sabato 4 gennaio 2014

Film 648 - The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca

Molto incuriosito da questa pellicola e soprattutto di scoprire perché fosse stata completamente ignorata dalle nomination ai Golden Globes di quest'anno. Sarà così anche agli Oscar? Basterà aspettare il 16 gennaio per scoprirlo!

Film 648: "The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca" (2013) di Lee Daniels
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Mi aspettavo una specie di capolavoro di cui innamorarmi o un possibile "The Help" versione maggiordomo e, invece, sono rimasto francamente un po' deluso. Non che "Lee Daniels' The Butler" sia un brutto film, assolutamente, però manca di qualcosa per essere un buon film.
Partendo dalla prima sconvolgente vicenda tra i campi di cotone della vita del futuro maggiordomo della Casa Bianca Cecil Gaines, la storia procede poi col racconto di tutta una serie di vicende legate ad innumerevoli persone e personaggi storici, oltre che ambientate durante periodi della storia americana tanto densi da far spavento (Ku Klux Klan, assassinio Kennedy e di Martin Luther King, Pantere Nere, guerra in Vietnam, ...). E, non potendo dare a tutto e tutti la giusta rilevanza, la sensazione è che il mix finale sia più che altro un calderone di ingredienti rimescolato un po' frettolosamente senza che si sia aspettato di trovare un equilibrio per il tutto. Solo per citare i Presidenti sotto cui Cecil lavora: Harry Truman, Dwight D. Eisenhower, John Fitzgerald Kennedy, Lyndon B. Johnson, Richard Nixon, Gerald Ford, Jimmy Carter e Ronald Reagan. Nel finale si vede perfino Obama.
So che la peculiarità di questa storia è proprio quella della persona che ha lavorato per ben 8 Presidenti degli Stati Uniti, però lo spazio di tempo dedicato ad ognuno è veramente troppo fugace per renderli personaggi che vadano oltre una banalissima bidimensionalità legata alla superficie di fatti che si riconosce ad ognuno di loro. E questo, per un prodotto che ha anche pretese storiche, non può andare bene.
In secondo luogo, a mio avviso, troppi volti noti ricoprono i troppi ruoli disponibili. Non si capisce quasi chi sia la star del film, considerando che il protagonista e premio Oscar Forest Whitaker non è certo una che spicca sui red-carpet internazionali e si fa presto a mettere il suo nome in ombra tra tutti questi altri: Oprah Winfrey, Robin Williams, Vanessa Redgrave, Jane Fonda, Alan Rickman, John Cusack, Lenny Kravitz, Mariah Carey. E non li ho nemmeno citati tutti. Quindi è bella, sì, l'idea della piccola parte o del cameo a molti altri grandi attori e non, però il risultato confonde o, per meglio dire, svia da quello che, secondo il titolo, dovrebbe essere il protagonista di questa vicenda ('butler' in inglese è maggiordomo, domestico).
Inoltre trovo che questa nuova fatica di Lee Daniels, dopo il durissimo "Precious", sia più consapevole delle possibili implicazioni che la pellicola potrebbe portare rispetto al precedente lavoro del regista. Grandissimo successo al botteghino in America, ci si aspettava fin da subito avrebbe ottenuto anche un numero esorbitante di candidature ai Golden Globes - ma niente - e, vedremo, agli Oscar.
In quest'ottica "The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca" ha una messa in scena molto più furba, sia per la scelta di una resa d'immagine estremamente patinata e piacente (bellissimi costumi, grande ricostruzione di set e ambientazioni attraverso le varie decadi) sia per quella serie di meccanismi che avrebbero potuto favorirlo alla corsa per i grandi premi della stagione (storia di un outsider che si fa da solo, uomo dalla morale incorruttibile, ma che sa capire e correggere i suoi errori e grande, sommessa, interpretazione di Whitaker). Il problema forse qui è che Daniels era riuscito a far bene proponendo qualcosa di suo, un film crudo e faticosissimo da guardare come non se ne vedevano da tempo, mentre con "The Butler"sembra si sia trovato meno a suo agio.
Fatta questa premessa, che per me è stata motivo di delusione, ho comunque apprezzato lo sforzo di raccontare una storia tanto traumatica e intensa, con le sue parti più o meno condivisibili. La storia di una famiglia di neri tra sopprusi e cambiamenti, in un momento storico in cui chi si ribellava alle violenze e le ingiustizie era il cattivo, mentre l'oppressore il paladino della giustizia. Nel finale il momento più bello del film sarà proprio quando Cecil capirà la verità sul figlio, dopo tante lotte e ribellioni e anni di allontanamento.
Quello che mi ha molto colpito di questa storia, comunque, è il fatto che rappresenti una serie di eventi durissimi e in molte altre situazioni dipinti come fatali per la vita umana (alcolismo, tradimento, perdita di un figlio, ostinazione caratteriale) e li presenti come assolutamente reversibili e non irreparabili. Ricominciare, ricominciare e ancora ricominciare per proseguire un cammino con, ogni volta, un rinnovato attaccamento alla vita. E' un processo silenziosissimo che non viene mai gridato qui, ma mi è rimasto particolarmente impresso.
Insomma, capisco perché in America questo film abbia avuto tanto successo - parla degli ultimi 100 anni della loro storia e poi c'è Oprah -, ma mi aspettavo che il risultato finale sarebbe stato più storico e meno emotivo. E' una storia interessante e che affronta tantissimi snodi difficili delle vicende americane, però manca davvero di magnetismo e personalità. Si potrebbe dire che "The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca" abbia adottato appieno lo "stile di vita" del suo protagonista: c'è, ma di fatto non lo senti.
Ps. Con 30 milioni di dollari spesi per produrlo e un incasso mondiale di $161,875,188, questo è nella lista di film più remunerativi del 2013.

[EDIT]: Un mio ulteriore pensiero a proposito di questo film nella recensione per "IL MURO mag": "THE BUTLER – UN MAGGIORDOMO ALLA CASA BIANCA. L’ULTIMO SUCCESSO DI LEE DANIEL"


Consigli: Alcuni l'hanno presentato come il nuovo "Forrest Gump", ma non credo che il candore di Forrest e il suo magico modo di vedere la vita sia assolutamente paragonabile. La somiglianza potrebbe stare piuttosto nella serie di eventi storici in cui il protagonista è costretto a muoversi durante la sua lunga vita. Ciò detto, "The Butler" è comunque un buon prodotto commerciale e storicamente può dare anche qualche rinfrescata, che non fa mai male. Molto lodate le interpretazioni di Forest Whitaker e soprattutto Oprah Winfrey, per la quale è plausibile aspettarsi una nomination agli Academy Awards come non protagonista dopo la prima del 1986 per "Il colore viola" e l'Oscar onorario per l'impegno umanitario ricevuto nel 2012 (quest'anno l'ha vinto Angelina Jolie).
Parola chiave: Civil Rights Act.

Trailer

Bengi