martedì 24 aprile 2012

Film 393 - Le fate ignoranti

Non che io ami particolarmente Ozpetek, come si sa, ma questa pellicola mi era stata caldamente consigliata da una persona molto importante e, oltre ad essere sempre stato curioso di vederla, non volevo perdere l'occasione di confrontarmi con una visione differente dalla mia delle opere del regista turco.


Film 393: "Le fate ignoranti" (2001) di Ferzan Ozpetek
Visto: dalla tv dell'aereo
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Compresso dalla fatica del volo e alla terza esperienza filmica di fila senza aver ancora dormito, nonché sempre più vicino a Tokyo, decido di approcciarmi a questo film italiano a tema gay che, a quanto pare, è uno dei pilastri della cinematografia omosessuale nostrana.
Come ho più volte esplicitato, non amo Ozpetek e nemmeno questo film è riuscito a farmi innamorare del suo lavoro. Ma, consapevole delle tempistiche, mi rendo conto che questa, 11 anni fa, è stata una pellicola decisamente importante per il panorama omosex, senza considerare la eco regalata a regista e protagonisti che, successivamente, andranno a comporre un team collaudato che viene prontamente riproposto ad ogni nuova produzione.
Ogni film del regista ha il merito di riportare all'attenzione della Penisola Italia la questione sempre attuale dell'omosessualità, spesso in una chiave di normalità che manca di approfondimento in tantissime altre pellicole. Meno 'macchiette' e più 'umani', i protagonisti delle sue storie riescono a passare attraverso lo schermo senza perdere in spessore o plausibilità. Eppure trovo comunque scorretto (e svantaggioso) riproporre a ripetizione una tipicità di elementi che, passato un certo numero di produzioni, non sono più tollerabili e, men che meno, innovativi. Poi, ripeto, capisco che probabilmente "Le fate ignoranti" (o "His Secret Life" nel titolo internazionale) è stato capostipite di un successivo proliferare di tematiche piuttosto identiche, ma, avendolo guardato dopo tanti altri 'assaggi' del lavoro di Ozpetek, non posso dire di non esserne stato infastidito lo stesso.
Basta pranzi attorno a tavolate rotonde; basta rivendicare la necessità di trovare negli amici l'unica vera famiglia di cui si ha bisogno; basta vivere del cliché dell'omosessuale traditore. Io, personalmente, preferirei che si puntasse su storie nuove, magari meno fotocopia l'una dell'altra. Ammetto che, in quest'ottica, potrebbe essere interessante visionare il nuovissimo "Magnifica presenza" nella speranza che, finalmente, ci si sia cimentati in qualcosa di diverso.
Per tornare, però, a questo particolare caso, devo dire che il film in sé non mi è dispiaciuto. Accorsi a recitare non mi piace, sembra sempre che sia sul set di una qualunque fiction in mezzo a centinaia di vetrine, ma la Buy è ottima nell'approfondire un personaggio che subisce contraccolpi emotivi di una portata talmente imponente da rischiare il collasso psicologico. Si è poi, con gli anni, specializzata in questo unico tipo di ruolo.
La trama, invece, a volte mi pare tocchi toni poco plausibili nella realtà. Chi di noi non sarebbe impazzito all'idea del proprio compagno che per anni vive una relazione parallela e per di più omosessuale? Non tanto perchè manchi un adeguato approfondimento psicologico dei personaggi, ma perchè, innanzitutto, bisognerebbe davvero avere il buon carattere di Antonia/Buy per permettersi di diventare amici dell'amante del marito, e poi dubito che ci sarebbero così poche scenate o piagnistei in uno scenario reale. Chiaramente i tempi filmici impongono una certa selezione, ma sono sicuro che con una cena in meno e una - verosimile - scenata in più il film non ne avrebbe perso.
Purtroppo guardare con occhio distaccato un mondo che si conosce da vicino non è facile per esprimere un parere che parta da considerazioni quanto più obiettive possibile. Diciamo che, allo stato delle cose, e per come sono umanamente 'conciato' al momento in cui scrivo, mi trovo costretto a dire che anche il solo trailer riesce a smuovermi emotivamente qualcosa. Ma, memore delle sensazioni provate in aereo, ribalto quanto appena detto con ricordi di non totale soddisfazione nei confronti di quanto ho visto. Chiaramente la verità (o ciò che più le si avvicina) sta nel mezzo e credo di poter affermare che "Le fate ignoranti" è piacevole intrattenimento con non pochi spunti su cui ragionare. Se anche solo una volta, guardando questo film, qualcuno dei non-di-parte è riuscito a riflettere e, perchè no, magari accostarsi con più attenzione alla "causa omosessuale", allora tutto questo lavoro si sarà rivelato utile e non solo piacevole divertissement.
Consigli: Un altro tassello per completare il puzzle delle opere di Ozpetek. Per chi lo ama questo è senz'altro una pietra miliare. Per chi non lo conosce rappresenta la sua classica filosofia. Anche se può non piacere - o comunque stufare - bisogna ammettere che è, ormai, parte integrante del nostro cinema contemporaneo.
Parola chiave: Quadro.

Trailer

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