giovedì 21 gennaio 2016

Film 1083 - Joy

Continua la corsa contro il tempo per recuperare quanti più film possibile prima che gli Oscar svelino i propri vincitori.
Film 1083: "Joy" (2015) di David O. Russell
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Poe
Pensieri: Squadra che vince non si cambia. Mai. E allora ecco che David O. Russell ritorna sul grande schermo con la sua beniamina Jennifer Lawrence, ritrovando Robert De Niro e Bradley Cooper per questo biopic sulla vita dell'inventrice e businesswoman Joy Mangano. Chi? Nientemeno che l'inventrice del mocio che si autostrizza (non so essere più tecnico).
La storia di per sé è interessante a tratti. La parte iniziale fatica a decollare, il caos parentale è disturbante (la madre apatica fan delle telenovelas dovrebbe essere spassosa, eppure sarebbe da malmenare) e la continua sottomissione di Joy è leggermente irritante; continui flashback mettono alla prova la memoria dello spettatore, anche se la calda voce narrante della nonna gli promette una ricompensa: vedere Joy finalmente realizzata. Ovvio che, essendo tratto da una storia vera, non ci racconta niente di nuovo, ma è comunque bello lasciare alla narrazine il compito di gestire i giochi. E così, tra litigi, idee, delusioni e colpi di fortuna, la storia svolta finalmente e intraprende il percorso che si vuole vedere: la beniamina che si riscatta, la gentile e sempre disponibile figura matriarcale che trova la ricompensa che si merita dopo tutti i soprusi subiti. E successo è (ma non mancheranno i casini anche nel finale).
Altalena di toni a parte, penso che la prima caratteristica evidente di "Joy" sia la sua anima caotica. Troppe persone in casa, troppi parenti, troppi ficcanaso, troppo fracasso... Insomma, non c'è mai un attimo di respiro ed è un aspetto che si paga. Gli stessi ricorrenti flashback non aiutano, a mio avviso, ma questo perché per i film biografici preferisco le narrazioni lineari che rispecchiano lo scorrere in avanti nel tempo. Mio gusto personale.
In generale il film è tecnicamente curato e per certi versi presenta una trama spassosa, principalmente per quegli aspetti assurdi della storia e per il piglio molto dinamico di regia e montaggio. E' chiaro che se alla fine il tutto funziona è principalmente perché la Lawrence è in grado di portare tutto il film sulle sue spalle, impersonando con grazia un personaggio ordinario, una donna come tante altre, eppure caratterizzandolo in maniera efficace e riuscita. Non conosco la Joy originale, ma quella che ho visto qui mi è piaciuta.
Forte dell'ottima interpretazione della protagonista e di un cast di tutto rispetto - una grande Rossellini che in inglese recita divinamente -, la pellicola porta a casa un risultato buono, anche se sottotono rispetto al precedente lavoro di Russell ("American Hustle"). Diciamo che "Joy" non è male, ma non ha centrato perfettamente l'obiettivo.
Ps. Una candidatura all'Oscar per la Lawrence, già vincitrice del Golden Globe come Miglior attrice.
Cast: Jennifer Lawrence, Robert De Niro, Diane Ladd, Virginia Madsen, Isabella Rossellini, Bradley Cooper, Édgar Ramírez, Dascha Polanco, Susan Lucci, Elisabeth Röhm, Ken Howard, Melissa Rivers, Donna Mills.
Box Office: $84 milioni (ad oggi)
Consigli: Chi ha apprezzato i precedenti lavori di Russell non può sottrarsi alla visione, così da tenere aggiornata la filmografia. Tra l'altro, curiosità, qui la sceneggiatura è scritta in coppia con Annie Mumolo, già sceneggiatrice de "Le amiche della sposa". La Lawrence è brava e sempre più in grado di essere totale protagonista delle pellicole in cui compare, magnetica e all'altezza: chi l'apprezza non rimarrà deluso. Il risultato finale è a tratti strano, a tratti spassoso, a volte confuso e confusionario, ma tutto sommato credo si possa definire l'esperienza cinematografica "Joy" come soddisfacente. Ovviamente - ormai non torno indietro - rigorosamente in inglese.
Parola chiave: Brevetto.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi