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mercoledì 26 maggio 2021

Film 2009 - I'm Thinking of Ending Things

Intro: Ultima richiesta di Ferdia per l'ultima lezione di Screenplay. E il ciclo non si poteva chiudere con esperienza cinematografica più bizzarra.

Film 2009
: "I'm Thinking of Ending Things" (2020) di Charlie Kaufman
Visto: dall'iMac
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: una delle pellicole più assurde che abbia mai visto, sicuramente la più strana che abbia guardato nell'ultimo periodo, "I'm Thinking of Ending Things" è stato una montagna russa emotiva che mi ha sfibrato nel profondo. Perché lo dico fin dall'inizio: nonostante tutte le mie buone intenzioni, questo film mi ha disintegrato l'anima. E non in senso positivo (sempre che ce ne sia uno).
Premesso che se non fosse stato per il fatto che Ferdia ci avrebbe fatto domande sulla pellicola il giorno dopo non avrei sicuramente terminato di vederlo, ammetto forse per la prima volta nella mia vita di aver mandato avanti la visione per poter mettere fine al mio tormento.
Ora io sono totalmente a favore degli esperimenti cinemtografici, del nonsense più random, del mettere alla prova lo spettatore attraverso meccanismi narrativi differenti e chi più ne ha più ne metta. Il punto è che qui non riuscivo onestamente a comprendere cosa stesse succedendo.
Mentre nella prima parte della storia ero interessato a capire dove il racconto volesse andare a parare, dal momento in cui ho realizzato che tutta la serie di stranezze, stramberie e dettagli non coesi non sarebbero stati spiegati alla fine del racconto ho perso totalmente interesse.
Perché, onestamente, dovrei seguire il racconto di qualcosa che non capisco quando so che nessuno farà lo sforzo di spiegarmi a cosa sto assistendo? Non dico che non ci fosse una visione precisa dietro le scelte narrative fatte qui - probabilmente, anzi, c'è una consapevolezza che non sono riuscito a cogliere - ma la sensazione che ho avuto è che si volesse mettere in scena qualcosa di non convenzionale per il gusto di farlo e non tanto per stuzzicare la curiosità dello spettatore.
Aggiungo che, personalmente, nel momento in cui per capire cosa diavolo sia successo nella tua storia mi debba andare a leggere il riassunto su Wikipedia, per me si è un po' perso il senso delle cose.
Poi, ribadisco, daje a tutta birra di non convenzionalità e bizzarrie, però ecco... a tutto c'è un limite. Almeno per i miei gusti.
Cast: Jesse Plemons, Jessie Buckley, Toni Collette, David Thewlis, Guy Boyd.
Box Office: /
Vale o non vale: Personalmente l'ho trovato tedioso e assolutamente faticoso da digerire. Il finale è interminabile e il caos narrativo costante, destabilizzante e sfibrante. Sono sicuro che parte (se non tutte) queste emozioni facessero parte delle reazioni che il team dietro a questo film volesse sucitare nello spettatore - onore al merito per la cura dei dettagli in un mondo che smettere di avere senso ed eppure presenta una coesione interna molto precisa - ma per quanto mi riguarda qui mancava l'elemento principale a dare senso all'esperienza cinematografica: il mio interesse nei confronti della storia.
Premi: /
Parola chiave: Relazione.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 20 novembre 2013

Film 619 - Il cigno nero

Cineforum dell'incidentato capitolo V: @ the ballet.

Film 619: "Il cigno nero" (2010) di Darren Aronofsky
Visto: dalla tv dei miei
Lingua: italiano
Compagnia: madre
Pensieri: Volevo rivederlo da un sacco di tempo. Dopo questa visione, confermo il mio amore per questa pellicola, mini capolavoro del Sig. Aronofsky.
Coinvolgente, straziante, spaventoso, crudo, maestoso, claustrofobico... "Il cigno nero" è un film che, non te lo aspetti, mixa i generi teoricamente più distanti fra loro e ne tira fuori un risultato sorprendente: la danza incontra l'horror, il balletto si fonde al thriller, "Il lago dei cigni" sfiora il fantasy. Chi ci avrebbe scommesso? Eppure è qualcosa di non convenzionale e riuscitissimo.
Nina/Natalie Portman (che vince l'Oscar) comincia la sua (dis)avventura come fragile cigno bianco, puro, delicato, fragile esempio di femminilità immacolata all'insegna della dedizione alla perfezione assoluta. Questa ricerca, agli occhi del suo mentore e insegnante Thomas/Vincent Cassel, le causa una (f)rigidità di ostacolo per la sua trasformazione in cigno nero, classico esempio di tentazione e passione al contempo. L'unico modo per Nina di realizzare il suo sogno di essere prima ballerina sarà quello di compromettere la sua innocenza, rinnegando ciò che era stata fino a quel momento (e soprattutto la soffocante madre-padrona) per affrontare un percorso che macchierà il suo candore in favore di un'esperienza capace di connetterla più profondamente con sé stessa: la vita vera.
In questo cammino sarà fondamentale, oltre al desiderio di essere La protagonista, l'amica-nemica Lily/Mila Kunis, esempio imperfetto di tecnica, ma capace di sprigionare innata sensualità. Sarà Lily a trascinare Nina in una serie di situazioni limite che aiuteranno la ragazza a mettersi in contatto con la sua parte più spregiudicata.
Riuscire in questa impresa richiederà a Nina l'estremo sacrificio, al pari del personaggio che interpreterà sul palco. Regalerà - soprattutto a sé stessa - l'irripetibile interpretazione di una vita, combatterà le sue nuove due anime che, funzionali al ruolo in scena, ne causeranno la distruzione nella vita. Si può dire che vivrà, quindi, la ricerca della resa perfetta del suo personaggio come esperienza totalizzante e noi con lei.
In molti passaggi crudo e violento, in altri leggerissimo grazie alle riprese del balletto. Natalie Portman è un vulcano in eruzione nel finale, con la trasformazione (vera e propria) in cigno nero che mette i brividi. Lo sfregamento delle piume causato dal muoversi delle ali è inizialmente solo impercettibile e quasi disorientante, ma diventa elemento complementare di una Nina che ha raggiunto la ricercata fusione con il suo cigno.
Bello, bello e intenso. A tratti "Black Swan" sa essere disturbante e inquietante e mette in scena reale e favola, mescolando gli elementi della compagnia di ballo agli elementi narrativi della storia di Tchaikovsky. Ho notato solo ora, per esempio, che ognuno dei personaggi principali (Portman, Cassel, Kunis, ma anche Barbara Hershey, Winona Ryder e Benjamin Millepied) ha un nome proprio nella pellicola, ma anche un alter ego tratto dalla storia (rispettivamente Odette, Von Rothbart, Odile, la regina, il cigno morente e il principe Siegfried): un piacevole dettaglio che non avevo colto.
Insomma, colonna sonora bellissima (Clint Mansell rielabora le musiche di Tchaikovsky), ottimo cast, regia coinvolgente che porta direttamente sul palco e una storia che non smette mai di affascinare lo spettatore. Fino all'ultimo atto.
Ps. 5 candidature all'Oscar (ma solo la vincita della Portman, che si porta a casa anche il Golden Globe) e $329,398,046 di incasso mondiale (13 milioni di dollari spesi per produrlo).
Film 213 - Black Swan
Film 229 - Il cigno nero
Consigli: Assolutamente da vedere. Specialmente se sia ama il balletto o, più nello specifico, "Il lago dei cigni". Aronofsky crea un'opera visivamente interessantissima, aiutato dalla Portman e da effetti speciali davvero funzionali. Spesso da brivido.
Parola chiave: Balletto.

Trailer

Bengi

domenica 6 febbraio 2011

Film 213 - Black Swan

Si ricomincia con le cene a base di insalata e film! In attesa della fatidica serata degli Oscar, da bravi, ci siamo messi avanti per guardare, in lingua originale, quello che il cinema italiano ancora non ci propone.


Film 213: "Black Swan" (2010) di Darren Aronofsky
Visto: dalla tv del Puffo
Lingua: inglese
Compagnia: Andrea, Titti, Anita, Andrea Puffo, Marco
Pensieri: Partirei dal fatto che, mi è stato detto - io non me ne intendo di balletto -, Natalie Portman si vede che non fa la ballerina di mestiere, ma considerando che non usa controfigure nel film, è davvero molto brava. Io, personalmente, l'ho trovata bravissima.
E' vero che lei mi piace un po' a prescindere, comunque era ora che anche l'Academy le riconoscesse qualcosa in più della semplice nomination come non protagonista per "Closer" del 2005. Questo parrebbe essere il ruolo che le conferirà l'Oscar, oggettivamente difficilmente battibile dalla concorrenza delle sue colleghe, seppur piuttosto agguerrite. Ma Nicole Kidman ("Rabbit Hole"), Michelle Williams ("Blue Valentine") e Jennifer Lawrence ("Winter's Bone") difficilmente si vedranno riconoscere qualcosa (la Kidman ha già vinto nel 2003), mentre l'unica vera rivale sembra Annette Bening ("I ragazzi stanno bene") ormai giunta alla sua terza nomination.
Per tornare a questo film, direi che il mio pensiero a riguardo è decisamente positivo. Ottima scelta del cast femminile (Mila Kunis, Winona Ryder, Barbara Hershey), ognuna adeguata al suo ruolo. Vincent Cassel davvero molto credibile, brutto, ma sensuale, capace di scuotere il cuore di Nina/Portman come dello spettatore, turbato e incuriosito dai metodi di questo regista teatrale. L'accento francese completamente sparito (gli italiani imparino), un inglese fluente e ben comprensibile. Molto bravo.
Altro punto a favore di questa pellicola è la regia di Darren Aronofsky ("Requiem for a Dream", "L'albero della vita", "The Wrestler"), sempre in movimento, sul palco con gli attori, capace di districarsi tra le movenze del ballo come una trottola (non impazzita) senza mai cadere nell'effetto confusione/mal di testa. Si balla sul palco con i ballerini, si fanno le prove, si è sempre in mezzo alla scena. Bello e vitale, aiuta ad entrare meglio nelle dinamiche della storia. Storia che, tra l'altro, è piuttosto interessante. Dal trailer la domanda nasce spontanea: lei si tramuta davvero in cigno?! Ovviamente non sarò io a svelare l'arcano, ma devo dire che, per come è stata trattata la cosa, c'è un risvolto dark piuttosto piacevole e inaspettato per essere un film sulla danza.
Poi ancora: bella fotografia, bello e particolare il trucco, ma - peccato - le musiche non sono state di mio gradimento. Troppo presenti e pressanti, forse non sempre adatte e in linea con le scene proposte. Ha senso (a livello di associazione) utilizzare elementi de 'Il lago dei cigni' ed inserirli nella narrazione, ma non sempre la scelta è felice. Troppo forte e ridondante, talvolta si fatica a rimanere concentrati sull'immagine tanto è il disturbo della musica.
In definitiva un film da vedere anche se non si ama il balletto. La Portman è strepitosa, fragile e carica di tensione, bruciata dal desiderio di essere diversa, ma al tempo stesso fedele a sé stessa e combattuta. Un'ottima interpretazione davvero meritevole dei riconoscimenti ricevuti. E poi, nel complesso, un'opera diversa, differente perchè concepita su una storia originale e interessante. Insomma, un ottimo lavoro.
Consigli: Correte a vederlo prima della cerimonia degli Oscar del 27 febbraio. Ne vale la pena.
Parola chiave: 'Il lago dei cigni'.


Ric