lunedì 8 maggio 2017

Film 1352 - Lui è tornato

Cenetta di famiglia a casa mia con cugina. Indecisi su cosa guardare, abbiamo optato per questo titolo, curiosi di capire come potesse mai gestire l'ingombrante passato del proprio protagonista.

Film 1352: "Lui è tornato" (2015) di David Wnendt
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Francy
Pensieri: Un esperimento cinematografico non da poco basato sulla provocatoria idea alla base del romanzo di Timur Vermes, ovvero cosa succederebbe se Adolf Hitler riapparisse vivo e vegeto ai giorni nostri.
L'inquietante quanto intrigante presupposto della storia riesce a dar vita ad una pellicola che è un mix sorprendente di emozioni e sensazioni, una montagna russa che spazia da perplessità a genialità, sbigottimento e divertimento, per un'esperienza nel complesso ambigua, nel senso che è capace di suscitare ilarità ma pur sempre attraverso una satira e un umorismo che fanno leva su questioni estremamente delicate.
Tra l'altro è paradossale che un paese in grado di partorire un prodotto così evidentemente ironico e dissacrante nei confronti della propria stessa storia, sia al contempo popolato da realtà così fortemente orientate e schierate proprio a favore delle ideologie qui messe alla berlina.
Ed è inoltre non poco scioccante realizzare quanto le argomentazioni offerte dal personaggio hitleriano siano spesso non prive di raziocinio. Il senso di colpa, la memoria storica e il buon senso non tardano a farsi sentire, eppure quello che viene detto dall'infausto dittatore non è privo di un'analisi di base che funzionerebbe anche, non fosse per quell'inclinazione all'estremismo e al fanatismo di cui tutti siamo a conoscenza. E' poi questo, insieme all'attaccamento dei media per tutto ciò che faccia notizia, che riporta in auge Hitler nel racconto. Per quanto riguarda il "comparto umano", direi che l'ignoranza mischiata a una certa dose di menefreghismo e follia siano i fautori della grande presa sul pubblico di una figura storica legata a così tanti orrori e che per questo motivo mai dovrebbe avere occasione di tornare in auge agli occhi del pubblico. Qui, naturalmente, si tratta di far passare proprio quel peggio di un messaggio che gioca sulla provocazione per far riflettere lo spettatore e/o il lettore. E ciò accade ancora di più nel momento in cui ci si accorge che la pellicola contiene al suo interno scene girate dal vivo e senza un copione in cui Oliver Masucci (che, va detto, è molto bravo) e l'ingombrante personaggio che interpreta sono liberi di interagire con le persone in contesti non di fiction. Le reazioni vere dei passanti sono ancora più disturbanti che tutto il film nel suo complesso.
Detto questo, "Lui è tornato" è un prodotto cinematografico furbetto che, nonostante tutto, funziona e porta a casa un degno risultato. La storia era pericolosa e si sarebbe potuto sbagliare in tanti modi, eppure nel complesso convince dall'inizio alla fine.
Cast: Oliver Masucci, Fabian Busch, Katja Riemann, Christoph Maria Herbst, Franziska Wulf, Michael Kessler.
Box Office: $25.5 milioni
Consigli: Non è una commedia nel senso più spensierato del termine. E' una pellicola certamente ricolma di satira, dissacrante nel mostrare uno scenario alternativo plausibile perché supportato da episodi reali (le scene non di fiction girate tra la gente) e allo stesso tempo capace di farti rabbrividire. Per chi è in grado di coglierne la tagliente ironia, la storia è geniale oltre che maledettamente provocatoria. Per gli altri forse è meglio votarsi a pellicole meno impegnative.
Parola chiave: Cane.

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Bengi