venerdì 31 agosto 2012

Film 444 - Wanderlust

Siccome Erika voleva vederlo...


Film 444: "Wanderlust" (2012) di David Wain
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Erika
Pensieri: Questo film è identificabile con una delle parole più temute dall'industria cinematografica: flop colossale. 35milioni di dollari per produrlo e un incasso mondiale di appena $21,450,353. Ora forse anche a voi si accende una lampadina sul perchè in Italia il titolo originale - letteralmente 'voglia di girovagare' - sia stato cambiato tanto inappropriatamente in "Nudi e felici".
Dato che dubito questo stratagemma porterà qualsivoglia beneficio a "Wanderlust", mi sembra veramente un'idiozia che si possa credere che un titolo risulti appetibile solo perchè si fa cenno alla nudità.
Detto ciò devo considerare questo prodotto migliore di quello che potessi aspettarmi. E' molto spesso un nonsense farcito di humor poco familiare a noi italiani, comunque a parte certe scene imbarazzanti (vedi incitamento volgarissimo allo specchio) si può dire che questa massificata indifferenza del pubblico nei confronti del film non ha nemmeno troppo ragione di trovarsi nel prodotto in sé. Tra l'altro i due protagonisti sono piuttosto conosciuti (soprattutto negli USA) e fa strano pensare che un film con la Aniston non riesca davvero ad arrivare nemmeno a ripagarsi i costi di produzione.
Certi passaggi sono divertenti e l'ambientazione hippie/autogestita è certamente una cornice ricca di spunti comici. A tratti, tra l'altro, mi ha ricordato il film con Tim Allen e Kirstie Alley "In ricchezza e in povertà".
Oltre a Paul Rudd e la Aniston, alcune spalle famose: Alan Alda, Malin Akerman e Justin Theroux.
Ah, tranquilli, la scena di nudo non coinvolge Jennifer Aniston, ma l'attore Joe Lo Truglio...
Consigli: Comunque un film piacevole per passare una serata tra amici. Divertente, anche se a tratti imbarazzante. Meglio evitare di vederlo in famiglia!
Parola chiave: Elysium.

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BB

martedì 28 agosto 2012

Film 443 - LOL - Pazza del mio migliore amico

Un altro dei film regalati dalla 3.


Film 443: "LOL - Pazza del mio migliore amico" (2012) di Lisa Azuelos
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Lo devo dire. Con mia non poca sorpresa. Mi aspettavo di peggio.
Questo "LOL" ispirato all'originale francese "LOL (Laughing Out Loud)" con Sophie Marceau e con la stessa regia della Azuelos per entrambi i film, non è così male come potrebbe sembrare una pellicola che, assieme, include le "capacità" recitative di Miley Cyrus e Demi Moore.
Sarà che la trama è meno american-standard e più 'europea' nello stile - lo stesso dicasi per la regia -, ho trovato divertente, comunque, che nonostante i tentativi di renderla una storia più 'americanizzata', alla fine rimanga un prodotto di chiara origine europea (c'è perfino una madre che da uno schiaffo alla figlia! Fosse stata realtà avrebbe rischiato i servizi sociali nell'America di oggi...). Lo si capisce anche dal fatto che gli americani hanno ampiamente snobbato il film - nonostante la (ormai ex?) teen idol Cyrus - che, costato 11 milioni di dollari, ne ha incassati solamente $8,708,377 in tutto il mondo.
Eppure, tutto sommato, nella marea di banalità adolescenziali devo dire che ho apprezzato l'anima più personale di questo prodotto. Non che sia un capolavoro né un esempio tangibile del buon divertissement di eccelsa qualità, però bisogna ammettere che presenta uno spaccato giovanile anche credibile e rappresenta bene quei momenti di 'stupidità' collettiva di quando da ragazzi si gira con il proprio gruppo di amici.
Per quanto riguarda gli aspetti negativi, però, troppe smielosità pro ragazzine medie-liceo (che sono poi il target del film), una doppiatrice della Cyrus sbagliata che non riflette la voce naturalmente più profonda e roca della ragazza e - qui siamo già più sul personale - l'insopportabile Cyrus stessa. Che non sia in grado di recitare granché credo sia evidente un po' per tutti. Per quanto mi riguarda, però, ha quel non so che di suino che mi ha reso insofferente per la prima parte del film, fino a che non mi sono abituato.
Al di là di questo, comunque, che ripeto è personale, il grande limite di "LOL - Pazza del mio migliore amico" è che in fin dei conti è esattamente come te lo aspetti. Sì, qualche elemento più fresco, come si diceva prima, c'è, ma la trama fila liscia esattamente per come deve andare ed esci dalla sala pensando: è la solita stupidata, però mi aspettavo qualcosa di più trash. Che, visto ciò che c'è in giro, non è male, ma non è neppure un gran risultato. Specialmente per due attrici che hanno palesemente bisogno di rimettere in moto la carriera.
Consigli: Va bene per una serata molto tranquilla senza pretese. Recitazione non sempre all'altezza, ma non lo si vede certo aspettandosi un Oscar imminente per le due protagoniste...
Parola chiave: Cellulare.

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BB

giovedì 23 agosto 2012

Film 442 - Guardia del corpo

20 anni fa. Avevo 5 anni...


Film 442: "Guardia del corpo" (1992) di Mick Jackson
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: In un'atmosfera glam-pop più da anni '80 che da nuovissimi anni '90, "The Bodyguard" è una delle pellicole romantiche più famose della storia cinematografica.
Nonostante il copione fosse originariamente destinato alla coppia Steve McQueen e Diana Ross, per una serie di complicazioni i due protagonisti principali ingaggiati sono stati Kevin Costner e l'allora esordiente nel mondo del cinema Whitney Houston, scelta che oggi possiamo ritenere davvero azzeccata. Perchè se, allora, all'uscita del film la cantante fu ampiamente criticata - come il film - oggi non credo non si possa dire che "Guardia del corpo" sia una delle pellicole cult nel suo genere.
Gli elementi che lo hanno reso possibile sono tanti, a partire dalla colonna sonora (che, con le sue 45 milioni di copie, è la più venduta della storia) e da una della canzoni più magiche ed azzeccate a far da tema portante ad un film: "I Will Always Love You". Che poi le due candidate all'Oscar fossero "I Have Nothing" e "Run to You" è un'altra storia.
Con un mix di thriller, romanticismo e un tocco autobiografico (la Ross era già stata candidata all'Oscar per "La signora del blues" e la Houston, se non per la categoria attoriale, poteva aspirare ad una candidatura almeno per le canzoni), la trama regge abbastanza bene le 2ore di durata con una serie di colpi di scena a tener sempre desta l'attenzione di chi sta guardando. Bella (e, se vogliamo, anche interessante) la ricostruzione della serata degli Academy Awards dove, inutile dirlo, il personaggio della Houston vince tra la sorpresa di pochi. Lì si scatenerà il momento di massima tensione.
A parte i toni entusiasti di questa mia prima parte, dovuti certamente alla riscoperta di un prodotto legato ad una seria di ricordi d'infanzia, comunque bisogna dire che si deve trattare questo film per quello che è. Non certo un capolavoro, ma se lo si guarda con attenzione si possono riconoscere tantissimi tentativi successivi di emulazione, probabilmente legati ad una speranza di successo eguagliabile (il film incassò $410,945,720). Basti pensare alla varie cantanti sbarcate al cinema con pellicole legate al mondo della musica, come "Glitter" con Mariah Carey ($5,271,666 di incasso mondiale...), "Crossroads" con Britney Spears ($61,141,030) fino al più recente "Burlesque" con l'Aguilera e Cher ($89,657,398).
Non credo, tra l'altro, che le 7 nomination ai Razzie Awards del 1993 siano meritate e, con il senno di poi, si può certamente convenire che è stato prodotto ben di peggio e la recitazione dei due protagonisti non è così condannabile se consideriamo certi prodotti abominevoli prodotti ultimamente.
Ora, non è certo mia intenzione cominciare una crociata pro "Guardia del corpo"; dico solo che, con i suoi pregi e difetti, è riuscito in ogni caso a distinguersi come uno dei film più famosi legati al mondo della musica e, dopo tanto tempo, è ancora un prodotto di notevole fama. La recente scomparsa improvvisa della Houston, poi, ha contribuito ad avvicinare nuovamente la gente ai suoi successi passati e, inevitabilmente, a ridestare interesse attorno a questa pellicola e le sue indimenticabili canzoni.
Consigli: Romantico e cantato, è un film che va preso per quello che è. Se piace, piacerà tantissimo, altrimenti sarà la prima ed unica visione. Però è bello ricordare Whitney in uno dei passaggi più famosi della sua grandissima carriera.
Parola chiave: "I Will Always Love You".

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BB

martedì 21 agosto 2012

Film 441 - I tre moschettieri

Non avevo letto grandissime recensioni a riguardo...


Film 441: "I tre moschettieri" (2011) di Paul W.S. Anderson
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: In queste anche troppo tranquille serate di agosto una delle alternative alle noia è piazzarsi davanti ad un film. Qualsiasi film. Ecco perchè sono incappato in questo paradiso del kitch intitolato "I tre moschettieri" che, all'epoca dell'uscita, era stato venduto al grande pubblico come la rivisitazione in chiave moderna e pop del grande classico di Dumas, per di più girato interamente in 3D.
Chiaramente, avendolo guardato da casa, la terza dimensione non mi ha coinvolto, ma dubito avrebbe sopperito alle mancanze di questo prodotto che - diciamolo pure forte e chiaro - è brutto.
Brutto perchè innanzitutto aspira ad essere qualcosa che non è. Non è un kolossal e non ha né la spinta né i mezzi per esserlo. E' chiaramente, invece, un blockbuster di serie B (sia per trama che per effetti speciali) incapace di valorizzare le carte a suo favore - una bella storia, praticamente un duello ogni due per tre, un premio Oscar nella schiera dei cattivi (Christoph Waltz è Richelieu) - puntando, erroneamente, i riflettori su elementi sbagliati.
Primo fra tutti Milla Jovovich. Incapace di recitare anche una sola battuta con l'espressione che richiederebbe, è tanto inadeguata ad interpretare Milady quanto impacciata nelle scene di duello. Più di una volta risulta imbarazzante (ma mai quanto nell'orrendo "Ultraviolet", una delle pellicole più brutte della storia). Ha davvero troppo spazio all'interno della storia per essere una che recita così male. Ma è la moglie del regista e non credo serva aggiungere altro.
Altro grave problema è il quartetto di spadaccini. Nessuno è simpatico né minimamente approfondito a livello psicologico. Addirittura la sparata ninja legata ad Athos/Matthew Macfadyen ("Orgoglio e pregiudizio", "Frost/Nixon - Il duello", "Robin Hood") è tanto fuoriluogo quanto non necessaria ai fini della trama. E poi manca un'incisività del protagonista D'Artagnan/Logan Lerman (visto in "Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo: Il ladro di fulmini") che fatica a 'prendere possesso' dello schermo.
Gli effetti speciali sono davvero mal realizzati e talmente evidenti da risultare fastidiosi. Non so, probabilmente ero tanto indisposto da tutto l'insieme che li ho trovati bruttissimi e, diciamo, mi rendo conto che questa negatività possa derivare da un mix di elementi che tanto cozzavano da farmi catalogare "The Three Musketeers" come un prodotto frettoloso e pretenzioso.
Si vogliono mettere insieme troppi generi filmici e, forse per una mano inesperta, il gioco è sfuggito al controllo. Non è un film storico né un adattamento letterario di qualità e nemmeno un film d'avventura o una commedia. Non c'è accuratezza nei dettagli - il mio compagno di visione si è accorto subito che quella Francia era troppo tedesca per essere verosimile... - e mancano elementi che appassionino lo spettatore.
Forse era meglio che Mr. Paul W.S. Anderson e consorte rimanessero nel collaudato terreno degli svariati "Resident Evil" e si evitassero uno scivolone tanto evidente.
Consigli: E' un intrattenimento fiacco e poco brillante. Vale giusto per i costumi e la bella vista della Reggia di Versailles.
Parola chiave: Collana.

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Ric

lunedì 20 agosto 2012

Film 440 - Bed Time

Dopo che l'anno scorso la 3 aveva regalato un altro film spagnolo a tema horror che mi era anche discretamente piaciuto, ho interpretato quale segnale evidentemente positivo che questa stagione estiva 2012 me ne proponesse un altro con così evidenti richiami a "Con gli occhi dell'assassino"...


Film 440: "Bed Time" (2011) di Jaume Balagueró
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Erika, Marco
Pensieri: Per diverse ragioni poteva sembrare che questa pellicola fosse una nuova piccola perla del cinema di paura spagnolo. Oltre ai richiami ad altri lavori già piuttosto noti, il trailer si presenta accattivante e, diciamocelo, lo spunto narrativo è inquietante abbastanza da rendere curiosi: mentre dormi qualcuno ti spia da sotto il tuo letto...
Chi? Cosa vuole? Perchè è lì? Come ha fatto ad arrivarci?
Ci sarebbero più o meno altre cento altre declinazioni di queste prime velocissime domande che scaturiscono nella mente dello spettatore che, catturato da un buon preambolo, si aspetta uno svolgimento della trama carico di suspance, colpi di scena e, diciamocelo, anche qualche scena truce.
Peccato che in questo "Mientras duermes" niente di tutto ciò accada. Fin dal principio sappiamo chi sta sotto al letto di Clara/Marta Etura e non ci si mette nemmeno troppo a capirne il perchè. A parte l'iniziale stordimento per lo strambo rapporto madre-figlio, direi che nulla di quello che viene mostrato durante la narrazione non possa essere previsto con almeno un decina di minuti di anticipo da parte di chi guarda. Il che, ad essere sinceri, non è nemmeno l'aspetto più frustrante del film.
La verità è che mi aspettavo un prodotto capace, se non di spaventarmi, almeno di instaurare in me un senso di smarrimento dovuto ad una trama capace di sorprendere o stupire. Niente di tutto questo. Lentezza e passaggi noiosissimi, con un atrio che finisce per diventare familiare e un appartamento che, francamente, non si capisce come Clara faccia a permettersi. Ecco, il fatto che mi sia soffermato ad analizzare più volte questo aspetto credo sia significativo al fine di descrivere quanto "Bed Time" sia stato deludente.
Svelare da subito l'identità del maniaco sotto il letto, dedicare più attenzione a come mostrare corpi nudi al limite del censurabile e affidarsi ad una trama con passaggi che sfiorano il ridicolo (due su tutti: il momento in cui i due fidanzati trovano in casa il portiere César/Luis Tosar, ma lui riesce a fargli credere che è appena entrato nell'appartamento e, il peggiore, Clara che apre il rubinetto dell'acqua nella doccia dove César è nascosto - in controluce - ma lei non lo vede perchè intanto chiacchiera col fidanzato che è nell'altra stanza...) finisce per togliere ogni appeal ad un prodotto che dovrebbe campare di colpi di scena e momenti da puro horror (o splatter) per intrattenere un pubblico che si aspetta un film di paura piuttosto che un mal riuscito tentativo di film orrifico con pretese di qualità.
Ps. Sia Tosar che la Etura hanno recitato nella pellicola "Cella 211" (2009) vincendo entrambi il Goya Awards (l'Oscar spagnolo) come migliori attori.
Consigli: Sinceramente c'è di meglio. Chiaro che, per passare una serata, può essere un'opzione. Bisogna, però, sapere da subito che metà della trama viene svelata da subito all'inizio del film (il trailer inganna!)
Parola chiave: Bambino.

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Ric

venerdì 17 agosto 2012

Film 439 - Lorax - Il guardiano della foresta

Qualcuno, non ricordo chi, me lo aveva recentemente consigliato e, siccome "Ortone e il mondo dei Chi" mi era molto piaciuto, non ho esitato a godermi questa nuova favola del Dr. Seuss.


