domenica 31 dicembre 2023

Film 2240 - Wonka

Intro: Dopo le 7 (sette!) canzoni presenti nell'ultimo "Hunger Gmaes" ammetto che non fossi esattamente nel mood per vedere un altro musical...

Film 2240: "Wonka" (2023) di Paul King
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Niamh
In sintesi: non avevo grandi aspettative per questo "Wonka", ma di sicuro la cosa che meno mi aspettassi è che si trattasse di un vero e proprio musical. Non mi ero documentato preventivamente sul film, per cui, quando già dalla prima scena si comincia con un numero cantato, ho capito che avrei dovuto faticare.
In realtà la pellicola è tutt'altro che terribile e si lascia guardare soprattutto per il grande spettacolo tecnico che mette in scena - tra l'altro perfetto per le feste - ma rimane il fatto che a) non fossi nel mood per una narrazione parzialmente canora e b) Timothée Chalamet non canta bene. Per quanto sia un attore che seguo e che mi piace, in questo ruolo l'ho trovato più accessorio che funzionale al racconto: la sua presenza scenica, solitamente magnetica, qui mi è sembrato venisse risucchiata all'interno di un mirabolante circo di colori e assurdità, di fatto andando ancora di più a evidenziare l'inadeguatezza vocale del protagonista.
Detto ciò, lo ribadisco, il risultato finale non è assolutamente terribile, semplicemente non è il tipo di prodotto cinematografico di cui sento al momento l'esigenza. In una marea di film del 2023 che hanno deluso, "Wonka" non fatica a risaltare.
Cast: Timothée Chalamet, Calah Lane, Keegan-Michael Key, Paterson Joseph, Matt Lucas, Mathew Baynton, Sally Hawkins, Rowan Atkinson, Jim Carter, Natasha Rothwell, Tom Davis, Olivia Colman, Hugh Grant.
Box Office: $296.9 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Prodotto perfetto per le feste e per tutta la famiglia. Non un capolavoro, ma sicuramente per molti la giusta scusa per tornare al cinema prima della fine delle festività.
Premi: Candidato al Golden Globe per il Miglior attore protagonista in una commedia o musical.
Parola chiave: Mamma.
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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 19 dicembre 2023

Film 2239 - The Hunger Games: The Ballad of Songbirds & Snakes

Intro: Non volevo perdermi questo film al cinema e, anche se mi ci è voluto un po' per riuscire ad andarci, a qualche settimana dall'uscita sono riuscito a recuperarlo.

