venerdì 30 maggio 2014

David di Donatello 2014: nomination, vincitori e amarezza

Il 10 giugno i vincitori, anche se moralmente parrebbe doveroso riconoscere non dico tutto, ma moltissimo a Sorrentino e al suo film in grado di regalarci quell'Oscar al Miglior film straniero che aspettavamo da quasi 15 anni. Eppure la storia dei David di Donatello ha dimostrato che è più facile trionfare all'estero che nel proprio Paese. Riuscirà, allora, "La grande bellezza" a portarsi a casa i premi che contano? Sarà Sorrentino il miglior regista dell'anno? Che si ami o si odio il suo film - e per estensione il suo cinema - gli va riconosciuto il grande merito dell'essere riuscito, negli anni, a parlare ad un pubblico non solo locale, ma mondiale; di aver riportato al cinema italiano quell'ampio respiro che mancava da tantissimo; di aver giocato così bene le sue carta da essere riuscito a dare un sbocco dignitoso a carriere imbarazzanti di pseudo vip e prezzemoline del folklore nostrano giocandoseli al limite tra il kitcht, il ridicolo e il cult. Non è che lo si deve amare a prescindere, per carità, ma almeno riconoscergli quei meriti che gli spettano.
Dall'altra parte sarebbe bello veder trionfare Valeria Golino e il suo "Miele", fortissimo nel tema, meno nella realizzazione e non vedere di nuovo "12 anni schiavo" vincere come Miglior film (in questo caso straniero).
Che ne sarà di questi premi nostrani lo sapremo solo tra poco più di 10 giorni. Nell'attesa, pronostici e speranze a parte, queste sono le candidature.

[EDIT] Come dicevo: "è più facile trionfare all'estero che nel proprio Paese".
E così è stato. Sorrentino è il Miglior regista dell'anno, ma non del Miglior film. Un insulto, se si pensa a cosa è riuscito a fare. Non che gli fosse dovuto il premio, ma la gratitudine di aver riportato l'Italia nelle grazie del cinema mondiale sarebbe dovuta sfociare in almeno un David speciale che gli riconoscesse questo grande merito. Non c'è stato e, purtroppo, la sensazione è quella che, come al solito, sputiamo nel piatto da cui abbiamo abbondantemente mangiato.

David di Donatello 2014 

MIGLIOR FILM
"Il capitale umano"
regia di Paolo VIRZÌ
"La grande bellezza"
regia di Paolo SORRENTINO
"La mafia uccide solo d'estate"
regia di Pierfrancesco DILIBERTO
"La sedia della felicità"
regia di Carlo MAZZACURATI
"Smetto quando voglio"
regia di Sydney SIBILIA

MIGLIORE REGISTA
Carlo MAZZACURATI
"La sedia della felicità"
Ferzan OZPETEK
"Allacciate le cinture"
Ettore SCOLA
"Che strano chiamarsi Federico. Scola racconta Fellini"
Paolo SORRENTINO
"La grande bellezza"
Paolo VIRZÌ
"Il capitale umano"

MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE
Pierfrancesco DILIBERTO (Pif)
"La mafia uccide solo d'estate"
Valeria GOLINO
"Miele"
Fabio GRASSADONIA, Antonio PIAZZA
"Salvo"
Matteo OLEOTTO
"Zoran il mio nipote scemo"
Sydney SIBILIA
"Smetto quando voglio"

MIGLIORE SCENEGGIATURA
Francesco PICCOLO, Francesco BRUNI, Paolo VIRZÌ
"Il capitale umano"
Paolo SORRENTINO, Umberto CONTARELLO
"La grande bellezza"
Michele ASTORI, Pierfrancesco DILIBERTO, Marco MARTANI
"La mafia uccide solo d'estate"
Francesca MARCIANO, Valia SANTELLA, Valeria GOLINO
"Miele"
Valerio ATTANASIO, Andrea GARELLO, Sydney SIBILIA
"Smetto quando voglio"

MIGLIORE PRODUTTORE (CON UN EX AEQUO)
Per Indiana Production Fabrizio DONVITO, Benedetto HABIB, Marco COHEN, co-produttore per Manny Films Philippe GOMPEL e Birgit KEMNER, con Rai Cinema e Motorino Amaranto
"Il capitale umano"
Nicola GIULIANO, Francesca CIMA per Indigo Film
"La grande bellezza"
Mario GIANANI e Lorenzo MIELI per Wildside con Rai Cinema
"La mafia uccide solo d'estate"
Riccardo SCAMARCIO, Viola PRESTIERI per Buena Onda Film e con Rai Cinema
"Miele"
Massimo CRISTALDI, Fabrizio MOSCA
"Salvo"
Domenico PROCACCI, Matteo ROVERE con Rai Cinema
"Smetto quando voglio"

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Valeria BRUNI TEDESCHI
"Il capitale umano"
Paola CORTELLESI
"Sotto una buona stella"
Sabrina FERILLI
"La grande bellezza"
Kasia SMUTNIAK
"Allacciate le cinture"
Jasmine TRINCA
"Miele"

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Giuseppe BATTISTON
"Zoran il mio nipote scemo"
Fabrizio BENTIVOGLIO
"Il capitale umano"
Carlo CECCHI
"Miele"
Edoardo LEO
"Smetto quando voglio"
Toni SERVILLO
"La grande bellezza"

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Claudia GERINI
"Tutta colpa di Freud"
Valeria GOLINO
"Il capitale umano"
Paola MINACCIONI
"Allacciate le cinture"
Galatea RANZI
"La grande bellezza"
Milena VUKOTIC
"La sedia della felicità"

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA (CON UN EX AEQUO)
Valerio APREA
"Smetto quando voglio"
Giuseppe BATTISTON
"La sedia della felicità"
Libero DE RIENZO
"Smetto quando voglio"
Stefano FRESI
"Smetto quando voglio"
Fabrizio GIFUNI
"Il capitale umano"
Carlo VERDONE
"La grande bellezza"

MIGLIORE DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA
Jérôme ALMÈRAS
"Il capitale umano"
Luca BIGAZZI
"La grande bellezza"
Daniele CIPRÌ
"Salvo"
Gian Filippo CORTICELLI
"Allacciate le cinture"
Gergely POHARNOK
"Miele"

MIGLIORE MUSICISTA
Pasquale CATALANO
"Allacciate le cinture"
Lele MARCHITELLI
"La grande bellezza"
PIVIO e Aldo DE SCALZI
"Song'e Napule"
Umberto SCIPIONE
"Sotto una buona stella"
Carlo VIRZÌ
"Il capitale umano"

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE (CON UN EX AEQUO)
"I'M SORRY" musica e testi di Giacomo VACCAI interpretata da Jackie O'S FARM
"Il capitale umano"
"'A MALÌA" musica e testi di Dario SANSONE interpretata da FOJA
"L'arte della felicità"
"TOSAMI LADY" musica e testi di Santi PULVIRENTI, interpretata da Domenico CENTAMORE
"La mafia uccide solo d'estate"
"SMETTO QUANDO VOGLIO" musica e testi di Domenico SCARDAMAGLIO, interpretata da SCARDA
"Smetto quando voglio"
"A' VERITÁ" musica di Francesco LICCARDO, Rosario CASTAGNOLA, testi di Francesco LICCARDO, Sarah TARTUFFO, Alessandro GAROFALO interpretata da Franco RICCIARDI
"Song'e Napule"
"DOVE CADONO I FULMINI" musica, testi e interpretazione di Erica MOU
"Una piccola impresa meridionale"

MIGLIORE SCENOGRAFO
Giancarlo BASILI
"Anni felici"
Stefania CELLA
"La grande bellezza"
Marco DENTICI
"Salvo"
Marta MAFFUCCI
"Allacciate le cinture"
Mauro RADAELLI
"Il capitale umano"

MIGLIORE COSTUMISTA
Maria Rita BARBERA
"Anni felici"
Daniela CIANCIO
"La grande bellezza"
Alessandro LAI
"Allacciate le cinture"
Bettina PONTIGGIA
"Il capitale umano"
Cristiana RICCERI
"La mafia uccide solo d'estate"

MIGLIORE TRUCCATORE
Dalia COLLI
"La mafia uccide solo d'estate"
Paola GATTABRUSI
"Anni felici"
Caroline PHILIPPONNAT
"Il capitale umano"
Maurizio SILVI
"La grande bellezza"
Ermanno SPERA
"Allacciate le cinture"

MIGLIORE ACCONCIATORE
Francesca DE SIMONE
"Allacciate le cinture"
Stéphane DESMAREZ
"Il capitale umano"
Massimo GATTABRUSI
"Anni felici"
Sharim SABATINI
"La sedia della felicità"
Aldo SIGNORETTI
"La grande bellezza"

MIGLIORE MONTATORE
Giogiò FRANCHINI
"Miele "
Patrizio MARONE
"Allacciate le cinture"
Cristiano TRAVAGLIOLI
"La grande bellezza"
Gianni VEZZOSI
"Smetto quando voglio"
Cecilia ZANUSO
"Il capitale umano"

MIGLIOR FONICO DI PRESA DIRETTA
Maurizio ARGENTIERI
"Anni felici"
Angelo BONANNI
"Smetto quando voglio"
Emanuele CECERE
"La grande bellezza"
Roberto MOZZARELLI
"Il capitale umano"
Marco GRILLO, Mirko PANTALLA
"Allacciate le cinture"

MIGLIORI EFFETTI DIGITALI
"Il capitale umano "
"La grande bellezza"
"La mafia uccide solo d'estate"
"Smetto quando voglio"
"Song'e Napule"

MIGLIOR FILM DELL'UNIONE EUROPEA
"IDA"
di Pawel PAWLIKOWSKI (Parthénos)
"LA VITA DI ADELE"
di Abdellatif KECHICHE (Lucky Red)
"PHILOMENA"
di Stephen FREARS (Lucky Red)
"STILL LIFE"
di Uberto PASOLINI (BIM)
"VENERE IN PELLICCIA"
di Roman POLANSKI (01 Distribution)

MIGLIOR FILM STRANIERO
"12 ANNI SCHIAVO"
di Steve McQUEEN (BIM)
"AMERICAN HUSTLE"
di DAVID O. RUSSELL (Eagle Pictures)
"BLUE JASMINE"
di Woody ALLEN (Warner Bros Pictures)
"GRAN BUDAPEST HOTEL"
di Wes ANDERSON (20th Century Fox)
"THE WOLF OF WALL STREET"
di Martin SCORSESE (01 Distribution)

MIGLIOR DOCUMENTARIO DI LUNGOMETRAGGIO (CON UN EX AEQUO)
"DAL PROFONDO"
di Valentina Pedicini
"IL SEGRETO"
di Cyop&Kaf
"IN UTERO SREBRENICA"
di Giuseppe Carrieri
"L'AMMINISTRATORE"
di Vincenzo Marra
"SACRO GRA"
di Gianfranco Rosi
"STOP THE POUNDING HEART – TRILOGIA DEL TEXAS, atto III" di Roberto Minervini

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
"37°4 S"
di Adriano Valerio
"
A PASSO D'UOMO"

di Giovanni Aloi
"BELLA DI NOTTE"
di Paolo Zucca
"LAO"
di Gabriele Sabatino Nardis
"NON SONO NESSUNO"
di Francesco Segrè

DAVID GIOVANI
"IL CAPITALE UMANO"
di Paolo Virzì
"LA GRANDE BELLEZZA"
di Paolo Sorrentino
"LA MAFIA UCCIDE SOLO D'ESTATE"
di Pierfrancesco Diliberto
"SOLE A CATINELLE"
di Gennaro Nunziante
"TUTTA COLPA DI FREUD"
di Paolo Genovese

PREMI SPECIALI 2014
Marco Bellocchio
Carlo Mazzacurati
Andrea Occhipinti per Lucky Red

Bengi

Film 722 - Baby Mama

Visto in occasione del compleanno di Tina Fey domenica 18 maggio.

Film 722: "Baby Mama" (2008) di Michael McCullers
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Tina Fey + Amy Poehler sono una coppia esplosiva e lo hanno dimostrato negli anni servendo sotto lo stesso fuoco mediatico in non poche occasioni oltre questa ("Saturday Night Live" e due conduzioni dei Golden Globes e una, la prossima, che deve ancora arrivare). Qui, cinte dai meccanismi della commedia americana, funzionano bene, anche se non al loro meglio.
La sceneggiatura, per quanto divertente, non è all'altezza di quel capolavoro del suo genere che è "Mean Girls" - non a caso scritto dalle Fey - e i momenti divertenti sono per la maggior parte concentrati nella prima parte del film. Niente di veramente innovativo, a dire il vero, ma le due attrici sono in grado di far vivere le battute e le situazioni al limite dell'assurdo grazie alla loro comicità fisica ed espressiva.
Tutto ruota intorno a questa strana coppia dove la Fey è la signora single impostata, benestante e in cerca della chance di avere un figlio e la Poehler diviene colei che sarà in grado di darglielo affittandole l'utero. L'estrazione sociale diversissima, i caratteri opposti e i personaggi di contorno stralunati saranno gli elementi che porteranno le due ad avere non pochi diverbi... per cominciare!
Insomma, questo "Baby Mama" è un prodotto commerciale carino e spensierato che si può vedere in assoluta tranquillità facendosi due risate e riflettendo su quel vastissimo argomento che è il diventare genitori (e su quanto dovrebbe essere un diritto di tutti).
Ps. Presenti nel cast anche Sigourney Weaver, Steve Martin, Greg Kinnear, Dax Shepard e Maura Tierney.
Box Office: $64,163,648
Consigli: Classica commedia americana degli equivoci e dall'happy ending facile, ma impreziosita dalla presenza di due delle attrici comiche più capaci della televisione americana, ovvero Tina Fey ("30 Rock") e Amy Poehler ("Parks and Recreation"). Si può vedere e digerire con estrema facilità (e nel mentre, ragionare al volo sulla questione dell'inseminazione artificiale o delle madri surrogato). Carino.
Parola chiave: Gravidanza.

Trailer

Bengi

giovedì 29 maggio 2014

Film 721 - The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo

Per una serata tranquilla, un film che si rivede sempre volentieri!

Film 721: "The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo" (2004) di Roland Emmerich
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Per avere appena compiuto 10 anni di età, "The Day After Tomorrow" è ancora una figata pazzesca!
Effetti speciali fantastici, conseguenze catastrofiche da panico, una trama sempre sul filo del rasoio (leggere del plausibile) e un mondo in scatafascio che si accartoccia su se stesso per il peso della natura che brama nuovamente il suo potere dominatore. Insomma, ci sono tutti gli elementi per eleggere questa pellicola a cult del suo genere, ovvero quello catastrofico che non perdona. Come lei anche l'altra fatica di Emmerich, "2012".
Curioso il cast che, 10 anni dopo, vede come conferma i due giovani Jake Gyllenhaal ("Source Code", "Prince of Persia - Le sabbie del tempo", "Amore e altri rimedi" e candidato all'Oscar per "Brokeback Mountain") e Emmy Rossum (candidata ai Golden Globes e ora protagonista in "Shamless") e più offuscata la stella di Dennis Quaid (anche se è attualmente coinvolto nel progetto televisivo "Vegas"; presente anche Ian Holm, il Bilbo Baggins delle due saghe "Lo Hobbit" e "Il signore degli anelli".
Insomma, è passato il tempo ma questo "The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo" non ha assolutamente perso colpia, tenendo saldamente congelato a sé il primato di film più catastrofico (e parzialmente ambientalista) degli anni '00.
Box Office: $544,272,402
Consigli: Sinceramente è una pellicola che si vede sempre con piacere. Nonostante l'argomento trattato - e molto catastrofico - rimane il fatto che la realizzazione è eccellente, il cast buono e il messaggio "green" certamente utile. Il film usciva in Italia e negli USA il 28 Maggio 2004: 10 anni e non sentirli.
Parola chiave: New York Public Library.

Trailer

Bengi

mercoledì 28 maggio 2014

Film 720 - Devil's Knot - Fino a prova contraria

Offerto dalla 3, una pellicola che volevo assolutamente vedere. La tagline del film promette "Il più grande errore giudiziario nella storia degli Stati Uniti".

Film 720: "Devil's Knot - Fino a prova contraria" (2013) di Atom Egoyan
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Erika, Luigi
Pensieri: "Devil's Knot" è una pellicola su un argomento interessante, anche se molto triste. L'assassinio con annesse violenze di tre bambini che sfocia in una caccia alle streghe e successivo processo è un argomento capace di suscitare non solo emozioni, ma anche un dibattito intorno alla questione. Posso dire, quindi, che questa pellicola mi ha molto coinvolto.
Due i veri problemi legati a questo prodotto: una faticosa partenza a tratti noiosa e un finale che non è tale. Ma, se da un lato la partenza in lentezza è comprensibile e giustificabile, il finale senza conclusione è una vera martellata. Mi rendo conto che la scelta sia legittima e anche apprezzabile e che, piuttosto che sparare un colpo nel buio, astenersi dal decretare qualsivoglia conclusione abbia senso (considerato che il caso è irrisolto). Rimane il fatto che, però, ogni film senza una conclusione è un film a metà. E questo sul giudizio finale pesa.
In generale, comunque, ho stranamente apprezzato la performance di Reese Witherspoon, mentre per quanto riguarda gli altri attori mi sembra di poter dire che, senza risultati eclatanti, si sia comunque su un buon risultato recitativo finale. Colpiscono i ragazzi incolpati degli omicidi James Hamrick, Seth Meriwether e il sempre più sulla cresta dell'onda Dane DeHaan ("Giovani ribelli - Kill Your Darlings", "The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro"). Colin Firth un po' sottotono.
Altre pellicole sull'argomento sono i documentari "Paradise Lost: The Child Murders at Robin Hood Hills" (1996), "Paradise Lost 2: Revelations" (2000), il documentario candidato all'Oscar "Paradise Lost 3: Purgatory" (2011) e "West of Memphis" (2012).
Box Office: € 485.661 (solo in Italia)
Consigli: L'argomento e straziante e avvilente, otlre che umanamente provante. Rimane il fatto che sia giusto indagare su errori giudiziari di questa portata e interrogarsi sui risvolti sociali che le inevitabili conseguenzehanno avuto. Un prodotto di fiction può essere di denuncia tanto quanto un documentario, anche se qui la eco non è tanto eclatante. Rimane comunque una pellicola in grado di suscitare interesse per ciò che racconta e, quantomeno, aprire un dibattito.
Parola chiave: Coltello.

Trailer

Bengi

martedì 27 maggio 2014

Film 718 - The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro

Visto l'1, vuoi non vedere il 2? Inoltre l'ingresso a 3€ è sempre un incentivo...

Film 718: "The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro" (2014) di Marc Webb
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: L'altro Spider-Man, sinceramente, non mi aveva fatto impazzire, quindi l'entusiasmo per questo secondo episodio non era esattamente alle stelle. Eppure, lo ammetto, "The Amazing Spider-Man 2" non mi è dispiaciuto.
Innanzitutto la coppia Andrew Garfield - Emma Stone mi piace alquanto: non sono bellissimi, ma insieme fanno proprio un bel team giovane, fresco, credibile. Poi la presenza di Sally Field è innegabilmente un valore aggiunto. La storia, poi, è un bel casino di eventi intricati e sempre in evoluzione, con un finale che non risparmia niente allo spettatore, di fatto distruggendo ogni speranza fino a quel momento covata per un finale che siamo troppo spesso abituati a vedere come sinonimo di lieto fine. Ho apprezzato la scelta. Infine, neanche a dirlo, gli effetti specoli sono in grado di sostenere le non poche mirabolanti fantasie della sceneggiatura.
D'altro canto va detto che i sopracitati eventi intricati sono anche il punto debole del prodotto "Spider-man 2". Da un lato la storia sembra non avere mai fine e, di fatto, anche gli ultimi minuti sono carichi di eventi. Il punto è che, però, c'è troppo. Troppi personaggi, troppi cattivi, troppe storie, troppi eventi, troppe distruzioni, troppi salvataggi, troppi misteri... Non c'è un attimo per prendere fiato. Né un attimo in cui i personaggi reagiscano a ciò che hanno intorno in maniera normale. Con una tale massa di contenuti da spargere, Peter Parker & co. sono costretti ad andare sempre alla velocità della luce. E' tutto un po' troppo pompato, se vogliamo chiamare in causa gli steroidi.
La domanda che balena in testa, quindi, è necessariamente cosa potrà mai accadere nel terzo capitolo. Perché dopo tutto quello che succede in questo secondo, il prossimo dovrebbe essere ancora più sovraccarico. Il che, personalmente, mi spaventa. Solo per dirne una: "The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro" ha 3 - e dico TRE - antagonisti del nostro beniamino tutto calzamaglia e ragnatele. Electro non è che la punta dell'iceberg e, se posso, il sottotitolo italiano è quantomeno fuorviante, considerato che che lo spazio di Jamie Foxx, per quanto ampio, non è quello del solito cattivo protagonista. Al pari suo c'è Harry Osborn/Dane DeHaan che ha quasi lo stesso spazio (preparatorio al prossimo episodio) e addirittura un pazzo che guiderà un robot a forma di rinoceronte (Paul Giamatti). La sensazione, per capirci, è che ci sia troppa carne al fuoco. Con un po' di attenzione, inoltre, si noterà verso il finale che numerosi altri nemici di Spider-man dovrebbero vedere la luce prossimamente considerato quanti prototipi di tute hanno gli Osborn nascoste alla OsCorp...
Insomma, in sostanza questo "The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro" non è malaccio e di certo esalterà gli amanti dei supereroi, dei comics o di Spider-man nonostante una sovrabbondanza di trama che poteva essere leggermente contenuta. Va detto, però, che questa pellicola è certamente un intrattenimento genuino e realizzata in maniera tecnicamente molto accurata.
Ps. Due velocissime considerazioni:
A) Perché lo scienziato pazzo Dr. Ashley Kafka/Marton Csokas che studia Electro porta il rossetto?;
B) Perché chiamare il premio Oscar Chris Cooper ad interpretare il ruolo di papà Osborn che dura a malapena 5 minuti?
Film 467 - The Amazing Spider-Man
Film 1394 - Spider-Man: Homecoming
Box Office: $673,900,000 (ad oggi)
Consigli: Come per ogni trilogia il capitolo centrale traccia le strade per le avventure future ancora da narrare e segna la fine di certi avvenimenti compiuti nel passato. Il senso di incompiuto lo accompagna, ma promette una conclusione epica per un Uomo Ragno in lutto e pieno di nemici. Rispetto al primo episodio questo "The Amazing Spider-Man 2" è molto meglio, anche se l'idea del reboot continuo a pensare sia troppo precoce rispetto alla saga precedente. Di grande intrattenimento, non c'è dubbio, e sicuramente uno spettacolo per gli occhi. Chi ama o apprezza non sarà deluso. Per gli altri soprattutto un blockbuster luminoso, rumoroso e con una sovrabbondanza di personaggi (e una scena finale dopo i titoli di coda che è solo un collegamento promozionale a "X-Men - Giorni di un futuro passato").
Parola chiave: Goblin.

Trailer

Bengi

lunedì 26 maggio 2014

Film 719 - Grace di Monaco

Benedetto sia il cinema a 3€.

Film 719: "Grace di Monaco" (2014) di Olivier Dahan
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Apre Cannes 2014 e riceve recensioni tiepidissime, in America non ha ancora una data d'uscita, gli incassi fino ad oggi non sono incoraggianti. Insomma, questo "Grace of Monaco" fatica a farsi strada.
Il film di per sé non è malvagio e si segue tranquillamente, anche se in effetti fatica a creare momenti di vera empatia con la protagonista Grace Kelly/Nicole Kidman, sofferente sotto la campana di vetro principesca, racchiusa in un regno che per lei è ormai anche prigione. Il matrimonio vacilla, la guerra con la Francia incombe, i monegaschi non la sentono "propria". In questa cornice di subbuglio la storia dell'ex attrice diventata principessa si snoda in maniera troppo piatta e patinata, attentissima ai fasti e al glamour, ma meno efficace quando si tratta di un vero coinvolgimento emotivo che vada oltre la superficie inevitabile. Buona la scelta dei primissimi piani - specialmente sugli occhi - della protagonista, richiamo hitchcockiano d'effetto, indebolito solo dal botox della Kidman.
In generale, comunque, nonostante i molti tentativi di rendere particolarmente veritiera e documentata la storia - "attrice premio Oscar" verrà ripetuto almeno una decina di volte - la sensazione è sempre quella che sia tutta una fiction. Anche se sulla carta gli elementi in comune tra le due attrici parebbero numerosi, di fatto vedere la Kidman nei panni della Kelly non torna tanto quanto ci si sarebbe aspettati; per non parlare di Tim Roth che non non assomiglia a Ranieri neanche per errore. Evidentemente le somiglianze stanno nell'attitudine e nella trasposizione inevitabile che si fa pensando alle due protagoniste di questa pellicola.
In generale, quindi, "Grace di Monaco" riesce nel ricreare atmosfere passate e, perfino, uno sfondo politico abbastanza cosciente e comprensibile, ma rimane un biopic abbastanza piatto o, perlmomeno, privo di un'impronta personale o caratterizzante. La Kidman, una volta certezza, oggi ha perso un po' del suo smalto e fatica a ritrovare una dimensione cinematografica che vada oltre i vecchi fasti di un tempo. Questo film, nella sua troppo fredda e maschilista mise-en-scène, ne è eloquente esempio.
Box Office: $2,484,242
Consigli: Per certi aspetti è un prodotto interessante, per quanto la sua anima commerciale tradisca una certa propensione all'eclatante piuttosto che per la verità dei fatti. Eppure la storia avrebbe il suo fascino e meriterebbe il racconto. Manca, però, una personalizzazione e umanizzazione dei personaggi, una tridimensionalità che fornisca spessore anche alal storia. La Kidman è sempre più algida, ma la sua interpretazione sembra sincera. Si può certamente vedere senza indugi, ma non ci si aspetti il capolavoro o la magia (creata dai media) della storia vera.
Parola chiave: Charles de Gaulle.

Trailer

Bengi

giovedì 22 maggio 2014

Film 717 - I Love Radio Rock

Mi avevano prestato il dvd già da tempo, ma non ero ancora riuscito a vederlo.

Film 717: "I Love Radio Rock" (2009) di Richard Curtis
Visto: dalla tv dell'Erika
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi, Erika
Pensieri: Un film molto carino, una storia interessante, una sceneggiatura scritta bene e un ritmo che non manca mai. Il risultato è un mix indie-rock-stralunato-sesso-droga-e(ancora)-rock che funziona proprio bene.
La storia - ispirata a fatti veri - racconta della radio pirata e dei suoi dj che, nel pieno della Swinging London, vivono su una barca per eludere le restrizioni del governo inglese in fatto di musica rock. Milioni gli ascoltatori e i fans, ma il pugno di ferro e le restrizioni non accennano a diminuire.
In questo contesto storicamente repressivo si svolge la storia del magrolino Carl/Tom Sturridge, che finisce sulla barca grazie alla spintarella della madre (Emma Thompson) che ce lo manda apparentemente per punirlo. Qualcosa puzza.
Le prime, vere, esperienze di vita di Carl finiranno per realizzarsi sulla barca insieme - e a volte grazie a -il gruppo di nuovi amici che si fa in mezzo al mare. Non mancano, chiaramente, le situazioni più assurde e i soggetti più disparati e strani, tutti interpretati da attori più o meno famosi. Si riconoscono subito Philip Seymour Hoffman, Kenneth Branagh, Rhys Ifans e Bill Nighy, poi ancora Nick Frost, Chris O'Dowd, Gemma Arterton, January Jones, Tom Wisdom e Poppy Delevingne. Insomma, anche il cast è di tutto rispetto.
Il film non è stato un successo a livello commerciale - e non capisco troppo il perché -, ma non si può certo farne una colpa alla trama che, invece, ha ottimi momenti divertenti e in generale un tono sempre scanzonato e positivo e, men che meno, se ne può fare colpa al cast che è di buon livello. A me, personalmente, è piaciuto.
Box Office: $36,348,784
Consigli: Godibile, scanzonato, divertente e con un approccio molto personale e caratteristico. E' un interessante esperimento cinematografico, oltre che un modo per presentare fatti storici molto originale. Buon cast e spunto narrativo curioso. E, chiaramente, ottima musica.
Parola chiave: Rock 'n' Roll.

Trailer

Bengi

martedì 20 maggio 2014

Film 716 - Gigolò per caso

Molto, molto curioso di vedere questa pellicola apparentemente molto alla Woody Allen, ma non del regista/sceneggiatore.

Film 716: "Gigolò per caso" (2013) di John Turturro
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Ho letto che il film non ha ottenuto critiche particolarmente entusiaste e non ho potuto che chiedermi il perché. Non che questo film sia rivelazione o capolavoro del suo scrittore/regista/attore John Turturro, ma ricevere addirittura delle critiche negative mi sembra un po' eccessivo...
"Fading Gigolo" è un prodotto sulla falsariga dei soliti di Allen e il fatto che lui ci reciti pure non credo sia una coincidenza. Il duo pacato e stropicciato che si crea tra lui e Turturro è assolutamente godibile e i due artisti risultano davvero affiatati. Inoltre lo spunto narrativo - uno gigolò e relativo pappa alle primissime armi - è certo intrigante sia di per sé, sia se associato ad una coppia tanto improbabile di "addetti" del mestiere. Colpisce come il pretesto per cominciare il sodalizio lavorativo sia tanto veloce quanto privo di contestualizzazione, ma lo svolgimento della trama approfondisce abbastanza bene le situazioni e ci si dimentica in fretta di un inizio tanto sbrigativo.
Per il resto questo film da il suo meglio nella prima parte, nel susseguirsi di clienti tra cui spicca una Sharon Stone in formissima e una Sofía Vergara davvero ben accessoriata. Finché la storia rimane fresca e concentrata su di loro situazioni buffe e sorrisi non mancano. La seconda parte della pellicola, invece, investe tantissime energie su un paio di personaggi più faticosi interpretati da Vanessa Paradis e Liev Schreiber. Ci si addentra in questioni religiose, amore, famiglia, conoscenza di sé, rispettabilità. Sono temi molto complessi e non sempre, a mio avvsio, trattati qui con chiarezza. Forse c'è troppa carne al fuoco.
Ecco, se proprio devo lamentarmi di qualcosa, posso dire che avrei gradito di più il proseguimento dei toni da commedia, magari con qualche altra facoltosa cliente e qualche altro imbarazzante ingaggio da parte del pappa Allen. Lo spostamento della trama su Avigal, austera - e acerba - vedova di un rabbino e del suo corteggiatore un po' spostato Dovi, oltre che le questioni annesse alla comunità ebraica ortodossa (addirittura un tribunale rabbinico) alla lunga tediano un po' e, soprattutto, sono una vera sorpresa per lo spettatore che, per esempio, era stato incuriosito dal trailer.
Tutto sommato, comunque, "Gigolò per caso" è una pellicola interessante, un lavoro delicato e curato nei dettagli, un buon esempio di come si possa parlare di tematiche "scabrose" con un approccio dissacrante e naturale; il buon cast è un incentivo alla visione.
Box Office: $11,882,488
Consigli: Delicato, molto mentale, dissacrante e inaspettato per quanto riguarda certe parti della trama. Gli appassionati di Allen non possono perderselo, ma anche chi apprezza la bella presenza femminile. New York non è niente male, anche se mette ansia il quartiere ebraico con la sua pretesa di essere comunità nella comunità. Vanessa Paradis affascina e sprigiona tenerezza, ma quando Turturro la definisce bellissima non si può che dissentire (al cinema una signora ha sentenziato: "Insomma"). Non mi è dispiaciuto e alla fine si vede volentieri, ma una volta può bastare.
Parola chiave: Massaggio.

Trailer

Bengi

lunedì 19 maggio 2014

Film 715 - WALL·E

Avevo comprato il dvd un sacco di tempo fa e avevo molta voglia di rivedere questo film!

Film 715: "WALL·E" (2008) di Andrew Stanton
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Ormai, praticamente, non me lo ricordavo più. Ricordavo che all'epoca della sua uscita, il film aveva avuto un successo pazzesco di critica e tutti ne parlavano così bene che era impossibile non desiderare vederlo. Tutto questa frenesia da "WALL·E" mi aveva naturalmente incuriosito e inevitabilmente lasciato insoddisfatto. Non che non mi fosse piaciuto, ma non mi aveva nemmeno sconvolto l'esistenza.
Rimasto con il tarlo del 'lo rivedrò', l'occasione si è ripresentata e l'ho colta al volo. Ho molto rivalutato questo film d'animazione e, anche se non è amore incondizionato come per altri film animati ("Aladdin", "La Sirenetta", "La Bella e la Bestia"), posso sinceramente dire che è un bellissimo esempio di cinema fatto con il computer.
Le idee, come spesso accade in casa Pixar, non mancano. Il robottino dal cuore d'oro (e nostalgico) che si innamora dell'irraggiungibile (e dal cuore 'green') EVE è un piacevolissima favola a tinte ecologiche in grado di risvegliare anche le coscenze più assopite riguardo il tema ambientale. Nella storia, infatti, la Terra è stata ormai abbandonata da 700 anni e gli umani, rifugiatisi nello spazio, sono ormai enormi smidollati in grado di rapportarsi gli uni agli altri solo attraverso la tecnologia. 6 anni dopo, seppure siamo ancora ancorati alla nostra gravità e possediamo una struttura ossea in grado di trasportarci, la questione della tecnologia che soppianta il rapporto con l'altro è assolutamente veritiera.
Sperando in una trama che non si verifichi essere troppo profetica, rimane comunque il fatto che "WALL·E" è un buon esempio di cinema d'animazione contemporaneo, capace di raccontare una fiaba, legarci un messaggio e incorniciare il tutto con grazia e un amore smodato per i particolari. Un film come questo, quasi muto per la maggior parte del tempo, è un prodotto che vive di immagini create ed evocate, in grado accendere ricordi e mettere in piedi una realtà tanto distante dalla nostra eppure ancora così vicina. Che cos'è, del resto, il tesoro di cianfrusaglie di WALL·E se non una macchina del tempo in grado di far sognare lui e divertire noi nonostante, in questa storia, ci sia capitato un tale futuro distopico? WALL·E e la sua compagnia sono la speranza nonché la diretta connessione con il 'noi' di oggi, ancora parzialmente in grado di guardarci negli occhi e renderci conto che siamo presenti.
Da questo punto di vista il messaggio veicolato da questa pellicola mi è molto piaciuto e, nonostante un lavoro di fiction molto spinto nel considerare il futuro della nostra specie, ho trovato molto interessante che si sia scelto un tema del genere per quello che, banalmente, viene definito un cartone animato. Evidentemente - e questo non è che un solo esempio - anche i semplici cartoni animati possono avere un'anima.
Box Office: $521,311,860
Consigli: 6 candidature all'Oscar e una statuetta vinta come Miglior film d'animazione. Una bella storia, un protagonista assolutamente adorabile e un risultato finale molto, molto carino.
Parola chiave: Pianta.

Trailer

Bengi

giovedì 15 maggio 2014

Film 714 - That Awkward Moment

Sembrava una commedia carina.

Film 714: "That Awkward Moment" (2014) di Tom Gormican
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Non è che la si può definire esattamente come commedia, in quanto ci sono certi snodi della trama sinceramente anche molto tristi, né si può dire che, effettivamente, prenda di mira con successo quell'"imbarazzante momento" di cui parla il titolo. Ovvero, le premesse ci sono anche e i 3 ragazzi, che teoricamente vogliono rimanere single per evitare l'imbarazzo di dover definire qualunque tipo di relazione, in principio espongono le loro ragioni in maniera abbastanza efficace tenendo fede alle premesse. Ma basta proseguire di poco che subito la trama del film vira inaspettatamente proprio nella più inaspettata delle direzioni: sia Jason che Daniel che Mikey (rispettivamente Zac Efron, Miles Teller, Michael B. Jorda) trovano - o capiscono di avere già - la donna della loro vita. E basta, il film prosegue per questa strana.
Quindi, dove mi aspettavo di trovare toni irriverenti e dissacranti, per quanto certo non manchino, ho aggiuntivamente trovato moltissimo romanticismo e qualche tono drammatico.
Nel suo insieme "That Awkward Moment" è comunque il tipo di prodotto che mi aspettavo di vedere, ripieno di un'analisi dei protagonisti abbastanza stereotipata - ognuno ha un carattere assolutamente diverso dagli altri - nonché a tratti banale e un po' già vista (qui le donne portano i pantaloni e i ragazzi giurano "fedeltà" alla figa e alle feste, finendo nonostante i propositi d'indipendenza, per risultare i più immaturi), ma in ogni caso la buona presenza scenica del cast e la bella cornice newyorkese riescono a salvare (anzi, sviare l'attenzione dal)la trama.
E' un esperimento, quindi, riuscito a metà che ha la pecca di tradire il suo diktat fondamentale a neanche mezzora dall'inizio del film, cambiando le carte in tavola e riallestendo una storia fino a quel momento a base di amicizia testosteronica, sesso, bravate e rimorchio per trasformarla in una commedia romantica del vero amore il cui unico momento veramente esilarante è quello in cui Zac Efron si presenta con un dildo chilometrico alla festa di compleanno di Ellie/Imogen Poots. Lì si ride davvero, mentre per il resto la storia si segue senza troppe emozioni.
Ps. Zac Efron vince l'assolutamente meritato MTV Movie Award 2014 per Best Shirtless Performance.
Box Office: $53,068,955
Consigli: E' un prodotto buono nell'ottica del momento di disimpegno e distrazione. Buon cast e trio principale veramente in ottima forma, con uno Zac Efron lanciatissimo e qui solo da antipasto rispetto al super successo di questi giorni, "Neighbors" (49 milioni di dollari d'incasso al primo weekend e posizione #1 rubata a "The Amazing Spider-Man 2"). Si può vedere e farsi pure qualche risata.
Parola chiave: Incontri di lettura.

Trailer

Bengi

mercoledì 14 maggio 2014

Film 713 - Transcendence

Molto, molto interessato a questa pellicola sia per il cast che per la storia apparentemente intrigantissima.

Film 713: "Transcendence" (2014) di Wally Pfister
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Al momento ritengo sia il flop più clamoroso di questo 2014. 

100 milioni di dollari di budget, un cast stellare, premesse invitantissime e, comunque, un protagonista capace di solito di sbancare i botteghini perfino con il quarto, ennesimo capitolo de "Pirati dei Caraibi". Ma qui niente magia.
Premessa: la trama. Già di per sé la storia, che non è facile facile subito, finisce per accartocciarsi spesso su se stessa lasciando lo spettatore un po' perplesso. L'incipit - che propongo da Wiki - è questo: "Il dottor Will Caster, il più importante ricercatore nel campo dell'intelligenza artificiale che lavora per creare una macchina che combini l'intelligenza collettiva di tutto quello che è conosciuto con l'intera gamma delle emozioni umane, viene assassinato da terroristi anti-tecnologici. La moglie Evelyn ne carica il cervello in un computer, in modo che Will possa in qualche modo rivivere, comunicare e portare avanti le sue ricerche grazie alla connessione alla rete internet, con cui può raggiungere ogni computer della Terra."
Svolgimento: sulla carta sembrerebbe tutto una figata pazzesca. La resa, invece, è molto meno emozionante. Sì, mi sono addormentato al cinema, lo ammetto. 5 minutini al massimo, ma considerando che sono feroce assimilatore delle peggio commedie o dei peggio film in circolazione, direi che la cosa è alquanto esplicativa. 

Questo "Transcendence" non solo spesso non è chiarissimo, né intuitivo, ma è proprio noioso. Per troppo tempo non succede nulla, ovvero ciò che poteva essere riassunto in pochissimi minuti è, invece, protratto per buona parte della storia. Evelyn ha perso Will e si rifugia nel nuovo mondo che lui letteralmente costruisce per lei ora che è eterea presenza cibernetica. E questo è cristallino. Quello che non si capisce è perché la trama ce lo racconti per mezzora. A dire il vero, un'altra cosa che non si capisce è perché lei ci metta così tanto a realizzare che il nuovo pc-Will finirà col controllarla, sorvegliarla e segregarla essendo lampante conseguenza che una personalità intelligentissima, con a disposizione la rete web tutta e praticamente risorse illiminate, finirà per voler assoggettare chiunque al suo volere. Ci sono arrivato io, ci può arrivare anche Evelyn che è una scienziata accreditata. Insomma, le discrepanze su larga scala non mancano.
Manca, invece, un aspetto che avrei voluto trovare in questa storia fantascientifica, ovvero le possibili implicazioni sociali di una scoperta di tale portata. Nel film si sviluppa solamente l'aspetto legato all'uomo/coscenza che sfrutta le nuove potenzialità del suo upload nella rete solo come veicolo per rimanere assieme alla moglie che ama e vuole consolare e poi proteggere. Le innovazioni che gli sposini mettono in atto - e che la trama tratta in maniera marginale - sarebbero molto più interessanti di tutta la faida tra pc-Will e anti-tecnologici. E questa è un'occasione sprecata.
Diciamo che, un po' sulla falsariga di "Her", anche questo esperimento cinematografico finisce per sconfinare nell'ipotesi - nemmeno troppo remota - di un computer con la coscienza ma, dove il primo riesce a contestualizzare e rendere verosimili personaggi, trama e conclusione, qui ci si concentra e sull'amore tra la coppia, e sulla questione della mortalità e immortalità umana e, ancora (questo sì che sarebbe davvero interessante!), sull'etica della scienza. Una mole macrotematica di questo genere sfugge al controllo dello sceneggiatore e finisce in un marasma di spunti (e noia) che fallisce nel centrare il suo obiettivo.
Conclusione: scienza, etica e futuro sarebbero temi interessantissimi sui quali modellare una trama. Qui, purtroppo, si sprecano soldi e cast per un risultato francamente insoddisfacente, molto concentrato sulla resa in immagini (molti effetti speciali) e sul clamore che, di base, suscita l'incipit della trama (upload di un cervello umano alias coscienza su un computer). Deludente.
Box Office: $65,100,529
Consigli: In grado di generare notevoli aspettative, questo blockbuster di fantascienza finisce, però, per concentrarsi sui soliti temi: amore, tradimento della fiducia, guerra testosteronica tra chi la pensa diversamente. Si poteva fare molto di più a livello di sceneggiatura e il disastroso flop al botteghino ne è certamente un riflesso inequivocabile. Ed è un peccato considerando che il cast è notevole: Johnny Depp, Rebecca Hall, Paul Bettany, Kate Mara, Cillian Murphy, Morgan Freeman.
Parola chiave: Trascendenza.

Trailer

Bengi

lunedì 12 maggio 2014

Film 712 - The Iron Lady

Luigi si era perso un recente ruolo fondamentale nella carriera di Meryl Streep. Recuperare subito!

Film 712: "The Iron Lady" (2011) di Phyllida Lloyd
Visto: dal computer di Luigi
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Nonostante abbia comprato il dvd, la scelta è stata dettata non tanto dal fatto che il film sia un capolavoro, ma dalla magnifica interpretazione di Meryl Streep nei panni di Margaret Thatcher. Lo so che è inutile ribadirlo, ma Meryl può tutto e quest'ulteriore interpretazione ne è l'ennesima prova. Nonostante mi sia dispiaciuto seriamente che far vincere la Streep abbia significato far perdere Michelle Williams per "My Week with Marilyn", non si può che considerare il terzo Oscar della sua carriera come Miglior attrice semplicemente meritato (l'ultima volta che ha vinto era il 1983). Ovvero: era ora.
Come anticipavo all'inizio, la pellicola di per sé non è riuscitissima e, anzi, manca di un filo conduttore forte e facile da rintracciare. Purtroppo la trama finisce per essere influenzata dal caos di ricordi di un'anziana Thatcher che fatica lei stessa a trovare la propria strada fra i ricordi e il risultato è molto dispersivo e poco incisivo. Se, infatti, l'intento fosse stato celebrativo per quanto riguarda la politica del Primo Ministro inglese o se fosse stata una sorta di biografia personale o, ancora, un racconto di fiction su come una tale figura umana e politica abbia fatto i conti col proprio passato... in ognuno dei casi comunque il tentativo è fallito. Perché "The Iron Lady" è ognuna di queste cose, ma nessuna delel tre.
Il film, insomma, è confuso, ma non lo è la sua protagonista, che spiazza l'audience con una performance veramente impeccabile in grado da sola di valere la visione della pellicola. Anche perché, Streep e Jim Broadbent a parte, non ci sono altri attori protagonisti veramente degni nota.
Film 384 - The Iron Lady
Box Office: $114,956,699
Consigli: Gli amanti della Streep andranno in visibilio per questa ennesima testimonianza del talento dell'attrice. Chi, invece, si aspettava una biografia o quantomeno un approfondimento coscienzioso e ben costruito della vita privata e pubblica di Margaret Thatcher rimarrà, probabilmente, un po' deluso sia per i contenuti che per la messa in scena. Il risultato finale rimane un po' troppo sulla superficie, anche se Meryl salva decisamente la sorte di tutta la produzione. 2 Oscar: Miglior attrice protagonista e Miglior trucco.
Parola chiave: Politica.

Trailer

Bengi

Film 711 - Notte folle a Manhattan

Un film che rivedo sempre volentierissimo, perfetto per una serata casalinga di relax e divertimento!

Film 711: "Notte folle a Manhattan" (2010) di Shawn Levy
Visto: dal computer di Luigi
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: E' un film sempre carino e divertente, capace di lasciare col sorriso anche lo spettatore che è alla sua terza visione. Merito, certamente, delle coppia di protagonisti Steve Carell e Tina Fey, in grado di strapazzarsi fisicamente e riciclarsi criminali, nonché fuggiaschi per sfuggire da una situazione surreale che li coinvolge, loro malgrado, nella ricerca di una chiavetta USB. Non mancheranno equivoci, sparatorie, inseguimenti e tutto ciò che può venire in mente che sia totalmente fuori dalla routine di coppia.
Oltre al magnifico duo comico - che insieme conta 3 Golden Globes all'attivo - anche una serie di comprimari ormai celebri come Mark Wahlberg, Taraji P. Henson, Kristen Wiig, Mark Ruffalo, Ray Liotta, James Franco e Mila Kunis a disposizione di una storia piacevole e in grado di mantenere le aspettative.
In generale, un prodotto piuttosto riuscito nell'ottica del suo scopo scopo commerciale e, nonostante non tutti avrebbero scommesso su un box office ricchissimo visto la scelta di due star della televisione piuttosto che del cinema, anche dal punto di vista dell'incasso il film è stata una sorpresa positiva.

Film 111 - Notte folle a Manhattan
Film 338 - Notte folle a Manhattan
Film 1174 - Notte folle a Manhattan
Box Office: $152,269,033
Consigli: Piuttosto spietato nel dipingere la routine quotidiana di una coppia sposata della classe media americana, "Date Night" distruggere letteralmente i suoi protagonisti per riplasmarli a coppia di detective-misto-delinquenti catapultandoli in una serie di avventure che scaturisono dal momento in cui la coppia "ruba" la prenotazione al ristorante di una coppia che non si presenta per il tavolo. Ne seguiranno una serie di eventi pazzeschi e, sinceramente, anche piuttosto divertenti che metteranno in luce la bravura e le capacità di Fey e Carell. Spassoso e perfetto per una serata leggera.
Parola chiave: Tripplehorns.

Trailer

Bengi

venerdì 9 maggio 2014

Film 710 - Vampire Academy

Ero curioso di capire di cosa parlasse questo film...

Film 710: "Vampire Academy" (2014) di Mark Waters
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Esperimento cinematografico semi-riuscito, incrocio tra "Harry Potter" e "Twilight", anche questo "Vampire Academy" è tratto da un libro che, neanche a dirlo, è solo il primo di una serie.
Il target di pubblico cui si rivolge questo prodotto è essenzialmente giovane o molto giovane e gli snodi della trama si focalizzano su tappe centrali della vita dei teenagers come la popolarità al liceo, il ballo di fine anno, le amicizie, i primi amori. Nessuno di questi temi viene qui analizzato in maniera particolarmente originale o innovativa e, inevitabilmente, il film finisce per risultare il clone di milioni di altri prodotti cinematografici simili.
L'ambientazione scolastica è molto vicina a quella potteriana e la descrizione del quotidiano nel cambus rafforza questo legame con la creatura della Rowling, pur rimanendole assolutamente inferiore. Il fatto che i protagonisti siano vampiri, poi, catapulta "Vampire Academy" in un universo fantasy costellato di esemplari assolutamente simili tra loro per caratteristiche e realizzazione, il cui esponente più famoso di Stephenie Meyer è solo la punta dell'iceberg. In questo senso il film fallisce nel caratterizzarsi in maniera autonoma e finisce per assomigliare ai tanti che lo hanno preceduto. Colpisce solamente la simpatia del personaggio interpretato da Zoey Deutch, anche se alla lunga la sfrontatezza impulsiva di Rose un po' stanca. Strana, invece, la scelta di Lucy Fry e delle sue labbra come co-protagoniste, considerando che la pronuncia della lettera "S" è per loro di non facile esecuzione.
Per il resto questa pellicola è incisiva esattamente quanto lo sono stati tutti gli altri esempi più o meno uguali che abbiamo già visto mille volte sullo schermo. E' carina e si vede senza sforzo, ma una volta che si arriva ai titoli di coda la si è già quasi dimenticata.
Box Office: $15,391,979
Consigli: Nonostante il target teen e il budget non certo da produzione kolossal (4.1 milioni di dollari per realizzarlo) un certo numero di attori e volti noti ci sono: Gabriel Byrne (un Golden Globes per "In Treatment"), Olga Kurylenko (Bond Girl in "Quantum of Solace" vista anche nel recente "Oblivion"), Sarah Hyland (star di "Modern Family") e Joely Richardson (due nomination ai Golden Globes per "Nip/Tuck").
Il film non è niente di che e, anzi, ha certi passaggi piuttosto superficiali, ma sicuramente va bene per una serata spensierata o all'insegna del fantasy per ragazzi (se si è appassionati). E' meglio di un qualunque "Twilight", comunque.
Parola chiave: Spirit.

Trailer

Bengi

giovedì 8 maggio 2014

Film 709 - Biancaneve e il cacciatore

Avevo comprato il dvd prima di partire per l'America ed ero assolutamente intenzionato a rivedere questa pellicola appena tornato.

Film 709: "Biancaneve e il cacciatore" (2012) di Rupert Sanders
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: La mia prima visione londinese era stata influenzata da stanchezza e sonnolenza, quindi a parte una buona impressione iniziale per fotografia, effetti speciali e una grandissima Charlize Theron, non potevo spingermi troppo oltre. La verità è che, per quello che mi aspettavo e cercavo, "Biancaneve e il cacciatore" era perfettamente conforme alle aspettative.
Ora che ho visto e rivisto bene, posso confermare che, ineffetti, il film è un buon esempio di blockbuster nonché interessante revisione della fiaba Disney. Chiaro che, quando si compara la bellezza della Theron a quella di Kristen Stewart e la si fa spuntare alla seconda il tutto suona un po' ridicolo, ma è ovviamente il ruolo di cattiva della storia che vince e rimane inevitabilmente impresso nella mente dello spettatore, quindi pace.
In linea generale "Snow White and the Huntsman" è un prodotto commericale funzionale al suo principale scopo di accaparra-incasso, tanto che è già in produzione un secondo capitolo per il 2016 con, riconfermati, i protagonisti Kristen Stewart e Chris Hemsworth nei panni di Biancaneve e del cacciatore senza (ancora) un nome di battesimo. Io l'ho trovato un film d'intrattenimento piacevole, senza infamia e senza lode. Anzi, piuttosto godibile, a dire il vero. Niente di impegnativo, ma comunque una produzione curata e realizzata secondo un preciso stile estetico con, inoltre, una certa cura per i costumi (specialmente quelli della cattiva Ravenna/Theron) da parte di Colleen Atwood (già 3 volte premio Oscar) oltre che un'interessante rivisitazione del famoso 'specchio delle brame'. Carino.
Ps. E' l'ultimo film di Bob Hoskins, scomparso lo scorso 29 aprile.
Film 417 - Snow White and the Huntsman
1129 - Il cacciatore e la regina di ghiaccio
Box Office: $396,592,829
Consigli: Kristen Stewart sporca di fango e decisa guerriera affronta una magica Charlize Theron che inquieta e seduce personaggi e pubblico. La visione vale anche solo per lei, davvero magnetica. La trama si segue senza pensieri, l'interpretazione della Stewart non ha scosse come al solito e Chris Hemsworth, che nella versione originale è praticamente incomprensibile, qui grazie al doppiaggio ha finalmente un senso (anche se pure qui ha sempre il solito ruolo da macho muscoloso). Tutto sommato un esempio di cinema commerciale non male.
Parola chiave: Foresta Oscura.

Trailer

Bengi

martedì 6 maggio 2014

Film 708 - Botte di fortuna

Una pellicola di cui non avevo mai sentito parlare suggerita dallo streaming e da... Luigi.

Film 708: "Botte di fortuna" (2012) di Ramaa Mosley
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Commedia strana a tinte decisamente black per una produzione tra l'indie e vaghi tentativi da approccio più maturo. Il risultato è un mix, una sorta di mezza via tra quello che potrebbe essere sia un film indipendente ad "alto" budget che una produzione commerciale a "basso" budget.
In generale l'espediente narrativo è piuttosto divertente - una teiera magica che produce soldi ogni qualvolta il suo proprietario o chi intorno a lui si faccia male - e l'evolversi della storia abbastanza in linea con le aspettative da commedia, tra buffi incidenti, roccamboleschi tentativi di guadagnare sempre più soldi e uno "sfondo" nerd che tanto piace agli americani e qui si adatta molto bene alla storia e ai due attori protagonisti. Carina e capace Juno Temple che, anche se non è plausibilmente la femme fatale che tentano di spacciare nella storia - e, sopresa(!), particolarmente efficace l'ex bambino prodigio Michael Angarano, sinceramente una piacevoel sorpresa. I due non solo sono una bella coppia, ma funzionano bene sullo schermo.
Tutto sommato, anche se ammetto non volessi dare alcuna chance a questa pellicola - tutto merito di Luigi se l'abbiamo vista-, devo dire che "The Brass Teapot" è stato proprio una piacevole, divertente sopresa.
Box Office: $6,997
Consigli: Carino e con qualche idea davvero originale, vale la pena dargli una possibilità. Certamente una commedia piacevole e 'fresca' anche grazie alla simpatica e contusa coppia di protagonisti. Si vede volentieri.
Parola chiave: Teiera.

Trailer

Bengi

lunedì 5 maggio 2014

Film 707 - Noah

Tornato in Italia, questo è il primo film che ho visto (e che, francamente, ero molto curioso di vedere).

Film 707: "Noah" (2014) di Darren Aronofsky
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Forse mi aspettavo qualcosa di più... biblico (letteralmente)? Forse mi aspettavo qualcosa di meno... triste? Insomma, 125 milioni di dollari per produrre... questo? Cos'è, un biblio-fantasy? Dio è diventato il 'Creatore', Noé fa a botte, angeli di pura luce (...) che precipitano sulla terra divenendo Vigilanti di pietra? Sinceramente: ma di cosa stiamo parlando?
Preciso: se fosse stato un fantasy, niente di che. Ma perché scegliere questa storia e rivederla in questo specifico modo? Non è una critica, ma proprio una curiosità a cui non riesco a trovare una risposta. Dato che mi pare evidente che la narrazione di un fatto, religiosamente parlando, non fosse l'interesse ultimo del film, qual è lo scopo di rivedere così la storia?
Me lo sono chiesto perché, al di là delle mirabolanti avventure di Noé, della sua follia pseudo religiosa, della sua famiglia devota più a lui che al Creatore e di tutti gli effetti speciali utilizzati, non ho proprio colto il perché si è voluto raccontare questa vicenda. Il messaggio religioso poteva benissimo essere veicolato attraverso la narrazione 'biblica'. Se si avesse, invece, voluto raccontare una storia di fantasia, bastava scriverne una. La commistione di questi due elementi insieme ha generato, a mio avviso, solo un gran francasso mediatico, privo però di un fulcro ripieno di contenuti, scopi e, in ultima analisi, qualcosa da mostrare. Insomma, "Noah" si segue, per carità, ma ne rimane ben poco dopo la visione.
Russell Crowe, ormai granitico pacioccone, è il prescelto di una confessione divina che passa per il sogno, ma sarebbe incomprensibile a chiunque altro fuori che lui. L'arca, costruita necessariamente attraverso l'aiuto dei Vigilanti - uno degli unici due scopi che hanno queste 'figure' di pietra, l'altro è proteggere Noé e la sua famiglia dalle altre persone durante il diluvio -, è qualcosa di mastodontico che sottintende, tra le altre cose, che il nostro protagonista fosse qauntomeno ingegnere. Gli altri personaggi del film, ovvero la sventurata famiglia, sono più che altro comparse su uno sfondo fatto per molto tempo di sola acqua. Curioso che entrambe le coppie Crowe- Jennifer Connelly e Emma Watson-Logan Lerman si ritrovino in questo comune set bagnato, dopo aver già intrapreso l'avventura di girare un film insieme (rispettivamente "A Beautiful Mind" e "Noi siamo infinito") e certamente più riuscito di questo. Che, per carità, non è che non svolga a dovere il suo compito di intrattenre, ma fallisce nel trovare una sua dimensione, relegando agli effetti speciali un ruolo da protagonista che, alla fine, è inevitabilmente poco incisivo. Peccato, perché il regista Aronofsky è quel genio che ha partorito "Black Swan" e il cast è certamente di tutto rispetto (i tre premi Oscar Russell Crowe, Jennifer Connelly e Anthony Hopkins, poi Emma Watson, Logan Lerman, Ray Winstone, Douglas Booth, Nick Nolte). Spero non si pensi di girare un sequel, questo basta e avanza.
Box Office: $320,664,746
Consigli: Blockbuster di colossali dimensioni, dai numeri certo interessanti, ma dal contenuto un po' piatto. Belli gli effetti speciali e sicuramente anche di intrattenimento l'insieme, ma manca "un'anima" che differenzi questo prodotto da una miriade di fotocopie visivamente e narrativamente simili. Russell Crowe ormai è un cartonato. Peccato.
Parola chiave: Arca.