Film 439: "Lorax - Il guardiano della foresta" (2011) di Chris Renaud, Kyle Balda
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Era da molto che non vedevo un film d'animazione, precisamente dall'anno scorso quando vidi "Gli Aristogatti" che, tra l'altro, non mi aveva neanche tanto soddisfatto. Se devo dire la verità il mondo dei cartoni non mi è mancato. Ultimamente ho trovato le proposte davvero poco allettanti e, per la prima volta, quest'anno non avevo visto nessuna delle cinque pellicole candidate all'Oscar ("Rango", "Il gatto con gli stivali", "Kung Fu Panda 2", "Chico & Rita", "Une vie de chat"). Non me ne pento, tutt'ora non mi pare ci si stia producendo in grandi lavori di qualità (di "Ribelle - The Brave" ho letto brutte recensioni, la saga di "Madagascar" non mi è mai particolarmente piaciuta. Giusto "L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva" potrebbe attirarmi).
Nonostante questo periodo non felice sul versante animazione, devo dire che "Lorax - Il guardiano della foresta" non ha minimamente deluso le mie aspettative. Avendo particolarmente (e con mia non poca sorpresa) apprezzato, come dicevo prima, "Ortone e il mondo dei Chi", speravo che questo film riprendesse per tematiche e stile il precedente lavoro ispirato ai personaggi del Dr. Seuss. E così è.
Colorato e favoloso racconto con morale facile facile per i bambini (salvaguardare la natura e, più in particolare, non abbattere gli alberi), "The Lorax" è concepito, però, in modo tale da risultare gustoso anche per il pubblico adulto, vuoi perchè da noi (o solo a casa mia?) queste favole non sono poi così famose, o perchè il messaggio che vuole dare il film è sempre attuale o perchè, in generale, è davvero un prodotto piacevole.
Nella versione originale il cast di doppiatori vede tra i protagonisti Zac Efron, Taylor Swift, Betty White, Ed Helms (quello di "Una notte da leoni") e Danny DeVito che - lodevole - doppia oltre alla versione in inglese anche quelle in russo, spagnolo, tedesco e italiano!
Infine ottimo il risultato del film al botteghino mondiale: con $335,441,158 di incasso batte perfino i $297,138,014 dell'amico Ortone.
Film 1159 - Lorax - Il guardiano della foresta
Consigli: Divertente e adatto a tutta la famiglia. Una bella favola che la computer grafica riesce a rendere ancora più visivamente appetibile.
Parola chiave: Albero.

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Ric

giovedì 16 agosto 2012

Film 438 - Un anno da leoni

Dal regista de "Il diavolo veste Prada" e il prossimo "Hope Springs - Consigli per gli affetti", una commedia che parrebbe strana e inusuale sul mondo dell'avvistamento uccelli. Un po' di curiosità c'è.


Film 438: "Un anno da leoni" (2011) di David Frankel
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Erika
Pensieri: Considerando che è stato uno dei più clamorosi flop del botteghio americano dell'anno scorso, mi aspettavo sinceramente una pellicola orrenda e mal confezionata. In realtà, pur non essendo nulla di che, non è nemmeno un prodotto tanto pessimo da dover essere snobbato in maniera tanto evidente.
Ammetto che, pur non amando nessuno dei tre attori protagonisti della pellicola (Owen Wilson, Jack Black e Steve Martin), l'idea un po' più originale del solito che fa da sfondo di questa commediola americana (il birdwatching) è gradita e mi ha fatto dimenticare il naso storto di Wilson, gli occhi da fumato di Black e la costante aria da idiota di Martin. Detto ciò nulla di nuovo all'orizzonte. A parte il disorientamento da nome di uccello - troppi - non si cavalca certo l'onda dell'originalità. E chi vorrebbe lasciare il lavoro, ma non riesce ad abbandonare le responsabilità; e chi è uno sfigato totale che deve dimostrare al padre e al mondo intero che ce la può fare; e chi mette a repentaglio il suo matrimonio in favore della sua più grande passione.
Ora, a parte la scontatezza, ammetto che questa storia del birdwatching non la conoscevo. Cito da Wikipedia: "Il birdwatching (in italiano osservazione degli uccelli) è un hobby inerente all'osservazione e allo studio degli uccelli in natura. È sinonimo del termine birding, usato negli Stati Uniti d'America, che comprende, oltre all'osservazione, anche l'ascolto e il riconoscimento dei canti". Premesso che a me sembra follia, rimane comunque un approfondimento di una cosa di cui non conoscevo l'esistenza e, alla fine, mi ha divertito. Non c'è molto altro da aggiungere, però, e forse, oltre ad incorniciare la vicenda all'interno del big year (ossia l'anno di tempo in cui si gira per il mondo intenti ad avvistare il maggior numero di volatili possibili), si sarebbe potuto investire di più su una trama che sa di già visto non appena comincia la visione della pellicola.
In fin dei conti non posso dire che sia un brutto film, però "The Big Year" poteva sfruttare molto meglio i 41 milioni di dollari spesi per produrlo (ne ha incassati $7,448,385 in tutto il mondo...).
Ps. Titolo italiano assolutamente fuoriluogo e insensato.
Consigli: Finché c'è l'ingresso gratis con la 3 niente vieta di andare a vederlo. Ma a prezzo pieno, diciamoci la verità, può essere anche tranquillamente evitato. Una pellicola molto easy.
Parola chiave: Record.

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Ric

martedì 14 agosto 2012

Film 437 - La leggenda del cacciatore di vampiri (3D)

Nuovo ingresso con la 3 per una pellicola che ero curiosissimo di vedere in questa torrida estate senza grandi proposte cinematografiche.


Film 437: "La leggenda del cacciatore di vampiri" (2012) di Timur Bekmambetov
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Sinceramente interessato alla visione di questo film, devo dire che non sono rimasto soddisfatto.
"Abraham Lincoln: Vampire Hunter" è un pasticcio di generi mal mescolati tra loro il cui principale pregio sta nell'idea originale che da spunto alla storia: e se Abramo Lincoln, 16esimo presidente degli Stati Uniti d'America, avesse avuto come segreto quello di essere un cacciatore di vampiri?
Chiaramente, quindi, parliamo di un genere fantasy, vagamente intrecciato con lo storico, che, però, prende i suoi rimandi da troppi altri lavori per potersi dire davvero originale. Con una generale atmosfera che richiama il recente "The Conspirator" di Redford e un mix di quei vari "Intervista col vampiro", "Aiuto vampiro" e, inevitabilmente, tutti i "Twilight", in questa pellicola si finisce per avere una totale mancanza di specifica identità in favore di una spettacolarità visiva che c'è, ma non è sufficiente.
Tra una trama debole e un'incapacità recitativa da lasciare a bocca aperta - i peggiori sono i due protagonisti Benjamin Walker/Lincoln e Mary Elizabeth Winstead/Mary Todd Lincoln - si finisce per rimanere delusi da un prodotto come questo ad altissimo budget ($69,000,000), ma carente dal punto di vista dell'originalità.
Brutti effetti speciali, troppi rallenty in favore di un'enfasi della spettacolarità dei combattimenti e il (da me) tanto odiato 3D a rendere fastidiosa l'iniziale visione della pellicola a causa dello stordimento da occhialini hanno fatto sì che, nonostante fossi ben conscio del tipo di prodotto che mi accingevo a vedere, rimanessi piuttosto deluso dal risultato finale insufficiente. Si poteva fare di più e davvero molto meglio.
Consigli: E' puro intrattenimento e nemmeno tanto originale a dirla tutta. E' il classico prodotto estivo che non fa né male né bene. Si guarda, ma giusto per passare il tempo.
Parola chiave: Vendetta.

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Ric

giovedì 9 agosto 2012

Film 436 - Dark Shadows

Un sacco di pubblicità e chiacchiere attorno a questa pellicola. Bisognava visionarla per farsi un'opinione.


Film 436: "Dark Shadows" (2011) di Tim Burton
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Non che "Alice in Wonderland" fosse bello, ma bisogna dire che Tim Burton con questa pellicola mi ha davvero profondamente deluso. Pensare che il suo talento venga utilizzato per un prodotto tanto brutto, noioso e privo della benché minima creatività mi confonde. Che il regista abbia perso ispirazione? Che la produzione a braccetto con la Disney lo abbia "rammollito"?
Non voglio essere polemico, eppure qui, io, dei precedenti capolavori di Burton non ci vedo alcuna traccia. "Ed Wood", i due "Batman", "Il mistero di Sleepy Hollow", "Edward mani di forbice" sono opere evidentemente di valore, che piacciano per storia, atmosfere, musiche o per il tutto e salta subito all'occhio che c'è voglia di raccontare qualcosa - fuori dall'ordinario -, che c'è un progetto e un'idea che motiva e spinge a realizzare un film degno di essere definito tale. Per "Dark Shadows" non mi pare ci siano sufficienti positivi motivi per decidere di imbarcarsi nella trasposizione cinematografica della soap televisiva degli anni '60 dall'omonimo titolo. Se questo progetto le sia stato fedele non posso dirlo, non avendo mai visto un episodio della serie, ma posso certificare che il film è brutto come mai mi sarei aspettato da un lavoro burtoniano.
Tra un vampiro poco interessante (Johnny Depp), un'adolescente antipatica come se ne sono viste poche (Chloë Grace Moretz) - e no, tesoro, mi spiace ma non sei Mercoledì/Christina Ricci - e una serie di inutili personaggi di contorno (Jackie Earle Haley, Jonny Lee Miller e Bella Heathcote), non si salva nemmeno la cattiva strega Eva Green che, dopo un bel po' di assenza dai film che contano (era il 2007 de "La bussola d'oro"), torna con un prodotto tanto debole.
Ridicola la parte di Helena Bonham Carter, non tanto per il personaggio in sé quanto per il fatto che ancora una volta Burton favorisce la compagna assegnandole un ruolo in una sua pellicola. Chiaramente come protagonista.
Unica nota positiva Michelle Pfeiffer, capace di catalizzare su di sé l'attenzione dello spettatore nonostante sia contornata da una miriade di personaggi in un vortice caotico di avvenimenti. Si vede subito chi sa fare la differenza.
Male, inoltre, gli effetti speciali che ho trovato mal realizzati e, anche se probabilmente era voluto, tanto finti da risultare evidenti. Pessimo il momento trash-tributo ad Alice Cooper. Non ce n'era bisogno.
Lo so, sembra che voglia parlare male a tutti i costi di questo "Dark Shadows", ma la mia delusione è stata tale da rendere imperdonabile a Burton un altro passo falso come questo. Eppure, con un budget di 150 milioni di dollari, si poteva produrre qualcosa di decisamente meglio.
Ps. Nonostante tutto, il film ha incassato $236,234,897 nel mondo, ma dalla collaborazione ormai consueta Burton-Depp ci si aspettava davvero molto di più.
Consigli: Tra tutte le pellicole del grande regista quest'ultima non è certo tra le sue più riuscite. Chiaramente, per i fan, è comunque un passaggio obbligato da non perdere. Per gli altri... beh, c'è di meglio.
Parola chiave: Magia.

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Ric

martedì 7 agosto 2012

Film 435 - Hysteria

Non ero ancora riuscito a vederlo ed era da un po' che aspettavo!


Film 435: "Hysteria" (2011) di Tanya Wexler
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Di sicuro uno spunto narrativo interessante per una storia che vanta un'originalità non usuale di questi tempi. Si tratta, infatti, della non certo nota vicenda che porta all'invenzione - romanzata - del vibratore.
Tra un gridolino e un orgasmo si snoda la vicenda del Dott. Mortimer Granville (Hugh Dancy) tra i meandri dell'isteria femminile guidato dal mentore Dr. Robert Dalrymple (Jonathan Pryce) in compagnia di due figlie che più diverse non si può. Chiaramente, nel corso della vicenda, quella che sembrava la più indomabile (Maggie Gyllenhaal), si rivelerà essere la perfetta compagna per la vita. Niente di nuovo per quanto riguarda la cornice amorosa, insomma, ma piuttosto interessante il racconto della genesi di uno strumento tanto conosciuto ai giorni nostri con, per sfondo, una rivoluzione sociale in pieno fermento per l'avvento di novità tecnologiche di grande portata. Insomma, un mix interessante e florido per un'unica vicenda da raccontare.
Non si risparmia alcuna gag sessuale in questo "Hysteria" e, soprattutto, si torna a far uso di uno degli attori più ironici e capaci del cinema british: Rupert Everett. Tagliente ed eloquente con un semplice sguardo, brillante spalla per tutta la durata della pellicola, è un peccato che venga usato con tanta parsimonia. E' certamente il personaggio più spassoso della pellicola, vedere per credere.
Insomma, la pellicola ha pecche anche piuttosto evidenti - ci sono molti passaggi noiosi in cui si preferirebbe decisamente passare oltre -, ma nel complesso l'idea è carina e riportata sullo schermo con semplicità e piacevolezza, tanto che un argomento così tecnicamente "spinoso" non risulta mai volgare o eccessivo. Si ride di gusto durante le performance orgasmiche delle anziane pazienti, ma si riflette anche sulle stranezze e il maschilismo umano: qualunque cambiamento umorale femminile era classificato dalla medicina come isterismo e, a volte, anche "curato" con tecniche estreme ed irreversibili. Sì, certo, si ride volentieri, ma se ci si sofferma un attimo su ciò che è stato davvero il nostro passato, si rimane un attimo interdetti.
Vale la pena di vederlo, anche se personalmente mi aspettavo qualcosina di più.
Consigli: Piacevole e garbato, mai volgare nonostante l'argomento che tratta. E' un buon film divertente che, alla fine, riesce anche a far riflettere. Non c'è male.
Parola chiave: Elettricità.

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Ric

lunedì 6 agosto 2012

Film 434 - American Pie: Ancora insieme

Una saga leggendaria sulla vita sessuale dei teenagers e degli strani modi di utilizzare le torte di mele...


Film 434: "American Pie: Ancora insieme" (2012) di Jon Hurwitz, Hayden Schlossberg
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco (Mi)
Pensieri: La saga in sé non è male, ma questo episodio numero 4 non aggiunge davvero nulla di che alle storie già precedentemente raccontate. Soliti protagonisti con un effetto revival che ripesca vari personaggi delle passate avventure, ripercorriamo qui il tipico momento di crisi post bambino della coppia Jim - Michelle (Jason Biggs e Alyson Hannigan) e altre varie tappe obbligate da commedia USA giunta alla spremitura dell'ennesimo episodio X.
Niente che non ci si aspettasse e niente che non si sia mai visto, peccato che non si rida praticamente mai. Unica trovata divertente è la finale ripicca di Stifler (Seann William Scott) su Finch (Eddie Kaye Thomas).
Mena Suvari è bellissima e Tara Reid in gran forma, ma per il resto non ci sono particolari news da segnalare. E' la classica operazione-nostalgia-spilla-soldi. Lo sa chi lo produce, lo sa chi va a vederlo. Niente di più.
Ps. $233,566,407 di incasso mondiale, perfettamente in linea con la media degli altri 3 episodi.
Consigli: Appassionati della saga e non, c'è da sapere che, in questo "American Reunion" c'è perfino una scena di nudo di Jason Biggs. E non ce n'era bisogno.
Parola chiave: Sesso.

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Ric

giovedì 2 agosto 2012

Film 433 - The Woman in Black

Una mattina che non avevo voglia di fare altro che vedermi un film easy prima dell'ufficio...


Film 433: "The Woman in Black" (2012) di James Watkins
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Presentando questo film si parlava di una raggiunta maturità (recitativa) post potteriana del giovane Daniel Radcliffe, comunemente ritenuto abile a recitare quando Pamela Anderson. No, mi spiace, qui non c'è alcun segno di miglioramento e, credo, con il termine maturità ci si riferisse al massimo al ruolo che ha nella storia, ossia un padre di famiglia, piuttosto che ad una novella capacità acquisita. Poco male, il film non si basa su meriti artistici che vadano oltre quelli puramente tecnici. Bene, comunque, la recitazione dei comprimari Janet McTeer ("Come vi piace", e quest'anno candidata all'Oscar per "Albert Nobbs") e Ciarán Hinds ("John Carter", "Il rito").
La storia è banale e la resa del tutto bella, ma non da paura. Gli unici momenti di spavento sono causati da forti rumori o grida, perciò non si può certo dire che questa sia qualificabile come pellicola orrifica. Molti momenti di tensione regalano suspance, ma alla lunga si finisce per subire un certo effetto-noia abbastanza deleterio. Se si ha la testa da un'altra parte si fa presto a perdere la concentrazione.
Ben curate, comunque, ambientazione e resa scenica, con una dedizione al particolare decisamente lodevole e di sicuro impatto sullo spettatore. Si spreca il tutto, però, in favore di una banalità di sceneggiatura e idee ("The Woman in Black" è tratto dall'omonimo libro di Susan Hill) che finisce per rendere il film uguale a tanti altri.
Ps. Un buon incasso per la prima scelta di Radcliffe fuori dall'universo Potter: $127,730,736 a cui sottrarre i 15milioni di spesa per la produzione.
Film 936 - The Woman in Black 2: Angel of Death
Consigli: Da vedere se non si ha nulla di meglio come proposta. Non è che sia indecente, ma non risulta essere nemmeno qualcosa di eccezionale da vedere a tutti i costi. E' perfetto per un momento di disimpegno in compagnia con gli amici o, per i più coraggiosi, da soli.
Parola chiave: Bambini.

Trailer

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