sabato 11 giugno 2016

Film 1154 - Stonewall

Da un flop clamoroso del 2015 ad un altro.

Film 1154: "Stonewall" (2015) di Roland Emmerich
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Roland Emmerich quando esce dai confini del disaster movie non riesce a sfondare. Dopo "Anonymous", anche questa volta il flop al botteghino risulta bruciante quanto eclatante nonostante la storia scelta dal regista tedesco sulla carta presentasse tutte le caratteristiche per un buon successo di pubblico e critica.
La trama, infatti, si concentra attorno ai moti di Stonewall del 27 giugno del 1969, quando si verificarono una serie di violenti scontri fra gruppi di omosessuali e la polizia a New York: sono generalmente considerati simbolicamente il momento di nascita del movimento di liberazione gay moderno in tutto il mondo. Per questo motivo il 28 giugno è stato scelto dal movimento LGBT come data della "giornata mondiale dell'orgoglio LGBT" o "Gay pride". (da Wiki)
Ovviamente l'argomento appare da subito complesso e importante, motivo per cui toni, sceneggiatura e realizzazione si suppone richiedano una certa lavorazione che tenti di presentare fatti e protagonisti nelle varie sfaccettature del caso. In realtà il risultato finale è abbastanza piatto, schiacciato da una rappresentazione particolarmente stereotipata e sopra le righe della quale una parte, forse, è imputabile al doppiaggio italiano. Rimane il fatto che pare ci si concentri più sulla "forma" che sulla sostanza: ciò che resta è il ricordo di un gruppo di ragazzotti superficiali e spiantati, tutti mossette e appellativi al femminile, mentre la questione richiederebbe un piglio più realistico nonché un concentrarsi maggiore sugli snodi culturali, sociali e politici piuttosto che sulle vicende personali dei vari protagonisti. Che, tra parentesi, sono troppi.
Insomma, per quanto lodevole l'iniziativa, questo "Stonewall" risulta a tratti quasi caricaturale e fallisce nel tentativo di regalare allo spettatore una rappresentazione appassionante e partecipata. Francamente trovo sempre fastidioso quando si veicolano stereotipi relativi alla questione omosessuale e questo film, purtroppo, sembra non poter esimersi dal farlo. Ripeto, sarà anche colpa del doppiaggio italiano, ma il risultato è - a mio avviso - a volte offensivo.
Non tutti i film sulla realtà gay possono essere "Brokeback Mountain", per carità, ma qui si è un po' persa un'occasione.
Cast: Jeremy Irvine, Jonny Beauchamp, Joey King, Caleb Landry Jones, Matt Craven, Jonathan Rhys Meyers, Ron Perlman.
Box Office: $174,289
Consigli: Troppa carne al fuoco, troppi personaggi, troppe mossette e troppa superficialità. Manca una contestualizzazione storica, politica e sociale fatta seriamente, mentre ci si perde tra i vicoli, si urla ai passanti e si rubano tende per farne vestiti. Un vero peccato, perché la storia merita di essere raccontata e conosciuta e, magari, chiuderebbe la bocca a tutti coloro che ritengono stupido e inutile il Gay Pride. In quest'ottica di sensibilizzazione, chiunque decida di vedere il film di Emmerich è il benvenuto. Resta il fatto che non si tratta di una buona pellicola e sì, in ottica di intrattenimento puro la si può evitare.
Parola chiave: Judy Garland.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi