lunedì 13 luglio 2015

Film 950 - So cosa hai fatto

Horror in cantina mentre corro da solo sul mio tapis-roulant? Non posso chiedere di meglio!

Film 950: "So cosa hai fatto" (1997) di Jim Gillespie
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Uno dei titoli cult tra gli horror più mainstream degli anni '90, con un titolo sufficientemente iconico da rimanere impresso e in grado perfino di entrare nella rosa dei film parodiati nel primo "Scary Movie". Insomma, dovevo recuperare "I Know What You Did Last Summer" assolutamente!
Non ricordavo molto a parte titolo, 4 protagonisti (Jennifer Love Hewitt, Sarah Michelle Gellar, Ryan Phillippe, Freddie Prinze Jr.) e incipit del film, che vede i 4 ragazzi investire con la macchina uno sconosciuto e, pensando di averlo ucciso, decidere di fare un patto che li legherà per sempre: occultare il cadavere e giurare di non parlare mai più dell'accaduto.
La cosa si dimostra più facile a dirsi che a farsi, considerato che dopo un anno i ragazzi - che si ritrovano nella loro cittadina tutta pesca e furgoni - cominceranno a ricevere strani messaggi che, come nel titolo, annunciano di sapere cosa hanno fatto l'estate scorsa. Comincia il panico, ma anche la caccia con uncino e, piano piano, i vari testimoni dell'incidente verranno arpionati e uccisi in un'escalation di vendetta di cui l'epilogo ci svelerà cause e mandante, anche se il motivo per cui ci si fiondò al cinema quasi vent'anni fa era più che altro assistere alla paura dell'inseguimento a tinte survivor.
Già perché proprio come in "Scream" - il caso vuole che scopra mentre scrivo che lo sceneggiatore sia lo stesso e, non bastasse, che in "Scream 2" comparirà la qui presente Gellar - più che nello scoprire i colpevoli, il brivido sta nel vedere cosa accade, chi muore, chi ce la fa e come. La spettacolarizzazione delle morti nel film di Wes Craven è più marcata dal fatto che ci sia la reporter ficcanaso il cui unico scopo sta nel fare notizia, anche se pure qui si spinge lo spettatore ad essere attratto dalla "modalità di squartamento". Fa parte del gioco e, diciamocelo, ci si assume l'onere con estrema tranquillità. E così, uno dopo l'altro, i vari personaggi verranno a mancare fino a quando la protagonista Julie (Love Hewitt) riuscirà a capire chi ce l'abbia tanto con loro (e anche a riprendersi da quell'orrendo colorito pallido).
In generale, quindi, non possiamo aspettarci tanto da questa pellicola, il cui unico scopo è quello di intrattenere e far paura, creare scene di sbudellamento più o meno cruente ma che garantiscano comunque un lasciapassare da parte della censura. Gli attori sono accessori, anche se il casting fece bene i suoi conti: la Love Hewitt è stata per anni la fidanzatina d'America, Sarah Michelle Gellar e Ryan Phillippe finirono entrambi in quel "Cruel Intentions" che fece scalpore due anni dopo (per non parlare di "Buffy, l'ammazzavampiri" cui la Gellar è tuttora protagonista indimenticata), Freddie Prinze Jr. è finito in quel "Kiss Me" che è stato un altro successo commerciale di fine anni '90, per non parlare di quel giovanissimo Johnny Galecki che qui viene sacrificato per primo ma che oggi è la superstar nientemeno che di "The Big Bang Theory"... Insomma, la cultura pop c'è andata a nozze.
Chiaramente "So cosa hai fatto" è un filmaccio buono solo a regalare un bel tuffo nel passato e qualche salto di battito cardiaco quando il volume decide di sparare al massimo un urlo, ma nell'ipotesi che si stesse cercando nient'altro che del sano disimpegno fabbricato - è pur sempre un'industria culturale - ai tempi in cui i gruppi musicali si creavano a tavolino, eccoci serviti! La recitazione è quel che è, per non parlare della trama che praticamente non quadra quasi mai, però un po' l'effetto nostalgia, un po' quell'attaccamento bonario nei confronti di certi titoli come questo fanno sì che, nonostante tutto, l'ora e mezza di pellicola in questione non solo non ci danneggi in alcun modo ma, al contrario, ci lasci perfino sufficientemente soddisfatti.
Box Office: $125.2 milioni
Consigli: Oggi gli horror sono fatti d'altro, più violenti e veloci, fissati a riprendere sangue e viscere e lasciare poco all'immaginazione. Qui siamo di fronte ad un titolo decisamente diverso, addirittura interessato a raccontarci qualche implicazione emotiva - pur senza riuscirci - per caratterizzare personaggi e situazione. Anche se apparizioni e sparizioni nel giro di secondi sono altamente improbabili, un assassino il cui cappuccio cancella il volto impossibile e l'onniscienza di quest'ultimo altamente impraticabile (nell'era pre-iPhone, pre massificazione di internet quest'assassino è perfino più veloce, forzuto in anticipo su tutto e tutti che in confronto -A di "Pretty Little Liars" è un principiante), l'atmosfera che "So cosa hai fatto" riesce a creare ha un suo perché e nonostante tutta la superficialità dell'impresa, la produzione è riuscita a creare alcune delle scene più cult del decennio passato (la più famosa è certamente quella del concorso di bellezza durante il quale il fidanzato della vincitrice uscente viene ucciso sulla balconata). Quindi, lasciando critiche e pregiudizi facili a casa, rivedere questo film può avere il suo valore per chi sia nostalgico o affezionato a questo tipo di operazioni commerciali o semplicemente essere un'intrattenimento leggermente diverso per chi cercasse un divertimento senza pretese.
Parola chiave: Uncino.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi