mercoledì 25 febbraio 2015

Film 882 - Exodus - Dei e re

Impaziente di vederlo, curiosissimo di scoprirne il risultato.

Film 882: "Exodus - Dei e re" (2014) di Ridley Scott
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi, Erika
Pensieri: Ridley Scott ci riprova e torna al genere epico in costume cercando di bissare il successo clamoroso de "Il gladiatore", senza di fatto riuscirci.
Innanzitutto sceglie un protagonista atipico per questo genere, un Batman teoricamente egiziano e di fatto israelita che un po' cozza per lineamenti ed etnia, ma facciamo finta di niente e guardiamo al più credibile Joel Edgerton, sorprendentemente in parte nell'interpretare l'iracondo re egiziano Ramses.
Dopo la profezia che li metterà uno contro l'altro, Mosé/Batman si porrà - prima riluttante - alla guida dello stesso popolo che egli stesso aveva tirannizato e si riprometterà di sottrarlo alla schiavitù egiziana. Missione di per sé non facile, ma come tutti sappiamo ha dalla sua il vero Dio, il che aiuta un tantino.
A niente servono, quindi, i tentativi di Ramses di ribaltare la sorte in suo favore, le piaghe d'Egitto si abbatteranno sul suo regno fino a togliergli l'amato primogenito finendo, così, per muovere guerra a colui che si è fatto voce e braccio di Dio e, soprattutto, al suo popolo di esuli. La divisione delle acque del Mar Rosso è l'episodio rappresentativo per eccellenza di questa vicenda e, naturalmente, non poteva che essere incluso nel pacchetto.
Se quest'ultimo è la buona ricompensa che soddisfa lo spettatore dopo innumerevoli ore di visione (il film dura 150 minuti), in generale non si può dire che la soddisfazione sia una di quelle emozioni che provi all'uscita dalla sala. "Exodus - Dei e re" è un film tecnicamente curato e per certi aspetti avrebbe tutte le carte in regola per essere un peplum in chiave odierna riuscito e di sano intrattenimento, eppure fallisce nell'intavolare una storia che avrebbe necessitato di più contestualizzazione e consequenziale linearità. Spesso, infatti, si ha la sensazione che manchi qualcosa, che si sia saltati da un punto all'altro della vicenda senza che la produzione si sia presa il disturbo di mettere in scena tutti quegli elementi necessari che avrebbero reso il passaggio meno meccanico. Insomma, si danno per scontate troppe cose. E già questo tronca la magia.
In più, aggiungo io, questo approccio iperrealistico di una vicenda biblica mi ha fatto un po' ridere, più che altro perchè cercare il realismo in una storia in cui Dio separa le acque, tramuta l'acqua in sangue, fa piovere grandine sulle Piramidi, ecc ecc mi pare strida leggermente. Non dico che dovesse essere una favola, per carità, però liberarsi di un po' di quella rigorosa ricerca della plausibilità là dove il plausibile è soppiantato dall'incredibile mi fa pensare avrebbe regalato più tempo per gestire meglio altre questioni. Una su tutte la metamorfosi del pensiero di Mosè/Christian Bale/Batman, che prima è pro Egitto e poi è pro israeliti. Insomma, dal suo punto di vista le questioni in ballo erano tante: ha venerato falsi dèi, ha perso il "fratello", ha una totalmente nuova identità (sia personale che spaziale) e deve fare i conti con anni di disinteresse relativamente alla schiavitù di quella che ora è la sua gente. Tutte queste mastodontiche considerazioni qui sono trattate con una velocità sconfortante, come un voltare pagina che è proprio da concepirsi nel senso letterale: giro il foglio e sono nuovo.
Ed è qui che per me "Exodus: Gods and Kings" fallisce la sua impresa, perché non serviva citare la Bibbia per mettere in piedi una storia action-fantasy, bastava crearne una nuova e ci si risparmiava la fatica di dover rivedere in maniera contemporanea il libro dell'Esodo e, forse ancora di più, il confronto con il cult del '56 "I dieci comandamenti".
Insomma, diciamo che senza pretesa alcuna il film funziona abbastanza e regala buoni momenti spettacolari grazie all'abbondanza di effetti speciali. Uscendo dal disincanto, questa pellicola si dimostra un blockbuster insipido che spreca il suo potenziale (budget, cast - ma che senso ha avere Sigourney Weaver e usarla per due scene? -, ricchezza della storia) per realizzare un prodotto mediocre che spinge a tavoletta sull'azione dimenticatosi totalmente della dimensione spirituale ed umana che una vicenda come questa dovrebbe avere.
Box Office: $265.4 milioni
Consigli: Il film tenta di accontentare sia chi ama le pellicole commerciali che coloro che preferiscono storie con qualcosa in più da dire. Ridley Scott punta nientemeno che sulla Bibbia e ci ricama sopra tentando di riportarci alle atmosfere epiche che furono de "Il gladiatore", giocando non al meglio le sue carte. Cast ricchissimo (Christian Bale, Joel Edgerton, John Turturro, Aaron Paul, Ben Mendelsohn, Sigourney Weaver, Ben Kingsley), budget faraonico (d'altronde...), storia dai numerosi snodi epici (piaghe d'Egitto, divisione delle acque, scrittura delle Tavole della Legge), eppure nulla di tutto questo riesce a regalare al film e allo spettatore la spettacolarità che si meriterebbero. Questo "Exodus - Dei e re" è, insomma, un tentativo riuscito solo a metà, buono per essere fruito senza alcuna pretesa di contenuti maturi, utile allo svago e funzionale a una serata al vago sapore biblico, ma più che altro a tinte action.
Parola chiave: Schiavitù.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi