giovedì 12 settembre 2013

Film 580 - Mulan

Pian piano riguardo tutti i classici Disney per rinfrescarmi la memoria. Specialmente quelli che da bambino non mi erano particolarmente piaciuti. Così, dopo una seconda possibilità ad "Hercules"...


Film 580: "Mulan" (1998) di Tony Bancroft, Barry Cook
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: "Mulan" non mi ha mai detto granché e non mi ero mai sentito spinto a rivedere questo 36esimo film targato Disney. Quando uscì al cinema avevo 11anni e in effetti, rispetto ad altri classici della casa di produzione cinematografica, non mi aveva particolarmente colpito. Né in positivo né in negativo.
Questa forma di indifferenza mi ha riportato a questa pellicola con un atteggiamento di pacata 'verginità', come se non avessi di fatto mai visto prima "Mulan" nella mia vita. Il che ha giovato alla causa, nel senso che effettivamente, ripartendo da zero, la mia idea di fondo è leggermente migliorata. Non posso dire di provare uno spassionato trasporto nei confronti della storia, ma devo ammettere che questo prodotto ha tutte le carte in regola per funzionare nell'ottica dei classici Disney (molto più di pellicole come "Chicken Little" o "La principessa e il ranocchio", per esempio).
Ho trovato proprio belli i disegni in primis e interessante il lavoro di inserimento degli effetti digitali all'interno dell'immagine disegnata. L'interazione è buona e funzionale. Il racconto d'avventura è stranamente insolito per il target solitamente fiabesco: qui si parla di tradizione Samurai, onore, rispetto della famiglia ed ideali piuttosto forti per un pubblico di ragazzini che, fino ad un paio di pellicole precedenti vedevano l'eroina femminile come personaggio di sfondo in cerca di un'emancipazione plastificata e plasmata al pari del suo aspetto fisico). Mulan, in effetti, di femminile ha poco - nel senso che per la maggior parte del film è vestita da uomo - e ancora meno di principesco (per lo meno nell'ottica occidentale dell'accezione). Piuttosto collaudato, invece, l'inserimento del personaggio-spalla che aiuta il/la protagonista a districarsi nei momenti complessi della trama giocando principalmente sul fattore simpatia (da noi qui rovinato grazie alla scelta di Enrico Papi come doppiatore di Mushu).
Comunque direi che tutto sommato "Mulan" è giustamente come doveva essere, ovvero un cartone animato ben disegnato con una stori(ell)a che si segue tranquillamente e serenamente per quegli 88minuti richiesti dal copione. Non è il migliore dei Disney, ma certamente l'ho definitivamente depennato dalla lista dei peggiori (che si sa, nell'incertezza, se non ti ricordi di una cosa non è certo perché ti fosse piaciuta...).
Ps. $304,320,254 di incasso al botthegino mondiale e una nomination all'Oscar per la Miglior colonna sonora.
Pps. Con "Mulan" comincia la carriera musicale di spessore di Christina Aguilera che cantava le canzoni del film. In particolare "Reflection" si trova nell'album di debutto della cantante che porta il suo nome.  

Consigli: 36esimo film della prolifica stirpe Disney: non si può non vederlo. Quantomeno per la storia dalla cornice un po' più innovativa del solito e per i bei disegni ispirati all'estetica orientale.
Parola chiave: Guardiano della famiglia.

Trailer

Bengi