giovedì 5 dicembre 2013

Film 628 - jOBS

Cineforum dell'incidentato capitolo XIV: un biopic abbastanza chiacchierato. Ero curioso.

Film 628: "jOBS" (2013) di Joshua Michael Stern
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Più che un film per il cinema sembra un biopic televisivo e nemmeno di eccelsa qualità. 

Nel giorno in cui un film per la tv - ok, regista e i due interpreti protagonisti sono tutti premi Oscar, ma facciamo finta sia un dettaglio - da noi arriva nelle sale, ovvero "Dietro i candelabri" (11 Emmy Awards vinti), sembra paradossale che questo "jOBS" sia nato proprio come prodotto cinematografico puro.
Sorprende soprattutto perché a ben vedere non c'è molto di questo prodotto commerciale che faccia pensare la missione primaria fosse raccontare la storia di un uomo che ha rivoluzionato molto del mondo intorno a lui. Sembra solamente un richiamo per i fans e i curiosi della persona dietro il personaggio anche se di fatto il racconto è ridotto ad una semplificazione troppo banal(izzant)e.
Penso questo atteggiamento un po' furbo-ma-vuoto sia riconoscibile già dal titolo che è "jOBS" e non "Jobs": perché? Gli appassionati della Apple capiscono subito che è un omaggio al nome dei prodotti della famosa società, tutti preceduti da una "i" che in inglese sta per "io", prima persona singolare. Quindi iPod, iPhone, iPad, ecc. La somiglianza di nome tra questi ultimi e il titolo del film pare quindi evidente (soprattutto per via del maiuscolo), come pare evidente la somiglianza tra Ashton Kutcher e Steve Jobs e, infine, pare ovvio che si andrà a scavare nell'intimo e nella psiche di una persona che ha saputo intravedere il futuro nel momento giusto adoperandosi per renderlo reale. Notare bene che 'pare' precede ogni considrazione.
La realtà delle cose è, invece, diversa. Si sfiorano tantissime questioni senza approfondirle in maniera appropriata. La prima domanda che per esempio mi è sorta spontanea dopo la visione è stata: ma quindi Steve, profeta e comunicatore di una massa che lo adorava, era una persona così irascibile e irrazionale? Possibile? E come prendeva le sue decisioni? Per istinto? Genialità? Per caso? Fortuna?
Diciamocelo sinceramente: a parte gli snodi temporali facilmente ricostruibili, "jOBS" fallisce palesemente nel contestualizzare persone ed azioni che li hanno resi possibili. Come si fa a dare credibilità ad un personaggio che intuisce le potenzialità di diversificare il suo prodotto cambiandone il colore semplicemente perché ispirato dalla presenza di un suo collaboratore semi-muto? Sono conscio che i momenti di 'serendipity' siano realtà riconosciuta, ma basarci sopra una carriera multimiliardaria mi sembra quantomeno semplicistico.
Quindi, somiglianze fisiche a parte, lo Steve Jobs qui rappresentato è una fotocopia bidimensionale dell'originale che sbraita e si impunta, grida e si inalbera, ha epifanie geniali e un modello lavorativo da negriero. Non mi è piaciuto.
Non mi interessa verificare se l'umoralità geniale di Jobs fosse veritiera, ma avrei davvero preferito vedere qualcosa di diverso, meno banale o tirato via. Le pretese da grande biografia non autorizzata, squarcio sul mito recentemente scomparso, caso più unico che raro capace di dimostrare il valore attoriale di Ashton Kutcher sono tutte scommesse perse.
Il risultato, invece, è un modesto tentativo di raccontare la storia di un personaggio rappresentativo della recente modernità. Ma non credo che renda giustizia alla memoria di Steve Jobs.
Ps. Prodotto con 12 milioni di dollari, ne ha incassati $35,931,410 in tutto il mondo.
Consigli: Più riuscito di questo è certamente il film "The Social Network". "jOBS", beninteso, non è orribile in senso assoluto, ma non è nemmeno un ottimo esempio di ciò che mi aspetto da un film biografico. Kutcher ci prova, ma non si va molto oltre un look ben ricostruito e una faccia costantemente imbronciata senza sapere mai veramente perché. Si fa guardare, ma meglio mantenere molto basse le aspettative.
Parola chiave: Apple Inc.

Trailer

Bengi