Film 2239: "The Hunger Games: The Ballad of Songbirds & Snakes" (2023) di Francis Lawrence
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Niamh
In sintesi: un po' mi scomvolge che, a 5 settimane dal'uscita nelle sale, questo prequel non sia ancora riuscito a sfondare i 300 milioni di dollari di incasso al botteghino mondiale. Non è necessariamente testamento della qualità del prodotto finale, ma sicuramente definisce un po' il contesto.
"The Hunger Games: The Ballad of Songbirds & Snakes" ha un problema a partire dal titolo, per me ancora impossibile da ricordare. Allo stesso tempo, proprio come il nome eccessivamente lungo, anche la durata della pellicola è eccessiva e, straordinariamente, allo stesso tempo insufficiente a contenere tutte le storie che la trama vuole raccontare, qui addirittura 3. E non mi riferisco a trame e sottotrame, ma proprio alla narrazione di segmenti separati della storia, per quanto collegati.
Fin dall'inizio, infatti, c'è un senso di fretta palpabile: il montaggio è sostenuto, le sequenze si succedono senza trequa, i personaggi non vengono nemmeno introdotti e, semplicemente, appaiono (penso a Volumnia Gaul/Viola Davis che nella sequenza prima non c'è, poi all'improvviso la telecamera è su di lei e il personaggio comincia a parlare). La prima parte, in particolare, soffre di questa mancanza di tempo, dell'urgenza di portare la storia al punto focale del racconto: gli Hunger Games.
A questo punto il film comincia a giocare meglio con le tempistiche e, devo ammettere, per quanto con limitazioni legate all'ambientazione della storia nel passato, il racconto si fa interessante, specialmente per l'inevitabile confronto con gli Hunger Games a cui siamo stati precedentemente abituati, molto più tecnologici e definiti in termini di spettacolarizzazione della carneficina. Qui il film funziona bene e la mano esperta di Francis Lawrence - che ha diretto 3 su 4 delle precedenti pellicole della saga tra cui la migliore fra tutte, "Catching Fire" - si fa sentire: si percepisce la tensione e la pericolosità generale della situazione.
Finiti gli Hunger Games, però, si crea un problema ulteriore, ovvero che il film sarebbe finito e, invece, continua. Per molto, molto ancora. La storia, infatti, procede oltre l'evento dei giochi e, ovviamente, non sta qui il problema. Il punto, invece, è che narrativamente e cinematograficamente parlato, a questo punto "The Ballad of Songbirds & Snakes" dovrebbe terminare lasciare spazio ad un eventuale sequel in grado di raccontare il resto della storia a dovere. Così otterremmo due benefici importanti: la prima parte del racconto potrebbe "respirare", soffermandosi con più dettaglio sui vari aspetti della storia che sono stati trascurati, mentre tutto ciò che accade dopo i giochi sarebbe raccontato a parte, costituendo un capitolo a sé e giovando di più spazio per raccontare i numerosi eventi che si susseguono.
Il problema, da quello che mi è parso di capire, è che Lionsgate - lo studio dietro il franchise - non voleva ripetere lo stesso errore fatto con "Mockingjay", diviso in 2 parti in nome del dio denaro, strategia economicamente riuscita (più col primo che col secondo) ma che ha di fatto rovinato l'ottimo lavoro fatto coi primi due titoli della saga. Così, pagando ancora lo scotto per quell'errore, ci ritroviamo con un prequel che è troppo lungo in termini di durata (2h e 27 minuti) e troppo breve per la storia che propone. Il che è un bel problema.
Poi, per carità, "The Hunger Games: The Ballad of Songbirds & Snakes" è un titolo che si lascia guardare senza problemi, però alla settima canzone intonata dalla protagonista che sottrae tempo prezioso alla narrazione... io qualche domanda me la sono posta. C'era veramente bisogno di concedere così tanto spazio alle doni canore di Rachel Zegler (bravissima, su questo nulla da dire)? Lo dico perché a un certo punto mi sono chiesto se stessi guardando un musical. Il che, specialmente per un tipo di film sci-fi/d'azione come questo, non aiuta e anzi, non fa che spezzare il ritmo della narrazione.
In aggiunta, un altro paio di cose sulla portagonista. Lucy Gray Baird decisamente non è Katniss Everdeen. Per quanto Zegler non faccia un cattivo lavoro, rimane il fatto che il personaggio non è gradevole quanto l'eroia della trilogia precedente e manchi dell'approfondimento narrativo fondamentale e riservato al personaggio reso famoso da Jennifer Lawrence. Inoltre, e qui sta l'altro grande problema, Coriolanus Snow/Tom Blyth è il protagonista di questa pellicola, ma per la maggior parte della visione si ha l'impressione che lo sia Lucy. Lei va nell'arena, lei canta le canzoni, lei è il volto di questi giochi, e, da non sottovalutare, è lei la ribelle: risulta un po' strano quindi che, nel titolo dedicato a spiegare come il presidente Snow sia diventato la persona che è, di fatto si abbia la percezione che sia un altro personaggio a condurre le danze.
Ribadisco, fose stata divisa in due, questa esperienza cinematografica avrebbe avuto più tempo per presentare personaggi e situazioni, abituarci più gradualmente a questa nuova Panem del passato e, cosa più importante, avrebbe avuto più tempo per costruire il "passaggio al lato oscuro" di Snow che qui, invece, si verifica di fatto solo nel capitolo finale e con una frettolosità che va a intaccare anche (o forse soprattutto) il finale. Poi, per carità, il film non è male ed è sicuramente meglio del primo e inutile "Mockingjay", però continuo a pensare che se The Hunger Games: The Ballad of Songbirds & Snakes fosse stato diviso in due parti ne avremmo tutti beneficiato.
Film 412 - Hunger Games
Film 461 - Hunger Games
Film 541 - Hunger Games
Film 1551 - The Hunger Games
Film 634 e 635 - Hunger Games: la ragazza di fuoco
Film 699 - Hunger Games: La ragazza di fuoco
Film 1171 - The Hunger Games: Catching Fire
Film 1552 - The Hunger Games: Catching Fire
Film 2078 - Hunger Games: La ragazza di fuoco
Film 836 - Hunger Games: il canto della rivolta - Parte I
Film 1176 - The Hunger Games: Mockingjay - Part 1
Film 1056 - Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 2
Film 1460 - The Hunger Games: Mockingjay - Part 2
Film 2239 - The Hunger Games: The Ballad of Songbirds & Snakes
Cast: Tom Blyth, Rachel Zegler, Peter Dinklage, Jason Schwartzman, Hunter Schafer, Josh Andrés Rivera, Fionnula Flanagan, Viola Davis.
Box Office: $291.6 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Sicuramente gli appassionati della saga originale apprezzeranno il ritorno in grande stile a Panem e la possibilità di ritrovare alcune delle atmosfere che hanno reso così peculiare e distinguibile il franchise. Poi va detto che le quasi 2 ore e mezza di durata, la divisione per capitoli e l'innecessaria dose di canzoni potrebbero spaventare qualcuno, però il risultato finale è comunque d'intrattenimento e, considerato come sia stato mal gestito "Mockingjay", siamo di fronte a un indubbio miglioramento.
Premi: /
Parola chiave: Plinth Prize.
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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 14 dicembre 2023

Film 2238 - Napoleon

Intro: Ultima serata con cugina, che non andava al cinema da molto tempo. Così ce l'ho portata io (a vedere il film che voleva lei, giustamente).

Film 2238: "Napoleon" (2023) di Ridley Scott
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: sulla carta, questo poteva essere uno dei film dell'anno: un cast pazzesco trainato da Joaquin Phoenix, la regia di Ridley Scott, la storia dell'ascesa al potere di nientemeno che Napoleone. Insomma, tutto sembrava lasciar sperare per il meglio. La verità è che, sebbene migliore del precedente "House of Gucci", Scott non ne azzecca una da un bel po' di tempo e questo "Napoleon" non fa eccezione.
Non che il prodotto finale sia inguardabile, ci mancherebbe, tecnicamente il film è impeccabile, però alcune problematiche sono evidenti. Innanzitutto 157 minuti di durata sono troppi e, allo stesso tempo, troppo pochi per raccontare tutte le vicende che questa storia vorrebbe trattare (si parte dalla ghigliottina di Maria Antonietta e si finisce all'esilio sull'isola di Sant'Elena). A mio avviso sarebbe stato meglio concentrarsi su un momento specifico - come ad esempio l'ascesa al potere e il periodo solamente dell'esilio - per raccontare con più efficace e in maniera più approfondita avvenimenti così complessi che hanno forgiato il corso della storia.
Inoltre, sarebbe stato più efficace scegliere un unico punto di vista per la storia e non due: o seguiamo Napoleone alla conquista del mondo, o seguiamo le sue vicende amorose. La sceneggiatura tenta di bilanciare entrambi questi fili narrativi, finendo per fare un disservizio a entrambi (e a Vanessa Kirby, qui un po' troppo periferica alla storia per i miei gusti o, comunque, quello che avrei voluto vedere).
Infine, ho trovato Joaquin Phoenix meno ispirato del solito in questo ruolo, come se sentisse il personaggio meno "suo". Ed è un peccato per due motivi: sia perché Joaquin Phoenix è un grande attore e da lui mi aspetto meraviglie, sia perché la mancata direzione narrativa, insieme a quella recitativa del suo protagonista, finiscono per influenzare il prodotto finale in una maniera che è difficile da ignorare.
Sebbene, come ho detto, "Napoleon" non sia un brutto film tutto sommato, di fatto manca però di incisività e un punto di vista che vada oltre quello dell'elencare fatti storici più o meno accurati. E, da un film costato tra i 130 e i 200 milioni di dollari, mi aspetto molto, ma molto di più. Ecco, forse riassumerei questa pellicola con un aggettivo: impersonale.
Cast: Joaquin Phoenix, Vanessa Kirby, Tahar Rahim, Rupert Everett, Ben Miles, Ludivine Sagnier, Sinéad Cusack.
Box Office: $172 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Non il più incisivo dei film di Scott che, diciamocelo, ha portato sullo schermo prodotti più interessanti. Tencicamente ben fatto e supportato da un buon cast di comprimari (Vanessa Kirby e un irriconoscibile Rupert Everett in testa), "Napoleon" elenca ma non racconta, si lascia vedere ma non lascia senza fiato.
Premi: /
Parola chiave: Patria.
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Bengi

Film 2237 - Talk to Me

Intro: Con la cugina ancora in visita, tornati dal nostro girovagare irlandese ci siamo concessi una serata casalinga con cibo caldo e film dal letto.

Film 2237: "Talk to Me" (2022) di Danny Philippou, Michael Philippou
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: per una volta, i toni entusiastici della critica sono risultati attendibili. "Talk to Me", infatti, è un bell'horror che funziona dall'inizio alla fine.
Supportato da un buon cast e beneficiando dell'ottima sceneggiatura dei Danny Philippou e Bill Hinzman, questo film riesce a regalare buoni momenti di spavento, oltre che a un'oretta e mezza di interessante intrattenimento meno scontato dei soliti titoli americani. Il finale, in particolare, mi ha ricordato moltissimo il colpo di scena alla fine del magnifico "The Others" di Alejandro Amenábar.
Il tema della possessione come metodo di "sballo" ad una festa è certamente un punto di inizio inaspettato e l'ho trovato particolarmente intrigante, in particolare considerata la vulnerabilità del soggetto posseduto che decide di mettersi in questa situazione pericolosa davanti a un gruppo di adolescenti muniti di cellulare. Io, personalmente, sarei terrorizzato. Forse la potenza di "Talk to Me" sta proprio in questo, è in grado di mettere in scena in maniera efficace situazioni borderline, renderle plausibili e, di conseguenza, avere un impatto sullo spettatore.
Non si tratta di niente di rivoluzionario, per carità, però è bello scoprire punti di vista differenti dal solito mainstream, specialmente quando il risultato finale è così ben riuscito.
Cast: Sophie Wilde, Alexandra Jensen, Joe Bird, Otis Dhanji, Miranda Otto, Zoe Terakes, Chris Alosio, Marcus Johnson, Alexandria Steffensen.
Box Office: $92 milioni
Vale o non vale: Per gli amanti del genere dell'orrore, sicuramente un titolo da recuperare. Le interpretazioni sono buone e l'idea alla base del progetto funziona, per un risultato finale che inquieta.
Premi: /
Parola chiave: Mano.
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Bengi

lunedì 11 dicembre 2023

Golden Globes 2024: nomination e vincitori

81st Golden Globe Awards

Best Motion Picture – Drama
Anatomy of a Fall (Neon)
Killers of the Flower Moon (Apple Original Films)
Maestro (Netflix)
Oppenheimer (Universal Pictures)
Past Lives (A24)
The Zone of Interest (A24)

Best Motion Picture – Musical or Comedy
Air (Amazon MGM Studios)
American Fiction (Orion Pictures/Amazon MGM Studios)
Barbie (Warner Bros. Pictures)
The Holdovers (Focus Features)
May December (Netflix)
Poor Things (Searchlight Pictures)

Best Motion Picture – Animated
The Boy and the Heron (GKids)
Elemental (Walt Disney Studios Motion Pictures)
Spider-Man: Across the Spider-Verse (Sony Pictures Releasing)
The Super Mario Bros. Movie (Universal Pictures)
Suzume (Crunchyroll / Sony Pictures Entertainment)
Wish (Walt Disney Studios Motion Pictures)

Cinematic and Box Office Achievement
Barbie (Warner Bros. Pictures)
Guardians of the Galaxy Vol. 3 (Walt Disney Studios Motion Pictures)
John Wick: Chapter 4 (Lionsgate)
Mission: Impossible – Dead Reckoning Part One (Paramount Pictures)
Oppenheimer (Universal Pictures)
Spider-Man: Across the Spider-Verse (Sony Pictures Releasing)
The Super Mario Bros. Movie (Universal Pictures)
Taylor Swift: The Eras Tour (AMC Theatres Distribution)

Best Motion Picture – Non-English Language
Anatomy of a Fall, France (Neon)
Fallen Leaves, Finland (Mubi)
Io Capitano, Italy (Pathe Distribution)
Past Lives, United States (A24)
Society of the Snow, Spain (Netflix)
The Zone of Interest, United Kingdom/USA (A24)

Best Performance by a Male Actor in a Motion Picture – Drama
Bradley Cooper, Maestro
Leonardo DiCaprio, Killers of the Flower Moon
Colman Domingo, Rustin
Barry Keoghan, Saltburn
Cillian Murphy, Oppenheimer
Andrew Scott, All of Us Strangers

Best Performance by a Female Actor in a Motion Picture – Drama
Annette Bening, Nyad
Lily Gladstone, Killers of the Flower Moon
Sandra Hüller, Anatomy of a Fall
Greta Lee, Past Lives
Carey Mulligan, Maestro
Cailee Spaeny, Priscilla

Best Performance by a Female Actor in a Motion Picture – Musical or Comedy
Fantasia Barrino, The Color Purple
Jennifer Lawrence, No Hard Feelings
Natalie Portman, May December
Alma Pöysti, Fallen Leaves
Margot Robbie, Barbie
Emma Stone, Poor Things

Best Performance by a Male Actor in a Motion Picture – Musical or Comedy
Nicolas Cage, Dream Scenario
Timothée Chalamet, Wonka
Matt Damon, Air
Paul Giamatti, The Holdovers
Joaquin Phoenix, Beau Is Afraid
Jeffrey Wright, American Fiction

Best Performance by a Male Actor in a Supporting Role in Any Motion Picture
Willem Dafoe, Poor Things
Robert De Niro, Killers of the Flower Moon
Robert Downey Jr., Oppenheimer
Ryan Gosling, Barbie
Charles Melton, May December
Mark Ruffalo, Poor Things

Best Performance by a Female Actor in a Supporting Role in Any Motion Picture
Emily Blunt, Oppenheimer
Danielle Brooks, The Color Purple
Jodie Foster, Nyad
Julianne Moore, May December
Rosamund Pike, Saltburn
Da’Vine Joy Randolph, The Holdovers

Best Director — Motion Picture
Bradley Cooper, Maestro
Greta Gerwig, Barbie
Yorgos Lanthimos, Poor Things
Christopher Nolan, Oppenheimer
Martin Scorsese, Killers of the Flower Moon
Celine Song, Past Lives

Best Screenplay – Motion Picture
Greta Gerwig, Noah Baumbach, Barbie
Tony McNamara, Poor Things
Christopher Nolan, Oppenheimer
Eric Roth, Martin Scorsese, Killers of the Flower Moon
Celine Song, Past Lives
Justine Triet, Arthur Harari, Anatomy of a Fall

Best Original Song – Motion Picture
“Addicted to Romance,” She Came to Me, Music and lyrics by Bruce Springsteen
“Dance the Night,” Barbie, Music and lyrics by Mark Ronson, Andrew Wyatt, Dua Lipa, Caroline Ailin
“I’m Just Ken,” Barbie, Music and lyrics by Mark Ronson, Andrew Wyatt
“Peaches,” The Super Mario Bros. Move, Music and lyrics by Jack Black, Aaron Horvath, Michael Jelenic, Eric Osmond, John Spiker
“Road to Freedom,” Rustin, Music and lyrics by Lenny Kravitz
“What Was I Made For?” Barbie, Music and lyrics by Billie Eilish, Finneas

Best Original Score – Motion Picture
Jerskin Fendrix, Poor Things
Ludwig Göransson, Oppenheimer
Joe Hisaishi, The Boy and the Heron
Mica Levi, The Zone of Interest
Daniel Pemberton, Spider-Man: Across the Spider-Verse
Robbie Robertson, Killers of the Flower Moon

Best Television Series – Drama
1923 (Paramount+)
The Crown (Netflix)
The Diplomat (Netflix)
The Last of Us (HBO/Max)
The Morning Show (Apple TV+)
Succession (HBO/Max)

Best Television Series – Musical or Comedy
Abbott Elementary (ABC)
Barry (HBO/Max)
The Bear (FX)
Jury Duty (Amazon Freevee)
Only Murders in the Building (Hulu)
Ted Lasso (Apple TV+)

Best Television Limited Series, Anthology Series or Motion Picture Made for Television
All the Light We Cannot See (Netflix)
Beef (Netflix)
Daisy Jones & the Six (Prime Video)
Fargo (FX)
Fellow Travelers (Showtime)
Lessons in Chemistry (Apple TV+)

Best Performance by a Female Actor in a Television Series – Drama
Helen Mirren, 1923
Bella Ramsey, The Last of Us
Keri Russell, The Diplomat
Sarah Snook, Succession
Imelda Staunton, The Crown
Emma Stone, The Curse

Best Performance by a Male Actor in a Television Series – Drama
Brian Cox, Succession
Kieran Culkin, Succession
Gary Oldman, Slow Horses
Pedro Pascal, The Last of Us
Jeremy Strong, Succession
Dominic West, The Crown

Best Performance by a Female Actor in a Television Series – Musical or Comedy
Rachel Brosnahan, The Marvelous Mrs. Maisel
Quinta Brunson, Abbott Elementary
Ayo Edebiri, The Bear
Elle Fanning, The Great
Selena Gomez, Only Murders in the Building
Natasha Lyonne, Poker Face

Best Performance by a Male Actor in a Television Series – Musical or Comedy
Bill Hader, Barry
Steve Martin, Only Murders in the Building
Jason Segel, Shrinking
Martin Short, Only Murders in the Building
Jason Sudeikis, Ted Lasso
Jeremy Allen White, The Bear

Best Performance by a Female Actor in a Limited Series, Anthology Series or a Motion Picture Made for Television
Riley Keough, Daisy Jones & the Six
Brie Larson, Lessons in Chemistry
Elizabeth Olsen, Love & Death
Juno Temple, Fargo
Rachel Weisz, Dead Ringers
Ali Wong, Beef

Best Performance by a Male Actor in a Limited Series, Anthology Series or a Motion Picture Made for Television
Matt Bomer, Fellow Travelers
Sam Claflin, Daisy Jones & the Six
Jon Hamm, Fargo
Woody Harrelson, White House Plumbers
David Oyelowo, Lawmen: Bass Reeves
Steven Yeun, Beef

Best Performance by a Female Actor in a Supporting Role on Television
Elizabeth Debicki, The Crown
Abby Elliott, The Bear
Christina Ricci, Yellowjackets
J. Smith-Cameron, Succession
Meryl Streep, Only Murders in the Building
Hannah Waddingham, Ted Lasso

Best Performance by a Male Actor in a Supporting Role on Television
Billy Crudup, The Morning Show
Matthew Macfadyen, Succession
James Marsden, Jury Duty
Ebon Moss-Bachrach, The Bear
Alan Ruck, Succession
Alexander Skarsgard, Succession

Best Performance in Stand-Up Comedy on Television
Ricky Gervais, Ricky Gervais: Armageddon
Trevor Noah, Trevor Noah: Where Was I
Chris Rock, Chris Rock: Selective Outrage
Amy Schumer, Amy Schumer: Emergency Contact
Sarah Silverman, Sarah Silverman: Someone You Love
Wanda Sykes, Wanda Sykes: I’m an Entertainer

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Bengi

sabato 9 dicembre 2023

Film 2203 e 2236 - Barbie

Intro: Ho ritardato questa recensione perché la prima volta che ho visto il film il giorno che è uscito, prima di andare al cinema abbiamo fatto aperitivo e mi sono addormentato svariate volte durante la visione... Da quella volta, mai più spritz dopo lavoro + cinema!
Quando la settimana scorsa è venuta a trovarmi a Dublino mia cugina, una sera ne abbiamo approfittato per recuperare questa pellicola che lei non aveva visto e, di fatto... nemmeno io.

Film 2203 e 2236: "Barbie" (2023) di Greta Gerwig
Visto: al cinema; dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán, Rachel, Niahm R., Niamh H.; Fre
In sintesi: il fenomeno culturale del 2023 (insieme a "Oppenheimer" di Nolan), il "Barbie" di Greta Gerwig e Noah Baumbach, che ha scritto con lei la sceneggiatura, è sicuramente il film che non ti aspetti.
Premesso che l'idea di fare un film su Barbie mi sembrasse alquanto sciocco inizialmente, o che comunque sarebbe stato una gran boiata, di fatto la storia riesce perfettamente ad equilibrare l'elemento giocoso che ti aspetti da una pellicola su un giocattolo, insieme a una serie di tematiche di attualità e rilevanza, il tutto perfettamente bilanciato da una colonna sonora PAZZESCA e un cast che definire stellare è dire poco. Insomma, "Barbie" è uno di quei titoli che sembra essere riuscito a mettere insieme tutti gli elementi giusti al posto giusto e nel momento perfetto: il fenomeno Barbenheimer è stato inarrestabile per tutta l'estate, tanto che si è parlato fin da subito di probabili nomination all'Oscar a pioggia per entrambi i film.
Dove, però, credo che "Oppenheimer" farà incetta di premi, rimango ancora un po' scettico rispetto a questa pellicola che sì, quasi certamente riceverà candidature di peso come Miglior film e sceneggiatura e forse qualcosa per il cast (Ryan Gosling sembra plausibile per attore non protagonista), ma non so quanto seriamente riuscirà a concretizzare la nomination in vittoria a parte in qualche categoria tecnica. Probabilmente i Golden Globes riconosceranno a "Barbie" una serie di premi come attrice protagonista per Margot Robbie (che sarebbe ora cominciasse a vincere premi di peso) e film, tutto nella categoria musical o commedia ovviamente. Vedremo cosa succede con l'annuncio delle nomination di questo lunedì.
Premi a parte, è innegabile che l'ultima fatica artistica di Greta Gerwig sia stato un successo planetario senza precedenti e che, probabilmente, non in molti si immaginavano. Ho letto che quando Margot Robbie (qui anche produttrice) ha fatto il pitch del progetto alla Warner Bros. aveva predetto un possibile incasso fino al miliardo di dollari, ma francamente non so quanto nemmeno lei ci credesse davvero. E' bastata l'estate per smentire tutti i pronostici.
In un anno non esattamente formidabile in termini di qualità cinematografica, "Barbie" è riuscito a scalzare tutta la concorrenza miscelando perfettamente commedia e momenti drammatici, satira e messaggi di positivi (per una volta l'emancipazione femminile non è risultata forzata), mettendo al centro della storia un grande cast e una protagonista alla ricerca di se stessa che non ha bisogno di essere salvata da un uomo.
Poi, se devo essere onesto, ho particolarmente amato la prima parte del film, quella che letteralmente si potrebbe descrivere come "life in plastic is fantastic" per citare gli Aqua (tra l'altro per la prima volta nominati a 2 Grammy a 26 anni dall'uscita della canzone originale "Barbie Girl", qui campionata da Nicki Minaj and Ice Spice nella canzone originale per il film "Barbie World"), una vera visione per gli occhi tra set strabilianti, costumi perfetti e un'estetica generale che mi ha inevitabilmente ricordato la mia infanzia.
Insomma, "Barbie" è stato sicuramente e giustamente la sorpresa del 2023, il film di cui non ci aspettavamo di avere bisogno.
Cast: Margot Robbie, Ryan Gosling, America Ferrera, Kate McKinnon, Issa Rae, Rhea Perlman, Michael Cera, Simu Liu, Emma Mackey, Nicola Coughlan, Kingsley Ben-Adir, Ncuti Gatwa, John Cena, Connor Swindells, Emerald Fennell, Dua Lipa, Helen Mirren, Will Ferrell.
Box Office: $1.442 miliardi
Vale o non vale: Il film ha un buon ritmo, una grande colonna sonora e due protagonisti che si mettono in gioco al 100%, regalando davvero due performance magnifiche e inaspettatamente di spessore considerando che si tratta di una pellicola su una bambola. Margot Robbie è semplicemente perfetta per interpretare il personaggio e Ryan Gosling riesce a mettere insieme Ken e il patriarcato in maniera così assolutamente naturale che si rimane costantemente e piacevolmente solleticati dalla sua performance. Greta Gerwig ha fatto davvero un ottimo lavoro qui, confezionando un prodotto superiore ad ogni aspettativa e dal grandissimo impatto culturale, cosa più che mai rara al giorno d'oggi dove è sempre di più la tv a farla da padrone. Insomma, un film imperdibile.
Premi: Ad oggi, 12 nomination ai Grammy, tra cui per Best Compilation Soundtrack for Visual Media, Best Score Soundtrack Album for Visual Media e Best Song Written for Visual Media per ben 4 canzoni (sulle 5 in lizza): "What Was I Made For?" di Billie Eilish, "Dance the Night" di Dua Lipa, "Barbie World" di Nicki Minaj & Ice Spice featuring Aqua e "I'm Just Ken" cantata da Ryan Gosling.
Parola chiave: Patriarchy.
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giovedì 7 dicembre 2023

Film 2235 - Dream Scenario

Intro: Seratina cinematografica con la mia nuova collega brasiliana. E per il nostro primo appuntamento al cinema, ci siamo concessi qualcosa di meno commerciale delle solite offerte cinematografiche da multisala.

Film 2235: "Dream Scenario" (2023) di Kristoffer Borgli
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Débora
In sintesi: avevo grandi aspettative per questo film, che solo in parte si sono avverate.
Sicuramente l'elemento di stranezza legato a questa storia c'è tutto, la pellicola è un crescendo di situazioni surreali e assurde, tutte a mettere alla prova un protagonista dalla vita mediocre che trova fama e (per un po') gloria nella premessa del film: cosa succede quando gran parte della popolazione mondiale sogna di continuo la stessa persona, ovvero il nostro protagonista, senza apparente motivo?
Il problema per me, però, sta proprio qui, il fatto che la casualità iniziale di questa suggestione di massa non venga mai di fatto spiegata. Il che lascia lo spettatore un po' insoddisfatto, tanto frustrato quando Paul (Nicolas Cage), il protagonista di questo "Dream Scenario". Certo, il fatto che manchi una motivazione aiuta sicuramente a veicolare il senso di confusione e insensatezza che la trama vuole mettere in scena, però dopo tanto caos mi avrebbe fatto piacere scoprire il motivo alla base di un avvenimento tanto particolare (e un'idea per un film così originale).
Mancando di dare un senso agli accadimenti del film, Kristoffer Borgli (sceneggiatore e regista) fa certamente una scelta di stile per la sua creatura cinematografica, una scelta che non necessariamente soddisferà tutti.
Fatta pace con questa particolarità di "Dream Scenario", il risultato finale è comunque molto buono: Nicolas Cage è fantastico e perfetto per questo ruolo, ultimamente davvero in gran spolvero (penso ai recenti "The Unbearable Weight of Massive Talent" e, anche se non mi è piaciuto, "Renfield") e la sensazione che ho avuto per tutta la visione è che si trattasse di un'opera di Michel Gondry dei bei tempi di "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" o "I'm Thinking of Ending Things" di Charlie Kaufman. Quindi, per chi amasse quel tipo di intrattenimento, "Dream Scenario" non mancherà di incantare.
Cast: Nicolas Cage, Julianne Nicholson, Michael Cera, Tim Meadows, Dylan Gelula, Dylan Baker, Noah Centineo, Nicholas Braun.
Box Office: $4.6 milioni
Vale o non vale: Non per tutti, ma sicuramente un interessante esperimento cinematografico. Richiede una certa dose di concentrazione
Premi: /
Parola chiave: Subconscio collettivo.
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