lunedì 30 novembre 2015

Film 1040 - Crimson Peak

Cinemino prima della discoteca!

Film 1040: "Crimson Peak" (2015) di Guillermo del Toro
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Andrea
Pensieri: Aspettarsi un capolavoro da ogni pellicola che si sceglie di vedere è sciocco e anche superfluo, per cui il nostro approccio all'ultima fatica di Guillermo del Toro è stato molto onesto: ci aspettavamo una mezza scemata ed eravamo assolutamente alla ricerca di quello. Per cui non siamo incappati in alcuna delusione.
"Crimson Peak" ha, innanzitutto, un buon cast (Mia Wasikowska, Jessica Chastain, Tom Hiddleston), dei costumi estremamente curati e un'atmosfera perfetta per la storia: gotica e molto decadente, dà una sensazione quasi viscosa. L'impatto visivo, oltre che essere essenziale, è quindi ben strutturato. Già da solo questo aspetto fa metà del lavoro. In aiuto all'atmosfera vengono gli effetti speciali che sono, sì, palesemente finti, ma non per questo meno affascinanti. L'orrore portato al disgusto di ogni fantasma che viene presentato, infatti, è kitsch, eppure funzionale a rendere il racconto ancora più suggestivo e a tratti macabro. Quest'ultimo aspetto in particolare finirà per risultare preponderante nella parte finale della pellicola, che scenderà sempre più nello scabroso e contorto, regalando allo spettatore una storia ancora più torbida del previsto.
Tutti questi elementi insieme, ai miei occhi hanno portato "Crimson Peak" dall'essere un banale intrattenimento preserale a un interessante esperimento cinematografico, sufficientemente creativo da risultare piacevole. E anche se parliamo, appunto, di una mezza scemata, non per questo l'ho trovata meno piacevole.
Il viso da eterna bambina della Wasikowska le dà la giusta dose di innocenza e candore e l'ambientazione ottocentesca le sta veramente a pennello; la malizia negli occhi dei fratelli Sharpe fa subito capire che qualche sporco segreto è dietro l'angolo, per non parlare del trucco e parrucco della Chastain che la fa apparire più vecchia di vent'anni, oltre che più brutta e inquietante (forse un po' troppo). Dunque ci sono tutti i presupposti per una storia estremamente dark, a tratti dell'orrore, condita con le giuste dosi di mistero e pulp. Io ho apprezzato. Poi mi rendo conto che parliamo di un titolo non esattamente "forte" quanto ci si sarebbe aspettati, forse troppo concentrato nella prima parte a mascherare una trama in fin dei conti deducibilissima e, in generale, meno realistico di quanto siamo abituati (vedi effetti speciali di cui sopra). L'elemento fiabesco permea tutta la storia e ne influenza toni e rappresentazione, per cui quell'anima horror e splatter che un po' il trailer promette finisce per andare a quel paese e ci riporta, invece, a quella mezza delusione che è stato "La madre", con il quale questo film ha anche in comune la presenza delle falene. Le somiglianze, comunque, ci sono anche con "Non avere paura del buio", dei 3 titoli sicuramente il più debole per quanto riguarda le recenti produzioni di del Toro a tinte dark.
In generale, comunque, "Crimson Peak" non è una brutta pellicola e riesce nell'intento di intrattenere in maniera più che soddisfacente il suo pubblico di massa, raccontando una storia macabra e scabrosa che pianta le sue radici nelle viscere di una terra melmastra e oleosa, sporca e sanguinolenta quanto le persone che la abitano in superficie. Non siamo, come si diceva, in presenza di un capolavoro, né un'impresa visionaria - come vorrebbe suggerire il poster italiano del film -, eppure il risultato finale non è male e personalmente sono rimasto colpito in positivo da questa storia.
Cast: Mia Wasikowska, Jessica Chastain, Tom Hiddleston, Charlie Hunnam, Jim Beaver, Burn Gorman, Jonathan Hyde.
Box Office: $74 milioni
Consigli: Niente di innovativo, ma sufficientemente intrigante a livello visivo da risultare una buona scelta cinematografica nel panorama delle pellicole recentemente uscite. "Crimson Peak" è, di fatto, un non-horror, un film che ha tutti gli elementi per esserlo, ma che gioca diversamente le sue carte, preferendo la suggestione e l'atmosfera giusta alla violenza fine a se stessa. Poi sì, il finale è maledettamente crudo, e c'è una scena di sesso incestuoso particolarmente esplicita, però non si può dire che la pellicola abbia come fine ultimo quello di spaventare. Direi più che altro di intrigare e creare un mondo a sé nelle particolarità che questa produzione propone. In quest'ottica scegliere il film di del Toro non lascerà delusi; se, invece, si cerca un titolo di spavento e orrore forse siamo un pochino lontani.
Parola chiave: Veleno.

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Bengi

domenica 29 novembre 2015

Film 1039 - Città di carta

Molto, molto interessato a vedere questo film, ho dovuto recuperarlo in streaming dato che lo avevo perso al cinema.

Film 1039: "Città di carta" (2015) di Jake Schreier
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: "Colpa delle stelle" è stato bello, ma molto duro da digerire. "Città di carta" è tutta un'altra storia che, lo ammetto, mi è piaciuta.
Anche questa pellicola tratta dal romanzo di John Green, la mia paura è che potesse verificarsi una sorta di operazione fotocopia grazie al successo dell'anno scorso della storia con Shailene Woodley anche considerata la presenza di Nat Wolff in entrambi i film, l'idea young adults-glam che si respira in entrambi i casi e, naturalmente, per via dell'autore in comune. La realtà è che sono due titoli completamente diversi e a parte le piccole connessioni di cui prima, il risultato è diverso e piacevole in entrambi i casi.
Innanzitutto in "Paper Towns" nessuno è malato o muore, semplicemente la protagonista Margo (Cara Delevingne) ad un certo punto sparisce e il povero Quentin (Wolff), innamorato di lei fin da bambino, finirà per andare a cercarla dopo aver trovato una serie di indizi che ritiene lo condurranno da lei. Il fulcro della vicenda è quindi la ricerca di Margo che di fatto segue l'avventura di una notte che cambierà la vita dei due ragazzi: lei perché, dopo essersi vendicata dei suoi amici e del suo ex fidanzato fedifrago, sparirà nel nulla; lui perché finalmente si concede di vivere un po'. Il risultato finale sarà una raccolta di indizi e un viaggio on the road per Quentin e i suoi amici nerd che regalerà a tutti il ricordo di un'avventura indimenticabile prima di salutarsi in vista dell'università.
Un percorso di formazione, dunque, mascherato da spy story - molto alla leggera -, eppure pur non risultando totalmente efficace, "Città di carta" riesce a far appassionare il suo spettatore man mano che la storia evolve, proponendo non solo un'avventura anche divertente, ma dei personaggi piacevoli e simpatici, sufficientemente veri e onesti da risultare credibili. In questo Wolff dimostra certamente il suo valore, mentre la Delevingne ha una parte più maliziosa che, sì, le si addice, ma richiede inevitabilmente meno talento per essere rappresentata. Su di lei, dunque, mi riservo di vedere altro per capire se abbia davvero qualcosa da dire o sia il classico esempio di personalità famosa per un motivo che finisce a tentare altre strade più o meno artistiche fino a quando la fama regge. Vedremo.
In definitiva, comunque, "Paper Towns" è un buon esempio di cinema per - come vuole la catalogazione anglofona - giovani adulti e riesce nell'intento di mantenere le aspettative legate alla misteriosa figura di Margo. Il finale è decisamente più inaspettato del normale per un prodotto mirato a un tale target, il che mi ha sorpreso in positivo, soprattutto perché si muovono motivazioni sensate e ponderate legate alla ricerca di se stessi e l'affermazione della propria personalità in opposizione alle imposizioni sociali e alle precostituite categorie umane. Questo, pur semplificato all'interno della trama e probabilmente utilizzato quale strumento per elevare i toni della storia da semplice film per ragazzi a pellicola sufficientemente impegnata, rimane un punto a favore della storia che riconosce quanto sia importante capire prima chi si è per poter decidere quali scelte fare o percorsi seguire nella vita. Poi, certamente, il tutto rimane un'operazione commerciale mirata a creare una sorta di seguito alle fortune di "Colpa delle stelle", ma devo dire che tutto sommato la storia che racconta "Città di carta" non mi ha deluso.
Ps. Ma poi cosa sono queste città di carta del titolo? Errori volontari degli autori delle mappe, sotto forma di nomi di città inventati, che servono a tutelare dalla violazione di copyright delle stesse.
Cast: Nat Wolff, Cara Delevingne, Halston Sage, Austin Abrams, Justice Smith, Jaz Sinclair, Cara Buono, Ansel Elgort (cameo).
Box Office: $85.5 milioni
Consigli: Colonna sonora pazzesca che mi è entrata subito in testa, bella fotografia, un protagonista dal viso dolce e l'aspetto da peluche arruffato, una modella come ragazza scomparsa e un romanzo dallo stesso autore di "Colpa delle stelle": insomma, qualche elemento valido per vedere questa pellicola c'è sicuramente. Il risultato finale è buono, la storia si segue bene e volentieri e il finale è meno scontato di quanto non si potrebbe pensare. In una domenica pomeriggio di quasi inverno come questa, una chance a "Città di carta" si può tranquillamente dare.
Parola chiave: Agloe.

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Bengi

Film 1038 - Scary Movie

Weekend milanese per salutare EXPO e partecipare agli MTV Europe Music Awards del 25 ottobre, il nostro appartamento metteva a disposizione uno schermo piatto gigantesco e tutta la programmazione Sky del caso. Che ci ha regalato questa perla della domenica mattina...

Film 1038: "Scary Movie" (2000) di Keenen Ivory Wayans
Visto: dalla tv dell'appartamento
Lingua: italiano
Compagnia: Giro
Pensieri: Tra i film parodia di altre pellicole è assolutamente uno dei titoli che preferisco, anche se credo il meglio di tutta la saga sia il terzo episodio. Qui, all'esordio cinematografico di uno dei franchise comici più remunerativi degli ultimi anni ($896,555,030 di incasso con 5 pellicole e un costo totale di produzione di $177 milioni), le pellicole prese di mira sono tantissime, "Scream" in primis: "So cosa hai fatto", "Le colline hanno gli occhi", "Incubo finale", "Dawson's Creek", "Amistad", "Titanic", "The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair", "Matrix", "I soliti sospetti", "American Pie", "Il sesto senso", "Venerdì 13", "Shining", "Pulp Fiction", "Nightmare - Dal profondo della notte", "Scemo e più scemo", "Showtime". Insomma, ce n'è per tutti i gusti.
Trait d'union di ben 4 pellicole su 5 sarà Cindy (Anna Faris), qui al contempo vittima perseguitata alla "Scream" e alla "So cosa hai fatto", una protagonista assolutamente ironica e divertente grazie all'attrice che riesce di volta in volta a risultare assurdamente comica a prescindere dalle gag già di per sé piuttosto divertenti. Il mio amore personale per la Faris è cominciato qui.
Insomma, "Scary Movie" al suo primo episodio funziona bene e diverte, prende in giro sapientemente i cliché delle pellicole di paura più serie mettendo alla berlina una serie di aspetti che, pur risultato elementi base di quel genere, non possono non lasciare di volta in volta perplessi. Le scene cult, in questo senso, sono la reginetta di bellezza che si uccide da sola di fronte al suo assalitore stupefatto e, certamente, la scena in cui si rivela chi ci sia davvero dietro alla misteriosa maschera.
Passa il tempo, eppure ancora una volta un film comico e dissacrante che si vede volentieri.
Film 383 - Scary Movie 3
Film 550 - Scary Movie V
Cast: Anna Faris, Jon Abrahams, Marlon Wayans, Regina Hall, Shannon Elizabeth, Shawn Wayans, Kurt Fuller, Cheri Oteri, Dave Sheridan, Carmen Electra, James Van Der Beek.
Box Office: $278 milioni
Consigli: Cult nel suo genere, per molti versi inimitabile, "Scary Movie" è sempre un'ottima scelta quando si tratta di pellicole che prendono in giro altre pellicole. Sotto la superficie simpatica, scherzosa e irriverente, la storia non manca di mettere in evidenza certe assurdità del mondo dell'horror contemporaneo, che pur tanto ci piace lo stesso. Forse è per questo che, a maggior ragione, "Scary Movie" piace perfino di più.
Parola chiave: Doofy.

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Bengi

venerdì 27 novembre 2015

Film 1037 - Man on Wire

Trovato per caso, ma non scelto casualmente.

Film 1037: "Man on Wire" (2008) di James Marsh
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Erika (nella prima parte)
Pensieri: Il punto era, fin dall'inizio, vedere "The Walk" nelle sale cinematografiche fino a qualche settimana fa. Il risultato è stato vedere il documentario sul protagonista Philippe Petit e poi non riuscire a recuperare di fatto il film di Zemeckis (per ora).
Poco male, questo documentario - vincitore dell'Oscar nel 2009 - è stato molto interessante da vedere, oltre che molto spettacolare per quanto riguarda le immagini che presenta. La geniale follia del funambolo Petit è ovviamente di grande intrattenimento, considerando che cammina sospeso tra le guglie di Notre-Dame a Parigi o tra le Torri Gemelle di New York; rimane il fatto che il signore non sia totalmente a posto col cervello. Lo dico con ironia, ovviamente. E, forse, lo dico anche da persona che teme di poter precipitare da grandi altezze.
Fobie personali a parte, "Man on Wire" è un valido titolo di approfondimento per chi si fosse appassionato alla figura dell'artista francese, non solo funambolo, ma anche mimo e giocoliere. Qui gli è dato ampio spazio per spiegare la sua arte, la sua passione e il suo lavoro, quest'ultimo certamente uno dei più peculiari e inusuali al mondo. Trovo curiosissimo, tra l'altro, che non importa quanto pazza sia la passione di qualcuno, troverà sempre altre persone disposte ad appoggiarlo, incoraggiarlo, ammirarlo e perfino amarlo. In un mondo in cui tanti cercano spasmodicamente un'anima gemella, è veramente assurdo pensare che due francesi si trovino, innamorino e condividano la passione del funambolismo - con l'aggravante della spericolatezza di lui - con tale armoniosa dedizione. Chapeau.
In ogni caso un buon lavoro, ben approfondito e contestualizzato, in grado di appassionare lo spettatore raccontando la storia di un uomo fuori dal comune quanto l'attività che è in grado di praticare. Molto interessante.
Film 1145 - The Walk
Cast: Philippe Petit, Jean François Heckel, Jean-Louis Blondeau, Annie Allix, David Forman, Alan Welner, Mark Lewis, Barry Greenhouse, Jim Moore.
Box Office: $5.3 milioni
Consigli: La regia è di James Marsh, che l'anno scorso ha portato sullo schermo "La teoria del tutto", la sceneggiatura basata sul libro dello stesso Petit "To Reach the Clouds" (in Italia "Toccare le nuvole"). "Man on Wire" è un buon titolo se si è alla ricerca di un documentario che racconti qualcosa di diverso, di nuovo, di poco conosciuto. La storia è raccontata bene, le curiosità non mancano e c'è pure quella buona dose di follia che aiuta a rendere il tutto più audace. Anche se devo ammettere che non ho trovato Petit particolarmente simpatico, rimane il fatto che ciò che ha fatto è unico e irripetibile e anche solo per questo vale la pena vedere questo film.
Parola chiave: Cavo.

