mercoledì 4 gennaio 2017

Film 1271 - Indiana Jones e il tempio maledetto

Ormai lanciato nel mio proposito di recuperarli tutti, torno su Netflix a godermi il secondo appuntamento con l'archeologo più atletico di sempre...

Film 1271: "Indiana Jones e il tempio maledetto" (1984) di Steven Spielberg
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Sequel del fantasioso e avventuroso "I predatori dell'arca perduta", questo secondo appuntamento cinematografico con la saga di Indiana Jones è un buon seguito capace di riportare gli appassionati alle atmosfere e i toni dell'originale, anche se il risultato finale è meno efficace.
Geograficamente spostato in India al cospetto di una crudele dea Kali, rituali che richiedono sacrifici umani e santoni che ne eseguono i dettami, "Indiana Jones and the Temple of Doom" è una pellicola d'azione dal sapore contemporaneo, particolarmente strabiliante dal punto di vista degli effetti speciali e per qualche aspetto vicina a "I Goonies" non solo per la presenza del simpatico Jonathan Ke Quan (all'epoca ancora Ke Huy Quan). 

Forse il più grande difetto di tutta l'operazione è il continuo urlare della protagonista femminile e una certa incapacità recitativa dell'attrice che la interpreta, Kate Capshaw, per un mix letale e continuo di strane smorfie e grida, che alla lunga rende un po' pesante la visione; certamente simpatico, invece, il ragazzino-troppo-maturo/spalla di Indi, vero mattatore della storia capace di rubare la scena ad Harrison Ford e rimanere particolarmente impresso nella mente dello spettatore. I tre personaggi principali, insieme, formano un trio dinamico certamente non innovativo - ognuno ha il suo ruolo predefinito: Indiana è l'eroe alla James Bond che ha una donna in ogni porto, non sbaglia mai una mossa, ha sempre la risposta pronta e risolve necessariamente la situazione; Willie è la bionda sciocca costretta a partecipare ad un'avventura per cui non è minimamente preparata, il che la porterà a causa qualche imprevisto al protagonista, pur riuscendo a innamorarsene/farlo innamorare; Shorty è la spalla simpatica a cui sono affidate le battute migliori e meno conformi alla "morfologia" del personaggio che, in questo caso, è solamente un ragazzino - ma in ogni caso efficace e sufficiente a far dimenticare il cast precedente, qui completamente abbandonato se non contiamo naturalmente il protagonista.
Insomma, il secondo "Indiana Jones" non è bello come il primo, anche se non manca della stessa anima carica d'azione, qualche tocco naïf e di un protagonista magnetico e carismatico. Per non dire iconico.
Ps. 2 nomination all'Oscar per Miglior colonna sonora ed effetti speciali (vinto).
Film 1265 - I predatori dell'arca perduta
Film 1281 - Indiana Jones e l'ultima crociata
Film 1288 - Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo
Cast: Harrison Ford, Kate Capshaw, Amrish Puri, Roshan Seth, Philip Stone, Jonathan Ke Quan, Dan Aykroyd.
Box Office: $333.1 milioni
Consigli: Bella scena d'apertura, veramente adrenalinica quella sul carrello della miniera e indimenticabile quella finale del ponte sospeso sopra a un branco di famelici coccodrilli...! Jones non abbandona l'avventura nemmeno in questa seconda occasione e lo spettatore non può che esserne felice, anche se la fresca novità del primo film fatica un po' ad essere ritrovata. Tutto sommato un buon sequel e certamente una pellicola che si lascia guardare piacevolmente, per una serata spensierata e un po' vintage che sa anche di grande classico.
Parola chiave: Pietra sacra.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi