lunedì 8 febbraio 2016

Film 1065 - Regression

Molto curioso di vedere questo film, me ne sono corso al cinema (perfino in solitaria) per non perdermelo.
Film 1065: "Regression" (2015) di Alejandro Amenábar
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Francamente un po' una boiata e lo ammetto con dispiacere, perché ero molto interessato a questa storia dark, dai toni cupissimi e con la partecipazione della mia amatissima Emma Watson.
Facilito il riassunto con la partecipazione di Wikipedia, che spiega alla perfezione (e un po' spoilera, attenti!): «Quello che si cela dentro le mura di una casa suona molto inquietante: infatti è da tempo che il detective Bruce Kenner indaga su possibili riti satanici che si svolgerebbero nelle parti più oscure dell'abitazione. Qua vivono Angela Gray, suo fratello maggiore Roy Gray e i loro genitori; un giorno il padre di famiglia viene accusato dalla figlia Angela di aver compiuto un fatto che l'uomo non si ricorda di aver commesso. Alla fine si scopre che Angela, depressa per la disastrosa situazione familiare, aveva inventato tutto informandosi su autobiografie di persone realmente vittime di satanismo. La ragazza, infatti, odiava il padre e tutta la sua famiglia perché li riteneva responsabili della morte di sua madre. La tecnica della regressione aveva aiutato Angela, provocando nelle persone ricordi inesistenti, suggestionati dal racconto della ragazza».
Dopo che Amenábar ci ha regalato quel gioiellino horror che è "The Others" e ha vinto l'Oscar per il Miglior film straniero ("Mare dentro"), diciamo che era lecito aspettarsi da questa nuova escursione hollywoodiana del regista qualcosina di più di questa storia banale e abbastanza insoddisfacente spacciata come pellicola di denuncia perché tratta da fatti realmente accaduti. Mi pare, invece, che si sia provato di appiccicare un po' forzatamente a tutta l'operazione quella connotazione horror che potesse attrarre appassionati del genere e non, per poi essere costretti a scoprire le carte e a rivelare il bluff: l'orrore non c'è, è tutta una (brutta) suggestione.
Pur apprezzando le capacità della Watson - che con le lacrime a fiume ci fa le cascate -, la solita aria stropiacciata di Hawke, la lentezza spesso noiosa della trama e la scoperta, man mano che il racconto procede, della palese inconsistenza degli elementi di paura, crea un'inconsistenza narrativa fastidiosa che fiacca il prodotto e, in definitiva, delude. In chi la subisce la regressione riesce a generare il non accaduto, a vincolare finzioni che sono suggestioni di massa, eppure non riesce a farci credere che "Regression" sia un bel film che vale la pena di vedere. Peccato.
Cast: Ethan Hawke, Emma Watson, David Thewlis, Lothaire Bluteau, Dale Dickey, David Dencik, Peter MacNeill, Devon Bostick, Aaron Ashmore.
Box Office: $17.6 milioni
Consigli: Titolo debole che mixa in maniera un po' ingenua due elementi difficilente compatibili, l'horror con la pellicola di denuncia. Non che siano tassativamente inconciliabili, ma per come sono gestiti qui sembrano solo accostati l'uno per giustificare la mancanza degli elementi tipici dell'altro. Quindi le atmosfere cupissime, il disgusto delle scene sataniche, i momenti da "salto sulla poltrona" sembrano suggerire che la preponderanza d'orrore connoti la pellicola, ma nel momento in cui tutta la copertura horror salta, si suggerisce che si trattasse di dovere di cronaca, necessari passaggi a raccontare esaustivamente una vicenda tanto assurda (e spaventosa), eppure vera. Dunque non essendo né l'uno né l'altro manca di un'identità forte e tutto il prodotto ne risente. Si può vedere, ma meglio non avere aspettative.
Parola chiave: Metronomo.

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Bengi

Film 1064 - The Judge

Poe non lo aveva visto ed era interessato a recuperarlo, perciò non ho perso tempo!
Film 1064: "The Judge" (2014) di David Dobkin
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Comprato il dvd - e la confezione era pure vuota! - ho recuperato appena possibile questa pellicola, che mi era molto piaciuta. Da sempre mi appassiono a storie ambientate in tribunali, con i protagonisti avvocati che promuovono la loro arringa o giocano la carta vincente all'ultimo secondo, con il testimone alla sbarra che rimane spiazzato dalla rivelazione appena appresa. Ecco, anche "The Judge" è un titolo un po' così, fatto di molti di questi elementi che io gradisco.
In aggiunta abbiamo il dramma familiare in piena esecuzione, il tema del ritorno a casa del figliol prodigo, la cittadina di provincia soffocante, i primi amori, le cose non dette e lasciate indietro e tutta un'altra serie di temi che contornano la pellicola di Dobkin di quell'aura meno unicamente giurisprudenziale e più caratterizzante a tutto tondo. Non siamo di fronte al capolavoro, ma io ho davvero gradito pure questa seconda volta.
Film 819 - The Judge
Cast: Robert Downey, Jr., Robert Duvall, Vera Farmiga, Vincent D'Onofrio, Jeremy Strong, Dax Shepard, Billy Bob Thornton, Leighton Meester, Balthazar Getty, Denis O'Hare, Ken Howard, David Krumholtz.
Box Office: $84.4 milioni
Consigli: Candidatura all'Oscar per Robert Duvall nei panni del giudice del titolo, un ottimo cast di comprimari, una storia sufficientemente intrigante dall'inizio alla fine, una bella fotografia. Io questo "The Judge" lo consiglio.
Parola chiave: Cancro.

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Bengi

Film 1063 - Mune - Il guardiano della luna

Curiosissimo di vederlo!
Film 1063: "Mune - Il guardiano della luna" (2014) di Alexandre Heboyan, Benoît Philippon
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Carinissimo film d'animazione francese, era un titolo che mi aveva interessato già dal trailer e, con la visione casalinga, non mi ha deluso.
Chiaramente si tratta di una fiaba per bambini che coinvolge temi abbastanza ricorrenti: bene e male (qui nell'opposizione giorno/notte, sopra/sotto), amicizia e amore, credere in se stessi, la scoperta delle proprie abilita e del proprio destino, imparare a conoscersi, ecc., dunque non parliamo di nulla di nuovo, benché la realizzazione grafica conferisca a "Mune, le gardien de la lune" un fascino del tutto peculiare che prescinde la trama già nota in partenza.
Non un capolavoro di film, insomma, ma rimane un buon esempio di cinema d'animazione fatto a computer al di là della solita preponderanza americana, un prodotto garbato e bello da vedere, una pellicola per tutte le età. Piacevole.
Cast: Omar Sy, Izïa Higelin, Michaël Grégorio, Damien Boisseau, Féodor Atkine, Eric Herson-Macarel, Michel Mella, Fabrice Josso, Jean Claude Donda, Benoît Allemane, Patrick Poivey.
Box Office: $9.1 milioni
Consigli: Graficamente interessante, molto bello da vedere, con personaggi simpatici e un'avventura per tutte le età, questo "Mune - Il guardiano della luna" è stato una gradita sorpresa. Da recuperare.
Parola chiave: Sole/Luna.

