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martedì 3 marzo 2020

Film 1823 - Ford v Ferrari

Intro: Ammetto che non fossi particolarmente dell'idea di vedere al cinema questo film, ma non avendo molte altre scelte ad Ushuaia, Argentina, mi sono convinto ad andare lo stesso. Almeno per fare qualcosa di diverso.
Film 1823: "Ford v Ferrari" (2019) di James Mangold
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: un film su macchine da corsa e una gara che è una maratona, la storia di due case automobilistiche rivali e la classica rappresentazione americana dell'"italianità", una sfida contro tempo e leggi della fisica, il tutto per un risultato finale che, lo dico subito, è stato estremamente soddisfacente.
Dal montaggio serrato e le tempistiche adrenaliniche, questo "Ford v Ferrari" non dà solo l'idea di cosa volesse dire all'epoca sfidarsi in una delle gare più complesse al mondo (24 Heures du Mans), ma anche quale possa essere la sensazione di stare su una macchina da corsa che, a tutta velocità, sfreccia su una pista, un percorso, la strada. In questo, la visione di James Mangold è assolutamente chiara e precisa, quasi chirurgica nel proporre allo spettatore dettagli, frammenti, attimi di preparazioni e gare, il tutto per 2 ore e mezza al cardiopalma che lasciano spesso chi guarda senza fiato. Ed assolutamente emozionato.
Si segue, infatti, con grande interesse la storia di amicizia - e numerosi scontri - tra il pilota Ken Miles (Bale) e l'ex pilota Carroll Shelby (Damon), un rapporto fortissimo e sicuramente qui di buon intrattenimento, capace di alternarsi efficacemente alle sequenze di gara anche grazie al temperamento poco paziente del primo. La storia, poi, è assolutamente vera e racconta alti e bassi di due carriere che finiranno per coincidere proprio in quella maratona automobilistica del '66 che vedrà fronteggiarsi le due case del titolo, una sorta di scontro fra titani che si traduce - anche - in un'opposizione tra lo stile italiano e la grandiosa capacità americana di mettere in pratica il clamoroso miracolo.
Sì perché, ricordiamocelo sempre, storia vera o no, "Ford v Ferrari" mostra la realizzazione di una vera e propria impresa, la messa insieme degli elementi perfetti di robotica e umanità che permettono di portare casa non solo la vittoria, ma anche di sconfiggere l'inarrivabile avversario. Ovvero - neanche a dirlo - siamo davanti al classico racconto del cinema americano che vede i figli degli dell'America lottare contro probabilità e tempo, per mettere in scena un vero e proprio miracolo che conquisterà lo spettatore attraverso una retorica da manuale di immagini e racconto. La cosa ci offende? Magari qualcuno di noi italiani ci rimarrà male, ma consci del fatto che si tratti di un prodotto made in USA costruito per un pubblico globale sì, ma pur sempre molto schierato, si può serenamente dire che questa pellicola sia esteticamente interessante e certamente ben costruita sul piano tecnico, che si fa guardare volentieri e lascia onestamente soddisfatti.
Cast: Matt Damon, Christian Bale, Jon Bernthal, Caitriona Balfe, Tracy Letts, Josh Lucas, Noah Jupe, Remo Girone, Wallace Langham, Ian Harding.
Box Office: $225.4 milioni
Vale o non vale: Il racconto è ben costruito e il film lascia sinceramente soddisfatti, anche se il finale agrodolce non manca di colpire lo spettatore che non conoscesse la storia originale. Tutto sommato, comunque, un buon prodotto cinematografico capace di catturare l'attenzione anche di chi non segua o non sia appassionato di macchine e rispettive gare automobilistiche, per un risultato finale che è certamente appassionante e di grande intrattenimento; buon cast e grandissimo Bale.
Premi: Candidato a 4 premi Oscar tra cui Miglior film, ha vinto quelli per il Miglior montaggio e montaggio sonoro; 1 nomination ai Golden Globe per Christian Bale Miglior attore protagonista, drama; 1 BAFTA vinto per il montaggio su 3 nomination (anche sonoro e fotografia).
Parola chiave: Le Mans.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 15 giugno 2016

Film 1160 - Money Monster - L'altra faccia del denaro

Il film lo offriva la 3. La curiosità c'era. Dunque non ho esitato e mi sono fiondato al cinema!

Film 1160: "Money Monster - L'altra faccia del denaro" (2016) di Jodie Foster
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Non voglio dire che la carriera come attrice di Jodie Foster sia finita e per questo motivo si sia data alla regia, ma è innegabile che negli ultimi tempi la recitazione non riguardi le sue priorità (l'ultimo ruolo risale al 2013 di "Elysium"). Per quanto riguarda la sedia da direttore di tutta la "baracca", invece, l'impegno si è intensificato: al suo quarto lungometraggio, l'attrice 2 volte premio Oscar di recente ha anche diretto due episodi di "Orange Is the New Black" (per uno dei quali è stata candidata all'Emmy) e uno per "House of Cards". Insomma, mi pare sia più proiettata a stare dietro alla macchina da presa, piuttosto che davanti. Poco male, questo "Money Monster" mi è sembrato un netto miglioramento rispetto al precedente "Mr. Beaver".
Innanzitutto il tema trattato è decisamente più complesso e sfaccettato e presenta una vicenda certamente non facile; in secondo luogo il piglio, la regia e la realizzazione nel complesso di questa pellicola dimostra una maturità e una professionalità diverse rispetto all'ultimo precedente lavoro. Senza contare - ma questo è marginale - che gli attori qui presenti, nelle due figure dei protagonisti, sono di fatto stelle di Hollywood senza se e senza ma, che piacciano o meno: di conseguenza la risonanza mediatica, insieme alla presentazione ufficiale all'ultimo festival di Cannes, ha portato a questo titolo un certo risalto fino ad ora mancato agli appuntamenti da regista della Foster.
Contesto a parte, "Money Monster" vive di un feroce inizio della storia, capace di suscitare non poca suspense che, giocoforza, si perde in un finale che forse chiama in ballo troppe cose rispetto alla linearità narrativa intrapresa. Insieme all'inca***tissimo Jack O'Connell - sempre una valida scelta -, mi ha particolarmente sorpreso scoprire una Julia Roberts davvero in gran forma. Dove Clooney scimmiotta una conduzione volgarotta, veloce e moderna di un programma del mattino incentrato sull'economia, la Roberts risulta particolarmente credibile nel ruolo di regista dello stesso, capace tra l'altro di suscitare le simpatie di un pubblico che forse da un po' troppo aveva dimenticato che anche lei, in fondo, sappia recitare.
Il mix di elementi tirati in ballo qui, comunque, riesce a catturare a sufficienza l'attenzione di chi guarda, pur perdendo un po' di mordente, come si diceva, verso la fine. Quando si capisce chi sia davvero il cattivo della situazione, un po' della "magia" originale, un po' dello stordimento da linguaggio economico, un po' della tensione da presa in ostaggio che si era venuta a creare cede il passo ad un più scontato epilogo con annessa morale, monito a Wall Street e ciò che, in negativo, può rappresentare. Forse da questo punto di vista mi aspettavo un po' di più, ma in generale, comunque, non un titolo malvagio.
Cast: George Clooney, Julia Roberts, Jack O'Connell, Dominic West, Giancarlo Esposito, Caitriona Balfe.
Box Office: $76 milioni
Consigli: Julia Roberts convincente, Clooney non particolarmente incisivo, ritmi incalzanti da thriller moderno, tutto giocato tra dirette tv, reality, manipolazione dei media e del mercato globale. Non c'è male per quanto riguarda gli elementi sfoderati da questo "Money Monster" che non brillerà per originalità, ma riesce nell'intento di intrattenere e, soprattutto nel primo tempo, a lasciare stordito lo spettatore che cerca incuriosito la spiegazione del gesto estremo che sta dietro la premessa iniziale: e se un uomo armato prendesse in ostaggio il conduttore di un programma televisivo durante la diretta? Per la risposta, cercate questo film.
Parola chiave: IBIS.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi