giovedì 17 settembre 2015

Film 996 - Il paradiso degli orchi

A casa in malattia: film 6.

Film 996: "Il paradiso degli orchi" (2013) di Nicolas Bary
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Nonostante il libro rimanga imbattibile e irraggiungibile, non posso negare che questo "Au bonheur des ogres" abbia un suo perché.
E' vero che la storia di per sé è peculiare - il protagonista Benjamin Malaussène di professione fa il capro espiatorio e vive con i suoi numerosi fratelli con i quali condivide solo la madre, per altro costantemente in giro per il mondo -, ma anche la trasposizione cinematografica riesce a trovare una sua personale dimensione in cui collocarsi. Quindi, tutto sommato e nonostante un mio ampio scetticismo iniziale, devo dire che questo film non è male.
Raphaël Personnaz alla fine è un buon Malaussène, gradevole e stralunato a dovere, anche se è quasi sempre vero che i personaggi di quei libri che leggi prima che diventino film sono difficili da riconoscere in tutto e per tutto negli attori in carne ed ossa che li interpretano. Qui l'evocazione del personaggio di Pennac è buona, al pari della strana famiglia al seguito. Innumerevoli Malaussène a parte, tra gli altri spiccano Sainclair (Guillaume de Tonquedec), il proprietario del Bonheur Parisien presso il quale Benjamin lavora; Stojil (nientemeno che Emir Kusturica!) guardia notturna dei grandi magazzini e amico di Ben; Zia Julia (Bérénice Bejo) giornalista che ficca il naso in giro e finisce per innamorarsi del protagonista.
Come se già tutto questo insieme di situazioni e personaggi non bastasse, ai grandi magazzini stanno avvenendo numerosi incidenti che sembrano essere, più che casuali, mirati ad uccidere. E, naturalmente, il nostro Malaussène si troverà sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato...
Insomma, in generale l'operazione non mi è dispiaciuta. Erano anni che aspettavo una trasposizione cinematografica dei bellissimi libri di Pennac e anche se avrei sperato in un prodotto un po' più commerciale - inteso nel senso di più pubblicizzato e mirato al grande pubblico tutto -, mi accontento felice per aver ritrovato questa bella storia. Lo stile dell'autore è inconfondibile e vale davvero la pena di confrontarcisi, specialmente perché è uno di quegli aspetti che dal libro alla pellicola si perdono. Diciamo che questo "Il paradiso degli orchi" può servire a rompere il ghiaccio in vista di una serie di letture (6 libri) targate Pennac.
Box Office: €260.911 (solo Italia)
Consigli: Esperimento cinematografico sufficientemente personalizzato da rendere giustizia ad una saga di romanzi bellissima e, a mio avviso, di base irraggiungibile. Il risultato è molto dinamico, divertente, rende bene la varie vicende e anche le stramberie di tutto il gruppo di protagonisti e, in generale, del mondo che Pennac è riuscito a creare. Un film adatto anche a chi non conosca il libro e che abbia voglia di un po' di svago piacevole e simpatico, con qualche mistero da risolvere e che, per una volta, non abbia il solito marchio di fabbrica americano.
Parola chiave: Bambini.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi