martedì 24 maggio 2016

Film 1141 - L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri

E subito dopo il secondo, siamo passati direttamente al terzo!
Film 1141: "L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri" (2009) di Carlos Saldanha, Mike Thurmeier
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Forse questo terzo capitolo, rispetto al precedente, è pure più simpatico e divertente. Un vero e proprio nuovo mondo sotterraneo che ci regala numerose nuove conoscenze (Buck e mamma T-rex) e un'avventura ben architettata che conquista e regala non poche risate.
In ogni caso, come dicevo ieri, è inutile girarci troppo intorno: la saga de "L'era glaciale" è sufficientemente uniforme e ben realizzata per beccarsi un giudizio positivo complementare senza che nessuno possa lamentarsi. Manfred, Sid e Diego sono un trio simpatico, brioso e decisamente dinamico, in grado di supportare una saga che sta per giungere al quinto titolo cinematografico senza tradire se stessi e risultando, di volta in volta, un ottimo gruppo di amici da vedere e rivedere.
Film 1098 - L'era glaciale
Film 1140 - L'era glaciale 2 - Il disgelo
Film 462 - L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva
Cast: Ray Romano, John Leguizamo, Denis Leary, Seann William Scott, Josh Peck, Queen Latifah, Simon Pegg, Chris Wedge, Karen Disher, Bill Hader, Joey King, Jane Lynch, Kristen Wiig; Leo Gullotta, Claudio Bisio, Pino Insegno, Roberta Lanfranchi, Lee Ryan(versione italiana).
Box Office: $886.7 milioni
Consigli: Cresce l'incasso, crescono i personaggi, crescono le avventure e cresce il divertimento. Questo episodio numero 3 funziona, non tradisce i precedenti e intrattiene alla perfezione, traghettando il franchise verso un quarto capitolo ancora più affollato. Piacevole, spensierato e per tutta la famiglia.
Parola chiave: Uova.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 23 maggio 2016

Film 1140 - L'era glaciale 2 - Il disgelo

Per continuare la saga iniziata a vedere qualche mese fa.
Film 1140: "L'era glaciale 2 - Il disgelo" (2006) di Carlos Saldanha
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Diciamoci la verità: la saga cartoon de "L'era glaciale" è tutta sufficientemente carina senza necessariamente avere bisogno di spendere troppe parole per ogni titolo successivo al primo. Il mix di simpatia, gag, divertimento e migrazione-avventura è ottimamente calibrato e non perde smalto man mano che si procede con i sequel, fatto riscontrabile anche con il continuo aumento degli incassi di ogni film.
Lasciati al loro destino gli umani, si riprende la storia da dove si era lasciata ed è bello ritrovare l'allegra combriccola mammut+tigre+bradipo quanto è piacevole passare nuovamente un'oretta e mezza in loro compagnia, tra gag, nuovi personaggi (e amori) e la necessità di scappare dall'imminente disgelo.
Insomma, la formula magica che ripete la magia del primo titolo c'è e "Ice Age: The Meltdown" è un simpatico passatempo che non ha tardato a generare un episodio successivo.
Film 1098 - L'era glaciale
Film 1141 - L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri
Film 462 - L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva
Cast: Ray Romano, John Leguizamo, Denis Leary, Seann William Scott, Queen Latifah, Chris Wedge, Will Arnett, Jay Leno, Alan Tudyk; Leo Gullotta, Claudio Bisio, Pino Insegno, Roberta Lanfranchi, Lee Ryan(versione italiana).
Box Office: $660.9 milioni
Consigli: Divertente, piacevole, sufficientemente strambo e caratterizzato dall'inconfondibile grafica che tanto si discosta da ciò che siamo abituati a vedere sul grande schermo al giorno d'oggi quanto si tratta di film d'animazione, questo "L'era glaciale 2" è un ottimo sequel per tutta la famiglia che non fa rimpiangere l'originale e riuscito primo capitolo. Scrat sempre più protagonista.
Parola chiave: Opossum.

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Bengi

sabato 21 maggio 2016

Film 1139 - Tutti gli uomini del presidente

Lo streaming a volte regala titoli di cui non ricordavi più l'esistenza. E, in quelle occasioni, non ti resta che sfruttare l'occasione al volo!
Film 1139: "Tutti gli uomini del presidente" (1976) di Alan J. Pakula
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano, inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Realizzazione e tempistiche sono puro anni '70 al pari di acconciature e taglio degli abiti, il che rende questo "All the President's Men" non solo un pezzo di storia del cinema americano o una sorta di papà di "House of Cards" e compagnia bella, ma anche un film non esattamente per lo spettatore contemporaneo. Molto lungo, con momenti a volte un po' vuoti, recupera però dalla seconda metà in poi, quando finalmente la storia comincia a svelare i suoi assi nella manica e i vari misteri iniziano a svelarsi.
Non posso dire di essere rimasto particolarmente affascinato da questa pellicola però, anche se ne riconosco assolutamente i meriti (in confronto "Frost/Nixon - Il duello" è una favola); semplicemente mi ero figurato un altro tipo di prodotto, di racconto, e all'inizio sono rimasto un po' confuso da ciò che mi sono trovato davanti. Giornalismo d'inchiesta? Un titolo di denuncia? Una ricostruzione storica? Insomma, non riuscivo a capire dove si volesse andare a parare e, forse in parte per questo, ho faticato a trovare interesse inizialmente (anche per via dei tempi molto dilatati, ci tengo a sottolinearlo).
In definitiva, comunque, non mi pento di averlo visto: erano anni che desideravo recuperarlo perché incuriosito da cosa potesse mai parlare e finalmente mi sono tolto lo sfizio. Lo rivedrei? Direi di no, ma sicuramente "Tutti gli uomini del presidente" ha arricchito i miei punti di vista relativamente a un passaggio della storia americana tanto controverso.
Ps. Vincitore di 4 premi Oscar: Miglior sceneggiatura, attore non protagonista (Jason Robards), sonoro e scenografie.
Cast: Robert Redford, Dustin Hoffman, Jack Warden, Martin Balsam, Hal Holbrook, Jason Robards, Jane Alexander, Meredith Baxter, Ned Beatty, Stephen Collins, F. Murray Abraham.
Box Office: $70.6 milioni
Consigli: Cast davvero assortito per questo thriller politico che, di fatto, descrive semplicemente uno snodo della storia politica americana che sembra, sì, una fiction, ma è vera quanto clamorosa. Tratto dal libro di Carl Bernstein e Bob Woodward - i due giornalisti qui interpretati da Hoffman e Redford -, questa pellicola non si risparmia e, partendo dal famoso Watergate Hotel in cui furono registrate le intercettazioni che diedero vita allo scandalo che portò alle dimissioni di Nixon, arriverà a svelare trame e sottotrame di uomini di potere che, credendo di poter agire indisturbati, sembrano non essersi preoccupati per un bel po' di tempo delle conseguenze. Un titolo capace, quindi, non solo di intrattenere - anche se l'occhio moderno potrebbe richiedere una sforbiciata -, ma anche di lasciare qualcosa su cui riflettere. Non è un film per tutti o per tutte le occasioni, anche se forse una chance gliela si può dare: il peggio che può succedere è saperne un po' di più di storia.
Parola chiave: Watergate.

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venerdì 13 maggio 2016

Film 1156 - Captain America: Civil War

Visto ieri sera e aspettato non poco, ho deciso di anticiparne i pareri a caldo.
Film 1156: "Captain America: Civil War" (2016) di Anthony Russo, Joe Russo
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe, Fede, Licia, Alex
Pensieri: Più che una pellicola su supereroi, un film corale. Più che un episodio sul Capitano, un capitolo degli Avengers. Più che un sequel, un trampolino di lancio per una serie di nuovi personaggi. Insomma, questo "Captain America 3" è tante cose e tante cose inaspettate, per un risultato finale certamente caotico, ma non male.
Diversamente dal confusionario "Batman v Superman", qui la gestione dei personaggi + spalle + cameo è tenuta insieme da una storia che funziona e un buon gioco di ironia misto distruzione che riesce ad intrattenere, divertire, piacere. Anche se - e questo è un po' strano da dire - diventa sempre più evidente che Capitan America sia un personaggio collante di tante situazioni diverse e tanti co-protagonisti piuttosto che un supereroe del grande schermo in grado di chiamare in raccolta masse di fans paganti. Dopo l'incasso così così de "Il primo vendicatore ($370.6 milioni), la Marvel ha portato in aiuto non solo i due potentissimi capitoli sugli Avengers, ma anche un tripudio di personaggi da abbinare al secondo "The Winter Soldier" che, di conseguenza, ha reagito negli incassi in maniera egregia ($714.4 milioni). Se si considera, poi, che questo terzo episodio ha già superato anche il secondo box-office, si capisce il perché la storia non si sia risparmiata dal chiamare in causa non solo i già presenti Scarlett Johansson, Sebastian Stan e Anthony Mackie, ma (e soprattutto) Robert Downey Jr. negli egocentrici e sarcastici panni di Iron Man (che solo col terzo e conclusivo capitolo del franchise su Tony Stark ha incassato $1.215 miliardi). Insomma, la Marvel sta costruendo e ricostruendo un impero dettando le regole non solo per se stessa, ma anche per gli altri. Non è un caso, dunque, che la Sony abbia raggiunto un accordo con la casa di produzione di Stan Lee lasciandole la possibilità di gestire il personaggio dell'uomo ragno dopo i deludenti e non troppo 'amazing' Spiderman con Andrew Garfield.
Al di là di tutto questo, comunque, cosa resta di "Civil War"? Un esperimento riuscito e sensato di terzo episodio cinematografico che coinvolge ormai un cast stellare e prosegue le vicende di una saga che sembra non conoscere più confini né spaziali, né temporali. In questo caso siamo di fronte ad una lotta interna, un vero e proprio versus che vede contrapporsi il Capitano e Iron Man, ognuno fermo e irremovibile sulla propria posizione. Non serviranno i negoziati, le trattative, le richieste gentili e nemmeno le botte da orbi che seguiranno, perché Captain America il suo amico Soldato d'Inverno non lo vuole abbandonare al suo infame destino, per cui non esiterà a mettersi contro tutto e tutti pur di soccorrere il suo bipolare compare (a cui discolpa va detto che hanno fatto il lavaggio del cervello). La situazione degenererà talmente tanto che chiunque non firmerà gli Accordi di Sokovia (che stabiliranno un ente governativo internazionale per monitorare i superumani diverrà) diverrà, di fatto, un criminale.
Naturalmente il cuore della storia non si riduce a questa trattativa burocratica e, anzi, nasconde un paio di sorprese finali che colpiranno in positivo lo spettatore: non solo valeva la pena aspettare due ore per scoprire quali fossero i piani segreti di Zemo, ma nel frattempo non ci si annoia nemmeno un secondo.
Diversamente - e qui torno al confronto - al franchise Batman/Superman che ha puntato tutto su una drammaticità e una cupezza particolarmente pesanti, con Capitan America/Iron Man l'atmosfera rimane sempre godibile, comprensibile, mai fastidiosa e spesso anche simpatica grazie ad uno humor a volte anche sorprendentemente ben riuscito. Insomma, genuino intrattenimento.
In definitiva, quindi, "Captain America: Civil War" riesce a superare egregiamente le criticità della gestione di una ventina di personaggi quasi equamente importanti, mescolando suspense, sottotrame, effetti speciali, passato e futuro del franchise e degli spin-off collaterali, il tutto regalando al pubblico due ore e mezza di azione e supereroi molto godibili, come ormai la Marvel ci ha abituato.
Film 695 - Captain America - Il primo vendicatore
Film 814 - Captain America: The Winter Soldier
Cast: Chris Evans, Robert Downey Jr., Scarlett Johansson, Sebastian Stan, Anthony Mackie, Don Cheadle, Jeremy Renner, Chadwick Boseman, Paul Bettany, Elizabeth Olsen, Paul Rudd, Emily VanCamp, Tom Holland, Frank Grillo, William Hurt, Daniel Brühl, Martin Freeman, Marisa Tomei, John Slattery, Hope Davis, Alfre Woodard, John Kani, Stan Lee.
Box Office: $765.9 milioni
Consigli: Chi ama i supereroi, chi ama gli Avengers o anche solo il Capitano, chi apprezza i blockbuster dal budget stellare, i film d'azione, le pellicole ricolme di effetti speciali o i combattimenti all'ultimo sangue, ancora chi ama i crossover dei più svariati personaggi, le scene finali dopo i titoli di coda, i lunghi franchise dagli innumerevoli titoli o, infine, chi ami tutti questi elementi assieme, beh, può gioire: "Captain America: Civil War" è il titolo giusto.
Per gli altri c'è comunque speranza dato che si tratta di un film piacevole da seguire, divertente, di intrattenimento e comprensibile anche per chi non avesse visto gli altri capitoli. Insomma, si può ben vedere.
Parola chiave: Incidente stradale.

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giovedì 12 maggio 2016

Film 1138 - Zona d'ombra - Una scomoda verità

Negli Usa uscito a Natale, da noi il 21 aprile... Ho dovuto attendere un po' per vederlo, ma alla fine ce l'ho fatta!
Film 1138: "Zona d'ombra - Una scomoda verità" (2015) di Peter Landesman
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Parte della contestazione riassunta nell'hashtag #OscarsSoWhite è cominciata qui, con questa pellicola e il suo protagonista escluso dall'Academy. Non è stato tanto Will Smith a iniziare la bagarre quanto sua moglie che, arrabbiata per l'esclusione del consorte e di ogni altro attore che non fosse caucasico dalle cinquine attoriali, ha proclamato pubblicamente non solo la sua indignazione, ma anche il boicottaggio alla cerimonia 2016.
Premesso che dal mio punto di vista non dovrebbe essere il colore della pelle a garantire la presenza di un attore nelle nomination all'Oscar o di qualunque altro premio, rimane il fatto che forse in questo caso un minimo di attenzione in più per il buon lavoro fatto dal sempre soddisfacente Smith poteva essere concesso.
Il film in sé non presenta nessun elemento così indimenticabile da risultare degno di una menzione particolare - pur attestandosi tutto su un ottimo lavoro svolto con evidente professionalità -, ma la forza del suo protagonista e del ritratto che ne viene fatto vale certamente le due ore di visione. Manca forse un po' di quella magia finale che ci si aspetterebbe nel momento in cui l'obiettivo di tutta la storia viene raggiunto, ma da come è impostata qui la storia, il contegno e una certa visione sottotono sono in linea con il risultato d'insieme.
Bene, insomma, "Concussion" è un biopic interessante che mischia la storia personale del Dott. Bennet Omalu con l'elemento sportivo, portando alla luce la verità che il titolo originale fa sottintendere: commozione cerebrale, colpo o trauma le traduzioni proposte dal vocabolario - prontamente eliminate dalla titolazione nostrana - che rimandano immediatamente a dove la storia andrà a parare. Si tratta, infatti, dei violenti colpi alla testa subiti dai giocatori professionisti di football americano e delle loro conseguenze sulle persone nel lungo periodo. Il dottore farà presente le sue scoperte in merito alla National Football League che, come è ovvio aspettarsi, farà di tutto per insabbiare la cosa (le sigarette vi dicono niente?).
Dunque una trama vera e avvincente, un protagonista non convenzionale e un tema scomodo, tutti elementi che avrebbero potuto decretare la fortuna di questa pellicola insieme al fatto che il protagonista è nientemeno che Will Smith, solitamente abituato ad incassi stellari al botteghino; i film sportivi, poi, in America vanno moltissimo. In realtà "Concussion" ha incassato pochino in patria come all'estero e nemmeno la polemica innescata da Jada Pinkett Smith ha favorito un interesse nei confronti della pellicola. In tutta onestà il risultato finale non è male e Smith è bravo; come dicevo all'inizio manca tutto un po' di vitalità, di sprint, ma penso sia da imputare al carattere stesso del personaggio, così sensibile e delicato nel porsi agli altri e alle questioni che gli si sottopongono. In questo si potrebbe dire che la storia rifletta bene il protagonista che ritrae. Non so se sia per tutti un valore aggiunto, ma di sicuro è apprezzabile.
Ps. Candidato ai Golden Globes per il Miglior attore drammatico.
Cast: Will Smith, Alec Baldwin, Gugu Mbatha-Raw, Arliss Howard, Paul Reiser, Luke Wilson, Adewale Akinnuoye-Agbaje, David Morse, Albert Brooks, Mike O'Malley, Stephen Moyer.
Box Office: $47.5 milioni
Consigli: In tutta onestà il film non è male. Forse rimane troppo statico nel finale, ma il risultato generale è buono, godibile e interessante. Smith è credibile, bravo e ci si appassiona al suo personaggio, così lontano dai canoni contemporanei cui siamo abituati. Insomma, una chance a "Zona d'ombra" si può dare tranquillamente.
Parola chiave: Autopsia.

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mercoledì 11 maggio 2016

Film 1137 - Invito a cena con delitto

Suggerito da amici e subito recuperato.
Film 1137: "Invito a cena con delitto" (1976) di Robert Moore
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Curioso esperimento cinematografico che coinvolge in maniera ironica una miriade di investigatori famosi relativamente a un omicidio che deve essere commesso durante una cena cui tutti sono invitati: Poirot, Miss Marple, Charlie Chan, Nick e Nora Charles e Sam Spade devono essere tutti presenti a testimonianza della loro futura sconfitta contro l'inevitabile delitto.
In tutto questo caos di personaggi di spicco - e che vogliono spiccare -, non mancano numerosi momenti e spalle comiche, oltre che una serie di trovate da non sottovalutare nonostante l'intento canzonatorio. Proprio quest'ultimo, che fa da colonna portante di tutto "Murder by Death", riesce nell'intento di divertire lo spettatore, colpito dalle continue trovate della sceneggiatura che non manca di mettere in ridicolo non pochi aspetti relativi al genere giallo: trame al limite del plausibile, una matriosca di personaggi, la colpa che è sempre del maggiordomo, ambientazioni spettrali, ecc ecc.
Al di là della trama, comunque, va detto che buona parte del fascino - e forse anche del successo - di questa pellicola risiede in un cast straordinario che, solo per citare i più conosciuti, raggruppa nomi del calibro di Peter Sellers, David Niven, Peter Falk, Maggie Smith, Truman Capote e un giovanissimo James Cromwell che sono tutti un piacere da guardare e scoprire, soprattutto in un genere cinematografico cui difficilmente si associa loro.
Insomma, "Invito a cena con delitto" è davvero un gioiellino, una parodia dei titoli gialli ben realizzata e architettata, simpatica e assolutamente godibile. Una bella sorpresa.
Ps. Candidato a un Golden Globe nella ora non più esistente categoria Miglior debutto cinematografico per Truman Capote.
Cast: Eileen Brennan, Truman Capote, James Coco, Peter Falk, Alec Guinness, Elsa Lanchester, David Niven, Peter Sellers, Maggie Smith, Nancy Walker, Estelle Winwood, James Cromwell, Richard Narita.
Box Office: $32,511,047 milioni
Consigli: Divertente, vagamente contorto, pieno di personaggi che si punzecchiano a vicenda e di situazioni irreali, "Invito a cena con delitto" è un ottimo esempio di parodia del genere giallo. Ottimo cast, tempi ben scanditi, un'ambientazione sufficientemente spettrale e una serie di gag + omicidi che non manca di intrattenere e incuriosire chi guarda. Vale la pena di dare una chance a questo titolo.
Parola chiave: Cuoca.

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martedì 10 maggio 2016

Film 1136 - The Boy

Per una volta Poe ha voglia di vedere un horror e non potevo non acconsentire! Col senno di poi, non lo asseconderò mai più.
Film 1136: "The Boy" (2016) di William Brent Bell
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Poe
Pensieri: Paura non ne fa. Bello da vedere non è. E' recitato da fare imbarazzo. Insomma, un successone!
Storia assurda di un ragazzino che vive nei muri e i genitori attempati sublimano la sua assenza attraverso l'uso di un pupazzo che vorrebbe essere inquietante e invece è solo brutto. Nella follia generale si inserisce la futura baby-sitter del bambino-fantoccio che prima deriderà l'anziana coppia (ma sto bambino l'avranno adottato?), poi andrà giù di testa peggio di loro.
Ci fosse un solo momento spaventoso (e non solo noioso), almeno si potrebbe cercare di andare oltre alla totale mancanza di fantasia di una trama imbarazzante che non sa gestire non solo la ridicola premessa che propone, ma nemmeno il supposto genere in cui intende collocarla. Insomma, un disastro su tutti i fronti.
Cast: Lauren Cohan, Rupert Evans, Jim Norton, Diana Hardcastle, James Russell, Ben Robson.
Box Office: $64 milioni
Consigli: E' talmente brutto che lo si può tranquillamente definire trash. Senza senso, senza mistero, senza fantasia. Mi ha ricordato un altro brutto horror: "The Intruders". Vedere per credere (ma, davvero, meglio lasciar perdere).
Parola chiave: Passato.

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Film 1135 - Nemiche per la Pelle

Metti una serata al cinema in cui non sai cosa vedere...
Film 1135: "Nemiche per la Pelle" (2016) di Luca Lucini
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno (1° tempo), Poe (2° tempo)
Pensieri: Il pretesto di partenza sarebbe anche divertente: due donne agli antipodi, entrambe legate allo stesso uomo, si ritrovano a doversi affrontare lun l'altra nel momento in cui questo viene a mancare. Non saranno solo le dispute sul testamento a creare tensione, ma anche la custodia congiunta del bambino che l'uomo ha avuto con un'amante straniera.
Al di là dell'atmosfera da barzalletta, però, il film non riesce ad ingranare e, anzi, gioca su un campo minato che fa spesso rima con assurdo: avvocati che suggeriscono di andare contro la legge, bambini tenuti in custodia da due sconosciute, assistenti sociali in incognito alla James Bond... Per non parlare della totale mancanza di comicità, qui rimpiazzata da una serie di battute imbarazzanti e una Gerini tanto caricata quanto fuori controllo.
Davvero tutto qui non funziona, forse nemmeno il duo Gerini-Buy, ma ammetto che più che altro la colpa sia dei loro personaggi antipatici e privi di umorismo, tanto opposti quanto caricature bidimensionali di tipologie umane che vanno a braccetto col cliché più standardizzato che si può pensare. E poi, immancancabile col pacchetto Gerini, la canzone finale è ovviamente del compagno Federico Zampaglione o dei suoi Tiromancino, non saprei distinguerli.
Insomma, un po' uno spreco di talenti ed occasione, perché la possibilità di rendere "Nemiche per la Pelle" qualcosa di simpatico sulla carta c'era. La totale mancanza di momenti comici genuini, la scelta di un universo parallelo assurdo e la caratterizzazione bidimensionale i ogni pesonaggi, però, compromettono un risultato finale che, in definitiva, non va oltre l'imbarazzo.
Cast: Margherita Buy, Claudia Gerini, Giampaolo Morelli, Paolo Calabresi, Gigio Morra, Lucia Ragni, Andrea Bosca, Shi Yang Shi, Jasper Cabal.
Box Office: € 728.926
Consigli: La Buy fa la nevrotica un po' indie e acculturata, la Gerini fa l'imprenditrice senza scrupoli e burina e nessuna delle due si discosta dal suo prototipo standard di personaggio. Se piacciono è ovvio che non dispiacerà nemmeno questa insipida nuova prova, ma rimane il fatto che il film non sia granché, né tanto meno divertente. C'è di peggio ovviamente, ma si poteva fare molto di più.
Parola chiave: Adozione.

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lunedì 9 maggio 2016

Film 1134 - The Witch: A New-England Folktale

Altro horror, altra foresta. E, in questo caso, altra epoca.
Film 1134: "The Forest" (2016) di Robert Eggers
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Ambientato nel 17esimo secolo tra puritanesimo, vita da contadini e New England, questa pellicola gioca tantissimo sulle atmosfere che riesce ad evocare, pur non funzionando del tutto.
La critica lo ha osannato, Robert Eggers ha vinto al Sundance 2015 per la Miglior regia, il trailer promette molto bene: cosa c'è, quindi, di sbagliato? La lentezza, innanzitutto, e una staticità spesso snervanti e, soprattutto, inusuali per il genere horror. Ho apprezzato il fatto che si rompa con i cacnoni tradizionali, ma davvero qui l'attesa diventa troppo lunga. La strega c'è o non c'è? Il male è tra gli alberi o è tutta suggestione? La giovane Thomasin (Anya Taylor-Joy) è colpevole di tutto ciò che la accusano oppure è solo una vittima?
Per ottenere tutte queste risposte si deve pazientare fino alla fine della pellicola, momento in cui - dopo un'ora buona in cui non succede nulla -, finalmente la storia prende il via e, naturale, si interrompe proprio quando comincia a succedere qualcosa.
Sarà che noi siamo abituati ad altro, sarà che mi aspettavo tutta un'altra cosa e, che è peggio, avevo letto critiche entusiaste, di fatto mi sono ritrovato annoiato di fronte ad un prodotto esteticamente bello e sempre sul punto di voler osare qualcosa, ma che, puntualmente, non fa accadere nulla. Insomma, come spesso accade, aspettative tradite hanno portato ad un giudiio negativo.
Cast: Anya Taylor-Joy, Ralph Ineson, Kate Dickie, Harvey Scrimshaw, Ellie Grainger, Lucas Dawson.
Box Office: $32.2 milioni
Consigli: Accattivante nelle premesse e nella realizzazione estetica, "The Witch" non tradisce mai se stesso, ma non è davvero un film adatto a tutti. E' molto lungo, spesso privo di qualsiasi azione, frustrante per la natura dei dialoghi (allerta puritani!) e molto statico. L'azione c'è, ma è tutta concentrata nel finale. Chi cercasse un horror più aderente ai canoni attuali qui non troverà quello che cerca. Gli altri sperimentino pure.
Parola chiave: Black Phillip.

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Film 1133 - The Forest

Molto, molto curioso di vedere questa pellicola (da noi inedita)!
Film 1133: "The Forest" (2016) di Jason Zada
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: L'ho visto di notte. L'ho visto da solo.
Forse questi due elementi possono già in parte spiegare perché "The Forest", pur non presentando alcun elemento di novità, non mi abbia lasciato insoddisfatto. Spaventoso quanto basta, con non pochi tocchi disgustoso-raccapriccianti, questo film è in creado di creare l'atmosfera giusta per il genere, anche se di fatto si perde nel presentare sempre le solite trovate.
La storia è semplice quanto inquietante: due sorelle gemelle completamente diverse hanno quella particolare caratteristica che le lega pur essendo lontane e le rende in grado di percepire l'una la presenza dell'altra. Quando questo "contatto" si interrompe vuol dire che qualcosa non va. E' per questo che Sara (Natalie Dormer), saputo che la sorella si è recata in Giappone presso la foresta di Aokigahara (famosa per essere la foresta dei suicidi), decide subito di partire in cerca della gemella, con la quale non sente più l'abituale connessione.
Dunque abbiamo una sorella scomparsa, il camping in mezzo ai cadaveri e, ovviamente, una serie di bizzarre presenze-incontri-nuovi amici che non renderanno facile la ricerca di Jess (sempre Natalie Dormer).
In generale, quindi, non si tratta certo di un titolo dell'orrore memorabile, ma producendo le giuste atmosfere e concedendosi la giusta disposizione d'animo, il risultato finale non lascia insoddisfatti.
Cast: Natalie Dormer, Taylor Kinney, Yukiyoshi Ozawa, Eoin Macken, Stephanie Vogt, Rina Takasaki, Noriko Sakura.
Box Office: $37.6 milioni
Consigli: Qualche spavento causato dal buio, da qualche forte rumore, dalle molte apparizioni e suggestioni c'è e tutto sommato se si è alla ricerca di un intrattenimento spaventoso, si può dire che questo "The Forest" non sia una scelta sbagliata. L'inglese non richiede particolari abilità di comprensione, sia perché la trama non è da Oscar, sia perché metà del cast è giapponese e fa quello che può per prodursi in una recitazione occidentale dignitosa. Tutto sommato il risultato è suggestivo, l'ambientazione inquietante e Natalie Dormer una buona scelta.
Parola chiave: Yūrei.

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venerdì 6 maggio 2016

Film 1132 - Dick Tracy

Uno di quei titoli di cui hai sempre sentito parlare, eppure non hai mai visto. Così, alla prima occasione, ho rimediato.
Film 1132: "Dick Tracy" (1990) di Warren Beatty
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Lo dico già dall'inizio: questo film non mi è piaciuto.
Non so esattamente cosa mi aspettassi - anche perché non sapevo nemmeno che fosse tratto da un fumetto - e certamente lo avevo confuso con l'altro film di Beatty, "Reds", in ogni caso non ho apprezzato granché questa storia, né la sua realizzazione.
Una caratterizzazione dei personaggi che non va oltre la loro naturale bidimensionalità cartacea, un makeup forzatissimo che fronteggia una sfida per l'epoca titanica - e solo parzialmente vinta -, una miriade di personaggi-spalle-cameo che stordiscono lo spettatore insieme ad un ritmo rapido e frenetico che, sì, aiuta a non addormentarsi, ma aumenta la fatica di chi tenti di capirci qualcosa.
Ecco, io "Dick Tracy" l'ho vissuto così: con fatica e stordimento.
Mi aspettavo un classico del cinema, forse addirittura un cult del genere trasposto dai fumetti, invece non mi sono appassionato né alla vicenda né al suo protagonista.
Pur avendo apprezzato l'iconica presenza di Madonna (un po' Marilyn, un po' bomba sexy), una fotografia che riprende i colori del fumetto originale, Warren Beatty che sembra un po' Batman, insieme al fatto che "Dick Tracy" sia una sorta di predecessore di "Sin City", in ogni caso il risultato finale non mi ha soddisfatto e in tutta onestà non penso proprio che rivedrei questa pellicola.
Ps. Candidato a 7 premi Oscar, tra cui Miglior attore non protagonista (Al Pacino), il film ne ha vinti 3: Miglior scenografia, trucco e canzone originale ("Sooner or Later (I Always Get My Man)" cantata da Madonna).
Cast: Warren Beatty, Madonna, Al Pacino, Glenne Headly, Charlie Korsmo, Seymour Cassel, Michael J. Pollard, Charles Durning, Dick Van Dyke, Frank Campanella, Dustin Hoffman, William Forsythe, Ed O'Ross, Mandy Patinkin, Henry Silva, Paul Sorvino, James Caan, Catherine O'Hara.
Box Office: $162.7 milioni
Consigli: Basato sul fumetto di Chester Gould, il film racconta le avventure del detective Dick Tracy tra gangster, mafia, sparatorie, amori e un bambino che ha bisogno di protezione e di una figura paterna. Il mix colorato e ampiamente "truccato" di elementi sembra promettere bene all'inizio, ma nel complesso la storia gioco molto sulla parte visiva e meno su quella di costruzione dei personaggi. Si rimane un po' sulla superficie e il risultato finale ne risente. Meno efficace delle recenti trasposizioni dal mondo dei fumetti, questo titolo rimane certamente uno dei più rappresentativi della carriera di Beatty, pur non risultandone il migliore.
Parola chiave: Mozzafiato Mahoney.

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Bengi

giovedì 5 maggio 2016

Film 1131 - Norma Rae

Ne avevo sempre sentito parlare per un motivo o per un altro, ma non lo avevo mai visto. Così una sera a cena ho deciso di recuperarlo.
Film 1131: "Norma Rae" (1979) di Martin Ritt
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Ho sempre pensato che i film degli anni '70, a prescindere dalla tematica, siano tutti maledettamente lunghi. Questa non è necessariamente una caratteristica negativa, quanto più un dato di fatto: per arrivare al dunque bisogna aspettare e non poco. Ad alimentare questa mia considerazione è arrivato casualmente "Norma Rae", pellicola interessante sulla costituzione del sindacato in una fabbrica di tessuti dell'Alabama, che prima di arrivare al nocciolo della questione spende tantissimo tempo nella contestualizzazione, a volte perdendo un po' di vista il centro dell'obiettivo: in questo senso mi ha molto colpito constatare che la prima parte della storia - per me a tratti interminabile - sia riassunta su Wikipedia inglese nel giro di tre semplici righe.
Ovviamente il contorno ha il suo valore e aiuta nel costruire le personalità dei vari personaggi e certamente il linguaggio cinematografico degli anni '70 non è lo stesso nostro contemporaneo, in ogni caso sono sicuro che qualche sforbiciata narrativa qua e là potesse essere operata.
Al di là di ciò, comunque, "Norma Rae" è un titolo che non solo è riuscito a incuriosirmi sin dall'inizio, ma anche a lasciarmi ampiamente soddisfatto. Probabilmente il motivo principale risiede nella presenza della mitica Sally Field, qui al suo primo Oscar, che da sola porta avanti la storia della protagonista mettendoci passione, impegno e talento, riuscendo a caratterizzare un personaggio non facile (nel senso che rendere indimenticabile una donna ordinaria, fondamentalmente ignorante, che come unici scopi nella vita ha i figli e il lavoro in fabbrica non è esattamente impresa che possa riuscire a tutti). Inoltre mi hanno sempre coinvolto le storie legate ai diritti civili o alle rivendicazioni di quei diritti fondamentali che oggi diamo per scontati ma che una volta andavano conquistati con la lotta, il sacrificio e l'impegno personale. In questo senso la pellicola di Ritt è esaustiva e ben argomentata, e riusce a rappresentare in maniera chiara ed efficace i passaggi che Norma, sulla base dei consigli del sindacalista Reuben (Ron Leibman), mette in pratica per sensibilizzare non solo i suoi datori di lavoro, ma in primo luogo i suoi diffidenti colleghi. Memorabile la scena in cui la donna, salita su un macchinario al centro della fabbrica, esibirà un cartello con scritto "Union", sindacato, davanti a tutti gli altri lavoratori che, finalmente, abbracceranno la protesta e uno ad uno spegneranno le apparecchiature lasciando, così, la rumorossissima fabbrica nel completo silenzio.
Ecco, dunque: Norma Rae non ha convinto solo i suoi colleghi, ma ha certamente convinto anche me.
Ps. Candidato a 4 Oscar, tra cui Miglior film, ha vinto per la Miglior attrice e la Miglior canzone originale ("It Goes Like It Goes" cantata da Jennifer Warnes). Sally Field, inoltre, ha vinto a Cannes come Miglior attrice.
Cast: Sally Field, Beau Bridges, Ron Leibman, Pat Hingle, Barbara Baxley, Gail Strickland, Morgan Paull.
Box Office: $22,228,000
Consigli: Tratto dalla storia vera di Crystal Lee Sutton - riportata nel libro "Crystal Lee, a Woman of Inheritance" da Henry P. Leifermann -, il film è un po' fuori dai canoni attuali di montaggio e recitazione (la morte del padre in fabbrica è imbarazzante), ma si fa comunque apprezzare per la genuinità dell'intento e la forza del suo personaggio princiaple. Un tema interessante, una giovane attrice capace per un risultato finale che vale la pena di recuperare.
Parola chiave: Sindacato.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 4 maggio 2016

Film 1130 - Sballati per le feste!

Totalmente fuori dallo spirito natalizio, ma ero rimasto indietro con questa pellicola che desideravo molto recuperare.
Film 1130: "Sballati per le feste!" (2015) di Jonathan Levine
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Un titolo italiano orrendo, ma c'è da dire che nemmeno l'originale "The Night Before" risulta particolarmente efficace.
Al di là del titolo, comunque, riservo le stesse critiche di titolazione anche all'intero prodotto, che magari non fa proprio schifo, ma non è nemmeno bello o divertente. Sono rimasto un po' deluso, in effetti, più che altro perché mi aspettavo una cavolata spensierata e sbroccata e, invece, mi sono trovato di fronte a un tentativo di mescolare generi diversi (comico, pseudodrammatico, allucinato, natalizio, di citazione, con tanti cameo, ecc) che ha generato, invece, un film abbastanza inutile.
Il trio abbastanza inedito Gordon-Levitt - Rogen - Mackie funziona bene ed è perfettamente assortito, ma la francamente inutile trama, l'antipatia del personaggio femminile protagonista Diana (Lizzy Caplan), un continuo tentativo di sballarsi per "sballare" la storia e i salti mortali degli snodi della storia - per accontentare i così tanti generi di cui sopra - rendono questo "Sballati per le feste!" un titolo poco riuscito e, per quanto mi riguarda, un po' una delusione. Gli ingredienti sembravano esserci e, invece, il risultato finale è stato assolutamente inferiore alle aspettative.
Cast: Joseph Gordon-Levitt, Seth Rogen, Anthony Mackie, Lizzy Caplan, Jillian Bell, Michael Shannon, Mindy Kaling, Lorraine Toussaint, Jason Mantzoukas, Jason Jones, Tracy Morgan, James Franco, Miley Cyrus.
Box Office: $52.4 milioni
Consigli: Tentativo di prendere in giro tutte quelle pellicole che si concentrano sulla magia del Natale, questo film in realtà non riesce a risultare tanto efficace o tagliente come, invece, suggerivano le premesse. C'è la bromance, la droga per strafarsi, l'amore, l'atmosfera natalizia, l'impresa assurda da perseguire (essere finalmente invitati a un party esclusivo), i personaggi stralunati e i camei importanti, eppure tutti questi elementi insieme non bastano a garantire un risultato sufficiente a questa pellicola. Dunque sì, si può vedere, ma non aspettatevi granché.
Parola chiave: Il grande Gatsby.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 3 maggio 2016

Film 1128 - Batman v Superman: Dawn of Justice

Subito dopo la visione in inglese e seguito quella in italiano con, immancabile, papà.
Film 1128: "Batman v Superman: Dawn of Justice" (2016) di Zack Snyder
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: padre
Pensieri: Anche se non posso dire he mi abbia convinto del tutto, ammetto che questa seconda visione in italiano abbia aiutato a migliorare l'idea che di partenza mi ero fatto della pellicola. Non tanto per il doppiaggio, quanto perché in effetti nella lungaggine generale, la scorsa volta mi ero perso qualche pezzo che invece qui ho recuperato.
Rimane il fatto che a) il film sia troppo lungo, b) il costume di Batman sia osceno, c) ci siano troppe sottotrame e già troppa carne al fuoco; in ogni caso il risultato finale è certamente ottimo a livello tecnico (anche se i flash finali sarebbero dovuti essere meno intensi) e "Batman v Superman: Dawn of Justice" è indubbiamente un clamoroso successo commerciale. Che, speriamo, servirà da monito per i prodotti futuri messi in cantiere per il franchise: "Wonder Woman" (2017), "The Flash" (2018), "Aquaman" (2018), "Shazam" (2019), "Cyborg" (2020), "Green Lantern Corps" (2020) e "Justice League" (2017 e 2019).
Film 1127 - Batman v Superman: Dawn of Justice
Cast: Ben Affleck, Henry Cavill, Amy Adams, Jesse Eisenberg, Diane Lane, Laurence Fishburne, Jeremy Irons, Holly Hunter, Gal Gadot, Scoot McNairy, Callan Mulvey, Tao Okamoto, Jeffrey Dean Morgan, Michael Shannon, Lauren Cohan, Ray Fisher, Jason Momoa, Ezra Miller, Anderson Cooper, Nancy Grace.
Box Office: $862.9 milioni
Consigli: Essendo stata la pellicola-evento di questo inizio 2016 è chiaro che darle una possibilità abbia senso nell'ottica di farsi una propria opinione su questo mastodontico blockbuster. In ogni caso non è il miglior risultato che si poteva ottenere dalla convergenza di così tanti fattori positivi (popolarità dovuta al crossover, cast pazzesco, ottima regia, un budget da 250 milioni di dollari), quindi meglio essere preparati fin da subito.
Parola chiave: Metaumani.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 2 maggio 2016

Film 1126 - Il mio grosso grasso matrimonio greco 2

Un titolo che, lo ammetto, aspettavo con curiosità.
Film 1126: "Il mio grosso grasso matrimonio greco 2" (2016) di Kirk Jones
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Ma dai, ma dai, non c'è male! Pensavo che questo sequel a 14 anni di ditanza dal primo, travolgente "Il mio grosso grasso matrimonio greco" sarebbe stata una tremenda occasione per rovinare il ricordo di un colpo di fortuna (per Nia Vardalos che si è pure aggiudicata una nomination all'Oscar per la sceneggiatura) eppure, nonostante tutto, questo secondo episodio non intacca lo smalto originale.
Parte del merito va certamente alla Vardalos, come al solito anche sceneggiatrice, che ribatte la stessa strada che aveva decretato il primo successo riuscendo comunque a regalare qualcosa di nuovo, piacevole e simpatico. Il fatto, poi, che il cast sia tornato tutto e in massa aiuta a ricreare la stessa riuscita atmosfera.
Ovviamente "Il mio grosso grasso matrimonio greco 2" non è una pellicola perfetta o innovativa, ma riesce nella non facile missione di non rovinare quanto di buono vi era in precedenza. E lo fa con garbo e simpatia, il che non gusta mai.
Cast: Nia Vardalos, John Corbett, Lainie Kazan, Michael Constantine, Andrea Martin, Ian Gomez, Elena Kampouris, Alex Wolff, Gia Carides, Joey Fatone, Rob Riggle, Rita Wilson, John Stamos.
Box Office: $85.2 milioni
Consigli: Chiaramente non stiamo parlando di un capolavoro e no, qui non siamo in presenza della folgorante trovata del primo episodio, in ogni caso i nostalgici dovrebbero rimanere soddisfatti e i nuovi spettatori sicuramente apprezzeranno la simpatica leggerezza di un film per tutta la famiglia che intrattiene e regala qualche risata. Dunque si può dare una chance a questo film, che si sia visto l'originale - che pure ha senso vedere prima - o no.
Parola chiave: College.

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#HollywoodCiak
Bengi