giovedì 29 dicembre 2011

Film 349 - Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

Ancora Potter, ancora polmonite.


Film 349: "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban" (2004) di Alfonso Cuarón
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Di tutta la saga è il film più atipico e meno nella classica concezione potteriana. Cambiano gli spazi, mancano le toghe, si fa a pugni e fanno il loro ingresso i Mangiamorte. Più cupo rispetto ai precedenti due, fa da apripista alla virata dark della saga che, da qui in poi, si concentrerà più concretamente sui demoni interiori dei suoi protagonisti e, ovviamente, del suo cattivo per eccellenza: Voldemort (qui non presente).
L'impronta è palesemente cambiata e l'introduzione di un regista come Cuarón destabilizza il fan-medio che, sicuramente, avrebbe apprezzato di più un Potter classico e meno 'personalizzato'. Gli incassi inferiori alla media lo dimostrano (è il Potter che ha incassato di meno).
La scena top è la cena a casa dei Dursley, prima che la zia venga gonfiata: Cuarón è un regista meno commerciale dell'impostato (e prevedibile) Columbus e la scena lo dimostra. Spassosissima!
Ps. 2 nomination agli Oscar del 2005: effetti speciali e colonna sonora (per l'ultima volta di John Williams)
Film 174 - Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
Consigli: Il Potter peggiore che, però, si salva con la trama geniale. Ovviamente da vedere, si scopre chi è davvero il temibile Sirius Black (Gary Oldman). Effetti speciali davvero ben fatti.
Parola chiave: Mangiamorte.

Trailer

Ric

Film 348 - Harry Potter e la camera dei segreti

Ancora in malattia, continuo la saga del maghetto per distrarmi dalla prigionia forzata.


Film 348: "Harry Potter e la camera dei segreti" (2002) di Chris Columbus
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Uno degli ultimi film dell'attore Richard Harris (Silente), questo secondo capitolo della magica saga è piuttosto piacevole.
Rivederlo per l'ennesima volta, ma da solo, mi ha fatto apprezzare una pellicola che, all'interno della saga, avevo sempre snobbato come inferiore rispetto al primo capitolo e, in generale, non troppo riuscita. Invece ammetto che l'ho addirittura apprezzata più di "Harry Potter e la pietra filosofale". Sarà stata la malattia, sarà che non mi aspettavo nulla se non il solito Potter, di fatto me lo sono proprio goduto.
Scena top la spiegazione della McGranitt/Maggie Smith alla classe di cosa fosse la camera dei segreti e del suo creatore.
Film 171 - Harry Potter e la camera dei segreti
Consigli: Meglio vederlo di seguito al primo, ma è piuttosto apprezzabile anche 'in solitaria'. Belle trovate narrative della Rowling.
Parola chiave: Dobby.

Trailer

Ric

Film 347 - Junebug

Un film di cui avevo sentito parlare e che volevo vedere da tempo, specialmente per verificare una cosa...


Film 347: "Junebug" (2005) di Phil Morrison
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Sinceramente questo film non mi è piaciuto. L’ho guardato solo per capire quanto fosse effettivamente buona l’interpretazione di Amy Adams dato che si era aggiudicata addirittura una nomination all’Oscar nel 2006 - anno in cui per la prima volta mi si è presentato il suo viso -.
In effetti lei è brava e regala un chiacchiericcio nevrotico al suo personaggio che strema perfettamente l’orecchio dello spettatore. A parte questo, il resto è molto lento e stride con il personaggio di Amy.
Fondamentalmente di nuovo non c’è nulla: lui sposa lei in un lampo e la porta a casa a conoscere la famiglia. La suocera non la accetta - lei è una donna in carriera -, il suocero è un uomo di poche parole con il fantasma della guerra alle spalle, il fratello minore del marito è un inconcludente viziato che ha messo incinta la ragazzina stupida e chiacchierona (la Adams, appunto) e tutti vivono nella stessa casa in un vortice di stranezze, non detto e tensione. Ovviamente i novelli sposi mandano in pezzi l’”equilibrio” di tutta la famiglia.
Non è un film facile in quanto per l’ennesima volta affronta temi pesanti, ma con un piglio più insolito e grottesco. Tutto il tempo ho avuto una sensazione di disagio mentre seguivo le vicende di una famiglia che lascia troppo in sospeso o fa finta di non vedere. La disgrazia con il bambino costringerà ognuno a rivelare una parte più vera di sé, il che darà, nel finale, un tocco più sensato alla pellicola.
Non lo rivedrei, ma non è il peggior film indipendente che abbia visto.
Consigli: Gli appassionati del cinema americano indipendente apprezzeranno molto questa pellicola. Io, di anima più commerciale, ho sofferto un po', ma le interpretazioni sono buone e non mancano tematiche importanti. Impegnato.
Parola chiave: Gravidanza.

Trailer

Ric

lunedì 19 dicembre 2011

Golden Globes 2012: le nomination

Ed ecco che ricomincia il periodo più figo dell'anno. Dal mio punto di vista, ovviamente.

A poco meno di un anno dagli Oscar che hanno visto trionfare gli stessi 4 attori che avevano ricevuto il Globo d'Oro per le loro interpretazioni (Colin Firth, Natalie Portman, Christian Bale e Melissa Leo), tornano i (sopravvalutati) Golden Globes (GG) per conferire premi alla passata stagione cinematografica e televisiva in attesa delle nomination all'Oscar che, a dire il vero, già da un po' si possono cominciare ad intuire.
Premetto che i GG non sono premi che ritengo obiettivi - non che lo siano gli Oscar -, ma la facilità con cui se ne vince uno rende il tutto decisamente meno elitario. Anche se dovrebbe c'entrare il merito, lo so, pure qui è tutta politica delle case di produzione. Faccio subito un esempio: "Glee" è passato dai 3 Globi vinti l'anno scorso all'unica candidatura di quest'anno come Best Television Series - Musical or Comedy. O gli attori di "Glee" hanno improvvisamente smesso di saper recitare (due dei Globi vinti sono andati a Chris Colfer e Jane Lynch) oppure effettivamente qualcosa non torna. Certo, è plausibilissimo che nuovi show abbiano portato nuovi talenti da premiare, però mi sembra comunque un tantino superficiale liquidare uno show solo perchè ha già ricevuto i suoi premi da esporre. E, badate, non sono un particolare fan di "Glee".
E' così, purtroppo, che sempre di più vedo i GG: ti ho dato un premio, magari due, così sei a posto e non ti puoi lamentare. Sono rarissimi i casi in cui si continua a premiare uno show o degli attori - ovviamente non si può parlare dei film - a lungo termine nel tempo. Alcuni esempi posso essere Angela Lansbury (6 GG spalmati in 40 anni di carriera), "Mad Men" (per tre anni di fila Miglior Serie Drammatica, ma quest'anno senza neanche una nomination), "X-Files" (Miglior Serie Drammatica nel 1995, '97 e '98), "Cuori senza età" e "Sex and the City" (entrambi per 3 anni di fila Migliori Serie Comiche) o ancora Edie Falco (2 GG per "I Soprano"), Tina Fey (2 GG per "30 Rock) e il suo collega Alec Baldwin (3 GG sempre per "30 Rock") e, per finire in bellezza, Meryl Streep che, con i suoi 7 Globi vinti dagli anni '80 a oggi (l'ultimo nel 2010 per "Julie & Julia", ispiratore di questo blog) risulta un po' il caso-simbolo di quanto detto fino ad ora.
Così facendo, appunto, si rende giustizia a una miriade di personaggi e prodotti televisivi tali da attirare il più vasto genere di pubblico possibile. La stessa suddivisione all'interno di cinema e tv delle categorie nel binomio drama e comedy or musical raddoppia il numero delle categorie e, consecutivamente, dei premiati. Ma abbandono qui la polemica. Se qualcuno ha da aggiungere, sarei ben felice di avere più opinioni.
In quest'edizione, la 69esima che si terrà il 15 Gennaio 2012, ci sono una miriade di candidature piuttosto prevedibili di cui le due più scontate condurranno, a mio avviso, ad una bella carneficina nella categoria Miglior Attrice per lo scontro tra Glenn Close ("Albert Nobbs") e Meryl Streep ("The Iron Lady"). Con il cuore spero che la spunti la seconda, sarebbe ora che Meryl si aggiudicasse il suo terzo Oscar, ma d'altro canto questa potrebbe essere l'ultima occasione per Glenn di aggiudicarsene uno dopo ben 5 nomination infruttuose. Essendo entrambe nella stessa categoria (drama), vedere chi vincerà aiuterà forse a prevedere chi potrebbe aggiudicarsi l'Oscar come attrice protagonista del 2012. L'unica che potrebbe contrastarle parrebbe essere Michelle Williams ("My Week with Marilyn", probabilmente Globo d'Oro come Miglior attrice - commedia o musical), mentre non vedo sinceramente altre grandi interpretazioni paragonabili o di altrettanta eco mediatica tali da poter eclissare le figure di queste tre attrici nelle svariate cerimonie di premiazione di questa stagione cinematografica. Ma continuiamo.
Saltano subito all'occhio le 6 nomination per il film "The Artist" che probabilmente si ritroverà vincitore in più di una categoria. A mio avviso meriterebbe il riconoscimento per la colonna sonora, ma nulla di più. La sceneggiatura, invece, non meritava neanche la candidatura. Altri grandi protagonisti sono "The Descendants" e "The Help" con 5 nomination e "Le idi di Marzo", "Midnight in Paris", "L'arte di vincere - Moneyball" tutti con 4 candidature. I più nominati, invece, sono George Clooney (Best Performance by an Actor in a Motion Picture - Drama, Best Director - Motion Picture e Best Screenplay - Motion Picture), Ryan Gosling (Best Performance by an Actor in a Motion Picture - Drama e Musical or Comedy), Kate Winslet (Best Performance by an Actress in a Motion Picture - Musical or Comedy e Best Performance by an Actress in a Mini-Series or a Motion Picture Made for Television) e Glenn Close (Best Performance by an Actress in a Motion Picture - Drama e Best Original Song - Motion Picture). Proseguiamo.
Stranamente - e sono ironico - l'Italia non è presente con neanche un titolo in gara. Dopo 3 anni di fila in cui almeno una nomination come film straniero riuscivamo ad ottenerla, quest'anno non ci siamo. E, anzi, compaiono candidati anomali: "In the Land of Blood and Honey" (USA) e "Jin líng shí san chai"(China). Il primo è il nuovo film scritto e diretto da Angelina Jolie (che non è esattamente estranea agli Stati Uniti, come non lo è la produzione di questo film); il secondo - il cui titolo internazionale sarà "The flowers of war" è, sì, una pellicola di Yimou Zhang ("Lanterne rosse", "Hero", "La foresta dei pugnali volanti"), peccato che nel cast ci sia il trionfatore della scorsa edizione Christian Bale. Nessuna stranezza, per carità, la categoria dice esplicitamente Best Foreign Language Film, facendo leva sul fatto che queste pellicole sono effettivamente recitate in altre lingue diverse dall'inglese. Ci furono alcuni dissapori già qualche tempo fa, quando nel 2007 trionfò "Lettere da Iwo Jima" di Clint Eastwood e nella cinquina vi si trovava anche "Apocalypto" di Mel Gibson. Di fatto questo escamotage non mi piace.
Infine alcune brevi considerazioni. Prime nomination per: Michael Fassbender ("Shame"), Rooney Mara ("Millennium: Uomini che Odiano le Donne"), Jean Dujardin ("The Artist"), Owen Wilson ("Midnight in Paris"), Kristen Wiig ("Le amiche della sposa"), Albert Brooks ("Drive"), Jonah Hill ("L'arte di vincere - Moneyball"), Bérénice Bejo ("The Artist"), Jessica Chastain ("The Help"), Octavia Spencer ("The Help"), Shailene Woodley ("The Descendants").
Assolutamente ignorati, invece, gli uomini di "Carnage" - e ci includo anche Polanski -, la Keira Knightley di "A Dangerous Method" - ammetto pensassi la mascella snodata potesse regalarle qualche chance - e l'ultimo Harry Potter - a cui forse si poteva dare una possibilità -. Per aspetti più tecnici (costumi, effetti speciali, fotografia o montaggio), bisognerà attendere gli Oscar.
Concludo con le critiche. Troppe candidature a "The Artist"; Ryan Gosling per "Crazy, Stupid, Love." forse è una nomination eccessiva (la seconda nello stesso anno, per altro); dov'è Roman Polanski?; questo "L'arte di vincere - Moneyball" non mi convince: il genere sportivo piace tanto in America, ma da noi è un genere che funziona poco. Ma c'è Brad Pitt; "La pelle che abito" tra i migliori film stranieri?!; Trent Reznor e Atticus Ross hanno già vinto l'edizione passata (e pure l'Oscar...) per la colonna sonora di "The Social Network" senza averne il diritto: insistiamo?; "Mad Men" fuori da ogni categoria dopo 4 premi vinti;
Infine, come l'anno scorso, ne approfitto per pronunciarmi riguardo a chi secondo me vincerà (*) e chi, invece, vorrei veder trionfare (§), attribuendo il seguente punteggio:
* = 1 punto;
§ = 1/2 punto;
*§ = 1 punto.
Una volta svelati i vincitori, durante la cerimonia del 15 gennaio, provvederò ad effettuare il calcolo. Ovviamente chiunque volesse mandarmi o scrivere nei commenti la sua lista personale, sarà più che ben accetto! Una sfida è bella se si gioca in tanti! Siate numerosi!!!
Ps. Ricordo che, come per gli Oscar, anche i GG premiano i film della stagione passata rispetto all'anno della cerimonia. L'edizione 2012, dunque, premia i film del 2011.
* Vincerà § Vorrei vincesse

The 69th Annual Golden Globe Awards

Best Motion Picture - Drama
Nominees:
The Descendants (2011)
* The Help (2011)
Hugo Cabret (2011/II)
§ Le idi di Marzo (2011)
L'arte di vincere - Moneyball (2011)
War Horse (2011)

Best Motion Picture - Musical or Comedy
Nominees:
* The Artist (2011)
Le amiche della sposa (2011)
50/50 (2011)
§ Midnight in Paris (2011)
My Week with Marilyn (2011)

Best Performance by an Actor in a Motion Picture - Drama
Nominees:
George Clooney for The Descendants (2011)
Leonardo DiCaprio for J. Edgar (2011)
* Michael Fassbender for Shame (2011)
§ Ryan Gosling for Le idi di Marzo (2011)
Brad Pitt for L'arte di vincere - Moneyball (2011)

Best Performance by an Actress in a Motion Picture - Drama
Nominees:
* Glenn Close for Albert Nobbs (2011)
Viola Davis for The Help (2011)
Rooney Mara for Millennium: Uomini che Odiano le Donne (2011)
§ Meryl Streep for The Iron Lady (2011)
Tilda Swinton for We Need to Talk About Kevin (2011)

Best Performance by an Actor in a Motion Picture - Musical or Comedy
Nominees:
* Jean Dujardin for The Artist (2011)
Brendan Gleeson for Un poliziotto da happy hour (2011)
§ Joseph Gordon-Levitt for 50/50 (2011)
Ryan Gosling for Crazy, Stupid, Love. (2011)
Owen Wilson for Midnight in Paris (2011)

Best Performance by an Actress in a Motion Picture - Musical or Comedy
Nominees:
Jodie Foster for Carnage (2011)
Charlize Theron for Young Adult (2011)
§ Kristen Wiig for Le amiche della sposa (2011)
* Michelle Williams for My Week with Marilyn (2011)
Kate Winslet for Carnage (2011)

Best Performance by an Actor in a Supporting Role in a Motion Picture
Nominees:
* Kenneth Branagh for My Week with Marilyn (2011)
Albert Brooks for Drive (2011)
Jonah Hill for L'arte di vincere - Moneyball (2011)
§ Viggo Mortensen for A Dangerous Method (2011)
Christopher Plummer for Beginners (2010)

Best Performance by an Actress in a Supporting Role in a Motion Picture
Nominees:
Bérénice Bejo for The Artist (2011)
§ Jessica Chastain for The Help (2011)
Janet McTeer for Albert Nobbs (2011)
* Octavia Spencer for The Help (2011)
Shailene Woodley for The Descendants (2011)


Best Director - Motion Picture
Nominees:
§ Woody Allen for Midnight in Paris (2011)
George Clooney for Le idi di Marzo (2011)
* Michel Hazanavicius for The Artist (2011)
Alexander Payne for The Descendants (2011)
Martin Scorsese for Hugo Cabret (2011/II)

Best Screenplay - Motion Picture
Nominees:
The Artist (2011): Michel Hazanavicius
§ The Descendants (2011): Alexander Payne, Nat Faxon, Jim Rash
* Le idi di Marzo (2011): George Clooney, Grant Heslov, Beau Willimon
Midnight in Paris (2011): Woody Allen
L'arte di vincere - Moneyball (2011): Steven Zaillian, Aaron Sorkin, Stan Chervin

Best Original Song - Motion Picture
Nominees:
Albert Nobbs (2011): Brian Byrne, Glenn Close("Lay Your Head Down")
* Gnomeo & Giulietta (2011): Elton John, Bernie Taupin("Hello Hello")
The Help (2011): Mary J. Blige, Thomas Newman, Harvey Mason Jr., Damon Thomas("The Living Proof")
Machine Gun Preacher (2011): Chris Cornell("The Keeper")
§ Edward e Wallis: Il mio regno per una donna (2011): Madonna, Julie Frost, Jimmy Harry("Masterpiece")

Best Original Score - Motion Picture
Nominees:
§ The Artist (2011): Ludovic Bource
Millennium: Uomini che Odiano le Donne (2011): Trent Reznor, Atticus Ross
* Hugo Cabret (2011/II): Howard Shore
War Horse (2011): John Williams
Edward e Wallis: Il mio regno per una donna (2011): Abel Korzeniowski

Best Animated Film
Nominees:
§ Le avventure di Tintin: Il segreto dell'Unicorno (2011)
Il figlio di Babbo Natale (2011)
Cars 2 (2011)
Il gatto con gli stivali (2011)
* Rango (2011)

Best Foreign Language Film
Nominees:
* Jin líng shí san chai (2011)(China)
In the Land of Blood and Honey (2011)(USA)
Il ragazzo con la bicicletta (2011)(Belgium)
§ Una separazione (2011)(Iran)
La pelle che abito (2011)(Spain)

Best Television Series - Drama
Nominees:
"American Horror Story" (2011)
* "Boardwalk Empire" (2010)
"Boss" (2011)
§ "Il trono di spade" (2011)
"Homeland" (2011)

Best Television Series - Musical or Comedy
Nominees:
* "Enlightened" (2011)
"Episodes" (2011)
"Glee" (2009)
§ "Modern Family" (2009)
"New Girl" (2011)


Best Mini-Series or Motion Picture Made for Television
Nominees:
Cinema Verite (2011) (TV)
§ "Downton Abbey" (2010)
"The Hour" (2011)
* "Mildred Pierce" (2011)
Too big to fail - Il crollo dei giganti (2011) (TV)

Best Performance by an Actor in a Television Series - Drama
Nominees:
Steve Buscemi for "Boardwalk Empire" (2010)
Bryan Cranston for "Breaking Bad" (2008)
* Kelsey Grammer for "Boss" (2011)
§ Jeremy Irons for "The Borgias" (2011)
Damian Lewis for "Homeland" (2011)

Best Performance by an Actress in a Television Series - Drama
Nominees:
Claire Danes for "Homeland" (2011)
Mireille Enos for "The Killing" (2011)
§ Julianna Margulies for "The Good Wife" (2009)
* Madeleine Stowe for "Revenge" (2011)
Callie Thorne for "Necessary Roughness" (2011)

Best Performance by an Actor in a Television Series - Musical or Comedy
Nominees:
§ Alec Baldwin for "30 Rock" (2006)
David Duchovny for "Californication" (2007)
Johnny Galecki for "The Big Bang Theory" (2007)
Thomas Jane for "Hung - Ragazzo squillo" (2009)
* Matt LeBlanc for "Episodes" (2011)

Best Performance by an Actress in a Television Series - Musical or Comedy
Nominees:
* Laura Dern for "Enlightened" (2011)
Zooey Deschanel for "New Girl" (2011)
Tina Fey for "30 Rock" (2006)
Laura Linney for "The Big C" (2010)
§ Amy Poehler for "Parks and Recreation" (2009)

Best Performance by an Actor in a Mini-Series or a Motion Picture Made for Television
Nominees:
Hugh Bonneville for "Downton Abbey" (2010)
Idris Elba for "Luther" (2010)
§ William Hurt for Too big to fail - Il crollo dei giganti (2011) (TV)
Bill Nighy for Page Eight (2011) (TV)
* Dominic West for "The Hour" (2011)

Best Performance by an Actress in a Mini-Series or a Motion Picture Made for Television
Nominees:
Romola Garai for "The Hour" (2011)
§ Diane Lane for Cinema Verite (2011) (TV)
Elizabeth McGovern for "Downton Abbey" (2010)
Emily Watson for "Appropriate Adult" (2011)
* Kate Winslet for "Mildred Pierce" (2011)

Best Performance by an Actor in a Supporting Role in a Series, Mini-Series or Motion Picture Made for Television
Nominees:
§ Peter Dinklage for "Il trono di spade" (2011)
Paul Giamatti for Too big to fail - Il crollo dei giganti (2011) (TV)
* Guy Pearce for "Mildred Pierce" (2011)
Tim Robbins for Cinema Verite (2011) (TV)
Eric Stonestreet for "Modern Family" (2009)

Best Performance by an Actress in a Supporting Role in a Series, Mini-Series or Motion Picture Made for Television
Nominees:
* Jessica Lange for "American Horror Story" (2011)
Kelly Macdonald for "Boardwalk Empire" (2010)
Maggie Smith for "Downton Abbey" (2010)
Sofía Vergara for "Modern Family" (2009)
§ Evan Rachel Wood for "Mildred Pierce" (2011)


Mi ripeto, nel caso fosse sfuggito: tutti quelli che volessero pubblicare in risposta a questo post i loro personali pronostici per i GG, sono più che ben accetti!
Buona votazione a tutti!

Ric

Film 346 - Harry Potter e la pietra filosofale

A casa forzatamente a riposo per curare la polmonite, ho dovuto cercare rimedio alla noia in ciò che sapevo mi avrebbe distratto con piacere.


Film 346: "Harry Potter e la pietra filosofale" (2001) di Chris Columbus
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Il primo e più magico capitolo della saga potteriana che, rivisto oggi, sembra più che altro un filmetto per ragazzini. I protagonisti bambini e le tematiche ancora così 'all'acqua di rose' indirizzano questa pellicola più facilmente ad un pubblico di età inferiore ai 15 anni.
Quando uscì al cinema (avevo 14 anni) ricordo che sembrasse la trasposizione perfettamente magica di un libro affascinante. Rivisto oggi con esattamente 10 anni di più sulle spalle, non posso che rammentare il piacere di un tempo e conservare un personalissimo ricordo di quello che "Harry Potter and the Sorcerer's Stone" ha significato per me. Però, ammetto, non vedevo l'ora di rivedere i capitoli più recenti.
Film 166 - Harry Potter e la pietra filosofale
Consigli: E' d'obbligo passare per questa pellicola se si vogliono ripercorrere le avventure di Harry. E poi, come molti film del regista Columbus ("Mamma, ho perso l'aereo", "Mamma, ho riperso l'aereo: mi sono smarrito a New York", "Mrs. Doubtfire - Mammo per sempre"), sono sempre piacevoli da riguardare.
Parola chiave: Raptor.

Trailer

Ric

mercoledì 14 dicembre 2011

Film 345 - Lanterna verde

Londra e Parigi erano tappezzate dai poster di questo film, era ora che lo vedessi. La polmonite mi ha concesso qualche chance in più per godermi film in santa pace!


Film 345: "Lanterna verde" (2011) di Martin Campbell
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Andrea Puffo
Pensieri: Niente di speciale brilla in questa lanterna verde fluorescente, se non il glam degli attori protagonisti Ryan Reynolds e Blake Lively. Nessun appeal per il resto della storia, bisogna proprio dirlo.
Doppiatore di Reynolds sbagliato, una trama debole, un protagonista poco simpatico, effetti speciali brutti e un antagonista abominevole (Peter Sarsgaard) sono il sunto di una pellicola che, sulla carta, pareva invece avrebbe sbancato.
Marketing sfrenato e senza limiti, un budget da blockbuster (200 milioni di $), media e riflettori puntati su Reynolds redi-DIVO (è già da anni che il nostro Ryan fa film, ma solo ora ci si accorge che esiste...) non sono bastati a salvare il film di Campbell (che a sua volta aveva salvato 007 con "Casino Royale") premiando la Lanterna con soli $219,851,172 di incasso mondiale.
Ovvio che si potesse fare di meglio...
Consigli: Per essere un film di un supereroe si poteva fare meglio, comunque può essere utile distrazione in una serata tra amici. O se si è fan del fumetto.
Parola chiave: Anello.

Trailer

Ric

lunedì 12 dicembre 2011

Film 344 - La coniglietta di casa

Dopo "Radio America", nella stessa sera qualcosa di più... leggero!


Film 344: "La coniglietta di casa" (2008) di Fred Wolf
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Stupidissimo, ma divertente, "The House Bunny" ha la grandissima fortuna di avere Anna Faris come protagonista. Comica, espressiva e perfettamente in linea con la parte, recita in un ruolo facile, ma in cui sarebbe stato altrettanto facile fallire. Un film intero sul suo personaggio, Shelley, una responsabilità non da poco per una il cui gatto si chiama Puzzetta e che crede che per conquistare un uomo si debba sbattergli in faccia quanto sodo sia il proprio sedere. Eppure il film è davvero divertente e meno scontato (nelle battute) del previsto.
Un po' sulla scia de "La rivincita delle bionde", Shelley riuscirà a dimostrare agli altri e a sé stessa che se vuole, impegnandosi, potrà veramente riuscire in qualcosa che non sia infrattarsi con un uomo. E scoprirà le vere amicizie. Banale, banale, banale, ma il mix alla fine è divertente.
Comprimari simpatici - anche qui c'è Emma Stone, ormai reginetta della commedia USA - e ironia per un mondo di plastica che noi non americani fatichiamo un po' a comprendere, fanno di questo film un piacevole passatempo per ogni momento e compagnia. E c'è perfino la figlia di Bruce e Demi: Rumer Willis.
Film 1430 - The House Bunny
Consigli: Per una serata spensierata è l'ideale.
Parola chiave: "Gli occhi sono i capezzoli della faccia".

Ti è piaciuto? ACQUISTALO QUI

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

domenica 11 dicembre 2011

Film 343 - Radio America

Avevo comprato il dvd a Trastevere quest'estate e attendevo solo la giusta occasione per vederlo.


Film 343: "Radio America" (2006) di Robert Altman
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Un cast da lasciare a bocca aperta, uno dei registi più importanti del cinema mondiale, un altro spaccato dell'America più fedele a sé stessa.
Non posso certo dire di amare il country, né di apprezzare particolarmente la radio, ma dare una chance a questa pellicola mi sembrava d'obbligo, essendo l'ultima del grande Altman.
Il film non è facile se non si è appassionati di molte cose (i film corali, innanzitutto, poi di quell'orgoglio molto americano che li lega al country e all'essere specificamente loro stessi), io personalmente l'ho trovato lungo in certi passaggi, ma ha un suo perchè da non sottovalutare. In fondo l'America è anche questo. Non solo incassi e motivetti facili. Onore ad Altman che dirige con maestria 10 attori(!) - e cito solo i principali - con un piglio mai noioso e alternando in maniera efficace sipario, momenti musicali e dietro le quinte.
Sì, perchè, di radio si tratta e, più nel dettaglio, parliamo dell'ultimo spettacolo prima della demolizione dell'edificio in cui si tiene la messa in onda. Le voci della fine circolano per i corridoi e i vari 'eroi' che hanno tenuto per tanti anni compagnia al loro affezionato (seppur scarso) pubblico, si esibiscono per un ultimo grande (e molto spesso improvvisato) show.
Tantissime le facce note, tutte più o meno con alle spalle riconoscimenti non da poco: Woody Harrelson (2 nomination all'Oscar), Tommy Lee Jones (1 Oscar), Kevin Kline (1 Oscar), Lindsay Lohan, Virginia Madsen (1 nomination all'Oscar), John C. Reilly (1 nomination all'Oscar), Maya Rudolph (vista quest'estate in "Le amiche della sposa"), Meryl Streep (2 Oscar) e Lily Tomlin (1 nomination all'Oscar).
In sostanza non lo rivedrei, però ammetto che come film ha saputo esercitare su di me un discreto fascino decadente che me lo ricorda con affetto. Alla fine anche io ero dispiaciuto che il programma radiofonico finisse. Che Altman abbia colpito nel segno anche stavolta? Il tempo mi darà sicuramente qualche consiglio.
Consigli: Per gli amanti di Altman o del country. O dei bei film corali, compatti e ben recitati. Ci sono ottimi motivi per vedere questo film, ma bisogna tenere a mente che non è una pellicola spensierata o leggera.
Parola chiave: Asfodelo.

Trailer

Ric

Film 342 - Il dubbio

Ampia compagnia per il film del martedì. Per l'occasione più impegnato che mai.


Film 342: "Il dubbio" (2009) di John Patrick Shanley
Visto: dalla tv del Puffo
Lingua: italiano
Compagnia: Marco, Nicolò, Andrea Puffo, Diego, Andrea, Paki
Pensieri: Visto ormai abbastanza volte da ricordarmi anche i particolari più insignificanti, posso sempre di più dire che "Doubt" è uno dei migliori film di recente produzione. Non c'è cosa migliore, secondo me, che lasciare a chi guarda un interrogativo, un qualcosa di cui discutere una volta terminata la visione. Qui ci sono molte cose di cui si può parlare, terminati i 104minuti di film.
Non mi soffermerò troppo (è già la terza volta) ad elogiare la pellicola di John Patrick Shanley, autore dell'opera teatrale nonché regista e sceneggiatore del film. Ricorderò solamente le cose che saltano più all'occhio: un cast perfetto (Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams, Viola Davis); una sceneggiatura solita e carica di significati da interpretare; interpretazioni degne di essere definite tali. Solo per questo, a mio avviso, vale la pena di vedere e rivedere un film come "Il dubbio" anche all'infinito.
Ps. Fantastico lo scontro finale tra Sorella Aloysius Beauvier e Padre Flynn. Da lasciare col fiato sospeso. E quale sarà, poi, il peccato mortale commesso dalla Sorella? Io la mia tesi ce l'ho...
Film 60 - Il dubbio
Film 125 - Il dubbio
Consigli: Vedere! Vedere! Vedere!
Parola chiave: Certezza.

Trailer

Ric

sabato 10 dicembre 2011

Film 341 - Anonymous

Un bel film in costume mi piace sempre. Se è bello, appunto.


Film 341: "Anonymous" (2011) di Roland Emmerich
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Marco, Serena
Pensieri: Parrebbe andare tutto bene fino a un certo punto in questo film. Roland Emmerich, con mia non poca sorpresa, dirige una pellicola completamente fuori dal suo standard (suoi i catastrofici "2012", "Independence Day", "Godzilla", "The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo", "Stargate", ma anche "Il patriota" e il noiosissimo "10000 A.C.") e si avventura nel film storico riveduto e scorretto. La tesi è la seguente: non è stato William Shakespeare a scrivere le opere che portano il suo nome, ma il Conte di Oxford che, essendo nobile, non poteva abbassarsi alla pubblicazione di opere scritte e recanti la sua firma. Ingaggerà uno sciocco attoruncolo - Shakespeare, appunto - che, spacciandosi per autore, coprirà il conte ma intascherà anche la sua gloria.
Non fosse che della tesi di complotto non mi interesso in questa sede e lascio pure che ciò che sostiene la pellicola possa eventualmente avere un senso, mi vorrei soffermare su certi aspetti, invece, che mi hanno infastidito.
Innanzitutto Vanessa Redgrave, che sulla carta pareva un Regina Elisabetta I di grande impatto, risulta invece una sciocca marionetta in mano ai suoi consiglieri. I complotti di corte hanno sempre un fascino, ma ciò che mi ha sempre colpito della figura di questa monarca era il carattere deciso e autoritario. Qui, invece, è più infantile di una bambina, più insicura che mani nel compiere qualsivoglia azione. E, permettetemi di rovinare parte della trama, è anche un bel po' zoccola. La interpreta in età giovanile la più sconosciuta Joely Richardson ("Nip/Tuck", "Il patriota", "La carica dei 101 - questa volta la magia è vera"), casualmente reale figlia di Vanessa Redgrave nella realtà. La somiglianza, però, non c'è.
Altro momento veramente poco piacevole, per non dire di cattivo gusto, il punto - chiave per la trama? - in cui viene rivelato l'incesto. E' un po' disgustoso, a mio avviso, oltre che una scelta per la storia poco felice e a mio avviso non per forza necessario.
Tutto questo va incorniciato in un ambito quasi per niente riuscito per una pellicola ad alte pretese (con addirittura un inizio a teatro con Derek Jacobi a introdurre un prologo e ad alzare di molto le mire stilistiche della sceneggiatura, con forse qualche pretesa di serietà di troppo), con una produzione ad alto budget e dettagli tecnici piuttosto curati, soprattutto deducibile dai bei costumi.
Il contorno, però, è scarno e la trama non decolla mai, anzi regala più di uno sbadiglio. Il rammarico per la triste condizione del Conte di Oxford/Rhys Ifans ("Harry Potter e i doni della morte: Parte I", "Notting Hill") non arriva mai allo spettatore, forse anche per via dello scetticismo che regna attorno alla tesi proposta da questo "Anonymous". Un protagonista, poi, così di poco richiamo e un resto del cast piuttosto sconosciuto ai più, ha decretato un insuccesso decisamente evidente di questa pellicola: $14,158,978 di incasso, meno della metà di quelli spesi per produrlo.
Ps. Il cast inglese è composto da ben 3 attori che hanno partecipato alla saga di Harry Potter: il protagonista Rhys Ifans (Xenophilius Lovegood), David Thewlis (Prof. Lupin) e Jamie Campbell Bower (Grindelwald).
Consigli: Non esattamente un film brillante, ma per chi ama le storie di epoca elisabettiana con sontuosi costumi e una buona ricostruzione scenica, questo è sicuramente un prodotto di valore. Se, invece, si guarda alla trama, meglio essere preparati. E clementi...
Parola chiave: Incesto.

Trailer

Ric

Film 340 - Amici di letto

Commedia americana su sesso vs amore. Chi la spunterà?


Film 340: "Amici di letto" (2011) di Will Gluck
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Dalla stessa mano che ha diretto "Easy A"(o "Easy Girl" che dir si voglia), un'altra commedia spensierata e divertente, anche se questa volta meno piacevole e tagliente.
Delusi dalle precedenti storie d'amore appena terminate, quando si conoscono Dylan/Justin Timberlake e Jamie/Mila Kunis capiscono che potrebbero avere la soluzione ai loro problemi: sesso senza amore. Una formula più e più volte tentata e analizza dal cinema - a quello americano pare piacere parecchio - che, di recente, ha prodotto il non proprio stupefacente "Amici, amanti e..." (notare la fantasia italiana che ci stupisce con un titolo vagamente simile a quello di questa pellicola...) col duo Ashton Kutcher e la collega della Kunis in "Black Swan" Natalie Portman.
Anche in questa pellicola, seppure un certo humor frivolo di fondo aiuta ad arrivare fino in fondo, non fa pieno centro e risulta piacevole soprattutto nel primo tempo, quello più leggero e provocatorio. Inutile dire che nel secondo tempo si lascerà spazio ad amore, sentimenti, famiglia, malattia. Del resto pare che la commedia per far riflettere lo spettatore debba per forza piombare nella banalità o nel patetico.
Comunque la pellicola è godibile, i tuoi attori protagonisti sono decisamente in forma e perfetti per il ruolo, freschi e piacevoli, divertiti e divertenti. Pare che l'alchimia ci sia davvero.
Un buon cast di comprimari fa il resto: Patricia Clarkson ("Easy A", "Shutter Island"), Richard Jenkins ("L'ospite inatteso"), Woody Harrelson ("Assassini nati", "Benvenuti a Zombieland", "2012"), Jenna Elfman ("Dharma & Greg") e la stessa Emma Stone di "Easy A" (ma anche "Benvenuti a Zombieland", "Crazy, Stupid, Love." e il prossimo "The Help").
Tutto sommato si vede volentieri e ci si lascia corrompere da un certo voyeurismo nei confronti dei bei protagonisti. Niente di sensazionale, però si lascia vedere.
Consigli: Perfetta commedia svuota cervello, assolutamente da vedere per gli amanti del genere (o dei due protagonisti).
Parola chiave: Flash mob.

Trailer

Ric

mercoledì 7 dicembre 2011

Film 339 - Inception

Dovevo rivederlo prima o poi...


Film 339: "Inception" (2010) di Christopher Nolan
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Comprato il dvd qualche tempo fa, ho approfittato di una serata in casa per rivedere uno dei film che più ho apprezzato la scorsa stagione.
Potente sia visivamente che a livello di trama, musiche fantastiche e un cast da far brillare gli occhi degli appassionati, "Inception" è un gioiello della cinematografia contemporanea, nonchè avanguardia - dal mio punto di vista - per la regia di Nolan, sempre più lanciato in esperimenti filmici di alto livello. Dopo aver riportato in auge la Gotham City di Batman e aver partecipato alla stesura della sceneggiatura del nuovo Superman di Zack Snyder "Man of Steel" (2013), il regista incanta con una pellicola ad elevatissimo budget (160 milioni di $) che per molti aspetti si potrebbe definire blockbuster, ma anche solo grazie alla sceneggiatura riesce ad elevarsi rispetto alla semplice definizione di film commerciale che, di certo, non rappresenta appieno questa pellicola.
Spettacolare e contorto, un sogno nel sogno che tiene col fiato sospeso lo spettatore che, attento, non riesce a staccare gli occhi dal video. una serie infinita di set, location vere e digitali, camere d'albergo che ruotano, contraccolpi per il risveglio, inseguimenti e rischi da film d'azione e suspance degna di un buon thriller.
Inutile dire quanto abbia avuto piacere di rivedere "Inception" per mille motivi che non si possono elencare. E' più facile consigliare, a chi vuole, di vederlo per lasciarsi affascinare. Il finale sarà agrodolce.
Ps. 4 Oscar: fotografia, effetti speciali, missaggio e montaggio sonoro. $825,532,764 di incasso mondiale senza l'escamotage del 3D.
Film 156 - Inception
Film 1062 - Inception
Consigli: Seguire attentamente, usufruire del dolby surround e godersi la colonna sonora. Tecnicamente superiore.
Parola chiave: 528491.

Trailer

Ric

giovedì 1 dicembre 2011

Film 338 - Notte folle a Manhattan

Tra la spesa di un post giornata lavorativa, anche il dvd di una commedia che avevo visto l'ultima volta sul grande schermo della city di Londra...


Film 338: "Notte folle a Manhattan" (2010) di Shawn Levy
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Era il caso di recuperare qualche battuta persa a causa della lingua inglese. Così attrezzato di dvd originale, non ho saputo resistere al richiamo di questo "Date Night" con la mia adorata Tina Fey come protagonista. E, devo dirlo, il film mi è piaciuto anche se doppiato con voci oscene.
Divertente soprattutto grazie ai due protagonisti (lui è lo Steve Carell di "Crazy, Stupid, Love.") e ad una serie di comprimari di primo livello (Mark Wahlberg ha la parte da spalla migliore), rivedendolo ho notato che alla pellicola hanno partecipato un sacco di attori che fino ad un anno fa non avevo idea di chi fossero. Alcuni esempi sono Leighton Meester ("Gossip Girl", "Monte Carlo") Kristen Wiig ("Le amiche della sposa") e Mila Kunis ("Il cigno nero", "Amici di letto"). Tra i già famosi, invece, troviamo James Franco, Taraji P. Henson, Mark Ruffalo.
Carino, divertente, spassoso (la gag di taxi e macchina incastrati mi ha fatto ridere anche questa volta!) e non volgare, è adatto ad una serata che necessita di trascorrere nel più piacevole dei modi. Promossissimo.
Ps. $152,269,033 di incasso nel mondo.
Film 111 - Notte folle a Manhattan
Film 711 - Notte folle a Manhattan
Film 1174 - Notte folle a Manhattan
Consigli: Se lo scopo è divertirsi senza pensieri questa non può che essere la pellicola ideale per raggiungere lo scopo. I due protagonisti sono da ammirare specialmente per la loro capacità (innata?) di riuscire a recitare anche solo con le espressioni del viso e già solo per questo valgono il valore del film.
Parola chiave: Tripplehorns.

Trailer

Ric

Film 337 - Sex List

Il numero 20 come punto di non ritorno, spia allarmante di una vita sessuale troppo disinibita che comprometterà per sempre la possibilità di trovare il vero amore. Stronzata? Sì, ma divertente!


Film 337: "Sex List" (2011) di Mark Mylod
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: "What's Your Number?" ovvero il mistero dei due titoli italiani di questo film. A sinistra lo sfidante "Sex List" e, ad opporglisi a destra, il campione in carica "Prima di te". Nonostante qualche ricerca non mi è dato sapere quale dei due sia effettivamente il titolo usato per il nostro mercato. Su Wikipedia si trova il primo, su IMDb.com troviamo il secondo. Mistero. Di fatto, comunque, entrambi i titoli sono orrendi e di una banalità sconcertante. Aggiungo che, in realtà, il primo dei due era già stato usato per "Sex list - Omicidio a tre" (titolo originale "Deception"), pellicola del 2008 con il triangolo Ewan McGregor-Hugh Jackman-Michelle Williams che globalmente nessuno ha considerato. Forse questo ha inciso in qualche modo nella scelta di un nuovo nome da assegnare alla pellicola con Anna Faris.
Ma torniamo a noi: com'è questo "What's Your Number?"? Carino, divertente, spiritoso, scacciapensieri. Niente di più, niente di meno. A parte la bagarre sulla titolazione di questo lungometraggio, devo dire che non ho assistito a grandi conflitti interiori guardando i 106minuti di pellicola. Non certo profondo, né riflessivo, gioca più che altro sul potenziale comico della sua protagonista Anna Faris (già vista in commedie come "La coniglietta di casa", "La mia super ex-ragazza" e tutti i 4 "Scary Movie") e sulla figaggine pompata di Chris "Capitan America" Evans, tanto per rendere appetibile il prodotto ad ogni target umano.
Non ha funzionato, però, il mix di gag comiche, scene di nudo, ex fidanzati improbabili e madri pazze (Blythe Danner) per salvare il film dal disastro al botteghino: $29,433,010 incassati in tutto il mondo, ben poca roba per una romantic comedy. Sarà che il genere è in declino o i due protagonisti non sono proprio famosissimi, comunque a mio parere è un film che si lascia vedere tranquillamente. E ci scappa pure qualche risata.
Film 1189 - (S)ex list
Consigli: Classica pellicola da cervello spento, perfetta per curare ogni malumore di stagione. In compagnia o da soli non fa differenza, si ridacchia comunque.
Parola chiave: 20.

Trailer

Ric

mercoledì 30 novembre 2011

Film 336 – L'amore all'improvviso - Larry Crowne

Le premesse non erano esattamente fantastiche, ma perchè non dare una possibilità a due che per decenni hanno saputo intrattenere il pubblico cinematografico mondiale?


Film 336: "L'amore all'improvviso - Larry Crowne" (2011) di Tom Hanks
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Daniele
Pensieri: Dopo alcuni episodi tv e un altro lungometraggio (“Music Graffiti” del 1996) Tom Hanks torna alla regia di un film – che scrive insieme alla Nia Vardalos, famosissima per “Il mio grosso grasso matrimonio greco”, di cui Hanks era produttore – che, in sostanza, non ha nulla da raccontare.
Larry Crowne, più volte impiegato del mese e più facilmente scambiato per ritardato e disadattato sociale, viene licenziato dal posto di lavoro perché non ha fatto l’università. Deciderà, quindi, di rimboccarsi le maniche per rimettersi in carreggiata e cominciare una nuova vita. E, già che c’è, rimorchiare anche la disillusa professoressa Julia Roberts, detentrice del corso che, pare, cambia la vita di Larry.
In sostanza si gioca di incontri fortuiti. Larry Crowne non sa niente di nulla. Al suo primo giro in un’università incontra il rettore che lo indirizza a (ben) quattro corsi che gli permetteranno di cavarsela nel suo futuro slancio verso una vita migliore. Beccherà a) il corso con la Roberts che, appunto, gli cambierà la vita; b) certi compagni di corso troppo cool perché gironzolano in moto per la città che lo tireranno subito in mezzo e gli rifaranno pure il look; c) i corsi giusti di economia per potersi liberare di una casa ormai troppo grande per lui che affibbierà alla banca; d) l’amore della prof Roberts. Tutto questo, il nostro protagonista, lo ottiene senza far nulla. E’ vero, per carità, che all’università lui si applica e nel frattempo lavora pure, ma non può essere che nella vita tu proceda solo per culo. O sbaglio?
Sarà anche che io difetto di simpatia per chi è palesemente troppo fortunato, comunque questo “Larry Crowne” (l’altra parte di titolo l’hanno, ovviamente, aggiunta i distributori italiani con la solita creatività che li distingue) non mi è piaciuto. La banalità semplicistica della trama è sconcertante e lascia un po’ basiti che uno come Hanks, che è riuscito a salvare una barba mortale come “Cast Away”, sia caduto ingenuamente nella trappola star+star = successone al botteghino.
Già, perché questa pellicola è stata un clamoroso flop praticamente ovunque (52.4 millioni di $ incassati in tutto il mondo), segnale forte e chiaro che al pubblico Julia Roberts ha un po’ rotto le palle. Non posso dire che questo sia totalmente vero riguardo a Tom Hanks visto che “Il codice Da Vinci” & co. sono stati piuttosto floridi in quanto ad incassi, ma per colei che per anni è stata l’incarnazione vivente della fidanzata ideale americana, si può dire che sia da tempo giunto un evidente declino. L’ultimo suo successo commerciale è stato “Mangia Prega Ama” che, nonostante la notorietà del libro da cui è tratto, nel mondo non è riuscito a superare nemmeno i 200milioni di $. Un vero smacco per una che, un tempo, arrivava 256mln (“Erin Brockovich – Forte come la verità”, 2000), 309mln (“Se scappi ti sposo”, 1999) o 363mln (“Notting Hill”, 1999)… Non certo pellicole dalle trame intense, complesse o straripanti di originalità, eppure clamorosi incassi al box office. Julia, insomma, non è più sinonimo di certezza commerciale.
Sarà, dunque, che i due vedono le loro stelle un po’ appannate, comunque questa pellicola di certo non ha aiutato loro né si è distinta per creatività o originalità. Poi, per carità, vederla non uccide nessuno, ma è anche vero che, se si vuole raccontare qualcosa, sarebbe meglio ci fosse, appunto, qualcosa da dire. E qui non c’è.
Ps. Hanks non dimentica la moglie Rita Wilson (famosa per essere sua moglie) e le regala una piccola parte nella pellicola nel ruolo di impiegata della banca.
Consigli: Niente di nuovo sotto il sole. Un film che, più che altro, va visto se si è fan della coppia di attori o, quantomeno, di uno dei due. Ma non aspettatevi niente di che, davvero.
Parola chiave: Riscatto.

Trailer

Ric

martedì 29 novembre 2011

Film 335 – Crazy, Stupid, Love.

Amando il genere avevo veramente voglia di vedere questo film, sin da quando era uscito qualche tempo fa negli USA. Ed ecco che la cena del martedì si è rivelata utilissima scusa per una visione tra amici.


Film 335: "Crazy, Stupid, Love." (2011) di Glenn Ficarra, John Requa
Visto: dalla tv del Puffo
Lingua: italiano
Compagnia: Michele P., Andrea, Andrea Puffo
Pensieri: Passando da una commedia oscena (“Film 334 – Ma come fa a far tutto?”) a una fatta per benino è inutile dire che la differenza si sente alquanto.
Innanzitutto c’è una trama. Il che è già qualcosa. Poi c’è un buon cast fatto di veri comprimari – e non un attore e centomila attori spalla con più o meno la stessa capacità incisiva di un vaso da frutta – e un piglio scanzonato che accompagna tutta la bizzarra vicenda. Già, perché quando credi di aver capito tutto di "Crazy, Stupid, Love", ecco che la trama vira inaspettatamente su un particolare che mai ti saresti aspettato sarebbe diventato il perno fondamentale della vicenda.
Ecco, quando capita che in una pellicola la trama riesca a stupirmi con un qualcosa di inaspettato allora è fatta, non potrò non pensare che – almeno quella particolare cosa – mi ha davvero conquistato. Qui vale questo principio. Ovviamente non posso rivelare di cosa si tratta, altrimenti si rovinerebbe la trama a chi desidera vederlo.
Inoltre, devo dirlo, partivo sicuramente interessato per via del cast di ottimi attori che la pellicola raccoglie: Emma Stone e Ryan Gosling in primis, poi Julianne Moore, Marisa Tomei, Steve Carell e Kevin Bacon a formare un gruppo che pare decisamente affiatato.
Spiritosa e divertente antologia sul come ricominciare daccapo (anche la storia di una vita), è ovvio anche dal titolo che il protagonista principale delle vicende sia l’amore, sia quello per il proprio partner che per la famiglia. In un periodo in cui ci si focalizza molto su sé stessi è inconsueto trovare un film che tratti tanto spontaneamente di un sentimento così complesso. Mi ha colpito la cosa soprattutto nella figura del figlio della coppia Carell-Moore, che sa con certezza che il padre e la madre sono anime gemelle e che, nonostante la scappatella di lei e l’attuale separazione dei genitori, sa per certo che nel futuro i due sono destinati a tornare insieme. Stranamente non ho trovato patetica la cosa, ma piuttosto una speranza che chiunque possa riconoscere prima o poi chi fa veramente per lui. Ovviamente il ragazzino stesso sa di amare qualcuno, ma solo il tempo saprà confermargli di essere nel giusto.
Insomma guardare questo film è stato piuttosto piacevole, con Carell sempre grande protagonista grazie a una mimica e un’aria sottomessa da ipersfigato che solo lui sa portare così bene. Ottimo Gosling, perfetta incarnazione dello sciupafemmine macho e tanto etero, metamorfosi non da poco per uno che non è certo diventato famoso per la sua fama di sex symbol...
Emma Stone sempre più lanciata verso il ruolo di principessina della commedia USA più seria (leggere con una trama), scippando il posto alla sparita (per incombenze di maternità, suppongo) Katherine Heigl - fino all'anno scorso unica regina della commediola scacciapensieri che tanto mi piace seguire e guardare -, conferma anche con questo ruolo di essere perfettamente in grado di apparire bella, simpatica, intelligente e con una certa attitudine recitativa tutto - pensa un po'! - interpretando un unico ruolo. Dopo ruoli minori in "La coniglietta di casa" e "La rivolta delle ex" e un paio di ruoli davvero azzeccati ("Benvenuti a Zombieland", ma soprattutto "Easy Girl"), la Stone centra in pieno due titoli che sbancano il botteghino mondiale (questo film e "The Help", inaspettato successo da $168,231,632 incassati solo in America, da noi il 20 gennaio 2012) e si candida davvero a diventare una delle promesse del genere glam-comedy più in vista del momento.
Per chiudere il cerchio e tornare al nostro 'crazy, stupid' movie, aggiungo che il ruolo di Marisa Tomei è veramente divertente e lei sa renderlo 'weird' ed eccentrico quanto basta per far si che rimanga ben impresso nella mente. Sempre bravi, infine, la Moore e Bacon, meno brillanti qui a causa dei due ruoli infelici.
Per concludere direi: bel film, divertente e piacevole da guardare, commedia romantica sui sentimenti e sulla ricerca dell'anima gemella. Forse il periodo per me è propizio, ma diciamo che sono sensibile all'argomento. Forse per questo, di fatto non mi è parso banale e troppo scontato il modo in cui l'argomento (più che trito, ormai) è stato trattato. Lo rivedrei.
Nel mondo "Crazy, Stupid, Love." ha incassato 142.7 milioni di $.
Consigli: Chi ha perso l'amore, chi cerca l'amore, chi l'amore l'ha trovato, chi ama e non è ricambiato. Banale, forse. Già sentito, forse. Eppure per tono, trama, attori e risultato finale, questa pellicola mi è molto piaciuta. E sotto le feste un film come questo è sempre un'ottima compagnia. Per chi è solo e chi non lo è.
Parola chiave: Hannah.

Trailer

Ric

Film 334 – Ma come fa a far tutto?

Un clamoroso insuccesso al botteghino americano per una commediola che tenta la fortuna ricorrendo sempre ai soliti elementi. Ormai non molto vincenti…


Film 334: " Ma come fa a far tutto?" (2011) di Douglas McGrath
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Sarah Jessica Parker dovrebbe ormai aver imparato che non si vive di rendita tutta la vita. Dico dovrebbe perché il secondo capitolo di “Sex and the city”, dopo il clamoroso successo del primo (più di 400 milioni di $), ha incassato a malapena la metà del suo predecessore con, inoltre, annesse critiche molto pesanti alle 4 protagoniste di cui a capo sappiamo esserci proprio la nostra cavallona. Passare da quattro Golden Globes e un Emmy a un Razzie Award come peggiore attrice dell’anno non è esattamente ciò che si definisce un salto di qualità. E la nostra anoressica equina amica avrebbe dovuto capire che, per impegnarsi a non ripetere lo scivolone, sarebbe dovuta correre ai ripari.
Peccato che la sua mossa successiva sia questa pellicola fiacca e loffia, moscia come un qualunque soufflé che ha deciso di sgonfiarsi dopo una buona premessa di partenza. Già perché se l’idea della madre tuttofare che però non vuole rinunciare alla carriera ha un sapore di stantio che è inutile parlarne, diciamo che dal trailer si poteva sperare in un piglio più innovativo, proprio, se mi è concesso, alla “Sex and the city”.
Ma no, qui non c’è nulla delle magnifiche quattro ragazzone attempate e arrapate e, anzi, l’approccio un po’ glam un po’ sbarazzino serve solo ad attirare i poveretti che, come me, avevano voglia di ancora un po’ del tanto conosciuto tocco al ‘carrie’.
Si potrebbe dire, invece, che di tutte le trovate (plausibilmente) piacevoli sulla carta – per es. tutto ciò che non è Sarah J. fermo immobile e la nostra eroina di casa che interloquisce direttamente con il pubblico; la lista delle cose da fare il giorno dopo che appare sul soffitto; le ‘interviste’ quasi alla reality show degli altri personaggi come la mamma rivale per rivelare qualcosa in più sulla psicologia degli altri personaggi – non ce ne sia una che aiuti la pellicola a risultare omogenea nel suo insieme. Tutto un calderone di espedienti mal mescolati che lasciano, alla fine, un’idea di discontinuità e di non omogeneità della struttura narrativa.
Sarah J., poi, incarna sempre la solita fighetta chic alto borghese (anche in “La neve nel cuore”, uno dei film più brutti ed assurdi che abbia mai visto nella mia vita) che necessita di trovare sé stessa nell’uomo che ama, la coccola e le da sicurezza. Se, per una volta, osasse davvero cambiare un ruolo cinematografico – anche fallendo, per carità… Tanto è evidente che anche interpretando sempre lo stesso personaggio non si sta aiutando – potrebbe tentare, anche, di staccarsi di dosso questa immagine sempre uguale negli anni del suo personaggio che, ormai, vive di pari passo a lei nella realtà.
Insomma, film brutto e assolutamente inutile, che merita il poco successo (a malapena 9 milioni di $ di incasso negli USA…) che ha avuto in patria e nel resto del mondo.
E, abbiamo visto, Sarah J. non ha per niente imparato la lezione.
Consigli: Evitare, evitare, evitare! C’è una Sarah Jessica assolutamente più interessante in film come “Ed Wood” e “Hocus Pocus” o “Il clu delle prime mogli”. La attendiamo nel prossimo “Capodanno a New York” (no, per carità, non è un nuovo cinepanettone, ma il nuovo film di Garry Marshall – seguito naturale di “Appuntamento con la’more” – il cui titolo originale è “New eyar’s eve”) per vedere se, in effetti, qualcosa è cambiato…
Parola chiave: Famiglia.

Trailer

Ric

domenica 27 novembre 2011

Film 333 - This Must Be the Place

Si parla da un bel po' di questa pellicola. Era impossibile ignorarla!


Film 333: "This Must Be the Place" (2011) di Paolo Sorrentino
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Claudia, Ramona
Pensieri: Ultimamente mi sono accorto che seguo con più attenzione progetti cinematografici italiani. Per quanto questa pellicola sia di ben più ampio respiro, rimane il fatto che la regia è del napoletano Paolo Sorrentino ("Le conseguenze dell'amore", "Il divo"), la sceneggiatura, oltre che del regista stesso, è di Umberto Contarello ("Questione di cuore", "Lascia perdere, Johnny!"), il montaggio di Cristiano Travaglioli ("Il divo", "Fascisti su Marte") e la fotografia di Luca Bigazzi (5 David di Donatello per la Miglior fotografia di film come "Pane e tulipani", "Le conseguenze dell'amore", "Romanzo criminale", "Il divo"). Insomma, non manca l'impronta nostrana.
Più simile ad una pellicola indipendente per taglio e storia - ma non certo per budget (€25,000,000) - "This Must Be the Place" è un film dalla trama non facile, raccontata però con una certa leggerezza infantile di fondo. Non vengono sminuiti gli avvenimenti, ma si segue il protagonista Cheyenne/Sean Penn, ex rock star in ritiro, probabilmente bruciato da anni di droghe e alcol (molto Ozzy Osbourne style), che procede nella sua vita seguendo ritmi tutti suoi.
Ragazzino per molti aspetti, necessita delle cure della moglie Jane/Frances McDormand che lo segue e lo ama quasi da non capacitarsene. I loro ritmi sono sincroni e si capisce fin da subito che affetto e stima sono incondizionati. Entrambi hanno bisogno dell'altro per andare avanti. Anche per questo sarà difficile intraprendere il cammino - da alcuni definito 'on the road' - per Cheyenne verso New York fino alla casa del padre morente che non vede da decenni. Rapportarsi con una realtà ormai estranea e dimenticata, ripercorrere il problema dell'accettazione in famiglia e riprendere in mano dopo tanto tempo il rapporto con il genitore - ma all'arrivo il padre sarà già morto - saranno solo gli spunti iniziali della storia.
La pellicola tratta essenzialmente il percorso di formazione del nostro strambo eroe, alla ricerca del nazista che per anni ha ossessionato la memoria del padre che desiderava ritrovarlo dopo gli anni passi nei campi di concentramento. L'atteggiamento leggero di Cheyenne aiuterà a portare avanti la storia senza la pesantezza che ci si potrebbe aspettare da tematiche così difficili. Non si parla di superficialità, chiaramente, ma di un atteggiamento verso la vita che riflette un approccio disilluso e calmo, basato sulla certezza delle cose concrete (amore, amicizia, musica) che ci aspettano una volta compiuta la 'missione'.
Simpatico ed antieroe quanto basta, Sean Penn riesce a non risultare ridicolo in abiti così sopra le righe e, anzi, fa tenerezza e piace proprio per la sua caparbietà e bontà di adulto regredito a bambino. Una prova difficile che l'attore, forse già formato dall'esperienza di "Mi chiamo Sam" di 10anni fa, supera facendo davvero la differenza per il film. Se, infatti, il campionario di attori-spalla non fa mancare niente (c’è anche David Byrne che interpreta sé stesso), è anche vero che senza l’attore due volte premio Oscar l’opera di Sorrentino non sarebbe mai risultata tanto interessante e piacevole da seguire, nonostante il ritmo non certo incalzante.
Appassionandosi a Cheyenne, alle sue stramberie, i suoi riti e i suoi demoni, si percorre insieme la strada fino al momento in cui, sul finire della storia, ci si accorgerà che il nostro protagonista è davvero cresciuto, tanto da non necessitare più della maschera che per anni ha dovuto indossare per affrontare una quotidianità che, senza alcol o droghe, non è poi tanto ‘rock’. Senza mai dimenticare, però, l’amore, gli amici e la (buona) musica.
Consigli: Quasi, biografia romanzata di un vero rockettaro, tra lavoro di introspezione e ricerca di demoni del passato (non per forza solo interiori), un piacevole film che si costruisce tutto sul fantastico lavoro di Sean Penn. Per chi ama l’America ‘da strada’ non può che essere un film da vedere.
Parola chiave: Mordecai Midler.

Trailer

Ric

Film 332 - The descent - Discesa nelle tenebre

Alla ricerca di un horror d'effetto prima di andare a dormire... Saggi?


Film 332: "The descent - Discesa nelle tenebre" (2005) di Neil Marshall
Visto: dal computer di Marco
Lingua: italiano
Compagnia: Marco (Mi)
Pensieri: Ricordo perfettamente che a suo tempo al cinema guesto film mi aveva fatto davvero una paura (inaspettata) pazzesca! Tra il senso di disgusto per gli abominevoli viscidi esseri delle caverne, il senso di claustrofobia tra un anfratto e l'altro e la sempre presente angoscia causata dal buio e dal momento so-che-sta-per-succedere-qualcosa-di-brutto, questo "The Descent" mi aveva sorpreso per l'inaspettata vena decisamente horror.
Non solo promesse da buon trailer e poster accattivante, insomma, ma una buona performance a livello generale che mi ha lasciato un buonissimo ricordo di questa pellicola. Ovviamente una visione cinematografica non è equivalente a quella casalinga su pc, ma comunque il film fa decisamente il suo dovere!
Attrici sconosciute, atmosfere primordiali inusuali per un film dell'orrore di oggi, un montaggio ad hoc e una trama ben architettata regalano allo spettatore brividi e piacevoli spaventi che, alla fine, si ricorderanno con soddisfazione. Il finale, poi, non tradirà l'impostazione scelta per tutta la pellicola.
Nel complesso un bel lavoro e, nel genere, un horror che finalmente fa davvero paura!
Consigli: Per chi ha voglia di essere spaventato da una bella storia. Non convenzionale e innovativo quanto basta. Qualche bel brivido è assicurato.
Parola chiave: Grotte di Borhem.

Trailer

Ric

sabato 26 novembre 2011

Film 331 - Melancholia

Sabato sera di cinema impegnato con un film di cui si è tanto sentito parlare. Inevitabile la visione...


Film 331: "Melancholia" (2011) di Lars von Trier
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Gloria
Pensieri: L'ultimo film di Lars von Trier ha un cast insolitamente glam per lo standard del regista. Non cambia, però, l'impronta, il suo inconfondibile stile.
E' una strana pellicola, composta da una struttura narrativa divisa in tre parti (prologo, primo e secondo capitolo) di cui la prima è, a mio avviso, quella più interessante e sperimentale.
Giocando d'anticipo, il regista racconta - in maniera lentissima - nei primi cinque minuti quello che vedremo nelle successive due ore. Suggestive immagini in slow(slow)motion, colpiscono l'occhio dello spettatore e rimangono impresse, forse come manifesto più rappresentativo di un'opera non facile come questa.
Visivamente potente, se non visionario, perde parte del suo appeal - specialmente nella seconda parte - a causa della lenta narrazione. La depressione pre e post matrimoniale non è certo un argomento allegro, ma il malumore di Justine/Kirsten Dunst all'inizio non è solo non chiaro, ma quasi irritante. Il collegamento con la rigida figura materna e il superficiale rapporto con il padre (farfallone) offrono in corso d'opera una possibile spiegazione del rigetto viscerale del vincolo matrimoniale nella novella sposa.
Il pianeta Melancholia avanza e risulterà fatale simbolo di liberazione da depressione e angoscia, tanto che la più coraggiosa (come la luna influenza le maree, così pare che il pianeta influenzi Justine) risulterà proprio colei che fino a quel momento pareva la più vulnerabile. Arresa al suo destino, consapevole che non c'è via di scampo, la ragazza accetterà la (letterale) fine del mondo accompagnando gli altri per mano, con un'evidente inversione di ruoli rispetto alla prima parte della pellicola.
Al contrario, la coppia Gainsbourg-Sutherland finirà per passare dall'immagine solida e collaudata dell'inizio ad una scissione dei due individui con vigliacco gesto di dipartita da parte di lui. Particolare disprezzo per la figura del marito John/Sutherland, quindi, sarà inevitabile.
La bellezza intrinseca di "Melancholia" è la capacità che la pellicola ha di sviscerare il vero io delle persone. Alla resa dei conti i personaggi non potranno che rivelarsi per ciò che sono, seguendo la loro vera natura. Che sia l'influenza del pianeta o l'inarrestabile consapevolezza che tutto sta volgendo al termine, ognuno è costretto a confrontarsi con le proprie paure e le proprie domande, consapevole che il tempo a disposizione (per trovare le risposte) è decisamente breve. Il risultato sarà a tratti desolante, ma decisamente vero.
Ps. E' stato piacevole seguire la proiezione della pellicola in lingua originale, ma devo ammettere che la voce della Gainsbourg l'ho trovata spesso fastidiosa.
Pps. Il film ha vinto a Cannes 2011 il premio per la Miglior attrice Kirsten Dunst, che, dopo anni un po' appannati, torna in grande stile alla ribalta del cinema mondiale.
Consigli: Potente nelle immagini e fortissimo nel prologo, prosegue a ritmo lento. Non è una storia facile, ma può aiutare a porre interrogativi che, forse, normalmente non ci porremmo mai: io, se fossi al loro posto, cosa farei? Bella colonna sonora.
Parola chiave: Magic cave.

Trailer

Ric

venerdì 25 novembre 2011

Film 330 - Nuovo Cinema Paradiso

Un classico che mi mancava.


Film 330: "Nuovo Cinema Paradiso" (1988) di Giuseppe Tornatore
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Alcuni sanno del mio profondo scetticismo riguardo al cinema italiano. Non mi convinco facilmente ad intraprendere la visione di una pellicola nostrana se non quando ho validi motivi che mi spingano a farlo.
"Nuovo Cinema Paradiso" è uno di quei film di cui senti parlare fin da bambino, di cui forse hai visto qualche spezzone ma non te ne ricordi, di cui sai che l'Italia va fiera per il generale consenso internazionale che la pellicola ha ottenuto (l'apogeo: Oscar come Miglior film straniero nel 1989). Nonostante tutto, lo ammetto, mi sono approcciato a questo film con diffidenza e scetticismo.
Ebbene, devo dire che - nonostante alcuni aspetti tecnici a volte un po' 'artigianali' (per esempio, il trucco per invecchiare le persone, al giorno d'oggi, risulta obsoleto) - ho apprezzato infinitamente il film, che ha toccato il mio lato romantico oggi più che mai bisognoso di attenzioni.
Se devo pensare, infatti, al primo aggettivo da associare a "Nuovo Cinema Paradiso" che mi viene in mente devo proprio dire 'romantico'. L'amore tra due persone, l'amicizia vera, la famiglia (di un profondissimo sud), l'affetto per le persone e, soprattutto, una folle dichiarazione d'amore per il cinema! Baci, baci e ancora baci in una carrellata di passione censurata da un simpatico parroco che al minimo segno d'affetto richiede il taglio della scena dalla pellicola. Sarà la rivolta della passione (castissima) a chiudere una storia che, nonostante la sua semplicità, non lascerà indifferenti.
Sogni e passioni si incrociano nel racconto della vita di Salvatore, detto Totò, e di chi per primo lo avvicinerà al mondo del cinema, Alfredo/Philippe Noiret. Sarà colpo di fulmine (per il cinema) e l'inizio di un'amicizia forte e profonda (con Alfredo). In mezzo infanzia, adolescenza, amori, ricordi, lutti e un paesino da cui si scappa per non fare mai più ritorno. O quasi.
Consigli: Colonna sonora di Morricone davvero d'effetto, accompagna le scene in maniera magistrale. Non può che essere un valore aggiunto ad un film che, credo, valga la pena di essere visto.
Parola chiave: Funerale.

Trailer

Ric

martedì 22 novembre 2011

Film 329 - Il gioiellino

Avevo letto che questo film era praticamente passato inosservato al cinema, nonostante il buon cast e la vicenda a cui si ispira sia decisamente nota in Italia. Volevo capire perchè.


Film 329: "Il gioiellino" (2011) di Andrea Molaioli
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Interessante rappresentazione (chissà quanto veritiera) ispirata alla vicenda Parlmalat che, qualche anno fa, ha sconvolto la realtà italiana.
Buona la capacità recitativa del cast ed effettivamente appropriata la scelta degli attori (anche se il modo di parlare della Felberbaum mi rimane antipatico. L’essere madrelingua inglese, comunque, le fa fare un figurone) per ruoli nella maggior parte di un’innata antipatia.
Ricordare, ripercorrere o venire a contatto per la prima volta con la vicenda ispirante lascia di stucco per l’ingenuità con cui viene gestita dai protagonisti (si parla ancora di falsisificare cancellando con il bianchetto o di fare copia-incolla con forbici e vera colla, il che nell’ottica di oggi rende tutto ancora più ridicolo, quasi giocoso). Incompetenza, mala gestione e problematiche sottovalutate, a braccetto con la strizzatina d’occhio tanto peculiarmente nostrana, conduce all’autogol che porterà al crollo di un impero che si pensava invincibile.
Sconvolgono i momenti prima degli arresti: tutti uniti nella distruzione della documentazione probante il rigonfio dei bilanci. Il disgusto è inevitabile.
Atmosfere cupe per un prodotto filmico di qualità che vale la pena di guardare, se non altro per farsi ulteriormente un’idea di ciò che è o potrebbe essere accaduto tra le mura del colosso di Collecchio.
In generale la pellicola offre un quadro chiaro della vicenda e, nell’insieme, rappresenta uno scandalo interessante da analizzare dal punto di vista psicologico e sociale. Le dinamiche interne sono trattate con intelligenza e ordine, tese a dare un’idea completa degli avvenimenti che hanno portato al famosissimo ‘crac’.
Consigli: Interessante e ben costruito. Bravo, come sempre, Toni Servillo. Da vedere.
Parola chiave: Valori.

Trailer

Ric

lunedì 21 novembre 2011

Film 328 - La pelle che abito

Cinema d'autore per una serata di chiacchiere tra amici.


Film 328: "La pelle che abito" (2011) di Pedro Almodóvar
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Claudia
Pensieri: Non so se si possa dire ad alta voce di un film del grande Almodóvar ("Volver" è ancora qui), ma questa sua ultima fatica mi ha fatto veramente schifo.
Usando quest'espressione forte voglio più che mai sottolineare quanto questa pellicola sia andata lontano dalle mie aspettative e, anzi, le abbia tradite spingendosi - a mio avviso - attraverso imbarazzanti percorsi narrativi. Studiare la natura umana, comprese le sue perversioni o aberrazioni, può sempre avere un senso se dietro c'è uno scopo (narrativo, nell'ambito cinematografico). Qui, per quanto con Claudia ci si sia interrogati, il fine ultimo di raccontare questa storia non è stato trovato.
Tra un nonsense e un personaggio imbarazzante, un folle progetto e una trama a tratti ridicola, si finisce per non digerire questo "La piel que habito", bizzarro progetto che fatico tuttora a collocare in uno spazio ben definito. Folle? Ambizioso? Sopra le righe? Strampalato? Io l'ho trovato brutto e senza nulla da raccontare che non fosse l'evento scatenante della storia: chirurgo plastico rapisce per vendetta l'uomo che crede abbia stuprato la figlia e, pian piano, lo 'tramuta' in donna.
Non si può vivere di singoli shock narrativi, bisogna poi avere una trama, qualcosa da raccontare. A mio avviso, qui non c'è.
Consigli: Con tutti i bei film di Almodóvar che ci sono, questo può essere serenamente tralasciato.
Parola chiave: Vendetta.

Trailer

Ric

lunedì 14 novembre 2011

Film 327 - Un tè con Mussolini

Film del martedì tra tè e cenni storici.


Film 327: "Un tè con Mussolini" (1999) di Franco Zeffirelli
Visto: dalla tv del Puffo
Lingua: italiano
Compagnia: Marco C., Andrea Puffo, Andrea, Diego
Pensieri: Arzille vecchiette anglofone risiedono a Firenze frequentando i giri migliori e godendosi il piacere della vita italiana. Sconvolge l'idillio la guerra.
Mussolini creduto eroe ed innovatore da una parte, dall'altra la vita sconvolta del popolo e, in questo particolare caso, delle signore inglesi che diventano, di fatto, nemiche della Patria.
Cuore della vicenda le storie di queste magnifiche signore (Maggie Smith, Judi Dench, Joan Plowright, Cher, Lily Tomlin) che, tra un'inamicizia e un ricredersi, una passione e un affetto e, soprattutto, l'amore per un bambino, attraversano gli orrori della guerra a modo loro. Come dirà in battuta finale Lady Hester Random/Maggie Smith, neanche la guerra e i tedeschi riusciranno a farle soccombere.
Un bel battaglione di star per Zeffirelli che amministra il tutto con un certo piglio da esportazione. Grandi nomi, ovviamente, richiamo pubblico, ma c'è da dire che la produzione investe in costumi ed effetti speciali come difficilmente si vede fare per una produzione italiana. Lo sforzo è premiato: i 12 milioni di dollari che richiede la pellicola, solo in America vengono ampiamente ripagati con un'ulteriore guadagno di 2 milioni rispetto all'investimento per produrlo. Non male per un film di guerra con protagoniste donne di una certa età.
"Un tè con Mussolini" mi è piaciuto, stupito soprattutto dalla ricostruzione della guerra con bombe e carri armati a rendere il tutto molto realistico. Inutile dire che il gruppo di attrici è il valore aggiunto, anche se devo dire che nessuno dei loro personaggi mi ha veramente conquistato. Non lo rivedrei, ma l'ho visto con piacere.
Consigli: Per chi ama il cinema storico o quando il cinema italiano incontra un badget tale da rendere degna di visione la rappresentazione della storia.
Parola chiave: Luca.

Trailer

Ric

mercoledì 9 novembre 2011

9 novembre 2010 - 9 novembre 2011: 2° anniversario!

09/11/09 – 09/11/11

Questo secondo anniversario presenta una coincidenza di date davvero divertente.
Dopo altri 365 giorni e 131 recensioni scritte (arriveremmo a 141 se fossi in pari con la scrittura e, invece, sono un po’ indietro. 50 – o 40 – in meno rispetto ad un anno fa) eccoci nuovamente a tirare le somme del blog. Quest’anno qualche piccolo cambiamento c’è stato. Innanzitutto l’esperimento della rubrica ‘Il verbo biondo’ che, però, necessita di trovare un suo spazio più definito e indipendente dalla struttura del blog stesso. Ci lavoreremo su con più calma. Intanto in silenzio ha racimolato un centinaio di visualizzazioni
Poi la necessità di sfoltire e alleggerire la pesantezza visiva e oggettiva della Home ha fatto sparire l’anteprima dei trailer, ridurre il numero dei post e diminuire le parole chiave semplicemente alle più citate. Cambiamenti strutturali che, insieme ad un’interfaccia più ‘fresca’ si sono resi necessari per rendere più piacevole l’insieme.
Lo scopo, però, è rimasto lo stesso. “Un film al giorno” è ancora il diktat che regna sovrano e, anche se ho dovuto adattarlo alla quotidianità (amici, lavoro, svago… in generale vita!), ho cercato di tenere la visione dei film – e relativa scrittura di recensione – sempre ai vertici delle mie cose da fare. Per carità, non è sempre facilissimo, però ho davvero tentato di fare del mio meglio!
Nell’insieme non posso che essere contento del risultato e felice nel ringraziare chi, durante questo ormai lungo percorso, è stato al mio fianco. Tra visioni al cinema, streaming casalingo, cene del lunedì/martedì, cineforum da saga e bizzarrie filmiche in solitaria, anche quest’anno ho saltellato da un genere all’altro, barcamenandomi tra film diversissimi tra loro, tra boiate pazzesche e perle che mi hanno scaldato il cuore. Sempre di più il cinema condiziona la mia vita.
Anche quest’anno qualche nome è d’obbligo.
Grazie in primis al gruppetto “Cena del…” (in disordine alfabetico: Andrea Puffo, Marco, Andrea, Giampy, Diego, Titti, Alice) che - con costanza - sopporta le mie proposte che dilagano da un genere all’altro. Dopo più di un anno di insalatone, dolci e ‘Real time’, siamo ancora seduti sullo stesso divano. Non era scontato.
Grazie a tutti coloro che, almeno una volta, hanno letto (e magari anche commentato) un mio post, qui o sulla pagina Facebook (link). Uno scambio di opinioni è sempre più che gradito e mi fa sentire meno cretino che a scrivere solo per me stesso.
Grazie a chi ha capito (o si è arreso al fatto) che la mia è una passione e, anche se a volte assomiglio più ad un database di informazioni su nomi di attori, collegamenti tra pellicole, Oscar e altre noiosissime stramberie nerd, non sono del tutto pazzo o disadattato. Il supporto – anche silenzioso – di chi mi sta vicino è molto apprezzato.
Ebbene da oggi si apre l’era dell’HollywoodCiak 3.0: vedremo che ne sarà di noi. Felice di questo secondo traguardo, vi lascio con qualche considerazione ‘tecnica’.
Rispetto all'anno scorso ho scritto 216 post in meno, ma ho evitato di arenarmi durante il periodo estivo, in cui quest'anno sono stato molto più produttivo dell'anno scorso. Da considerare, anche, che probabilmente ho visto comunque meno film rispetto al periodo 2009-10 in cui avevo più tempo a disposizione. Con 155 post totali (l'anno scorso 181), la media è di un post ogni due giorni e un pò.
Per quanto riguarda i commenti (che sono passati da 335 ai 119 di quest'anno), la media è di un commento a post. I più commentati sono:
1) 9 novembre 2009 - 9 novembre 2010: 1° compleanno! con 9 commenti totali;
2) Film 191 - Scontro tra titani
Film 200 - Il curioso caso di Benjamin Button
Film 213 - Black Swan
Film 214 - Il discorso del re
Film 285 - Intervista col vampiro - Cronache di vampiri con 4 commenti a testa.
Infine, i post con più visualizzazioni sono stati:
5) Film 260 - Il rito (739 visualizzazioni);
4) Film 280 - Shakespeare in Love (818 visualizzazioni);
3) Film 203 - La bella addormentata nel bosco (867 visualizzazioni);
2) Golden Globes 2011: le nomination (1531 visualizzazioni);
1) Film 198 - Rapunzel - L'intreccio della torre (3D) (3221 visualizzazioni).
Direi che, per quest'anno, siamo giunti al termine. Passo e chiudo.

Ric