lunedì 3 agosto 2015

Film 966 - The Kings of Summer

Uscito due anni fa, ne scopro l'esistenza solo oggi. COn molto ritardo recupero.

Film 966: "The Kings of Summer" (2013) di Jordan Vogt-Roberts
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Non è un caso che questo film sia seguito alla visione di "Jurassic World" dato che l'ho scoperto solo perché mi sono documentato su uno dei ragazzi protagonisti della pellicola con i dinosauri, Nick Robinson. Incuriosito dal cast (in particolare Nick Offerman e la moglie Megan Mullally), dalla trama e dai toni indipendenti, alla fine mi sono ritagliato un momento per scoprire "The Kings of Summer".
Nonostante certe dinamiche famigliari dipinte dalle storie all-American mi lascino un tantino perplesso (se io fossi sparito di casa per un mese i miei mi avrebbero probabilmente chiuso in collegio a vita, per non dire ai lavori forzati), questa storia è carina e racconta in maniera anche divertente un personalissimo percorso di formazione di un gruppetto di adolescenti che scappano di casa perché insofferenti nei confronti dei loro genitori e si rintanano in mezzo al bosco, dove costruiscono letteralmente la loro casa. A parte i complimenti per l'abilità progettuale-manuale, l'idea di fuggire da casa per sottrarsi alle grinfie dei genitori penso sia venuta in mente un po' a tutti nel corso della (in quel momento luuuuunga) adolescenza, per poi finire in un misero buco nell'acqua. I ragazzi, invece, qui si lanciano nel progetto a tutto spiano, scappando verso una libertà cui non sono preparati, ma che profuma di sogni, promesse e ribellione a non finire. E' un po' la versione cinematografica di come potrebbe essere stato scappare se solo lo avessimo fatto (e se solo abitassimo di fiancoa d un bosco e avessimo le palle per dormire al suo interno).
Il film è stato presentato con successo al Sundance Film Festival (uno dei più grandi di cinema indipendente) del 2013. Non c'è da stupirsi, quindi, che per toni e realizzazione questa produzione rispecchi lo standard (sempre che ne esista uno) del prodotto un po' di nicchia, conosciuto da pochi, praticamente sconosciuto fuor idai confini nazionali di origine. Io per primo non lo avrei mai visto non fosse stato per la mia curiosità e, soprattutto, per lo streaming che rende disponibile prodotti altrimenti inaccessibili in Paesi come l'Itala, dove a parte le commedie nostrane e i blockbuster anglofoni fatica ad arrivare altro (ma stiamo migliorando). Ed è un peccato, perché anche se "The Kings of Summer" non è un capolavoro, è comunque un film piacevole, meno incline a conformarsi allo standard cinematografico contemporaneo e dal sapore giovane e fresco, una sorta di "Stand by Me" senza drammi. Sentimenti amorosi a parte.
Box Office: $1,315,590
Consigli: Storia carina, una sorta di avventura moderna dove tre ragazzi (Nick Robinson, Gabriel Basso, Moises Arias) decidono di lasciarsi casa, genitori e obblighi vari alle spalle per rifugiarsi in mezzo al bosco dove cominciano a vivere alla giornata. La realtà della vita senza adulti sarà più complicata di quanto non avessero previsto e, come è ovvio, le cose non andranno proprio come erano state immaginate. Un racconto sull'adolescenza, quindi, sui riti di passaggio e sulle esperienze che cambiano te e chi ti sta intorno. Se questo genere di storie piace, "The Kings of Summer" è un titolo perfetto. Per non parlare del fatto che è estate, e ogni scusa è buona per lasciarsi trasportare da qualche racconto che ci parla di puntare i piedi contro qualche regola, reglarci l'emozione di mandare tutto e tutti a quel paese alla ricerca di chi si è veramente e di una vita più leggera. Sbagliare è lecito quanto lo è procedere per tentativi. Soprattutto se a pagarne le conseguenze non siamo noi direttamente, ma i protagonisti di un film.
Parola chiave: Serpente.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 31 luglio 2015

Film 965 - Jurassic World

Che lo sarei tornato a vedere era indubbio, anche perché il film mi è piaciuto e non poco. Questa volta niente 3D - meglio - e schermo gigantesco dell'UCI che mi ha regalato un'ulteriore esperienza positiva da legare a questo rinato franchise.

Film 965: "Jurassic World" (2015) di Colin Trevorrow
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi, Andrea, Erika
Pensieri: E' inutile: Chris Pratt è il divo del momento, in gran forma e con il physique du rôle del protagonista di blockbuster cucito addosso. Bello, simpatico, uomo d'azione, devo dire che l'unica sua pecca (in questa pellicola) è quell'orrendo bacio che scambia con la bellissima co-protagonista Bryce Dallas Howard, un momento attesissimo tra dinosauri e mutazioni genetiche che, però, non mi ha soddisfatto nemmeno in questa seconda visione. Peccato perché insieme sono una coppia bomba. Magari nel sequel (2018) se ancora ci saranno potranno recuperare.
Per ora i due possono essere ben contenti di trovarsi nella pellicola più remunerativa del 2015, nonché la terza di sempre. Sopra "Jurassic World" solo "Avatar (1) e "Titanic" (2), scalzando "The Avengers" (ora quarto) e "Furious 7" che pure è di quest'anno e, senza apparenti buoni motivi, è finito in quinta posizione.
Record a parte, questo titolo, pur con i suoi limiti, mi ha soddisfatto e lasciato con la curiosità di vedere cosa si inventeranno per "Jurassic World 2". La saga portata al cinema da Spielberg - una delle più malamente sfruttate di sempre - è riuscita a imporsi nuovamente sulla scena cinematografica ruggendo come non mai a distanza di 14 dall'ultimo (deludente) sequel legato alle famose Isla Nublar e Isla Sorna. Il ritorno, pur non esplodendo a livello narrativo come forse ci si sarebbe aspettati, riesce però a creare quell'impatto sul pubblico che, evidentemente, ne ha decretato il rinnovato successo. Gli effetti speciali sono pazzeschi, i nuovi dinosauri tutti da scoprire e l'appeal del parco a tema e ampiamente rinnovato sia per i fans del primo film che per le nuove leve che si avvicinano alla saga con questo che potremmo quasi definire reboot.
Insomma, "Jurassic World" funziona, è una macchina da guerra dei film d'azione-misto-fantascienza e non è un caso che abbia sbaragliato tutta al concorrenza. L'operazione nostalgia è stata messa in scena bene, evitanto sentimentalismi che sarebbero stati fuoriluogo, pur riuscendo a costruire un rapporto con i precedenti titoli attraverso una colonna sonora praticamente scopiazzata da "Jurassic Park", riproponendo l'idea del parco e, cavallo di battaglia, rispolverando finalmente il T-rex.
Ps. Riporpongo il cast: Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Nick Robinson, Ty Simpkins, Vincent D'Onofrio, Omar Sy, B. D. Wong, Irrfan Khan, Jake Johnson, Judy Greer, Lauren Lapkus, Katie McGrath e Jimmy Fallon.
Film 953 - Jurassic Park
Film 955 - Il mondo perduto - Jurassic Park
Film 957 - Jurassic Park III
Film 961 - Jurassic World
Box Office: $1.545 miliardi
Consigli: I fan del franchise ameranno e non potranno non voler correre al cinema. Tutti gli altri (che a giudicare dall'incasso non son molti) possono decidere se una serata in compagnia dei dinosauri, dei ricordi legati a una saga che guardata da bambini è vera magia o semplicemente di un film d'avventura di intrattenimento possa valere il costo del biglietto. Io non mi sono pentito, né la prima volta on il 3D (che pure non è indispensabile) né questa seconda. Il parco riapre, fateci un salto.
Parola chiave: DNA.

