lunedì 5 gennaio 2015

Film 848 - Scusate se esisto!

Ogni tanto una commedia italiana, dai...

Film 848: "Scusate se esisto!" (2014) di Riccardo Milani
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: 3 anni dopo il divertente "Nessuno mi può giudicare", Bova e la Cortellesi si ritrovano in un'altra commedia degli equivoci dove il più grosso di questi sarà l'omosessualità inizialmente piuttosto ben celata di Francesco/Raoul Bova. Inutile aggiungere che Serena/Paola Cortellesi inizialmente ne sarà cotta a puntino, con non poca delusione dopo il coming out.
Chiaramente le gag da fraintendimento non finiscono qui e il secondo più evidente di tutta la storia è quello che riguarderà la ragazza, architetto in carriera all'estero che decide di tornare in Italia e finisce per raschiare il fondo del barile fino a quando non presenta domanda per un progetto a suo nome il quale viene scambiato per il cognome di un fantomatico architetto (maschio) di cui lei sarebbe solo la segretaria.
Il diktat dei luoghi comuni si spreca e misoginia e maschilismo sul luogo di lavoro sono solo un paio di cliché che questa storia impiega per procedere al suo finale, molti dei quali riguardano l'omosessualità. Il più fastidioso è l'atteggiamento da prostituta di Francesco, capace di portarsi a letto un uomo diverso a sera, non importa età o tendenze, aspetto o carattere; il risultato per chi guarda e fa parte della comunità gay - per quanto facciano ridere le scenette che ne derivano - non è dei più soddisfacenti. Tralasciamo poi il personaggio-spalla dell'amico di Francesco, uno che apostrofarlo omofobicamente come "checca" è fargli un regalo di decenza. E ho detto tutto.
A parte questi scivoloni "delle pari opportunità" - eh sì, l'uomo gay è zoccola proprio come la donna etero -, devo ammettere che "Scusate se esisto!" è una commedia carina, anche se dal brutto titolo (o quanto meno sfruttato male). Probabilmente se ci si fosse interessati di più alla questione del maschilismo sui posti di lavoro o sul parallelismo tra condizioni di lavoro tra paesi europei e Italia, magari condendo il tutto con un'ironia più tagliente, sottile ed incisiva di quella che c'è qui, si sarebbe riusciti a valorizzare un progetto cinematografico che qualche pregio ce l'ha, in particolare quello di presentare al grande pubblico il progetto per la riqualificate di Corviale, un bruttissimo complesso urbanistico alla periferia di Roma (i titoli di coda ci sveleranno essere un progetto vero).
Questo film rimane quindi diviso a metà: una positiva e riuscita, che riguarda soprattutto il personaggio di Serena (ben interpretata da una Cortellesi in forma) e che ricorda all'Italia che è un Paese con gente capace, che può fare, migliorarsi, tentare. Poi c'è l'altra metà, quella che tenta attraverso la commedia di stemperare i toni più seri e critici: l'intenzione di per sé è anche sensata, ma la realizzazione da macchietta di Francesco è fastidiosa e innecessaria, il filone del padre gay un tema troppo complesso per liquidarlo con la battuta finale del figlio che sa e accatta il padre (che tenta in tutti i modi di dirglielo ma fallisce).
Insomma, in definitiva "Scusate se esisto!" ha i suoi buoni momenti e certamente il rallenti di Bova che scende le scale saprà mietere le sue vittime, però il risultato nel complesso è solo sufficiente.
Box Office: € 5.393.314
Consigli: Commedia nostrana che affronta numerosi snodi narrativi difficili (omosessualità e paternità, precarietà del lavoro in Italia, disparità lavorativa per uomini e donne, riqualifica urbana) senza però centrarli tutti, questa pellicola riesce comunque nell'intento di intrattenere e divertire e, soprattutto, ha una buona coppia di protagonisti collaudati ed affiatati. Il lieto fine è d'obbligo, la questione omosessuale affrontata a metà (o schivata, se vogliamo), il risultato finale cliché, ma bisogna ammettere che per una serata tranquilla e priva di pretese, sicuramente questo è un titolo azzeccato. Anche se "Nessuno mi può giudicare" aveva una marcia in più.
Parola chiave: Lavoro.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi