lunedì 31 ottobre 2016

Film 1231 - Bridget Jones's Baby

Assolutamente imperdibile!

Film 1231: "Bridget Jones's Baby" (2016) di Sharon Maguire
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Gli americani non hanno particolarmente gradito il nuovo ritorno di Bridget Jones, ma io sì. Eccome.
Spassoso come non mai, divertente, ironico, pungente e dolcemente goffo grazie alla sua protagonista, questo "Bridget Jones's Baby" riporta sulla giusta carreggiata un franchise che con il secondo titolo aveva certamente perso smalto e il contatto con l'originale.
Dopo anni di assenza Renée Zellweger fa un doppio come back e ritorna non solo al cinema, ma anche nei panni del personaggio che 14 anni fa le ha regalato la sua prima nomination all'Oscar, appropriandosi nuovamente del ruolo di protagonista che le compete: l'ho trovata in forma e perfettamente in contatto con una parte che, inutile dirlo, è assolutamente sua.
Archiviato velocemente il problema peso - che naturalmente la Zellweger avrà imposto come clausola per un ritorno 12 anni dopo "Che pasticcio, Bridget Jones!" -, Bridget è un'affermata donna single londinese che compie 43 anni e, diversamente dai suoi vecchi amici, non ha figli o famiglia al seguito, per cui si ritrova a festeggiare il suo compleanno con la scatenata collega di lavoro al concerto molto indie di Ed Sheeran dove, ubriaca, finirà a letto con uno sconosciuto americano. Non passerà molto tempo e, colpa di un battesimo, la donna finirà a letto anche con il suo ex Mark Darcy, per cui nel momento in cui, poco tempo dopo, scoprirà di essere incinta, non avrà la certezza di chi sia effettivamente il padre.
Questo il pretesto per un racconto carico di equivoci e gag particolarmente frizzanti che la trama riesce a mettere insieme sulla base delle precedenti, strambe vicissitudini della dolce, sfortunata Bidget. La sensazione di continuità è garantita dalla presenza di tutto il cast originale (a cui viene a mancare Hugh Grant, ma si aggiunge Patrick Dempsey) e dalla capacità della sceneggiatura di concentrarsi sui punti di forza della sua protagonista, evitando le sciocchezze della precedente produzione che, diversamente da qui, aveva puntato ampiamente su molte situazioni comiche fisiche (alla "Mr. Bean", per capirci), fallendo nel consegnare allo spettatore un sequel che fosse all'altezza del primo "Il diario di Bridget Jones".
Francamente avevo non poche riserve rispetto a questo "Bridget Jones 3", tutte messe a tacere dal risultato finale. Piacevole, divertente, spensierato e con, naturalmente, il lieto fine.
Film 850 - Il diario di Bridget Jones
Film 857 - Che pasticcio, Bridget Jones!
Cast: Renée Zellweger, Colin Firth, Patrick Dempsey, Jim Broadbent, Gemma Jones, Emma Thompson, Sally Phillips, James Callis, Shirley Henderson, Sarah Solemani, Celia Imrie, Ed Sheeran.
Box Office: $173.4 milioni
Consigli: Simpatico, spensierato terzo capitolo della serie dedicata al personaggio creato da Helen Fielding. Gli amanti dei precedenti due titoli non potranno non apprezzarlo, sia perché il ritorno di Bridget è sempre un piacere, sia perché si tratta di un ottimo terzo episodio di un franchise che, diversamente da quanto ci si sarebbe potuto aspettare, non ha esaurito i suoi assi nella manica. Primo fra tutti la ritrovata Renée Zellweger.
Parola chiave: Gravidanza.

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venerdì 28 ottobre 2016

Film 1230 - Bella di giorno

Qualche settimana fa mi era venuta voglia di recuperare almeno un film con Catherine Deneuve, in particolare quello della sua performance candidata all'Oscar. Lo streaming di "Indochine", però, non era disponibile, per cui mi sono lanciato su questo titolo che da tantissimo tempo volevo recuperare!

Film 1230: "Bella di giorno" (1967) di Luis Buñuel
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Non sapevo nulla di questa storia. Dal titolo potevo immaginarmi una prostituzione versione upper class, ma nulla di più e, sorpresa, mi sono innamorato del film! Bellissimo, erotico e rivoluzionario, inaspettatamente provocatorio ma mai volgare, sorprendente nel toccare temi scomodi rimanendo sempre all'interno di una classe e una delicatezza che francamente non mi aspettavo. Chiaro, sempre di vendere il proprio corpo si tratta (e non solo), però rispetto alla crudezza delle immagini cui oggi siamo ampiamente abituati, la quasi pudica versione di Buñuel mi ha davvero colpito. E la Deneuve è perfetta.
Molto più risucito di "Lolita" (volutamente presentato come scabroso e carico di tensione sessuale), mi pare che "Belle de jour" riesca ampiamente a sconvolgere il suo spettatore, rimanendo ancora ad una visione d'insieme che riflette lo stile e la classe della sua protagonista. Dunque fantasia sadomaso sì, ma con la classica aplomb francese. J'adore.
Personaggi bizzarri, case chiuse, abiti Yves St. Laurent ed erotiche avventure qui si fondono in un tutt'uno di desiderio e inammissibilità, pudore e ricerca del proprio e dell'altrui piacere. Insomma, una pellicola di una certa potenza non solo narrativa, ma anche visiva. Bello e indimenticabile.
Ps. Leone d'Oro al Festival del Cinema di Venezia.
Cast: Catherine Deneuve, Jean Sorel, Michel Piccoli, Geneviève Page, Pierre Clémenti, Françoise Fabian, Macha Méril, Maria Latour, Marguerite Muni, Francis Blanche.
Box Office: $20,246,403
Consigli: Tratto dall'omonimo romanzo di Joseph Kessel, questo film è sorprendentemente erotico senza mostrare, provocatorio per i tempi in cui è uscito e allo stesso tempo in grado di presentarsi con classe, evitando scivoloni volgari. E' la storia di una casalinga (f)rigida col marito che finisce per mettere in pratica le sue fantasie sadomaso e non in una casa di appuntamenti d'alto bordo, intrecciando relazioni con numerosi uomini e riuscendo pian piano a trovare una dimensione affettiva più umana col consorte.
Dunque di certo non un titolo per tutti - pur casto nella messa in scena! -, ma un bellissimo film di cui consiglio vivamente la visione. Un cult.
Parola chiave: Marcel.

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giovedì 27 ottobre 2016

Film 1229 - Blair Witch

Durante la nostra breve trasferta pugliese ci siamo lanciati, l'ultima sera, alla ricerca del solito svago filmico offerto dalla 3. E questo è stato il risultato.

Film 1229: "Blair Witch" (2016) di Adam Wingard
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Erika
Pensieri: Inutile sequel/spin-off/remake di una serie che si era giù esaurita col primo titolo, questo nuovo "Blair Witch" è una fotocopia dell'originale che niente aggiunge e, soprattutto, più che spaventare annoia.
Se 15 anni fa la trovata della telecamera a mano è stata una genialata, va detto che oggi il trucco non solo non funziona, ma sa di vecchio. Dopo lo sperimentale "The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair", migliaia sono state le produzioni che si sono lasciate convincere che la realisticità della loro storia passasse per le immagini amatoriali di una finta ripresa dei protagonisti, per cui nel 2016 questo tipo di espediente non colpisce nessuno. Se poi si aggiunge che per la maggior parte della storia non succede nulla è evidente che questo film non riuscire ad ottenere altro che non sia raccimolare due spicci e impoverire ulteriormente il franchise.
Cast: James Allen McCune, Callie Hernandez, Brandon Scott, Valorie Curry, Corbin Reid, Wes Robinson.
Box Office: $42.3 milioni
Consigli: Francamente inutile e non particolarmente efficace come film di paura, "Blair Witch" ingrana solamente verso il finale lasciando comunque lo spettatore insoddisfatto. C'è di meglio.
Parola chiave: Casa.

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mercoledì 26 ottobre 2016

Film 1228 - The Fast and the Furious: Tokyo Drift

Continuando la saga con testardo ottimismo!

Film 1228: "The Fast and the Furious: Tokyo Drift" (2006) di Justin Lin
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Per il momento, questo terzo è l'episodio più alla frutta di tutti. Detto addio al cast originale - ma poi ovviamente ci sono i cameo - e alle location americane, la storia si trasferisce in Giappone e viene affidata ad un protagonista antipatico, oltre che un attore incapace (Black). Bullo e ribelle, il personaggio di Sean, che a casa sua a malapena riesce a non farsi ammazzare, sradicato dal suo contesto d'origine si inserisce all'interno della cultura giapponese con una facilità disarmante. Non parla la lingua, ma segue già le lezioni in classe. Non conosce nessuno, ma in due secondi è già invischiato nel giro giusto delle macchine giuste con la gente giusta che fa le corse giuste. Ovvero fa a Tokyo quello che faceva in Arizona (due genitori che neanche Sherlock Holmes), solo che deve capire di cosa si tratta. Ovviamente le gang di Tokyo sono solo parzialmente composte da gente del luogo, perché per il resto si tratta di occidentali e latini. Così almeno Sean parla con qualcuno.
Dopo aver steso i numerosi veli pietosi del caso, sentenzio che "The Fast and the Furious: Tokyo Drift" è un film orrendo e idiota, inutile quanto e perfino di più dei suoi predecessori. Letteralmente tanto rumore per nulla.
Film 1210 - Fast and Furious
Film 1215 - 2 Fast 2 Furious
Film 1256 - Fast & Furious - Solo parti originali
Film 1350 - Fast & Furious 5
Film 1355 - Fast & Furious 6
Cast: Lucas Black, Nathalie Kelley, Sung Kang, Bow Wow, Brian Tee, Vin Diesel, Leonardo Nam, Nikki Griffin.
Box Office: $158.5 milioni
Consigli: Non c'è nulla di male nei film d'azione tutti adrenalina e sfoggio del nulla, quando sono divertenti. "Tokyo Drift", invece, ci crede talmente tanto che non diverte. Intrattiene poco, ha protagonisti assolutamente bidimensionali, una trama prevedibilissima e finisce con l'abbassare (ulteriormente) la qualità del franchise. Tra i primi 3 titoli è certamente il più debole.
Parola chiave: Drifting.

