venerdì 2 gennaio 2015

Film 846 - Magic in the Moonlight

E' inutile, quando esce un suo film sento sempre il desiderio di vederlo subito!

Film 846: "Magic in the Moonlight" (2014) di Woody Allen
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Stanley/Colin Firth, illusionista ingaggiato per smascherare la giovane sensitiva Sophie/Emma Stone, finirà per sgretolare le sue granitiche certezze su occulto, magia e chiaroveggenza, fino a quando non ritroverà fede nelle sue convinzioni e, a dirla tutta, pure l'amore.
Altro non si può dire sulla trama dell'ultima fatica di Woody Allen perché altrimenti si rischia di rovinare tutta la sorpresa. Si può dire, invece, che dopo l'evidente scivolone qualitativo del terribile "To Rome with Love", con questa storia il grande regista riesce di nuovo a produrre qualcosa di piacevole. Non un capolavoro e di certo non ispirato quanto "Midnight in Paris" o "Match Point" - chiaramente si parla dei suoi lavori recenti -, ma anche questo "Magic in the Moonlight" ha i suoi buoni momenti, nonché un cast piuttosto ricco e la capacità di stuzzicare la curiosità dello spettatore grazie all'idea dello smascherare la ragazza.
Emma Stone non è certo la Cate Blanchett di "Blue Jasmine", ma riesce nell'intento di piacere e risultare simpatica, a volte anatroccolo a volte cigno, in un bilanciato incastro di tenerezza, intrigo e fascino. Dall'altra parte Firth è l'ennesima versione alternativa di Allen stesso (ormai sempre più dietro la telecamera), scettico e cinico che crede solo in ciò che vede e ciò che sa, educato a porsi domande e mettere in discussione tutto, eppure aperto a praticare strade che non conosce. Sarà anche per questo - e per l'amore, ovvio - che riuscirà a mettere in discussione tutto ciò in cui crede in virtù delle apparenti doti di Sophie. Come sempre Allen è bravo a contrapporre il razionale e ciò che non lo è, a porsi un sacco di domande e a mettere lo spettatore nella condizione di fare lo stesso. Nonostante il risultato sia nella media, più che clamoroso, è comunque piacevole lasciarsi trasportare e condurre durante la visione.
In definitiva direi che "Magic in the Moonlight" è più che mai un titolo "alla Allen" come solo il regista ci ha abituato di questi tempi. Nonostante il contenuto cambi, la confezione è sempre la stessa e, bisogna dirlo, il rischio è che se non piace quella, tutto il resto verrà clamorosamente scartato a priori. Io gradisco questi esperimenti fuori dal tempo e questo modo di fare cinema, ma mi rendo conto che non possa essere così per tutti. Eppure a questa pellicola si può dare una possibilità.
Ps. Bisognerebbe denunciare chi ha modificato in quel modo il viso della Stone nella locandina.
Box Office: $32.3 milioni
Consigli: Belle location nel sud della Francia e bella fotografia, storia carina e giochino intrigante dello stanare il trucco dell'impostore. Gli elementi buoni ci sono, ma bisogna tenere presente prima di iniziare a vederlo che questo è un film scritto e diretto da Woody Allen e che, quindi, sarà esattamente conforme al suo stile recente. Ergo se piace siete a cavallo, ma se non gradite è meglio lasciar stare fin da subito.
Parola chiave: Razionalità.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi