunger Games"
Johnny Depp – "21 Jump Street"
Michelle Williams – "Marilyn"
Rooney Mara – "Millennium – Uomini che odiano le donne"

MIGLIOR COMBATTIMENTO
Channing Tatum & Jonah Hill vs. Kid Gang – "21 Jump Street"
Daniel Radcliffe vs. Ralph Fiennes – "Harry Potter e i doni della morte: Parte 2"
* Jennifer Lawrence & Josh Hutcherson vs. Alexander Ludwig – "Hunger Games"
Tom Cruise vs. Michael Nyqvist – "Mission Impossible: Protocollo fantasma"
Tom Hardy vs. Joel Edgerton – "Warrior"

MIGLIOR BACIO
Channing Tatum & Rachel McAdams – "La memoria del cuore"
Jennifer Lawrence & Josh Hutcherson – "Hunger Games"
* Robert Pattinson & Kristen Stewart – "The Twilight Saga: Breaking Dawn – Parte 1"
Rupert Grint & Emma Watson – "Harry Potter e i doni della morte: Parte 2"
Ryan Gosling & Emma Stone – "Crazy, Stupid, Love"

MIGLIOR PERFORMANCE TORCI-BUDELLA
"21 Jump Street" – Jonah Hill & Rob Riggle
* "Le amiche della sposa" – Kristen Wiig, Maya Rudolph, Rose Byrne, Melissa McCarthy, Wendi McLendon-Covey and Ellie Kemper
"Drive" – Ryan Gosling
"The Help" – Bryce Dallas Howard
"Mission Impossible: Protocollo fantasma" – Tom Cruise

MIGLIOR FARABUTTO
Bryce Dallas Howard – "The Help"
Collin Farrell – "Come ammazzare il capo… e vivere felici"
* Jennifer Aniston – "Come ammazzare il capo… e vivere felici"
Jon Hamm – "Le amiche della sposa"
Oliver Cooper – "Project X"

MIGLIORI MUSICHE
The Devil is in the Details Chemical Brothers – "Hanna"
Impossible Figurine – "Like Crazy"
* Party Rock Anthem LMFAO – "21 Jump Street"
Pursuit of Happiness Kid Cudi (Steve Aoki Remix) – "Project X"
A Real Hero College w/Electric Youth – "Drive"

Ric

Film 414 - Erin Brockovich - Forte come la verità

Scaricato per nonna, alla fine mi è tornata voglia di vederlo...


Film 414: "Erin Brockovich - Forte come la verità" (2000) di Steven Soderbergh
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Terza nomination e primo Oscar per Julia "non proprio simpatia" Roberts, "Erin Brockovich" è un film aggressivo, ma sui buoni sentimenti. Ispirato alla vera persona Erin Brockovich (che recita qui anche in un cameo), si narra la vertiginosa scalata della donna dal basso del conto in banca 0 alla vincita della causa multimilionaria con risarcimenti da capogiro contro la Pacific Gas and Electric Company, causa della contaminazione delle acque in una cittadina californiana. Tra malati terminali e storie strappalacrime, una Julia Brockovich con le tette in gola raccoglie prove e seduce motociclisti (Aaron Eckhart), si incazza contro il capo (Albert Finney) e parla di pompini come Carrie delle Manolo. Ci sta, il tutto regge.
Da qui il vero declino della carriera della Roberts che, dopo tanti successi, si vede in ultima battuta accreditare un riconoscimento mondiale che merita sì e no e che la catapulta, perciò, nell'universo dei soddisfatti e dimenticati. Da allora "The Mexican", "I perfetti innamorati", "Confessioni di una mente pericolosa", "Full Frontal", "Mona Lisa Smile", "Closer", "Ocean's Twelve" (orrendo), "La guerra di Charlie Wilson", "Fireflies in the garden - Un segreto tra di noi", "Duplicity", "Appuntamento con l'amore", "Mangia Prega Ama", "L'amore all'improvviso - Larry Crowne" e l'ultimo "Biancaneve". Tutte pellicole tra il brutto e il flop o, fortunatamente, con suoi ruoli marginali. Solo negli ultimi tempi la Roberts ha visto la sua stella tornare ad illuminarsi leggermente, ma mai come durante i fastosi anni '90.
Tra i suoi pochi film che riesco a rivedere con serenità (sarà perchè è un film di Soderbergh con Albert Finney...) e riuscendo tutte le volte ad appassionarmi - le storie in tribunale mi piacciono da morire! -, "Erin Brockovich - Forte come la verità" è una buona pellicola con il pregio di dipingere un'attrice hollywoodiana in maniera meno zucchero-stereotipata e, soprattutto, trattando una storia (vera) interessante in maniera chiara e ben approfondita.
Ps. 5 candidature all'Oscar (tra cui film, regia e sceneggiatura), ma vince solo la Roberts. Tra i personaggi minori spicca Marg Helgenberger, famosissima protagonista di "CSI: Scena del crimine".
Consigli: Si rivede sempre volentieri, specialmente per l'interpretazione brillante della Roberts e per la storia interessante che viene raccontata.
Parola chiave: Cromo esavalente.

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Ric

venerdì 1 giugno 2012

Film 413 - To Rome with Love

Dopo "Midnight in Paris" torna Allen in trasferta. Questa volta in Italia.


Film 413: "To Rome with Love" (2012) di Woody Allen
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Erika
Pensieri: Vorrei cominciare dicendo che, visti i primi 10 minuti di film, mi sembrava di guardare un episodio de "I Cesaroni" diretto dai Vanzina. E io non ho mai visto un episodio de "I Cesaroni". Non si metteva bene.
"To Rome with Love", mi spiace dirlo, è un generico nonsense. Quattro storie che non si incrociano mai raccontano le vicende di amore, fama e genericamente vita di personaggi bidimensionali tanto macchiette quanto privi di ogni realisticità. O Roma ad Allen ispira follia e semplicità (di quella grezza), oppure c'è una mancanza di approfondimento. La critica di Verdone ("La sua Roma non mi fa ridere, anzi, mi fa piangere. E' un brutto film girato da qualcuno che non ha capito niente della città. Una pellicola da cartolina da tabaccai") è parzialmente azzeccata. Fermo restando che Allen non si tocca, pare vero che il regista non abbia colto appieno lo spirito della città, se non addirittura di un popolo.
Privo del romanticismo e della magia del precedente "Midnight in Paris", qui ci si trova di fronte a personaggi burini, una trama banale e noiosa, una mancanza di idee. L'uomo che diventa famoso per essere famoso (la critica è evidente, ma non è mascherata e risulta quindi fastidiosa e buttata lì tanto per), il cantante lirico capace di esibirsi solo quando è sotto la doccia (questa è la trovata che ho ritenuto più idiota e inutile), la prostituta scambiata per moglie a causa di un equivoco (però, che novità)... Insomma, non ci siamo. Non si ride, manca la verve e gli attori italiani sono imbarazzanti (Ornella Muti, Riccardo Scamarcio, Alessandra Mastronardi e sì, anche Benigni). Peccato per l'occasione sprecata, perchè il resto del cast era veramente da sogno (Penélope Cruz, Alec Baldwin, Judy Davis, Jesse Eisenberg, Ellen Page - non ce n'è uno che non abbia avuto almeno una nomination all'Oscar). E, soprattutto, perchè come al solito veniamo dipinti come sempliciotti creduloni e superficiali.
Consigli: Meglio ripassare la filmografia di Allen escludento questa poco felice parentesi.
Parola chiave: Roma.

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