mercoledì 31 agosto 2016

Film 1203 - Haunting - Presenze

Mi hanno regalato il dvd di questo film che avrò avuto 19 anni. Ce ne sono voluti 10, quindi, perché decidessi di tirarlo fuori dalla custodia e premere play.

Film 1203: "Haunting - Presenze" (1999) di Jan de Bont
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: "Haunting - Presenze" è una scemenza giga galattica, eppure uno dei titoli cui sono più affezionato. Già alle medie ne avevo scritto una specie di analisi, riciclata e ampliata anche al liceo, nella quale approfondivo le tematiche relative a questa pellicola in maniera anche troppo lusinghiera rispetto a quanto questo prodotto si meriti in realtà. Poi, si sa, le infatuazioni giovanili passano e ci si ritrova a sorridere placidamente al passato, ricordandolo con una nota di nostalgia e, forse, una punta di rimprovero a cui si aggiunge la consapevolezza delle esperienze acquisite e si arriva, così, a ricollocare certi "cimeli" all'interno di un contesto più appropriato. Con questo film ho fatto proprio così.
Ricollocato nella più giusta dimensione dell'horror sciocco e ricolmo di effetti speciali - figlio di quella Hollywood fatta di testosterone ed effetti digitali computerizzati da irradiare a profusione -, "The Haunting" è una pellicola insufficiente, pur caratterizzata da una scenografia particolarmente evocativa e d'impatto.
La trama non è granché, soprattutto per quanto riguarda una caratterizzazione dei protagonisti che vive di cliché; per quanto riguarda la possessione del titolo, si fa riferimento a una casa che non perde occasione per muoversi, mutare ed uccidere sotto l'effetto dello spettrale Hugh Crain, già cadaverico prima ancora di morire. Da questo punto di vista siamo ancora di fronte ad un tipo di cinema che fa sfoggio dell'impiego delle più innovative tecniche digitali a discapito di un racconto che non ha comunque molto da dire. Diversamente da oggi, dove sono l'atmosfera e la suspense che contano, all'epoca l'esibizione dell'ultimo gioiellino della computer grafica rendeva il prodotto più appetibile che i contenuti dello stesso (del resto il successo, clamoroso anche in Italia, di un prodotto come "San Valentino di sangue" che nel 2009 ha saputo racimolare ben $100.7 milioni a fronte di una spesa di 14, è tutto dovuto a una tra le prime implementazioni massificate del 3D, all'epoca spacciato come vera avanguardia del nuovo millennio).
In definitiva, quindi, "Haunting - Presenze" è un prodotto debole che fa leva su qualche già visto espediente di paura e molta poca fantasia, pur riuscendo all'epoca nell'intento di catalizzare l'interesse del pubblico (non è un caso che questo film sia uno di quelli parodiati nel secondo "Scary Movie"). Non è granché, ma personalmente ci sono affezionato.
Ps. Tratto da "L'incubo di Hill House" di Shirley Jackson, il film ha ricevuto 5 nomination ai Razzie Awards del 2000, tra cui Peggior film.
Cast: Liam Neeson, Catherine Zeta-Jones, Owen Wilson, Lili Taylor, Bruce Dern, Marian Seldes, Virginia Madsen, Todd Field, Tom Irwin, Michael Cavanaugh, Alix Koromzay.
Box Office: $177.3 milioni
Consigli: Tra gli horror in circolazione, questo non è certo il più riuscito. Di sicuro è una scelta facile e senza troppe pretese in vista di una serata, più che spaventosa, carica di qualche suggestione e molti effetti speciali.
Parola chiave: Registri.

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Bengi

martedì 30 agosto 2016

Film 1202 - The Boss

Più che altro voleva vederlo Poe, ma a una commedia non dico comunque mai di no.

Film 1202: "The Boss" (2016) di Ben Falcone
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Dopo l'orrido "Tammy", ripieno di volgarità ed estremamente chiassoso, Melissa McCarthy e il marito Ben Falcone si ritrovano per sfornare un altro successo commerciale, pur più contenuto (il film ha esordito primo al box-office americano).
Questa volta tramutatasi in Orietta Berti, la McCarthy impersona l'imprenditrice e guru Michelle Darnell che, accusata di insider trading e incarcerata, uscita si troverà senza amici e costretta a ricominciare da 0, partendo addirittura dal divano dell'ex dipendente Claire (Kristen Bell).
Pur rimanendo una grande boiata, devo ammettere che alla fine "The Boss" non è così male come mi sarei aspettato. Certo, la chiave di tutto sta nel prenderlo esattamente per quello che è e non aspettarsi nulla di più se non la solita commedia americana volgarotta, molto fisica e che punta tutto sempre sulle solite cose. Non c'è nulla di nuovo in questa pellicola se non l'acconciatura alla "finché la barca va" della protagonista, per il resto tutto procede esattamente come deve andare. Il che non è necessariamente un male, se è ciò che di cui si aveva bisogno.
Cast: Melissa McCarthy, Kristen Bell, Kathy Bates, Tyler Labine, Peter Dinklage, Kristen Schaal, Annie Mumolo, Margo Martindale, T-Pain, Ben Falcone.
Box Office: $78.6 milioni
Consigli: Sciocchino, volgare, comico. Alla fine è anche divertente, se non si hanno troppe pretese.
Parola chiave: Biscotti.

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Bengi

venerdì 26 agosto 2016

Film 1201 - The Others

Mi avevano regalato il dvd tantissimi anni fa ed era da altrettanto tempo che desideravo rivedere questa pellicola. L'occasione perfetta si è presentata di recente. Questo il diktat: un horror, sì, ma che non spaventi troppo!

Film 1201: "The Others" (2001) di Alejandro Amenábar
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: In effetti si tratta più che di un vero e proprio horror, di un thriller costruito con dell'ottima suspense. Inaspettatamente accattivante, per essere totalmente girato in una casa buia, dà il suo meglio nel finale al cardiopalma, un misto di verità svelate e macabre confessioni che mettono a dura prova la protagonista quanto lo spettatore che non riesce a distrarsi nemmeno per un secondo.
La premessa è questa: sola con due bambini in una casa gigantesca, con il marito in guerra (la Seconda) e alla ricerca di domestici competenti, Grace (Nicole Kidman) ha il non poco rilevante problema di aver dato alla luce due creature talmente fotosensibili da non poter essere espostE alla luce. Come ci verrà spiegato una volta trovata la servitù, ogni porta dovrà quindi essere necessariamente richiusa prima che la successiva possa essere aperta, cosicché i ragazzi non corrano il rischio di incappare in stanze in cui la luce non sia stata accuratamente regolata. Amenábar, quindi, confeziona fin da subito una storia molto cupa e soffocante, ma non è l'unico elemento di disturbo. Perché, non bastassero gli scricchiolii e gli angoli bui, scopriremo ben presto che la casa è infestata da qualche presenza che non ha la minima intenzione di andarsene...
Pur rimanento tutto nella dimensione del suggerito, la storia è in grado di costruire una serie di ansie e paure che riescono efficacemente ad influenzare chi guarda. Verso la fine si capisce che c'è qualcosa che non torna e l'apparizione del marito al grido di «A volte sanguino» non fa che confermare i sospetti. Il tutto sta nel capire cosa esattamente stia succedendo, il che non è detto sia così facile da individuare.
Pur conoscendo già la storia - che a suo tempo avevo visto al cinema -, "The Others" è riuscito di nuovo a rapirmi, a influenzarmi e lasciarmi conquistato. Non si tratta di un prodotto ad alto budget che punta sulla paura mostrata, eppure grazie ad una serie di accorgimenti e una brava Kidman, la storia riesce a produrre quell'inquietudine e quella strana morbosità che ogni film di paura dovrebbe essere in grado di generare. Un risultato non da poco, ovviamente, che mi ha colpito in positivo anche questa volta.
Ps. Nicole Kidman candidata al Golden Globe come Miglior attrice drammatica.
Cast: Nicole Kidman, Fionnula Flanagan, Christopher Eccleston, Elaine Cassidy, Eric Sykes, Alakina Mann, Michelle Fairley, James Bentley.
Box Office: $209.9 milioni
Consigli: E' una di quelle storie da cui è meglio lasciarsi coinvolgere e trasportare. E' inutile farsi troppe domande, tentare di indovinare: si finisce solo per rovinarsi la visione. Vale la pena lasciare che "The Others" si racconti e stupisca con il suo finale ad effetto.
Parola chiave: Libro dei morti.

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Bengi

giovedì 25 agosto 2016

Film 1200 - Ghostbusters

Ovviamente attendevo con impazienza di vedere questa pellicola la cui genesi ha creato tanto scompiglio e che tanto e tanti ha diviso. Farsi un'opinione era necessario e, oltre a questo, godere nuovamente della compagnia degli Acchiappafantasmi mi sembrava un'occasione imperdibile!

Film 1200: "Ghostbusters" (2016) di Paul Feig
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Melissa McCarthy e Paul Feig si ritrovano sul grande schermo, ma la magia supercomica e trascinante di "Spy" non si verifica.
Forse troppo schiacciato dalle pressioni legate all'eredità della saga e dalla necessità di rigurgitare necessariamente qualcosa di nuovo, fresco e divertente (pur nello spirito dei classici), "Ghostbusters" 2016 finisce per cercare continuamente un'identià che non riesce a trovare. La mancanza di personalità di una pellicola che prende la comicità molto fisica delle quattro protagoniste scelte letteralmente saccheggiando l'eredità del "Saturday Night Live" è un problema serio, soprattutto quando si tenta di rilanciare un prodotto che ha dei fan veramente molto affezzionati sparsi in tutto il mondo. Il risultato è quindi lo spreco di un gruppo di talenti in favore di una serie di gag carine fino a un certo punto e comunque non spassosamente gustose.
Ciò detto, rimane il fatto che trovo veramente eccessiva la bocciatura del pubblico riguardo a questo reboot tutto al femminile. Tra gli attacchi per la scelta in rosa, il rifiuto dello zoccolo duro di appassionati che ha letteralmente promesso il boicottaggio e addirittura la certificazione di YouTube per il trailer con il maggior numero di "non mi piace" (al momento è a quota 1.007.052 contro gli oltre 290.000 mi piace), si è venuta a creare una sorta di campagna anti "Ghostbusters" che ha prodotto un discreto parlare mediatico, ma non ha apportato alcun miglioramento al box-office. Nonostante un ottimo esordio da 46 milioni di dollari in America, la pellicola non è comunque riuscita ad evitare la battuta d'arresto nei weekend successivi ed è evidente che, a fronte di un budget da 144 milioni di dollari (escluso il marketing), il risultato sia evidentemente un flop.
Nonostante tutta questa negatività, rimango dell'idea che il film non meritasse questa fredda accoglienza. L'idea di riportare in vita il franchise "ribaltandolo" al femminile mi è piaciuta fin da subito e il cast scelto mi sembra davvero azzeccato. Ok, la sceneggiatura è quella che è e, forse più di tutto, il personaggio del segretario scemo (Chris Hemsworth) è veramente troppo assurdo e caricaturale per risultare simpatico ed efficace, ma in ogni caso gli intenti erano buoni ed evidentemente, ci fossero stati i presupposti, un eventuale sequel avrebbe prodotto qualcosa di più riuscito e in linea con lo spirito dei precedenti "Ghostbusters" e "Ghostbusters II".
Dunque, in definitiva non mi sento di mettere in croce questo prodotto, figlio forse di tempi e modalità sbagliati. Il risultato finale è traballante, ma Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon e Leslie Jones sono un team poliedrico, pazzo e divertente quanto basta per far dimenticare certe debolezze della trama e una congestione di intenti - tra cui il ricalco dei precedenti film - che fa perdere il senso di una nuova pellicola se non si sta attenti. "Ghostbusters" 2016 poteva essere tante cose: sicuramente non sarà un successo.
Film 2 - Ghostbusters - Acchiappafantasmi
Film 9 - Ghostbusters II
Cast: Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon, Leslie Jones, Charles Dance, Michael K. Williams, Chris Hemsworth, Andy García, Ed Begley Jr., Zach Woods, Neil Casey; (camei) Bill Murray, Dan Aykroyd, Ernie Hudson, Sigourney Weaver, Annie Potts, Ozzy Osbourne.
Box Office: $208.1 milioni
Consigli: Intenzioni buone, risultato un po' meno per questa versione contemporanea e tutta femminile del classicone "Ghostbusters" che, tra l'altro, vede la partecipazione di tutti gli ex interpreti (tranne Harold Ramis che è morto nel 2014) inseriti tramite cameo. E' vero, si poteva fare di più e meglio, soprattutto visto l'enorme budget e la disponibilità di un cast coi fiocchi, ma non mi sento nemmeno di dire che il prodotto finale sia un disastro. Si vede bene, c'è un po' di effetto nostalgia e ogni tanto si ride. Non è molto, ma in tutta onestà c'è molto, molto di peggio.
Parola chiave: Portale.

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Bengi

martedì 23 agosto 2016

Film 1199 - Snowpiercer

Dopo averlo visto al cinema un paio di anni fa, ho comprato il dvd e attendevo da qualche tempo di farlo vedere a Poe...

Film 1199: "Snowpiercer" (2013) di Bong Joon-ho
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Esperimento cinematografico interessante che mixa una buona dose di aura hollywoodiana con canoni della narrazione meno mainstream e più marcatamente asiatici. L'azione, molto violenta, viene spesso intervallata da lunghi dialoghi o momenti di pathos amplificati da rallenty o preamboli ben architettati che creano un effetto di contrasto rispetto a scene di violenza molto dinamiche e momenti di "quiete" in cui spesso si assiste storditi alla messa in scena dell'ennesimo nuovo mondo.
Ogni carrozza è, infatti, un pianeta a sé stante di cui all'inizio conosciamo solo la morfologia della coda, ovvero dove alloggiano i più poveri. La scalata verso la testa, che è anche la dura salita verso il riscatto e l'emancipazione sociale, sarà un viaggio difficilissimo e crudele dove non mancheranno vittime e disastri. Il tutto per incontrare il misterioso Wilford, sorta di divinità all'interno di un treno della vita che percorre l'intero globo nel giro di un anno e non può mai fermarsi, in quanto la Terra è ghiacciata a seguito di una catastrofe e l'arrestarsi del treno comporterebbe l'estinzione del genere umano (ovvero chi è rimasto a bordo).
L'inquietante "Snowpiercer" di Bong Joon-ho è dunque un titolo particolare, caratterizzato da colori cupi ed effetti speciali che comunicano al contempo sia lo sforzo per la realizzazione di un prodotto extra-Hollywood che vuole dimostrare il suo potenziale commerciale, sia l'evidenza della finzione che un po' danneggia il realismo d'insieme. In ogni caso, per essere una produzione sudcoreana mi pare davvero che il risultato finale sia di grande impatto, oltre che particolarmente interessante per la storia che racconta (tratta da "Le Transperceneige", graphic novel post apocalittico dei francesi Jacques Lob e Jean-Marc Rochette) e le atmosfere che riesce ad evocare. Anche questa seconda visione, quindi, mi ha soddisfatto.
Film 681 - Snowpiercer
Cast: Chris Evans, Song Kang-ho, Tilda Swinton, Jamie Bell, Octavia Spencer, Ewen Bremner, Ko Asung, John Hurt, Ed Harris, Alison Pill.
Box Office: $86.8 milioni
Consigli: Intrigante, violentissimo, post apocalittico, con un grandissimo cast e una storia che non mancherà di sorprendere, "Snowpiercer" è un buon esempio di cinema contemporaneo a grande budget pur essendo esterno al circuito produttivo americano. Lo consciglio perché piaccia o meno, rimane comunque molto impresso.
Parola chiave: Locomotiva.

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Bengi

lunedì 22 agosto 2016

Film 1198 - Star Trek Beyond

Primo film in assoluto visto in una sala IMAX. Per la precisione presso il BFI IMAX di Londra (South Bank district). La svolta.

Film 1198: "Star Trek Beyond" (2016) di Justin Lin
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Poe
Pensieri: Che cos'è il 3D senza lo schermo più grande d'Europa (così parlò la commessa)? E che cosa sarebbe stato di "Star Trek Beyond" senza che lo avessimo visto all'IMAX?
Scherzi a parte, mi trovo per la prima volta a confrontarmi con un'esperienza visiva che fa davvero la differenza e non posso fare a meno di pensare che, nel caso anche di brutti titoli (però ricolmi di effetti speciali), parte del giudizio non possa che essere positivamente influenzato dalla visione spettacolare che i 20m x 26m di schermo consentono, in collaborazione con un impianto sonoro da brividi e, ovviamente, della tridimensionalità. Dunque vale forse la pena di spendere 20£ per godere di un'esperienza altrimenti impossibile al cinema tradizionale anche quando la pellicola lascia a desiderare? Sicuramente una possibilità gliela sì da più volentieri. Fortunatamente, comunque, non è questo il caso.
"Star Trek Beyond" è, infatti, un buon terzo capitolo, che lo si veda presso un IMAX o meno. L'avventura del multietnico gruppo della USS Enterprise è anche questa volta ricca d'azione e colpi di scena oltre che naturalmente una tendenza alla distruzione ed esplosione piuttosto peculiare. Manca, forse, un cattivo degno di nota, incisivo quanto mostruosamente orrendo. Se, infatti, l'antagonista in carica Krall (Elba) è particolarmente brutto, non si può dire che la sua cattiveria sia direttamente proporzionale al suo aspetto. Pur carico del necessario piano di annientamento e caos, questo personaggio un po' fallisce nel generare la giusta dose di cattiveria e terrore.
Il trio Kirk-Spock-Uhura - a cui qui si aggiunge la presenza più marcata rispetto ai precedenti episodi del dottore e Scotty - è sempre piacevole da seguire e le performance del cast sono conformi e ben strutturate, confermando l'impressione che, negli anni '00, siano Pine, Quinto e Saldana i depositari dell'anima dei personaggi che interpretano e che la scelta del cast abbia portato ottimi frutti.
Sul fronte del risultato finale la saga, che giunge qui al suo terzo capitolo dell'era del reboot, confeziona per lo spettatore un'avventura certamente adrenalinica e vagamente nostalgica - il film è dedicato ai due attori recentemente scomparsi Leonard Nimoy e Anton Yelchin - capace di non tradire la strada intrapresa coi due precedenti titoli, pur facendo procedere la storia verso nuovi lidi, anche se la sensazione rispetto a questo episodio è che sia più una storia di passaggio che non un capitolo in grado di mantenersi in piedi da solo con le proprie gambe. Non so se questa mia sensazione sia condivisa, di certo è eloquente che il risultato del box-office sia ad oggi così basso a fronte di una spesa di 185 milioni di dollari che è, sì, in linea con il budget del precedente "Into Darkness - Star Trek", ma rispetto al quale l'incasso mondiale è dimezzato. Con la saga che passa dalla mano di J.J. Abrams - che rimane nello spazio, ma abbandona per la più fortunata "Star Wars" - a quella di Lin (che ha diretto vari "Fast & Furious") e una eco mediatica che non ha suscitato particolari isterie di massa, l'impressione è che la pellicola, pure accolta con i favori della critica, non abbia lasciato sbalorditi i fan e il pubblico in generale durante un'estate 2016 che continua a far piangere il botteghino. "Star Trek 3" è, insomma, un film piacevole oltre che, diciamolo pure, un flop. Per citare Inquisitr: "In order for Paramount Pictures to pretty much break even, the movie would have to make somewhere between $340-350 million. That number is quite possible, but J.J. Abrams and the studio were really hoping for something other than just making their money back on a budget of $185 million."
Dunque sì, "Star Trek Beyond" è stato una piacevole sorpresa per me che di questo terzo capitolo pensavo già male ancora prima di vederne il trailer, ma resto perplesso di fronte a un tale rifiuto del pubblico, pur non rimanendo io per primo immune alle problematiche evidenziate da un franchise sempre stato più debole rispetto ad altri che, a distanza di decenni, si dimostrano ancora particolarmente efficaci. La colpa non è tanto della pellicola, che è ben scritta, piacevole, divertente e ovviamente di grande intrattenimento; forse semplicemente il timing è stato sbagliato. C'era bisogno di un terzo capitolo di "Star Trek" a 8 mesi dall'uscita in sala di quel colossale successo che è stato il reboot di "Star Wars" e che ora prevede di rilanciarsi addirittura attraverso sequel e spin-off? Era il caso di affidargli un budget così alto, quando il precedente capitolo non era riuscito nemmeno a raggiungere quota 500milioni di incasso? Forse no, in tutta sincerità. "Star Trek" è sempre stato il franchise più debole, è inutile nasconderlo e non c'è nulla di male a dirlo o pensarlo. Il lavoro che è stato fatto per rilanciare il filone è grandioso e ha avvicinato milioni di persone (me compreso) a una bella storia che ha ancora molto da dire, ma forse non in questi termini, non ora. Mi spiego brevemente, per concludere: non siamo di fronte a una saga in grado ancora di richiamare un pubblico vasto e generico. "Star Trek" è tutt'ora visto, diversamente da "Star Wars", come un titolo per veri fanatici, una storia che vive ancora del riflesso della saga televisiva e fatica a riciclarsi per il pubblico moderno. Non la penso così, ovviamente, ma la sensazione è che chi non si avvicini a questo prodotto lo faccia anche perché è risaputo che si tratti di un articolo che gratifica i fan anche attraverso gli omaggi al passato: con 13 film all'attivo spalmati su un arco temporale di quasi 40 anni (e diciamocelo, non tutti di ottima qualità), potrebbe sembrare ostico l'approcciarsi a questo franchise, soprattutto partendo dall'ultimo capitolo in ordine di uscita cinematografica. Senza contare che si tratta comunque di un titolo di fantascienza, un genere che risaputamente richiama una parte selezionata di pubblico.
Perfettamente conscio di non aver esaurito la questione, chiudo qui in ogni caso. "Star Trek Beyond" è un terzo capitolo soddisfacente, una pellicola capace di grande spettacolarità e una buona dose di divertimento e, in definitiva, un prodotto che mi ha sorpreso in positivo. Non tradisce i due precedenti titoli e, anzi, è piuttosto in armonia con la saga. Promosso, con o senza IMAX + 3D.
Ps. La sceneggiatura è stata scritta, tra gli altri da Simon Pegg, che qui interpreta Scotty; J.J. Abrams, invece, produce.
Film 84 - Star Trek
Film 824 - Star Trek
Film 569 - Into Darkness - Star Trek
Film 606 - Into Darkness - Star Trek
Film 825 - Into Darkness - Star Trek
Cast: John Cho, Simon Pegg, Chris Pine, Zachary Quinto, Zoe Saldana, Karl Urban, Anton Yelchin, Idris Elba, Sofia Boutella.
Box Office: $231.1 milioni
Consigli: Chiaramente ha più senso vederlo se si conoscono almeno i due precedenti capitoli, anche se, come ha dimostrato Poe accompagnandomi, non è necessario conoscere tutti i dettagli delle storie precedenti per arrivare a comprendere (ma è certamente meglio conoscere almeno l'inglese se lo si vede in lingua originale) e interessarsi al franchise. Chi ha apprezzato i precedenti, chi ama il genere di fantascienza e in generale le avventure nello spazio, non potrà perderselo. Checché ne dica il risultato del botteghino, un buon sequel.
Parola chiave: Abronath.

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Bengi

domenica 21 agosto 2016

Film 1197 - Una spia e mezzo

Agli inizi di aprile Dwayne Johnson e Kevin Hart hanno presentato assieme gli MTV Movie Awards come versione collaterale di promozione di questo film, in America uscito il 17 giugno. Arrivato in Italia con un mese di ritardo, ero veramente curioso di scoprire come potessero funzionare i due attori assieme sul grande schermo.

Film 1197: "Una spia e mezzo" (2016) di Rawson Marshall Thurber
Visto: dal cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Un misto fra "Brooklyn Nine-Nine" e "21 Jump Street", "Central Intelligence" è una commedia carina e molto dinamica, perfetto titolo estivo che non brillerà per innovazione o profondità, ma di sicuro intrattiene a dovere. Grande chimica tra i due protagonisti Kevin Hart e Dwayne Johnson, per un'ottima scelta di cast.
Basato sul pretesto dell'inversione dei ruoli, il fighissimo Calvin (Hart) del liceo si ritrova da adulto a svolgere un impiego con pochi stimoli, mentre il più che rotondo e bullizzato Bob (Johnson), si rivelerà essere una stranissima iperpalestrata montagna di muscoli; il duo, ritrovatosi grazie all'amicizia di Facebook, si incontrerà per una birra al bar e finirà per investigare su un'asta milionaria di offerte per una lista di codici che permettono il controllo di satelliti. Il tutto, ovviamente, che Calvin lo voglia o meno.
In questo mondo surreale di agenti corrotti, sparatorie e salti dalle finestre, non mancano certi momenti efficaci di simpatico divertimento, servito dalla strana coppia di protagonisti e da una serie di trovate comiche spesso fisiche o comunque volgari, ma che non mancano di centrare l'obiettivo. Del resto stiamo parlando di una pellicola di totale disimpegno che intende raggiungere lo spettatore attraverso quella comicità stramba che va di moda adesso e una dose d'azione da non sottovalutare. Del resto Johnson si è ormai specializzato nel genere action, oltre che nei titoli mainstream in grado di totalizzare buoni incassi al botteghino: anche "Una spia e mezzo" non fa eccezione - pur non con un totale eclatante - riuscendo ampiamente a ripagare i 50 milioni di dollari spesi per produrlo.
Dunque un prodotto simpatico, tutto sommato migliore di quanto mi aspettassi. Non un capolavoro e non maledettamente folgorante quanto lo "Spy" di qualche tempo fa, ma comunque una piacevole sorpresa estiva in grado di riempire in maniera simpatica il vuoto calendario cinematografico estivo.
Ps. Inaspettatamente, questo film è stato scritto tra gli altri anche da Ike Barinholtz, attore visto in "Le sorelle perfette", "Cattivi vicini" 1 e 2, "The Mindy Project" e adesso al cinema con "Suicide Squad".
Cast: Kevin Hart, Dwayne Johnson, Amy Ryan, Aaron Paul, Danielle Nicolet, Timothy John Smith, Megan Park, Ryan Hansen, Thomas Kretschmann, Jason Bateman, Melissa McCarthy.
Box Office: $208.6 milioni
Consigli: Divertente quanto basta, dinamico e con un buon duo di protagonisti, "Central Intelligence" è un film più riuscito di quanto non ci si potrebbe aspettare e più soddisfacente di metà dei prodotti usciti durante questa insipida estate 2016. Niente di indimenticabile, ovvio, ma comunque spassoso.
Parola chiave: La freccia d'oro.

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Bengi

venerdì 19 agosto 2016

Film 1196 - Non per soldi... ma per amore

Pellicola cult di fine anni '80 che non avevo mai visto: urgeva recupero!

Film 1196: "Non per soldi... ma per amore" (1989) di Cameron Crowe
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Commedia romantica che ha fatto un pezzo di storia del genere, questo "Say Anything..." è un titolo carino, molto giovane e certamente molto, molto anni '80.
Certe parti le ho trovate un po' bizzarre, a dire il vero, come quando il padre chiede a Diane (Ione Skye) riguardo alla sua relazione appena diventata biblica con Lloyd (John Cusack) o come quando, sempre il padre, le dice di regalare una penna come dono di addio per il ragazzo. Stramberie a parte, comunque, il film è piacevole e non manca di centrare certe questioni molto vere sulla natura delle relazioni e il dolore della loro fine; più inusuale per la commedia romantica, invece, la trama parallela che coinvolge (sempre) il padre e lo vede implicato in un'indagine da parte del fisco che ritiene si sia appropriato di soldi sottraendoli alla casa di cura che possiede e presso cui lavora assieme alla figlia. Accuse che - ancora più inaspettato per le tinte pastello solitamente comuni a questi prodotti - si dimostreranno vere.
"Non per soldi... ma per amore" quindi, pur non rivoluzionando il genere, si appropria comunque di un linguaggio molto personale e lo fa anche attraverso la caratterizzazione dei personaggi - ben approfondita - che sicuramente ha in Lloyd il suo punto di forza. Cusack è davvero perfetto per il ruolo, misto faccia da schiaffi-imbambolato, e non penso sia un caso che tra i suoi ruoli successivi ci sia stato anche quello di Rob Gordon in "Alta fedeltà".
Insomma, risulato positivo ed grande effetto nostalgia per gli 80s.
Ps. Tra i vari personaggi secondari e cameo, troviamo dei giovanissimi Lili Taylor, Jeremy Piven e Joan Cusack (sorella del protagonista).
Cast: John Cusack, Ione Skye, John Mahoney, Lili Taylor, Polly Platt, Bebe Neuwirth, Pamela Adlon, Jeremy Piven, Eric Stoltz, Philip Baker Hall, Joan Cusack, Dan Castellaneta.
Box Office: $21.5 milioni
Consigli: Commedia romantica del all'epoca esordiente alla regia Cameron Crowe (Oscar per la sceneggiatura di "Quasi famosi"), "Non per soldi... ma per amore" è un titolo di culto del genere che vede la scena con lo stereo portatile scolpita nell'immaginario collettivo. Pellicola sui sentimenti, l'amore giovanile e le scelte che potrebbero cambiare la vita, la storia segue le vicende dei due innamorati Diane e Lloyd e la loro ricerca di un equilibrio relazionale post estivo. Perché si sa che le storie nate in estate non hanno vita breve. O no?
Parola chiave: Boombox.

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Bengi

giovedì 18 agosto 2016

Film 1195 - Ant-Man

Sky Go lo offriva tra le sue nuove proposte e abbiamo deciso di vederlo, anche perché Poe al cinema lo aveva perso...

Film 1195: "Ant-Man" (2015) di Peyton Reed
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Mi era già piaciuto la prima volta al cinema e confermo il responso positivo. Sicuramente un supereroe inusuale per molti motivi e la storia è necessariamente influenzata da tutte queste "anomalie", ma in definitiva un titolo piacevole e sufficientemente ben fatto per essere un primo episodio conoscitivo ed esplorativo.
Paul Rudd, altro elemento che non ti aspetteresti in un blockbuster, è un ottimo protagonista, perfetto per il ruolo di Scott Lang, tra lo stropicciato e l'anti-eroe. Insieme a lui un cast di tutto rispetto che vede Evangeline Lilly, Corey Stoll e Michael Douglas contendersi la scena.
Effetti speciali davvero spettacolari, una storia divertente e spesso ludica, sufficiente azione e la promessa di un nuovo franchise che non dovrebbe deludere.
Film 411 - The Avengers
Film 808 - The Avengers
Film 930 - Avengers: Age of Ultron
Film 932 - Avengers: Age of Ultron
Film 1177 - Avengers: Age of Ultron
Film 695 - Captain America - Il primo vendicatore
Film 814 - Captain America: The Winter Soldier
Film 1156 - Captain America: Civil War
Film 268 - Thor
Film 1191 - Thor
Film 631 - Thor: The Dark World
Film 1193 - Thor: The Dark World
Film 543 - Iron Man 2
Film 676 - Iron Man 3
Cast: Paul Rudd, Evangeline Lilly, Corey Stoll, Bobby Cannavale, Michael Peña, Tip "T.I." Harris, Anthony Mackie, Wood Harris, Judy Greer, David Dastmalchian, Michael Douglas, John Slattery, Hayley Atwell.
Box Office: $519.4 milioni
Consigli: Tra formiche, cassaforti e la sede degli Avengers troviamo Ant-Man, supereroe dalle dimensioni microscopiche e la potenza sovraumana che riesce a rimpicciolire e ingrandirsi così da poter sorprendere e neutralizzare i nemici. Se vi attraggono i dettagli al microscopio, le avventure Marvel e in generale i blockbuster ben confezionati, non dovreste rimanere delusi da questo titolo di cui, ovviamente, è già previsto un sequel per il 2018 ("Ant-Man and the Wasp").
Parola chiave: Il Calabrone.

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Bengi

mercoledì 17 agosto 2016

Film 1194 - Me Before You

Non che smaniassi per vederlo, ma Poe ci teneva molto. La proposta dello streaming ha fatto vincere (grazie a Dio) la versione in inglese, così almeno ci siamo evitati il doppiaggio da soap opera tipico per prodotti tutto cuori e fazzoletti come questo.

Film 1194: "Me Before You" (2016) di Thea Sharrock
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Poe
Pensieri: Nel tentativo di ricavalcare l'onda ormai un po' passata di "Colpa delle stelle", questo "Me Before You" regala al pubblico una storia strappalacrime tra disabilità ed eutanasia, il tutto condido con l'amore vero che sboccia all'improvviso, ovviamente. L'originalità del film non è esattamente fulminante, anche se un certo fascino dei protagonisti e la cura delle immagini (molto patinate) addolciscono i sentimenti verso un prodotto così specificamente mirato ad una particolare tipologia di pubblico, nel quale francamente fatico a riconoscermi.
Al di là della ricerca della lacrima facile, questo tipo di commedia romantica da "ultimo stadio" è un po' troppo costruita sull'eccezionalità della cosa, oltre che sul dramma preannunciato, il che a mio avviso conferisce al tutto un'anima artificiosa e livella il racconto alla semplice straordinarietà dei fatti o dei suoi protagonisti evitando di approfondire l'elemento umano, che è poi la base di ogni relazione. La disabilità del protagonista Will (Sam Claflin), pur trattata ampiamente, interessa alla sceneggiatura più che altro come elemento funzionale e dunque rimane in secondo piano rispetto a un romanticismo tanto scontato e sdolcinato che è, tuttavia, il vero motore di tutta l'operazione. Per quanto nobile possa essere il portare all'attenzione del grande pubblico la questione, non ci si smuove dal fatto che è la scintilla amorosa ad essere il vero cardine di tutta l'operazione. Sì, è vero che poi si tratta di una storia decisamente meno convenzionale del solito, considerato che - spoiler! - alla fine Will muore, ma in ogni caso si possono cambiare le carte in tavola quanto si vuole: il risultato - rispetto a titoli simili - non cambia.
Dunque niente di nuovo e, soprattutto, niente di particolarmente esaltante. Il contagioso ottimismo di Lou (Emilia Clarke), che passa solo attraverso l'inesausto movimento di sopracciglia della ragazza, è più irritante che consolante e l'amore in sedia a rotelle è dolce e ispira buoni sentimenti, ma dal momento che "Me Before You" si ferma solo a questi, il risultato finale non può essere sufficiente. Non è una buona storia solo perché si racconta una bella storia. E' un prodotto ben confezionato, ma niente di più.
Ps. Tratto dal romanzo omonimo di Jojo Moyes del quale esiste un seguito, dal titolo "After you".
Cast: Emilia Clarke, Sam Claflin, Janet McTeer, Charles Dance, Brendan Coyle, Matthew Lewis, Samantha Spiro, Joanna Lumley, Ben Lloyd-Hughes.
Box Office: $194.3 milioni
Consigli: Penso che si tratti di un film adatto solo a chi sia veramente motivato a vederlo. C'è la malattia, c'è il rifiuto, il dolore, la morte e tutta una serie di elementi che lo rendono una storia pesante, nonostante ampio spazio sia dedicato all'amore tra i protagonisti. Dunque meglio documentarsi prima e capire se si è disposti a seguire la storia.
Parola chiave: Lavoro.

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Film 1193 - Thor: The Dark World

Visto il primo, non abbiamo perso tempo e abbiamo visto il secondo. Anche perché ho appositamente acquistato il dvd...

Film 1193: "Thor: The Dark World" (2013) di Alan Taylor
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Meno indeciso sulla sua natura, "Thor 2" porta a casa un risultato più granitico e riesce nell'intento di svincolare la saga sulla divinità del tuono da un primo capitolo affaticato dalle necessità di presentare il franchise e legittimarlo attraverso una storia dai contorni shakespeariani. Per farla facile: qui i toni sono molto più da intrattenimento semplice.
Cattivoni dell'episodio sono gli Elfi Oscuri, il cui capo intende sfruttare il fenomeno della Convergenza dei Nove Regni per poterli sottomettere e distruggere, neanche a dirlo; per farlo usa la potenza distruttrice dell'Aether, all'inizio della storia risvegliato da Jane (Natalie Portman).
Avendo solleticato tutti gli interessi che stanno a cuore al nostro eroe - salvaguardia dei regni, Jane e distruzione dei nemici che tentano di diventare tiranni -, il nostro Thor non potrà che scendere in campo per salvare nuovamente l'umanità e non solo, dopo aver già fatto team con gli Avengers nel primo capitolo dell'altra saga sul collettivo di supereroi dalla cui storia conseque questa in ordine temporale.
Tantissimi effetti speciali - a mio avviso migliori - e una storia che include moltissima distruzione soprattutto nel finale, "Thor: The Dark World" è un buon sequel che regala al pubblico un risultato finale compatto e dalla chiara idea generale, in grado di inserirsi perfettamente all'interno di un arco temporale complesso com'è quello formato dalle numerose puntate del racconto Marvel, serie tv comprese. Dunque un miglioramento rispetto al primo "Thor", che pure non era tremendo, a cui speriamo farà seguito un "Thor 3" degno dei progressi fatti fino qui.
Film 411 - The Avengers
Film 808 - The Avengers
Film 930 - Avengers: Age of Ultron
Film 932 - Avengers: Age of Ultron
Film 1177 - Avengers: Age of Ultron
Film 695 - Captain America - Il primo vendicatore
Film 814 - Captain America: The Winter Soldier
Film 1156 - Captain America: Civil War
Film 268 - Thor
Film 1191 - Thor
Film 631 - Thor: The Dark World
Film 543 - Iron Man 2
Film 676 - Iron Man 3
Film 1004 - Ant-Man
Cast: Chris Hemsworth, Natalie Portman, Tom Hiddleston, Anthony Hopkins, Stellan Skarsgård, Idris Elba, Christopher Eccleston, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Kat Dennings, Ray Stevenson, Zachary Levi, Tadanobu Asano, Jaimie Alexander, Rene Russo, Chris O'Dowd, Benicio del Toro, Ophelia Lovibond.
Box Office: $644.6 milioni
Consigli: Carino, ricco d'azione e più conforme all'universo Marvel creato sino ad ora, "The Dark World" presenta un notevole incremento qualitativo del franchise che, per chi gradisce, non potrà che essere regalo gradito. Finalmente a Jane viene dato un ruolo più attivo, la storia abbandona i toni da tragedia e abbraccia il commerciale intento blockbuster e Thor ci delizia con non poche prodezze da vero supereroe quale è. Un secondo capitolo piacevole, insomma, che non richiede necessariamente di conoscere il contesto da cui proviene per essere fruito.
Parola chiave: Dannato.

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martedì 16 agosto 2016

Film 1192 - Cattivi vicini 2

Ovviamente non potevo perdermelo!

Film 1192: "Cattivi vicini 2" (2016) di Nicholas Stoller
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Devo dire che, pur restando migliore il primo, questo secondo "Cattivi vicini" non è così male né lascia insoddisfatti chi aveva apprezzato la prima, pazza incursione cinematografica dell'insolito trio Seth Rogen, Zac Efron, Rose Byrne. L'aggiunta del caso vede Chloë Grace Moretz a capo di una sorellanza di reiette che decide di comportarsi esattamente come le confraternite maschili, tutte divertimento, sballo e alcol, ovviamente sempre accanto alla casa dei poveri coniugi Radner, che tutto vorrebbero tranne che rivivere l'incubo a malapena scampato nel precedente film. In questo caso l'aggravante è che la coppia deve pure vendere la casa e il contratto prevede un periodo di prova anti fregatura che consente agli acquirenti di ritirarsi dalla vendita se qualcosa di strano dovesse verificarsi. E si verificherà, che ve lo dico a fare...
Nonostante la fratellanza sia mille volte più antipatica dei pazzi della confraternita precedente, "Neighbors 2: Sorority Rising" riesce comunque a regalare qualche momento spassoso soprattutto grazie al rotondo Rogen, capace di prendersi e farsi prendere in giro con una leggerezza invidiabile. Pacioccone, dolce e simpatico.
La formula sostanzialmente rimane uguale a quella precedente con veramente poche varianti (ora Rogen e Efron sono alleati): molte parolacce, molta sessualità, molte gag 'fisiche' e la classica superficialità che permette l'happy ending dovuto. Niente di trascendentale, ma comunque preso per quello che è simpatico.
Film 773 - Cattivi vicini
Film 1060 - Cattivi vicini
Cast: Seth Rogen, Zac Efron, Rose Byrne, Chloë Grace Moretz, Dave Franco, Ike Barinholtz, Christopher Mintz-Plasse, Kiersey Clemons, Selena Gomez, Lisa Kudrow, Kelsey Grammer, LL Cool J.
Box Office: $107.2 milioni
Consigli: Incasso dimezzato rispetto al primo film, questo "Cattivi vicini 2" replica la formula del precedente e ci aggiunge la variante in salsa femminile. Spassoso, pazzo, a tratti strano e con la giusta dose di politicamente scorretto, tutto sommato funziona e intrattiene a dovere. Dovrebbe piacere a chi ha apprezzato la mitica follia del primo.
Parola chiave: Kappa Nu.

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sabato 13 agosto 2016

Film 1191 - Thor

Presi dall'euforia da supereroi e super-storie, ci siamo davvero lanciati a recuperare tutti i titoli contemporanei di riferimento!

Film 1191: "Thor" (2011) di Kenneth Branagh
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: La prima volta che ho visto questo film, al cinema, sono rimasto indeciso: pro o contro?
La confusione è aumentata man mano che i successivi titoli Marvel hanno cominciato a colonizzare le sale cinematografiche, da Capitan America agli Avengers, tra vari sequel e aggiustamenti, una marea di film tutti sufficientemente efficaci e ben realizzati. Come collocare, allora, questo primo "Thor"?
A distanza di anni (5), il primo capitolo sul dio del tuono è un esordio migliore rispetto a quello del Capitano. La regia di Kenneth Branagh ampiamente pubblicizzata sembra essere utilizzata più che altro per legittimare un genere all'epoca ancora acerbo, ovvero il blockbuster di qualità sui supereroi, quasi che serva la mano di un artista universalmente acclamato quale Branagh - famoso shakespeariano doc - per dare valore al prodotto da (ri)lanciare; un cast stellare tra cui spiccano 2 premi Oscar (la Portman lo vince proprio nel 2011); un budget da 150 milioni di dollari e la speranza di far partire un franchise remunerativo quanto quello di "Iron Man" sono tutti elementi che fanno parte di questa prima incursione nel mondo Asgard alla corte di Odino.
Il risultato finale è incerto più che altro perché è un mix, una sorta di ibrido che non riesce a presentarsi in maniera uniforme. E' un titolo commerciale di puro intrattenimento o è un prodotto che cerca di vendersi per ciò che evidentemente non è? Il tradimento di Loki, la lotta tra bene e male, il demone interiore del figlio adottato, il padre padrone, la lotta tra due mondi e il confronto con i propri limiti, l'amore che non può durare... Insomma, tantissime tematiche, molte delle quali da tragedia, eppure non siamo di fronte ad un titolo drammatico, ma all'inizio di un'avventura che dovrebbe portarci ben oltre i confini del nostro mondo. E c'è, quest'avventura? Ni. Mi spiego: c'è, ovviamente, ma non nei termini che uno si aspetterebbe. E mi pare che anche gli studios se ne siano accorti, perché "Thor 2" è, di fatto, tutto un altro tipo di prodotto. Come, del resto, lo è il secondo "Captain America".
E' giusto che all'inizio si proceda con cautela e, passatemi il termine, per tentativi. La contestualizzazione dei personaggi è fondamentale nell'ottica del mastodontico franchise che la Marvel sta mettendo in piedi da anni. Anche "Ant Man" è stata una sfida (vinta), pur rimanendo un primo episodio piacevole, ma non del tutto soddisfacente. Lo stesso succede qui: ci sono tutte le carte in regola, ma è con il procedere dell'avventura che davvero le si dispone nel modo corretto.
Dunque "Thor" è un primo capitolo ok, ma non buono. Funziona, intrattiene ed è sufficientemente spettacolare, anche se tutti sappiamo che ciò che verrà dopo sarà meglio, molto meglio.
Film 411 - The Avengers
Film 808 - The Avengers
Film 930 - Avengers: Age of Ultron
Film 932 - Avengers: Age of Ultron
Film 1177 - Avengers: Age of Ultron
Film 695 - Captain America - Il primo vendicatore
Film 814 - Captain America: The Winter Soldier
Film 1156 - Captain America: Civil War
Film 268 - Thor
Film 631 - Thor: The Dark World
Film 1193 - Thor: The Dark World
Film 543 - Iron Man 2
Film 676 - Iron Man 3
Film 1004 - Ant-Man
Cast: Chris Hemsworth, Natalie Portman, Tom Hiddleston, Stellan Skarsgård, Colm Feore, Ray Stevenson, Idris Elba, Kat Dennings, Rene Russo, Anthony Hopkins, Clark Gregg, Tadanobu Asano, Josh Dallas, Jaimie Alexander, Samuel L. Jackson, Jeremy Renner.
Box Office: $449.3 milioni
Consigli: Certamente si può vedere a cuor leggero. Un titolo d'intrattenimento forse un po' troppo "drammatico", ma comunque godibile, che spiana la strada non solo al personaggi protagonista, ma ulteriormente a tutto quell'universo di supereroi che tutti oggi conosciamo.
Parola chiave: Distruttore.

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venerdì 12 agosto 2016

Film 1190 - The Conjuring - Il caso Enfield

Non vedevo l'ora di vederlo! Ho aspettato un mese che, dall'uscita in America, finalmente arrivasse anche da noi e ho convinto Erika ad accompagnarmi a vederlo dato che gli horror, di base, sono il nostro genere...!

Film 1190: "The Conjuring - Il caso Enfield" (2016) di James Wan
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Erika
Pensieri: Secondo appuntamento cinematografico con i coniugi Warren, seconda storia tratta dalle vere esperienze dei due protagonisti - attenzione agli agghiaccianti titoli di coda -, "The Conjuring 2" prova non solo che il franchise è più solido che mai, ma che James Wan riesce a mantenere le promesse. Senza volergli (e volerci) portare sfiga, diciamo che si sta davvero affermando quale il re dell'horror ("Saw - L'enigmista", "Insidious" 1 & 2, questa saga).
Capace di grande suggestione, costruito attorno all'attesa e l'angoscia, questo film riesce davvero a non deludere le alte aspettative dopo un primo capitolo ben riuscito. Chiaramente molto del merito va al ritrovato e affiatato duo Vera Farmiga + Patrick Wilson, anima di una storia che non cede al solo fascino dell'orrifico, ma riesce ad articolarsi in una trama ben contestualizzata e raccontata con abbondanza di particolari. Prima di arrivare alla vera parte paurosa, infatti, lo spettatore è abbondantemente immerso nella vicenda, che la prende davvero alla lontana: nel borgo londinese di Enfield, nel 1977 la famiglia Hodgson inizia a essere soggetta ad apparenti presenze demoniache. Le dinamiche del caso richiederanno non poco tempo e numerose verifiche, prima che non solo la giovane Janet sia creduta, ma che addirittura vengano contattati i due coniugi esperti di paranormale. Non basta: ad inizio pellicola Lorraine avrà una visione sulla morte del marito - la stessa di cui si parla nel primo film - in cui sono coinvolti una suora e un palo. Inutile dire che non passerà molto prima che la premonizione tenti di realizzarsi.
Dunque un buon ritorno ai temi dell'occulto grazie ad una storia apparentemente vera capace di far accapponare la pelle. Demoni, possessioni, scricchiolamenti e seminterrati a dir poco inquietanti sono tutti elementi che caratterizzano il caso Enfield, rimescolati in salsa Wan, regista evidentemente dotato da questo punto di vista e in grado di produrre una suspense partciolarmente efficace e assolutamente non facile da trovare nei prodotti simili contemporanei, tutti effetti speciali e 0 sostanza. Qui, diversamente dal solito, non sono pochi i momenti in cui si salta sulla poltrona - e con piacere! - e nonostante gli spaventi, l'ansia e la paura, non si smetterebbe mai di seguire le "avventure" degli Warren. Inquietanti, ma davvero magnetiche!
Film 578 - L'evocazione - The Conjuring
Film 1179 - L'evocazione - The Conjuring
Film 804 - Annabelle
Film 1157 - Annabelle
Cast: Vera Farmiga, Patrick Wilson, Frances O'Connor, Madison Wolfe, Simon McBurney, Franka Potente, Lauren Esposito.
Box Office: $317.8 milioni
Consigli: Successone al botteghino, stesso incasso del primo film (ma è costato il doppio, ovvero 40 milioni di $), critica soddisfatta e una marea di spaventi. Questo, in breve, il riassunto di una pellicola che è un sequel, ma anche un titolo perfettamente codibile anche in solitaria. Pauroso, inquietante e con uno spin-off dedicato alla suora in arrivo, la saga di "The Conjuring" al momento sembra in gran forma. Gli amanti dell'horror ben fatto dovrebbero apprezzare.
Parola chiave: Valak.

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giovedì 11 agosto 2016

Film 1189 - (S)ex list

Nella lista dei titoli di Netflix, era da un po' che lo tenevo d'occhio, volendolo rivedere.

Film 1189: "(S)ex list" (2011) di Mark Mylod
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Il titolo italiano è, come spesso accade, imbarazzante, anche se la commedia con Anna Faris di per sé non è pessima. Certo, si tratta di un titolo superficiale e stupidino, ma l'attrice è davvero una delle regine di questo genere - pur non venendole riconosciuto - ed è piacevole seguire la storia anche solo per il semplice fatto che sia lei la protagonista. Da non sottovalutare, poi, un cast di tutto rispetto che vede nel suo protagonista maschile nientemeno che Capitan America (Chris Evans).
Il pretesto è questo: Ally pensa che per trovare il vero amore debba ripescare a piene mani tra la lista dei suoi ex, vicinissima al terribile numero di 20, che la rivista Marie Claire sentenzia essere letale per le donne che volessero trovare marito. Quindi prima di raggiungere il temibile traguardo, la ragazza comincerà a ripercorrere a ritroso la lista, nella speranza di trovare l'uomo perfetto tra quelli già scartati. Senza, ovviamente, rendersi conto che l'uomo ideale vive nell'appartamento di fronte.
Banale, quindi, semplice semplice, e certamente innovativo allo 0%, eppure sufficientemente godibile e simpatico. Perfetto disimpegno estivo.
Ps. il film si basa sul libro "20 Times a Lady" di Karyn Bosnak.
Film 337 - Sex List
Cast: Anna Faris, Chris Evans, Ari Graynor, Blythe Danner, Ed Begley, Jr., Dave Annable, Joel McHale, Chris Pratt, Zachary Quinto, Mike Vogel, Martin Freeman, Andy Samberg, Aziz Ansari.
Box Office: $30.4 milioni
Consigli: Pellicola elementare che utilizza il pretesto sessuale per cercare di ravvivare un po' le sorti della classica commedia romatica. Disinibito quanto basta, con due bei protagonisti affiatati, una buona dose di nudo e un ritmo piacevole, un titolo scemo ma divertente che si lascia guardare e dimenticare in fretta.
Parola chiave: Uomo ideale.

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Film 1188 - SpongeBob - Il film

Sempre sotto l'influente suggerimento della proposta Netflix...

Film 1188: "SpongeBob - Il film" (2004) di Stephen Hillenburg, Mark Osborne
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Ebbene sì, lo abbiamo visto. Volontariamente.
Non avevo mai visto SpongeBob e a malapena sapevo di cosa si trattasse in generale, per cui questo primo approccio alla "matreria" è stato di fatto conoscitivo. Non male, dopo tutto, anche se non credo riuscirei a reggere per un periodo prolungato la visione di più di qualche veloce episodio. Di fatto il colorato mondo sottomarino della spugna coi pantaloni e dei suoi amici e frenetico e maledettamente rumoroso, oltre che cantilenante in maniera a volte irritante. Dunque a piccole dosi.
Non mi aspettavo, tra l'altro, un cast così nutrito per l'esperimento da grande schermo: Alec Baldwin, David Hasselhoff, Scarlett Johansson, Jeffrey Tambor, tutti nomi di non poco peso per un prodotto assolutamente mirato al target infantile.
Tutto sommato, quindi, "The SpongeBob SquarePants Movie" non è stato così terribile come, invece, mi immaginavo. Simpatico, coloratissimo e direi perfetto per i bambini.
Cast: Tom Kenny, Bill Fagerbakke, Clancy Brown, Rodger Bumpass, Mr. Lawrence, Alec Baldwin, David Hasselhoff, Scarlett Johansson, Jeffrey Tambor.
Box Office: $140.2 milioni
Consigli: Decisamente per un pubblico giovane, molto giovane o comunque familiare, in ogni caso un cartone animato sufficientemente divertente. Ecco, non siamo a livello Disney - Pixar, ma per una situazione di disimpegno e divertimento, può essere il titolo giusto.
Parola chiave: Piano Z.

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Film 1187 - The Fundamentals of Caring

Incuriosito dalla proposta di Netflix e dalla possibilità di veder recitare Selena Gomez in inglese, mi sono lasciato convincere a vedere questa pellicola.

Film 1187: "The Fundamentals of Caring" (2016) di Rob Burnett
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Direi che ci troviamo di fronte ad un titolo sufficientemente efficace, pur non straordinario. Buoni protagonisti e qualche momento interessante, ma di fatto la storia fallisce nel suo intento di consegnare allo spettatore qualcosa di nuovo o memorabile. C'è l'on the road, il riscatto, l'amicizia, la disabilità, il sapere guardare dentro le persone invece che basarsi solo sul loro aspetto, i primi amori, l'ironia di chi ha solo quell'arma per difendersi, la crescita e il gruppo di strampalati, tutto in un mix che, sì, funziona, ma devo dire che fa meno scintille di quanto mi aspettassi.
Ben Benjamin (Rudd) dà una svolta alla sua triste e insignificante vita e decide di iscriversi ad un corso per diventare un caregiver (assistente, badante) e finisce per ottenere il suo primo lavoro presso la famiglia di Trevor (Craig Roberts), adolescente affetto da distrofia muscolare. L'umorismo e il carattere del ragazzo sono peculiari e molto personali, il che porterà a battute politicamente scorrettissime e a una serie di strambe situazioni che, in realtà, porteranno il duo ad un livello di conoscenza molto personale ed intimo e, in ultima istanza, ad una vera e propria amicizia poi suggellata dall'esperienza on the road, durante la quale si aggiungeranno le due protagoniste femminili (delle quali la Gomez fa la ragazzina indipendente ed emancipata). La missione iniziale è raggiungere il buco più profondo del mondo che, curiosamente, è lo stesso presente anche nella stupende serie tv "Stranger Things" sempre di Netflix.
Coincidenze a parte, "The Fundamentals of Caring" è un titolo forse non necessario, ma sicuramente funzionale ad una piattaforma che propone, oltre che a telefilm, anche film di propria produzione (e non). Così facendo, anche storie che probabilmente faticherebbero a trovare una distribuzione nei circuiti cinematografici e comunque non totalizzerebbero grandi incassi, possono vedere la luce; sicuramente la pellicola in questione può essere inclusa in questo gruppo. Si segue volentieri e ha il pregio di concentrarsi anche su argomenti e questioni scomode, ma sicuramente non presenta quella carica, quella personalità o "magia" che le permetterebbe di distinguersi dall'enorme vastità di film simili prodotti fino ad oggi.
Ps. Tratto dal romanzo "The Revised Fundamentals of Caregiving" di Jonathan Evison.
Cast: Paul Rudd, Craig Roberts, Selena Gomez, Megan Ferguson, Jennifer Ehle, Frederick Weller, Bobby Cannavale.
Box Office: /
Consigli: Sinceramente non penso lo rivedrei, anche se non mi sono pentito della scelta. Carino e con qualche buon momento, anche se non in grado di fare la differenza. In ogni caso si può guardare, tenendo presente che, nonostante l'ironia a volte tagliente, è pur sempre una storia che tratta di malattia, disabilità, difficoltà, traumi personali e ci recita Selena gomez. Insomma, non per tutti, non per tutte le occasioni.
Parola chiave: World's deepest pit.

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mercoledì 10 agosto 2016

Film 1186 - Mother's Day

Un sabato sera al cinema in compagnia di un titolo non esattamente raccomandabile. E ho pure pagato!

Film 1186: "Mother's Day" (2016) di Garry Marshall
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Ultimo appuntamento cinematografico con il recentemente scomparso Garry Marshall che lascia come definitivo saluto al mondo una pellicola banale e trita, pur non così pessima come mi immaginavo all'inizio.
Caratterizzato dal solito duo Julia Roberts + Héctor Elizondo post "Pretty Woman" (cui Marshall diresse), questa commedia sulla festa della mamma, le madri, l'amore, la famiglia più o meno tradizionale, il razzismo, l'omofobia, il lutto, la grande nazione americana, i sentimenti, la scoperta di sé, ecc ecc ecc ecc ecc è un mix di cliché tanto prevedibile quanto già visto, anche se nel complesso il risultato finale non è così terrificante. Mi spiego meglio: è una pellicola insulsa, ma meglio di altre boiate viste di recente. Non so se sia un valore di fatto, di sicuro all'uscita dalla sala la cosa mi ha colpito. O, forse, semplicemente mi aspettavo un prodotto talmente brutto, che alla fine mi è parso meno peggio di quanto in realtà non sia.
In ogni caso è evidente che si tratti di un tentativo commerciale fallito, sia perché l'incasso è ridicolo (20 milioni per produrlo), sia perché non ha avuto alcun impatto sull'audience globale. La formula post "Pretty Woman" aveva già cominciato a non pagare più da un pezzo, i film corali di Marshall non hanno certo niente a che vedere con i capolavori di Altman e la Roberts, pur rimanendo la stella internazionale quale è da decenni, dovrebbe valutare meglio a quali pellicole scegliere di prendere parte, anche solo quale favore al regista che l'ha davvero lanciata. "Mother's Day" non è certo un titolo da ricordare, né una commedia vagamente brillante o innovativa. Sarà ricordata per il cast assortito, la smielata banalità e il terribile caschetto imposto alla Roberts senza alcun motivo valido.
Cast: Jennifer Aniston, Kate Hudson, Julia Roberts, Jason Sudeikis, Timothy Olyphant, Britt Robertson, Héctor Elizondo, Jack Whitehall, Shay Mitchell, Margo Martindale, Sarah Chalke, Jennifer Garner, Aasif Mandvi, Jessi Case.
Box Office: $43.8 milioni
Consigli: Piatto e prevedibile, ma certamente innoquo. Si può guardare e certamente i fan di uno qualunque degli attori presenti non potranno esimersi dal vederlo, anche se davvero siamo di fronte al niente di che a volte un po' inensato (non si capisce perché un uomo adulto dovrebbe vergognarsi di scrivere la parola 'assorbendi' sulla lista della spesa).
Parola chiave: Affetti.

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martedì 9 agosto 2016

Film 1185 - The Wolf of Wall Street

Avevo comprato il dvd già l'anno scorso, per cui è strano che ci abbia messo così tanto per decidermi a rivederlo.

Film 1185: "The Wolf of Wall Street" (2013) di Martin Scorsese
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Difficilmente ho rivisto un film di Scorsese, non tanto perché non mi piacciano (al contrario!), quanto perché richiedono una situazione "particolare", oltre che una disposizione d'animo e sufficiente tempo a disposizione. "The Wolf of Wall Street" ha fatto velocemente eccezione, dato che era già da un po' che avevo intenzione di rivederlo. L'ottima scusa è stata che Poe non lo aveva mai visto.
Ho davvero apprezzato di nuovo questo film, ben fatto, forte, dinamico e con un DiCaprio in grandissima forma. Si tratta, ovviamente, di una storia sconvolgente, dai toni che eufemisticamente possiamo definire colorati, maschilista, caotica e che spesso rasenta l'assurdo, eppure è una grande storia cinematografica. Certo, conta non poco che a raccontarla sia uno dei registi viventi migliori al mondo...
Insomma, un inedito Scorsese - rampante, vitale, aggressivo, ironicissimo -, un DiCaprio già qui da Oscar, la scoperta della stupenda Margot Robbie e della storia vera del broker fraudolento Jordan Belfort, tutto in un mix vitale, divertente e irriverente come non se ne vedeva da un po' al cinema. Capolavoro contemporaneo, davvero.
Ps. 5 candidature all'Oscar tra cui Miglior film, regia, attore protagonista e non protagonista e un Golden Globe vinto da DiCaprio come Milgior attore.
Film 659 - The Wolf of Wall Street
Cast: Leonardo DiCaprio, Jonah Hill, Margot Robbie, Jon Bernthal, Matthew McConaughey, Kyle Chandler, Rob Reiner, Jon Favreau, Jean Dujardin, Rob Reiner, Joanna Lumley.
Box Office: $392 milioni
Consigli: Tra i film di Scorsese recenti forse il migliore. Assolutamente imperdibile: non vi spaventi la lunghezza, le 3 ore di durata non si percepiscono!
Parola chiave: Wall Street.

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domenica 7 agosto 2016

La lunga estate fredda del box office americano

Non interesserà nessuno, ma l'altro giorno stavo pensando a come questa estate 2016 stia regalando non poche sorprese al botteghino mondiale.
Titoli assolutamente dati come favoriti stentano a trovare consensi, a malapena ritornano del budget faraonico speso per produrli e anche quando ci riescono, l'incasso totale non è davvero nulla di spettacolare. A ben guardare le prime avvisaglie del disastro c'erano già state se consideriamo le deludenti performance d'incasso di due titoli considerati fortissimi come "The Huntsman: Winter's War" e "Batman v Superman: Dawn of Justice". Immuni da questa maledizione estiva sembrerebbero i film d'animazione, pur con una grossa eccezione. Ma andiamo con calma...
20-22/5: In America è prevista l'uscita di un titolo considerato abbastanza forte, pur essendo il primo film d'animazione di una possibile serie. Si tratta di "The Angry Birds Movie" che, con un budget di 73 milioni di dollari, esordisce primo al box office con un deludente incasso di $38,155,177 nonostante "Captain America: Civil War" fosse alla sua terza settimana di programmazione (finisce alla #2). Pur non essendo un cattivo risultato, fa pensare il fatto che qualche settimana dopo il reboot di "Ghostbusters" esordirà con 46 milioni di dollari e nonostante ciò non riuscirà a fare sua la vetta del botteghino. Ritornando a maggio, nello stesso weekend di uscita del film tratto dalla famosa applicazione per cellulari, esordisce anche "Neighbors 2: Sorority Rising" che, nonostante il clamoroso successo del primo episodio con Zac Efron e Seth Rogen, che tra l'altro qui ritornano, non riesce nemmeno ad andare oltre il terzo posto in classifica e ad incassare $21,760,405 ("Neighbors" all'esordio americano è arrivato primo incassando qualcosa come $49,033,915).
27-29/5: Due titoli sembrano i favoriti a contendersi una tre giorni d'incassi di fuoco. La realtà dimostrerà che gli americani non sono particolarmente interessati alle due pellicole: "X-Men: Apocalypse" riuscirà ad conquistare la vetta con un incasso di $65,769,562 mentre "Alice Through the Looking Glass" - sequel del fortunato titolo di Tim Burton che ha raggiunto addirittura il miliardo di dollari d'incasso -, collezionerà l'imbarazzante totale di $26,858,726 finendo secondo. I due film assieme non riescono nemmeno ad incassare 100 milioni di dollari (poco più di 92), cominciando a dimostrare non solo che la lunga estate americana non sarà così felice come precedentemente, ma che i sequel non sono più garanzia di un rientro economico sicuro. "X-Men" finirà per incassare 213 milioni di dollari in meno rispetto al suo predecessore "X-Men: Days of Future Past" (primo del franchise a superare la cifra di 700 milioni di incasso mondiale) mentre "Alice 2", con un totale al botteghino globale di $287,115,105 (e con un budget di 170 milioni di $!), mancherà il record del suo predecessore "Alice in Wonderland" di 738 milioni! Nessuno sentiva effettivamente il bisogno di un secondo appuntamento al cinema con Alice, ma rimane comunque scioccante constatare quanto poco interesse c'è stato per questa pellicola. Flop.
3-5/6: Il titolo fortissimo di questo weekend è nuovamente un sequel, "Teenage Mutant Ninja Turtles: Out of the Shadows". Il primo episodio del franchise, pur bannato (giustamente) dalla critica, era riuscito nell'impresa di racimolare $65,575,105 al weekend americano d'esordio (#1) e un totalone di $493,333,584; a due anni di distanza, pur mantenendo la prima posizione (e anche questo è scioccante), questo titolo non riesce ad andare oltre i $35,316,382 all'esordio e, ad oggi, i $236,573,787 di incasso totale (-256 milioni). Considerato che praticamente il film non aveva concorrenza all'uscita (solo "Me Before You" con la metà del numero di sale), il risultato è imbarazzante (o giusto, dipende come la vedete).
10-12/6: Questo è certamente uno tra i weekend più affollati di novità. Tutti pronti ai blocchi di partenza troviamo "The Conjuring 2", "Warcraft" e "Now You See Me 2" - che ho già messo in ordine di piazzamento al box office USA -, ovvero due sequel di altrettanti primi capitoli molto fortunati e un nuovo possibile franchise tratto dal popolare videogame della Blizzard Entertainment. I presupposti per una tre giorni di dollari a pioggia parevano esserci tutti, fino a quanto non si sono tirate le somme: "The Conjuring 2" (costato 40 milioni) è l'unico a reggere benissimo e pur non presentando un cast particolarmente famoso, riesce a portare a casa $40,406,314, ovvero quasi esattamente gli stessi $41,855,326 incassati dal primo film. "Warcraft", che di milioni ne è costati 160 (!), non riesce ad andare oltre i $24,166,110 e ad arrivare secondo per un pelo, dato che "Now You See Me 2", nonostante un cast all star, riuscirà ad ottenere solamente $22,383,146 (il primo film era arrivato a quota $29,350,389 finendo secondo). Va sottolineato che dei tre, "Warcraft" era quello con un numero di sale maggiore a proiettarlo, pur mantenendosi tutti sopra i 3000 schermi; inoltre, nonostante fossero tre nuovi titoli, non sono comunque riusciti a portare a casa più di 87 milioni. Mi rendo perfettamente conto che si tratti di eccezioni, ma ci sono pellicole che sono state in grado da sole di esordire in America con incassi oltre i 100 milioni di dollari. Pur trattandosi di blockbuster o franchise ben avviati, rimane significativo che 3 nuovi titoli, di cui due sequel, non riescano a generare un incasso totale che, da sole, certe pellicole riescono ad accumulare.
17-19/6: Qui comincia il regno incontrastato di "Finding Dory", la nostra prima eccezione che conferma la regola. Praticamente senza concorrenza (del resto chi avrebbe osato sfidare il colosso della Disney-Pixar?!) a parte "Central Intelligence", Dory si porta a casa $135,060,273 in 3 giorni. Ecco che prende ancora più senso quanto dicevo poco fa. Va detto, comunque, che il film con Dwayne Johnson e Kevin Hart non si comporta per niente male e ottiene $35,535,250 finendo secondo. Il sequel di Nemo, costato 200 milioni, ad oggi ha incassato qualcosa come $834,380,923 e ancora non ha esordito su tutti i mercati del mondo (vero Italia?). Direi che per quanto riguarda l'animazione, questo sia un ottimo anno per la Disney che con "Zootopia" a inizio anno era già riuscita a superare il miliardo di dollari di incasso.
24-26/6: Dory continua a regnare incontrastata portandosi a casa altri $72,959,954 (!). Stupisce, invece, la cattiva prestazione di "Independence Day: Resurgence" che con i suoi $41,039,944 finisce secondo al botteghino e conferma il periodo di sfortuna del regista Roland Emmerich che pare ormai non azzeccarne più una. Confrontando originale e sequel, i numeri sono imbarazzanti: rispettivamente $817,400,891 di incasso globale contro $373,011,936 - anche questo titolo in Italia deve ancora uscire, ma il nostro botteghino non farà granché differenza -, budget da 75milioni vs budget da 165, 2,977 sale a proiettarlo contro le 4,130 di "IDR". Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.
1-3/7: Siamo al famoso weekend del 4 luglio e Dory è per la terza settimana sul podio ($41,817,176). Quello che stupisce di più, però, è che i suoi 3 contendenti principali non siano riusciti a spodestarla nonostante sulla carta tutti i pronostici potessero essere a loro favore. Sempre in ordine di "arrivo", troviamo "The Legend of Tarzan" (#2), "The Purge: Election Year" (#3) e - mamma mia! - "The BFG" (#4). Vediamoli uno per uno.
"The Legend of Tarzan" presenta un super cast oltre che una grossissima somiglianza con il recente "The Jungle Book" (che ha incassato oltre 900 milioni di dollari nel mondo). Il protagonista ultramuscoloso Alexander Skarsgård, la bellissima Margot Robbie e l'utilizzo massiccio di effetti speciali non ha saputo salvare questo titolo che si ferma ad un modesto esordio ($38,527,856 contro un budget da 180 milioni). Ad oggi il film ha incassato $312,750,024 globalmente.
"The Purge: Election Year" è il terzo capitolo di un buon franchise: costati un totale di 22 milioni di dollari - ovvero pochissimo -, i tre episodi cinematografici sono riusciti ad incassare qualcosa come $279,482,967 nel mondo. Questo titolo in particolare ha esordito con un onesto $31,515,110 d'incasso, superiore al secondo "The Purge: Anarchy", ma inferiore al "The Purge" originale. Ad oggi "The Purge 3" ha incassato $96,231,953.
Con "The BFG" entriamo nel territorio accidentato. Qui abbiamo davvero un gravissimo problema di fondo che richiede un'analisi più approfondita. Con un budget di 140 milioni di dollari, la regia di Spielberg, la presentazione a Cannes e la presenza del premio Oscar di quest'anno Mark Rylance, oltre che una trama tratta dalla storia di Roald Dahl, questo sembrava essere il classico esempio di capolavoro spielbergiano, emblematico per successo di critica e pubblico. Nella realtà, nonostante recensioni favorevoli, "The BFG" è ad oggi un clamoroso disastro: $18,775,350 all'esordio e $113,070,193 di incasso globale! E' praticamente impossibile che il film riesca a ritornare delle spese di produzione, figuriamoci di quelle (non dichiarate) di marketing e pubblicità. Questo è il primo vero e proprio esempio di flop inteso come titolo incapace di generare un incasso quantomeno pari al suo budget di produzione.
Apro parentesi: "Warcraft", inizialmente etichettato come buco nell'acqua tra i più clamorosi della stagione, è riuscito in realtà a invertire i pronostici grazie al mercato cinese che ne ha salvato l'incasso, portandolo oltre i 400 milioni di dollari totali. Che, secondo gli addetti ai lavori, non sono comunque sufficienti a ritenere soddisfacente il risultato.
8-10/7: E qui arriviamo al secondo titolo d'animazione diventato esempio virtuoso: "The Secret Life of Pets" spodesta Dory (che finisce terza) con un incasso forse inatteso di $104,352,905 a fronte di un budget di 75 milioni! Un vero successo testimoniato anche dall'incasso globale che, ad oggi, ammonta a $414,846,348. La Illumination Entertainment porta a casa un altro successo dopo quelli di "Despicable Me" 1 & 2 e del brutto "Minions". Tarzan, a sorpresa, regge al secondo posto con $21,006,462.
15-17/7: Nuovo disastro, seppure la questione risulti più controversa. "The Secret Life of Pets" mantiene il primato ($50,838,355) relegando al secondo posto uno dei titoli più pubblicizzati dell'ultimo anno, "Ghostbusters". Dopo l'annuncio del remake/reboot tutto al femminile, l'opinione pubblica ha fatto un gran discutere dell'avvenimento con picchi di misoginia e dissenso da non sottovalutare. Si dice che la cattiva pubblicità sia comunque pubblicità, mentre in questo caso la massima non ha funzionato: 144 milioni di dollari di budget, un esordio al botteghino americano pari a $46,018,755 - che, hey, non è mica male! -, ma un incasso globale che ad oggi dimostra tutti i limiti di questa operazione: $164,952,335.
Premesso che la mia opinione sulla pellicola è positiva, rimane il fatto che al pubblico questa operazione commerciale basata sull'effetto nostalgico di un grande franchise non ha colpito. Direi un quasi flop, ma apprezzo il girl power message.
22-24/7: "Ghostbusters" crolla e dalla seconda passa alla quinta posizione. "The Secret Life of Pets" scende alla #2, mentre finisce primo "Star Trek Beyond", titolo dal quale mi sarei aspettato una minor tenuta all'esordio. Privato di J.J. Abrams - che ha salutato l'Enterprise per salire a bordo del gemello franchise di maggior successo "Star Wars" -, la pellicola mi sembrava destinata ad un minor riscontro di pubblico, forse fiaccato dall'estenuante campagna per il rilancio della creatura di George Lucas. In realtà l'incasso del primo weekend mi ha parzialmente smentito, riuscendo ad accumulare $59,253,211. Dico parzialmente perché, a due settimane dall'uscita, il film è fermo a $176,683,191 di incasso contro un budget da 185 milioni di dollari! Pur facendo leva su un effetto nostalgia tramite la somiglianza della locandina con quella del primo "Star Trek: The Motion Picture" e nonostante potesse contare - anche se è brutto da dire - sulle due recenti dipartite di Anton Yelchin e del superfamoso Spock originale Leonard Nimoy (la pellicola è dedicata alla loro memoria), questo sequel non è riuscito a catalizzare l'attenzione dello spettatore non di nazionalità americana (l'incasso extra USA si ferma a $56,366,827). Il che è curioso se si considera che per il secondo "Star Trek" degli anni 00, era stato il mercato straniero a fare la differenza fornendo il 51.1% dell'incasso totale.
Oltre al terzo "Star Trek", comunque, in questo weekend esordisce un altro sequel, che porta ad un'altra grossa inattesa anomalia, forse la più sorprendente (in negativo): dopo ben 4 titoli di indiscusso successo, il quinto "Ice Age: Collision Course" non riesce a superare la quarta posizione e i $21,373,064 di incasso d'esordio. Qui c'è davvero qualcosa che non va. Forte di quattro precedenti esordi eccellenti ("Ice Age" $46,312,454; "Ice Age 2" $68,033,544; "Ice Age 3" $41,690,382; "Ice Age 4" $46,629,259), questi rosicati 20 milioni lasciano ampiamente perplessi. Cos'è successo ad uno dei franchise animati più remunerativi di sempre ($3,063,011,343 di incasso spalmanti su 5 film, per capirsi)? Questo quinto capitolo è, tra l'altro, il primo a superare i 100 milioni di budget di produzione e, tristemente, il primo al momento a non aver superato i 300 milioni di incasso (perfino l'originale c'è riuscito!). Con i suoi attuali $266,861,100 di incasso globale possiamo certificare "Ice Age 5" come il nostro terzo flop.
(Al momento in cui scrivo, Wikipedia mi da "Ice Age: Collision Course" a quota $319 milioni di incasso globale, mentre Box Office Mojo rimane inalterato. Probabilmente è solo questione di ore prima che effettivamente i risultati vengano aggiornati anche nel secondo sito.)
29-31/7: E siamo arrivati all'ultimo weekend momentaneamente disponibile. A breve verranno comunicate anche le stime del weekend al momento ancora in essere e pare proprio che sarà "Suicide Squad", a discapito delle pessime recensioni ricevute, a far sua la prima posizione (si parla di 145 milioni di dollari!). Allo stato attuale delle cose, però, è "Jason Bourne" l'ultimo titolo ad aver ottenuto la prima posizione del box office americano di questo 2016. Siamo nuovamente di fronte ad un titolo fortissimo (soprattutto in USA), arrivato al suo quarto appuntamento cinematografico che, tra l'altro, ritrova il suo originale protagonista Matt Damon. Dopo l'addio col botto di "The Bourne Ultimatum" ($442.8 di incasso e 3 Oscar portati a casa), la produzione ha infatti tentato di non far morire il franchise rilanciando uno spin-off non particolarmente riuscito, "The Bourne Legacy" ($276.1 di incasso worldwide). Annunciando il ritorno di Damon - tra l'altro appena uscito da una stagione particolarmente favorevole e sempre sotto i riflettori dopo il successo globale di "The Martian" e le innumerevoli candidature a premi di ogni genere, primo fra tutti l'Oscar come Miglior attore -, il quinto capitolo della serie ha trovato un'accoglienza al suo esordio decisamente positiva (4,026 schermi!) che, però, non ha saputo generare più entusiasmi del terzo Bourne, in grado di esordire con $69,283,690 nel 2007 (senza considerare l'aggiustamento per l'inflazione!). Insomma, che "Jason Bourne" sarà comunque un successo è evidente, ma tutto sommato potrebbe non risultare tanto felice quanto il suo predecessore (le critiche non sono state entusiaste). Al momento il film è fermo a quota $138,010,488 d'incasso mondiale contro i 120 milioni spesi per produrlo.
Piccola postilla veloce: "Bad Moms" sorprende arrivando terzo all'esordio e riuscendo ad oggi ad accumulare $42,746,830, ovvero il doppio di quanto è costato produrlo. Il caso è degno di nota più che altro perché si tratta di un film in America vietato ai minori di 17 anni, ovvero un'ampia fascia di pubblico.

