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martedì 10 giugno 2014

David di Donatello 2014: chi avrebbe dovuto vincere?

[EDIT] Dopo il sondaggione di ieri, tiriamo le somme. Numerose le risposte, forniscono un quadro preciso di come ci si aspettava sarebbero andati questi David di Donatello 2014. Un plebiscito, davvero, per "La grande bellezza" che, probabilmente trascinato ancora dall'effetto Oscar, sembrava il più plausibile trionfatore di questa edizione: ha battuto gli altri in tutte le categorie in cui era presente, segno che non in pochi si sarebbero aspettati una vittoria a mani basse.
Si davano per scontate anche la vittoria di Pif come regista esordiente (vero) e "12 anni schiavo" come film straniero (falso).
Ma lasciamo parlare i risultati: scritti in rosso gli effettivi vincitori della rispettiva categoria; tra parentesi, invece, il conteggio dei voti di chi ha partecipato al sondaggio. Se non è riportato alcun conteggio è perché, chiaramente, nessuno ha votato quel candidato.
Buona lettura!

MIGLIOR FILM
(1) "Il capitale umano"
regia di Paolo VIRZÌ
(35) "La grande bellezza"
regia di Paolo SORRENTINO
(3) "La mafia uccide solo d'estate"
regia di Pierfrancesco DILIBERTO
"La sedia della felicità"
regia di Carlo MAZZACURATI
"Smetto quando voglio"
regia di Sydney SIBILIA

MIGLIORE REGISTA
(2) Carlo MAZZACURATI
"La sedia della felicità"
(4) Ferzan OZPETEK
"Allacciate le cinture"
(1) Ettore SCOLA
"Che strano chiamarsi Federico. Scola racconta Fellini"
(22) Paolo SORRENTINO
"La grande bellezza"
Paolo VIRZÌ
"Il capitale umano"

MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE
(9) Pierfrancesco DILIBERTO (Pif)
"La mafia uccide solo d'estate"
(4) Valeria GOLINO
"Miele"
(1) Fabio GRASSADONIA, Antonio PIAZZA
"Salvo"
Matteo OLEOTTO
"Zoran il mio nipote scemo"
(7) Sydney SIBILIA
"Smetto quando voglio"

MIGLIORE SCENEGGIATURA
(3) Francesco PICCOLO, Francesco BRUNI, Paolo VIRZÌ
"Il capitale umano"
(24) Paolo SORRENTINO, Umberto CONTARELLO
"La grande bellezza"
(4) Michele ASTORI, Pierfrancesco DILIBERTO, Marco MARTANI
"La mafia uccide solo d'estate"
(2) Francesca MARCIANO, Valia SANTELLA, Valeria GOLINO
"Miele"
Valerio ATTANASIO, Andrea GARELLO, Sydney SIBILIA
"Smetto quando voglio"

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
(1) Valeria BRUNI TEDESCHI
"Il capitale umano"
(1) Paola CORTELLESI
"Sotto una buona stella"
(33) Sabrina FERILLI
"La grande bellezza"
(1) Kasia SMUTNIAK
"Allacciate le cinture"
(5) Jasmine TRINCA
"Miele"

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
(2) Giuseppe BATTISTON
"Zoran il mio nipote scemo"
(1) Fabrizio BENTIVOGLIO
"Il capitale umano"
Carlo CECCHI
"Miele"
(1) Edoardo LEO
"Smetto quando voglio"
(29) Toni SERVILLO
"La grande bellezza"

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
(6) Claudia GERINI
"Tutta colpa di Freud"
(5) Valeria GOLINO
"Il capitale umano"
(3) Paola MINACCIONI
"Allacciate le cinture"
(15) Galatea RANZI
"La grande bellezza"
(3) Milena VUKOTIC
"La sedia della felicità"

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA (CON UN EX AEQUO)
(1) Valerio APREA
"Smetto quando voglio"
(1) Giuseppe BATTISTON
"La sedia della felicità"
(1) Libero DE RIENZO
"Smetto quando voglio"
Stefano FRESI
"Smetto quando voglio"
Fabrizio GIFUNI
"Il capitale umano"
(30) Carlo VERDONE
"La grande bellezza"

MIGLIOR FILM STRANIERO
(11) "12 ANNI SCHIAVO"
di Steve McQUEEN (BIM)
(3) "AMERICAN HUSTLE"
di DAVID O. RUSSELL (Eagle Pictures)
(6) "BLUE JASMINE"
di Woody ALLEN (Warner Bros Pictures)
(7) "GRAN BUDAPEST HOTEL"
di Wes ANDERSON (20th Century Fox)
(1) "THE WOLF OF WALL STREET"
di Martin SCORSESE (01 Distribution)

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Sondaggio: chi saranno, secondo voi, i vincitori di questi David di Donatello 2014 in programma questa sera?
Ecco per chi votare nelle categorie principali!


Grazie!
Bengi

mercoledì 4 giugno 2014

Film 723 - Tutta colpa di Freud

Commedia italiana che mi ero perso e volere assolutamente recuperare.

Film 723: "Tutta colpa di Freud" (2014) di Paolo Genovese
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Consigliato dai miei genitori, mi sono approcciato a questa pellicola italiana con le migliori intenzioni e, soprattutto, sorvolando sulla presenza come protagonista di Valeria Puccini. Purtroppo, ancora una volta, devo dire che mi trovo in disaccordo con l'opinione cinematografica dei miei: questo film è una boiata spacciata per commediola semi-impegnata.
L'errore di partenza è scopiazzare l'idea di "In Treatment" e rivederla per la commedia nostrana, semplificandola e cambiandone i connotati fino a trasportarla nella dimensione famigliare, ovvero padre psicologo che analizza i problemi delle figlie che lo utilizzano come medico invece di vederlo come padre. In secondo luogo - come se già non riuscire a partorire un'idea originale non fosse abbastanza - la trama si concentra sulle vite stereotipiche delle tre figlie, chiaramente una l'opposto dell'altra così da poter coprire tutte le variabili della banalità. Dunque abbiamo, come dicevo, la Puccini che è l'anima romantica e dolce, bellezza classica che si realizza attraverso l'emancipazione culturale (che si traducono in citazioni colte da Bacio Perugina) e lo spirito da crocerossina.
Poi la sorella più piccola, interpretata da Laura Adriani, che appena maggiorenne sta con uno che ha l'età di suo padre. Credo che questa coppia voglia rappresentare quello che potremmo definire il 'decadimento morale' di questi ultimi tempi, dove ragazzine e anzianotti si accoppiano come funghi per ragioni che parrebbero quelle del baratto: un corpo per della richezza. Nonostante l'intento anche apprezzabile di mettere in ridicolo un tale comportamento oggi così di moda, la rappresentazione fatta qui è alla stregua della macchietta e non approfondisce in alcun modo le dinamiche sociali e mentali che stanno dietro a tali tipi di scelte. Inevitabile, quindi, che l'Alessandro Gassman fedifrago vorrà poi tornara tra le braccia della riscoperta moglie Claudia Gerini (candidata ai David di Donatello 2014 per questo ruolo).
Infine, la sorella più ridicola: Anna Foglietta è Sara, lesbica pentita. Con le donne non gliene va una giusta e allora cosa fa? Sceglie (e sottolineo il carattere decisionale di questo atto) di tornare etero. Per quanto i toni da commedia e l'evidente limite di approfondimento della trama rendano il risultato finale un calderone di banalità inoffensive, ho trovato comunque stupida la scelta di presentare un tale tipo di personaggio. Anche se per scherzo, l'identità sessuale è una cosa che non va ridicolizzata né presa troppo alla leggera. Mi è sembrato indelicato rappresentare un personaggio del genere.
Sorelle + padre psicologo a parte, il resto del film si snoda per vicende sentimentali per la maggior parte del tempo, componendo e disfando coppie con qualche effetto domino sulla trama. Il risultato finale è banale e non tutti gli attori all'altezza del ruolo. Una pellicola cinematografica non dovrebbe mai essere recitata come una fiction tv a mio avviso. Motivo per il quale ritengo che molti dei nostri prodotti non siano esportabili all'estero.
In ogni caso mi aspettavo un prodotto più maturo e - magari! - incentrato sull'approfondimento psicologico dei personaggi, considerato chi è il protagonista maschile (interpretato da Marco Giallini). Più inaspettata la scelta di dare spazio al personaggio sordomuto Fabio/Vinicio Marchioni, che regala al grande pubblico una prospettiva solitamente ignorata riguardo alla condizione di chi non sente e non parla. In ogni caso, il tutto è, come al solito, il classico esempio di cinema italiano contemporaneo, ovvero principalmente vuoto e, anche se a tratti divertente, spesso fine a se stesso. "Tutta colpa di Freud" si vede tranquillamente, ma non brilla per alcun motivo particolare.
Box Office: € 7.747.527
Consigli: Quando l'Italia incontra la psicoanalisi e brucia le possibilità legate a questa opzione per regalare al pubblico la solita commedia che ha per finale la coesione familiare, l'amore e la realizzazione di sé. Troppo banale per spiccare in qualche cosa. Si lascia guardare con la stessa facilità con cui lo si dimentica. Puccini e Foglietta recitano quasi sempre male.
Parola chiave: Famiglia+amore.

Trailer

Bengi