martedì 18 febbraio 2014

Film 671 - Via col vento

Seratina all'insegna del cinema classico in compagnia del film forse più famoso di tutti i i tempi.

Film 671: "Via col vento" (1939) di Victor Fleming (George Cukor, Sam Wood)
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Dite ciò che volete, pensate quello che vi pare, la mia personalissima verità è che "Via col vento" è un ca-po-la-vo-ro e sempre rimarrà tale. Bellissimo, lunghissimo, epicissimo, straziantissimo, curatissimo e tutto ciò che finisce in -issimo. Ergo uno dei colossal cult della storia del cinema mondiale.
Le vicende di Rossella O'Hara e del suo percorso di formazione verso la maturità sono uno step che chiunque ami la settima arte non può esimersi dall'affrontare, perché è semplicemente una delle pietre miliari della cultura popolare dei nostri tempi, prodotto che, a 75 anni dalla sua apparizione, è ancora in grado di suscitare emozioni ed interesse.
Il duo Vivien Leigh-Clark Gable è diventato simbolo dell'amore tormentato e tortuoso, mortificato dall'attrazione per un altro e diviso dalla Guerra Civile americana, qui così dettagliatamente rappresentata. Il sud perderà e con lui i sudisti, costretti a far la fame sulle macerie di quella che una volta era il fiore della loro società. Il cuore di Rossella, incapace di battere che per l'insipido Ashley, sarà indurito dalla perdita di tutto, a partire dall'innocenza. Testarda e vizia lo rimarrà.
Il quadro che Margaret Mitchell incornicia nel suo primo ed unico romanzo pubblicato in vita è così riportato sullo schermo disponendo di una durata impensabile per un film oggi, ovvero 238 minuti di puro evento cinematografico: le tre fasi principali della vita di Rossella (agio sociale nella prima parte, perdita di tutto a causa della guerra nella seconda e lotta per riconquistare dignità e soldi nella terza) sono minuziosamente narrate dalla sceneggiatura, che non risparmia un dettaglio che sia uno allo spettatore. Chi ama i colossal in costume non potrà che apprezzare.
Affetto nostalgico e cultura popolare a parte, comunque, "Gone with the Wind" va ricordato anche per numerosi altri aspetti che coinvolgono l'innovazione tecnologica e primati. Innanzitutto la ricostruzione di set, costumi, accongiature; poi l'uso degli effetti speciali (le scene dell'incendio della città di Atlanta sono impressionati e all'avanguardia); da non sottovalutare, l'uso del colore (che ha fruttato a William Cameron Menzies un premio speciale da parte degli Academy Awards per il suo contributo).
Il film si è aggiudicato 8 Oscar tra cui Miglior film, regia e sceneggiatura e ha conquistato anche la statuetta per la Miglior attrice non protagonista Hattie McDaniel, prima afroamiericana a vincere il premio. Quest'ultima batterà la sua compagna di set Olivia de Havilland (Tokyo, 1° luglio 1913), unica attrice di questo film ad essere oggi ancora in vita.
I costi di produzione furono i più alti mai sostenuti a quel tempo - successivamente battuti da "Ben-Hur" - con un budget totale di 3.85 milioni di dollari spesi. Con l'incasso aggiustato tenendo conto dell'inflazione, "Via col vento" è la pellicola che ha incassato di più in tutta la storia del cinema, portandosi a casa qualcosa come 3,301,400,000 di dollari.
Insomma, se una storia d'amore tormentata, un fato altalenante, una gerra civile, una produzione colossale, un cast indimenticabile, un susseguirsi infinito di scene oggi cult, l'incasso cinematografico più alto di tutti i tempi, 8 Oscar e forse il titolo più famoso del cinema non riescono a convincervi, davvero non vi meritate di vedere "Via col vento". Che è, lo ribadisco ancora per l'ultima volta, un capolavoro assoluto. Da vedere e rivedere.
Box Office: $390 milioni di dollari
Consigli: E' uno dei titoli imperdibili che bisogna assolutamente aver visto almeno una volta nella vita. Inoltre è veramente un piacere vedere recitare Vivien Leigh, attrice dotata di un'immensa capacità e profondità (vedere "Un tram che si chiama Desiderio" per credere). Rappresenta quello che una volta era considerato un evento cinematografico ed è in grado di mantere questo status alla perfezione anche oggi. Fantastico.
Parola chiave: "Francamente me ne infischio".

Trailer

Bengi