giovedì 12 maggio 2011

Film 255 - The Cove

Con un buono regalo di compleanno da utilizzare alla Feltrinelli, non ho saputo resistere all'idea di comprarmi un bel cofanetto dvd. Che poi siano diventati due è un'altra questione. Ma questo è, ufficialmente, il regalo di compleanno di Ale&Leo (Nob).


Film 255: "The Cove" (2009) di Louie Psihoyos
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: I documentari sul mare trovo che siano veramente affascinanti. Con lo stesso spirito con cui mi interessavo ai documentari 'acquatici' quando ero bambino, mi sono avvicinato a questa pellicola, anche grazie al richiamo Oscar che questo film ha vinto nella categoria miglior documentario.
Diciamo che, purtroppo, l'argomento non è dei più felici: la mattanza dei delfini. In Giappone è normale cibarsi della carne di questi mammiferi che, a loro dire, sono buoni (del resto se mangiano lo squalo...) e fanno bene (ma il documentario dimostra un'elevata concentrazione di mercurio nella carne dell'animale).
In effetti, visto lo spirito che mi ha mosso verso questo "The Cove", credo di non poter dire di aver trovato ciò che mi aspettassi. Visto l'argomento già di per sé difficile e considerando poi gli sviluppi che si portano in evidenza, sono rimasto senza parole per la violenza inaudita compiuta su esseri viventi (di fatto più intelligenti di quanto non ci faccia comodo ammettere).
Mi era già capitato di seguire documentari che parlassero del cibo e di come viene 'reperito' dall'uomo (leggere le sconcertanti condizioni di allevamento e conseguente uccisione di maiali, polli, mucche) in "Food, Inc.". In questo caso, animali non in cattività vengo spinti all'interno di una baia dove vengo prima selezionati per i delfinari, poi (quelli che non vengono scelti) uccisi. Le immagini della telecamera subacquea che rappresentano il cambiamento di colore dell'acqua marina durante il macello fanno rabbrividire.
La struttura narrativa, comunque, è differente rispetto ad un classico documentario e presenta, invece, una certa tensione di fondo costante. Il rischio di arresto ed espatrio per la crew è sempre altissimo a causa delle attività assolutamente illegali legate alla produzione di questo film. Quindi riprese notturne con rilevatori di calore, telecamere nascoste, spionaggio da film poliziesco, insulti dai locali. Girare "The Cove" non dev'essere stato facile da nessun punto di vista.
Più toccante che appassionante, doloroso come un pugno nello stomaco, svela una verità che, a chi non proviene dalla cittadina della mattanza (Taiji), sarebbe rimasta probabilmente celata per sempre. Smuove dentro.
Ps. Nel film anche le immagini di Hayden Panettiere che, giovanissima, si batte in loco per la causa. Sarà fatta espatriare.
Consigli: Impossibile rimanere distaccati. Bisogna essere preparati.
Parola chiave: Flipper.

Trailer

Ric