Dunque, a fronte di tutti questi dati, cosa si evince? Di fatto la situazione attuale parrebbe suggerire un'incertezza diffusa che è andata a influenzare anche territori solitamente considerati inespugnabili come i franchise. Quando nemmeno i sequel riescono più a garantire una sicurezza economica - tra l'altro nel periodo in USA più remunerativo per quanto riguarda il cinema, ovvero l'estate -, bisogna veramente fermarsi e porsi qualche domanda. Cosa sta succedendo e quali sono gli elementi discriminanti? Perché l'audience ha rifiutato un così alto numero di titoli considerati sicuri?
Non credo che la risposta stia nella qualità, in quanto molti dei più deludenti risultati fanno riferimento a pellicole quantomeno sufficienti nel loro risultato finale. Forse quello che sta cambiando è la prospettiva. Il famoso duello cinema/tv - per quanto riguarda la qualità fino ad oggi considerato appannaggio del grande schermo - si sta rapidamente sovvertendo in favore di un mezzo televisivo sempre più attento al suo pubblico specializzato, capace di intercettarne domande e interessi, in grado di prodursi in titoli di grandissimo appeal, isole felici in cui pubblico e critica si incontrano in pace. E' ormai da una decina d'anni che il termine blockbuster è stato ampiamente riabilitato da una serie di pellicole che hanno saputo dimostrare e dimostrarci quando anche un titolo mainstream possa presentare un proprio valore, un'unicità, un gusto e una resa finale degni di nota e menzione. Dopo tale aggiornamento di costumi, forse si è passati alla televisione grazie a HBO, Sky, Amazon e Netflix, attori in grado di proporre al grande pubblico serie tv sperimentali, avvincenti e di grande intrattenimento, senza contare l'elevato apporto tecnico in grado di fare davvero la differenza. Fino a qualche anno fa l'appuntamento con la "a" maiuscola era al cinema: ci sono stati "Il signore degli anelli", "Harry Potter", gli "X-Men", i vari Pixar, ecc; oggi invece si attende con ansia l'uscita di "Stranger Things", vero regalo di Netflix e sorpresa di quest'estate 2016.
E' la tv che ora fa la differenza, bisogna ammetterlo. Anzi, è la tv che fa di nuovo la differenza.
Che ci sia una corrispondenza diretta con gli acciacchi dimostrati ultimamente dal grande schermo? Io questo non lo so e certamente non lo posso garantire. Esprimo semplicemente quella che è la mia sensazione al momento: la fruizione di un prodotto televisivo di qualità mi intriga molto di più che quella di qualsiasi franchise. Il mio amore per il cinema, la bellezza del recarsi in sala e rimanere al buio in attesa che il film cominci, sono elementi che, per quanto mi riguarda, caratterizzeranno per sempre in positivo l'esperienza cinematografica, il che dubito riuscirà a scalfire la mia preferenza per il medium cinematografico rispetto a quello televisivo. Però è innegabile che si sia determinato un cambiamento di rotta in grado davvero di scombinare le carte in tavola, di influenzare le regole del gioco. Un esempio su tutti: "Game of Thrones".
Non penso serva aggiungere altro.
Sicuramente il duello cinema-tv non esaurisce la questione del perché di tanto insuccesso. Rimane comunque esemplare che, a fronte di tanto riscontro di ascolti in televisione, il pubblico rimanga tanto freddo nei confronti degli appuntamenti cinematografici. L'estate non è ancora conclusa, dunque la speranza che la situazione migliori ancora permane. Nell'attesa, i risultati ad oggi parlano da soli.

Per la mia analisi ho utilizzato i siti boxofficemojo.com, imdb.com e en.wikipedia.org

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Bengi