mercoledì 18 aprile 2012

Film 390 - Quasi amici

Sfruttando un ingresso della 3, l'ultimo film prima del viaggio in Giappone!


Film 390: "Quasi amici" (2011) di Olivier Nakache, Eric Toledano
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Questa è una di quelle pellicole che ti senti quasi obbligato a dire che ti è piaciuta. Non perchè non sia un buon prodotto, ma siccome tutti ne hanno parlato benissimo, allora non si può dire con troppa convinzione che ti aspettavi un pelino di più.
In effetti il film è piacevole, ma mi è sembrato per tutto il tempo che fosse troppo facile ricevere consensi parlando dell'amicizia che nasce tra un bianco totalmente disabile e un nero della strada venuto su a sussidi di disoccupazione e famiglia con 100 fratelli da mantenere. Poi forse io sono cinico, però la sensazione che mi ha accompagnato durante la visione della pellicola è stata questa.
Per il resto "Intouchables" è il racconto della strana coppia Philippe/François Cluzet-Driss/Omar Sy (che ha vinto il César per questa sua interpretazione battendo il compagno di pellicola) e del loro personalissimo corso alla sopravvivenza - dell'anima - che comincia nel momento in cui Philippe assume il ragazzo come suo tuttofare essendo lui disabile permanente. Tra facili gag e momenti per pensare, il duo cresce tanto da portare il livello di conoscenza da puramente lavorativo a qualcosa di sempre più vicino ad un'amicizia. Che, per inciso, diventerà tale (di qui la mia perplessità al titolo italiano del film, peraltro totalmente fuori contesto da quello originale francese). Non mancherà la cornice amorosa e il momento di crescita finale a testimoniare che la vita può cambiare se ti metti d'impegno e - fortuna - incontri qualcuno di speciale.
Insomma, non è male, ma mi sembra sia davvero troppo teso all'approvazione totale di un pubblico che sicuramente gradisce le storie di grande impatto e una critica che, volente o nolente, parlandone male finirebbe un po' come a sparare sulla Croce Rossa. Non è un brutto film, assolutamente, e ha il grandissimo pregio di portare all'attenzione del grande pubblico il problema della disabilità cercando di evitare l'autocommiserazione (anche se si tende troppe volte a farlo notare. Io avrei lasciato che la cosa fosse più implicita). Dall'altra parte, però, protende troppo alla lacrima facile dello spettatore medio. E' comunque un film 'patinato' e manca di una certa poesia di fondo - quasi oserei dire un'anima - che elevi il progetto da prodotto di facile esportazione e fruizione, a qualcosa di più simile al racconto di una straordinaria storia di amicizia che vale in quanto tale e non perchè si parla bene di disabilità e lotta al razzismo sociale (e di classe). Insomma, sì o no? Ni. Je suis desolé.
Ps. Incassi record per questo film che è riuscito ad ottenere diversi primati (oltre che un incasso di 312.2 milioni di dollari): è il film del 2011 più visto oltre che il secondo più visto di tutti i tempi in Francia. Ed è la pellicola non in lingua inglese che ha incassato di più nel mondo, battendo il precedente record del film giapponese "La città incantata" (Oscar come Miglior film d'animazione del 2003).
Consigli: Essendo un po' il fenomeno cinematografico degli ultimi tempi, vale la pena di farsi una propria opinione andandolo a vedere. E' una pellicola ben realizzata dal punto di vista tecnico ed ha come valore aggiunto quello di spingere a riflettere se non addirittura dibattere riguardo alla condizione umana costretta nella quotidiana disabilità. E poi è tratto da una storia vera.
Parola chiave: Eleonore.

Trailer

Ric

2 commenti:

  1. Buona lettura del film, anche io gli diedi un mesto 6,5; proprio perchè il cambiamento portato da Driss era troppo radicale, anche se tratto da una storia vera...

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  2. Meno male non sono l'unico ad essere rimasto perplesso!

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