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lunedì 25 ottobre 2010

Film 158 - The Prestige

Nolan e le magie. Dopo l'appuntamento al cinema con la sua ultima, colossale, fatica ci era venuta voglia di approfondire il lavoro di un narratore così complesso.


Film 158: "The Prestige" (2006) di Christopher Nolan
Visto: dalla tv del Puffo
Lingua: italiano
Compagnia: Marco, Andrea, Diego, Andrea Puffo, Marco C.
Pensieri: Il gioco di prestigio che compie Nolan è quello di costruire una storia potenzialmente ridicola e finire col renderla geniale. Ci sono elementi rischiosi che si combinano tra di loro, quali storia, scienza e fictoion e che, forse, nelle mani di un altro avrebbero finito per cozzare insieme rovinando il finale.
Meno male il nostro regista è abile e si districa bene tra illusioni e giochi della mente, distorsioni e prestigi.
Ovviamente a suo favore l'ottimo cast che presta viso e gesta alla sceneggiatura dello stesso regista (e del fratello Jonathan Nolan). Volti (stra)noti del grande schermo quali Hugh Jackman ("X-Men le origini - Wolverine", "Australia"), Christian Bale (il Batman degli ultimi due capitoli di Nolan), il due volte premio Oscar Michael Caine (anche in "Incepion"), una Scarlett Johansson stranamente dosata e sobria, fuori dal ruolo di diva che le hanno costruito addosso e semplice 'pedina' al servizio della storia (e non viceversa), Rebecca Hall ("Vicky Cristina Barcelona", "Dorian Gray" e adesso in "The Town" di Ben Affleck), Andy Serkis (il Gollum de "Il signore degli anelli") e -addirittura - David Bowie nei panni di Nikola Tesla, fisico realmente esistito.
Con questi numeri a suo favore non stupisce che "The Prestige" sia una pellicola così ben riuscita, capace di narrare con garbo e semplicità le storie di due illusionisti e della loro rivalità(c'entra l'amore) incastrando, tra giochetti di magia e illusioni un 'gioco di prestigio' narrativo capace di sorprendere in un finale ricco di colpi di scena!
Non c'è un vincitore e non c'è un vinto, ma solo il risultato di una guerra senza esclusione di colpi tra due uomini che sentono di dover dimostrare all'altro (e al mondo) di avere più ragione e talento dell'antagonista. Toccare con mano fin dove può spingersi il desiderio di vendetta e quanto, a volte, si rischi di dimenticare il motivo di tanto odio, accecati dalla necessità di di vedersi 'vincitori'.
Bello e inquietante, lascia un retrogusto amaro in bocca. Ma centra in pieno l'obiettivo.
Consigli: Non bisogna confondere questa pellicola con "The Illusionist", film dello stesso anno con protagonisti Edward Norton e Jessica Biel. Trama completamente differente, risultato leggermente inferiore. Ma si può certamente giocare al confronto.
Parola chiave: Fuga subacquea.




Ric

domenica 23 maggio 2010

Film 114 - Mean Girls

Ormai un classico della commedia teen USA, non potevo non rivederlo dopo aver comprato pure il dvd!

Film 114: "Mean Girls" (2004) di Mark Waters
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Stefano
Pensieri: Ovviamente non pretendo che tutti comprendano il mio amore spassionato per questo film, ma, vi supplico, prima di giudicare GUARDATELO. Non mi aspetto sia il film della vita per nessuno, semplicemente "Mean Girls" è stato scritto da Tina Fey, mio personalissimo idolo nonché musa, regina del "Saturday Night Live" e di quel capolavoro che è "30 Rock".
Con queste premesse, per chi conosce i riferimenti, dovrebbe esserci meno diffidenza, nonostante questa commedia veda come protagonista la Lindsay Lohan, ancora cicciottella (si fa per dire) e genuina, non smaniosa di apparire anoressica e sgualdrina a tutti i costi. Aggiungono valore, poi, i comprimari che, insieme alla Fey, formano un cast che oggi, 6 anni dopo, conferma di aver scommesso sulle facce giuste. Prima fra tutti Amanda Seyfried, ormai lanciatissima con film da assoluta protagonista ("Dear John", "Letters to Juliet") nonostante la non proprio sfolgorante bellezza. Poi la Rachel McAdams di "Sherlock Holmes", classe 1978, all'epoca della pellicola 10 in più del suo personaggio, la perfida Regina George, e nessuna difficoltà a rendere credibile una ragazzina del liceo. Poi ancora Amy Poehler, amica della Fey e compagna anche di avventure ("Baby Mama" e "Saturday Night Live"), qui madre di plastica e smaniosa di rimanere al passo coi tempi; Lizzy Caplan, rivista in "True Blood"; Ana Gasteyer del "Saturday Night Live", vista anche in "The Women" e "What Women Want"; Neil Flynn, famosissimo inserviente di "Scrubs".
Non è un caso, insomma, se questa alla fine non risulta essere la classica noiosa e stupida commediola americana per adolescenti. La storia è ben scritta e affronta anche qualche tema interessante (liceo come giungla, ormoni che fanno impazzire, accettarsi per quello che si è, affrontare le conseguenze delle proprie azioni), sviluppato ed estremizzato dalla giovane età dei protagonisti. Fortunatamente, e qui sta il genio della Fey, non si inciampa mai nella banalità o nel già visto, ma si affrontano le situazioni con un'originalità che, nel 2004, era quasi innovativa (non a caso gli oltre 120 milioni di $ al botteghino mondiale).
Le gag ci sono, sottili o decisamente evidenti (in primis quella del quinto senso di Karen Smith), tutte godibili e ben scritte. Insomma, questa pellicola è davvero piacevole da guardare, se riuscite a superare i vostri pregiudizi. Vedere per credere!
Film 114 - Mean Girls
Film 147 - Mean Girls
Film 320 - Mean Girls
Film 1594 - Mean Girls
Film 2257 - Mean Girls (musical)
Consigli: Per una serata tra amici è davvero il film ideale!
Parola chiave: Libro rosa.


#HollywoodCiak
Bengi