martedì 27 agosto 2013

Film 583 - Wolverine - L'immortale

Proprio ieri scrivevo che mi mancava un po' ritrovarmi Famke Janssen in qualche pellicola cinematografica. E, ieri sera, me la ritrovo in questo film (orrendo). Era un segnale: dovevo anticipare questo post!


Film 583: "Wolverine - L'immortale" (2013) di James Mangold
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Ho voluto anticipare il mio pensiero su questa pellicola che ho visto ieri sera giusto perchè l'ho trovata talmente brutta che non potevo non affrettarmi a trascrivere i miei pensieri. Durante la visione, man mano che la trama procedeva, ero senza parole per la banalità sconcertante con cui si affrontavano i nodi principali della storia, tanto che ad un certo punto ho pensato che "Wolverine - L'immortale" sia un prodotto accostabile ad un qualsiasi porno.
Proprio come nel caso dei film hard, dove la trama è una qualunque cornice tra un amplesso e l'altro, così in questo "The Wolverine" la storia è uno scialbo accessorio chiamato a fare da collante tra una scena di violentissima azione e l'altra. Inutile dire che la recitazione del nostro supereroe Hugh Jackman è assolutamente un optional non compreso nel pacchetto che prevede, invece, una monolitica espressione di corrucciato dolore costante, tanto che credo gli si possano contare le rughe in viso proprio come si contano i cerchi dei tronchi d'albero: Hugh, anche basta.
Già il predecessore "X-Men: le origini - Wolverine" era stato un prodotto deludente e palesemente di serie B rispetto ai vari franchise legati agli X-Men, ma qui si fa veramente il botto dell'insopportabile. Lo sfondo asiatico di delicata saggezza non dona agli americani rumorosi che finiscono per inneggiare ad una spiritualità svuotata da ogni significato e superficialmente utilizzata a leggittimare una profondità di dialoghi che non c'è. A malapena le battute dei personaggi femminili vanno oltre la prima frase e il parallelismo narrativo tra l'orso inizialmente abbattutto dalle frecce e Wolverine usato nel finale come tiro a segno dai Samurai (poi, chiaramente, anche per lui la freccia avvelenata a dire che, forse, nuovamente il cacciatore ha dominato la bestia) è di un'elementarità che definire spiazzante è farne una lode.
Per la maggior parte del tempo, poi, non si capisce dove diavolo si voglia andare a parare e come sia possibile che Yashida sia a conoscenza della struttura ossea di adamantio di Wolverine tanto da fargli venire in mente di costruirne un robot/cella di longevità. Addirittura ne perforerà i famosi artigli attraverso lunghe viti succhia-DNA tanto da barattare la decadenza della malattia con l'immortalità della condizione del supereroe. La nipote fragilina, ma già concubina del nostro mutante, finirà il nonno pazzo per dar vita ad una nuova dinastia al potere della potentissima Corporation che Yashida era riuscito a mettere in piedi negli anni dopo Nagasaki.
Insomma, un'inaspettata trama dove - nonostante fino alla quasi fine non si capisca una mazza - in soldoni non si fa altro che ricalcare sulla solita rivalità familiare per eredità e potere qui mischiata con la ricerca dell'eterna giovinezza.
Oltre al nostro mutante, poi, viene sfoggiata solamente una Viper/Svetlana Khodchenkova che è più che altro identica a Poison Ivy/Uma Thurman e un ricordo di Jean Grey/Famke Janssen che è più che altro vestaglia e photoshop.
Per il resto "Wolverine - L'immortale" è una rumorosa pacchianata che ha ragione di esistere solo in funzione del botteghino che, puntualmente, non ha tardato a saggheggiare: $350,679,463 di incasso mondiale.
Film 622 - X-Men - Conflitto finale
Film 275 - X-Men le origini - Wolverine
Film 276 - X-Men: L' inizio
Film 582 - X-Men - L'inizio
Film 728 - X-Men - Giorni di un futuro passato
Film 1092 - X-Men - Giorni di un futuro passato
Film 1166 - X-Men: Apocalisse
Film 1100 - Deadpool
Consigli: Sinceramente è il più brutto di tutti i film sugli X-Men. I fans di Wolverine apprezzeranno certamente un nuovo capitolo sul supereroe Marvel, ma non si può certo dire che ci si stia impegnando granché per dare a Logan un proprio spazio cinematografico degno di dona. Banale, scontato e caotico oltre che estremamente violento.
Parola chiave: Nagasaki.

Trailer

Bengi