giovedì 3 settembre 2020

Film 1914 - Paris Is Burning

Intro: Da grandissimo fan di "RuPaul's Drag Race" interessato telespettatore di "Pose" non potevo esimermi dal recuperare questa pellicola (che potete recuperare gratuitamente qui).
Film 1914: "Paris Is Burning" (1990) di Jennie Livingston
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: mi sono avvicinato a "RuPaul's Drag Race" totalmente per caso e me ne sono innamorato: lo trovo geniale, spassoso e fortemente autoironico. Mi sono approcciato a "Drag Race" credendolo assolutamente innovativo e spregiudicato. Poi ho scoperto "Pose".
Là dove il programma di RuPaul mette in scena il suo sbrilluccicante spettacolo in chiave moderna, "Pose" regala allo spettatore un approccio più serio e storicamente accurato, fornendo un contesto alla subcultura della 'ballroom' con le sue categorie, le sue sfilate e i suoi trofei. Ma anche qui non si sono inventati niente.
Totalmente ignaro per anni dell'esistenza di questa realtà, ne ho pian piano approfondito la conoscenza grazie a questi show che l'hanno riportata a una grande popolarità, pur mancandomi una base più solida e realistica. E' qui che arriva "Paris Is Burning", coraggioso documentario di Jennie Livingston che, a fine anni '80, pone al centro del suo film la vita delle comunità afro e latinoamericane di omosessuali, transessuali e drag queen che partecipano ai 'balli' ('balls') divise per case ('houses'), ovvero le famiglie di appartenenza. Dove le famiglie naturali hanno fallito, sono proprio le case a fornire protezione e affiliazione a quei giovani che, altrimenti, non avrebbero un posto dove stare, né di che mangiare.
Nonostante l'immagine ludica e colorata che questo tipo di eventi mette in scena, è evidente fin da subito la difficoltà quotidiana affrontata dai protagonisti, affascinati da un mondo di ricchezza e stile (anche di vita) per loro inaccessibile e irraggiungibile. Parte di questa inaccessibilità si riversa nella ballroom stessa attraverso le categorie che definiscono le varie sfilate che i partecipanti affrontato davanti a una giuria per ottenere i premi messi in palio. La comunità celebra sé stessa e i propri membri attraverso quegli standard che di fatto li discriminano, rendendo ancora più evidente la disparità sociale e le ingiustizie all'epoca all'ordine del giorno. Non che oggi le cose siano largamente migliorate.
"Paris Is Burning" è quindi oggi più attuale che mai, sollevando molteplici problematiche tutt'ora rilevanti che la comunità LGBTQI+ è costretta ad affrontare, tra disparità, diffidenza e razzismo da un lato e lo sdoganamento mainstream della propria cultura grazie a quei programmi e quei personaggi che hanno col tempo ottenuto rilevanza e successo (il documentario Netflix "Disclosure", le varie drag queen di RuPaul come Bianca Del Rio, Violet Chachki, Alyssa Edwards, Shangela, Trixie Mattel, Kim Chi e i vari nomi affermati ad Hollywood come Mj Rodriguez, Indya Moore, Billy Porter, Dominique Jackson, Laverne Cox, le sorelle Wachowski, Ryan Murphy, Our Lady J, eccetera, eccetera, eccetera).
"Paris Is Burning" non è un film perfetto, però ha il grande pregio di essere estremamente diretto e franco con lo spettatore. In un momento come questo di grande visibilità e apprezzamento della scena culturale LGBTQI+, diventa più cruciale che mai rintracciare le origini di uno dei suoi fenomeni culturali più creativo e vitale e che, allo stesso tempo, affonda le proprie radici nella marginalizzazione e nel disagio, per ricordarci non solo quanta strada sia stata fatta, ma anche quanto ancora ci sia da lavorare in termini di uguaglianza e accettazione.
Cast: Dorian Corey, Pepper LaBeija, Venus Xtravaganza, Octavia St. Laurent, Willi Ninja, Angie Xtravaganza, Freddie Pendavis, Junior Labeija.
Box Office: $3,779,620
Vale o non vale: Un documentario interessante, pieno di vita e che non si tira indietro di fronte alle questioni spinose. Jennie Livingston riprende la scena newyorkese delle ballroom e ne regala un ritratto onesto e sensibile capace di spiegare efficacemente le regole e i costumi di questa subcultura a chi non abbia familiarità con l'argomento. Non si sbaglia a scegliere di vedere questa pellicola, si impara qualcosa e ci si confronta con tematiche complesse che fanno riflettere.
Premi: Il film ha vinto come Miglior documentario al Festival del cinema di Berlino del 1991.
Parola chiave: Ballroom.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

1 commento:

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