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Bengi

venerdì 5 febbraio 2016

Film 1062 - Inception

Giornata non felicissima di dicembre, eppure salvata da qualche buon elemento positivo.
Film 1062: "Inception" (2010) di Christopher Nolan
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Avevo voglia di rivederlo da tempo, perché è un bel film, ha degli effetti speciali pazzeschi, una colonna sonora da urlo, un cast fantastico... e perché è di Nolan. Tutti questi elementi assieme fanno di "Inception" uno dei miei film preferiti, esempio di come una pellicola sappia colpirmi sempre e comunque per spettacolarità e inventiva, non importa quante volte l'abbia già vista.
Non c'è molto altro da aggiungere: insieme a "Il cigno nero" uno dei migliori film del 2010.
Ps. 4 Oscar, anche se quello per la sceneggiatura mancato. Il che è un delitto vero e proprio.
Film 156 - Inception
Film 339 - Inception
Cast: Leonardo DiCaprio, Ken Watanabe, Joseph Gordon-Levitt, Marion Cotillard, Ellen Page, Tom Hardy, Cillian Murphy, Tom Berenger, Michael Caine, Pete Postlethwaite, Dileep Rao, Lukas Haas.
Box Office: $825.5 milioni
Consigli: Quest'anno sono nuovamente sul grande schermo insieme, entrambi candidati all'Oscar: DiCaprio e Hardy, qui alleati e in "The Revenant" nemici giurati. Una coppia da cinema che funziona bene tra gli onirici sogni di Nolan quanto tra i gelidi ghiacci di Iñárritu. Insieme a loro un cast ricco di star e talenti per un viaggio adrenalinico tra fantasia e realtà, mondi paralleli, subconsci, fantasie e speranze, il tutto - un rimbalzo dopo l'altro - per tentare di instillare un'idea.
Nella lista dei miei personali capolavori.
Parola chiave: Totem.

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Bengi

mercoledì 3 febbraio 2016

Film 1089 - Brooklyn

Devo ammettere che ero già rimasto incuriosito da questo titolo qualche mese fa quando ne avevo visto la locandina fresca di uscita, catturato dallo stile retrò e dal titolo accattivante ma del tutto indecifrabile. La scelta di lasciare del tutto sconosciuta la trama è rimasta valida fino a sabato, quando ho finalmente deciso di recuperare il film.
Film 1089: "Brooklyn" (2015) di John Crowley
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Pellicola delicata, dolce, di grande sentimento, "Brooklyn" è stata un'altra delle piacevoli sorprese di questa stagione, un'altra ottima scelta da parte degli Academy Awards.
Cast giovanissimo, sceneggiatura di Nick Hornby dal romanzo di Colm Tóibín e una storia tratta dal passato che può far riferimento a una miriade di altre storie veramente accadute: cosa succede quando, partendo per cercar fortuna in un altro paese, ti proietti concretamente verso il tuo futuro, ma lasci tutti quelli che ami a casa?
Nel concreto, questa storia parla di Eilis, giovane irlandese che espatria in America, di preciso a Brooklyn, alla ricerca di una vita più fortunata. Nuovo lavoro presso un grande magazzino, all'inizio cominciare è dura: si fa sentire da subito la nostalgia di casa, nuovi amici non ce ne sono e la solitudine gioca brutti scherzi. La sua fortuna saranno il corso serale di contabilità e l'incontro con Tony, idraulico di origine italiana che le daranno, finalmente, un senso e uno scopo nella nuova vita che si è creata.
I problemi - che naturalmente sempre ci sono - arriveranno anche in America e costringeranno Eilis a fare ritorno in Irlanda dove, neanche a dirlo, conoscerà il perfetto ragazzo irlandese adatto a lei e che la farà vacillare: il matrimonio con Tony, sposato in segreto prima di partire, riuscirà a resistere dopo settimane di lontananza e la piacevole e confortante aria di casa?
Al di là della storia che non vive certo di originalità, mi hanno conquistato i toni pacati, educati e signorili di questa pellicola, esplicitati sullo schermo da una Saoirse Ronan che sfodera una classe e una grazia che non mi sarei aspettato. Non so se sia per l'abbigliamento o perché proprio la storia lo richiedesse, in ogni caso l'attrice ventunenne sembra più una giovane signora che la ragazzina che di fatto è e la cosa mi ha particolarmente coplito (in positivo). L'atmosfera generale priva di quell'aggressività tipica del cinema odierno - fatto di rumori assordanti, personaggi isterici, violenti o sopra le righe - mi ha permesso di seguire il film non solo in maniera piacevole, ma anche molto coinvolta. Chi sceglierà Eilis? Rimarrà in America o tornerà in Irlanda?
Questo "Brooklyn", uscito dal Sundance dell'anno scorso, è stato davvero una bella sorpresa, prodotto di altri tempi in grado di incantare e coinvolgere lo spettatore grazie a una narrazione efficace, un'ottima protagonista, una fotografia perfetta e dei costumi belli, non eccessivi e di grande classe (tutti aspetti he avrei considerato per le candidature all'Oscar). Insomma, uno dei recenti film che mi ha lasciato più soddisfatto.
Cast: Saoirse Ronan, Emory Cohen, Domhnall Gleeson, Jim Broadbent, Julie Walters, Fiona Glascott, Nora-Jane Noone, Jessica Paré.
Box Office: $40 milioni
Consigli: Insieme a "Spotlight" la pellicola in lizza per il Miglior film agli Oscar 2016 che preferisco, "Brooklyn" è un esempio di come si possa raccontare qualcosa di bello e interessante senza il bisogno di strafare. Esteticamente molto bello, emotivamente coinvolgente, scritto bene e recitato perfettamente dalla Ronan, un titolo che mi ha davvero colpito e lasciato un piacevolissimo ricordo. Per gli amanti degli anni '50, delle storie d'amore o delle ricostruzioni storiche un must-see.
Parola chiave: Miss Kelly.

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Bengi

sabato 30 gennaio 2016

Film 1061 - Il pranzo di Babette

Finiti (per il momento) i film in lizza agli Oscar 2016, torno alla mia lista con l'approccio tradizionale: quello in ordine cronologico. In questo mese di gennaio ho spaziato in avanti e indietro per concedermi commenti a caldo infischiandomene plesemente della successione temporale in cui ho visto le varie pellicole, il che mi ha permesso di farmi un'idea d'insieme dei vari nominati, una cosa abbastanza insolita per me che di solito recupero tutto all'ultimo secondo.
Precedentemente, però - e ancora nel 2015 -, avevo comprato una valanga di nuovi dvd dei quali, di alcuni, ho già recuperato la visione. Questo è uno di quelli, visto per la prima volta nientemento che 6 anni fa...
Film 1061: "Il pranzo di Babette" (1987) di Gabriel Axel
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano, francese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Uno dei miei cult personali, una pellicola che, anche rivista la seconda volta, è riuscita a conquistarmi per delicatezza e sentimento.
Ambientato in uno sperduto paesino della Danimarca del 19esimo secolo, il film racconta la storia di Babette, rinomata cuoca parigina che fugge in danimarca a causa dei tumulti della Comune. Costretta a chiedere asilo alle due sorelle Martine e Philippa a cui sconvolgerà la vita, il culmine sarà proprio la cena del titolo in onore del defunto padre delle sorelle, fondatore e pastore di un ordine religioso protestante, che chiamerà a raccolta i cultori del credo davanti a una tavola imbandita e a piatti degni del Café Anglais (da cui si scoprirà provenire proprio Babette). Considerando il rigore e la semplicità professati dal culto, la cena si prospetta più come una prova del demonio da superare che un momento di festa in ricordo del defunto. Perché, allora, accettare lasciando che sia la domestica a preparare una cena in stile francese? Dopo tanti anni a servizio a casa delle due donne, Babette riceverà la notizia di aver vinto alla lotteria francese una somma che la renderebbe ricca e, invece di abbandonare le donne e l'impiego e tornare in Francia, decide di sdebitarsi con le persone che l'hanno accolta e salvata tanti anni prima proponendosi di provvedere, appunto, al cibo per la commemorazione.
Dopo anni di gelo spirituale (e climatico), il cibo magnificamente preparato dalla cuoca saprà scaldare i cuori dei credenti, ormai meno uniti di un tempo - avendo perso il loro leader da anni -, litigiosi e spesso in disaccordo. Nonostante il proposito comune di non interessarsi alla cena così da non rischiare di cadere nelle tentazioni infernali, di fatto ritroveranno l'armonia e la piacevolezza di stare insieme durante la cena stessa, rinvigoriti e riscaldati da gioie della vita che non si concedevano chissà da quanto tempo. La vera identità di Babette verrà scoperta e, all'affermazione delle sorelle «Adesso sarai povera per tutta la vita», Babette rispondera: «Un artista non è mai povero». Capolavoro.
Film 13 - Il pranzo di Babette
Cast: Stephane Audran, Birgitte Federspiel, Bodil Kjer, Jarl Kulle, Jean-Philippe Lafon, Vibeke Hastrup, Bibi Andersson, Ghita Nørby.
Box Office: $4.4 milioni
Consigli: Gioiellino del cinema nordeuropeo, "Babettes gæstebud" è un titolo delicato e raffinato, un esempio di come si possa fare grande cinema senza strafare. Stéphane Audran è una grandissima protagonista, in grado di valorizzare un personaggio e tutta la storia in maniera semplice, eppure indimenticabile. E' una pellicola che consiglio caldamente, pur rendendomi conto che non sia esattamente un film che possa piacere a tutti. E' spesso lento e l'ideologia religiosa ha molto spazio, ma la ricompensa della cena è un bottino non solo per chi vi partecipa, ma anche per lo spettatore. Vedere per credere.
Parola chiave: 10,000 franchi.

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Bengi

venerdì 29 gennaio 2016

Film 1087 - Steve Jobs

Molto curioso di recuperare questo titolo, soprattutto perché la Winslet potrebbe essere una delle vincitrici agli Oscar di febbraio. Anche se io spero di no...
Film 1087: "Steve Jobs" (2015) di Danny Boyle
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: In tutta onestà no, questo film non mi è piaciuto. Per una serie di motivi.
Il primo è la sceneggiatura di Aaron Sorkin, uno che grazie ai suoi dialoghi ha vinto di tutto, dall'Oscar all'Emmy, dal Golden Globe al BAFTA. Come può essere, dunque, che il primo ad essere citato sia lui? Il punto è questo: ormai sono anni che seguo la carriera di Sorkin, ho visto metà delle 7 stagioni di "The West Wing", ho genuinamente apprezzato "The Social Network" e detestato "Moneyball" e "La guerra di Charlie Wilson". Ormai credo di essermi fatto un'idea su come imposti le sue sceneggiature e costruisca i suoi personaggi e, in generale, trovo che non sempre lo faccia in modo efficace. E' uno che, per capirci, scrive dialoghi a fiume, gioca tutto sui climax, vive di retorica e sfinisce lo spettatore di paroloni. Se certe volte funziona, non posso ritenere che sia una regola universale.
Qui si manifesta il problema, che vive tutto nel personaggio di Jobs e in parte nel suo rapporto con la Hoffman, più che amica una schiava devota. Steve, pace all'anima sua, a quanto pare era uno stronzo, ma di quelli che alla fine lo fanno per te, perché ha in mente un percorso che tu, povero mortale, non hai nemmeno idea che sia stato concepito e qualcuno lo stia intraprendendo per te. Ora, io non so se tutto questo rispecchi la realtà dei fatti, ma mi tocca prendere tutto a scatola chiusa e, umanamente, devo dire che seguire questa storia è stato difficile, spesso noioso. Va bene essere un genio, ma rompere le palle agli altri gratuitamente un po' mi snerva. E lo fa ancora di più il vedere che, dopo che ci hai trasportato in questo turbinio di negatività, ansia, cattiveria e frustrazione, ti autorinneghi e nel finale cambi e dimostri di avere dei sentimenti. Eh no, Steve, non si fa così. O sei uno stronzo e lo sei sempre, perché sei fatto così, o non diventi "buono" nel finale perché così siamo tutti più contenti. Anche perché la frase «Eh però nel finale è mi è piaciuto perché lui diventa più umano» a mio avviso è più un demerito che un pregio del film.
Un altro problema è l'ambientazione. Sembra quasi che sia una pellicola tratta da un'opera teatrale: non c'è mai una scena in esterna, siamo in un costante e labirintico dietro le quinta, non importa di quale anno ci stiano raaccontando. Sembra quasi un documentario su come organizzare efficacemente le conferenze. Premesso che trovo affascinante dare una sbirciata a certi momenti importanti della storia delle persone, qui forse la costante ambientazione "dietro al palco" alla lunga fa soffrire chi guarda di claustrofobia. Per me, almeno, è stato così: non vedevo l'ora di uscire dal cinema.
Ed eccoci al terzo motivo, che ho lasciato per ultimo perché è anche il più personale: Michael Fassbender. E' bravo e mi piace sempre, è uno che lavora sui personaggi e li rende credibili, ma qui c'è qualcosa di fisico che me lo ha reso disturbante: la sua bocca. Un filo sottile da cui sbucano denti aguzzi combinato allo sguardo spesso gelido, quando non è adirato, mi ha più di una volta fatto pensare a quando Steve Jobs sembrasse un vero e proprio cattivo da film. E' ovvio che anche questo ha influito negativamente sull'idea generale che mi sono fatto della pellicola ed è ancora più ovvio che questo sia tutto un problema mio, rimane il fatto che più di una volta ho pensato quanto l'aspetto contasse nell'interpretazione in chiave negativa del protagonista. Non che la faccia da angelo di Ashton Kutcher in "Jobs" delinei la differenza decisiva tra le due interpretazioni, in ogni caso qui ho trovato la cosa disfunzionale.
In ogni caso, al di là delle considerazioni appena affrontate, qualcosa di buono c'è, per carità! Danny Boyle ha la mano giusta e scegliere di dirigere la sua storia tutta in primo piano - anche perché le quinte di ogni teatro dopo un po' rompono le palle - ed è ovviamente la scelta vincente. Considerati poi i fiumi di battute da recitare, meglio stringere bene per catturare ogni sfumatura, ogni sguardo, ogni emozione interpretata dai protagonisti. La Winslet è sempre perfetta e anche se la vestono come l'ultima zitella del pianeta Terra, ne esce comunque vincente. In tutto questo (ma non ho visto il film in inglese) mi sento di dire che nessuna delle due interpretazioni - sua e di Fassbender - meriti un Oscar, pur avendo giustamente ricevuto risalto. Insisto nella mia convinzione che questo sia l'anno di DiCaprio e francamente spero di cuore che premino la Vikander come attrice non protagonista, anche perché ho trovato la scelta dei Golden Globe di premiare la Winslet non solo troppo facile, ma perfino banale e scontata.
Dunque, "Steve Jobs" è tutto tranne quello che ci si aspetterebbe dal biopic sulla vita del geniale e visionario inventore del Macintosh. Il mio orizzonte di aspettative, come direbbe Jauss, è stato ampiamente catturato dalla precedente idea che mi ero fatto vedendo "Jobs" e da ciò che pensavo avrei visto e, a conti fatti, la cosa mi ha rovinato l'idea d'insieme. Non mi è piaciuto perché è un film pesante, parlato troppo e che troppo spesso sottintende, retorico e aggressivo, claustrofobico e, per i miei gusti, troppo fuori dai canoni del prodotto biografico. Peccato, un'occasione persa.
Cast: Michael Fassbender, Kate Winslet, Seth Rogen, Jeff Daniels, Katherine Waterston, Michael Stuhlbarg, Sarah Snook.
Box Office: $30.7 milioni
Consigli: Tratto dalla biografia autorizzata scritta da Walter Isaacson, questo film percorre gli step fondamentali della carriera di Jobs, con salti temporali non indifferenti che mettono a confronto - di fatto separandoli come atti di un'opera teatrale - i punti salienti delle vicende umane e lavorative che hanno trasformato l'uomo in personaggio e successivamente in mito. Se si è amanti dei biopic, forse questo lo troverete leggermente fuori dai canoni. Gli estimatori di Mac e Jobs ameranno. Gli altri potrebbero trovarlo interessante, dipende da quale sia il tasso di sopportazione di ciascuno relativamente ai dialoghi strabordanti. Su Steve Jobs, al momento, è il migliore titolo sulla piazza. Per quanto riguarda il genere biografia, c'è sicuramente di meglio.
Parola chiave: Apple II.

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giovedì 28 gennaio 2016

Film 1086 - Creed - Nato per combattere

Una pellicola che mai avrei pensato di vedere. Poi ho scoperto di cosa si trattasse, ho letto ottime rencensioni e, dulcis in fundo, è arrivata la nomination all'Oscar (per non parlare di quel Golden Globe vinto). Ed è stato necessario correre al cinema!
Film 1086: "Creed - Nato per combattere" (2015) di Ryan Coogler
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe, Erika
Pensieri: Rocky resuscita Rocky. E pure in grande stile.
Siamo stati al cinema - alcuni di noi carichi di un certo scetticismo - senza sapere esattamente cosa aspettarci dall'ennesimo sequel della saga di pugilato più famosa ed iconica di sempre. Stallone si mette da parte e fa il comprimario, lasciando il posto alla nuova leva Michael B. Jordan che per combattere ci sembra nato davvero. Atletico, scattante, carismatico, simpatico e (non guasta) piuttosto belloccio, ha tutte le carte in regola per piacere sia al pubblico maschile che quello femminile. A conti fatti non credo ci sia da stupirsi che l'operazione "Creed" sia riuscita: c'è Stallone, ma non ha lo spazio per strafare; c'è un nuovo protagonista azzeccato; le scene di combattimento sono mozzafiato; la colonna sonora è veramente molto bella. Personalmente da questa pellicola non potevo chiedere di più. Il tempo è trascorso piacevolmente, il risultato finale è buono, compatto, raccontato molto bene e, per me che al momento della visione coi vari "Rocky" stavo a quota 0, è stato un ottimo capitolo con cui cominciare, anche senza aver mai avuto prima il piacere di conoscere i vari retroscena.
Insomma, "Creed - Nato per combattere" è stato una bella sorpresa e anche se forse molti storceranno il naso a scoprire che il 28 febbraio Sly Stallone vincerà un Oscar, io sono felice per lui. Dopo anni in cui è stato denigrato come attore - a giusta ragione, per carità - e deriso, questo premio sembra il simbolo di un affetto dimostrato dopo una carriera altalenante. E trovo curioso (e pure bello, lo ammetto) che a distanza di 40 dalla nomination come Miglior attore proprio per il primo "Rocky" nel '77, per lo stesso ruolo gli venga riconosciuta questa onoreficenza. Forse sono troppo romantico con queste scemenze, eppure mi bastano per scommettere su Sly e la sua vittoria. Sì, mi dispiace un po' per Tom Hardy che in "The Revenant" è stato magnifico, però per lui c'è ancora tempo. Per Rocky, invece, questo è l'ultimo, grande round.
Cast: Michael B. Jordan, Sylvester Stallone, Tessa Thompson, Phylicia Rashad, Anthony Bellew, Ritchie Coster, Graham McTavish, Malik Bazille.
Box Office: $149.8 milioni
Consigli: Allenato dal grande Rocky, Adonis cercherà di farsi spazio nel duro mondo della boxe dovendo fare i conti col suo passato ingombrante e una voglia di riscatto e vittoria come solo un vero campione. Nel mezzo nuove amicizie, una bella ragazza e una madre adottiva che del dare e prendere pugni non ne vuole più sapere. Insomma, la storia non è particolarmente complessa, però funziona, onesta e ben scritta. Sly fa il suo dovere e il ruolo del mentore saggio e disilluso gli calza a pennello. Se avete amato i vari "Rocky" secondo me con questo nuovo capitolo non dovreste rimanere delusi. Io, da profano, l'ho trovato interessante, piacevole e molto ben girato nelle scene sul ring (preparatevi a tanti, tanti giri su voi stessi) che rendono giustizia a uno sport duro, violento aggressivo eppure, pare, con una certa nobiltà. Vedrete.
Parola chiave: Apollo Creed.

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mercoledì 27 gennaio 2016

Film 1084 - Sopravvissuto - The Martian

Regalato il dvd, non ho potuto fare a meno di recuperare subito questa pellicola che mi ero perso al cinema!
Film 1084: "Sopravvissuto - The Martian" (2015) di Ridley Scott
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: E' vero, ho tradito già il mio buon proposito della lingua originale a tutti i costi, ma avendo ricevuto in regalo il dvd, la pigrizia ha prevalso.
In ogni caso ero molto interessato a vedere questo film, maggiormente dopo la serata dei Golden Globes che ha visto trionfare sia DiCaprio che Matt Damon per questa pellicola. Una volta forzatamente "rivali" agli occhi della stampa, entrambi idoli delle ragazzine, entrambi dotati e capaci attori, entrambi famosissimi ancora oggi, mi ha divertito il vederli nuovamente fianco a fianco in una competizione involontaria che li ha avuti entrambi trionfatori. Non potrà necessariamente essere così agli Oscar - con, tra l'altro, DiCaprio favorito -, ma è curioso che, dopo tanti anni, per la prima volta siano nella stessa cinquina.
Al di là di questo, comunque, Matt è torna nello spazio. Ci era stato l'anno prima con "Interstellar", dove condivideva il set con la stessa Jessica Chastain che c'è anche qui, e con "The Martian" finisce, neanche a dirlo, su Marte. Il pianeta, non certo dei più ospitali, lo adotterà per un lungo periodo: sarà costretto a sopravviverci nell'attesa di una missione di salvataggio che vada a recuperarlo dopo che, dato per morto, viene abbandonato dai suoi compagni di missione durante una tempesta di sabbia.
Siamo al terzo film "in assenza di gravità" in 3 anni, e io gradisco molto. Tecnicamente questo tipo di pellicole richiede prestazioni qualitative altissime per essere credibili e questo non fa che aumentare la posta in gioco: visivamente stupendi, riescono al contempo ad essere dei buoni prodotti commerciali anche da un punto di vista generale? Saremo stati fortunati, ma a quanto pare al momento tutte e tre le pellicole hanno dato prova di essere all'altezza dell'aspettativa. Anche "The Martian", infatti, porta a casa una missione compiuta, soprattutto grazie alla prova convincente di Damon, in un quasi one-man-show che prova quanto l'attore sia ancora oggi uno dei più capaci e convincenti rappresentati del cinema commerciale. Insieme a lui in questa pellicola un cast di grandi nomi di cui cito solo una Kristen Wiig in veste insolitamente seria.
Insomma, un ottimo risultato finale per una storia che è un'avventura, un ulteriore corso di sopravvivenza - quest'anno pare che i film in liza per l'Oscar ci vogliano insegnare come cavarcela nelle situazioni più estreme -, una lotta per la vita oltre che un viaggio visivamente potente e ben raccontato.
Cast: Matt Damon, Jessica Chastain, Kristen Wiig, Jeff Daniels, Michael Peña, Kate Mara, Sean Bean, Sebastian Stan, Aksel Hennie, Chiwetel Ejiofor, Mackenzie Davis, Donald Glover.
Box Office: $597.9 milioni
Consigli: Effetti speciali fantastici, un grande cast capitanato da Matt Damon, un incasso stellare... Insomma, Ridley Scott torna al cinema in grande stile e fa centro come non gli capitava da un bel po'. Tratto dal libro omonimo di Andy Weir, pur avendolo categorizzato nella cinquina delle commedie ai Golden Globes, devo dire che è più l'aspetto drammatico a prevalere qui nonostante qualche parte divertente. Il tutto funziona e lascia soddisfatto lo spettatore, che prega con la NASA che il povero Mark Watney venga riportato sulla Terra sano e salvo. Non sarà facile e la tensione sarà alle stelle, ma ne sarà valsa la pena. Da rivedere assolutamente.
Parola chiave: Cratere Schiaparelli.

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giovedì 21 gennaio 2016

Film 1083 - Joy

Continua la corsa contro il tempo per recuperare quanti più film possibile prima che gli Oscar svelino i propri vincitori.
Film 1083: "Joy" (2015) di David O. Russell
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Poe
Pensieri: Squadra che vince non si cambia. Mai. E allora ecco che David O. Russell ritorna sul grande schermo con la sua beniamina Jennifer Lawrence, ritrovando Robert De Niro e Bradley Cooper per questo biopic sulla vita dell'inventrice e businesswoman Joy Mangano. Chi? Nientemeno che l'inventrice del mocio che si autostrizza (non so essere più tecnico).
La storia di per sé è interessante a tratti. La parte iniziale fatica a decollare, il caos parentale è disturbante (la madre apatica fan delle telenovelas dovrebbe essere spassosa, eppure sarebbe da malmenare) e la continua sottomissione di Joy è leggermente irritante; continui flashback mettono alla prova la memoria dello spettatore, anche se la calda voce narrante della nonna gli promette una ricompensa: vedere Joy finalmente realizzata. Ovvio che, essendo tratto da una storia vera, non ci racconta niente di nuovo, ma è comunque bello lasciare alla narrazine il compito di gestire i giochi. E così, tra litigi, idee, delusioni e colpi di fortuna, la storia svolta finalmente e intraprende il percorso che si vuole vedere: la beniamina che si riscatta, la gentile e sempre disponibile figura matriarcale che trova la ricompensa che si merita dopo tutti i soprusi subiti. E successo è (ma non mancheranno i casini anche nel finale).
Altalena di toni a parte, penso che la prima caratteristica evidente di "Joy" sia la sua anima caotica. Troppe persone in casa, troppi parenti, troppi ficcanaso, troppo fracasso... Insomma, non c'è mai un attimo di respiro ed è un aspetto che si paga. Gli stessi ricorrenti flashback non aiutano, a mio avviso, ma questo perché per i film biografici preferisco le narrazioni lineari che rispecchiano lo scorrere in avanti nel tempo. Mio gusto personale.
In generale il film è tecnicamente curato e per certi versi presenta una trama spassosa, principalmente per quegli aspetti assurdi della storia e per il piglio molto dinamico di regia e montaggio. E' chiaro che se alla fine il tutto funziona è principalmente perché la Lawrence è in grado di portare tutto il film sulle sue spalle, impersonando con grazia un personaggio ordinario, una donna come tante altre, eppure caratterizzandolo in maniera efficace e riuscita. Non conosco la Joy originale, ma quella che ho visto qui mi è piaciuta.
Forte dell'ottima interpretazione della protagonista e di un cast di tutto rispetto - una grande Rossellini che in inglese recita divinamente -, la pellicola porta a casa un risultato buono, anche se sottotono rispetto al precedente lavoro di Russell ("American Hustle"). Diciamo che "Joy" non è male, ma non ha centrato perfettamente l'obiettivo.
Ps. Una candidatura all'Oscar per la Lawrence, già vincitrice del Golden Globe come Miglior attrice.
Cast: Jennifer Lawrence, Robert De Niro, Diane Ladd, Virginia Madsen, Isabella Rossellini, Bradley Cooper, Édgar Ramírez, Dascha Polanco, Susan Lucci, Elisabeth Röhm, Ken Howard, Melissa Rivers, Donna Mills.
Box Office: $84 milioni (ad oggi)
Consigli: Chi ha apprezzato i precedenti lavori di Russell non può sottrarsi alla visione, così da tenere aggiornata la filmografia. Tra l'altro, curiosità, qui la sceneggiatura è scritta in coppia con Annie Mumolo, già sceneggiatrice de "Le amiche della sposa". La Lawrence è brava e sempre più in grado di essere totale protagonista delle pellicole in cui compare, magnetica e all'altezza: chi l'apprezza non rimarrà deluso. Il risultato finale è a tratti strano, a tratti spassoso, a volte confuso e confusionario, ma tutto sommato credo si possa definire l'esperienza cinematografica "Joy" come soddisfacente. Ovviamente - ormai non torno indietro - rigorosamente in inglese.
Parola chiave: Brevetto.

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mercoledì 20 gennaio 2016

Film 1077 - The Big Short

Al cinema in Lussemburgo ho visto il mio primo film del 2016!
Film 1077: "The Big Short" (2015) di Adam McKay
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Glo, D.
Pensieri: Un film sulla crisi del mercato immobiliare USA prima che scoppi la bolla speculativa dei mutui subprime... visto tutto in inglese? Ebbene sì, anche io mi sto dando da fare quest'anno.
Inaspettatamente spassoso, molto, molto tecnico - grazie esame di economia all'università! -, ben girato, di grande intrattenimento e con un cast pazzesco, "The Big Short" è stata un'altra delle belle sorprese che mi ha riservato questa stagione. Non la migliore, anche se ammetto che rivederlo in italiano è tra i miei prossimi progetti, più che altro per integrare quelle parti troppo specifiche che mi sono perso (i sottotitoli erano in francese).
In generale devo dire che trovo assolutamente meritate le varie nomination per Christian Bale e, francamente, mi sarei aspettato la candidatura all'Oscar anche per Steve Carell, qui irresistibile. I toni dinamici, l'atmosfera spesso giocosa, il cast pazzesco, i personaggi fuori dal comune e, soprattutto, gli intermezzi esplicativi in cui compaiono vip random (Margot Robbie, Selena Gomez, Richard Thaler, Anthony Bourdain) a spiegare i concetti chiave e più difficili della storia, offrono un'immagine estremamente patinata di una vicenda che, invece, non ha avuto alcuna connotazione positiva. Certamente la scelta di rendere questa pellicola così frizzante aiuta il pubblico, che per la maggior parte non avrà familiarità con le terminologie specifiche, a sopravvivere all'universo economico-finanziario altrimenti inaffrontabile per noia e incomprensibilità (Oliver Stone, mi senti?).
Dunque un ottimo risultato che mi ha lasciato davvero soddisfatto. E, ammetto, che non me lo sarei proprio aspettato.
Ps. 5 candidature all'Oscar e ai BAFTA, 4 ai Golden Globes, tra cui Miglior film, regia e sceneggiatura.
Cast: Christian Bale, Steve Carell, Ryan Gosling, Brad Pitt, Hamish Linklater, Rafe Spall, Jeremy Strong, John Magaro, Finn Wittrock, Karen Gillan, Max Greenfield, Billy Magnussen, Margot Robbie, Selena Gomez, Richard Thaler, Anthony Bourdain.
Box Office: $69.8 milioni (ad oggi)
Consigli: Una vera sorpresa in positivo. Estremamente tecnico, eppure per nulla noioso, questo film riesce bene a intrattenere pur non evitando le questioni spinose della vicenda. Anzi, passo dopo passo racconta con coscienza gli snodi di una vicenda partciolarmente delicata, ovvera la storia di chi, sulla disperazione altrui, è riuscito a fare una montagna di soldi. L'argomento è estremamente controverso, riguarda una ferita evidentemente ancora aperta, ma credo valga la pena di dare una chance a questo titolo, in grado di spiegare molto chiaramente le dinamiche che si sono susseguite e hanno portato all'effettivo scoppio della bolla speculativa. Di sicuro aiuta a farsi un'idea più concreta su quello che è successo e anche solo per questo può valere la pena vedere questo film.
Parola chiave: Mercato immobiliare.

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sabato 16 gennaio 2016

Film 1085 - Spotlight

Non so se sia perché li sto guardando tutti in inglese, oppure perché sono particolarmente interessato o ancora perché, pur sembrando scontato, li trovo ottimi prodotti di qualità, in ogni caso trovo che le scelte dell'Academy quest'anno particolarmente azzeccate. Speravo in una nomination per Tom Hardy che è finalmente arrivata, al pari di quella per George Miller (per il quale tifo), Jennifer Jason Leigh e, naturalmente Charlotte Rampling; la nomino per ultima, perché qui coinvolta, ma bellissima sorpresa è stata anche quella di vedere finalmente riconosciuta una candidatura alla brava Rachel McAdams, troppo a lungo considerata solo una da commedia o filmetti romantici.
Intriso di questa gioia, il mio umore è dunque assolutamente ben disposto, questo 2016 più che mai. Sto recuperando titolo dopo titolo, li sto divorando, e non ce n'è uno che mi abbia, finora, deluso. Questo compreso.
Film 1085: "Spotlight" (2015) di Tom McCarthy
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Film che racconta la storia vera dei giornalisti di Spotlight - l'unità investigativa permanente del Boston Globe - che, indirizzati dal nuovo editore Marty Baron (Liev Schreiber), si ritroveranno tra le mani uno degli scandali più gravi della storia recente della comunità: migliaia di vittime di abusi sessuali da parte di premi della Chiesa cattolica locale.
Ampiamente insabbiato il tutto onde evitare lo scandalo, questo non fermerà i giornalisti che, sempre più motivati man mano che procedono con la loro inchiesta, riusciranno a mettere insieme tutti i pezzi necessari a scrivere l'articolo-verità partendo da un singolo, primo caso per arrivare ad 87 preti coinvolti e una miriade di storie raccolte in testimonianza. Inutile dire quanto questo "Spotlight" sia un vero e proprio tour de force emotivo.
Al di là della storia vera, della rilevanza dell'inchiesta e dell'importanza di raccontare una storia del genere, c'è anche altro, ovvero un bel film, maledettamente ben recitato e dal cast strepitoso, un titolo in grado di lasciare senza parole sia a causa del tremendo tema che tratta, sia per l'ottima realizzazione.
Senza fronzoli o giri di parole, la trama arriva al suo fulcro in maniera precisa e dettagliata, aiutata da una regia efficace e un montaggio ben realizzato, precisi nel presentare personaggi e situazioni e puliti nel realizzare le scene. Ho trovato questo aspetto particolarmente d'aiuto a focalizzare sulle cose importanti raccontate qui: non si tratta di dare spazio a virtuosismi attoriali o sbrodolamenti di sceneggiatura, ma di rimanere concentrati sul tema e sui fatti e, per farlo, c'è bisogno di rimanere sul soggetto di tutta la faccenda, ovvero la storia. Quest'ultima è il cuore di tutto ed è giusto che prenda il sopravvento sul resto.
Bravi a darle spazio non solo il cast tecnico (regia e sceneggiatura in primis), ma anche un gruppo di attori in grado di fare la differenza, capitanati da un Mark Ruffalo maledettamente convincente. Solo 5 anni a lui pensavo in termini negativi, promessa fallita di quella Hollywood incapace di fare la differenza; oggi, invece, è un attore affermato e impegnato, capace di spezzare il cuore come in "The Normal Heart" o sprigionare passione e indignazione come qui. Insieme a lui, perché non è solo, Michael Keaton (redivivo), John Slattery, Stanley Tucci, Brian d'Arcy James, Schreiber e, come nell'introduzione dicevo, Rachel McAdams, una delle attrici che preferisco da sempre. Bella senza sforzi (e forse per questo un po' penalizzata), perfetta per ruoli da 'sweetheart', finalmente trova il giusto riconoscimento con il ruolo di Sacha Pfeiffer, unica donna del team Spotlight. Per lei già il riconoscimento con la nomination all'Oscar è un traguardo, dubito nella vittoria anche se ammetto che, in fondo in fondo, ingenuamente tifo per lei.
In generale, comunque, "Spotlight" è davvero un bel film. Difficilissimo, pesante, sconvolgente e da far venire i brividi, eppure necessario da vedere. Le inchieste giornalistiche di questa portata posso davvero fare la differenza e direttamente, o indirettamente come facendone un film, è giusto e doveroso dar loro ascolto e voce. Ero magneticamente attirato da questo titolo prima ancora di vederne il trailer: la frenesia della redazione giornalistica, gli appunti con taccuino, i grandi casi da gestire e plasmare per trarne un articolo bomba (questo premiato con il Pulitzer) , le interviste, gli assi nella manica da giocarsi al momento opportuno, i risvolti inaspettati... Tutto quello che potevo aspettarmi da una pellicola del genere, "Spotlight" me lo ha regalato e sono felice di essermi preso del tempo, oggi, per dare una chance a questo film. Uno dei migliori dell'anno.
Ps. 6 candidature agli Oscar (Miglior film, regia, sceneggiatura, attore mon protagonista e attrice non protagonsta, montaggio) e 3 sia ai Golden Globes (tutte rimaste tali) che ai BAFTA.
Cast: Mark Ruffalo, Michael Keaton, Rachel McAdams, John Slattery, Stanley Tucci, Brian d'Arcy James, Liev Schreiber, Billy Crudup, Paul Guilfoyle, Len Cariou.
Box Office: $29.3 milioni
Consigli: Quando i tuoi amici un po' alternativi o che hanno studiato all'estero o che sanno l'inglese meglio di te ti dicono che vedere i film e le serie tv in lingua originale fa la differenza tu sai che hanno ragione, anche se poi nel concreto la pigrizia è sempre in agguato. Io guardo film in inglese da non so più quanti anni ormai, l'ho sempre fatto perché mi interessava e piaceva, sia a casa che in vacanza (sono stato al cinema a Londra, Parigi, Amsterdam, New York, Lussemburgo, Nizza, ...), eppure voler vedere un film in lingua è sempre stata una scelta da dover decidere di affrontare, non un processo naturale e diretto. Per uno che dice di amare il cinema e che divora qualunque tipo di prodotto è una confessione alquanto rischiosa da fare. Non so cosa sia cambiato ultimamente, sta di fatto che la scelta del titolo "in originale" mi è apparsa in questi giorni quale l'unica inevitabilmente possibile. Cosa c'entra, direte voi, tutto questo preambolo personale con "Spotlight"? Beh, il punto è questo: se avessi visto questa pellicola - come le altre che ho visto in questi giorni - doppiata, mi sarei perso una parte chiave di tutta l'operazione, snaturata da un doppiaggio, sì, funzionale eppure distorcente. Non avrei mai scoperto che Isabella Rossellini parla un inglese tanto buono da fare invidia (ci mancherebbe, si potrebbe dire, eppure scoprirlo mi ha lasciato di stucco), non avrei mai scommesso su una nomination all'Oscar per Tom Hardy e, qui, non avrei goduto del lavoro corale di un cast che mi ha davvero coinvolto. Ecco perché tutto il preambolo: ogni tanto fare uno sforzo in più per superare la pigrizia può essere un bellissimo regalo da fare a se stessi. Fatevi un regalo, dunque, e non solo guardate "Spotlight", ma fatelo in lingua originale.
Parola chiave: Cardinal Law.

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giovedì 14 gennaio 2016

Oscars 2016: nomination e vincitori



2016 Academy Awards
Best Picture
The Big Short
Bridge Of Spies
Brooklyn
Mad Max: Fury Road
The Martian
The Revenant
Room
Spotlight

Best Actor
Bryan Cranston, Trumbo
Matt Damon, The Martian
Leonardo DiCaprio, The Revenant
Micheal Fassbender, Jobs
Eddie Redmayne, The Danish Girl

Best Actress
Cate Blanchett, Carol
Brie Larson, Room
Jennifer Lawrence, Joy
Charlotte Rampling, 45 Years
Saoirse Ronan, Brooklyn

Best Supporting Actor
Christian Bale, The Big Short
Tom Hardy, The Revenant
Mark Ruffalo, Spotlight
Mark Rylance, Bridge of Spies
Sylvester Stallone, Creed

Best Supporting Actress
Jennifer Jason Leigh, The Hateful Eight
Rooney Mara, Carol
Rachel McAdams, Spotlight
Alicia Vikander, The Danish Girl
Kate Winslet, Jobs

Directing
The Big Short, Adam McKay
Mad Max: Fury Road, George Miller
The Revenant, Alejandro González Iñárritu
Room, Lenny Abrahamson
Spotlight, Tom McCarthy

Film Editing
The Big Short, Hank Corwin
Mad Max: Fury Road, Margaret Sixel
The Revenant, Stephen Mirrione
Spotlight, Tom McArdle
Star Wars: The Force Awakens, Maryann Brandon and Mary Jo Markey

Foreign Language Film
“Embrace of the Serpent” Colombia
“Mustang” France
“Son of Saul” Hungary
“Theeb” Jordan
“A War” Denmark

Original Score
“Bridge of Spies” Thomas Newman
“Carol” Carter Burwell
“The Hateful Eight” Ennio Morricone
“Sicario” Jóhann Jóhannsson
Star Wars: The Force Awakens” John Williams

Production Design
“Bridge of Spies” Production Design: Adam Stockhausen; Set Decoration: Rena DeAngelo and Bernhard Henrich
“The Danish Girl” Production Design: Eve Stewart; Set Decoration: Michael Standish
“Mad Max: Fury Road” Production Design: Colin Gibson; Set Decoration: Lisa Thompson
“The Martian” Production Design: Arthur Max; Set Decoration: Celia Bobak
“The Revenant” Production Design: Jack Fisk; Set Decoration: Hamish Purdy

Visual Effects
“Ex Machina” Andrew Whitehurst, Paul Norris, Mark Ardington and Sara Bennett
“Mad Max: Fury Road” Andrew Jackson, Tom Wood, Dan Oliver and Andy Williams
“The Martian” Richard Stammers, Anders Langlands, Chris Lawrence and Steven Warner
“The Revenant” Rich McBride, Matthew Shumway, Jason Smith and Cameron Waldbauer
“Star Wars: The Force Awakens” Roger Guyett, Patrick Tubach, Neal Scanlan and Chris Corbould

Adapted Screenplay
“The Big Short” Screenplay by Charles Randolph and Adam McKay
“Brooklyn” Screenplay by Nick Hornby
“Carol” Screenplay by Phyllis Nagy
“The Martian” Screenplay by Drew Goddard
“Room” Screenplay by Emma Donoghue

Original Screenplay
“Bridge of Spies” Written by Matt Charman and Ethan Coen & Joel Coen
Ex Machina” Written by Alex Garland
“Inside Out” Screenplay by Pete Docter, Meg LeFauve, Josh Cooley; Original story by Pete Docter, Ronnie del Carmen
“Spotlight” Written by Josh Singer & Tom McCarthy
“Straight Outta Compton” Screenplay by Jonathan Herman and Andrea Berloff; Story by S. Leigh Savidge & Alan Wenkus and Andrea Berloff

Animated Feature Film
"Anomalisa", Charlie Kaufman, Duke Johnson and Rosa Tran
"Boy and the World", Alê Abreu
"Inside Out", Pete Docter and Jonas Rivera
"Shaun the Sheep Movie", Mark Burton and Richard Starzak
"When Marnie Was There", Hiromasa Yonebayashi and Yoshiaki Nishimura

Cinematography
"Carol", Ed Lachman
"The Hateful Eight", Robert Richardson
"Mad Max: Fury Road", John Seale
"The Revenant", Emmanuel Lubezki
"Sicario", Roger Deakins

Costume Design
"Carol", Sandy Powell
"Cinderella", Sandy Powell
"The Danish Girl", Paco Delgado
"Mad Max: Fury Road", Jenny Beavan
"The Revenant", Jacqueline West

Documentary Feature
"Amy", Asif Kapadia and James Gay-Rees
"Cartel Land", Matthew Heineman and Tom Yellin
"The Look of Silence", Joshua Oppenheimer and Signe Byrge Sørensen
"What Happened, Miss Simone?", Liz Garbus, Amy Hobby and Justin Wilkes
"Winter on Fire: Ukraine’s Fight for Freedom", Evgeny Afineevsky and Den Tolmor

Documentary Short Subject
"Body Team 12", David Darg and Bryn Mooser
"Chau, beyond the Lines", Courtney Marsh and Jerry Franck
"Claude Lanzmann: Spectres of the Shoah", Adam Benzine
"A Girl in the River: The Price of Forgiveness", Sharmeen Obaid-Chinoy
"Last Day of Freedom", Dee Hibbert-Jones and Nomi Talisman

Makeup and Hairstyling
“Mad Max: Fury Road” Lesley Vanderwalt, Elka Wardega and Damian Martin
“The 100-Year-Old Man Who Climbed out the Window and Disappeared” Love Larson and Eva von Bahr
“The Revenant” Siân Grigg, Duncan Jarman and Robert Pandini

Original Song
“Earned It” from “Fifty Shades of Grey” Music and Lyric by Abel Tesfaye, Ahmad Balshe, Jason Daheala Quenneville and Stephan Moccio
“Manta Ray” from “Racing Extinction” Music by J. Ralph and Lyric by Antony Hegarty
“Simple Song #3” from “Youth” Music and Lyric by David Lang
“Til It Happens To You” from “The Hunting Ground” Music and Lyric by Diane Warren and Lady Gaga
“Writing’s On The Wall” from “Spectre” Music and Lyric by Jimmy Napes and Sam Smith

Animated Short Film
“Bear Story” Gabriel Osorio and Pato Escala
“Prologue” Richard Williams and Imogen Sutton
“Sanjay’s Super Team” Sanjay Patel and Nicole Grindle
“We Can’t Live without Cosmos” Konstantin Bronzit
“World of Tomorrow” Don Hertzfeldt

Live Action Short Film
“Ave Maria” Basil Khalil and Eric Dupont
“Day One” Henry Hughes
“Everything Will Be Okay (Alles Wird Gut)” Patrick Vollrath
“Shok” Jamie Donoughue
“Stutterer” Benjamin Cleary and Serena Armitage

Sound Editing
“Mad Max: Fury Road” Mark Mangini and David White
“The Martian” Oliver Tarney
“The Revenant” Martin Hernandez and Lon Bender
“Sicario” Alan Robert Murray
“Star Wars: The Force Awakens” Matthew Wood and David Acord

Sound Mixing
"Bridge of Spies", Andy Nelson, Gary Rydstrom and Drew Kunin
"Mad Max: Fury Road", Chris Jenkins, Gregg Rudloff and Ben Osmo
"The Martian", Paul Massey, Mark Taylor and Mac Ruth
"The Revenant", Jon Taylor, Frank A. Montaño, Randy Thom and Chris Duesterdiek
"Star Wars: The Force Awakens", Andy Nelson, Christopher Scarabosio and Stuart Wilson

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Oscar nominations 2016: Live telecast

At 5:30 a.m. PT, Guillermo del Toro and Ang Lee will announce the nominees in the following categories: Animated Feature Film, Cinematography, Costume Design, Documentary Feature, Documentary Short Subject, Makeup and Hairstyling, Original Song, Animated Short Film, Live Action Short Film, Sound Editing and Sound Mixing.
At 5:38 a.m. PT, John Krasinski and Academy President Cheryl Boone Isaacs will take the stage to unveil the nominations for Best Actor, Best Actress, Best Supporting Actor, Best Supporting Actress, Directing, Film Editing, Foreign Language Film, Original Score, Best Picture, Production Design, Visual Effects, Adapted Screenplay and Original Screenplay.

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Manca pochissimo all'annuncio delle dandidature agli Oscar 2016! Quest'anno a presentare le nomination - divise in due parti - saranno prima Guillermo del Toro ed Ang Lee per le categorie Animated Feature Film, Cinematography, Costume Design, Documentary Feature, Documentary Short Subject, Makeup and Hairstyling, Original Song, Animated Short Film, Live Action Short Film, Sound Editing and Sound Mixing.
Seguiranno John Krasinski e Cheryl Boone Isaacs a distanza di 8 minuti a presentare le nomination per Best Actor, Best Actress, Best Supporting Actor, Best Supporting Actress, Directing, Film Editing, Foreign Language Film, Original Score, Best Picture, Production Design, Visual Effects, Adapted Screenplay and Original Screenplay.
Come ogni anno, di sotto, lo streaming dell'evento. Buona visione!

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mercoledì 13 gennaio 2016

Razzie Awards 2016: nomination e vincitori

Come di consueto, a un giorno dalle candidature agli Oscar, vengono annunciate anche quelle dei Razzie Awards, conosciuti per premiare il peggio della stagione. Mentre in anni passati ho trovato abbastanza congruenti le nomination rispetto alla bassa qualità dei prodotti, francamente mi trovo in dusaccordo con le 6 candidature a "Jupiter Ascending" e "Pixels", titoli non certo fortunatissimi, ma nemmeno i peggiori dell'anno.
Chi vincerà, comunque? Il mistero svelato il 27 febbraio, ovviamente a un giorno dalla cerimonia degli Oscar.

36th Golden Raspberry Awards

Worst Picture
Fantastic Four
Fifty Shades of Grey
Jupiter Ascending
Paul Blart: Mall Cop 2
Pixels

Worst Actor
Johnny Depp in Mortdecai
Jamie Dornan in Fifty Shades of Grey
Kevin James in Paul Blart: Mall Cop 2
Adam Sandler in The Cobbler and Pixels
Channing Tatum in Jupiter Ascending

Worst Actress
Katherine Heigl in Home Sweet Hell
Dakota Johnson in Fifty Shades of Grey
Mila Kunis in Jupiter Ascending
Jennifer Lopez in The Boy Next Door
Gwyneth Paltrow in Mortdecai

Worst Supporting Actor
Chevy Chase in Hot Tub Time Machine 2 and Vacation
Josh Gad in Pixels and The Wedding Ringer
Kevin James in Pixels
Jason Lee in Alvin and the Chipmunks: The Road Chip
Eddie Redmayne in Jupiter Ascending

Worst Supporting Actress
Kaley Cuoco in Alvin and the Chipmunks: The Road Chip (voice only) and The Wedding Ringer
Rooney Mara in Pan
Michelle Monaghan in Pixels
Julianne Moore in Seventh Son
Amanda Seyfried in Love the Coopers and Pan

Worst Director
Andy Fickman for Paul Blart: Mall Cop 2
Tom Six for The Human Centipede 3 (Final Sequence)
Sam Taylor-Johnson for Fifty Shades of Grey
Josh Trank (and Alan Smithee?) for Fantastic Four
The Wachowskis for Jupiter Ascending

Worst Screenplay
Fantastic Four – screenplay by Jeremy Slater, Simon Kinberg and Josh Trank, based on the Marvel Comics characters created by Stan Lee and Jack Kirby
Fifty Shades of Grey – screenplay by Kelly Marcel, based on the novel by E. L. James
Jupiter Ascending – written by The Wachowskis
Paul Blart: Mall Cop 2 – written by Nick Bakay and Kevin James
Pixels – screenplay by Tim Herlihy and Timothy Dowling, story by Tim Herlihy, based on the short film by Patrick Jean

Worst Prequel, Remake, Ripoff or Sequel
Alvin and the Chipmunks: The Road Chip
Fantastic Four
Hot Tub Time Machine 2
The Human Centipede 3 (Final Sequence)
Paul Blart: Mall Cop 2

Worst Screen Combo
All four "Fantastics" in Fantastic Four
Johnny Depp and his glued-on mustache in Mortdecai
Jamie Dornan and Dakota Johnson in Fifty Shades of Grey
Kevin James and either his Segway or his glued-on mustache in Paul Blart: Mall Cop 2
Adam Sandler and any pair of shoes in The Cobbler

Razzie Redeemer Award
Elizabeth Banks – From Razzie "winning" director for Movie 43 to directing the 2015 hit film Pitch Perfect 2
M. Night Shyamalan – From Perennial Razzie nominee and "winner" to directing the 2015 horror hit The Visit
Will Smith – For following up Razzie "wins" for After Earth to starring in Concussion
Sylvester Stallone – From all-time Razzie champ to 2015 award contender for Creed

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