lunedì 14 novembre 2016

Film 1237 - Inferno

Dopo 4 notti ad Oslo, siamo tornati in quel di Copenaghen dove eravamo atterrati. Di nuovo 8 ore di pullman, un po' di cibo, molto trono di spade e una tesi da finire di scrivere. Arrivati in Danimarca, la prima serata ventosissima e bagna l'abbiamo dedicata al cinema: come a Londra, siamo tornati all'IMAX!

Film 1237: "Inferno" (2016) di Ron Howard
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Poe
Pensieri: Flop inaspettato sul mercato americano, incapace di generare oltre i miseri $31.6 milioni incassati ad oggi, il terzo titolo della saga creata da Dan Brown è stato stranamente snobbado rispetto ai suoi predecessori di successo. Non c'è una colpa particolare, il mix di elementi è sempre lo stesso, forse semplicemente a nessuno interessa più delle avventure cinematografiche di Robert Langdon.
Dopo i fasti iniziali dei primi due capitoli, con questo terzo ci spostiamo in un nuovo territorio per il famoso professore/detective casereccio: abbandonata la Chiesa, ci diamo alla scienza cattiva, quella che intende generare un virus in grado di sterminare una parte di popolazione mondiale così da evitare il collasso sociale cui stiamo arrivando a causa del sovrappopolamento. L'unico modo per raggiungere la stabilità, secondo la visione dei pazzoidi dietro all'ideona, è una piaga su scala mondiale e l'unico che lo capisce, ovviamente, è Langdon, tra l'altro complice suo malgrado.
Dalla trama particolarmente intricata di questo terzo episodio non si trae alcun piacere per un bel po' di tempo. La prima parte di film è tutta di ricerca di indizi che non si trovano, per cui le due scatole che non ti vengono. Se ci si aggiunge che la versione originale presenta un sacco di frasi in italiano pronunciate un po' a casaccio da attori internazionali - e mi dispiace dirlo ma Felicity Jones in questo non è per niente brava - e un sacco di frasi in inglese pronunciate un po' a casaccio da attori italiani, l'effetto teoricamente serio dell'operazione sfocia in una sorta di surreale calderone di accenti e battute incomprensibili. In aggiunta per noi italiani, fanno un po' ridere una serie di scene e trovate improbabili, capitanate da quella in ospedale, luogo in cui a) si parla in inglese* e b) le porte sono antiproiettile**. Insomma, quantomeno si manca di realismo.
Per il resto della storia, una volta che un po' di indizi si comincia a metterli insieme, in realtà manca quella messa in scena colossalmente assurda che oscilla tra la boiata e l'appagante, per cui alla fine si rimane un po' perplessi e basta. Sì, ok, il colpo di scena c'è e tutta quella serie di elementi catastrofico-apocalittici pure, ma la sensazione è che manchi qualcosa che renda questa storia un'avventura interessante oltre la maniacale e scrupolosa ricerca della trafila di indizi "culturali" sparpagliati a casaccio a testimonianza dell'enorme patrimonio di conoscenza del suo autore. Insomma, mi è parso talvolta tutto un attimo fine a se stesso. Oltre che sconnesso rispetto ai lavori precedenti.
Dunque un risultato finale traballante, una messa in scena eccessivamente patinata e un Robert Langdon francamente in affanno per un "Inferno" che lo è di nome, ma di fatto è solo un gran casino.
* Sappiamo tutti che in Italia si parla a malapena l'italiano, figuriamoci l'inglese. In una struttura pubblica.
** Ahahahahah, sto ancora ridendo.
Film 81 - Angeli e demoni
Film 1287 - Angeli e demoni
Cast: Tom Hanks, Felicity Jones, Irrfan Khan, Ben Foster, Sidse Babett Knudsen, Omar Sy, Ana Ularu.
Box Office: $202.6 milioni
Consigli: Il cast internazionale fa sempre figo, anche se mi aspettavo che le pronunce sarebbero state più comprensibili. In definitiva un terzo capitolo così così che fallisce nel consegnare al pubblico generico un thriller emozionante e finisce per risultare appetibile solo per i fan della saga. Too bad.
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#HollywoodCiak
Bengi