lunedì 26 aprile 2010

Film 109 - Dragon Trainer

Con un sacco di ritardo, pubblico finalmente questa recensione! A mia discolpa: un nuovo lavoro, le dimissioni dal vecchio, un altro blog e un viaggio a Londra... Bastano come scuse?


Film 109: "Dragon Trainer " (2010) di Dean DeBlois, Chris Sanders
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Cosa potevo aspettarmi da un film su vichinghi e draghi? Niente di buono, in effetti. E invece vengo estasiato da un cartone DreamWorks davvero piacevole e divertente, non banale. La storia di Hiccup, unico vero nerd nel suo villaggio di vichinghi, che colpisce per sbaglio quello che il suo popolo ritiene essere il drago più feroce che esista. Peccato che, una volta avvicinato, si dimostrerà mansueto come un cagnolino (dotato di ali e che spara con la bocca...).
Ovviamente la collaborazione uomo-drago si dimostrerà estremamente efficace e proficua, tanto da salvare lo sterminio dei draghi e far diventare - ovvio - Hiccup il più figo del villaggio, con tanto di ragazzina al seguito e padre fiero come non mai.
Nonostante certi passaggi obbligati da cartone animato (percorso di formazione, riscatto sociale e famigliare), il film mi ha colpito per la sua simpatia e leggerezza. Idea vincente quella dei draghi, che da sempre affascinano il pubblico giovane, a cui questa volta, però, si aggiunge quasi un'anima collettiva. Il drago è a) ingiustamente perseguitato b) fondamentalmente buono e addomesticabile c) soggiogato da una creatura più in alto nella scala alimentare. Diventano simpatici quasi per forza.
Insomma, una pellicola davvero piacevole e divertente, non solo congeniale ai più piccoli!
Consigli: Da vedere quando si ha un po' di tempo libero, per rilassarsi e spegnere il cervello! Aiuta.
Parola chiave: Sdentato.




Ric

domenica 25 aprile 2010

Film 108 - Ogni cosa è illuminata

Cena e film con la mia adorata bionda del cuore Erika, per un tête-à-tête rilassante dopo una domenica pomeriggio ricca di nuovi incontri per nuove collaborazioni...! A breve alcune novità!!!


Film 108: "Ogni cosa è illuminata" (2005) di Liev Schreiber
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Erika
Pensieri: Liev Schreiber, attore americano al suo esordio alla regia (e alla sceneggiatura), dirige un film che è un gioiellino da guardare ed amare sottovoce. Non ci sono grida o schiamazzi, solo una storia raccontata con pacata tranquillità. Gioie e dolori nella riscoperta di una terra, l'Ucraina, lasciata dal nonno del protagonista Jonathan Safran Foer/Elijah Wood a causa delle persecuzioni agli ebrei. Sulla strada per Trachimbrod Jonathan, vegetariano con la fobia dei cani, riscopre suo nonno, sé stesso e la sua famiglia, rivoluzionando l'idea che se ne era fatto durante la vita.
Parte gasato il film, frena e spiazza nel finale, lasciando lo spettatore con un pugno fortissimo in pancia con non può non stordire per qualche ora. C'è la giusta dose di humor che spezza una storia macchiata di sangue in un Paese calpestato dal nazismo. Elijah Wood è bravo nella parte dell'ebreo maniaco del collezionismo, che imbusta qualsiasi cosa ritenga importante per arricchire la sua collezione a parete. Rimane sottotono per tutta la durata del film, recitando attentamente la sua parte. Più scanzonato e paradossale di riflesso, il personaggio di Alex interpretato da Eugene Hutz (cantante dei 'Gogol Bordello' che sono presenti all'inizio della pellicola), svalvolato imitatore alla buona della cultura hip-hop americana. Lui insieme a suo nonno formano la strana coppia, che nei momenti giusti, però, sa commuoversi per le verità venute a galla.
Bello, davvero un filmino indipendente ormai cult da vedere e rivedere, anche per non dimenticare. Ps. Il film è tratto dal libro "Ogni cosa è illuminata" di Jonathan Safran Foer.
Consigli: Seratina tranquilla in casa con un dopo cena 'illuminato'. Non deluderà!
Parola chiave: Augustine.




Ric

mercoledì 21 aprile 2010

Film 107 - Una proposta per dire sì

Amy! Amy! Amy! AMY!!!!! Siccome la amo, non posso non vedere ogni suo film!


Film 107: "Una proposta per dire sì" (2010) di Anand Tucker
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Potrà Amy da sola (e non con l'ausilio di Meryl Streep) sbancare il botteghino con una commedia romantica? No. Sbancare effettivamente è compito meno arduo ultimamente, ma comunque non sempre possibile. Amy è attrice di grido (sì, il mio), ma non una radunatrice di folle. Questo "Leap Year" (anno bisestile in inglese, inutile trastullarsi sull'incapacità di tradurre decentemente i titoli dei film in Italia) non è andato per nulla in negativo, sia chiaro, ma non è stato nemmeno un successo clamoroso. Perchè?
Ora, nessuno vuole rigirare il coltello, ma mi tocca ripetere che Amy non è ancora così stra-famosa da potersi permettere un film con un coprotagonista semi sconosciuto (più di lei) come spalla. Chi è Matthew Goode? Ce lo ricordiamo tutti in "Match Point" che fa lo sciupafemmine e poi... E poi basta. Per carità, da qualche parte bisogna pur cominciare, ma non si può proprio mandare allo sbaraglio una pellicola. Anche perchè, e qui siamo al secondo coltello, questo film non ha una gran sceneggiatura... L'idea di partenza delle commedie romantiche di utlima generazione sembra sempre una figata. Peccato che rimanga tale: un'idea (e quasi mai una figata...).
Idem qui, dove non si sviluppa che superficialmente la trovata del 29 febbraio come unica data possibile (in Irlanda) perchè la donna proponga al suo uomo di sposarlo. Le gag (ma lo sappiamo tutti cosa vuol dire 'gag'?! No perchè ultimamente mi pare di essere circondato da gente che ne ignora il significato letterale...) proposte non sono né originali né divertenti e scivolano via col passare del tempo lasciando lo spettatore con un bisogno spasmodico di una battuta che sia simpatica e non contenga 125 mila tonnellate di zucchero da innamorati.
Lo ammetto, questa pellicola non mi ha soddisfatto, ne ho un buon ricordo solo perchè ho potuto finalmente rivedere Amy in un film (e senza la tonaca). Tra l'altro l'attrice è incinta del primo figlio dall'attore Darren Le Gallo (anche se devo ancora capire in cosa abbia recitato di individuabile perchè lo si possa definire attore... Un po' come da noi che appena una fa la figurante numero 427 nella soap del pomeriggio che ha picchi di 41 mila spettatori ogni anno viene subito definita attrice anche su Wikipedia. Mah.).
Consigli: Se volete proporvi il 29 febbraio al vostro fidanzato, dovrete attendere il 2012. Siccome non si sa nemmeno se ci saremo nel 2012, sarebbe meglio evitare certe stupidaggini e godersi la vita!
Parola chiave: Mi vuoi sposare?




Ric

martedì 20 aprile 2010

Film 106 - La ragazza del lago

Ne avevo sentito parlare alcuni anni fa e mi ero perso il film al cinema. Finalmente, acquistato il dvd, mi sono deciso a vederlo.


Film 106: "La ragazza del lago" (2007) di Andrea Molaioli
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Comincia facendoci credere di essere talmente scontato che già abbiamo indovinato come andrà. Ma no, per carità, non è una fiction Rai, è un film e, per una volta, un film italiano che racconta una bella storia. Non un omicidio alla 'Carabinieri', ma un giallo da risolvere addentrandosi nei meandri di una comunità del Friuli.
Interessante esperimento del nostro cinema, "La ragazza del lago" propone un bravo Toni Servillo nella parte del Commissario Sanzio, uomo duro fuori, ma con sentimenti dentro. Una figlia difficile e una moglie dalla malattia degenerativa sapranno sciogliere il guscio creatosi durante i tanti anni di servizio. Sarà proprio Sanzio/Servillo per tutto il film l'unico grande protagonista, con interrogatori e deduzioni, ricerca di indizi e conclusioni che porteranno a rintracciare il colpevole dell'omicidio della bella Anna Nadal/Alessia Piovan.
Non brilla al 100% di originalità questa pellicola, ma sicuramente risulta ben realizzata, specialmente se si considera che rappresenta l'esordio del suo regista. Oltre a location suggestive (il lago ricorda un po' "Brokeback Mountain") e la buona sceneggiatura, anche il cast sembra essere azzeccato, Golino in primis. Nonostante la piccolissima parte quasi cameo, rimane impressa la sua interpretazione posata, quasi soffocata da un dolore che non si può nominare. Bravissima, davvero. Ovviamente lei e Servillo insieme fanno scintille.
Uniche pecche il dialetto di alcuni (ma caratterizza meglio i personaggi, solo che a volte non si capisce bene...) e la solita tendenza di molti attori italiani a recitare come nelle soap. Non mi associo ad un luogo comune, trovo solo che parlare ansimando non sia naturale né verosimile.
Sicuramente una buona prova di cinema made in Italy, giustamente premiato con 10 David di Donatello, il premio più inutile che c'è. Se poteva servire una prova a dimostrarlo, anche qui ci è servita su un piatto d'argento: due dei dieci premi sono andati a Molaioli, Migliore Regista Esordiente e Migliore Regista. Del resto, in una delle edizioni, pioveva sul palco dal soffitto...
Consigli: Raro esempio di cinema italiano che mi è piaciuto e che consiglio caldamente. Bellissime le musiche di Teho Teardo.
Parola chiave: Bambino.




Ric

domenica 18 aprile 2010

Film 105 - A Christmas Carol

Con il mio solito tempismo, ho visto un film dedicato al Natale. E a tratti mi sono pure addormentato... No bene.


Film 105: "A Christmas Carol" (2009) di Robert Zemeckis
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: "A Christmas Carol" fa parte di quei film di Zemeckis che, una volta terminati, ti lasciando quel senso di insoddisfazione. Hai l'impressione che, in effetti, non sia successo nulla durante tutta la storia. Ma perchè, perchè, perchè, Peppina?!
Questa sensazione l'ho avuta la prima volta guardando "Polar Express", dove il tempo del racconto è breve e succedono tante piccole cose che, insieme, non soddisfano tanto da 'rendere sazio' chi guarda. Manca qualcosa, insomma. Idem per "La leggenda di Beowulf" (che film strano...) e, in certi versi anche per "Cast Away" e "Contact". Tranne l'ultimo, nessuno di questi è stato un film che non mi sia piaciuto affatto. Solo mi sembrava sempre che dovesse esserci dell'altro, che il cerchio si richiudesse troppo in fretta.
Qui è uguale. Si parte speranzosi di avventure magiche accompagnati dai tre fantasmi del Natale, mentre, invece, alla fine il 'giro turistico' nella vita di Scrooge non è soddisfacente quanto si potesse sperare. Non che sia brutto, ripeto, ma non convince al 100%.
Molti i momenti morti, tra l'altro, dedicati tutti all'espressione di un determinato particolare che prende spazio nella storia in maniera esorbitante. Così lo Scrooge che deve lasciare una monetina al becchino, il fantasma del socio in affari morto che ritorna a far visita al vecchio, il fantasma del Natale Passato e la sua voce bisbigliosa, il fantasma del Natale Presente e la risalta infinita.
Di buono c'è da dire che Zemeckis è stato ed è uno dei pionieri dell'utilizzo della computer grafica e ad oggi è forse colui che più crede nella possibilità di utilizzare attori veri per creare alter ego fittizi capaci di sostenere il corso di un intero film senza cedere al ridicolo o scivolare nell'avvilimento della categoria attoriale. Forse, però, il regista-sceneggiatore-produttore, dovrebbe ricordarsi che non basta accontentare la vista con spettacolari immagini irrealizzabili altrimenti senza il pc, ma bisogna ricordarsi di aggiungere una storia che valga la pena di essere raccontata.
Per concludere: Jim Carrey rende le sue smorfie caratteristiche (vedi "Colpo di fulmine: il mago della truffa") divertenti anche in versione computer grafica. Riconoscibili anche gli altri attori: Bob Hoskins e Colin Firth in primis, un po' meno facili da individuare Robin Wright (già in "La leggenda di Beowulf" per Zemeckis) e Gary Oldman.
Consigli: Anche se era uscito un 3D, a mio parere non ce ne sarebbe stato davvero bisogno. Ultimamente si punta un po' troppo sullo 'speciale' e un po' troppo poco sulle basi caratteristiche di un qualsiasi genere di film.
Parola chiave: Solitudine.




Ric

mercoledì 14 aprile 2010

Film 104 - Fragile virtù

Con Gloria giovedì siamo stati ad una retrospettiva su uno dei più grandi registi di tutti i tempi! Al cinema Europa (via Pietralata, 55/a, Bologna) per i prossimi due giovedì proietteranno altri due suoi film, capolavori senza tempo. Consiglio a tutti di non perdersi l'evento!


Film 104: "Fragile virtù" (1928) di Alfred Hitchcock
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Gloria
Pensieri: Tralasciando la noiosissima introduzione degli organizzatori, io e Gloria scopriamo in loco (tanto è Hitchcock, sarà bello per forza) che il film in questione è MUTO. Ripeto: muto.
Se consideriamo che venivo da una giornatina lavorativa da 7 ore in piedi con chiusura negozio alle ore 20.10 (inizio spettacolo ore 20, ma la proiezione è cominciata solo 50 minuti dopo) e pure Gloria non era proprio fresca come una rosa, possiamo dire che la notizia ci ha di primo acchito quantomeno destabilizzato.
Ammetto anche, per quanto mi riguarda, che non ho sempre avuto l'occhio aperto e vigile, ma ho dovuto combattere a più riprese contro il sonno che tentava di strapparmi alla visione. Nonostante questo sono riuscito a vedere il film per intero e senza perdere mai una didascalia, tanto ce n'era più o meno una ogni 10 minuti.
Inutile dire che la gestualità degli attori è caricata all'ennesima potenza per rendere attraverso gesti o sguardi quello che la parola non può dire. La storia, ai giorni nostri, è trita e ritrita, ma per l'epoca sicuramente era una semi novità. Lei e lui si incontrano e amano all'istante, lui la porta dei suoi, ma con la suocera non si va d'accordo. Nasce il sospetto che la ragazza nasconda qualcosa (e noi sappiamo cosa) e non si avrà pace finché non verrà fuori. Il dramma è servito.
Purtroppo, ormai forgiato indelebilmente dagli anni 2000, fatico a subirmi quasi 60 minuti di musica con pianola mentre guardo immagini silenziose. Forse preferirei il silenzio di una sala che attende di sapere come si scioglierà l'intreccio della storia. E, invece, ho sofferto un po' la mia condizione 'spettatore al concerto di musica sintetica' che, riferita alle immagini, non centra veramente nulla.
Il film è carino, ma non mi ha convinto del tutto. I prossimi appuntamenti hitchcockiani saranno sicuramente più interessanti: mi attendono "Rebecca, la prima moglie" e "Gli uccelli". Ah, dimenticavo:La rassegna si chiama "Hitchcock. Il Volto e la Cosa".
Consigli: L'audio non serve...
Parola chiave: Pittore.




Ric

lunedì 12 aprile 2010

Film 103 - Valentino - L'ultimo imperatore

'Scrivere di cinema - Premio Alberto Farassino, edizione 2010' - In concorso

Un altro documentario per la mia collezione, questa volta giunto tramite la mia amica milanese Serena, nonché fashion icon di Zola Predosa e dintorni...


Film 103: "Valentino - L'ultimo imperatore" (2008) di Matt Tyrnauer
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano, inglese
Compagnia: Serena
Pensieri: Lo stilista e fashion icon Valentino (Garavani) consacrato anche al cinematografo con ossequiosa riverenza di chiunque lo circondi.
Pazzesca escalation di follia da inchino ed immotivata prostrazione nonostante le evidenti bizzarrie cui lo stilista ha abituato il suo staff. Sicuramente mito della moda, classica sapienza dell'abbigliamento fashion e di gusto, scivola clamorosamente su egocentrismo ed esaltazione di sé medesimo con picchi da isteria pre-mestruo.
Sono rimasto senza parole per aver udito discorsi come 'devono prostrarsi ai miei piedi' e, francamente, la delusione di aver dovuto umanizzare un mito non ha giovato alla visione del film. Di per sé i documentari mi piacciono e questo pure, ma non mi è piaciuta la mancanza di creatività e arte che mi aspettavo da un reportage sulla Moda. Chi è Valentino lo stilista? Come funziona il suo lavoro? Cosa succede quando si trova davanti ad un foglio bianco, la matita in mano? A nessuna di queste domande è data risposta.
In questa pellicola di Matt Tyrnauer c'è soprattutto una cosa: un passepartout. Per cosa? La vita privata (leggere 'sentimentale') di un uomo che per decenni è stato sulla bocca di tutti mantenendo il massimo riserbo. Chi è dunque Valentino uomo? Purtroppo non chi mi aspettavo. E' un signore abbronzato, molto consapevole del suo potere e della sua influenza, capriccioso e isterico monopolizzatore dell'attenzione, e che richiede paziente collaborazione. L'idea finale, e qui sta la mia delusione, non è quella di un genio creativo al lavoro, ma di una capricciosa personalità abituata a vivere seguendo il diktat 'Valentino is above controll'.
A mio avviso, il problema principale è che qui si celebra l'uomo, ma non la sua arte o la sua storia. Può essere interessante anche l'aspetto umano (in un basso senso del termine, purtroppo), ma avrei davvero voluto vedere e conoscere più nel dettaglio la storia e i percorsi che hanno reso questa figura una delle più influenti voci della Moda mondiale.
Valentino ridotto a un capriccio. Ovviamente rosso.
Consigli: Da vedere per gli appassionati di Moda, chi studia o vuol capire il mestiere. L'ambiente è ben reso, la reverenzialità pare l'unica caratteristica da tenere in considerazione. Prendere nota.
Parola chiave: Haute couture.




Ric

domenica 11 aprile 2010

Film 102 - Food, Inc.

Candidato agli ultimi Oscar, ma risultato perdente, il titolo mi aveva colpito tra i vari nominati della cotegoria 'Best Documentary, Features'. E allora ho deciso di vederlo. In inglese e non sottotitolato. E qualcosa l'ho capita...


Film 102: "Food, Inc." (2008) di Robert Kenner
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Crudo e senza pietà per lo spettatore, la mia fortuna è stata non capire al 100% tutte le parole usate. Ma questo documentario è potente e meno ruffiano di quelli di Michael Moore, anche se evidentemente il regista e sceneggiatore Kenner ha avuto meno successo e richiamo di pubblico. Dubito che in Italia vedremo mai questo "Food, Inc.", molto simile per tematiche al "Super Size Me" di Morgan Spurlock, ma meno dannoso dal punto di vista della salute per il suo protagonista. Quello che sta male, qui, è lo spirito! Mamma mia che viaggio intenso nel profondo abisso, quasi inferno, della catena alimentare americana. Un perverso meccanismo di supremazia umana su quella animale, che impedisce alle vittime o futuri pasti di - addirittura! - godere della luce diretta del sole. O di crescere secondo ritmi naturali. O di mangiare alimenti naturalmente sani e adatti. O, più di tutto, di morire degnamente.
Io non sono vegetariano, ma ho davvero sofferto alla vista delle immagini rubate dagli allevamenti delle multinazionali che obbligano i proprietari degli stabilimenti locali a seguire regole fuori dalla minima decenza, ammassando il bestiame in angusti 'contenitori' bui dove faticano a crescere, si ammalano per le polveri o nascono con malformazioni.
Altrettanto orrende le immagini dei maiali che vengono uccisi schiacciati da un muro che li stritola fino alla morte. Le urla sono allucinanti.
Ovviamente questo documentario non è stato concepito per allarmare o spaventare, ma educare a comportamenti quantomeno sensati nei confronti di bestie da noi allevate col solo scopo di divenire cibo.
Da spettatore europeo, devo ammettere, ho subito meno l'allarme suscitato dalle immagini, ma rimane comunque difficile restare indifferenti. E' vero, che il McDonald non serva il meglio del meglio lo sappiamo già da tempo. Manca, però, l'educazione o l'indignazione per far cambiare le cose. Se il cibo spazzatura è buono allora va bene così. Il problema, però, è che per certe schifezze che ci propinano come fresche o sane, c'è chi ne paga un prezzo altissimo. Un caso tra tutti, quello del piccolo Kevin, ucciso in 12 giorni dalla salmonellosi.
Fa male questo documentario, va dritto al cuore della questione e centra il bersaglio, perchè lo spettatore non può che continuare a pensare alle questioni sollevate dalla pellicola. Sta solo a noi capire quanto ci interessa approfondire e quanto, invece, rimanere all'oscuro.
Consigli: Preparatevi. Non a caso la tagline del film è 'You'll never look at dinner the same way again' (non vedrete mai più la cena allo stesso modo).
Parola chiave: Kevin's Law.




Ric

sabato 10 aprile 2010

Film 101 - Appuntamento con l'amore

Per chi avesse passato un San Valentino orrendo, faticoso (come il mio a fare l'inventario) o semplicemente insoddisfacente, ecco la soluzione ricca di glucosio che ci propongono dall'America!


Film 101: "Appuntamento con l'amore" (2010) di Garry Marshall
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Un film sull'amore può essere un film che vive di tecnica? O di grandi nomi? Oppure, rigirando la domanda: di cose si nutre un film sull'amore?
Questo "Appuntamento con l'amore", di rosa, battute smielose e baci ce ne mette in quantità e, nonostante il tutto ben condito da attoroni che pretendono di essere star, non riesce a rimanere impresso per il suo lato romantico. Per quanto io sia fan della commedia, lo sono un po' meno di quella romantica, specialmente perchè ultimamente si spacciano tante pellicole americane come 'commedie' quando raramente il genere si addice davvero al particolare film.
Inoltre, in questo caso specifico, la regina indiscussa della commedia romantica c'è, ma non si vede. Julia Roberts che parte ha? Una che, se non fosse che a) è lei e che b) si riscatta nel finale, non sarebbe stato necessario inserire nel copione. Io non amo Julia, chi segue il blog lo sa, ma negli anni '90 era sinonimo di piacevole divertissement mentre qui è confinata in un angolo, quasi non avesse voglia di impegnarsi troppo o volesse effettivamente passare il testimone alla nipote Emma. Ma, a mio parere, non è a Emma Roberts che andrà effettivamente lo scettro di futura regina della commedia sdolcinata. Ho due proposte per il futuro e una di queste è presente nel film di Marshall: Anne Hathaway. L'altra è Katherine Heigl, ma lei ha altri film in uscita e vedremo se effettivamente saprà farsi valere.
Comunque, come spesso accade per film corali in cui è il nome dell'attore che conta e non la sceneggiatura (inutile parlare di interpretazione in questi casi), il risultato è molto confuso e poco riuscito. Qui siamo mooooooooolto confusi, ma alla fine non è neanche così male considerando che è sempre la solita minestra riscaldata. Una grande pecca, forse, sono le innumerevoli storie che si incrociano. Carina quella degli anziani, bruttina quella degli adolescenti (ma arrapati per forza??), orrenda quella della portavoce dello sportivo gay.
Come si capisce anche solo da questo accenno neanche troppo approfondito, le categorie umane ci sono tutte, tanto per non voler lasciar fuori neanche uno degli spettatori che in sala lo hanno visto. In America, effettivamente, ha spopolato, da noi meno, sicuramente svantaggiato dalla collocazione fuori San Valentino che, invece, per gli USA è stata necessaria se non fondamentale (il titolo originale è "Valentine's Day").
In sostanza direi: assolutamente indifferente, da vedere o non vedere a seconda dell'umore o del gradimento di genere. Non vi sconvolgerà, non vi peggiorerà la giornata.
Ps. Il cast, oltre che essere particolarmente corposo, ha quasi esclusivamente nomi conosciutissimi: Jessica Alba, Kathy Bates, Jessica Biel, Bradley Cooper, Eric Dane, Patrick Dempsey, Héctor Elizondo, Jamie Foxx, Jennifer Garner, Topher Grace, Anne Hathaway, Ashton Kutcher, Queen Latifah, Taylor Lautner, George Lopez, Shirley MacLaine, Emma Roberts, Julia Roberts, Taylor Swift, Carter Jenkins e Joe Mantegna.
Consigli: Da guardare con davanti un bel po' di patatine o pop corn. C'è bisogno di salato per un film così dolce!
Parola chiave: S. Valentino.




Ric

mercoledì 7 aprile 2010

Film 100 - Colpo di fulmine: il mago della truffa

E ci siamo arrivati, FINALMENTE!!! La centesima recensione è qui!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Per festeggiare, un po' di novità!
Il film n°100 l'ho visto in ANTEPRIMA NAZIONALE (se la fanno a Bologna non è un buon segno...) al cinema Oden giovedì 1° aprile. Ed è anche il primo film per cui ho preso appunti sulla nuovissima agenda che la Sini mi ha regalato pro recensioni blog! Ecco la prima persona che ha investito un piccolo capitale per la causa HollywoodCiak! Ho uno sponsor?


Film 100: "Colpo di fulmine: il mago della truffa" (2009) di Glenn Ficarra, John Requa
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Ale
Pensieri: Non posso non cominciare a parlare di questo film senza tirare subito fuori la questione del titolo: "I Love You Phillip Morris" non si può in alcun modo tradurre con questa cazzata che ricorda solo il programma tv di Italia1 targato anni '90. Io mi RIFIUTO. Questa è palese censura, perfino mio padre voleva andarlo a vedere credendo che fosse una roba tipo azione-poliziesco. Ma gente, sveglia!!! No, questo film è gay ovunque! Ma perchè solo in Italia si cambiano i titoli ai film? Mi ripeterò, ma non è mai chiaro abbastanza, evidentemente: se uno sceneggiatore sceglie un titolo per la sua opera, quello DEVE rimanere! Non si cambia il titolo alla 'Divina Commedia', no? Boh, sono sempre di più senza parole. E poi la censura in Italia non c'è...
Comunque in questo film ho trovato la recitazione di Jim Carrey funzionale al personaggio sopra le righe. Le smorfie che un tempo appartenevano a "The mask - da zero a mito" (e anche su questo titolo ce ne sarebbe da dire...) oggi sono sul viso decisamente invecchiato del super-checca Steven Russell, che nella vita, dopo la sua dichiarazione gay a moglie e figlia, ha deciso di dedicarsi al lusso più sfrenato. Ma come fare, se la vita omosex costa tanto cara? Si truffa. L'escamotage è divertente, il film sorprende e piace nel primo tempo, sbanda nel secondo e fa sbadigliare un po'. Sicuramente è un film dai toni surreali e decisamente non è convenzionale. In molti momenti mi ha ricordato chiaramente alcuni film di Carrey, come "Bugiardo bugiardo" e "Dick e Jane - operazione furto", ma anche il "Prova a prendermi" con DiCaprio o il recente "L'uomo che fissa le capre" con Glooney e McGregor. Lo stesso McGregor che qui interpreta un ruolo so so gay! Sembra uno dei Village People con quell'orecchino. E' maledettamente anni '80 secondo me.
Per il resto, comunque, non mi ha particolarmente sorpreso o lasciato soddisfatto. All'uscita del cinema Claudio mi ha suggerito di scrivere nel blog che questo film faceva schifo. A me, personalmente, non ha proprio schifato perchè certe battute o gag le ho trovate divertenti, però sicuramente mi aspettavo qualcosa di più frizzante e glitterato, colorato e arcobaleno. Invece rimangono solo poche cose alla fine del film: gay = spendaccione; i soldi comprano la serenità altrui; in prigione si vive di 'servizietti'.
In sintesi direi godibile, qualche punto in più solo perchè sono entrato gratis. Altrimenti, forse, sarei stato un po' più negativo...
Ps. Ovviamente posto il trailer inglese, perchè in quello italiano sembra una commedia per famiglie...
Consigli: Non è il grande ritorno di Carrey. Per gli appassionati della sua mimica facciale questo sarà un veloce tuffo nel passato, senza toccare mai i picchi di comicità, però, cui ci aveva abituati. Ma una cosa sorprende: è una storia vera!
Parola chiave: Prigione.




Ric

Film 99 - I segreti di Brokeback Mountain

L'ultimo film prima di passare al conteggio a tre cifre è uno dei capolavori del cinema contemporaneo. E non potevo che vederlo con alcuni dei miei più cari amici!


Film 99: "I segreti di Brokeback Mountain" (2005) di Ang Lee
Visto: dal nuovissimo tv di Beatreccy
Lingua: italiano
Compagnia: Il Club del Thé (Bea, Ale, Fra, Sara, Clà, Alice, Gian, Nora)
Pensieri: Visto, rivisto e stra visto, ma questo film non stanca mai. Bellissimo, emozionante e toccante, colloca la storia di una coppia gay che non può essere davvero coppia in un'epoca, la nostra, in cui si tenta a fatica di stabilire una quantomeno minima parità tra eterosessuali e tutti gli altri. Il tempo del racconto, invece, non permette ai due (bravissimi) protagonisti di vivere in modo sereno una vita e una storia d'amore che sorpassa distanze e difficoltà.
Se in origine c'erano numerosi dubbi sulla qualità che questo film avrebbe presentato, una volta girato al cinema, pubblico e critica ne hanno decretato una clamorosa vittoria. Solo in America l'incasso è stato di $83,025,853 che, per un film a strettissima tematica omosessuale è stata una vera conquista! Ma dove sta il vero potere di questo film? Secondo il mio modestissimo parere le astuzie (se vogliamo definirle così) sono molteplici. Innanzitutto i due protagonisti sono cow-boy. Dite quello che volete, che fa strano vedere due duri che limonano, ma secondo me all'etero medio fa più strano vedere due (me lo concedete?) checche che fanno le isteriche. Io dico la mia, per carità, e sempre con rispetto parlando. Non si offenda nessuno.
Proseguendo direi che un'altra grande mossa è stata quella di non esagerare troppo. I baci ci sono, la passione c'è, il sentimento scorre a fiumi, ma non è mai troppo, non si calca la mano, non si fa propaganda, non si denuncia qualcosa. Si racconta semplicemente l'amore. Che l'amore sia etero o gay non ci frega. Come dovrebbe SEMPRE essere. E, infatti, a dimostrazione di ciò, abbiamo questa bellissima pellicola.
Infine, la mossa migliore: scritturare SOLO attori bravi. Lo so perfettamente che questo punto è il più complesso, ma credo che qui come in molti altri casi, il cast abbia fatto la differenza. All'epoca sicuramente né Heath Ledger né Jake Gyllenhaal erano famosi quanto lo sono ora. Stavano ancora cercando una dimensione, un ruolo che li elevasse ad attori capaci di attirare masse al cinema. Ecco i ruoli perfetti! E poi, nei ruoli secondari, la rinata Michelle Williams, che dopo "Dawson's Creek" manda affanculo Dawson e si mette con Heath (chiamala scema!); Anne Hathaway che mostra perfino il seno!; Anna Faris che di solito recita in ruoli scemi ("La coniglietta di casa" e i 4 "Scary Movie") e Linda Cardellini, vista nei due "Scooby-Doo" e in tv nel cast di "E.R. - medici in prima linea".
Tutti questi elementi combinati insieme sono, secondo me, la colonna portante di questo film, scarno di battute (sono la fotocopia dei dialoghi del libro di Annie Proulx, 52 pagine scritte a carattere grandezza 22...) e ricchissimo di paesaggi senza fine. Con il tocco raffinato e mai banale del regista taiwanese Ang Lee, le musiche del bravissimo compositore argentino Gustavo Santaolalla (due Oscar in due anni) e la sceneggiatura ad arte Larry McMurtry e Diana Ossana, questo film è riuscito a stregare il mio cuore, a farmi piangere come una fontana (tutte le volte che vedo l'ultima scena è un momento di crisi mistica) e ha reso in maniera assolutamente non banale, al di fuori di ogni cliché, la storia d'amore tra due uomini gay. Bellissimo e toccante. Un capolavoro. Ps. Otto nomination agli Oscar del 2006, tra cui tre per gli attori (Ledger, Gyllenhaal e Williams), una per il film e una alla fotografia. Vince la statuetta nelle categorie regia, sceneggiatura non originale e colonna sonora. Grandissima indignazione, quell'anno, per la vincita, a sorpresa, come miglior film del "Crash di Paul Haggis.
Consigli: Romantico, ispirato e commovente, un film che non può non essere visto almeno una volta nella vita. Può piacere o meno, divide, ma porta alla luce la necessità di lasciare che l'amore sia libero per tutti.
Parola chiave: Pesca.




Ric

martedì 6 aprile 2010

Film 98 - Il mistero di Sleepy Hollow

Essendo uno dei miei preferiti, ogni tanto tiro fuori il dvd e mi guardo con gusto questo bellissimo film!


Film 98: "Il mistero di Sleepy Hollow " (1999) di Tim Burton
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Ale
Pensieri: Uno dei miei film preferiti, non solo di Burton, ma del cinema in generale. Carico di tensione dark e gotiche visioni paesaggistiche, si avvicina moltissimo all'idea che avevo della delusione, sempre burtoniana, di "Alice in Wonderland".
Ricordo ancora la prima volta che lo vidi: di corsa in sala al Fulgor di via Montegrappa, io, Claudia e Gian arriviamo a film già iniziato. Che è successo? L'ispettore Depp/Ichabod Crane viaggia in carrozza verso un paesino sperduto. Perchè? Scopriamo che, a Sleepy Hollow, le teste dei paesani cadono come frutti maturi da un albero. Per colpa di chi, direbbe Zucchero? Si ipotizza un Cavaliere senza testa. Ma Depp, poliziotto nonché scienziato all'avanguardia, non crede alle storielle, ma alla verità evidenziata dalle prove. Se non fosse che "CSI" è venuto dopo, si potrebbe dire che ci siano cascati anche qui. Tra provette, riesumazioni, decapitazioni e alberi della morte, questo film di Burton esprime il suo potenziale al meglio. La plastilina di "Nightmare Before Christmas" rivive appuntita nella foresta del villaggio, cupa e ostile come in pochi altri film. L'oscurità regna sovrana; dubbio, fanatismo, mistero, occultazione e potere si insidiano nelle ombre delle case che proietta la luna.
In tutto questo riesce comunque a fiorire un amore e un'amicizia, tra Depp e a) Christina Ricci/Katrina Van Tassel il primo, con B) Marc Pickering/giovane Masbath la seconda. Tra l'altro è un peccato che la Ricci sia da molto tempo una outsider del cinema americano e che, nonostante i grandi successi della giovane età, ormai fatichi ad imporsi al cinema. L'ho sempre considerata un'attrice di talento e molto versatile, qualità che anche qui sa dimostrare ampiamente: nonostante l'evidente non convenzionale bellezza, sa trasformarsi in femme fatale graziosa e intelligente, bastone del fifonissimo Depp/Crane.
Altra nota positiva è sicuramente la grandissima Miranda Richardson, attrice di grande livello, non famosa alle masse, che, con la sua interpretazione in questa pellicola, riesce sempre a stupirmi per quanto non banale o convenzionale abbia reso il suo personaggio (e si poteva ben cadere nello stra-già-visto). Curiosità legata anche alla Richardson: come lei, gli attori Michael Gambon e Richard Griffiths, che partecipano a questo film, ricoprono ruoli all'interno della saga Potteriana (li troviamo tutti e tre in "Harry Potter e il calice di fuoco").
A mio avviso, insomma, questo è uno di quei film che, per chi ama Burton, non può non essere visto. Moltissima della sua visionaria concezione filmica è presenta in questa pellicola e si rimane affascinati da quello che è riuscito a creare.
Ps. Tre nomination agli Oscar del 2000, tra cui costumi e fotografia e una statuetta vinta per le scenografie (davvero meritata!).
Consigli: Vedere e rivedere sempre! Bellissimo.
Parola chiave: 4 cadaveri in 5 tombe.




Ric

sabato 3 aprile 2010

Film 97 - Legion

Lo ammetto: non sapevamo cosa guardare...


Film 97: "Legion" (2010) di Scott Stewart
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Ale
Pensieri: Non spenderò troppe parole su questo film davvero indecente.
A) Non c'è una trama. Come per molti film ambientati in un unico set, si rischia di lasciare allo spettatore la sensazione che in realtà non sia successo niente durante lo svolgimento della storia. Qui sicuramente c'è anche da tener conto del fatto che non c'è una trama...
B) Le frasi da filmone apocalittico sono talmente abusate che risultano infinitamente ridicole.
C) E' evidente, ormai, che un film con Dennis Quaid è sinonimo di cazzata allo stato puro.
D) La scena (anche nel trailer) con la vecchietta free climber è una cosa ridicola, fa ridere per quanto stona perfino in questo contesto.
E) La conclusione con il dio capriccioso, furbetto e manipolatore è indigesta perfino a chi non ha fede. Che lo sceneggiatore abbia un po' esagerato?
Conclusione: un film d'azione in cui la cosa più adrenalinica proposta (tra un deserto di sabbia e il mutismo dei protagonisti) è il parto del novello Gesù in 35 secondi. Non ci siamo...
Consigli: Lasciam perdere va là.
Parola chiave: Gelataio.




Ric

giovedì 1 aprile 2010

Film 96 - E' complicato

Lo attendevo da mesi! Anzi, per l'esattezza LA attendevo da mesi... Chi? Ma ovviamente Meryl! Per lei ho stressato a morte Luca che, alla fine, è venuto a vederlo senza bidonare all'ultimo come suo solito!


Film 96: "E' complicato" (2009) di Nancy Meyers
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Ale, Luca
Pensieri: Che cosa ci può essere di più complicato di una storia d'amore? Con un uomo sposato. Con un uomo sposato che è anche il tuo ex marito. Con il tuo ex marito che ora è il tuo amante. Che casino.
E' stata brava Nancy Meyers, anche stavolta ha ricamato sopra alla consuetudine amorosa aggiungendo quel suo tocco glam a tutti i costi e un cast di attori che si arruffianano anche il Papa. Furba perchè non si arrischia mai in qualcosa di nuovo, ma abilissima a intraprendere strade che altri prima di lei avevano ignorato. Del resto è colei che a scritto film come "Soldato Giulia agli ordini", "Baby Boom", "Tutto può succedere", "L'amore non va in vacanza" e diretto (oltre agli ultimi due) "What Women Want". E' un po' la sorellastra di Nora Ephron, se vogliamo.
E cosa ha legato queste due donne registe e sceneggiatrici nel 2009? Un'altra fantastica donna: Meryl Streep. Senza dilungarci troppo: 16 nomination all'Oscar e due vinti, ma da troppo tempo in attesa del terzo nonostante certe interpretazioni da brivido. E come lo capisci che sta donna è brava? Forse anche da film come questi. Di commediole ne vediamo tutti i giorni passare al cinema. Questa, come dicevo, non presenta guizzi di genialità imprevista, ma si basa, soprattutto, sulle interpretazioni dei protagonisti. Se la commedia è considerata un genere minore, allora diciamo che Meryl è una per tutti i generi, con una mimica pazzesca ed espressioni facciali che la vorrei vedere con Jim Carrey! Fantastica, davvero un piacere da guardare! La potenza della sua recitazione è tale da valere da sola il biglietto. Ancora non so se stupirmi o prostrarmi davanti ad una donna che passa da film come (solo negli ultimi 2 anni) "Mamma mia!" a "Il dubbio", da "Julie & Julia" a "E' complicato". Non c'è situazione che non sappia rendere, non c'è personaggio che non possa interpretare. Sto dicendo solo ovvietà? Forse, ma Meryl l'elogio se lo merita sempre.
Tornando più in generale al film, direi carino, divertente per alcune battute top (key words: troia e sperma) e comunque piacevole per tutta la durata. Nonostante le parole chiave un po' volgari, il film non sfocia mai nel grottesco o fuori luogo, ma, anzi, propone gag che, se me lo concedete, hanno sempre un'ottica molto femminile. Carine anche le situazioni con le amiche (una è la vera moglie di Tom Hanks) che ricordano molto le chiacchierate di Carrie & Co. in "Sex and the City" (che stiamo tutti aspettando per il mese prossimo!).
Unica vera pecca un Alec Baldwin decisamente fuori forma a cui hanno affibbiato una parte molto senza vestiti... Me la risparmiavo volentieri.
Comunque il trio Streep-Baldwin-Martin è decisamente ben assortito e, anche se mai me li sarei immaginati insieme, effettivamente mi sono piaciuti!
Consigli: Da vedere assolutamente! E rigorosamente in compagnia.
Parola chiave: Divorzio.




Ric