domenica 30 maggio 2010

Film 116 - Brothers

Volevo vederlo al cinema, ma non ero riuscito. Così, tra una pausa e un momento libero, sono finalmente riuscito a vederlo.


Film 116: "Brothers" (2009) di Jim Sheridan
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Spiderman + Regina Amidala + Prince of Persia. Se fosse un comix sarebbe l'evento dell'anno. E, invece, è semplicemente un remake (Hollywood ci prova sempre) di un film danese del 2004.
Non fosse che ogni tanto i risultati sono buoni, ci si domanderebbe il perchè di certe scelte (il remake de "L'ultimo bacio" chi l'ha visto?!) e come venga in mente a certi produttori di realizzare certe cagate.
Questo "Brothers" di per sé non è un capolavoro, ma ha una certa sincerità di fondo, un'onestà che piace. Prima tra tutte, quella degli attori. Giovani ex promesse del cinema made in USA, confermano capacità e talento (la Portman rimane sempre una delle più brave della sua generazione) in performances che rubano l'attenzione una da quella dell'altro.
Bravi, davvero, capaci di rendere tensioni e malesseri, paure e dolori con una realisticità da brivido. Perfino il solitamente inespressivo Maguire regala brividi e lacrime per la sua interpretazione del capitano che, in missione, rapito, torturato e ritornato distrugge sé e chi lo circonda per il sospetto di un affaire che non c'è (ma poteva benissimo esserci).
Occhi a palla sgranati, espressione da matto, carico di odio, Maguire/Sam Cahill fa paura negli scatti di ira, cova rancore incapace di affrontare la sua più grande colpa (uccidere e sopravvivere) e quindi di rapportarsi in modo sano con la famiglia. Per distogliere lo sguardo dal suo dolore si concentra su moglie e fratello minore e su un bacio che poteva essere tutto e, invece, non è niente se non un momento di debolezza dopo mesi di dolore.
Ovviamente ognuno è colpevole, chi più chi meno, ma è necessario toccare il fondo (e una pistola) per cominciare a risalire e riprendere le redini della propria vita.
Un film non facile, sicuramente una sfida sotto molti punti di vista (remake, pellicola di e sulla guerra, attori giovani, tematiche pesanti, budget limitato), ma comunque una pellicola forte e riuscita, da vedere e, forse, valorizzare un po' di più.
Solo la performance di Maguire ha ricevuto una nomination ai Golden Globes di gennaio, ma non si è trasformata in quella per l'Oscar (si dice che, nonostante il ruolo toccante, non fosse il suo 'momento'...). In un'edizione in cui ha spopolato "The Hurt Locker", non c'era spazio per altri film di guerra?
Consigli: Da guardare per pensare e interrogarsi, anche se fa male.
Parola chiave: Rapimento.


Ric