Se ti interessa/ti è piaciuto

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martedì 25 ottobre 2016

Film 1227 - Alla ricerca di Dory

Tanto atteso e pubblicizzato. Francamente ero molto, molto curioso di vedere questo film e capire se avrebbe o meno rovinato il mio ricordo del primo, fantastico e magico episodio...

Film 1227: "Alla ricerca di Dory" (2016) di Andrew Stanton, Angus MacLane
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Dory è Dory e di Dory ci si può solo innamorare. Ma "Alla ricerca di Dory" non è "Alla ricerca di Nemo" e per quanto il risultato finale sia di ottimo livello, il capolavoro che è stato il primo film non riesce qui a ripetersi. E francamente sarebbe stato straordinario il contrario.
Non fraintendetemi, questo sequel/spin-off è un film adatto a tutta la famiglia, godibile esempio di pellicola d'animazione che, pure, non raggiunge il perfetto risultato dell'originale, probabilmente anche perché più di 10 anni fa Nemo fu una vera rivela/rivolu-zione e il personaggio di Dory con lui. Un film su di lei comportava l'incognita di tutti i prodotti derivati da qualcosa di esistente e collaudato: funzionerà? Sì, sì, questa nuova ricerca funziona alla grande e diverte, mette in gioco numerosi nuovi personaggi simpatici (polpo in primis) e un'avventura strampalata che replica la formula del viaggio impossibile originale, regalando al pubblico di tutte le età esattamente ciò per cui si era recato in sala: spensieratezza, l'inconfondibile mancanza di memoria, una storia rassicurante, un mondo coloratissimo e una protagonista adorabilmente snervante.
In tutto questo, l'inevitabile paragone ci ricorda che Nemo sta a Dory come il primo film sta al suo seguito: la forza del pesciolino blu sta tutta nel suo passato di spalla, una verve regalatale dalla "gavetta" della prima pellicola che non credo sarebbe stata altrettanto efficace fosse mancato il primo, spassoso episodio. E' giusto così del resto, la costruzione del personaggio avviene per fasi e si arricchisce man mano che si raccontano nuove storie e si approfondisce la conoscenza. Quindi forza Dory! Del resto, la differenza tra primo e secondo sta anche nella possibilità di un seguito: è difficile pensare a un "Nemo 2", mentre è più che plausibile aspettarsi prima o poi un sequel di Dory, che ha un potenziale molto più sfruttabile. Insomma, il pesce pagliaccio diventerà la spalla in quanto la sua storia, la sua ricerca si è esaurita e il personaggio nevrotico e ansiogeno di Marvin non permette numerosi percorsi narrativi appetibili quanto l'incoscienza e la spensieratezza della pesciolina. Ecco, tra l'altro, perché il successo di questo spin-off era tanto importante (e c'è stato eccome!).
Dunque "Finding Dory" è un buon prodotto che riesce a riproporre le atmosfere originali oltre che ancorarsi ai punti di forza della sua protagonista - riuscendo ad evitare di trasformarne le amnesie croniche in gag usurata -, raccontando una nuova avventura simpatica e piacevole da seguire. Divertente credo che sia l'aggettivo che meglio descrive questo film. E il divertimento è esattamente quello che mi aspettavo da "Alla ricerca di Dory".
Ps. In italiano Carla Signoris fa di nuovo la magia e contribuisce a creare il personaggio Dory che tutti noi conosciamo e amiamo (in originale è Ellen DeGeneres la doppiatrice). Da segnalare l'ampia presenza vocale della mitica Licia Colò.
Film 295 - Alla ricerca di Nemo
Film 1175 - Alla ricerca di Nemo
Cast: Ellen DeGeneres, Albert Brooks, Hayden Rolence, Ed O'Neill, Kaitlin Olson, Ty Burrell, Diane Keaton, Eugene Levy; (italiano) Carla Signoris, Luca Zingaretti, Licia Colò.
Box Office: $1.018 miliardi
Consigli: Coloratissimo, a tratti dolce a tratti spassoso, in grado di collegarsi egregiamente al suo predecessore, "Alla ricerca di Dory" è probabilmente il titolo d'animazione più atteso di quest'anno (e forse perfino di più). L'avventura non delude e il risultato finale è assolutamente godibile, mi azzarderei perfino a dire da non perdere. Perché anche se questa seconda ricerca non suscita quello "wow" che la prima aveva regalato, vale comunque la pena di immergersi in un mondo tanto piacevole e spensierato.
Parola chiave: Conchiglie.

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Film 1226 - American Hustle - L'apparenza inganna

Poe aveva comprato il dvd senza averlo mai visto, fidandosi della mia parola. Poi non ha avuto occasione di vederlo fino a quando, qualche tempo fa, abbiamo deciso di recuperarlo.

Film 1226: "American Hustle - L'apparenza inganna" (2013) di David O. Russell
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Per me rimane sempre un grandissimo film. Parte piano, presenta i suoi personaggi (e il grandissimo cast), procede verso complicazioni e intrighi sempre più indistricabili... e li scioglie in maniera impeccabile! Inoltre non posso non pensare tutte le volte che la scena del bacio nella lavanderia sia una delle più romantiche scene di sempre.
La storia - che si ispira alla vera operazione Abscam, creata dall'F.B.I. tra gli anni '70 e '80 per indagare sulla corruzione dilagante nel Congresso degli Stati Uniti d'America e in altre organizzazioni governative - è davvero ben scritta; regia, scenografie e costumi sono impeccabili e, come dicevo, il cast è fantastico, merito soprattutto delle due grandissime Adams e Lawrence che regalano due performance davvero indimenticabili. Insomma, "American Hustle" è quella bella sorpresa che non ti aspetti, un prodotto cui forse si fatica a dare una chance ma che, una volta concessa, non ti fa pentire della scelta. Anzi, non vedi l'ora di rivederlo.
Ps. 10 candidature agli Oscar 2014 tra cui Miglior film, 3 Golden Globe (Miglior film e attrici Adams e Lawrence) e BAFTA (sceneggiatura, Lawrence e trucco) vinti.
Film 651 - American Hustle - L'apparenza inganna
Film 702 - American Hustle - L'apparenza inganna
Cast: Christian Bale, Bradley Cooper, Amy Adams, Jeremy Renner, Jennifer Lawrence, Robert De Niro, Louis C.K., Jack Huston, Michael Peña, Alessandro Nivola, Elisabeth Röhm.
Box Office: $251.1 milioni
Consigli: Bello e ben scritto, intelligente e furbo nel giocarsi i propri assi nella manica al momento giusto, in grado di rendere accattivanti e sexy gli anni '70 e i truffatori incalliti, film sulla mafia ma anche storia d'amore passionale e credibile, "American Hustle" è tante anime insieme e tutte in grado di accostarsi l'una all'altra e funzionare. E' un dono di David O. Russell che con questo film regala uno dei suoi migliori titoli di sempre. Da vedere.
Parola chiave: FBI.

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lunedì 24 ottobre 2016

Film 1225 - Independence Day - Rigenerazione

Altro giro altro regalo! Sempre al cinema in attesa di Poe, il secondo film scelto è stato questo.

Film 1225: "Independence Day: Resurgence" (2016) di Roland Emmerich
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Uhm. Insomma.
"The bigger the better" non è sempre vero e questa pellicola lo dimostra ampiamente. 20 anni dopo il primo film, Emmerich ritorna in sala con la continuazione della storia sugli alieni cattivi che tentano di conquistare la terra e oggi (addirittura) più che allora, il gioco non funziona. Tante sottotrame, tanti personaggi, tanti effetti speciali, ma un risultato finale che è molto pompato e poco riuscito, nonostante gli sforzi di camuffare questa operazione quale implemento di innovazione e giovinezza per un franchise che, fino all'anno scorso, non sapeva nemmeno di essere tale. Anche perché, diciamocelo: c'era bisogno di un sequel di "Independence Day"?
Preso atto che, no, non se ne sentiva il bisogno, il punto è che "IDR" fallisce nel confezionare un prodotto interessante e praticamente fotocopia la formula precedente senza tenere presente che dove nel 1996 bastavano gli effetti speciali megagalattici per attirare un vasto pubblico al cinema, oggi la formula non assicura più alcun risultato certo. Siamo invasi dagli effetti computerizzati e ormai chiunque è avvezzo ai prodigi della computer grafica, per cui o si condiscono le immagini con una struttura narrativa degna di nota o si soccombe ad un mercato saturo di proposte, talmente saturo che da inizio anno i sequel faticano ad ingranare e per quasi tutti si è trattato di un clamoroso flop. E "Independence Day - Rigenerazione" non si è sottratto al massacro (non solo di critica): 165 milioni di dollari per produrlo e neanche 400 di incasso, dove nel '96 i milioni spesi erano stati 75 a fronte di un incasso globale di $817.4.
Dunque, per quanto il caso in questione si sia difeso meglio di altri, va comunque rilevato l'ampio disappunto relativamente alle aspettative da colossal che ruotavano attorno a questo blockbuster. Hollywood potrebbe provare a guardare oltre la numerazione in fila di episodi fotocopia alla ricerca di prodotti, pur mainstream, che rappresentino un buon livello di qualità e non solo un ampio numero di mirabolanti scene d'azione. Poi, naturalmente, "IDR" non ha colpe da questo punto di vista, semplicemente ha avuto il timing sbagliato: è un prodotto degli anni '90 con le risorse dei nostri giorni. Si poteva ampiamente fare di meglio anche se, per carità, non si tratta di qualcosa di inguardabile. Solo davvero non necessario.
Film 1000 - Independence Day
Cast: Liam Hemsworth, Jeff Goldblum, Bill Pullman, Maika Monroe, Jessie T. Usher, Travis Tope, William Fichtner, Charlotte Gainsbourg, Judd Hirsch, Brent Spiner, Sela Ward, Patrick St. Esprit, Vivica A. Fox, Angelababy. .
Box Office: $386.9 milioni
Consigli: Effetto nostalgia e un tentativo di riportare sullo schermo i brutti alieni che vent'anni fa avevano fatto esplodere la Casa Bianca. Il risultato è mediocre e dimostra ancora una volta quanto Emmerich, purtroppo, abbia perso il suo smalto. C'è di peggio, ovviamente, ma si poteva e doveva fare di più. E poi, detto tra noi, oggi i protagonisti del primo film hanno davvero poco da dire.
Parola chiave: Sterminatrice.

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sabato 22 ottobre 2016

Film 1224 - Trafficanti

Ne avevo visto i poster sparsi per Londra ed ero rimasto incuriosito. Così, quando una domenica ho deciso di passare il mio pomeriggio al cinema in attesa che Poe finisse il suo turno di lavoro, ho scelto questa come prima pellicola da vedere.

Film 1224: "Trafficanti" (2016) di Todd Phillips
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Devo dire che questo "War Dogs" mi ha sorpreso in positivo. Mi aspettavo davvero pochino da questo progetto che, invece, è stato in grado di lasciarmi soddisfatto. Parte del merito va ai due bravi e affiatati protagonisti, capaci di modellarsi su una storia vera e assurda e riuscire a ridarne sullo schermo le giuste tonalità. Altra parte del merito, invece, va proprio alla pazza storia, vera avventura oltre che un caso di negligenza e una sorta di versione del sogno americano al contrario. Dove per protagonisti abbiamo trafficanti d'armi, la guerra e il suo finanziamento e, naturalmente, una valanga di soldi (nella fattispecie messi in palio da appalti governativi).
I due giovani David e Efraim (Miles Teller e Jonah Hill) si metteranno in affari con il governo americano, dopo una veloce gavetta nel campo della vendita di armi, per la fornitura di munizioni di AK-47 alle truppe statunitensi in Afghanistan. Trovata la merce in Albania, cominceranno i problemi: il carico non riuscirà ad arrivare a destinazione (per cui i due si imbarcheranno per un viaggio verso l'Afghanistan) e si scoprirà la vera nazionalità delle munizioni, una sorpresa che non piacerà molto al governo statunitense. Insomma, la facilità del successo iniziale presenterà non poche situazioni spiacevoli nella seconda parte del film.
Dunque, come si diceva, "Trafficanti" si ispira alla storia vera di Efraim Diveroli e David Packouz che, concluse le vicissitudini giudiziarie, hanno raccontato la loro storia pazzesca qui cinematograficamente adattata. E' una sorta di fiction biografica, una pellicola anche divertente e spassosa - pur trattando di argomenti davvero scottanti e scomodi (che figuraccia che ci fanno gli USA!) -, capace di intrattenere e mantenere stabile un ritmo interno che lo spettatore gradisce. Hill e Teller sono bravi e credibili, oltre che un buon duo cinematografico, un ulteriore motivo di gradimento per chi guarda. Poi naturalmente non si tratta di un capolavoro né un prodotto indimenticabile, ma nell'ottica delle produzioni dal relativamente basso budget (40 milioni di $) e promozione così così, "Trafficanti" è stato una sorta di sorpresa che non ti aspetti, regalino di inizio autunno gradito e inatteso. Per cui, in definitiva, promosso.
Cast: Jonah Hill, Miles Teller, Ana de Armas, Bradley Cooper, Patrick St. Esprit.
Box Office: $83.1 milioni
Consigli: Carino, divertente, sbroccato e assurdo, non esattamente un film per tutte le occasioni, ma sorprendente per òa storia che racconta e per il buon ritmo che riesce a mantenere. Bravi i protagonisti e risultato finale soddisfacente (soprattutto se si apprezza questo sorta di commedia dallo humor molto black...).
Parola chiave: Cina.

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lunedì 10 ottobre 2016

Film 1223 - Il fuggitivo

Lo avevo iniziato una sera a cena tramite Netflix, poi avevo abbandonato dopo una decina di minuti. Ma mi ero ripromesso di non arrendermi così facilmente.

Film 1223: "Il fuggitivo" (1993) di Andrew Davis
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Sono contento di aver rivisto questo film di cui, devo ammettere, non avevo praticamente alcun ricordo. Lui è innocente, ma fugge e Tommy Lee Jones lo insegue. Questo l'insieme degli elementi che ricordavo della storia. Non esattamente un granché.
Al di là del gap temporale che inevitabilmente "logora" un prodotto che oggi sarebbe stato molto, molto più frenetico e temporalmente breve (2h e 10min forse sono un po' troppi), "The Fugitive" è un film carino e che si segue con interesse sia perché la storia del mistero su chi abbia ucciso la moglie del dottore permane per tutta la pellicola, sia perché la caccia all'uomo risulta sempre particolarmente efficace al cinema. Dunque non mi stupisce il responso positivo di critica e pubblico (un incasso particolarmente importante considerato che siamo negli anni '90!), anche se devo ammettere che candidare questa pellicola a 7 Oscar mi pare un filino esagerato. Tra l'altro la vittoria di Lee Jones è senz'altro meritata, ma, come al soltio, si può veramente dire che lo sia per questa interpretazione in particolare? Oppure si tratta del solito caso di riconoscimento tardivo di una grande carriera? Propendo per la seconda (in ogni caso sono felice per lui!).
In definitiva, comunque, "Il fuggitivo" è ormai un classico del genere thriller, un titolo riuscito e in grado di intrattenere ancora oggi e lasciare soddisfatto lo spettatore; risultato finale buono.
Cast: Harrison Ford, Tommy Lee Jones, Sela Ward, Joe Pantoliano, Andreas Katsulas, Jeroen Krabbé, Julianne Moore.
Box Office: $368.9 milioni
Consigli: Classicone basato sul binomio errore giudiziario-evasione, "Il fuggitivo" è un buon esempio di pellicola anni '90, oltre che un titolo da tenere presente se si apprezza il genere thriller. Un po' lento rispetto ai canoni attuali, comunque piacevole e di buon intrattenimento.
Parola chiave: Braccio artificiale.

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giovedì 6 ottobre 2016

Film 1222 - Man in the dark

Ero veramente curioso di vedere questo film, estremamente motivato dal fatto che si è trattato di un clamoroso successo in America sia di pubblico (2 settimane all'apice del box-office) che di critica.

Film 1222: "Man in the dark" (2016) di Fede Alvarez
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Andre, Poe
Pensieri: Già che il titolo lo lasci in inglese, tanto vale confermare quello originale, soprattutto perché "Don't Breathe" non era poi così difficile da comprendere. Non più di "Man in the dark", comunque.
Dato che alle pazze titolazioni italiane siamo ampiamente abituati, inutile insistere su un aspetto in fin dei conti relativamente rilevante. La realtà è che, titolo o non titolo, questo film è davvero un ottimo prodotto di paura. Suspense e paura, per la precisione. Costruito magistralmente su un crescendo di tensione e claustrofobia, "Man in the dark" è un prodotto in grado di suscitare le giuste reazioni nel pubblico, producendo esattamente ciò che ci si aspetta da questo tipo di pellicola: ansia e salti sulla sedia. La tensione comincia quasi subito, dal momento in cui i tre ladruncoli protagonisti si introduco in casa del veterano cieco e tentano di portargli via i 300.000$ che credono essere in suo possesso da qualche parte nella casa. Il piano si rivela fin da subito fallimentare, in quanto l'uomo non tarderà a dimostrarsi ben più che preparato a ricevere i giovani "visitatori" che credono di riuscire a sopraffare il proprietario di casa tramite i soliti trucchetti che mettono in pratica. Inutile dire quanto degeneri in fretta la situazione.
Al di là dell'ottimo lavoro narrativo che riesce a mettere insieme, nel tempo, tutti gli elementi giusti che assommati contribuiscono a determinare l'atmosfera horror misto thriller, il film di Alvarez ha anche il pregio di non esaurirsi nella sua trama principale o comunque nell'unico scopo di spaventare chi guarda. Così non sarà la reazione inaspettatamente violente la sola sorpresa dell'uomo invalido...
Dunque un prodotto commerciale ben confezionato e pensato con attenzione per ricalcare gli snodi conosciuti del genere, pur con l'attenzione di proporli in modo originale e funzionale al racconto (e non viceversa). C'è qualche incongruenza*, ma nel complesso un ottimo e godibilissimo risultato finale.
*Il fatto che la mancanza di un senso acuisca gli altri è una caratteristica che qui si sfrutta a intermittenza e, se analizzata nel concreto, concorre a indebolire leggermente la storia. Nel senso che, dal momento che l'uomo cieco non "fiuta" all'inizio l'odore dei ragazzi affianco a lui, fa poi un po' ridere che si accorga della loro presenza nella casa per il semplice odore delle scarpe presenti in una stanza...
Cast: Jane Levy, Dylan Minnette, Daniel Zovatto, Stephen Lang.
Box Office: $129.3 milioni
Consigli: Spaventoso e splatter quanto basta, sufficientemente violento e inquietante, classico esempio di storia da cui è meglio lasciarsi guidare che tentare di decodificarla dall'inzio alla fine. Sia perché si tratta di un racconto costruito su un crescendo di ansia, paura, disorientamento e claustrofobia, sia perché non sono pochi gli assi nella manica che la narrazione saprà sfoderare (alcuni un po' involontariamente ridicoli, ma ci si può passare sopra). Nel complesso non un film per tutti, ma per chi apprezza una piacevolissima sorpresa.
Parola chiave: Cassaforte.

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mercoledì 5 ottobre 2016

Film 1221 - Il drago invisibile

In tutta onestà ero davvero curioso di vedere questo film, nonostante non ricadessi esattamente nel target cui è destinato...

Film 1221: "Il drago invisibile" (2016) di David Lowery
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Ramake di "Elliott, il drago invisibile" del 1977, questo "Pete's Dragon" soddisfa lo spettatore moderno grazie ad efficaci effetti speciali e una fiaba che tutto sommato è godibile.
Il succo è questo: il giovane Pete (Oakes Fegley) rimane orfano e si perde nella foresta, dove gli capita di incontrare un drago, capce di rendersi invisibile, che lo alleva. Ritrovato anni dopo in uno stato che si può eufemisticamente definire brado, Pete deve affrontare il solito problema di tutte le fiabe con morale, ovvero la smania di ricchezza/potere/fama degli uomini. Il povero drago, infatti, verrà catturato, rischiando così di divenire attrazione da circo. Concorreranno in molti ad aiutare Pete e il suo amico, prima fra tutti Grace (Bryce Dallas Howard).
"Il drago invisibile" è, quindi, un ottimo esempio di prodotto per bambini e ragazzi, una storia dolce, costruttiva e perfettamente realizzata dalla Disney, che ha preso in mano un progetto sulla carta non esattamente dal successo sicuro. Il precedente film basato su questa storia non era stato esattamente un clamoroso successo commerciale e, in ogni caso, si tratta di una pellicola di 40 anni fa. Si trattava, dunque, di svecchiare un'idea precedentemente realizzata alla "Mary Poppins" e ricontestualizzarla nel 2016: no musica e no disegni, ma solidi effetti computerizzati e una storia pazzesca e al contempo credibile. La missione è compiuta e anche se in effetti l'incasso non è stato nemmeno questa volta esaltante (ci sono voluti 65 milioni di dollari per produrlo), le ottime recensioni e la buona tenuta al box-office americano settimana dopo settimana hanno, di fatto, permesso di poter parlare di un'operazione comunque di successo.
Aspetti economici a parte, "Il drago invisibile" è un piacevole prodotto per tutta la famiglia, simpatico e ben fatto, mai volgare e con un cast di un certo livello (c'è anche Robert Redford!), per un risultato finale assolutamente soddisfacente.
Cast: Bryce Dallas Howard, Oakes Fegley, Wes Bentley, Karl Urban, Oona Laurence, Robert Redford.
Box Office: 127.7 milioni
Consigli: Una pellicola perfetta per tutta la famiglia, adatta a un momento di tranquillità. Ben girato ed esteticamente bello da vedere.
Parola chiave: Amicizia.

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lunedì 3 ottobre 2016

Film 1220 - Mission Blue

Tra le proposte documentaristiche di Netflix.

Film 1220: "Mission Blue" (2014) di Robert Nixon, Fisher Stevens
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: "It focuses on Earle's life and career as well as her Mission Blue campaign to create a global network of marine protected areas." (Wikipedia)
Questo lo scopo di un documentario che tanto approfondisce la storia personale, le battaglie, i successi e le speranza di una visionaria come Sylvia Earle, biologo marino ed esploratrice, mancando però in parte di risultare efficace sulla questione pratica del "cosa fare". Mi rendo perfettamente conto, sia chiaro, che non sia negli scopi di un documentario fornire soluzioni pratiche, ma nel momento in cui "Mission Blue" decide di riportare la violenza dell'intervento umano sull'ecosistema marino, denunciandone giustamente gli abusi, lo sfruttamento industriale e il poco rispetto di flora e fauna, io spettatore allora mi aspetto una proposta, un suggerimento, qualcosa di concreto che gridi al mondo non solo quanto inesorabilmente stiamo danneggiando il nostro pianeta, ma anche come salvarlo. Me lo aspetto perché dopo un'ora di allarmismi a dir poco apocalittici, non posso che chiedermi: quindi adesso che si fa, muoriamo tutti o c'è una soluzione? Quelli di "Mission Blue" ce l'hanno una soluzione? La Earle ce l'ha. Piccola, ma la propone: le aree marine protette. Il documentario e gli specialisti che interroga, invece, no.
Questione propositiva a parte, quello raccontato qui è un documentario abbastanza interessante, anche se forse davvero troppo allarmista se poi si considera che non ha alcun progetto di salvaguardia da raccontare. Quello che tratta molto, invece, è la vita personale della sua protagonista, che percorre dalla nascita ai tempi presenti; va detto che se il prodotto finito funziona bene è anche - e forse soprattutto - grazie alla capacità comunicativa di Sylvia Earle, non solo personaggio interessante ma anche persona in grado di far appassionare chi guarda o ascolta, di far capire con semplicità e trasmettere la sua passione e il suo coraggio. Davvero una donna unica. "Mission Blue" è, in pratica, la sua storia e la si ascolta volentieri.
Ps. Sì, c'è anche James Cameron.
Cast: Sylvia Earle, James Cameron, Michael deGruy.
Box Office: /
Consigli: Se soffrite d'ansia è meglio lasciar perdere perché si tratta di un documentario che non lascia particolare spazio all'ottimismo, soprattutto nella seconda parte. Se amate le biografie di personaggi interessati, unici nel loro genere, oppure siete affascinati dal mare e dalle sue meraviglie, "Mission Blue" è certamente un buon candidato.
Parola chiave: Oceano.

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#HollywoodCiak
Bengi

domenica 2 ottobre 2016

Film 1219 - Stargate

Ho trovato il dvd in super offerta e non ho saputo resistere...!

Film 1219: "Stargate" (1994) di Roland Emmerich
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Il ricordo nostalgico di questo film proviene dalla mia infanzia e sì, lo conservo con affetto. Non solo perché da bambino sono rimasto affascinato da questa pellicola ricolma di effetti speciali, ma perché nonostante non si tratti certo di un capolavoro, "Stargate" è comunque in grado ancora oggi di raccontare una favola, un'avventura praticamente all'indietro nel tempo nonostante si tratti di un viaggio in un universo parallelo.
Ammetto che rivisto nel 2016 questo film presenti numerose pecche, che vanno dagli svariati cliché all'inevitabile superamento degli effetti computerizzati, ma per chi come me a suo tempo ha vissuto "Stargate" come una sorta di evento, oltre che spettacolare esempio di come gli americani sappiano strabiliare il pubblico cinematografico, è impossibile non ricordare in chiave positiva questo faraonico - è il caso di dirlo! - blockbuster.
La trama è delle più semplici: si riapre un portale che dà direttamente su un altro mondo, lo si attraversa e non si riesce più a tornare indietro. Nel mentre che ci si trova al di là, si scopre una civiltà molto simile a quella egizia che, però, è dominata da un faraone alieno che non tarderà a rendersi minaccioso. Il militare (Kurt Russell) e lo scienziato (James Spader) a capo della spedizione dalla terra faticheranno a trovare una situazione di accordo, ma per il bene della squadra uniranno le loro forze per tentare di ritornare a casa: nel mentre, il secondo ha il tempo non solo di decifrare i geroglifici e capire come riaprire il portale, ma anche di imparare la lingua locale, diventare madrelingua e trovare la fidanzata. Oltre che salvare il mondo, ovviamente!
Che è inutile stupirsi di certi snodi poco originali l'ho già detto: "Stargate" è una favola per ragazzi e un film commerciale pensato anche per stupire gli adulti, uno degli esempi più calzanti dell'epoca di come portare al cinema bambini accompagnati e, in definitiva, un prodotto simpatico che può suscitare un piacevole ricordo dei nostalgici. Come me.
Cast: Kurt Russell, James Spader, Jaye Davidson, Viveca Lindfors, Alexis Cruz, Mili Avital, Djimon Hounsou, Erick Avari.
Box Office: $196.6 milioni
Consigli: Simpatico e facile facile, questo film è un perfetto rilassamento per tutta la famiglia. Sì, ok, è un po' datato, ma è ancora in grado secondo me di affascinare anche le nuove generazioni. E di ripescare qualche ricordo più datato agli spettatori più grandi...
Parola chiave: Cartiglio.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi