lunedì 3 giugno 2013

Film 556 - Beautiful Creatures - La sedicesima luna

Proviamo a spegnere la testa.

Film 556: "Beautiful Creatures - La sedicesima luna" (2013) di Richard LaGravenese
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Senza infamia e senza lode. E' un film principalmente neutro, privo di brio ma non così brutto da meritarsi pessimi commenti. Più che altro è un esperimento insipido, che fallisce principalmente perchè privo di una personalità propria capace di catturare l'attenzione. Ovvero una pellicola sulla magia, ma senza magia.
I due personaggi principali Alden Ehrenreich e Alice Englert sono abbastanza normali da risultare anche carini e piacevoli e fa piacere che per una volta si sia puntato più sulla rappresentazione di una qualsiasi coppia di adolescenti che su due belloni e maledetti o i più cool della scuola. La Englert non è certo particolarmente bella e Ehrenreich sembra la versione giovane di Liev Schreiber. Non credo si possa dire, però, che l'opzione meno 'beauty' abbia coinciso con un insolito implemento delle capacità recitative. Ma "Beautiful Creatures" non richiedeva, di fatto, la necessità di esibire numerose sfumature espressive.
Interessante, invece, che due attori premi Oscar come Emma Thompson e Jeremy Irons abbiano deciso di puntare su questo prodotto che, di fatto, non aggiunge nulla alle loro fortunatissime carriere. Se ciò che cercavano era un successo commerciale facile hanno purtroppo scelto la pellicola sbagliata in quanto a livello di incassi il risultato è stato da flop (60 milioni di dollari spesi per produrlo e $60,052,138 di incasso mondiale).
A questo punto ci sarebbe da interrogarsi sui motivi di tanto sfacelo, nella speranza che ci si accorga che non basta solamente trarre da un libro di successo una storia per il cinema perchè questa si tramuti in un buon prodotto che si svincoli dalle banalità di cui siamo già sufficientemente saturi.
Il fatto che "Beautiful Creatures - La sedicesima luna" non sia nulla di che non è un risultato auspicabile per una produzione nuova che aspira a bissare i grandi successi commerciali di saghe come "Twilight" o "Harry Potter". Considerato che di partenza la storia non ha alcunché di originale - lei, futura maga, emarginata sociale, allo scoccare dei 16 anni sarà reclamata dal suo destino che letteralmente sceglierà a quale team farla appartenere: buoni o cattivi (ovvero luce o tenebre)? Nel mezzo c'è il liceo, una storia d'amore con un mortale appena sbocciata e una maledizione che, naturalmente, sembrerebbe destinata ad impedire che i giovani possano stare insieme dato che, per spezzare l'incantesimo, il vero amore di Lena dovrebbe morire... - si sarebbe dovuto puntare su qualche cosa di assolutamente unico per staccarsi da quella massa di prodotti teen misto fantasy e drammi di cui ormai si fatica a distinguerne i componenti. Io, personalmente, avrei preferito una caratterizzazione dei due personaggi di Irons e la Thompson in maniera più incisiva e aggressiva, magari privilegiando quell'antagonismo tra i due che di fatto nel film c'è, ma non è sfruttato a dovere. Due attori di quel calibro in ruoli tanto piatti... Uno spreco! E dire che la Thompson riesce a rendere credibile e maledettamente affascinante anche quel monologo della sua Sarafine in chiesa in maniera tanto naturale da far dimenticare le non poche battute piuttosto bruttine che le sono spettate dalla sceneggiatura. Insomma lei almeno ci ha provato...
"Beautiful Creatures", insomma, non ha aspetti così negativi da renderlo brutto, inguardabile o intollerabile, semplicemente non ha nulla che lo renda degno di essere ricordato.

Consigli: Il ruolo femme fatale di Emmy Rossum è probabilmente il più riuscito, sia perchè lei è credibile nei panni di Ridley Duchannes, sia perchè ho trovato davvero magnetiche le scene che la ritraggono durante la rivelazione della sua vera natura (le tenebre). In quel momento particolare, la scelta delle immagini mi è sembrata piuttosto audace per il pubblico di ragazzini a cui si rivolge la pellicola. Non viene mostrato nulla che non sia uno sguardo tra il maligno e il lascivo ma, nonstante la bellezza della Rossum non sia in quel momento particolarmente favorita, l'ho trovata ambiguamente provocante.
A parte questo, comunque, il film è guardabile nell'ottica del necessario svago spegni-cervello.
Parola chiave: Medaglione.

Trailer

Bengi

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