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Film 1036 - Interstellar

Comprato il dvd e subito visto!

Film 1036: "Interstellar" (2014) di Christopher Nolan
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Rivederlo è stato un piacere. Da un po' avevo voglia di rivedere questo film di Nolan che al cinema mi era piaciuto tantissimo, pur avendomi spiazzato nel finale. Questa seconda visione mi ha lasciato con mille domande scientifiche - girate a chi di dovere - e una consapevolezza ormai sempre più matura in me: le storie non devono andare dove ti aspetti che vadano ma devo semplicemente raccontarti ciò che hanno da dire. Lo scontro tra aspettativa e realtà è sempre un gioco difficile di assestamenti e compromessi, per cui può vincere solo qualcosa che abbia davvero in sé la peculiarità e la forza di mostrare qualcosa di nuovo, inaspettato, bello.
Trovo che "Interstellar" sia un bel film per molti motivi, che vanno dall'ottima resa tecnica (colonna sonora, effetti speciali, fotografia) al sapiente lavoro di sceneggiatura aiutato da un ottimo cast che combina capacità e un glam patinato quanto basta. La storia è solita e tiene per quasi tutto il film, anche se forse avrei preferito un finale meno positivo (ah, le aspettative!); il risultato finale è di grandissimo impatto e riesce ad intrattenere uno spettatore rapito da immagini e immaginazione. Uno dei migliori film della passata stagione.
Ps. Nonostante l'incasso e le buone recensioni, il film non si è portato a casa quanti premi si sarebbe meritato. L'Oscar inevitabile agli effetti speciali è arrivato, ma è mancato il riconoscimento alla colonna sonora di Hans Zimmer (solo nominato) e alla sceneggiatura per Nolan (neanche la candidatura).
Film 834 - Interstellar
Cast: Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain, Bill Irwin, Ellen Burstyn, Michael Caine, David Oyelowo, John Lithgow, Mackenzie Foy, Wes Bentley, Casey Affleck, Topher Grace, Matt Damon.
Box Office: $675 milioni
Consigli: Una bella storia interessante e stimolante, riesce a provocare e lanciare interrogativi, spingendo lo spettatore a porsi domande e fare supposizioni. Ultimamente sono pochi i film che riescono a superare questo tipo di sfida, il che già di per sé è miracoloso. Inoltre, e non è da sottovalutare, l'avventura descritta da Nolan è un azzardo che prende il nome di scoperta, un tentativo alla cieca di esplorare l'ignoto e tentare di renderlo conosciuto. Al giorno d'oggi il brivido dell'avventuriero, dello scopritore di terre è già più un mito che un ricordo, un ruolo praticamente impossibile da rivestire se non, in casi come questo, grazie al cinema. Ecco, quindi, che il valore aggiunto di una storia come questa si palesa: diventiamo tutti esploratori e ci poniamo come limite solo quello che ci detta lo spazio. Se non basta questo a convincervi, il cast è pazzesco, regia e sceneggiatura sono di Nolan, colonna sonora ed effetti speciali da urlo, un viaggio nello spazio e un finale intricatissimo. Sono sicuro che valga almeno una visione.
Parola chiave: Tesseratto.

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mercoledì 25 novembre 2015

Film 1035 - Woman in Gold

Ero rimasto incuriosito dalla locandina, poi dal trailer e in generale dalla strana composizione del cast molto, molto eterogeneo...

Film 1035: "Woman in Gold" (2015) di Simon Curtis
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano, tedesco
Compagnia: nessuno
Pensieri: Anche se ultimamente Helen Mirren nei film fa più o meno sempre la stessa parte della donna anziana, autoritaria e pure un po' snob, devo dire che "Woman in Gold" mi è piaciuto. E' una pellicola pacata ed educata, basata su una storia vera ed intrigante, un misfatto storico che prende il via dalle atrocità della guerra e del nazismo, una vera e propria avventura che non mancherà di lasciare il proprio segno nella storia.
Con queste premesse, un cast coi fiocchi, una solida base storica e una narrazione fluida e senza intoppi, il film di Curtis procede pacatamente, ma senza tedio verso un epilogo scontato, anche se non per questo meno appagante. Di cosa si parla, dunque? Un efficace riassunto da Wiki: «Il film è basato sulla storia vera della defunta Maria Altmann, una sopravvissuta all'Olocausto, che, insieme al giovane avvocato E. Randol Schönberg, ha combattuto il governo austriaco per quasi un decennio per recuperare l'iconico quadro di Gustav Klimt Ritratto di Adele Bloch-Bauer I appartenuto a sua zia, che era stato confiscato dai nazisti a Vienna poco prima della seconda guerra mondiale.»
Un vero e proprio salto nel passato, quindi, a ripercorrere le violenze e gli abusi della Seconda Guerra Mondiale, seguendo il percorso di un quadro che, rubato, dopo decenni è esposto presso l'Österreichische Galerie Belvedere (Galleria Austriaca del Belvedere) del quale diventa simbolo e fiore all'occhiello. La rivalsa sull'opera della Altmann non sarà presa bene da Vienna e dal governo austriaco che tenterà in tutti i modi di ostacolare la donna fino a quando, costretti a farlo, si troverà a fronteggiare un appello presso la Corte Suprema degli Stati Uniti. E da quel momento molte cose cominceranno a cambiare.
Nel mezzo di una vicenda giudiziaria avvincente, la storia di due persone diversissime (Mirren e Reynolds) che si incontreranno e conosceranno, dedicandosi a una battaglia apparentemente impossibile da vincere, eppure evidentemente giusta. La strana coppia sullo schermo funziona, soprattutto grazie alla pacatezza che contraddistingue entrambi i personaggi, capaci di incassare i colpi con grande signorilità e, ancora più importante, non arrendersi di fronte alle avversità o a punti di vista differenti.
Insomma, pur non toccando vette da capolavoro, "Woman in Gold" mi è sembrato un film onesto, capace di comunicare emotivamente con il pubblico facendolo affezionare a una vicenda forse non così conosciuta a chi non frequenti il mondo dell'arte. Il risultato finale è buono, la fotografia bella, la storia ben raccontata nonostante i numerosi flashback - per me tutti in tedesco e senza sottotitoli, il che non ha aiutato - e il cast molto internazionale funziona (nonostante la presenza di Katie Holmes, qui assolutamente marginale).
Cast: Helen Mirren, Ryan Reynolds, Daniel Brühl, Katie Holmes, Tatiana Maslany, Max Irons, Charles Dance, Elizabeth McGovern, Jonathan Pryce, Antje Traue, Frances Fisher, Moritz Bleibtreu.
Box Office: $59.5 milioni
Consigli: Film piacevole, ben confezionato e con due ottimi protagonisti, "Woman in Gold" si muove tra arte e storia, toccando perfino temi giudiziari, per cui chi amasse trovare questi elementi nelle trame dei film qui è assolutamente servito. Io ho trovato il risultato finale ben riuscito, capace di raccontare una storia certamente non semplice pur non evitando gli snodi complessi. E' evidente chi siano i buoni e chi i cattivi, ma una semplificazione per un pubblico commerciale era, ritengo, inevitabile, quindi il fatto che la dose di semplicità sia limitata mi pare deponga a favore della sceneggiatura. La Mirren è nel suo territorio nel ritrarre una donna dal carattere forte e dalla personalità raffinata e fuori dal tempo, per cui è solo che un piacere guardarla. Per tutti questi motivi - e sicuramente per molti altri ancora -, direi che una chance a questo titolo si possa dare. Mal che vada si è scoperto qualcosa in più relativamente a una vicenda storica che ha coinvolto il mondo nel nostro recente passato. Il Che, forse, è già sufficiente.
Parola chiave: Ritratto di Adele Bloch-Bauer I.

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Film 1034 - Magic Mike XXL

Per chiudere il cerchio...

Film 1034: "Magic Mike XXL" (2015) di Gregory Jacobs
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Dopo la cocente delusione del primo ero sicurissimo che non avrei speso altri soldi per questo prodotto cinematografico commerciale spacciato per qualcosa che non è. Ergo, ho atteso il quasi sempre puntualissimo streaming per usufruire del secondo non troppo atteso capitolo delle avventure danzerecce al palo del bisteccone con un cuore Magic Mike (Channing Tatum).
A differenza del primo, almeno, questo sequel non tenta di spacciarsi per ciò che non è, ovvero una sorta di spaccato su una realtà solo superficialmente conosciuta da tutti, ma mai veramente approfondita. La promessa patinata che già la locandina ci vende è totalmente rispettata e grazie a Dio la trama rimane ben ancorata alle uniche cose che il pubblico pagante di una pellicola del genere - al pari del pubblico pagante di uno qualunque di questi spettacoli, suppongo - si aspetta: le mosse sexy di ballerini (più o meno) sexy che si agitano come matti sembrando a volte sexy, più spesso scemi. In quest'ottica ho trovato "Magic Mike XXL" anche accettabile.
Poi ok, il resto è nulla assoluto, la scena finale della competizione di ballo è qualcosa di agghiacciante e non capisco come si possa trovare una cosa del genere eccitante, ma tant'è, dobbiamo farcene una ragione. Per cui io dico no, "Magic Mike XXL" non è proprio di mio gusto e a parte una serie di addominali parlanti, babbee eccitate e personaggi bidimensionali non c'è altro. L'unica vera sorpresa è Donald Glover. Scesi a patto con questo, il risultato è migliore del primo.
Film 460 - Magic Mike
Cast: Channing Tatum, Joe Manganiello, Matt Bomer, Kevin Nash, Adam Rodríguez, Gabriel Iglesias, Amber Heard, Donald Glover, Andie MacDowell, Elizabeth Banks, Jada Pinkett Smith.
Box Office: $117.8 milioni
Consigli: Francamente trovo il titolo geniale e la locandina perfetta, ma mi fermo qui. E' un prodotto banale e superficiale, infarcito di numeri di ballo che mirano all'eccitazione sessuale, ma che non sono davvero il mio genere né rispecchiano il mio ideale di sexy, per cui fatico davvero a vederci qualcosa che vada oltre corpi pompati che ancheggiano e ribaltano scemette imbambolate. Se è piaciuto il primo questo secondo capitolo potrebbe anche funzionare, altrimenti chi non ha apprezzato "Magic Mike" o non conosce il franchise... può anche lasciar stare.
Parola chiave: Convention.

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lunedì 23 novembre 2015

Film 1033 - Ortone e il mondo dei Chi

Trovato il dvd in super offerta l'ho subito comprato perché avevo un bel ricordo di questa pellicola. E sapevo perfettamente chi l'avrebbe apprezzata insieme a me...

Film 1033: "Ortone e il mondo dei Chi" (2008) di Jimmy Hayward, Steve Martino
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Licia
Pensieri: Piacevolmente divertente proprio come la prima volta che lo avevo visto, "Horton Hears a Who!" è un gioiellino dell'animazione contemporanea che a mio avviso ha ottenuto meno successo di quanto non se ne sarebbe in realtà meritato.
Insieme a "Lorax - Il guardiano della foresta", queste pellicole costituiscono gli adattamenti cinematografici più recenti delle pubblicazioni del Dr. Seuss, autore legato alla narrativa per l'infanzia. E, nonostante il target, devo ammettere che entrambe riescono perfettamente a compiacere anche il pubblico adulto grazie a personaggi simpatici e accattivanti, un mondo coloratissimo e molto particolare - pur mantenendo una serie di elementi che replicano la realtà -, una storia semplice, eppure perfettamente riuscita e soddisfacente.
Dunque Ortone e il Sindachì saranno perfetti compagni d'avventura per chiunque volesse scoprire nuove favole dai toni gentili e costruttivi, senza obblighi di politically correct, ma semplicemente oneste e con un messaggio di fondo che spinge al valore del singolo, della singolarità e all'importanza di stare insieme, pur senza sovrastarsi. A me è piaciuto.
Film 53 - Ortone e il mondo dei Chi
Cast: Jim Carrey, Steve Carell, Carol Burnett, Seth Rogen, Jesse McCartney, Will Arnett, Isla Fisher, Jonah Hill, Amy Poehler, Jaime Pressly, Niecy Nash, Selena Gomez; (versione italiana) Christian De Sica, Paolo Conticini, Veronica Pivetti.
Box Office: $297.1 milioni
Consigli: Carino, divertente, spensierato e con messaggio edificante, "Ortone e il mondo dei Chi" è una pellicola educata, pacata e piacevolissima ad ogni età. Ortone è maledettamente simpatico e devo dire che il doppiaggio romanesco di De Sica non è nemmeno così insopportabile, per cui fatevi sotto e scoprite o riscoprite questo prodotto d'animazione ben confezionato e assolutamente perfetto per questo periodo di feste alle porte.
Parola chiave: Granello.

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domenica 22 novembre 2015

Film 1032 - Power Rangers - Il film

Uno dei cult della mia infanzia, addirittura visto al cinema e con non poca soddisfazione. All'epoca avevo 8 anni ed ero totalmente pazzo dei... Power Rangers!

Film 1032: "Power Rangers - Il film" (1995) di Bryan Spicer
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: E' sempre un rischio ripercorrere la via dei ricordi e tornare su ciò che da bambini ci era tanto piaciuto. Non ci sono garanzie che il salto indietro nel tempo funzioni, più che altro perché i canoni estetici cambiano interiormente ed esteriormente. E' questo il caso in cui entrambi gli aspetti sono stati rivisti in ragione di un'ampiamente prevedibile verità: "Mighty Morphin Power Rangers: The Movie" è un brutto film. Non dico certo una verità imponderabile e probabilmente sono più quelli che si domanderanno il perché io l'abbia visto piuttosto che il perché della mia affermazione. Touché.
In effetti questa pellicola - davvero figlia dei suoi tempi - nell'ottica dell'intrattenimento per ragazzi non è nemmeno così orrida: ci sono molti effetti speciali, azione, combattimenti, personaggi mostruosi o alieni, un bel gruppo di giovanotti che si trasforma in supereroi che chiama in ballo perfino i dinosauri... Insomma, la miscela di kitsch e intrattenimento è ben dosata. il punto è che, chiaramente, il profilo narrativo è praticamente inesistente, la trama accessoria, la recitazione becera e, a ben vedere, il risultato finale un po' oltre i limiti del trash che pur piace lo stesso... Ci vorrebbero di nuovo gli occhi dell'infanzia.
Per cui questo capitolo cinematografico dedicato ai famosissimi (allora) Power Rangers, con gli occhi di oggi non ha alcun valore, se non quello affettivo di chi - bei tempi andati - ha vissuto il fenomeno in prima persona. Io sono uno di quelli e, pur ammettendo che questo film sia una gran favolata, ammetto che l'ho rivisto non solo volontariamente, ma anche volentieri. Al grido di "Go go Power rangers"!
Cast: Jason David Frank, Amy Jo Johnson, David Yost, Steve Cardenas, Johnny Yong Bosch, Karan Ashley, Paul Schrier, Jason Narvy, Paul Freeman.
Box Office: $66.4 milioni
Consigli: Insomma, un po' una stupidata... Può avere fascino per chi li ha amati da bambino, forse perfino per qualche ragazzino di oggi, ma francamente dubito per gli altri. Si tratta di un prodotto totalmente legato ad un momento del passato in cui in molti, me compreso, erano impazziti per i Power rangers, per cui chi non se ne è mai interessato o nemmeno li conosce farebbe meglio a lasciar perdere...
Parola chiave: Ivan Ooze.

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venerdì 20 novembre 2015

Film 1031 - Inside Out

Tanto, tanto curioso di vedere questo film, per mille buonissimi motivi!

Film 1031: "Inside Out" (2015) di Pete Docter
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Erika
Pensieri: Francamente non sapevo cosa aspettarmi da questo film. Sia perché come al solito si grida al capolavoro Pixar preventivamente (e anche un po' acriticamente), sia perché avevo sentito di pareri entusiasti quando insoddisfatti. Dunque vedere "Inside Out", anche in previsione della pioggia di premi che si beccherà nel 2016, mi pareva il minimo sindacale.
Due considerazioni in proposito, dopo aver detto quanto segue: mi è piaciuto. Principalmente perché tratta una serie di aspetti della mente, dell'apprendimento e della comunicazione che ho dovuto studiare e quindi mi ha sorpreso piacevolmente ritrovarli qui; ma - perché c'è un ma - questa pellicola non mi sembra troppo improntata sulla generale categoria del film per ragazzi. E' un cartoon molto, molto adulto per tematiche e approccio.
L'idea di esplorare la mente e il suo lavoro, semplificandone la rappresentazione tramite i protagonisti di questa storia, è assolutamente riuscita e per quanto sia necessaria una semplificazione o una facilitazione tramite le immagini, mi pare che il risultato finale sia assolutamente positivo. Manca, tuttavia, l'aspetto fiaba che probabilmente molti si aspettavano da un film d'animazione. No, quella non c'è, perché più che altro la storia di "Inside Out" è un'avventura vera e propria.
Scesi a patti con tutto questo, secondo me la nuova collaborazione Disney - Pixar dovrebbe piacere: è un prodotto certamente sopra la media, intelligente e ben strutturato, con una storia tanto peculiare da rimanere inevitabilmente impressa nella mente (ovvio!) dello spettatore al pari dei simpatici protagonisti Gioia, Disgusto, Paura, Rabbia e Tristezza (nell'originale rispettivamente Amy Poehler, Mindy Kaling, Bill Hader, Lewis Black e Phyllis Smith). Io ne sono rimasto soddisfatto, ma ribadisco che non sapevo cosa aspettarmi, ero pronto anche ad una possibile cocente delusione.
Forse non è uno di quei cartoon che rivedrei subito o che mi ha colpito perché ha solleticato ricordi della mia infanzia, però non posso davvero dire che l'idea e il suo sviluppo qui non mi siano rimasti impressi e piaciuti. Il risultato finale è molto coerente e ben articolato, l'arco temporale di un anno è gestito in maniera costruttiva e senza prendere scorciatoie che snaturino la complessità degli argomenti trattati. La mente umana è complessa, geniale, imprevedibile, in costante crescita e mutamento: l'argomento non era dei più facili. Spegnendo un attimo la richiesta di favolette ad oltranza, forse per quest'anno possiamo pensare di accontentarci di una storia più reale del solito, più concreta e quotidiana, anche se non per questo meno magica.
Film 1328 - Inside Out
Cast: Amy Poehler, Phyllis Smith, Bill Hader, Lewis Black, Mindy Kaling, Richard Kind, Kaitlyn Dias, Diane Lane, Kyle MacLachlan, Frank Oz.
Box Office: $851.3 milioni
Consigli: Più distante dagli altri prodotti che lo hanno preceduto, "Inside Out" non è per questo meno bello. Semplicemente è un'altra cosa. E' un viaggio dentro se stessi, uno specchio su cui riflettere e del quale appassionarsi, tanto è accattivante la realizzazione. La vita non può essere solo gioia, i punti fermi di un individuo non possono non evolvere nel tempo e cambiare non è necessariamente un male: succede e basta. L'approccio adulto, ma non spaventoso che si adotta qui è un toccasana per i giovani che, di fronte all'inconsapevolezza di ciò che sta accadendo loro, potrebbero trovare in questa pellicola anche un modo semplice per rapportarsi alla loro condizione. Dico potrebbero perché il tono qui è certamente molto adulto, ma ciò non toglie che vedere "Inside Out" male non faccia. E' carino, coloratissimo, per molti versi geniale e più profondo del solito, per non dire che, una volta tanto, siamo di fronte ad un prodotto per nulla scontato
Parola chiave: Ricordi Base.

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mercoledì 18 novembre 2015

Film 1030 - La stirpe del male

A caccia della qualunque per cena, siamo finiti sul trash. Forse ci siamo spinti un po' troppo oltre...

Film 1030: "La stirpe del male" (2014) di Matt Bettinelli-Olpin, Tyler Gillett
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Erika
Pensieri: E vabbé, ma che gli vuoi dire a sto film se non che è una me*da megagalattica? Ecco, appunto.
Perdiamo poco tempo, dunque. "Devil's Due" è un film osceno, brutto e stupido. Non mostra niente di nuovo, non fa paura ed è previedibile dall'inizio alla fine. L'inesperienza recitativa è evidente, le risprese finto-realistiche innervosiscono lo spettatore e il risultato finale è banale e scontato quanto i rari effetti speciali. Una gravidanza inaspettata dopo una messa satanica che porterà alla nascita del figlio di un demone/del diavolo? Ma va, giura? Innovativo.
Cast: Allison Miller, Zach Gilford, Sam Anderson, Aimee Carrero, Vanessa Ray, Michael Papajohn, Griff Furst.
Box Office: $36.9 milioni
Consigli: Brutto esempio di horror a basso budget dove niente è davvero rilevante e l'unica cosa che può spingere a vederlo e cercare di capire quanto brutto possa essere un prodotto destinato al solo incasso facile. Banale, mal recitato e privo di idee. Non credo serva aggiungere altro.
Parola chiave: Gravidanza.

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Film 1029 - This Is Where I Leave You

Avevo iniziato a vedere questo film al ritorno dal giappone, ma la compagnia aerea lo proponeva solamente in inglese non sottotitolato, per cui ho mollato la visione dopo 10 minuti dato che non riuscivo a capire niente...

Film 1029: "This Is Where I Leave You" (2014) di Shawn Levy
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: "This Is Where I Leave You" è uno di quei film che attendevo di vedere con interesse, principalmente per il cast stellare e perché, in tutta onestà, adoro le storie corali. I presupposti c'erano tutti e anche se non posso dire che ne sia rimasto sconvolto, mi ha lasciato comunque un ricordo positivo.
Il pretesto è il funerale del padre di 4 figli adulti e dalle vite diversissime, con madre affranta al capezzale che tiene le redini della famiglia e della situazione: il cast è assolutamente ben assortito - Jason Bateman, Tina Fey, Adam Driver, Corey Stoll e Jane Fonda - e questa eterogeneità dei protagonisti depone assolutamente a favore di una storia che basa tutto sull'unicità degli individui, delle loro storie e dei loro punti di vista. In questo senso dire che la storia è riuscita, poiché riesce davvero a ricreare un'unità famigliare complessa e sfaccettata, ricolma di problemi e affetto, situazioni da risolvere e ricordi che necessariamente affiorano. Molti momenti divertenti che si affiancano a una serie di tematiche anche abbastanza drammatiche.
Il risvolto della medaglia, però, c'è: "This Is Where I Leave You" è carino, piacevole anche, ma non basta. Non fa centro del tutto e non è sufficientemente peculiare per svettare nell'universo del cinema mainstream contemporaneo perché manca di quel qualcosa che sia veramente e solamente "suo". Sì, c'è quell'aria da grande famiglia americana che si confronta con i suoi demoni, c'è il percorso di formazione e l'esaltazione della diversità, nonché l'accettazione degli altri per quello che sono. Sono tutti temi importanti, ma che nella miscela presentata qui non sono sufficienti a lasciare di questa storia un ricordo indelebile.
Dunque sì, la pellicola di Shawn Levy è carina, ma niente di più.
Ps. Curiosamente Rose Byrne, Timothy Olyphant e Debra Monk sono tutti passati per la seconda stagione di "Damages" in ruoli di primo piano o comunque ricorrenti.
Cast: Jason Bateman, Tina Fey, Adam Driver, Rose Byrne, Corey Stoll, Kathryn Hahn, Connie Britton, Timothy Olyphant, Dax Shepard, Jane Fonda, Debra Monk, Abigail Spencer, Ben Schwartz.
Box Office: $41.3 milioni
Consigli: Pellicola comico-drammatica, film corale, produzione semi-indipendente, storia tratta dall'omonimo romanzo di Jonathan Tropper e un cast stellare. Questi sono gli elementi chiave di "This Is Where I Leave You" che non fa totalmente centro, ma rimane sicuramente una buona alternativa per una serata casalinga a base di divano e relax. La storia è meno pesante di quanto non possa sembrare a una prima occhiata e certamente gli ottimi attori a sono capaci di fare la differenza. E, da non sottovalutare, il finale a sorpresa è inaspettato e perfino comico. Si può vedere.
Parola chiave: Shiva.

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mercoledì 11 novembre 2015

Film 1028 - Fuga in tacchi a spillo

Francamente ero molto curioso di vedere questo film, un po' per le due protagoniste, un po' perché sono sempre interessato a vedermi una commediola americana senza pretese...

Film 1028: "Fuga in tacchi a spillo" (2015) di Anne Fletcher
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Ne hanno parlato malissimo, lo ha bannato praticamente chiunque, hanno massacrato la trama e la realizzazione e, da non sottovalutare, è stato un mezzo flop al botteghino (la spesa per produrlo è stata di 35 milioni di $).
Con questa disposizione d'animo, pronto all'inevitabile cag*ta, mi sono comunque concesso del tempo per vedere e farmi un'opinione a proposito di questo "Hot Pursuit", tentato trampolino di lancio dell'insolita coppia Witherspoon - Vergara naufragato nel giro di un istante. A niente sono serviti i red carpet, le promozioni, i trailer, la sexy presenza della bella colombiana nel poster a salvare un'operazione sulla carta esplosiva, ma implosa nella realtà.
Per quello che ho visto io, però, posso dire che "Fuga in tacchi a spillo" non differisce in quasi nulla da un prodotto hollywoodiano medio rilasciato al giorno d'oggi: comicità molto fisica, almeno un attore che ha trovato la fama in tv, linguaggio spinto e un montaggio da videoclip. La trama è accessoria.
Quindi rimango leggermente perplesso di fronte a tale accanimento nei confronti di una pellicola brutta - per carità -, ma pur sempre conforme a quanto siamo abituati a vederci riversare addosso dal cinema estivo americano. Le due signore protagoniste ce la mettono tutta e francamente sembrano divertirsi genuinamente, anche se bisogna necessariamente tirare fuori due questioni:
1. Reese Witherspoon, benedetta da non so quale divinità della cieca fortuna, è una che recita e ha successo, ha vinto un Oscar ed è considerata un sex symbol, è strapagata ed è stata sposata con Ryan Phillippe... Ma non è simpatica. Concedetemi questo: il genere comico non fa per lei e a parte scimmiottare qualche tentativo di replica di comicità, non ce la può fare; 2. Sofía Vergara, un'altra baciata da una dea bendata non solo in fatto di fortuna ma anche di abbondanza, anche lei benedetta da una pioggia di nomination a Emmy e Golden Globes, non meno assistita nella sorte romantica in quanto titolare consorte di Joe Manganiello, pur riuscendole l'intento comico... Sarà per sempre confinata al ruolo della donna latina che si interessa di cose da ispanici e che parla solo con accento ispanico.
Ora che finalmente ho detto la mia su questi due punti essenziali che mi portavo dietro da un po', si può concludere: "Fuga in tacchi a spillo" è una boiata ultragalattica, ma ho visto francamente di molto, molto peggio.
Cast: Reese Witherspoon, Sofía Vergara, Matthew Del Negro, Michael Mosley, Robert Kazinsky, John Carroll Lynch.
Box Office: $51.4 milioni
Consigli: Titolo senza pretese tutto al femminile che gioca la carta commedia on the road pur non centrando totalmente il risultato finale. Si può vedere tranquillamente e dimenticare. I fan delle due attrici gradiranno.
Parola chiave: Cooperata.

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martedì 10 novembre 2015

Film 1027 - Mission: Impossible II

Continua il mio viaggio all'interno dell'universo narrativo tratto dalla serie televisiva ideata da Bruce Geller.

Film 1027: "Mission: Impossible II" (2000) di John Woo
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: No, non mi è piaciuto. C'è talmente tanta azione che non si capisce niente, ed è tutto talmente esagerato da risultare davvero fine a se stesso. E' certamente il capitolo più debole della saga, dopo un ottimo inizio con "Mission: Impossible" e una grande ripresa negli anni con i capitoli successivi.
Nel giro di una sola sceneggiatura ci troviamo di fronte ad una delle metamorfosi più aggressive della storia del cinema, con un Ethan Hunt passato dall'essere agente segreto da contattare per missioni impossibili a pazzo senza senso del limite da chiamare per missioni improbabili. Io non ho gradito e la spettacolarità dell'immagine non è un risultato sufficiente a rendere una pellicola degna di essere vista.
Non è colpa di Cruise, non è colpa del regista Woo, semplicemente l'ansia da prestazione testosteronica deve aver preso il sopravvento, andando a snaturare un buon prodotto d'esordio che con questo sequel diventa tutto azione e pochi, pochissimi contenuti (che non siano esplosivi).
Dunque "Mission: Impossible II", che era a tutti gli effetti un successo (di sceneggiatura) difficile da replicare, fallisce. Gli incassi sono stellari, ma non basta a nascondere la verità: questo secondo episodio non è all'altezza delle aspettative.
Ps. Tema musicale della saga rivisitato nella canzone portante della colonna sonora "Take a Look Around" dei Limp Bizkit.
Film 1005 - Mission: Impossible
Film 1049 - Mission: Impossible III
Film 409 - Mission: Impossible - Protocollo Fantasma
Film 1058 - Mission: Impossible - Protocollo fantasma
Film 1012 - Mission: Impossible - Rogue Nation
Film 1206 - Mission: Impossible - Rogue Nation
Cast: Tom Cruise, Dougray Scott, Thandie Newton, Richard Roxburgh, Brendan Gleeson, Ving Rhames, Dominic Purcell, Anthony Hopkins, John Polson, Rade Šerbedžija.
Box Office: $546.3 milioni
Consigli: Chi, come me, dovesse condividere l'intento di recuperare la saga non può esimersi dal passare anche da questo secondo snodo narrativo molto chiassoso e confuso, francamente un mezzo buco nell'acqua nel panorama delle missioni impossibili che il Signor Cruise ha portato a casa in questi ultimi vent'anni. E' un total action che non si perde troppo nell'approfondimento dei personaggi, ma viaggia velocissimo quando si tratta di scene a contenuto adrenalico. Per cui chi cercasse un disimpegno chiassoso e dinamico, ovviamente "Mission: Impossible II" è un valido candidato. Altrimenti, tra tutti i capitoli della saga o in generale i titoli della filmografia di Tom Cruise, meglio guardare altro.
Parola chiave: Chimera.

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giovedì 5 novembre 2015

Film 1026 - Un disastro di ragazza

La visione di questa pellicola è stata veramente complessa: bruttissima giornata per me, audio dello streaming fuori sincro, impossibile trovare link alternativi e la pazienza ai limiti storici...

Film 1026: "Un disastro di ragazza" (2015) di Judd Apatow
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Anche se devo ammettere che non ricadiamo per un pelo in quei casi in cui il trailer è più efficace di tutta la pellicola, devo dire che in generale questo "Trainwreck" non è stato niente male. Lo dico perché ho appena rivisto il trailer e mi sono fatto un paio di belle risate, nonostante nel complesso la pellicola sia meno totalmente omogenea. A mio avviso, dunque, già il fatto di farsi almeno un paio di sane risate grazie ad un commedia prodotta in un altro paese per un altro pubblico, è un ottimo risultato. Ecco perché alla fine non posso dire di non essere rimasto soddisfatto dell'esordio da protagonista di Amy Schumer sul grande schermo (tra l'altro la sceneggiatura è sua, complimenti).
La trama non è certo innovativa: la classica ragazza incasinata che cambia uomo ogni sera, vive alla giornata e per divertirsi, si gode la sua giovane età senza curarsi troppo del futuro - disillusa a causa di una figura paterna poco incline alla monogamia - finirà per incontrare il suo personale grande amore e dovrà fare i conti tra la novità e l'incapacità di gestire il nuovo sentimento e le vecchie abitudini dure a morire. Nel mezzo c'è il quotidiano newyorkese di vita, famiglia, lavoro, amici, locali e, elemento vincente, una scatenata Schumer veramente in grado di fare la differenza. Mimica perfetta, comicità corporea efficacissima, la ragazza è davvero una da tenere d'occhio per quanto riguarda le nuove leve comiche femminili USA (suo lo show "Inside Amy Schumer", viciniore un paio di mesi fa dell'Emmy per Outstanding Variety Sketch Series). Personalmente per me è stata una sorpresa, non avendola mai troppo considerata fino ad ora.
In definitiva, quindi, una pellicola comico-romantica totalmente contemporanea che ha qualche buona battuta efficace, una perfetta protagonista e un effetto d'insieme che tutto sommato funziona. Da non dimenticare, poi, il buon cast tra cui spiccano un John Cena molto comico e molto nudo e una Tilda Swinton che così bella (e stronza) non avevamo mai visto. Per non parlare dei camei di Marisa Tomei e Daniel Radcliffe in versione dogsitter! Vedere per credere.
Cast: Amy Schumer, Bill Hader, Brie Larson, John Cena, Tilda Swinton, Vanessa Bayer, Colin Quinn, Mike Birbiglia, Ezra Miller, LeBron James, Jon Glaser, Marisa Tomei, Daniel Radcliffe, Matthew Broderick, Chris Evert, Marv Albert.
Box Office: $138.3 milioni
Consigli: In cerca di una commedia divertente, politicamente scorretta e con protagonista una ragazza normale che fa cose normali e vive (più o meno) come un qualunque giovane di oggi? Questa è la pellicola perfetta, un mix tra i migliori film di Apatow e la scorrettezza irriverente de "Le amiche della sposa". Inutile dire che certi snodi della trama potrebbero non piacere a tutti, ma assicuro che tutto sommato si tratta di un prodotto piacevole e spensierato, divertente al punto giusto.
Parola chiave: Cheerleader.

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mercoledì 4 novembre 2015

Film 1025 - Frankenweenie

Aver visto "Edward mani di forbice" mi aveva messo di buon umore, oltre che ben disposto nei confronti della filmografia di Burton. Così ho deciso di recuperare subito un altro titolo, questa volta più recente.

Film 1025: "Frankenweenie" (2012) di Tim Burton
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Questo "Frankenweenie" è un bel film, un incrocio tra "Nightmare Before Christmas" e "Edward mani di forbice", con un finale alla "Sleepy Hollow"... Puro Burton, insomma! Senza contare il preambolo alla Frankenstein!
Un titolo d'animazione molto dark, perfino in bianco e nero, realizzato con la tenica dello stop-motion e tratto dal precedente corto omonimo dello stesso regista datato 1984. Il risultato finale è bello da vedere, la storia molto carina e anche divertente, pur risultando vagamente inquietante per quanto riguarda la parte del resuscitare i vari animali morti, che poi si trasformeranno in veri e propri mostri. Non so quanto del 'film per ragazzi' ci sia qui, sinceramente. Pur rimanendo di base l'anima cartoon, la realizzazione è cupa, i temi anche complessi (la morte, il dolore causato dal distacco improvviso, l'incapacità di lasciar andare chi si è voluto bene) e alcuni aspetti abbastanza grotteschi, le ambientazioni spesso funeree... Insomma, lo vedrei più adatto a una serata di Halloween, una sorta di antipasto prima di una filmografia più cruenta, piuttosto che un cartone animato per tutte le età.
In ogni caso Burton non sbaglia, la storia ha un suo perché e una realizzazione molto personale - come lo era quella dei precedenti "Nightmare Before Christmas" e "La sposa cadavere" -, il che rende la visione molto piacevole e ci ricorda che perfino un cartoon può essere una buona scelta di qualità (anche se non è della Pixar) e originalità.
Cast: Catherine O'Hara, Martin Short, Martin Landau, Charlie Tahan, Atticus Shaffer, Winona Ryder, Conchata Ferrell.
Box Office: $81.5 milioni
Consigli: Seconda candidatura all'Oscar per Burton dopo "Corpse Bride", questa pellicola lo rimette in carreggiata verso il suo stile più puro e, francamente, interessante da vedere. Dopo una serie di titoli non esattamente indimenticabili ("Dark Shadows" pessimo, "Alice in Wonderland" così così, totalmente un'altra cosa "Big Eyes"), trovare questa pellicola è stata una piacevolissima sorpresa che, sono sicuro, non deluderà chi sia fan del regista dagli albori della sua carriera. Inoltre "Frankenweenie" è un film carino, esteticamente molto curato e fuori dai soliti canoni estetici, per cui vale certamente una visione.
Parola chiave: Fulmine.

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martedì 3 novembre 2015

Film 1024 - Edward mani di forbice

Classicone intramontabile che da tempo volevo assolutamente rivedere!

Film 1024: "Edward mani di forbice" (1990) di Tim Burton
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Jé
Pensieri: Cult. Stupendo. Poetico. Inimitabile. "Edward mani di forbice" è tutto questo e sicuramente molto di più, uno dei titoli più iconici della filmografia di Burton-Depp-Ryder, capolavoro ironico, dissacrante, gotico e romantico.
Non ricordavo, davvero, che la storia di Edward fosse raccontata in maniera così sottile, regalando allo spettatore battute geniali e non poche risate, nonostante l'anima assolutamente noir della pellicola. Depp è straordinariamente portato per il ruolo di protagonista, un Edward frastornato da un piccolo mondo borghese di periferia capace di accoglierti, osannarti, ripudiarti e dimenticarti nell'arco di una telefonata di pettegolezzo fatta tra vicini. Wisteria Lane era niente, in confronto.
E così il ragazzo dalle mani di forbice subirà suo malgrado la follia della massa che prima ti cerca e poi ti cestina, finendo costretto a rifugiarsi in un eremo e rimanervi confinato per sempre. L'animo fragile di Edward rimarrà solo un ricordo nella mente di chi lo ha amato, la sua presenza inevitabile a cuasa della neve, la sua persona immortale per via della sua natura artificiale.
"Edward Scissorhands" è un bellissimo film che racconta una fiaba agrodolce che non può non lasciare un ricordo indelebile in chi guarda per stravaganza del protagonista, poesia delle immagini, potenza narrativa delle musiche (il sodalizio artistico di Burton non è solo con Depp, ma anche con il compositore Danny Elfman) e, in generale, un risultato finale che oscilla tra i generi più disparati (horror e romantico, gotico, satira) pur riuscendo nella certamente non facile impresa di realizzare un prodotto cinematografico peculiare, ispirato, bello da vedere e, in ultima battuta, assolutamente di culto.
Cast: Johnny Depp, Winona Ryder, Dianne Wiest, Anthony Michael Hall, Kathy Baker, Conchata Ferrell, Alan Arkin, Vincent Price.
Box Office: $86 milioni
Consigli: Cast pazzesco, storia incredibile, un protagonista tanto particolare da risultare bizzarro e indimenticabile fin da subito. Burton riesce nell'impresa di portare al cinema una storia non convenzionale, personalizzandola e rendendola una delle sue più riuscite di sempre, tappa praticamete obbligata per chiunque ami il regista e il suo stile, qui ancora particolarmente spiccato e originale. Ironico e ispirato, "Edward mani di forbice" è davvero un classico, imperdibile perché va visto a tutti i costi almeno una volta nella vita. Erano appena cominciati gli anni '90: 25 anni dopo Edward è ancora maledettamente attuale e bellissimo.
Parola chiave: Fiocchi di neve.

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lunedì 2 novembre 2015

Film 1023 - Sotto il cielo delle Hawaii

Curioso di vederlo senza un motivo preciso.

Film 1023: "Sotto il cielo delle Hawaii" (2015) di Cameron Crowe
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: «Il militare Brian Gilcrest si reca a Honolulu per supervisionare un satellite armato ideato dal miliardario Carson Welch. Arrivato sull'isola incontra il suo vecchio amore Tracy e fa la conoscenza di Allison, pilota della Air Force, che lo coinvolgerà nel suo tentativo di fermare il lancio del nuovo programma spaziale.» (Wiki).
Come si intuisce dal brevissimo riassunto proposto dalla pagina della pellicola, questo "Aloha" non è niente di particolare, semplicemente una storia che a tratti funziona, a tratti è stramba e finisce per andare a parare proprio dove ti aspetti. E' un male? No, se quello che ti aspetti ti piace. Lo è, invece, se si è consapevoli di essere di fronte a un prodotto così così e si decide che il gioco non vale la candela.
Io propendo per la prima scuola di pensiero: "Sotto il cielo delle Hawaii" non mi è sembrato un film così pessimo da meritarsi le critiche che ha ricevuto e il flop al botteghino ($37 milioni per produrlo); tra l'altro il Capitano Allison Ng interpretato Emma Stone, è quello che ha ottenuto più critiche, per essendo uno dei meglio riusciti della storia. I problemi relativi alla rappresentazione del capitano sono da condursi a questo semplice fatto: nella storia la donna è un mix culturale piuttosto peculiare - per un quarto cinese, per un quarto hawaiana -, per cui in molti hanno storto il naso vedendola interpretata dalla bianchissima Stone (in inglese il fenomeno si chiama whitewashing e appena qualche settimana fa ha coinvolto "Pan" e la sua protagonista femminile Rooney Mara).
Critiche a parte, il risultato finale non è certo da capolavoro, però tra location mozzafiato, bei protagonisti, una storia che ha qualche idea carina (la migliore: gli uomini che comunicano solo con gli sguardi)... vedere questo film non è così male.
Cast: Bradley Cooper, Rachel McAdams, Emma Stone, Bill Murray, John Krasinski, Danny McBride, Alec Baldwin.
Box Office: $26.3 milioni
Consigli: Un po' commedia, un po' drama, alla fine questa storia non brilla per originalità, ma a mio avviso non fa nemmeno rimpiangere l'idea di averla voluta seguire. La fotografia è bella, il cast ricco, le Hawaii stupende... Prendetela come una vacanza di qualche ora.
Parola chiave: Satellite.

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