martedì 30 maggio 2017

Film 1364 - A Beautiful Mind

Non ricordavo nulla di questo film, per cui ho deciso di rivederlo. Avevo comprato il dvd un millennio fa e non si era mai presentata l'occasione giusta per recuperarlo fino al master a Milano che, tra un viaggio e l'altro, mi ha permesso di guardarmelo durante gli spostamenti in treno.

Film 1364: "A Beautiful Mind" (2001) di Ron Howard
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Il punto è sempre che, vincendo svariati Oscar, l'aspettativa per me è più alta. In un anno in cui la cinquina per la miglior pellicola vantava titoli come "Moulin Rouge!", il primo "Signore degli Anelli" e, soprattutto, "Gosford Park" ("In the Bedroom" è l'unico che non ho visto), non posso davvero dire che "A Beautiful Mind" mi veda d'accordo con la scelta dell'Academy. Sì è un buon titolo, ben fatto e di evidente qualità, eppure tra i vari contendenti ce n'erano altri molto più all'avanguardia, sperimentali e onestamente indimenticabili. Il lavoro presentato da Ron Howard è classico, pulito, asciutto, per un risultato finale che funziona ed è uniforme nel complesso, oltre che in linea con il tipo di storia raccontata (vera tra l'altro); in ogni caso non qualcosa che sarà ricordato come un capolavoro.
Quell'anno, il 2002, mi sembra si siano sprecate molteplici occasioni per premiare la qualità in maniera più coraggiosa: Nicole Kidman per "Moulin Rouge!", "Monsters & Co." per il film d'animazione, Robert Altman o David Lynch per la regia e potrei continuare. In 4 categorie su 8 questa pellicola ha trionfato a discapito di prodotti di qualità se non pari, decisamente superiore il che mi ha fatto avvicinaro a questo prodotto con un filino di scetticismo in più rispetto al solito.
Per carità, "A Beautiful Mind" mi è piaciuto e ho trovato la performance di Russell Crowe particolarmente riuscita, oltre che in grado di valere da sola la visione delle 2 ore e un quarto di durata; Jennifer Connelly ruba spesso la scena per una bellezza abbagliante e il racconto della vita del matematico è affascinante, oltre che a tratti triste e sconcertante. Capisco perché, unendo tutti gli elementi, la scelta di così tante giurie sia ricaduta su un prodotto come questo che parla di cadere e sapersi rialzare, oltre che dare valore alla genialità di una persona non convenzionale in un periodo in cui l'omologazione era ancora la chiave del successo sociale. Detto questo, però, e considerato che avevamo già ampiamente abbracciato gli anni '00, credo che Academy e compagnia avrebbero potuto tentare la via del meno scontato o sicuro in funzione di riconoscimenti a pellicole, storie e performance più coraggiose ed (oggi) iconiche. Non è mai facile saper cogliere ciò che solo il tempo può sancire come indimenticabile e di valore, eppure a volte sarebbe davvero il caso di abbracciare il cambiamento con un minimo di entusiasmo e lungimiranza in più. Altre volte, invece, di farlo meno alla cieca (leggi "Moonlight").
Ps. Vincitore di 4 Oscar per Miglior film, regia, sceneggiatura non originale e attrice non protagonista (Connelly).
Cast: Russell Crowe, Ed Harris, Jennifer Connelly, Paul Bettany, Adam Goldberg, Judd Hirsch, Josh Lucas, Anthony Rapp, Christopher Plummer.
Box Office: $313 milioni
Consigli: Se vi piacciono i biopic sulle storie di grandi uomini raccontate in termini particolarmente edificanti, questo è il titolo che fa per voi. Il racconto di una vita singolare che si snoda fra genialità, spionaggio, malattia e riscatto, una vicenda che non sapessimo essere vera, non si faticherebbe a credere di pura fantasia. Il film in sé è ben realizzato, ma sicuramente non adatto ad ogni occasione. Si tratta di una narrazione delicata e lenta, per cui meglio essere preparati.
Parola chiave: Schizofrenia.

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Bengi