sabato 21 ottobre 2017

Film 1423 - The Sixth Sense

Per un po' di giorni sono andato per grandi aree tematiche. Dopo i tre cartoni animati di fila, sono passato all'horror a tinte thriller come se niente fosse. E, soprattutto, nonostante l'assordante casino dell'area comune del mio ostello.

Film 1423: "The Sixth Sense" (1999) di M. Night Shyamalan
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Ma sì, ovviamente lo avevo già visto, eppure è stato come rivederlo per la prima volta; insomma, come al solito non ricordavo nulla. Tranne la famosa scena del "Vedo la gente morta". Quella non si scorda...
Vedere "The Sixth Sense" a quasi vent'anni dalla sua uscita in sala fa un po' effetto, considerando che adesso Bruce Willis non ha più un capello e fa la pubblicità della Vodafone e Haley Joel Osment è un ometto strano che ha conservato la faccia da bambino nel corpo di un adulto non esattamente in formissima. Al di là di questo, dicevo, fa effetto pensare che sia passato già così tanto tempo da quando il mondo conobbe il fenomeno M. Night Shyamalan, solo recentemente riabilitato grazie a titoli degni di nota dopo notevoli passi falsi e flop ("Lady in the Water", "E venne il giorno", "After Earth").
Questioni marginali a parte, come sta il nostro caro sesto senso? In forma direi, nonostante la quasi maggiore età conquistata (mi riferisco alla data di uscita italiana, 29 ottobre 1999, in America uscì il 6 agosto). Il film infatti è sempre in grado di evocare un certo buon numero di scene intriganti e singolari, riuscendo a costruire un crescendo di suspense e tensione rotto solo dalla rivelazione del grande segreto che sta dietro tutta la storia (spoilerone con 6.567 giorni di ritardo): Bruce Willis muore dopo la prima scena.
Bisogna ammettere che al tempo fu una trovata geniale, un colpo di scena da maestro che conferiva alla trama quel giusto elemento di sorpresa perfettamente in linea con tutto il racconto, tanto da far esclamare a fine visione "Finalmente ha tutto senso!". E in effetti senso ce l'ha (mi astengo da facili battute legate al titolo). Insomma, la scelta di rivedere questa pellicola mi ha soddisfatto, ricongiungendomi a una storia di cui ricordavo gli snodi essenziali senza però riuscire a connettere tutti i punti. Di fatto "The Sixth Sense" è un buon thriller che mixa intelligentemente alcune caratteristiche dell'horror, per un risultato finale spaventoso quanto soddisfacente e sufficientemente riuscito. Ancora oggi. Ps. 6 candidature agli Oscar del 2000 (Miglior film, regia, sceneggiatura, attrice e attore non protagonisti (Collette, Osment), montaggio), 2 ai Golden Globes (sceneggiatura e attore non protagonista) e 4 ai BAFTA (film, regia, sceneggiatura e montaggio).
Cast: Bruce Willis, Toni Collette, Olivia Williams, Haley Joel Osment, Donnie Wahlberg, Glenn Fitzgerald, Mischa Barton, M. Night Shyamalan.
Box Office: $672.8 milioni
Consigli: Devo dire che questo titolo è riuscito a mantenere intatto un certo fascino nonostante gli anni che passano e la storia che, una volta conosciuto il finale, perde parte del suo originale appeal. Forse non una scelta valida per ogni occasione, eppure una pellicola da tenere presente quando si sia alla ricerca di un buon thriller dalle tinte in parte horror e dal sapore già leggermente vintage.
Parola chiave: Fantasmi.

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giovedì 19 ottobre 2017

Film 1422 - It

E siamo al primo appuntamento in sala dopo il mio sbarco in terra straniera. Il film l'ho visto tre settimane fa, in Italia esce oggi. Buona visione... se ce la fate!

Film 1422: "It" (2017) di Andy Muschietti
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Primo film visto al cinema qui in Australia, ho optato per quella che sembrava la scelta più facile: una storia che già conoscevo, un cast di praticamente soli ragazzini e un genere, l'horror, che solitamente punta tutto sulle immagini. Così mi sono sorpreso in difficoltà quando si è trattato di capire appieno i dialoghi, non esattamente comprensibili su tutta la linea. Forse la differenza sta nella mancanza di sottotitoli - fino ad ora tutti i film in lingua che ho guardato qui avevano la sottotitolazione originale - in ogni caso ho fatto a tratti fatica a capire. Poi, sia chiaro, alla fine della storia ci sono arrivato lo stesso serenamente e senza intoppi.
Il cast mi è sembrato particolarmente azzeccato, in particolare i giovani attori, tutti piuttosto convincenti. Bill Skarsgård, con il suo leggero strabismo, è perfetto per il ruolo, già disturbante in partenza; le stramberie del suo clown non sembrerebbero fare paura, eppure ci si sorprende spesso incollati alla sedia.
C'è non poca efferatezza in questa pellicola, cosa che ho trovato molto strana all'inizio, poi ho capito che un cast di protagonisti così giovane tendeva ad "ingannarmi" relativamente al genere di questa pellicola, portandomi spesso (anche durante la visione stessa) ad immaginarmelo come una sorta di "Stand by Me" incrociato a "Stranger Things", cosa che poi è, non fosse per la deviazione nel campo dell'orrore.
Gli effetti speciali sono buoni, così come fotografia e colonna sonora e devo dire che sono rimasto particolarmente colpito dalle scenografie e dai costumi, in grado di ricreare un effetto anni '80 particolarmente realistico ed efficace. Tutto sommato, quindi, ho trovato questo primo episodio cinematografico tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King piuttosto ben riuscito e intrigante, carico di una buona dose di inquietante terrore e momenti di spavento; forse lo avrei solo accorciato un po' all'inizio.
Film 446 - It
Cast: Bill Skarsgård, Jaeden Lieberher, Finn Wolfhard, Jeremy Ray Taylor, Sophia Lillis, Chosen Jacobs, Jack Dylan Grazer, Wyatt Oleff, Nicholas Hamilton.
Box Office: $631.5 milioni (ad oggi)
Consigli: Premesso che non ho mai letto il libro, credo comunque che questo "It" rappresenti un ottimo esempio non solo di trasposizione cinematografica da un altro medium, ma anche di come si possano ancora fare horror di qualità senza dover scomodare banalità e cliché già visti e rivisti (e ricordiamoci che di questa storia esisteva già la miniserie del 1990). Ho trovato questo titolo un po' lungo, ma in grado di generare suspense e non pochi momenti di paura, tanto da riuscire nel finale a lasciare lo spettatore sufficientemente spaventato e curioso di capire come evolverà la storia nel prossimo capitolo in uscita il 6 settembre 2019. Dunque un appuntamento imperdibile per chi ama il genere, un film che non penso lascerà delusi i fan.
Parola chiave: Palloncino.

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domenica 15 ottobre 2017

Film 1421 - A Bug's Life

Ebbene sì, un altro cartone animato. Questa volta la scelta non è stata casuale, dopo aver scoperto che era disponibile nel catalogo Netflix, ho subito deciso di recuperarlo.

Film 1421: "A Bug's Life" (1998) di John Lasseter
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Cosa mi ricordavo di questo film? Assolutamente niente. Va detto che, innanzitutto, lo avevo visto al cinema nel lontano 1999 e, da allora, non ho più ripetuto la visione; in secondo luogo parte dei miei ricordi erano, in realtà, mixati con la trama dell'altro cartoon molto simile (e uscito esattamente nello stesso periodo) "Z la formica". Per cui, una volta recuperato "A Bug's Life" mi sono accorto che niente di quello che pensavo sarebbe accaduto nella storia si è poi di fatto verificato...
Qui la trama è semplice e parte dal presupposto famosissimo che la formica sia un'instancabile lavoratrice e la cicala una pigra nullafacente, in questo caso addirittura antagonista della prima in quanto le richiede di sacrificare parte del raccolto dell'inverno come tributo da offrire in cambio dell'essere risparmiata. Neanche a dirlo, sarà il più emarginato e incompreso di tutto il formicaio a salvare la situazione - dopo averla irrimediabilmente compromessa - e a determinare un cambiamento radicale nella vita di tutte le sue compagne. Il progresso al tempo delle formiche in digitale.
Devo ammettere che "A Bug's Life" mi è davvero piaciuto e mi ha lasciato soddisfatto, oltre che enormemente colpito dal grande progresso fatto nel giro di neanche vent'anni nel campo della computer grafica applicata al prodotto cinematografico. Già così, in realtà, il film si presenta all'avanguardia e sorprendentemente avanzato, ma è inutile nascondere che il salto in avanti fatto in questi 18 anni sia stato qualcosa di sorprendente. La trama è piacevole e godibile, anche divertente e il doppiaggio da parte di non pochi grandi nomi di cinema e tv (Kevin Spacey, Julia Louis-Dreyfus, Dave Foley, Hayden Panettiere, Bonnie Hunt) risulta particolarmente efficace ed azzeccato.
Insomma, un cartoon riuscito e bello da guardare anche a così tanto tempo dalla sua uscita nelle sale.
Ps. Candidato a un Oscar e un Golden Globe per la colonna sonora di Randy Newman oltre che un BAFTA per i Migliori effetti speciali.
Cast: Dave Foley, Kevin Spacey, Julia Louis-Dreyfus, Hayden Panettiere, Phyllis Diller, Richard Kind, David Hyde Pierce, Denis Leary, Madeline Kahn, Bonnie Hunt.
Box Office: $363.3 milioni
Consigli: Perfetto titolo d'animazione "vintage" da recuperare con tutta la famiglia, adatto ad ogni occasione che richieda relax e una storia piacevole adatta a tutti.
Parola chiave: Circo.

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giovedì 12 ottobre 2017

Film 1420 - Storks

I primi giorni d'Australia sono stati emozionanti e carichi di piccole cose tanto sognate e finalmente realizzate, anche se, devo ammettere, altrettanto carichi di disturbi. Uditivi.
Per questo motivo, alla terza notte di ruggente russare del mio compagno di letto a castello - ribattezzato "il trattore" - ho deciso di tentare una nuova strategia e, uscito dalla camera alle 3 del mattino, me ne sono andato nell'area comune adibita alla tv e, Netflix alla mano, ho messo su il primo e più facile film che sono riuscito a trovare. Ovvero un altro cartone animato.

Film 1420: "Storks" (2016) di Nicholas Stoller, Doug Sweetland
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: E così il caso ha voluto che, subito dopo un film d'animazione incentrato su una coppia di fratelli di cui uno piovuto dal cielo, mi sia ritrovato a vedere un altro cartoon incentrato su bambini che piovono dal cielo e una famiglia che attende il nuovo pargolo. Coincidenze buffe.
In realtà devo ammettere che - sarà stata anche la visione così tardi - io questo "Storks" l'ho trovato super divertente. Spassoso, con un protagonista doppiato magnificamente da Andy Samberg (che è sempre un grande, recuperate le sue apparizioni al "Saturday Night Live" e, soprattutto, adesso in quel gioiellino che è "Brooklyn Nine-Nine"), una co-protagonista disastrosamente incapace di farne una giusta, una storia facile facile, ma sufficientemente personalizzata e spassosa. Insomma un'avventura che costringerà una cicogna e un'umana, cresciuta proprio tra le famose consegnatrici di bambini, a collaborare per consegnare un "pacco" alla vecchia maniera, ovvero senza usare il nuovo metodo computerizzato. Inutile dire che tra il partire e l'arrivare a destinazione ne succederanno di tutti i colori.
Molto della parte piacevole di questa pellicola sta proprio nel viaggio, una parte centrale divertente e ricca di buffi personaggi francamente azzeccati; c'è la giusta dose di stramberia, quanto basta per rendere il racconto dinamico e di intrattenimento, per un happy ending finale tanto scontato quanto rincuorante. Dopotutto è pur sempre un film per bambini.
Cast: Andy Samberg, Katie Crown, Kelsey Grammer, Jennifer Aniston, Ty Burrell, Keegan-Michael Key, Jordan Peele, Danny Trejo.
Box Office: $182.4 milioni
Consigli: Piacevole, spassoso, divertente, questo "Storks" riesce a risultare godibile senza sbagliare quasi niente. Certo, parliamo di una pellicola d'animazione per un pubblico giovanissimo, ma si tratta sicuramente di un titolo per tutta la famiglia che non dovrebbe lasciare scontento nessuno. Ideale per un momento di relax.
Parola chiave: Indirizzo.

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Film 1419 - The Boss Baby

Ultimo film della traversata transoceanica - in realtà ho cominciato "Snatched" con Amy Schumer e Goldie Hawn ma non ho fatto in tempo a finirlo -, questa volta ho voluto puntare su qualcosa che non dico fossi certo mi sarebbe piaciuto, ma quanto meno sembrasse avere buone potenzialità.

Film 1419: "The Boss Baby" (2017) di Tom McGrath
Visto: dalla tv dell'aereo
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: E alla fine, dopo solamente 1 tentativo su 4 soddisfacente, sono riuscito a trovare una pellicola divertente, leggera, spassosa. Ci voleva un cartone animato per ritrovare la spensieratezza fresca e senza pretese, la battuta facile ma efficace, insomma il buon umore. Dopo titoli particolarmente pesanti e cupi - di cui uno proprio brutto - con "The Boss Baby" devo dire di aver passato una piacevolissima ora e mezza di rilassante e sciocco intrattenimento senza pretese. Sì perché, parliamoci chiaro, non si tratta certo di un prodotto per palati raffinati. Siamo lontanissimi dalla qualità cui Pixar o Disney ci hanno abituato, eppure nel marasma di titoli in catalogo, questo è stato sicuramente uno dei più efficaci rispetto alle mie aspettative e necessità da viaggio. Insomma, dovevo tenere la mente occupata per ancora qualche ora e sicuramente con questo film ci sono riuscito egregiamente!
Ps. Ovviamente il sequel è già in cantiere e l'uscita è prevista per il 26 marzo 2021.
Cast: Alec Baldwin, Steve Buscemi, Miles Bakshi, Jimmy Kimmel, Lisa Kudrow, Tobey Maguire.
Box Office: $498.9 milioni
Consigli: Bebè vs cuccioli, questa è la sfida. Il film gioca con questa semplice opposizione nel tentativo di stabilire non tanto chi sia tra le due parti quella più adorabile e carina, quanto come possa fare la prima a riconquistare lo status di più apprezzata dagli adulti. Per questo motivo una serie di bebè in giacca e cravatta si infiltrano all'interno di ignare famiglie così da poterne studiare dall'interno i meccanismi e trovare il modo per riconquistare lo status perduto.
Come si evince si tratta di una favoletta, una trama facile facile per tutta la famiglia che, in ogni caso, non mancherà di lasciare soddisfatti e divertiti. Da recuperare per una serata adatta a tutte le età.
Parola chiave: "Secret Baby Formula".

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mercoledì 11 ottobre 2017

Film 1418 - Ghost in the Shell

La fantascienza mi sembrava una scelta sensata in termini di compagnia durante il lungo viaggio, così ho continuato l'intrattenimento durante il mio volo verso Adelaide scegliendo questo film. Avrò fatto bene?

Film 1418: "Ghost in the Shell" (2017) di Rupert Sanders
Visto: dalla tv dell'aereo
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Mettiamola così: anche se non sapevo cosa aspettarmi, sicuramente mi aspettavo qualcosina di più.
Il film è un caotico mix di scene d'azione alla "Lucy" e ambientazioni alla "Blade Runner" con quel sufficiente tocco giapponese per ricordarci che, dopotutto, sempre di una pellicola tratta da un manga si tratta. Per gli interessati, la produzione americana non ha mancato di subire critiche per il cast della protagonista, di nuovo un'attrice caucasica per interpretare un personaggio non bianco. Non è la prima volta che questo accade, né sarà l'ultima, e comunque mi pare che ad Hollywood il problema si senta, ma poi nemmeno così tanto. Va detto che l'interpretazione della Johansson non ha niente a che vedere con il flop del film, in quanto non le si può certo imputare incapacità o inadeguatezza al ruolo. Stiamo parlando, infatti, del classico prodotto sci-fi d'azione, niente a cui l'attrice non sia ormai più che abituata.
Il vero problema di questo prodotto, o almeno quello che ho riscontrato io, è la totale mancanza di appeal. Sì, gli effetti speciali sono ben fatti, le scene d'azione sono cariche di adrenalina e le scenografie risultano particolarmente efficaci, ma nel complesso mi sono trovato spesso a chiedermi quale fosse il senso di portare la storia al cinema, che cosa si volesse portare allo spettatore scegliendo di adattare "Ghost in the Shell" di Masamune Shirow per il grande schermo. Non ho trovato risposta. Ripeto, mi sembra più che altro che si cercasse di ricalcare atmosfere già di successo nella speranza di cavalcare un'onda che per altri ha funzionato, sfruttando in aggiunta una non certo soffocata componente sexy derivata da "costumi" di scena che lasciano davvero poco all'immaginazione. Forse l'appeal sessuale c'è anche, ma il risultato finale rimane così così, insipido.
Cast: Scarlett Johansson, Michael Carmen Pitt, Pilou Asbæk, Chin Han, Juliette Binoche.
Box Office: $169.8 milioni
Consigli: Fagocitata dall'immenso impiego di effetti speciali, la storia di questo "Ghost in the Shell" sembra a tratti scomparire, a tratti non riuscire ad ingranare mai veramente. Scarlett Johansson si mette in gioco e spinge l'acceleratore quando si tratta di combattimento e risulta comunque credibile nel ruolo del cyber-soldato che non ha niente da perdere, ma il film nel complesso manca di una prospettiva propria e fallisce nel consegnare al pubblico - e ai fan del manga a mio avviso - un prodotto che abbia davvero qualcosa da dire che vada oltre il ricreare atmosfere plausibilmente già viste ed apprezzate. Quindi sì, naturalmente si tratta di un titolo che si può vedere senza problemi, ma non aspettatevi un'esperienza indimenticabile.
Parola chiave: Passato.

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lunedì 9 ottobre 2017

Blade Runner 2049: tra passato e futuro

Set thirty years after the original film, "Blade Runner 2049"'s story depicts a replicant blade runner named K, who discovers the remains of a once-pregnant replicant. To prevent a possible war between species, K is secretly tasked with finding the child and destroying all evidence related to it, leading him to discover that the child bears a connection to missing blade runner Deckard. The movie was released in the United States on October 6, 2017, in 2D, 3D and IMAX. The film received acclaim from critics, with some regarding it as one of the best sequels ever made

E' uscito questo weekend nella maggior parte del mondo il sequel di "Blade Runner" diretto da Denis Villeneuve con recensioni entusiaste e e l'esordio in cima al botteghino di moltissimi paesi, tra cui America, Regno Unito, Australia e Italia


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venerdì 6 ottobre 2017

Film 1417 - Life

Ripartito da Dubai all volta di Adelaide, ho deciso di sfruttare il più possibile il mio tempo in volo (12 ore) regalandomi tanti nuovi film e tutti recentemente usciti e tutti che mi ero perso al cinema. Ecco il primo.

Film 1417: "Life" (2017) di Daniel Espinosa
Visto: dalla tv dell'aereo
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Anche se di fatto a questo film non manca nessun elemento utile al fine di una positiva riuscita, il risultato finale è comunque meno soddisfacente di quanto ci si aspetterebbe. L'ottimo cast non è ben sfruttato da una storia che, innanzitutto, non propone niente di innovativo e poi manca nel consegnare allo spettatore quantomeno qualcosa di piacevolmente intrattenitivo. Di fatto "Life" rasenta il minimo sindacale, propone la solita solfa dell'alieno assetato di sangue che finirà per sterminare un equipaggio che non aveva alcuna possibilità dal momento in cui l'organismo extraterreste fa il suo ingresso in scena.
Non possono salvare la situazione certamente la bella fotografia e gli effetti speciali efficaci, perché quando non c'è niente di nuovo da raccontare, l'aspetto tecnico può tentare di abbellire, ma da solo non può fare tutto il lavoro. Non che si sia di fronte ad una brutta pellicola, semplicemente un prodotto un po' troppo insipido rispetto alle premesse/promesse di trailer e poster, per non parlare del marketing. Sembrava un'avventura al cardiopalma, il racconto di una situazione che precipita vertiginosamente nel momento in cui si fronteggia l'ostile ospite di Marte e, invece, ci si ritrova di fronte ad un prodotto lento e molto parlato, a tratti soporifero - ma di sicuro io ero particolarmente stanco -, con un epilogo che cerca la sorpresa finale e, invece, non fa che confermare ciò che ci si era già prefigurati sarebbe accaduto. Peccato.
Cast: Jake Gyllenhaal, Rebecca Ferguson, Ryan Reynolds, Hiroyuki Sanada, Ariyon Bakare, Olga Dihovichnaya.
Box Office: $100.5 milioni
Consigli: Non tremendo, ma nemmeno riuscito. Mi aspettavo molto di più da questa pellicola che, di fatto, si è dimostrata priva di idee originali e incapace di valorizzare quelle già viste che sceglie di sviluppare. Tecnicamente curato, con un cast pazzesco e una regia che riesce a valorizzare la particolare location spaziale, il risultato finale però non convince. Si guarda, soprattutto se si è fan del genere sci-fi, ma di certo non rimane impresso.
Parola chiave: Guscio di salvataggio.

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domenica 1 ottobre 2017

Film 1416 - King Arthur: Il potere della spada

Secondo film "da viaggio" e ultimo tra quelli visti nella prima parte della mia traversata. Ho fatto a malapena in tempo a finirlo che sono atterrato a Dubai.

Film 1416: "King Arthur: Il potere della spada" (2017) di Guy Ritchie
Visto: dalla tv dell'aereo
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: All'inizio ero molto interessato a vedere questo film al cinema, sembrava esattamente il tipo di prodotto di facile intrattenimento che mi piace vedere. Il flop del primo weekend al botteghino e le pessime critiche mi hanno fatto desistere dall'idea di spenderci dei soldi, così ho pensato fosse più sensato attendere che lo streaming mi proponesse questo riadattamento moderno di Re Artù in maniera totalmente gratuita. Non ho perso tempo, quindi, quando ho scoperto che il catalogo Emirates aveva a disposizione l'ultimo film di Guy Ritchie, regista che fino ad ora ho sempre abbastanza apprezzato, a parte per "Swept Away". E questa pellicola.
Togliamoci subito il pensiero: ma che è? Di che stiamo parlando? Cos'è questo mix di cappa e spada + magia + influenze alla "Trono di Spade"?! Ma soprattutto perché la storia non ha ritmo? Tutto c'è, a parte un piglio avventuriero, quel brio che porta avanti le trame di questo tipo di prodotti. S^ per carità le scene d'azione ci sono, eppure la sensazione è di una mancanza di dinamismo, una lentezza che diventa presto pesantezza a mio avviso resa più acuta dalla presenza del personaggio di Jude Law, Vortigern, che è di una noia colossale e, a livello tecnico, da un abuso del rallenty nel montaggio, un escamotage per enfatizzare un'epicità che manca totalmente al racconto. Peccato, perché visto il cast, le premesse e il budget da 175 milioni di dollari (già!), il potenziale per tirare fuori un blockbuster quantomeno decente c'erano tutte. E invece si perde tempo a raccontare la detronizzazione di un tiranno di cui non interessa a nessuno e l'ascesa del solito tutto-muscoli-e-sani-principi che ci mette davvero troppo a prendere coscienza del proprio inevitabile destino. Francamente 2 ore di pellicola sono troppe, molta della promessa si poteva evitare e, soprattutto, le streghe del mare sono totalmente prive di senso e fuori contesto. Come il cameo di David Beckham.
Cast: Charlie Hunnam, Astrid Bergès-Frisbey, Djimon Hounsou, Aidan Gillen, Jude Law, Eric Bana, Poppy Delevingne, David Beckham.
Box Office: $148.7 milioni
Consigli: Niente di insostenibile, eppure un vero spreco di cast e regia oltre che di soldi. Si poteva costruire una storia più interessante e dei personaggi meno scontati, evitando la confusione narrativa che, invece, regna in questo "King Arthur: Il potere della spada" molto più che il futuro sovrano Artù. Peccato.
Parola chiave: Excalibur.

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venerdì 29 settembre 2017

Film 1415 - Pirates of the Caribbean: Dead Men Tell No Tales

Primo film "da viaggio". Partito alla volta dell'Australia, il viaggio più lungo della mia vita prevedeva numerosi titoli a disposizione per un totale di ore utilizzabili veramente impressionante (quasi 20). La realtà dei fatti è stata leggermente diversa... Stanco come non mai, provato da giorni pre-partenza particolarmente intensi ed emozionanti, una volta davvero partito ho attraversato una serie di fasi emozionali un po' impegnative. Il numero delle ore a disposizione si è così ridotto drasticamente, soprattutto nella prima parte di volo in direzione Dubai: 6 ore di volo e soli due film. Questo è il primo.

Film 1415: "Pirates of the Caribbean: Dead Men Tell No Tales" (2017) di Joachim Rønning, Espen Sandberg
Visto: dalla tv dell'aereo
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Ho scelto questo titolo per primo perché avevo bisogno di una distrazione facile facile. Ammetto che non smaniassi per vederlo, ma l'offerta di Emirates era particolarmente ricca e questo era uno dei titoli più recenti usciti al cinema presenti in catalogo... non ho davvero saputo resistere. Senza contare che vederlo in inglese mi sembrava un'impresa fattibile. Non mi sbagliavo.
Mi sorprendo a dire che, dopo tutto, "Pirates of the Caribbean 5" non è così male come pensavo. E' sicuramente di grande intrattenimento, spettacolare, con effetti speciali magnifici e un cast ricchissimo che non manca nemmeno questa volta di presentare numerose apparizioni speciali (Orlando Bloom, Keira Knightley, Paul McCartney). Nel complesso è l'ennesimo sequel di un franchise sempre più spremuto all'osso che, però, osservato da questo punto di vista è migliore di quanto non sarebbe potuto essere. Rinnovato il comparto attoriale - dopo la Cruz si passa a suo marito Bardem -, ripreso il piglio avventuriero da missione in mare, con un nuovo super cattivo e uno Jack Sparrow sufficientemente divertente, il risultato finale è piacevolmente schiocco e visivamente intrigante, tanto che a conti fatti non si rimane delusi. Personalmente l'episodio di questa saga che uso come paragone è il terzo, che ho trovato brutto e noioso: a confronto "Dead Men Tell No Tales" mi ha convinto, con qualche risata, un piglio sufficientemente dinamico ed uno sfoggio di effetti speciali ancora più pompato del solito - perché, diciamocelo, la Disney in questi prodotti ci tiene a sfoggiare tutto il suo machismo testosteronico da budget sovraumano (230 milioni di dollari) -. Quindi, contro ogni mi previsione, ho finito per apprezzare un prodotto che non mi sarei mai aspettato di trovare piacevole. Nessun capolavoro, per carità, si tratta di un titolo mainstream cui manca la verve dell'originale, ma non penso si possa dire che difetti di piglio intrattenitivo innocuo e, in fin dei conti, godibile. Poi sì, credo che ormai i Pirati non abbiano più molto da dire, ma questa è un'altra storia (e visti gli incassi dubito che siano in molti a pensarla come me...).
Film 240 - La maledizione della prima luna
Film 1242 - Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare
Cast: Johnny Depp, Javier Bardem, Brenton Thwaites, Kaya Scodelario, Kevin McNally, Geoffrey Rush, David Wenham, Martin Klebba, Golshifteh Farahani, Orlando Bloom, Keira Knightley, Paul McCartney.
Box Office: $794 milioni
Consigli: Gli amanti della saga non si pentiranno della scelta che, comunque, mi trovo a dover dire essere stata anche per me felice. Più piacevole di quanto mi aspettassi, sufficientemente diverte sicuramente visivamente d'impatto, "Pirates of the Caribbean 5" è un quinto episodio certamente non paragonabile al primo, ma lo stesso divertente e avventuroso. Adatto a una necessità di disimpegno totale.
Parola chiave: Trident of Poseidon.

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Film 1414 - Giovani si diventa

Scelto tra le proposte di Netflix, una pellicola guardata francamente un po' per caso, senza un particolare interesse di fondo.

Film 1414: "Giovani si diventa" (2014) di Noah Baumbach
Visto: dall'iPad
Lingua: italiano
Compagnia: Luca (primo tempo), nessuno (secondo tempo)
Pensieri: Non l'ho trovato del tutto riuscito. Di certo riesce bene ad evidenziare le incongruenze della vita e, naturalmente, del passaggio all'età adulta, ma devo dire che ho trovato il tutto più insapore di quanto mi sarei aspettato. Si capisce che la storia andrà a parare sulle differenze delle due coppie, sui loro problemi e sul fatto che Jamie (Adam Driver) tradirà la fiducia di Josh (Ben Stiller) e quando tutte le previsioni che ti sei immaginato sulla trama si verificano, ti chiedi come sia possibile che il film si riduca a così poco. Per carità, non si tratta di un prodotto non efficace, è solo che ti aspetteresti una sorpresa dalla trama che ti ha portato esattamente dove ti aspettavi ti avrebbe condotto...
Il cast è molto buono e ho trovato particolarmente efficaci Watts e Driver. Dal punto di vista della storia, invece, ho trovato molto bello il percorso che fanno i due "vecchietti" - mamma mia quanto sono ossessionati dall'età e dalle sue fasi gli americani! -, una coppia capace di ascoltare ed ascoltarsi, proseguire ammettendo errori e debolezze.
Inquietante il finale con bebè al cellulare, metafora di una società odierna concentrata su rapidità e interconnessione: ancora prima di saper parlare, il bambino impara ad usare l'iPhone esattamente come un adulto.
Insomma, "While We're Young" ha qualche buon momento, anche se in generale l'ho trovato prevedibile e meno originale di quanto vorrebbe raccontarsi. I quattro protagonisti salvano il risultato finale, ma per quanto mi riguarda la cosa non è stata sufficiente. Così così.
Cast: Ben Stiller, Naomi Watts, Adam Driver, Amanda Seyfried, Charles Grodin, Adam Horovitz, Maria Dizzia.
Box Office: $17.3 milioni
Consigli: Le scelte a scatola chiusa sono sempre un azzardo, anche se di questa pellicola qualche elemento si poteva intuire già dalla locandina. Che sia un prodotto indipendente e non a grande budget era scontato, al pari della presenza di tematiche sentimentali e, come suggerisce il titolo, di qualche elemento relativo ad età e sue fasi. Insomma, una sceneggiatura che indaga sulle persone, sui rapporti che le legano, sui diversi approcci alla vita e le cose che la riguardano (e ci riguardano) Se questo tipo di storie vi appassiona, "Giovani si diventa" è un titolo da tenere in considerazione. Altrimenti lasciate stare.
Parola chiave: Documentario.

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martedì 26 settembre 2017

Film 1413 - Godzilla

Ogni tanto la voglia di mostro chiama. E io rispondo.

Film 1413: "Godzilla" (2014) di Gareth Edwards
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: C'è qualcosa in questo film che continua a piacermi ogni volta che lo rivedo. Sarà la potenza distruttrice del gigantesco mostro, sarà che pur trattandosi di un prodotto sci-fi praticamente è come se appartenesse alla categoria delle pellicole catastrofiche (che mi piacciono tanto), sarà che ho questa particolare simpatia per Elizabeth Olsen che trovo non solo molto bella, ma anche particolarmente dotata... Insomma, di fatto a me guardare "Godzilla" fa sempre piacere. Potrei dire che ogni scusa è buona.
Pur non trattandosi di un capolavoro - sicuramente meglio dell'omonimo di Roland Emmerich del 1998 -, questo film riesce nell'intento di intrattenere a dovere lo spettatore alla ricerca di un disimpegno ben architettato, addirittura contestualizzando il bestione giapponese all'interno di un contesto storico verosimile (test nucleari, bombe atomiche, Prima guerra mondiale) che conferisce al racconto quel tono drammatico e realistico che solitamente manca a prodotti del genere, più orientati a stupire attraverso gli effetti speciali che a rendere la storia anche solo vagamente plausibile. Poi, ovviamente, non manca la computer grafica, qui a supporto di una sceneggiatura che ha pensato veramente in grande: non uno, non due, ma ben tre giganteschi mostri ognuno intento a distruggere una non limitata porzione di mondo. Quando si incontreranno faranno scintille.
Quindi che dire? "Godzilla" è certamente un prodotto mainstream che, pure, ho sempre trovato sopra alla media. Ripeto, niente di indimenticabile, eppure un grande passo avanti rispetto a prodotti simili della generazione passata e non solo (quello che, per capirsi, hanno provato a fare con "Kong: Skull Island" quest'anno). Per cui lo trovo ogni volta piacevolmente godibile.
Film 724 - Godzilla
Film 726 - Godzilla
Film 912 - Godzilla
Cast: Aaron Taylor-Johnson, Ken Watanabe, Elizabeth Olsen, Juliette Binoche, Sally Hawkins, David Strathairn, Bryan Cranston.
Box Office: $529.1 milioni
Consigli: Per gli appassionati di Gojira, un remake/reboot americano che, per una volta, non è fatto coi piedi. Per gli amanti dei disaster movie, un prodotto che non perde tempo a dispiacersi per quello che ti crolla addosso. Per tutti gli altri, un film che si prende il suo tempo per costruire una storia che funziona e che al suo interno prevede mostri, energia nucleare e un uomo-marito-padre che, neanche a dirlo, attraversa una nazione per ritornare dalla sua famiglia, nel frattempo salva il mondo e ne esce illeso. Se apprezzate il genere, lanciatevi senza paracadute perché amerete questo "Godzilla".
Parola chiave: MUTO.

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lunedì 25 settembre 2017

Film 1412 - Fantastic Beasts and Where to Find Them

Era da tempo che volevo rivederlo e mi sono finalmente deciso qualche settimana fa. Peccato che non ci fossero link per lo streaming anche solo vagamente decenti, così ho deciso di effettuare il mio primo acquisto di un film tramite iTunes store. E non sono rimasto deluso.

Film 1412: "Fantastic Beasts and Where to Find Them" (2016) di David Yates
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: L'errore sarebbe quello di aspettarsi un nuovo Harry Potter. L'ho fatto la prima volta al cinema, ovviamente non l'ho ripetuto quando ho deciso di vedere nuovamente "Fantastic Beasts". Perché una volta che lasci Harry da parte, ti godi meglio questa nuova avventura.
Tra l'altro devo dire che la Rowling alla sceneggiatura funziona, a volte addirittura meglio di chi l'ha preceduta negli adattamenti dei suoi libri, per cui tanto di capello per una che è alle prime esperienze con la parte della sceneggiatura (ma l'avranno aiutata eccome...). Sì, forse ci sono un po' troppi tempi dilatati, è vero, però nel complesso l'identità della storia mi pare sufficientemente unitaria.
In generale questa nuova saga parte bene, misteriosa quanto basta, con protagonisti nuovi e interessanti - come al solito forse è proprio il protagonista quello con meno appeal -, un nuovo super cattivo che ha le forme nientemeno che di Johnny Depp, effetti speciali sempre pazzeschi, per non parlare delle scenografie che sono davvero stupende; e non si possono non menzionare i costumi, addirittura premiati con l'Oscar.
Forse l'unico punto debole di tutta l'operazione, per ora, rimane la figura di Newt Scamander stesso, per il semplice fatto che non si capisce con questo personaggio dove si voglia andare a parare. E' amico delle creature magiche, le conosce e le rispetta, le porta in una valigia e ne possiede tantissime, eppure non possiamo fare a meno di chiederci per tutta la storia cosa cavolo voglia fare a parte riportare il Tuono Alato nel suo habitat naturale. Oppure, per allargare un attimo la domanda, cosa intenda fare la Rowling del suo protagonista in vista (nientemeno!) di altri 4 film da qui al 2024. Poveri noi! Come Harry anche Newt sarà spremuto per bene, così speriamo che (anche) per lui non ci sia solamente il grande confronto con il più temibile mago di tutti i tempi... dopo Voldemort!
In ogni caso devo dire che "Fantastic Beasts and Where to Find Them" mi ha lasciato soddisfatto e ben intrattenuto, per cui vediamo dove il franchise deciderà di portarci. Il prossimo appuntamento è per il 16 novembre 2018.
Ps. Candidato a 2 premi Oscar per la scenografia e i costumi, ha vinto per i secondi. E' il primo premio che l'Academy conferisce a un film ispirato da un prodotto di J.K. Rowling. Inoltre la pellicola ha vinto anche un BAFTA per la Migliore scenografia su 5 candidature totali (Miglior film britannico, costumi, sonoro, effetti speciali).
Film 1266 - Animali fantastici e dove trovarli
Cast: Eddie Redmayne, Katherine Waterston, Dan Fogler, Alison Sudol, Ezra Miller, Samantha Morton, Jon Voight, Carmen Ejogo, Ron Perlman, Colin Farrell, Johnny Depp.
Box Office: $814 milioni
Consigli: Gli amanti della Rowling non potranno che amare un nuovo titolo ispirato alle storie inventate dalla famosa scrittrice. Lo stesso dicasi per chi ha apprezzato Harry Potter o, in generale, non disdegna racconti di maghi e magie. Per tutti gli altri spettatori, il film è un mix di "King Kong" alla Peter Jackson e un gangster movie in cui al posto delle pistole ci sono le bacchette. E qualche creatura fuori dal comune... E' godibile, di grande impatto visivo e con un cast ricco e dotato. Si guarda volentieri.
Parola chiave: Credence Barebone.

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sabato 23 settembre 2017

Film 1411 - Blue Jasmine

Avevo comprato il dvd un sacco di tempo fa (anni?) e non mi ero mai trovato nella situazione di volerlo usare. Poi da un po' di tempo a questa parte era maturata in me la voglia di vedere nuovamente questa pellicola... Dovevo solo trovare il momento giusto!

Film 1411: "Blue Jasmine" (2013) di Woody Allen
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Ma cosa le vuoi dire a Cate Blanchett se non brava?! Anzi, bravissima!
Dopo aver atteso un bel po' prima di decidermi finalmente a recuperare questo film in lingua, devo dire che sono rimasto ancora più soddisfatto della prima visione. Sì, ho di nuovo pensato che si trattasse di una "versione moderna" di "Un tram che si chiama desiderio", ma è innegabile che anche solo per la grande performance della Blanchett il film viva di rendita, a prescindere dalle reminescenze più o meno velate che genera. Poi devo ammettere che con questa seconda visione ho apprezzato di più il lavoro di Sally Hawkins, attrice che forse troppo spesso rimane confinata alle seconde parti, ma meriterebbe ben più spazio e riconoscimento (anche se va detto che per questo ruolo l'attrice è stata candidata all'Oscar e al Golden Globe e che nel 2009 ne vinse uno per "La felicità porta fortuna - Happy Go Lucky").
In generale comunque "Blue Jasmine" vive di due ottime protagoniste, un cast eterogeneo e ben assortito, un Woody Allen particolarmente lucido e un risultato finale compatto e particolarmente soddisfacente. Colpisce con quanta cura venga rappresentata la protagonista Jasmine, in viaggio con un biglietto di sola andata per un esaurimento nervoso dopo lo scandalo dell'arresto e conseguente suicidio del marito truffatore, donna fragile e priva di qualsiasi contatto con la realtà. proverà a rimboccarsi le maniche per emergere dal pantano in cui si è trasformata la sua vita, ma riuscirà a farcela? Recuperate "Blue Jasmine" per scoprirlo... Ps. Candidato a 3 Oscar, ha vinto quella per la Miglior attrice protagonista (Blanchett). Nella stessa categoria ha trionfato praticamente in qualunque altro premio, compresi Golden Globes e BAFTAs.
Pps. Dopo aver finito di scrivere il mio pensiero, sono andato a leggere la scheda del film di Wikipedia Italia e scopro - cito - che «Il film è un omaggio a Un tram che si chiama desiderio, pièce di cui echeggia la trama».
Film 647 - Blue Jasmine
Cast: Cate Blanchett, Sally Hawkins, Alec Baldwin, Peter Sarsgaard, Louis C.K., Andrew Dice Clay, Bobby Cannavale, Michael Stuhlbarg.
Box Office: $97.5 milioni
Consigli: Marito truffatore, tradimenti, suicidio, problemi psicologici, alcolismo, problemi famigliari, solitudine, psicofarmaci sono solo alcuni degli elementi presenti nella trama di "Blue Jasmine", uno dei titoli più riusciti della recente filmografia di Allen. Chi apprezza il grande artista newyorkese non può perdersi questo suo lavoro come, del resto, chi ama la praticamente sempre perfetta Blanchett. Insieme qui sono una bomba.
Parola chiave: Crack finanziario.

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giovedì 21 settembre 2017

Film 1410 - Tutto su mia madre

Sono sempre stato curioso di vedere questo film, anche se non avevo mai trovato il momento giusto per recuperarlo. Alla fine mi sono deciso.

Film 1410: "Tutto su mia madre" (1999) di Pedro Almodóvar
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Claudia
Pensieri: Forse mi sono un po' bruciato le aspettative attendendo per così tanto tempo di vedere questa pellicola. Mi è piaciuta, ma ammetto che mi aspettassi qualcos'altro, forse addirittura qualcosa di più. L'Almodóvar che preferisco è quello dei racconti meno frammentati, con meno personaggi in gioco. Anche qui come in "Parla con lei" c'è un proliferare di protagonisti che inonda la scena, ognuno con le sue caratteristiche, la sua storia, i suoi problemi.
In questo film partiamo dalla morte di un giovane ragazzo davanti agli occhi della madre, per finire alle origini della storia tra quest'ultima e il padre del giovane che, anche se vedremo solo nel finale, sarà centrale pur tutta la durata della storia. Il filo narrativo sarà la donna che, scossa dalla perdita e convita alla donazione degli organi, partirà alla volta di Barcellona per un viaggio alla ricerca dell'ex compagno che, neanche a dirlo, sarà confido della classiche situazioni almodovariane, tra prostitute transessuali, suore incinta e con l'HIV, malati di Alzheimer in giro liberi per il parco e così via. Insomma, in quanto a creare microcosmi carichi di vitalità il regista e sceneggiatore spagnolo è imbattibile. Chi ama il suo stile, la disarmante crudezza che utilizza a volte, le storie fatte di fortuito e casualità concatenate, questo è certamente un ottimo esempio da tenere presente. Ripeto, non è il mio Almodóvar preferito (leggi "Volver"), ma ho comunque gradito aver finalmente recuperato questo suo lavoro.
Ps. Vincitore dell'Oscar per il Miglior film straniero del 2000.
Cast: Cecilia Roth, Marisa Paredes, Penélope Cruz, Candela Peña, Antonia San Juan, Rosa Maria Sardà, Fernando Fernán Gómez, Fernando Guillén, Toni Cantó, Eloy Azorin, Carlos Lozano.
Box Office: $67,872,296
Consigli: Vortice di emozioni per Manuela (Cecilia Roth), mamma single che perde il figlio e decide di andare alla ricerca del padre, abbandonato tanti anni prima e ora transessuale, per un viaggio di formazione molto particolare che passa per le tipiche figure dei racconti di Almodóvar e lascia con un finale agrodolce. I fan del regista spagnolo dovrebbero amare senza dubbio alcuno; gli altri potrebbero trovarlo a volte un po' tragico, a volte un po' troppo sopra le righe. E' comunque un bel film che andrebbe visto almeno una volta nella vita.
Parola chiave: Autografo.

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lunedì 18 settembre 2017

Film 1409 - Viceroy's House

Ero rimasto incuriosito dal poster di questo film e dalla sua protagonista femminile. Così quando lo streaming lo ha messo a disposizione non ho perso tempo e l'ho recuperato!

Film 1409: "Viceroy's House" (2017) di Gurinder Chadha
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Una storia che non mi aspettavo, un film che non riuscivo. a decifrare e che, a sorpresa, mi ha lasciato soddisfatto. Non un capolavoro, ma nemmeno un prodotto non riuscito. Trovo che riesca a dare significativa visibilità e valore a una vicenda storica complicata, difficile e soffre. Si parla della liberazione dell'India dopo 300 anni di sottomissione all'Impero Britannico, un'indipendenza che costerà cara alla popolazione, costretta dalla politica ad una traumatica scissione che, a cose fatte, porterà non solo all'autonomia del paese, ma anche alla nascita del Pakistan.
In tutto questo si inseriscono le vicende dell'ultimo Viceré di sua maestà e di sua moglie, una coppia pragmatica in grado di distinguersi dai propri predecessori e in generale dalle varie altre rappresentanze per apertura mentale, rispetto culturale, visione d'insieme. Questo non li metterà al riparo da errori - purtroppo difficilmente evitabili in situazioni con grandi interessi in ballo -, ma non verrà mai messa in dubbio (almeno qui) la loro buona fede.
La storia di "Viceroy's House" analizza in parallelo le vicende politiche e quelle private dei vari protagonisti. Non manca l'amore alla "Giulietta e Romeo", né il colpo di scena finale che conferisce un tocco thriller a un racconto che è comunque basato su fatti reali. Ho apprezzato l'ampio spazio dedicato alle questioni politiche e sociali, privilegiate rispetto a romanticismo o scorci di coppia. La questione è seria e gli snodi non facili per cui anche se effettivamente l'approccio buonista e la fotografia patinata tradiscono un eccessivo standardizzarci a canoni prestabiliti, ho comunque trovato ammirevole la scelta di non limitarsi a lasciare la storia sullo sfondo, decidendo al contrario di farne la vera protagonista.
Personalmente mi sono molto interessato al ritratto dei due coniugi protagonisti (interpretati da Hugh Bonneville e Gillian Anderson), una coppia interessante e certamente affascinante, fuori dai canoni dell'epoca. In particolare sono stato proprio rapito dall'interpretazione della Anderson, in un ruolo che fino ad ora non le avevo mai visto interpretare: è un piacere vederla recitare, costruire il personaggio e renderlo credibile. Bonneville è un bravo attore, anche se troppo spesso costretto in confini nobiliari che inevitabilmente portano alla mente il meraviglioso "Downton Abbey".
In ogni caso una pellicola con evidenti buone intenzioni che no, non pecca per originalità, ma palesa in maniera inequivocabile la volontà di raccontare uno spaccato difficile e complesso e renderlo accessibile anche a chi non lo ha vissuto o non ne sapeva nulla. Anche solo per questo, "Viceroy's House" funziona.
Cast: Hugh Bonneville, Gillian Anderson, Manish Dayal, Huma Qureshi, Michael Gambon, Om Puri, Simon Callow.
Box Office: $7,199,150
Consigli: Non una storia per ogni occasione, ma sicuramente il racconto di un avvenimento che ha segnato la satira e di cui, in qualche modo, sarebbe meglio avere anche solo una vaga nozione. Di sicuro non si tratta di un film perfetto, ma ha i suoi buoni momenti, la cornice esotica è intrigante, i protagonisti in parte. Insomma, perché no?
Parola chiave: Ripartizione.

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martedì 5 settembre 2017

Film 1408 - Grosso guaio a Chinatown

L'avevo sempre sentito nominare, ma ammetto che non fossi particolarmente curioso di scoprire questo titolo degli anni '80. Poi ho scoperto che la protagonista femminile era Kim Cattrall e il regista John Carpenter e questa particolare combinazione di elementi mi ha spinto a riconsiderare la mia posizione...

Film 1408: "Grosso guaio a Chinatown" (1986) di John Carpenter
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Non che mi sia dispiaciuto, ma devo ammettere che mi aspettassi tutt'altro film,sicuramente senza la parte fantasy. Detto ciò, un esperimento simpatico e chiassoso di un regista da cui francamente non mi sarei mai immaginato un prodotto del genere.
Qui l'influenza degli anni '80 è fortissima, soprattutto nei look e nell'imbastimento del ritmo della storia, quest'ultimo leggermente rallentato da un montaggio trattenuto dalle necessità degli effetti speciali dell'epoca, tra l'altro molto originali e all'avangardia (mi hanno spesso ricordato quelli di "Ghostbusters").
Per quanto riguarda la coppia di attori protagonisti, sono un duo totalmente inaspettato eppure funzionante alla perfezione: Russell è un ottimo protagonista, in parte e carismatico quanto basta, capace di dare vita al suo assurdo e machissimo personaggio dalla retorica facile; Cattrall (bellissima) avrebbe meritato più spazio, ma non manca di catturare lo stesso l'attenzione ogni volta che compare in scena. Assieme sono una bella coppia.
Insomma, "Big Trouble in Little China" non è stato per niente la pellicola che mi aspettavo e anche se avrei preferito qualcosa di più classico - meno arti marziali -, ho comunque goduto di quell'appeal nostalgico che stavo cercando nel momento in cui ho scelto di vedere questo film.
Cast: Kurt Russell, Kim Cattrall, Dennis Dun, James Hong, Victor Wong, Kate Burton, Donald Li.
Box Office: $11.1 milioni
Consigli: Meno arti marziali e più vibrazioni anni '80 da brat pack mi avrebbero trovato più soddisfatto, ma ammetto che il buon livello di stramberie, luci al neon, colonna sonora di pianola ed effetti speciali mi ha lasciato comunque soddisfatto. E' il classico esempio di film che al botteghino va malissimo, poi viene riscoperto col passare del tempo e trova addirittura la sua collocazione nel mondo cult.
Parola chiave: Occhi verdi.

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lunedì 4 settembre 2017

It: Ritorno a Derry 27 anni dopo

"It" is an upcoming American horror film based on Stephen King's 1986 novel of the same name. Produced by New Line Cinema, KatzSmith Productions, Lin Pictures and Vertigo Entertainment, and distributed by Warner Bros. Pictures, it is intended to be the first installment in a planned duology. The novel was previously adapted into a 1990 miniseries. The film tells the story of seven children in Derry, Maine, who are terrorized by the eponymous being, only to face their own personal demons in the process.
"It" is scheduled to be released in the United States on September 8, 2017.


In uscita nelle sale americane questo venerdì, il nuovo adattamento di "It", dal cult letterario della leggenda dell'horror Stephen King, in Italia arriverà solo il 19 ottobre. I fan sono già in delirio, elettrizzati da un trailer che ricalca perfettamente quello della miniserie del 1990 - realizzata in due episodi e vincitrice di un Emmy per la colonna sonora - e intrigati dalla performance del nuovo Pennywise, oggi interpretato da Bill Skarsgård (già visto in "Allegiant" e "Atomica bionda"). Staremo a vedere quanta paura riuscirà a farci la nuova pellicola diretta da Andy Muschietti. Fino ad allora... attendiamo di galleggiare!


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Film 446 - It
Film 1422 - It

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venerdì 1 settembre 2017

Film 1407 - Lanterne rosse

Anni e anni di curiosità relativa ad una storia che mi dava l'impressione di essere un piccolo capolavoro. Non ho mai trovato la spinta giusta per convincermi a vederlo fino a quando, qualche sera fa, ho costretto Claudia a condividere assieme questa scelta. E a proseguire il cineforum estivo casalingo.

Film 1407: "Lanterne rosse" (1991) di Yimou Zhang
Visto: dal computer di Claudia
Lingua: italiano
Compagnia: Claudia
Pensieri: Interessante e intrigante, scorcio di un mondo totalmente distante dal nostro presente, inquietante ritratto della vita matrimoniale di un lord della Cinea degli anni '20 attraverso la storia della sua quarta moglie diciannovenne. Nei panni di quest'ultima una Gong Li pazzesca, giovanissima e già capace di una grande interpretazione. Il ruolo le calza a pennello e la sua fresca innocenza - non saprei dire quanto naturale però - contribuisce alla costruzione del personaggio. La novella sposa Songlian, sporvveduta solo all'apparenza, non tarderà a palesare la sua natura civettuola, in un continuo rivaleggiare con le altre mogli per un briciolo di attenzione in più da parte del marito-padrone. Quest'ultimo, maschilista e prepotente, abituato a dettar legge, sarà lo spartiacque tra la possibilità di acquisire potere e prestigio in casa e il totale oblio. Necessitata a donargli un figlio, determinata a portare a termine il suo scopo per mettere in ombra le altre, la ragazza finirà in una spirale di vendetta e solitudine che ne causerà la rovina. In un mondo da lei stessa descritto privo di persone (= umanità), Songlian si troverà a desiderare addirittura di morire, schiacciata da un'esistenza in funzione di un compagno ben consapevole del suo potere illimitato.
Una storia non facile, il racconto di un mondo antico che per noi occidentali è completamente nuovo, il fascino dell'Oriente, la bellezza dei costumi e l'effetto distorcente delle musiche non convenzionali fanno sì che "Lanterne rosse" sia una vera e propria esperienza, un lungo viaggio che non scorre via lentamente, come si potrebbe pensare, nonostante stagioni immobili e location tanto suggestive quanto spesso desolanti.
In tutto questo, un mare di lanterne rosse accese che, scena dopo scena, avvicinanp sempre di più il film ad un dipinto senza tempo.
Ps. Candidato all'Oscar per il Miglior film straniero, la pellicola perse contro l'italianissimo "Mediterraneo".
Cast: Gong Li, Ma Jingwu, He Saifei, Cao Cuifen, Jin Shuyuan.
Box Office: $2.6 milioni
Consigli: Un titolo non per ogni occasione, eppure una storia da recuperare per fascino e bellezza. Un film riuscito, bello da seguire, interessante e capace di farci scoprire alcuni tratti di una cultura ai più ritengo sconosciuta. Per chi ha voglia, non si rimane delusi.
Parola chiave: Massaggio ai piedi.

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mercoledì 30 agosto 2017

Film 1406 - Sausage Party - Vita segreta di una salsiccia

Mi aveva incuriosito fin da subito, per motivi evidenti già anche dalla sola locandina, anche se sinceramente non ero sicuro di essere disposto a pagare un ingresso per vederlo. Così quando Sky go l'ha proposto nel suo catalogo, mi sono deciso a recuperarlo.

Film 1406: "Sausage Party - Vita segreta di una salsiccia" (2016) di Greg Tiernan, Conrad Vernon
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: "Sausage Party" è estremamente volgare, tutto giocato su doppisensi sessuali e stereotipi di razza e genere, alla ricerca di una satira tagliente, anche se certamente non per tutti. Politically incorrect, da un certo punto di vista geniale, questo film è un particolarissimo esempio di pellicola d'animazione che tutto fa, tranne puntare sulla propria immagine. I disegni sono brutti, il linguaggio e molte scene precludono la visione del tipo di pubblico da cartoon, per cui è evidente fin da subito che l'interesse di chi ha scritto e prodotto la storia di questo cibo animato sta nel consegnare un titolo irriverente e non convenzionale, capace di far divertire attraverso un linguaggio sbroccato e forti richiami al sesso. Per chi non sbianca di fronte a una comicità estremamente terra terra, sicuramente un curioso esperimento cinematografico (ci sono anche i numeri musicali!) che non mancherà di colpire l'immaginario dello spettatore attraverso la particolarissima creatività che sta dietro il progetto. Ma, ripeto, non è per tutti.
Cast: Seth Rogen, Kristen Wiig, Jonah Hill, Bill Hader, Michael Cera, James Franco, Danny McBride, Craig Robinson, Paul Rudd, Nick Kroll, David Krumholtz, Edward Norton, Salma Hayek.
Box Office: $140.7 milioni
Consigli: Un cartone animato decisamente non per bambini che, pur tuttavia, ripercorre i canoni da film d'animazione mettendoli spesso alla berlina. Così il numero musicale d'apertura è ricolmo di parolacce, la fisionomia dei personaggi ricorda le connotazioni sessuali, ci sarà una decapitazione... Insomma, non esattamente ciò che ci si aspetta da qualcosa generalmente associato ad un pubblico di giovanissimi. Dunque "Sausage Party" è una scelta adulta che va fatta solo se si digerisce una comicità spinta, spesso forte e senza inibizioni, non certamente un intrattenimento adatto a tutte le occasioni.
Parola chiave: Grande oltre.

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