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Bengi

mercoledì 29 luglio 2015

Film 964 - Agente Smart - Casino totale

Una volta avevo il dvd, ma dato che qualcuno a cui l'ho prestato se lo è tenuto, siamo stati costretti a vederlo in streaming...

Film 964: "Agente Smart - Casino totale" (2008) di Peter Segal
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Carino, carino, carino, rivederlo è stato davvero un piacere! Simpatico, idiota al punto giusto, con un Carell in gran forma che riesce a far ridere grazie a una comicità estremamente fisica e molto efficcace. Accanto a lui un'affascinante Anne Hathaway in grado di catalizzare tutta l'attenzione quando è inquadrata (la scena alla "Entrapment" è bollente). Insomma, una commedia che mi lascia soddisfatto tutte le volte che la vedo e che, tuttora mi stupisce abbia così pochi "seguaci". Non so in quanti abbiano visto "Get Smart" quando uscì al cinema in Italia, ma quando ne parlo a qualcuno difficilmente sa a che film mi riferisco - anche Luigi non lo aveva visto -. Una ragione in più per parlarne, insomma.
Ottimo cast, parodia fantastica degli agenti secreti, questo "Agente Smart - Casino totale" fa ridere in maniera non volgare e lascia assolutamente soddisfatti della visione. Un mio personalissimo cult.
Ps. Cast ricchissimo: Steve Carell, Anne Hathaway, Alan Arkin, Dwayne Johnson, Terrence Stamp, Terry Crews, David Koechner, James Caan, David Koechner, Bill Murray, Patrick Warburton, Masi Oka, Ken Davitian, Terry Crews.
Film 56 - Agente Smart - Casino totale
Box Office: $264 milioni
Consigli: Pellicola tratta dall'omonima serie tv anni '60, questa commedia prende in giro tutti quegli agenti 007 e fotocopie che cinema e tv ci hanno regalato negli anni per un risultato finale spassoso e divertente. Carell mattatore, Alan Arkin boss fantastico e Anne Hathaway femme fatale che picchia duro. Da non perdere la scena del ballo epica!
Parola chiave: "Inno alla Gioia".

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martedì 28 luglio 2015

Film 963 - Hot Tub Time Machine 2

Il primo episodio era stato carino e, a sorpresa, abbastanza divertente. Il sequel non poteva che attrarci...

Film 963: "Hot Tub Time Machine 2" (2015) di Steve Pink
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Luigi
Pensieri: Brutto e volgare sequel che rovina il buon lavoro fatto con il primo titolo, questo "Hot Tub Time Machine 2" è certamente una delle cose più tremende partorite nel 2015.
Perso il protagonista John Cusack - presente solo in un cameo -, le tre spalle Rob Corddry, Craig Robinson e Clark Duke vengono promosse a protagonisti della seconda storia, rimanendo prigionieri della caricatura che il ruolo da non protagonista imponeva: insomma, diversamente da quanto sarebbe stato auspicabile, i loro personaggi non si sono evoluti, ma al contrario si sono stereotipati maggiormente. Il mix che si viene a creare è esplosivo nella maniera più negativa possibile, tra parolacce a profusione, nonsense e favolate varie che non solo non rendono giustizia al primo film, ma guastano completamente le potenzialità del franchise. Non a caso l'incasso totale della pellicola è inferiore ai 14 milioni di dollari spesi per produrla.
Insomma, un buco nell'acqua su tutta la linea.
Film 610 - Un tuffo nel passato
Box Office: $12.8 milioni
Consigli: Perso Cusack, la produzione lo ha rimpiazzato con Adam Scott per ricreare un quartetto come nel precedente "Un tuffo nel passato". I nuovi "fantastici" quattro falliscono su tutta la linea nel tentativo di ricreare l'atmosfera precedente e, colpa la terribile sceneggiatura, il risultato finale è disastrosamente insopportabile. Peccato, buone premesse sprecate per poche, brutte idee volgari e per nulla divertenti.
Parola chiave: Sparo.

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Bengi

lunedì 27 luglio 2015

Film 962 - Space Jam

Così, un po' per nostalgia, un po' per curiosità, sono finito a rivedere...

Film 962: "Space Jam" (1996) di Joe Pytka
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Più che un bel film un insieme di ricordi, motivo principale per cui mi è tornata la voglia di vedere Michael Jordan e Bugs Bunny che giocano insieme a basket.
La storia è semplice: la libertà dei Looney Tunes è messa a repentaglio da Swackhammer, proprietario di un luna park in declino che li vuole quali nuove attrazioni. Manda i suoi scagnozzi a prenderli, ma Bugs & Co. riescono a strappare un accordo: se li batteranno a basket, non saranno imprigionati. Peccato che i mini-scagnozzi rubino il talento di alcuni dei migliori giocatori dell'NBA (dell'epoca) - in particolare: Charles Barkley, Patrick Ewing, Shawn Bradley, Larry Johnson e Muggsy Bogues - riuscendo così a trasformarsi in veri e propri campioni del canestro, mettendo seriamente a repentaglio la sorte dei personaggi Warner Bros. a cui non rimane altra scelta che rivolgersi all'ormai convertito al baseball Jordan. Da qui seguiranno allenamenti e tattiche di gioco, molti momenti comici che coinvolgeranno il povero Michael e una partita per la libertà dai toni epici.
Tutto come doveva essere, niente di più niente di meno. E, infatti, "Space Jam" è una piacevole boiata, un prodotto quasi esclusivamente per bambini e/o per gli amanti di uno degli sportivi più famoso di tutti i tempi. I toni sono estremamente infantili, anche se lo sforzo di produzione è premiato: il film, per l'epoca, era un tripudio di tecnologia e animazione in cui i personaggi in carne ed ossa interagivano con quelli animati, per un risultato finale - specialmente se eri un bambino - veramente elettrizzante. E' vero, niente che "Chi ha incastrato Roger Rabbit" non avesse già fatto, ma qui si parla di un prodotto più dinamico e veloce, musicalmente trascinante e con scene di basket rappresentate in maniera piuttosto realistica.
Insomma, un prodotto di facile consumo, eppure un piccolo pezzettino della mia infanzia - probabilmente di molti - che mi ha fatto piacere rivedere.
Ps. Tra i tanti che appaiono e che doppiano, alcuni nomi importanti ci sono: Michael Jordan, Wayne Knight, Bill Murray, Danny DeVito e i già citati giocatori di basket Charles Barkley, Patrick Ewing, Shawn Bradley, Larry Johnson e Muggsy Bogues; nella versione italiana doppiano anche Simona Ventura, Sandro Ciotti e Giampiero Galeazzi.
Box Office: $230.4 milioni
Consigli: Più adatto ai bambini che agli adulti, un cartone animato che incorpora anche attori in carne ed ossa, un film sportivo che ha toni da commedia, una pellicola che sfrutta un episodio della biografia di Jordan - quando abbandonò il basket per il baseball - per rielaborarlo in chiave Looney Tunes. Insomma, è chiaro che si tratta di un titolo non convenzionale per molti motivi che, però, è rimasto piuttosto impresso nella cultura popolare. Un esperimento, più che altro, che a livello di trama ha fallito, ma nell'insieme propone qualcosa di piacevole che dura a malapena il tempo di una vera partita di basket. Si può vedere tranquillamente, lasciarsi cullare dai ricordi, e confinarlo a quelli per sempre.
Ps. (anche qui!) Un Grammy vinto per R. Kelly che canta "I Believe I Can Fly" proprio per questa pellicola.
Parola chiave: Pallone da basket.

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mercoledì 22 luglio 2015

Film 960 - Oltre i confini del male: Insidious 2

Una serata all'insegna dell'horror - parte 2.

Film 960: "Oltre i confini del male - Insidious 2" (2013) di James Wan
Visto: dalla tv di Claudia
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi, Claudia, Carla
Pensieri: Anche se alcuni hanno perso dei colpi (non faccio nomi), io che pur di vedere un film dall'inizio alla fine mi graffetterei un piede ho resistito e goduto nuovamente di questo secondo episodio di "Insidious". La formula è vincente più che altro perché a) si risolve il mistero della sposa in nero (e il tutto è molto inquietante; b) tutto il primo film prende un nuovo significato grazie alle spiegazioni fornite in questo. Ecco perché, in effetti, "Insidious: Chapter 2" dipende più dal primo film di quanto non sia vero il contrario.
Proprio dove avevamo lasciato quei poveretti dei Lambert, riprendiamo il filo del discorso e scopriamo che, in effetti, Josh (Patrick Wilson) non sta tanto bene e la sensitiva Elise (Lin Shaye) è effettivamente passata a miglior vita (che in questo caso particolare non credo si possa dire, ma passatemi l'espressione). L'Altrove è di nuovo quel posto buio in cui i vivi non dovrebbero stare ma cui i viaggiatori possono accedere, per cui bisognerà andare a ritrovare lo spirito di Josh che si è perso nell'oscurità e, questa volta, sarà il figlio ex comatoso Dalton (Ty Simpkins) ad andare a cercarlo. In tutta questa baraonda di al di là e al di qua, mamma (Rose Byrne) e nonna (Barbara Hershey) dovranno fare i conti con la violenza che si annida a casa loro...
Fortunatamente non ricordavo così bene tutti i dettagli, per cui rivedere per la seconda volta "Oltre i confini del male: Insidious 2" è stata una bella esperienza di paura, nonché una piacevole sorpresa narrativa. Tutto molto ben architettato.
Film 626 - Insidious
Film 690 - Oltre i confini del male: Insidious 2
Film 956 - Insidious 3: L'inizio
Film 959 - Insidious
Box Office: $161,919,318
Consigli: Vederlo subito dopo il primo film è stata una scelta vincente, così non si è perso il filo del discorso, nonché quei dettagli che da una volta all'altra possono essere dimenticati. La divisione in due è in effetti sensata e spiega bene tutte le vicende di una storia che di fatto è una e si conclude in questa seconda pellicola. Sarebbe quindi più indicato vedere la saga in ordine sequenziale, lasciando questo episodio per ultimo ed evitando, così, le lacune che necessariamente verrebbero a crearsi (tutto sommato si arriva a comprendere lo stesso la storia nel suo insieme). In ogni caso un buon horror, narrativamente ricco e piacevole da seguire.
Parola chiave: Ospedale.

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Film 959 - Insidious

Una serata all'insegna dell'horror - parte 1.
Film 959: "Insidious" (2010) di James Wan
Visto: dalla tv di Claudia
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi, Carla, Claudia
Pensieri: Dopo aver visto il prequel al cinema ed esserne rimasti soddisfatti, abbiamo voluto coinvolgere anche altri nella nostra follia cinematografica, organizzando una serata horror tutta incentrata sulla saga di "Insidious". Ci siamo sparati, quindi, primo e secondo capitolo uno dopo l'altro tra un morso alla pizza e un bicchiere di birra e la reazione generale è stata positiva.
Del resto i primi due episodi di questo franchise son ben architettati e studiati per completarsi a vicenda in maniera perfetta (anche se il secondo dipende un po' più dal primo). L'idea di base è buona, la realizzazione low budget (inaspettatamente) molto efficace e il risultato finale convincente, specialmente se si pensa a cosa c'è in giro al giorno d'oggi relativamente a film di paura.
Patrick Wilson e Rose Byrne sono due buoni comprimari a cui si aggiunge una oggi più che mai sulla cresta dell'onda Lin Shaye nei panni della sensitiva Elise Rainier a cui spetta non solo il compito più difficile, ma anche la sorte più infelice (a livello di storia, perché nella realtà ora ha perfino un film tutto suo...). Il tutto per cercare di salvare il piccolo Dalton (Ty Simpkins, oggi in "Jurassic World"), caduto in uno stato comatoso il cui motivo pare inspiegabile per la scienza, ma non per chi frequenta... l'Altrove! Si risveglierà?
Ps. Cast abbastanza importante per una pellicola a basso budget (1.5 milioni di dollari): Patrick Wilson, Rose Byrne, Ty Simpkins, Barbara Hershey, Lin Shaye, Leigh Whannell, Angus Sampson.
Film 626 - Insidious
Film 690 - Oltre i confini del male - Insidious 2
Film 956 - Insidious 3: L'inizio
Film 960 - Oltre i confini del male: Insidious 2
Box Office: $97 milioni
Consigli: Horror d'effetto con storia intrigante e riuscita che trova la sua perfetta conclusione nel secondo capitolo. Ottimo esempio di come un film possa ancora essere in grado di spaventare senza per forza dover ricorrere a rumori improvvisi e assordanti o apparizioni random in momenti inattesi. "Insidious" è una bella saga non solo da vedere, ma anche da rivedere!
Parola chiave: Altrove.

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Film 958 - Kingsman: Secret Service

Perso al cinema, recuperato a casa.

Film 958: "Kingsman: Secret Service" (2014) di Matthew Vaughn
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: L'incasso è stato stratosferico per una pellicola britannica, il cast era delle grandi occasioni, alla regia chi ha portato in sala "X-Men - L'inizio" e "Kick-Ass"... I presupposti c'erano.
E, infatti, "Kingsman: The Secret Service" (quel "The" nel titolo italiano andava assolutamente tolto, mi rendo conto), è un action che fa veramente il botto: scene di combattimento potentissime e amplificate nella loro teatralità dai vari rallenti, numerosi momenti splatter a cui si accompagnano momenti comici ai limiti del consentito, una premessa molto formale per una resa d'insieme che è molto meno "impettita" di quanto non ci si sarebbe aspettato. Insomma, questa pellicola funziona bene e intrattiene ancora meglio.
La storia è semplice e non certo innovativa, ma la personalizzazione del tutto rende questo prodotto sufficientemente differenziato da rimanere impresso: di fatto parliamo di una sorta di scuola per agenti segreti come potrebbe essere stato qualunque training di James Bond, gadget assurdi compresi. C'è una minaccia globale da sventare, un pazzo assurdo che si fa aiutare da una scalmanata che al posto delle gambe ha delle lame con cui sgozza e mutila la gente e il tutto - tra baruffe, scazzottate, sparatorie e uccisioni varie - è condito con una buona dose di humor (inglese) e di eleganza impeccabile (ancora più inglese). Abbiamo il mentore (Colin Firth) che vedrà del potenziale nel ladruncolo di periferia con problemi familiari (Taron Egerton) e deciderà di farlo partecipare al programma per selezionare il nuovo Kingsman, cui il padre del ragazzo era membro. Sarà divertente seguire l'allenamento e le prove assurde cui saranno sottoposti i candidati, non prive di crudeltà. Ma, del resto, questo film non risparmi al suo spettatore niente di crudo: una scena in particolare metterà a dura prova anche i più impassibili durante una strage generale in una Chiesa dove un tutti contro tutti decreterà la morte di ognuno presente. E' stata veramente una scena dura da seguire, lo ammetto. In ogni caso il prezzo dei film d'azione è anche questo e, ricordandoci che è pur sempre finzione, si procede verso la conclusione.
"Kingsman: Secret Service" è un prodotto molto dinamico, veloce, anche caotico per certi versi, ma nell'insieme un buon esempio di cinema d'intrattenimento misto comico-d'azione contemporaneo, con un cast veramente buono e una cura delle immagini che traspare fin da subito: anche i più piccoli dettagli concorrono a formare un'idea d'insieme che è compatta e arriva perfettamente allo spettatore, al quale di questo "Kingsman" rimarranno certamente impressi i "balletti" della morte della pazza con le gambe di metallo, lo stile curatissimo degli agenti segreti e la bella fotografia. Mi rendo conto che certe scene e contenuti sono un po' forti, ma alla fine non è questo ciò che rimane come idea generale del film, decisamente migliore di molti prodotti simili, nonché dei tanti film usciti ultimamente. Il sequel è già stato annunciato, non ci resta che attendere.
Ps. Dicevo grande cast: Colin Firth, Samuel L. Jackson, Mark Strong, Taron Egerton, Michael Caine, Jack Davenport, Sofia Boutella, Sophie Cookson, Hanna Alström e nientemeno che Luke Skywalker in persona, ovvero Mark Hamill.
Box Office: $403.8 milioni
Consigli: Basato sul fumetto "The Secret Service" di Mark Millar e Dave Gibbons, questo film ricalca un po' stile e toni di "Kick-Ass" con l'aggiunta del ben più affascinante glamour inglese. Le scene d'azione sono ricreate alla perfezione, Taron Egerton è un giovane da tenere d'occhio e questa pellicola un titolo perfetto quando si ha voglia di qualcosa di divertente, veloce e anche un po' violento. Non sapevo cosa aspettarmi e sono rimasto piacevolmente colpito: in tutto il marasma di pellicole deludenti uscite o in cui mi sono imbattuto quest'anno, finalmente una bella sorpresa. Da rivedere!
Parola chiave: Chip.

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martedì 21 luglio 2015

Emmy Awards 2015: nominations e vincitori

L'estate è sempre la stagione della tv: ecco quindi, immancabili, le nomination agli Emmy Awards 2015, giunte alla loro 67esima edizione. Ad annunciare parte delle candidature di quest'anno sono stati la vincitrice 2014 Uzo Aduba insieme a Cat Deeley (entrambe candidate quest'anno) e Bruce Rosenblum, presidente dell'Academy of Television Arts & Sciences. I 3 assieme hanno effettuato una lettura un po' caotica e insolitamente spontanea rispetto a questo tipo di eventi, il che ha reso tutto meno opprimente e ufficiale del solito, nonché Rosenblum leggermente isterico. Ma va bene così, ecco (forse) il bello della diretta. Decisamente meno belle le candidature, parziali fotocopie di ciò che avevamo già visto l'anno scorso. "Game of Thrones" ha sempre il primato del maggior numero di presenza in cinquina, ma a parte questo sappiamo già tutti che non vincerà una mazza. Per la prima volta, però, gli Emmy hanno avuto il coraggio (!) di candidare ben 3 attori della serie in un unico anno (Emilia Clarke, Peter Dinklage, Lena Headey) fregandosene bellamente del fatto che Jon Snow (Kit Harington) ci abbia momentaneamente lasciato... Ancora peggio, a mio avviso, la rinnovata presenza di "Mad Men" praticamente in ogni categoria: ok, abbiamo capito che vi piace, però anche basta. Ci sono state nuove serie ben più interessanti che la 7a stagione di questo telefilm. Io dico STOP. Come dico basta altrettanto energicamente a "Veep" e "Girls", entrambi HBO: il primo non fa ridere e Julia Louis-Dreyfus ha vinto come Miglior attrice comica per 3 anni di fila dal 2012 al 2014... Penso sia ora di finirla e lasciare spazio anche agli altri (nella fattispecie doveva essere Ellie Kemper di "Unbreakable Kimmy Schmidt" o Gina Rodriguez per "Jane the Virgin", entrambe snobbate per i loro telefilm, anche se quest'anno mi accontenterei di vedere FINALMENTE trionfare Amy Poehler per "Parks and Recreation" alla sua ultima stagione); il secondo ha frantumato... le scatole.
Imbarazzante mancanza quella di Julianna Margulies - vincitrice l'anno scorso! - e del suo magnifico telefilm "The Good Wife" nuovamente scartato dalla rosa delle migliori serie drammatiche: scandalo. E, a proposito di scandali, manca anche Kerry Washington dopo due nomination consecutive, ma non solo: tutte le attrici (tranne la Aduba) di "Orange is the New Black" che dopo l'exploit dell'anno scorso è stato ampiamente ridimensionato - per non parlare del fatto che lo hanno spostato dalle serie comedy alla categoria drama (e qui bisognerebbe aprire centomila parentesi e lanciare qualche anatema contro i cretini che incasellano le serie) -, in toto "True Detective" attualmente in onda e "Master of Sex" che si deve accontentare di Allison Janney come Guest Actress in a Drama (dove però l'anno scorso ha vinto).
Poi, finalmente, ci eravamo liberati di "Breaking Bad" e tutta la scia di premi che si portava a casa ed eccoci, a un anno di distanza, con il suo spin-off già tra i candidati di quest'anno (Miglior serie drammatica, Miglior attore, Miglior attore non protagonista e Miglior sceneggiatura): francamente mi auguro che non comincino a dargli un premio dopo l'altro, altrimenti non se ne esce. Come, spero, la smettano di premiare solo Jessica Lange per "American Horror Story" che di Emmy ne ha già 3 (di cui due solo per "AHS")... Sarebbe ora, invece, di riconoscere qualche merito a Sarah Paulson.
Per finire - ma ci sarebbe ancora molto, molto da dire - qualche ultima considerazione veloce: Christine Baranski avrebbe dovuto vincere un Emmy per "The Good Wife" da almeno 5 anni (ma credo quest'anno sarà battuta da Joanne Froggatt per "Downton Abbey" che ha già vinto il Golden Globe a gennaio); Jane Krakowski non ha mai vinto per "30 Rock", ma si meriterebbe il suo premio finalmente per "Unbreakable Kimmy Schmidt" come si merita assolutamente di vincere Tituss Burgess per lo stesso geniale telefilm; Outstanding Lead Actress in a Miniseries or Movie quest'anno è una delle categorie più difficili; Amy Poehler vinci vinci vinci! (lo ribadisco, magari porta fortuna); "House of Cards" ha avuto stagioni migliori, ma sarebbe davvero ora che riconoscessero seriamente il valore di questa serie, partendo dall'Emmy a Robin Wright; dopo tutta la polemica sul razzismo per la mancata nomination all'Oscar per "Selma", sarà mica che daranno l'Emmy a David Oyelowo tipo premio di consolazione...?; William H. Macy e Felicity Huffman sono sposati... ed entrambi candidati quest'anno!; Jeffrey Tambor dovrebbe essere vincitore annunciato; troppo poco una sola nomination per "The Knick", una delle serie tv più interessanti dell'anno (come, a quanto pare, "Empire", rimasto a secco di candidature e, a detta di molti, vera sorpresa della stagione... Dovrò recuperarlo!).
Insomma, gli Emmy 2015 per quanto mi riguarda non sono partiti con il piede giusto. Solite candidature per i soliti, pochissime new entry e molto da migliorare (si spera durante la premiazione). La cerimonia sarà presentata da Andy Samberg e si terrà il 12 settembre, per la prima volta dopo molti anni di sabato: gli organizzatori sperano di catalizzare quanti più spettatori possibile davanti alla tv con la speranza che avere la domenica come giorno di riposo successivo convinca chi, negli anni precedenti, evitava di seguire la lunga serata televisiva considerato il deterrente del dover lavorare il giorno dopo: non credo funzionerà, ma tutto fa brodo.

2015 Emmy Award Nominees

Outstanding Drama Series
"Better Call Saul" (AMC)
"Downton Abbey" (PBS)
"Game Of Thrones" (HBO)
"Homeland" (Showtime)
"House Of Cards" (Netflix)
"Mad Men" (AMC)
"Orange Is The New Black" (Netflix)

Outstanding Comedy Series
"Louie" (FX)
"Modern Family" (ABC)
"Parks And Recreation" (NBC)
"Silicon Valley" (HBO)
"Transparent" (Amazon)
"Unbreakable Kimmy Schmidt" (Netflix)
"Veep" (HBO)

Outstanding Lead Actor in a Drama Series
Kyle Chandler, "Bloodline"
Jeff Daniels, "The Newsroom"
Jon Hamm, "Mad Men"
Bob Odenkirk, "Better Call Saul"
Liev Schreiber, "Ray Donovan"
Kevin Spacey, "House of Cards"

Outstanding Lead Actress in a Drama Series
Claire Danes, "Homeland"
Viola Davis, "How to Get Away With Murder"
Taraji P. Henson, "Empire"
Tatiana Maslany, "Orphan Black"
Elisabeth Moss, "Mad Men"
Robin Wright, "House of Cards"

Outstanding Lead Actor in a Comedy Series
Anthony Anderson, "black-ish"
Louis C.K., "Louie"
Don Cheadle, "House of Lies"
Will Forte, "Last Man on Earth"
Matt LeBlanc, "Episodes"
William H. Macy, "Shameless"
Jeffrey Tambor, "Transparent"

Outstanding Lead Actress in a Comedy Series
Edie Falco, "Nurse Jackie"
Lisa Kudrow, "The Comeback"
Julia Louis-Dreyfus, "Veep"
Amy Poehler, "Parks and Recreation"
Amy Schumer, "Inside Amy Schumer"
Lily Tomlin, "Grace and Frankie"

Outstanding Supporting Actor in a Drama Series
Jonathan Banks, "Better Call Saul"
Ben Mendelsohn, "Bloodline"
Jim Carter, "Downton Abbey"
Peter Dinklage, "Game of Thrones"
Michael Kelly, "House of Cards"
Alan Cumming, "The Good Wife"

Outstanding Supporting Actress in a Drama Series
Joanne Froggatt, "Downton Abbey"
Lena Headey, "Game of Thrones"
Emilia Clarke, "Game of Thrones"
Christina Hendricks, "Mad Men"
Uzo Aduba, "Orange Is the New Black"
Christine Baranski, "The Good Wife"

Outstanding Supporting Actress in a Comedy Series
Niecy Nash, "Getting On"
Julie Bowen, "Modern Family"
Allison Janney, "Mom"
Kate McKinnon, "Saturday Night Live"
Mayim Bialik, "The Big Bang Theory"
Gaby Hoffmann, "Transparent"
Jane Krakowski, "Unbreakable Kimmy Schmidt"
Anna Chlumsky, "Veep"

Outstanding Supporting Actor in a Comedy Series
Andre Braugher, "Brooklyn Nine-Nine"
Adam Driver, "Girls"
Keegan-Michael Key, "Key & Peele"
Ty Burrell, "Modern Family"
Tituss Burgess, "Unbreakable Kimmy Schmidt"
Tony Hale, "Veep"

Outstanding Miniseries
"American Crime" (ABC)
"American Horror Story: Freak Show" (FX)
"The Honorable Woman" (Sundance)
"Olive Kitteridge" (HBO)
"Wolf Hall" (PBS)

Outstanding Television Movie
"Agatha Christie's Poirot: Curtain, Poirot's Last Case" (Acorn TV)
"Bessie" (HBO)
"Grace Of Monaco" (Lifetime)
"Hello Ladies: The Movie" (HBO)
"Killing Jesus" (National Geographic)
"Nightingale" (HBO)

Outstanding Lead Actor in a Miniseries or a Movie
Timothy Hutton, "American Crime"
Ricky Gervais, "Derek Special"
Adrien Brody, "Houdini"
David Oyelowo, "Nightingale"
Richard Jenkins, "Olive Kitteridge"
Mark Rylance, "Wolf Hall"

Outstanding Lead Actress in a Miniseries or a Movie
Felicity Huffman, "American Crime"
Jessica Lange, "American Horror Story: Freak Show"
Queen Latifah, "Bessie"
Maggie Gyllenhaal, "The Honorable Woman"
Frances McDormand, "Olive Kitteridge"
Emma Thompson, "Sweeney Todd"

Outstanding Supporting Actor in a Miniseries or a Movie
Richard Cabral, "American Crime"
Denis O'Hare, "American Horror Story: Freak Show"
Finn Wittrock, "American Horror Story: Freak Show"
Michael Kenneth Williams, "Bessie"
Bill Murray, "Olive Kitteridge"
Damian Lewis, "Wolf Hall"

Outstanding Supporting Actress in a Miniseries or a Movie
Regina King, "American Crime"
Sarah Paulson, "American Horror Story: Freak Show"
Angela Bassett, "American Horror Story: Freak Show"
Kathy Bates, "American Horror Story: Freak Show"
Mo'Nique, "Bessie"
Zoe Kazan, "Olive Kitteridge"

Outstanding Variety Talk Series
"The Colbert Report" (Comedy Central)
"The Daily Show" (Comedy Central)
"Jimmy Kimmel Live" (ABC)
"Last Week Tonight" (HBO)
"Late Show With David Letterman" (CBS)
"The Tonight Show Starring Jimmy Fallon" (NBC)

Outstanding Variety Sketch Series
"Drunk History" (Comedy Central)
"Inside Amy Schumer" (Comedy Central)
"Key & Peele" (Comedy Central)
"Portlandia" (IFC)
"Saturday Night Live" (NBC)

Outstanding Reality-Competition Program
"The Amazing Race" (CBS)
"Dancing with the Stars" (ABC)
"Project Runway" (Lifetime)
"So You Think You Can Dance" (FOX)
"Top Chef" (Bravo)
"The Voice" (NBC)

Outstanding Structured Reality Program
"Antiques Roadshow" (PBS)
"Diners, Drive-Ins and Dives" (Food)
"MythBusters" (Discovery)
"Property Brothers" (HGTV)
"Shark Tank" (ABC)
"Undercover Boss" (CBS)

Outstanding Unstructured Reality Program
"Alaska: The Last Frontier" (Discovery)
"Deadliest Catch" (Discovery)
"Intervention" (A&E)
"Million Dollar Listing New York" (Bravo)
"Naked and Afraid" (Discovery Channel)
"Wahlburgers" (A&E)

Outstanding Host For A Reality Or Reality-Competition Program
Tom Bergeron, "Dancing With The Stars"
Jane Lynch, "Hollywood Game Night"
Heidi Klum & Tim Gunn, "Project Runway"
Cat Deeley, "So You Think You Can Dance"
Anthony Bourdain, "The Taste"

Outstanding Variety Special
"Bill Maher: Live From D.C." (HBO)
"The Kennedy Center Honors" (CBS)
"Louis C.K.: Live At The Comedy Store" (LouisCK.net)
"Mel Brooks Live At The Geffen" (HBO)
"The Saturday Night Live 40th Anniversary Special" (NBC)
"Tony Bennett & Lady Gaga: Cheek To Cheek LIVE!" (PBS)

Outstanding Guest Actor in a Drama Series
Alan Alda, "The Blacklist"
Michael J. Fox, "The Good Wife"
F. Murray Abraham, "Homeland"
Reg E. Cathey, "House of Cards"
Beau Bridges, "Masters Of Sex"
Pablo Schreiber, "Orange Is The New Black"

Outstanding Guest Actress in a Drama Series
Margo Martindale, "The Americans"
Diana Rigg, "Game of Thrones"
Rachel Brosnahan, "House Of Cards"
Cicely Tyson, "How To Get Away With Murder"
Allison Janney, "Masters Of Sex"
Khandi Alexander, "Scandal"

Outstanding Guest Actor in a Comedy Series
Mel Brooks, "The Comedians"
Paul Giamatti, "Inside Amy Schumer"
Bill Hader, "Saturday Night Live"
Louis C.K., "Saturday Night Live"
Bradley Whitford, "Transparent"
Jon Hamm, "Unbreakable Kimmy Schmidt"

Outstanding Guest Actress in a Comedy Series
Christine Baranski, "The Big Bang Theory"
Gaby Hoffmann, "Girls"
Pamela Adlon, "Louie"
Elizabeth Banks, "Modern Family"
Joan Cusack, "Shameless"
Tina Fey, "Unbreakable Kimmy Schmidt"

Outstanding Writing for a Drama Series
"The Americans" -- "Do Mail Robots Dream Of Electric Sheep?" (Joshua Brand)
"Better Call Saul" -- "Five-O" (Gordon Smith)
"Game Of Thrones" -- "Mother's Mercy" (David Benioff and D.B. Weiss)
"Mad Men" -- "Lost Horizon" (Semi Chellas and Matthew Weiner)
"Mad Men" -- "Person To Person" (Matthew Weiner)

Outstanding Writing for a Comedy Series
"Episodes" -- "Episode 409" (David Crane and Jeffrey Klarik)
"The Last Man On Earth" -- "Alive In Tucson (Pilot)" (Will Forte)
"Louie" -- "Bobby's House" (Louis C.K.)
"Silicon Valley" -- "Two Days Of The Condor" (Alec Berg)
"Transparent" -- "Pilot" (Jill Soloway)
"Veep" -- "Election Night" (Simon Blackwell, Armando Iannucci and Tony Roche)

Outstanding Directing for a Drama Series
"Boardwalk Empire" -- "Eldorado" (Tim Van Patten)
"Game Of Thrones" -- "Mother's Mercy" (David Nutter)
"Game Of Thrones" -- "Unbowed, Unbent, Unbroken" (Jeremy Podeswa)
"Homeland" -- "From A To B And Back Again" (Lesli Linka Glatter)
"The Knick" -- "Method And Madness" (Steven Soderbergh)

Outstanding Directing for a Comedy Series
"The Last Man On Earth" -- "Alive In Tucson (Pilot)" (Phil Lord and Christopher Miller)
"Louie" -- "Sleepover" (Louis C.K.)
"Silicon Valley" -- "Sand Hill Shuffle" (Mike Judge)
"Transparent" -- "Best New Girl" (Jill Soloway)
"Veep" -- "Testimony" (Armando Iannucci)

#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 20 luglio 2015

Film 956 - Insidious 3: L'inizio

Ovviamente non vedevamo l'ora di fondacci al cinema per vederlo!

Film 956: "Insidious 3: L'inizio" (2015) di Leigh Whannell
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: A parte la visione parzialmente disturbata da un gruppo di ragazzini idioti che hanno chiacchierato per una buona parte del film, ho apprezzato questo prequel della saga di "Insidious" di cui ormai siamo grandi sostenitori.
Ripercorrere a ritroso la storia della mitica Elise Rainier (Lin Shaye) è interessante e non mancano momenti inquietanti e spaventosi, per cui l'operazione commerciale legata al franchise mi sembra non solo sensata, ma anche riuscita. Certamente questo terzo capitolo - primo in ordine temporale - è tutt'altra cosa rispetto ai precedenti due incentrati sulla famiglia Lambert, un po' com'era stato per "Annabelle" come prequel di "L'evocazione - The Conjuring": un buon budget garantisce effetti speciali più sofisticati e permette di poter scegliere strade di paura più elaborate, per cui questo titolo è più impostato sullo stampo dell'horror tradizionale commerciale, sufficientemente patinato, più concentrato a suggerire che a mostrare (nel primo tempo) e disturbante nel raccontare la storia del nuovo mostro incazzato.
Sebbene il fascino dei primi due film rimanga imbattibile e l'atmosfera che erano in grado di ricreare qualcosa che qui manca per la maggior parte del tempo, "Insidious: Chapter 3" ha il pregio di prendersi il suo tempo per raccontare cosa c'è dietro la figura cardine di tutti e tre gli episodi, ovvero Elise, regalando al personaggio un certo spessore che solitamente non è interesse di questo genere di pellicole, più frettolose nella caratterizzazione dei protagonisti e abbondanti nel regalare scricchiolii di porte e rumori improvvisi a decibel innaturali. Chiaro che se si cerca qualcosa di più diretto e semplicemente indirizzato allo spavento, qui forse si potrebbe rimanere in parte delusi, considerando che prima che si riesca a capire il perché e per come passa effettivamente un po' di tempo, ma chi ha apprezzato la saga non dovrebbe rimanere deluso dal questo terzo capitolo.
A parte i precedenti già visti Shaye e i due aiutanti del suo personaggio Leigh Whannell e Angus Sampson, qui il richiamo da cast importante manca in toto: il più conosciuto è lo stropicciatissimo Dermot Mulroney, segue Stefanie Scott (a breve al cinema con "Jem e le Holograms") e francamente nessun altro di rilevante. Il che rende l'incasso della pellicola ancora più impressionante (10 milioni di dollari per produrla, più dei budget di entrambi gli episodi precedenti messi assieme) e positivo.
insomma, "Insidious" non smette di intrigare e interessare il pubblico grazie alla sua buona dose di spaventi, spiriti maledettamente inquietanti, seminterrati bui più attivi di una discoteca il sabato sera e una simpatica protagonista che all'età di 71 anni riesce a portare il pubblico in sala come oggi non riescono a fare neanche alcune delle più grandi star. Chapeau.
Film 626 - Insidious
Film 690 - Oltre i confini del male - Insidious 2
Film 959 - Insidious
Film 960 - Oltre i confini del male: Insidious 2
Box Office: $104,301,000
Consigli: La saga di "Insidious" riavvolge il nastro, ci racconta la storia di Elise e cambia forma. Ecco, allora, che ci viene raccontato come la donna si approccia a al suo dono dopo la morte del marito per aiutare la povera Quinn, perseguitata da uno spirito che vuole impossessarsi della sua anima. Non stiamo parlando certo della pellicola più originale di sempre, né dell'horror più spaventoso, però il film funziona e si lega bene ai precedenti/successivi film che hanno decretato la fortuna del franchise. Tutto sommato, quindi, una scelta vincente che renderà felici i fan della saga, ma saprà intrattenere anche chi, fino ad ora, non ha mai sentito parlare di Elise Rainier e della sua capacità di andare nell'Altrove...
Parola chiave: L'Uomo Che Non Respira.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 17 luglio 2015

Film 952 - Tomorrowland - Il mondo di domani

Ero molto interessato a vedere questo film, curioso di vedere se le buone premesse del trailer sarebbero state rispettate!

Film 952: "Tomorrowland - Il mondo di domani" (2015) di Brad Bird
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Diciamoci la verità... sembrava dovesse essere il film dell'anno e, invece, è solo un film. Sì, certo, il più recente che vede la presenza dell'ormai centellinato George Clooney nonché l'ultimo in ordine temporale delle produzioni Disney, ma a parte questi due fatti non rimane molto altro di peculiare. "Tomorrowland" è, sì, carino, ma niente di più.
Il gap tra la promozione monster che la Walt Disney Pictures ha investito (solo produrlo è costato 190 milioni di dollari) e il risultato finale (sia qualitativo che di introiti) è più che evidente e anche se la creazione di Brad Bird è visivamente potente e, sulla carta, narrativamente intrigante, di fatto c'è qualcosa che separa troppo ampiamente le buone premesse con l'effettivo prodotto finale.
Questa Tomorrowland è di fatto un'altra realtà cui possono accedere solo persone prescelte le cui doti o capacità siano in grado di produrre miglioramenti significativi per l'umanità. Ecco perché da bambino Frank Walker (Clooney) viene scelto da Athena (un'inquietantissima bambina androide) e portato nel futuristico mondo della spilletta con la "T". Le cose, però, non andranno come ci si potrebbe immaginare e, molti anni dopo, lo ritroviamo barbuto e trasandato, rinchiuso in casa e inospitale con la povera e disorientata Casey (Britt Robertson) che vorrebbe risposte dopo aver visitato lo "spot" che la stessa spilletta riproduce al tocco. Costretti per vari motivi a far comunella, i due metteranno insieme un piano per tornare su Tomorrowland a sistemare la situazione urgentissima del countdown alla Terra, destinata a distruggersi di lì a qualche settimana a causa di un evento catastrofico predetto da Frank che sembrerebbe inevitabile. O no?
Tutto di questa storia sembra divisibile in due parti: Terra e Tomorrowland, passato e presente, primo e secondo tempo e, in parallelo, parte più semplice e dove accadono meno cose e successiva fase in cui si susseguono tutti gli eventi incisivi della storia, nonché i più complessi da spiegare e più 'campati in aria'. Con quest'ultima affermazione non voglio dire che in una pellicola fantascientifica la spiegazione del perché la Terra stia andando in contro alla sua distruzione non abbia senso, ma semplicemente che quando viene fornita la spiegazione, non è soddisfacente quando si avrebbe voluto.
Quindi sì, "Tomorrowland - Il mondo di domani" regala buone scene d'azione, una bella colonna sonora, effetti speciali curatissimi, una bella fotografia e anche una certa nostalgia glam del passato, ma non riesce a creare quel pathos e quell'interesse nello spettatore che lo inducano a chiedersi come cavolo finirà la storia. Le trovate ci sono (la Tour Eiffel che è un'astronave!), ma sembrano più che altro una carrellata di idee molto fiche, per un risultato finale però un po' freddino. Peccato, i presupposti sembravano davvero molto buoni.
Ps. Il cast: George Clooney, Hugh Laurie, Britt Robertson, Raffey Cassidy, Tim McGraw, Kathryn Hahn, Keegan-Michael Key, Chris Bauer, Thomas Robinson, Pierce Gagnon, Judy Greer.
Box Office: $203.4 milioni
Consigli: Carino, classico film misto azione e fantascienza perfetto per distrarsi in queste calde giornate estive. Disimpegno, belle immagini, una carismatica protagonista e perfino il Dott. House. Non è un capolavoro e il finale rovina un po' le premesse, ma tutto sommato si lascia guardare volentieri.
Parola chiave: Profezia che si autoavvera.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 15 luglio 2015

Film 951 - La famiglia Bélier

Perso al cinema, ma recuperato in streaming appena trovato.

Film 951: "La famiglia Bélier" (2014) di Eric Lartigau
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: La Francia sempre più in vena di esportazione non solo gastronomica, ecco il nuovo caso locale, tramutatosi certamente in mondiale (visto l'incasso). La storia della famiglia Bélier è particolare, non tanto perché vivono ancora in campagna, hanno una fattoria, allevano animali e vendono i loro prodotti al mercato; non tanto perché la figlia maggiore è un astro nascente della musica; non tanto perché il padre sarà il futuro sindaco cittadino; non tanto perché 3 dei suoi 4 membri sono sordi... Più che altro per tutti questi elementi insieme.
Ma dove sta la novità, ci si può chiedere. In fin dei conti sì, tutte queste singolarità insieme formano un'inusuale quadretto familiare, eppure in un momento storico in cui tutto sa di già visto, spiccare è pur sempre qualcosa di eccezionale. Qui l'impresa è riuscita più che altro per l'approccio, la sensazione positiva che tutto il film, tutta la storia si porta con sé. E allora sì, siamo sordi, siamo strani, siamo eccessivi e lunatici... E allora?
"La famille Bélier" è un bel caso di cinema commerciale con messaggio positivo e pure da esportazione. Si parla di diversità, di affermazione, di scelte di vita, di rispetto di se stessi e degli altri, di responsabilità e, naturalmente, di amore. Certi valori sanno già un po' di vecchio ultimamente, qualcosa che ha perso il suo significato. Ogni tanto è bello ricordarsi che stare insieme, essere amici, essere una famiglia, avere qualcuno che si aspetta qualcosa da noi è bello, non solo un ostacolo.br/> Ecco, personalmente mi è piaciuto questo della pellicola di Eric Lartigau, un misto di commedia, un pizzico di dramma e molta, molta vita di tutti i giorni. Non stiamo parlando di un capolavoro e dopo un po' ascoltare e riascoltare quella maledetta "Je vais t'aimer" (che si sente anche nel trailer) ti rende insofferente, per non parlare di un sottofondo continuamente chiassoso nella prima parte della pellicola, ma in generale devo proprio ammettere che la visione de "La famiglia Bélier" ha soddisfatto e compiaciuto le mie aspettative.
Ps. 6 candidature ai César 2015 (tra cui Miglior film, sceneggiatura e attori) e un premio vinto per la Miglior attrice esordiente Louane Emera. Per capirsi, stiamo parlando della stessa edizione che ha incoronato Kristen Stewart vincitrice nella categoria Miglior attrice non protagonista per "Clouds of Sils Maria".
Box Office: $82,566,570
Consigli: Se ultimamente le scelte commerciali del cinema francese vi hanno convinto (vedi "Non sposate le mie figlie!", "Giù al nord", "Tutta colpa del vulcano", "Quasi amici", "Per sfortuna che ci sei"), questo è assolutamente un altro titolo da non perdere. in ogni caso un bell'esempio di storia su diversità e quotidiano, amore e famiglia, responsabilità e scelte di vita, occasioni e talento. Non c'è male e, da non sottovalutare, ci si diverte pure (ma bisogna avere pazienza per la canzone portante...). In ogni caso da vedere, titoli di coda compresi!
Parola chiave: Radio France.

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Bengi

lunedì 13 luglio 2015

Film 950 - So cosa hai fatto

Horror in cantina mentre corro da solo sul mio tapis-roulant? Non posso chiedere di meglio!

Film 950: "So cosa hai fatto" (1997) di Jim Gillespie
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Uno dei titoli cult tra gli horror più mainstream degli anni '90, con un titolo sufficientemente iconico da rimanere impresso e in grado perfino di entrare nella rosa dei film parodiati nel primo "Scary Movie". Insomma, dovevo recuperare "I Know What You Did Last Summer" assolutamente!
Non ricordavo molto a parte titolo, 4 protagonisti (Jennifer Love Hewitt, Sarah Michelle Gellar, Ryan Phillippe, Freddie Prinze Jr.) e incipit del film, che vede i 4 ragazzi investire con la macchina uno sconosciuto e, pensando di averlo ucciso, decidere di fare un patto che li legherà per sempre: occultare il cadavere e giurare di non parlare mai più dell'accaduto.
La cosa si dimostra più facile a dirsi che a farsi, considerato che dopo un anno i ragazzi - che si ritrovano nella loro cittadina tutta pesca e furgoni - cominceranno a ricevere strani messaggi che, come nel titolo, annunciano di sapere cosa hanno fatto l'estate scorsa. Comincia il panico, ma anche la caccia con uncino e, piano piano, i vari testimoni dell'incidente verranno arpionati e uccisi in un'escalation di vendetta di cui l'epilogo ci svelerà cause e mandante, anche se il motivo per cui ci si fiondò al cinema quasi vent'anni fa era più che altro assistere alla paura dell'inseguimento a tinte survivor.
Già perché proprio come in "Scream" - il caso vuole che scopra mentre scrivo che lo sceneggiatore sia lo stesso e, non bastasse, che in "Scream 2" comparirà la qui presente Gellar - più che nello scoprire i colpevoli, il brivido sta nel vedere cosa accade, chi muore, chi ce la fa e come. La spettacolarizzazione delle morti nel film di Wes Craven è più marcata dal fatto che ci sia la reporter ficcanaso il cui unico scopo sta nel fare notizia, anche se pure qui si spinge lo spettatore ad essere attratto dalla "modalità di squartamento". Fa parte del gioco e, diciamocelo, ci si assume l'onere con estrema tranquillità. E così, uno dopo l'altro, i vari personaggi verranno a mancare fino a quando la protagonista Julie (Love Hewitt) riuscirà a capire chi ce l'abbia tanto con loro (e anche a riprendersi da quell'orrendo colorito pallido).
In generale, quindi, non possiamo aspettarci tanto da questa pellicola, il cui unico scopo è quello di intrattenere e far paura, creare scene di sbudellamento più o meno cruente ma che garantiscano comunque un lasciapassare da parte della censura. Gli attori sono accessori, anche se il casting fece bene i suoi conti: la Love Hewitt è stata per anni la fidanzatina d'America, Sarah Michelle Gellar e Ryan Phillippe finirono entrambi in quel "Cruel Intentions" che fece scalpore due anni dopo (per non parlare di "Buffy, l'ammazzavampiri" cui la Gellar è tuttora protagonista indimenticata), Freddie Prinze Jr. è finito in quel "Kiss Me" che è stato un altro successo commerciale di fine anni '90, per non parlare di quel giovanissimo Johnny Galecki che qui viene sacrificato per primo ma che oggi è la superstar nientemeno che di "The Big Bang Theory"... Insomma, la cultura pop c'è andata a nozze.
Chiaramente "So cosa hai fatto" è un filmaccio buono solo a regalare un bel tuffo nel passato e qualche salto di battito cardiaco quando il volume decide di sparare al massimo un urlo, ma nell'ipotesi che si stesse cercando nient'altro che del sano disimpegno fabbricato - è pur sempre un'industria culturale - ai tempi in cui i gruppi musicali si creavano a tavolino, eccoci serviti! La recitazione è quel che è, per non parlare della trama che praticamente non quadra quasi mai, però un po' l'effetto nostalgia, un po' quell'attaccamento bonario nei confronti di certi titoli come questo fanno sì che, nonostante tutto, l'ora e mezza di pellicola in questione non solo non ci danneggi in alcun modo ma, al contrario, ci lasci perfino sufficientemente soddisfatti.
Box Office: $125.2 milioni
Consigli: Oggi gli horror sono fatti d'altro, più violenti e veloci, fissati a riprendere sangue e viscere e lasciare poco all'immaginazione. Qui siamo di fronte ad un titolo decisamente diverso, addirittura interessato a raccontarci qualche implicazione emotiva - pur senza riuscirci - per caratterizzare personaggi e situazione. Anche se apparizioni e sparizioni nel giro di secondi sono altamente improbabili, un assassino il cui cappuccio cancella il volto impossibile e l'onniscienza di quest'ultimo altamente impraticabile (nell'era pre-iPhone, pre massificazione di internet quest'assassino è perfino più veloce, forzuto in anticipo su tutto e tutti che in confronto -A di "Pretty Little Liars" è un principiante), l'atmosfera che "So cosa hai fatto" riesce a creare ha un suo perché e nonostante tutta la superficialità dell'impresa, la produzione è riuscita a creare alcune delle scene più cult del decennio passato (la più famosa è certamente quella del concorso di bellezza durante il quale il fidanzato della vincitrice uscente viene ucciso sulla balconata). Quindi, lasciando critiche e pregiudizi facili a casa, rivedere questo film può avere il suo valore per chi sia nostalgico o affezionato a questo tipo di operazioni commerciali o semplicemente essere un'intrattenimento leggermente diverso per chi cercasse un divertimento senza pretese.
Parola chiave: Uncino.

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venerdì 10 luglio 2015

Film 949 - Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet

Luigi lo ha scovato e voleva vederlo, specialmente per la presenza della fantastica Helena Bonham Carter (per una volta non diretta dal suo ormai ex marito).

Film 949: "Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet" (2013) di Jean-Pierre Jeunet
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Jean-Pierre Jeunet mi aveva colpito al cuore con lo stupendo "Il favoloso mondo di Amélie" e definitivamente conquistato con il successivo "Una lunga domenica di passioni", quindi mi ha stupito ritrovarlo in questo contesto più anglofono e, se vogliamo, commerciale (il film prevedeva anche il 3D). Francamente, pur essendo un lavoro carino, questo titolo non fa centro.
Sarà che T.S. Spivet (Kyle Catlett) non è simpatico né ci si affeziona a lui davvero fino in fondo, saranno gli strani rapporti umani che la storia dipinge, saranno gli altrettanto strani personaggi di conseguenza, comunque il tutto risulta più bizzarro che piacevole.
La storia è concepita alla maniera classica di Jeunet, capace di caratterizzare i suoi personaggi in maniera particolarissima, riuscendo a regalare loro sfumature presentandone manie, piaceri nascosti, pensieri profondi. Così troviamo il ragazzino geniale in competizione con l'immagine da vero cowboy del gemello scomparso, il padre mandriano che dice una parola in croce e si ritira a bere nello studio/museo delle teste impagliate, la sorella maggiore che è la versione americana della velina wannabe e, infine, una madre con la testa fra le nuvole, buona anche se un po' distratta, a volte assente. Ci sta tutto, la famiglia è composta da membri eterogenei e l'idea di base di tenerli tutti l'uno ancorato all'altro attraverso piccoli gesti, sguardi e situazioni particolari mi è piaciuta. Il problema è che poi T.S. parte per un viaggio in solitaria attraverso l'America per andare a ritirare un premio che ha vinto (fingendosi adulto) e, da quel momento, parte una carovana di situazioni tra l'inutile e il circense che alla lunga logorano. Svariati incontri un po' futili, tutti fini a se stessi e non particolarmente in grado di caratterizzare ulteriormente il personaggio protagonista, solo brevi momenti, scene a parte che, non ci fossero state, sarebbe stato uguale. Per non parlare poi del finale, dove T.S. - scoperto bambino prodigio - viene letteralmente inglobato dalla macchina del successo, con annesso sfruttamento infantile da parte della curatrice del museo Smithsonian (Judy Davis) e successiva fagocitazione del povero ragazzo dalla melma mediatica che lo vuole nuovo fenomeno. La cosa di per sé ha anche un senso e sarebbe un buono spunto di critica, peccato che la cosa sia rovinata dalla messa in scena generale, talvolta farsesca, talvolta solo fastidiosa.
Insomma, nonostante la bella fotografia, gli effetti speciali davvero efficaci a sostegno di una storia che è soprattutto fantasia e una caratterizzazione dei personaggi ben costruita - per non parlare della straordinaria capacità di Jeunet di potenziare le immagini attraverso la sua regia, connotandole di qualcosa che sta tra il fiabesco e il giocoso -, "The Young and Prodigious T.S. Spivet" non riesce però a centrare il suo obiettivo, risulta meno coinvolgente di Amélie e, sì, anche meno ispirato. Diciamo che lo stile è ben riconoscibile e anche se in fin dei conti seguire la filmografia di questo regista è sempre piacevole, questa volta non posso dire che il risultato sia conforme alle aspettative.
Ps. Tratto dal romanzo "Le mappe dei miei sogni" ("The Selected Works of T.S. Spivet") di Reif Larsen.
Box Office: $9,321,225
Consigli: Il box office è stato impietoso (33 milioni di dollari per produrlo) e non so in quanti possano dire di aver visto questa pellicola. Io francamente prima di vederlo in streaming non ne avevo nemmeno sentito parlare... Comunque è un titolo carino, ma niente di più. Chi ha amato i precedenti lavori di Jeunet apprezzerà di certo, anche se credo che sia evidente un po' a tutti che non siamo di fronte ad uno dei suoi massimi lavori. Helena Bonham Carter è insolitamente bella, nonostante non le si riesca mai a staccare di dosso quell'aura un po' nebbiosa e scura, e per una volta è bello vederla recitare in qualcosa che non le abbiano cucito addosso (come forse non accadeva dai tempi de "Il discorso del re"). In generale questa pellicola può funzionare per un momento di spensieratezza. E' una storia on the road per bambini, un viaggio che mi ha molto ricordato quello di "Molto forte, incredibilmente vicino", pur in toni molto più leggeri. Bei colori e bellissimi paesaggi.
Parola chiave: Baird Award.

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