venerdì 13 febbraio 2015

Film 877 - La teoria del tutto

Non vedevo davvero l'ora di vederlo!

Film 877: "La teoria del tutto" (2014) di James Marsh
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Avevo gigantesche aspettative per questa pellicola. Pensavo mi sarei trovato di fronte alla rivelazione della stagione. E invece non è stato così.
Anche "The Theory of Everything" finisce per guastarsi nel suo risultato finale non tanto per un motivo relativo al prodotto in sé, ma per colpa di tutto quel turbinio mediatico che lo ha già incoronato come uno dei migliori titoli di quest'anno (o meglio, l'anno scorso) e lo ha visto e vedrà trionfare in tante di quelle premiazioni che gli Oscar saranno solo la cigliegina sulla torta. Non che il film abbia una reale chance di vincere in tutte le categorie, ma è probabile che il Miglior attore sarà proprio l'Eddie Redmayne qui protagonista. E' evidente, infatti, che la sua trasformazione in Stephen Hawking sia degna di plauso, avendo meticolosamente sviscerato gli step di una malattia degenerativa crudele e debilitante. Io questo glielo riconosco senza se e senza ma. Poi, idiealisticamente, mi spendo solo un attimo per ricordare che è però molto meno facile rappresentare un personaggio di invenzione, che non soffre di disturbi invalidanti percepibili a occhio nudo, che riprodurre qualcosa (o qualcuno) che esiste o è esistito. Lo dico solo perché mi pare che ultimamente si tenda a premiare quasi sempre l'interpretazione biografica (le due di "Dallas Buyers Club" dell'anno scorso, la vittoria dell'anno prima di Daniel Day-Lewis che fa Lincoln, Sean Penn che interpreta Harvey Milk, Forest Whitaker che rifà Idi Amin in "The Last King of Scotland" e l'anno prima Philip Seymour Hoffman che veste i panni Truman Capote, mentre l'anno ancora precedente aveva vinto Jamie Foxx rifacendo Ray Charles. Sono 6 esempi su un campione di 10 edizioni degli Oscar considerati. E ho preso ad esempio solo la categoria del Miglior attore protagonista!) a discapito di altre ottime interpretazioni sempre, però, seconde per il fatto che non sono relative a un "ritratto" di qualcun'altro. Fatta questa postilla, continuiamo.
"La teoria del tutto" è una buona pellicola, tecnicamente molto curata, con un protagonista forte sia a livello narrativo che interpretativo. Hawking è chiaramente un soggetto interessante da 'studiare, una persona di cui si segue con curiosità la storia di vita, i numerosi successi, l'assoluta genialità e un quotidiano fatto di difficoltà che altri non affrontano nemmeno in una vita intera. Se, però, andiamo oltre questo e oltre la perfetta metamorfosi di Redmayne nel famoso fisico, ho trovato il progetto molto meno ispirato ed ispirante. Le immagini promozionali mi parevano suggerire più una storia concentrata sull'amore della coppia che sulla malattia, ma non è esattamente così. La prepotenza di un male che non ha cura e ti colpisce giorno dopo giorno deve avere certamente uno spazio privilegiato nella trama, eppure un approfondimento più specifico sulla relazione con la moglie Jane/Felicity Jones e sulle loro dinamiche famigliari mi sarebbe piaciuto di più. Il colpo di scena finale (per me che la storia vera non la sapevo) con l'ingresso dell'infermiera Elaine mi ha spezzato il cuore, eppure è trattato molto freddamente e rapidamente, cosa che non mi sarei aspettato.
Forse le patinate immagini di locandine e trailer mi avevano mandato completamente fuori strada, facendomi indirizzare su un tipo di biografia strappalacrime che, invece, si è dimostrata essere molto più concretamente la narrazione pacata di una vita certamente unica. Meno poesia del previsto, quindi, meno romanticismo, amore senza tempo (cioè c'è, ma non come te lo aspetteresti e in questo, ripeto, il finale è davvero qualcosa che ti lascia di stucco) e tutte quelle manfrine rosa cui i blockbuster americani ci hanno abituato. Ci sta, probabilmente è giusto così, eppure io altro mi aspettavo e la cosa mi ha un po' condizionato.
Tutto sommato, comunque, è la storia solo apparentemente straordinaria di una coppia che, invece, è più normale di quanto ci si aspetterebbe. Dalla coraggiosa scelta di Jane di stare al fianco di Stephen, al momento di mettere in piedi un sistema comunicativo ex novo per il professore, questa storia mettere a dura prova lo spettatore sensibile a questo tipo pellicole, eppure l'approccio è meno sdolcinato o caricato di quanto non ci si aspetterebbe.
In conclusione "La teoria del tutto" è certo uno dei titoli da non perdere di questo lungo percorso fino agli Oscar, eppure manca quella sensazione di epicità o, a seconda del tipo di approccio, di raccoglimento che forse l'avrebbero reso memorabile, oltre che valido per una grande interpretazione del protagonista. Devo dire che i candidati a Miglior film di questo 2015 non mi hanno ancora sconvolto, per quello che ho visto. Ne devo recuperare ancora molti, nella speranza di rimanere conquistato pienamente da almeno qualcheduno.
Box Office: $91.3 milioni
Consigli: Mi fa sempre sorridere quando leggo che i medici avevano pronosticato la morte imminente di qualcuno e quest'ultimo, invece, sopravvive contro ogni speranza. Mi fa sorridere più che altro perché è la prova tangibile che nessuno può pronosticare nulla con certezza, il che è sempre rassicurante. Le persone, poi, sono in grado (anche) di cose straordinarie e, nel caso Stephen Hawking, sopravvivere a una malattia come l'atrofia muscolare progressiva non è nemmeno la più peculiare.
Quello che è apprezzabile del film di James Marsh è l'approccio alla vicenda che sembra sincero e depurato da un sensazioalismo che certo la figura di uno scienziato di fama mondiale avrebbe potuto ispirare. Chi cerca una biografia onesta su una figura umana complessa qui troverà non poche soddisfazioni; meno chi si aspetta livelli di romanticismo da zucchero a causa della storia di un amore che fa affrontare la malattia. In ogni caso è una buona pellicola con un protagonista particolarmente efficace (Eddie Redmayne) e può essere vista anche solo per farsi un'idea più dettagliata sul fisico, matematico, cosmologo e astrofisico britannico. Anche se, lo ammetto, questo film mi ha colpito molto meno di quanto avrei sperato.
Parola chiave: Equazione.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi