lunedì 30 dicembre 2013

Film 643 - Dietro i candelabri

Il film del Natale 2013 è...

Film 643: "Dietro i candelabri" (2013) di Steven Soderbergh
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Mai pellicola recente fu più adatta ad essere intrattenimento natalizio senza esserlo effettivamente: lustrini, pellicce, candele e tanta, tanta musica suonata al pianoforte. Ci mancava una scena con un caminetto accesso e "Behind the Candelabra" poteva diventare il sottofondo di un gaio Natale.
Matt Damon e Michael Douglas si calano anima e corpo in questa ricostruzione per la tv americana della storia d'amore tra il giovane e all'inizio ingenuo Scott Thorson e il grande pianista Liberace, love story cominciata alla fine degli anni '70 e quindi assolutamente da nascondere agli occhi del pubblico che vedeva nell'artista un playboy alla ricerca della donna perfetta. Ah, la cecità.
Steven Soderbergh, che con questo lavoro ha dichiarato di volersi ritirare dal mondo del cinema, dirige in maniera egregia questo biopic sinceramente interessante e racconta la vicenda umana di due persone - un po' personaggio - e della loro (costretta) concezione dell'amore al tempo dell'omosessualità tabù. Liberace, pioniere della chirurgia estetica facciale subita ed imposta, conduce la sua esistenza all'apice di successo ed eccesso, ultrapagato intrattenitore al Las Vegas Hilton e Lake Tahoe (dove i suoi show facevano incassare $300,000 a spettacolo) nonché protettore di numerosi giovanotti in cerca di una loro strada...
E' così che la storia tra lui e Scott comincia, tra una velata lusinga e il fascino kitsch dell'opulenza, il carisma artistico e la quasi adolescenziale sottomissione e anche se il loro amore a prima vista fa sincera impressione, si segue con instancabile interesse la loro vicenda amorosa e di vita di coppia in un'epoca in cui, per stare insieme al tuo uomo e potergli riconoscere qualche diritto, l'unica opzione legale era quella di adottarlo (Woody Allen ci è arrivato più tardi).
Stramberie di legge a parte, "Dietro i candelabri" è a mio avviso buon esempio di mimetismo artistico, nel senso che è capace di rendersi al contempo eccessivo e a tratti difficile da guardare al pari del suo protagonista ispiratore e, in quest'ottica, il risultato finale non poteva essere più riuscito. La storia d'amore di queste due anime alla ricerca di certezze è un viaggio sulle montagne russe, tra droghe, delusioni, abissi di perdizione e svilimento personale, forzate lesioni corporali e la ricerca di una felicità che sta nel conforto degli oggetti, tra collezionismo ed ostentazione. Un accumulo continuo che maschera un vuoto interiore profondissimo e la paura alla fine di rimanere soli. Racconto attualissimo anche oggi.
Michael Douglas, somiglianza fisica a parte, è davvero bravo in questo ruolo assolutamente non facile e sia lui che Matt Damon dimostrano un'evidente capacità di immedesimazione nei personaggi, facendo risultare assolutamente plausibile ogni situazione, nonostante la loro fama negli anni di sex symbol e/o playboy (ma poi noi italiani siamo abbastanza abituati a vedere anzianità e gioventù incontrarsi nel piacere di un bacio). Non tutto quello che è mostrato piace, però il racconto è questo e, anche se non è certamente per il pubblico medio tutto, il bello dei film che raccontano la storia vera di qualcuno sta proprio nel rappresentarne la vita nel bene e nel male. La grande libertà con cui oggi questa particolare vicenda umana può essere raccontata è in fortissimo contrasto con ciò che in effetti qui ci viene narrato e rappresenta un enorme salto di qualità per la comunità LGBT che oggi, nonostante le ancora grandi mancanze, può certamente constatare con mano l'abisso che vi è tra il nostro quotidiano e quello di anche soli 30 anni fa.
Dunque "Dietro i candelabri" è un esperimento televisivo - in Italia un'operazione del genere sarebbe utopia per innumerevoli ragioni - di grande impatto e, piaccia o meno, non si può che rimanere incollati allo schermo e seguire le vicende che la storia racconta. C'è una sorta di magnetismo visivo un po' nella ricostruzione accuratissima, un po' nel mistero della figura di Liberace e per entrambe le ragioni, incuriositi, si attende di scoprire dove porterà la narrazione. Il finale, onirico e svolazzante, è una bella conclusione che suggella la realtà di un amore che, a causa di una cornice carica di eccesso ed eccessi, finisce spesso per rimanere in secondo piano. Eppure, fortissimo, c'è.
Ps. Da noi uscito al cinema, in realtà in America è andato in onda sulla rete via cavo HBO. "Behind the Candelabra" ha vinto 11 Emmy Awards (tra cui Miglior miniserie e Michael Douglas Miglior attore) ed è attualmente candidato a 4 Golden Globes.
Consigli: Certamente una storia diversa da quella che siamo abituati a vedere, ma interessante e per qualche verso istruttiva. Colpisce pensare che sia un prodotto nato per la televisione, ma comunque in grado di essere esportato anche per il grande schermo. Portare il nostro "Pupetta" al cinema, per esempio, fa ridere anche solo a pensarci.
Parola chiave: "Behind the Candelabra: My Life with Liberace".

Trailer

Bengi