mercoledì 19 aprile 2017

Film 1345 - Power Rangers

Sono sempre stato un grande fan di questo franchise, sin da piccolo. Per cui non potevo perdermi questo tentativo di reboot contemporaneo, anche se non nutrivo particolari speranze...

Film 1345: "Power Rangers" (2017) di Dean Israelite
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: I Power Rangers nel 2017 non sono così pessimi come si potrebbe, invece, pensare. Certo, non hanno lo spessore degli ultimi blockbuster o superhero movie Marvel, né l'aura maledetta di un DC Comics, però il tentativo di svecchiamento dei 5 ragazzi multicolor che combattono gli alieni ha un suo certo perché. Per riassumere, l'idea di base è buona, la realizzazione meno.
Come reboot il prodotto non è male, Rita Repulsa (Elizabeth Banks) funziona - anche se è una supercattiva ancora debole -, il gruppo di ragazzi è affiatato, la dose massiccia di tecnologia aliena e kitsch c'è... Nel caso ci fosse un futuro per questa saga (uhm), dovrebbero sicuramente cercare di migliorare l'aspetto action, aumentando le sequenze di combattimento, e velocizzare certe parti della trama per rendere il franchise un po' più conforme agli standard attuali e meno alle reminescenze anni '90.
In ogni caso ho particolarmente apprezzato la scena iniziale che vede Jason/Red Ranger (Dacre Montgomery) fuggire da scuola dopo una bravata che coinvolge una mucca. La sequenza è piuttosto adrenalinica: in macchina insieme al ragazzo, la telecamera continua inesorabilmente a ruotare su se stessa permettendoci di seguire l'azione come se fossimo su un ottovolante. Gira tutto e capita qualsiasi cosa fino ad un grave incidente (curiosamente il primo di una lunga serie) e anche se per il protagonista non finisce bene, per noi che guardiamo è una premessa carica d'azione.
Come dicevo, la storia parte letteralmente con il piede sull'acceleratore, ma in realtà per il resto è meno adrenalinica di quanto mi sarei aspettato. In compenso è ricolma di momenti dedicati alla riflessione dei ragazzi sulla propria condizione, alla conoscenza reciproca e alla sperimentazione della nuova realtà di Ranger. Per quanto la sceneggiatura sia spesso scricchiolante, ammetto di aver trovato apprezzabile che la trama non abbia sottratto tempo alla contestualizzazione dei ragazzi e della loro situazione. I cinque, poi, sono un gruppo particolarmente eterogeneo e ben assortito e la produzione non si è risparmiata etnie e declinazioni personali (malattie e orientamenti sessuali inclusi), scegliendo per un politically correct che è anche un allargare il più possibile il bacino di spettatori. In ogni caso non tutti i ragazzi sono particolarmente portati alla recitazione (vero, Pink Ranger?), ma all'interno del gruppo la cosa rimane più celata.
Dal punto di vista dello svecchiamento del prodotto, credo che la colonna sonora sia un altro degli elementi a favore. Le scelte sono molto curate e si vede che si è cercato di attirare, attraverso questa mossa, il pubblico giovane e non solo quello di vecchi appassionati.
In compenso, un aspetto che ho trovato particolarmente negativo è quello degli effetti speciali che, non c'è modo di girarci intorno, sono brutti. Da un prodotto costato 100 milioni di dollari mi aspetto davvero molto di più. Anche se già da poster e immagini promozionali si capiva che il risultato fosse sotto la media.
Per concludere, un paio di considerazioni extra. Innanzitutto l'anima curiosamente dark che ha la pellicola all'inizio: tinte tra il thriller e l'horror (non mancano colpi di scena accompagnati da picchi di audio per far spavento), oltre che una caccia al tesoro che porta con sé un mistero da risolvere. Insomma, non solo fantascienza e nostalgia. A proposito di quest'ultimo punto, la seconda considerazione. Ci sono due momenti che guardano al passato, uno bello e uno meno, rispettivamente il passaggio obbligato del cameo dei precedenti protagonisti (riconosciamo i vecchi Pink Ranger e Green/White Ranger, Amy Jo Johnson e Jason David Frank) e la scena in cui parte la vecchia sequenza musicale che accompagnava la discesa in campo dei Megazord (qui francamente fuori contesto, anche se un evidente omaggio).
Insomma, i "Power Rangers" sono tornati al cinema tentando un colpaccio che non c'è stato. Non credo che la produzione abbia troppo da rimproverarsi, di fatto il risultato finale è un capolavoro rispetto al precedente appuntamento cinematografico "Power Rangers - Il film". Forse, e questa è la mia opinione, non c'era così tanto interesse nei confronti di questo prodotto e, in generale, relativamente agli eroi della Saban. Rievocarli a più di 20 anni dall'esplosione del fenomeno in occidente poteva essere una mossa azzardata, soprattutto se mal gestita come i precedenti progetti. Qui si vede che lo sforzo c'è stato, ma non è stato sufficiente a conquistare e convincere anche le nuove generazioni ad abbracciare un fenomento che, per tantissimi, è stato il simbolo di infanzia e adolescenza. Oggi, probabilmente, i supereori sono altri.
Film 1032 - Power Rangers - Il film
Cast: Dacre Montgomery, Naomi Scott, RJ Cyler, Becky G, Ludi Lin, Bill Hader, Bryan Cranston, Elizabeth Banks.
Box Office: $128.2 milioni (ad oggi)
Consigli: I fan non dovrebbero farselo scappare, soprattutto perché si fa leva su un effetto nostalgia che regala qualche connessione con le precedenti declinasioni statunitensi del franchise. Per tutti gli altri, si tratta di un buon prodotto d'intrattenimento che, seppur imperfetto, ha il pregio di intrattenere con una certa dose di divertimento e spensieratezza. Il risultato finale è più debole dei recenti blockbuster con supereroi, ma lo sforzo per portare sullo schermo qualcosa di "nuovo" c'è e si vede e dando una chance a questo titolo non credo si rimarrà delusi. Certo, tenendo presente il tipo di prodotto cui siamo di fronte.
Parola chiave: Cristallo Zeo.

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