Trailer

Bengi

sabato 3 maggio 2014

Film 706 - Notting Hill

Quinto ed ultimo film ad alta quota!

Film 706: "Notting Hill" (1999) di Roger Michell
Visto: dalla tv dell'aereo
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Non lo ricordavo quasi per niente, ma ricordavo perfettamente di non essermi mai particolarmente innamorato di questa pellicola, uno degli esempi più iconici di quel genere che potremmo definire "romantico".
Ci sono tutti gli elementi al posto giusto per permettere di sognare ad occhi aperti 
a chiunque desideri trovare un lieto fine dopo numerose avversità, chiunque ricerchi il vero amore e lo persegua come scopo di vita o chiunque ritenga che per dimostrarsi amore ci sia bisogno di un'infinità di discorsi col cuore in mano e decisamente carichi di parole ricchissime di significato (amoroso). Questo è - o, per meglio dire, come lo vedo io - "Notting Hill". 
Non che mi sia dispiaciuto, anzi in aereo mi è stato davvero di grande aiuto per affrontare l'ultima parte del viaggio tra l'alba e una colazione plasticosa, però non posso proprio dire che abbia ritrovato interesse per questo prodotto cinematografico. Hugh Grant qui è ai suoi massimi livelli di stropicciamenti emotivi e zerbinaggio servile nei confronti di una Julia Roberts che definire antipatica è farle un complimento al pari di definirla bellissima. Avrebbero dovuto licenziare chi ha curato i costumi del film perché è tutto un totale disastro. E ok che erano gli anni '90, ma c'è un limite a tutto.
Coppia protagonista a parte, la cosa che ho trovato più fastidiosa in assoluto è la necessità che tutto si sistemi per forza, ovvero che tutti ottengano o quello che meritano o la punizione che spetta loro. Quest'ordine cosmico tra l'happy ending e il karma per dilettanti è quanto di peggio, a mio avviso, ha prodotto la commedia romantica di un paio di decenni fa, finendo per semplificare talmente tanto le cose dal renderle totalmente irreali. Ma, naturalmente, è il prezzo da pagare quando ci si approccia a questo tipo di prodotto commerciale, quindi non posso dire non fossi preparato.
Ho apprezzato, invece, la sempre magica cornice londinese, lo spunto - che approfondito in maniera matura sarebbe stato di gran lunga più interessante di come reso qui - di contrapporre una famosa attrice a un uomo comune e di vedere cosa ne veniva fuori e, neanche a dirlo, il fantastico Rhys Ifans, spalla capace di rubare la scena ad entrambi i protagonisti ogni volta che è in scena.
In linea generale, comunque, credo si possa dire che "Notting Hill" è l'esempio più classico che possa venire in mente quando si pensa alla rappresentazione superficiale dell'amore al cinema nei tempi moderni. Come dicevo c'è tutto quello che serve perché il mix di ingredienti funzioni a creare il giusto equilibrio di amore, cuori spezzati, pseudo approfondimenti antropologici dei personaggi, grandi citazioni e, lo voglio ribadire ancora, una rappresentazione dei sentimenti che passa soprattutto attraverso dialoghi carichissimi di significati. Una profusione sentimentale in parole che cola letteralmente dalle labbra e di William e di Anna una volta che il loro amore è sbocciato. Una formula che evidentemente fa centro se si considera che alcuni dei dialoghi di questa pellicola sono diventati molto più che famosi, addirittura cult.
Box Office: $363,889,700
Consigli: 3 nomination ai Golden Globes e un incasso all'epoca stratosferico conferiscono a questa pellicola il potere curioso di attirare l'attenzione nei confronti di un prodotto che, alternativamente, parrebbe oggi non avere niente di personale da raccontare. L'errore, però, è proprio voler vedere con l'occhio di oggi un film che porta sulle spalle 15 anni di onorata carriera romantica, che sicuramente ha fatto sognare milioni di cuori infranti e non e che è diventato simbolo di un'accezione dell'amore che - seppur non condivisibile da chiunque - è certamente importante considerare più che altro per il fenomeno che questo film è stato. E' ancora oggi un prodotto legato all'immaginario collettivo popolare e la storia d'amore tra William e Anna è assolutamente una delle più conosciute in assoluto. Vale la pena, allora, ricordarsi almeno perché "Notting Hill" abbia avuto così tanto successo o sia riuscito così bene ad infiltrarsi in quella che tanto ci piace chiamare "cultura popolare". Si può rimanere affascinati o non apprezzarlo affatto, ma un fenomeno, come tutti i fenomeni del resto, non può essere ignorato. Va almeno studiato.
Parola chiave: Fama.

Trailer

Bengi

venerdì 2 maggio 2014

Film 705 - Frozen

Primo film scelto sulla vita del ritorno da New York, ho scelto di dare una seconda possibilità ad una pellicola che pare essere ancora inarrestabile.

Film 705: "Frozen" (2013) di Chris Buck, Jennifer Lee
Visto: dalla tv dell'aereo
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Devo ammettere che continuo a non comprendere la frenesia da "Frozen" che ha coinvolto moltissimi e non smetto di stupirmi quando penso all'incasso del film e che la colonna sonora è ancora alla #1 della Billboard da settimane arrivando ad accumulare ad oggi, solo negli USA, 2.450.000 di copie vendute. Di conseguenza mi è sembrato di poter dare una seconda chance a quest'ultima fatica Disney, destinataria di un'infinità di critiche positive e premi - tra cui due Oscar - della passata stagione cinematografica, con l'unica differenza che, questa volta, ho scelto di vederla in inglese.
Non che il mutato approccio linguistico abbia acceso in me un sentimento d'amore, però devo dire che un po' la differenza l'ha fatta. Certamente sono partito prevenuto quando ho scoperto che personaggi come Serena Autieri ed Enrico Brignano doppiavano la versione italiana, quindi la cosa ha influito sul mio primo approccio, mentre in questo caso ho gradito un doppiaggio e un'intonazione degni di essere definiti tali. In particolare trovo ci abbia guadagnato Olaf, mitica spalla di neve, davvero ben interpretata da Josh Gad.
In generale trovo comunque che "Frozen" sia una favola piuttosto debole rispetto ad altri capolavori che la Disney ha prodotto negli anni e, sebbene non si può certo dire che sia un prodotto brutto o inefficace, rimango dell'idea che non si vada oltre il 'carino'. Capace di insinuarsi lentamente in testa, invece, la canzone "Let It Go" cantata da Idina Menzel è, oltre che estremamente funzionale alla storia, un pezzo ben scritto e stranamente difficile da dimenticare. Da questo punto di vista bisogna dire che la Disney sa sempre come farsi notare. Chapeau.
Film 649 - Frozen - Il regno di ghiaccio
Box Office: $1,143,801,943
Consigli: Un film d'animazione carino, con qualche bel numero musicale e certamente curato dal punto di vista della realizzazione. Olaf è il personaggio più divertente, mentre il messaggio d'indipendenza che passa attraverso le due protagoniste è - seppure tardivo e un po' casuale - positivo. Ottimo per una serata tranquilla.
Parola chiave: Ghiaccio.

Trailer

Bengi