lunedì 20 giugno 2016

Film 1163 - Confirmation

Mi sono avvicinato a questo prodotto più che altro per una serie di polemicheche hasollevato e di cui avevo letto in un articolo su The Hollywood Reporter (qui). Poi perché i film della HBO solitamente sono una garanzia.

Film 1163: "Confirmation" (2016) di Rick Famuyiwa
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno nel primo tempo, Poe e Giro nel secondo tempo
Pensieri: Questo prodotto si inserisce nella categoria dei made-for-television film che, oggi più che mai, vede fiorire un numero particolarmente elevato di prodotti di qualità. Conseguente ad una serie di cambiamenti sociali e ambientali - potenziamento e miglioramento tecnologico, mescolamento dei generi, evoluzione dell'audience, nuovi spazi per lo sviluppo di storie e approfondimenti, ... -, il fenomeno ha portato ad una serie di sperimentazioni tutte televisive in un mondo, fino a qualche decennio fa, di appannaggio cinematografico.
Il risultato sono prodotti particolarmente riusciti come "The Normal Heart", "Behind the Candelabra", "Bernard and Doris", "Grace of Monaco" (questo più che altro per gli aspetti tecnici), "The Life and Death of Peter Sellers", ecc, che niente hanno da invidiare alle produzioni cui ci ha abituato il grande schermo.
In questo senso anche "Confirmation" è perfettamente iscrivibile nel gruppo con, però, un'aggiunta che cavalca un'ulteriore tendenza di oggi: il ritratto di una personalità femminile. Dopo anni di macho protagonismo, siamo di fronte ad una svolta piuttosto evidente. Ora che anche le donne possono essere validi supereroi in grado di trainare un intero show ("Jessica Jones", "Supergirl", "Agent Carter") e le attrici richiedono - giustamente - di essere pagate quanto i loro colleghi maschi (tra le tante Patricia Arquette, Jennifer Lawrence, Robin Wright), i tempi sono sufficientemente maturi per trattare figure emblematiche della storia anche quando esse sono femminili. Sembrerebbe un discorso inutile, scontato o misogino, eppure a ben vedere non è così. Non serve andare molto indietro nel tempo, ci si può già fermare ai soli anni '90 e citare un unico nome che funga da esempio: Marcia Clark (procuratore distrettuale nel processo per omicidio a O.J. Simpson).
A ben vedere "Confirmation" presenta non pochi parallelismi con l'attuale "The People v. O. J. Simpson", prima stagione della serie televisiva "American Crime Story". Entrambi si concentrano su un fatto di cronaca realmente accaduto negli Stati Uniti - peraltro negli anni '90; entrambi si svolgono negli ambienti del potere e coinvolgono direttamente strumenti della giustizia nazionale; entrambi si caratterizzano per toni realistici e una valida ricostruzione dei fatti; e, inutile sottolinearlo, entrambi si concentrano su una figura femminile di forte impatto. Relativamente a quest'ultimo aspetto, qualche considerazione in più. 

Sia la Clark che Anita Hill (qui interpretata da una Kerry Washington piuttosto convincente e finalmente fuori dalla sovrabbondanza verbale di "Scandal") si trovano a fronteggiare un antagonista maschile, in entrambi i casi nero, più famoso di loro, familiare all'opinione pubblica e, di conseguenza, più apprezzato al momento in cui la macchina giudiziaria si mette in moto. Di fatto saranno entrambe sconfitte. 
Le due donne faticano a trovare le simpatie di un pubblico che non tarda a metterle in croce, facendo loro subire il calvario del processo mediatico a causa di una non conformità del loro aspetto o della loro personalità rispetto ai canoni tradizionali cui il pubblico dell'epoca è abituato. Non da ultimo, entrambi i personaggi sono costretti a fronteggiare un secondo processo, "invisibile", che si consuma parallelamente alla storia principale e riguarda prettamente il loro essere donna in termini di inferiorità. Non mancano infatti commenti pubblici sessisti, avvilenti, sottintese allusioni di inferiorità e debolezza, anche declinata nell'accezione sessuale o relativa alla sfera dell'attendibilità.
In questo quadro generale, "Confirmation" dipinge le fragilità, l'integrità e la determinazione di una donna che prende la parola per fornire elementi aggiuntivi relativamente a un candidato a diventare giudice della Corte Suprema, Clarence Thomas. Sua ex collega di lavoro, la Hill denuncerà il comportamento inappropriato di Thomas che, secondo la donna, l'ha molestata sessualmente in numerose occasioni, anche al di fuori del contesto lavorativo. Non mancheranno, ovviamente, i dubbi e le perplessità, principalmente legati a comportamenti più ambigui della Hill che la vedranno seguire il suo superiore quando questo cambierà mansione o accettare un passaggio in macchina in sua sola compagnia. Senza contare i dubbi suscitati da una denuncia così tardiva dei fatti, a 10 anni di distanza dagli accadimenti.
Come viene sottolineato durante il film, pare evidente che, dove la Hill accusa di molestie sessuali e Thomas le respinge categoricamente, uno dei due stia mentendo. Non mancheranno di fare la loro comparsa altre donne intenzionate a sottoporre le stesse accuse, ma queste non saranno ascoltate durante l'udienza pubblica per la conferma della nomina alla Corte Suprema, si vocifera per motivi di comodo. Inutile dire che parteggiare per la Washington - e dunque per estensione la Hill - risulti piuttosto facile e nonostante la strenua difesa personale dell'accusato, si fa veramente fatica a dargli credito. Esattamente come accade per O.J. Simpson. In ogni caso, a ognuno il suo pensiero.
Per arrivare a una conclusione dopo questo pensiero più lungo del solito, qualche veloce considerazione: il risultato finale è buono, chiaro, ben esposto. La cura evidente dell'immagine, dei costumi e delle scenografie conferisce all'operazione un valore che plausbilmente verrà riconosciuto ai prossimi Emmy Awards
quantomeno in forma di nomination (la vittoria è altra cosa). Il cast conta nomi davvero importanti, anche se ammetto non conoscessi Wendell Pierce (è l'accusato Thomas) e la presenza del premio Oscar Jennifer Hudson sembra più una trovata promozionale che una scelta qualitativa. In definitiva, comunque, un prodototto valido che sono contento di aver visto.
Cast: Kerry Washington, Wendell Pierce, Greg Kinnear, Jeffrey Wright, Eric Stonestreet, Bill Irwin, Zoe Lister-Jones, Grace Gummer, Treat Williams, Dylan Baker, Erika Christensen, Jennifer Hudson, Alison Wright.
Box Office: /
Consigli: Un film tv interessante, sufficientemente ricostruito e con una protagonista forte in grado di sostenere il peso di una storia vera, difficile, controversa. Non è, chiaramente, un prodotto facile adatto ad ogni occasione, ma chi può essere interessato dalla storia o dai temi trattati, può davvero valere la pena di dare una chance a questo titolo che non manca di interessare e coinvolgere lo spettatore. Solo in inglese (per ora).
Parola chiave: Candidatura.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi