giovedì 8 gennaio 2015

Film 852 - Lo sciacallo - Nightcrawler

Ero molto curioso di vederlo, anche perché ero certo che sarebbe finito tra i possibili ad aggiudicarsi qualche nomination ai vari premi della stagione. Non mi sbagliavo...

Film 852: "Lo sciacallo - Nightcrawler" (2014) di Dan Gilroy
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Sebbene sia stato felice di rivedere Jake Gyllenhaal e Rene Russo sul grande schermo e - finalmente! - con un titolo in grado di suscitare interesse e addirittura finire al #1 del box office americano (con il piuttosto modesto incasso del primo weekend di $10.4 milioni), non posso comunque dire che la cosa sia bastata a farmi piacere "Nightcrawler", primo esperimento registico dello sceneggiatore Dan Gilroy (sue le storie e sceneggiature di "The Fall", "Real Steel", "The Bourne Legacy").
La storia, inquietante e molto cruda, vede Gyllenhaal (per questo ruolo candidato ai Golden Globes 2015) interpretare Lou Bloom, un disoccupato disposto a tutto pur di lavorare che, per un caso fortuito viene in contatto con il mondo del giornalismo incentrato su servizi di cronaca nera. La disperazione di quest'ultimo, combinata al "desiderio di sangue" (da mostrare in tv) della direttrice del network televisivo per cui Lou finirà per lavorare saranno il motore di questo prodotto, più che film quasi esperimento sociologico.
Infatti la trama si spinge molto oltre e arriva a mostrare ciò che l'assenza di un limite - personale, etico, morale - può arrivare a creare: Lou diventerà, sì, un talentuoso venditore di sé stesso e pure di grande successo, ma a discapito dei molti che avranno la sfortuna di incontrarlo.
Nel concreto: vale più la vita dello sconosciuto o le immagini che lo ritraggono dopo la sciagura che gli è capitata? E, potendo evitargli il peggio, interverremmo?
Questi, ridotti all'osso, gli interrogativi che pone la trama de "Lo sciacallo - Nightcrawler" e, nonostante siano domande inquietantemente intriganti e la realizzazione della pellicola sia di fatto molto buona, rimane comunque la sensazione che a questo film manchi qualcosa, che sia solo un esercizio (antropologico) o un tentativo di stuzzicare il pubblico con una tematica molto forte. Dietro a quest'ultima, però, pare esserci poco altro, anche perché difficilmente lo spettatore si identificherà nel disturbato Lou o nella direttrice senza scrupoli - figuriamoci nell'ingenuo e sottomesso Rick (Riz Ahmed) -, quindi anche a livello di personaggi e pubblico rimane una certa distanza.
In definitiva, ribadendo che era ora che sia Gyllenhaal che Russo rivedessero la ribalta cinematografica, non posso comunque dire che questo film mi abbia convinto o mi sia piaciuto. Forse è troppo anche per me, forse gli manca qualcosa per essere meno disumano. Non lo rivedrei.
Box Office: $38.3 milioni
Consigli: Jake Gyllenhaal regala una buona interpretazione degna di nota, perde tantissimo peso quasi a significare che il poco rimasto in fatto di carne è lo stesso rimasto al personaggio Lou in fatto di morale. Chiariamoci, Louis Bloom è disturbato e concepisce le relazioni umane in modo rigoroso e molto personale, quindi è difficile poter farne un esempio da studiare. In combutta con Nina Romina, i due costituiranno la coppia della disperazione, entrambi alla ricerca di un modo per sopravvivere e sopravviversi, disposti a tutto pur di riuscire in ciò che fanno e vogliono fare. Sono inquietanti e umanamente disgustosi. La tv qui è loro complice o, meglio, lo è quanto il pubblico che guarda.
Voyerismo mosrboso, quindi, impatto dei media, assenza di morale e ridefinizione del limite personale, tutti aspetti che concorrono a formare la storia di questa pellicola e che, come si capisce, non sono fatti esattamente per ogni tipo di spettatore. Non è un film facile, quindi prima di sceglierlo è bene essere pronti. A cosa? A salire sul furgone di quello spostato di Lou Bloom.
Parola chiave: Suv.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi