mercoledì 20 gennaio 2021

Film 1781 - Spider-Man: Far from Home

Intro: Non vedevo l'ora di precipitarmi al cinema per vedere questo film!
Film 1781: "Spider-Man: Far from Home" (2019) di Jon Watts
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: devo dire che, rispetto alle aspettative che avevo, la storia non è stata all'altezza. Non che il film sia brutto o non funzioni, assolutamente, ma ammetto che il personaggio di Mysterio (Jake Gyllenhaal) e il suo arco evolutivo all'interno del racconto non mi hanno per niente colpito e, anzi, penso si possa dire che mi abbiano lasciato per certi versi deluso. Per cercare di metterla giù faile facile, non credo che l'idea degli ologrammi funzioni. O almeno io non l'ho trovata un'idea credibile.
Forse, avendolo visto solo una volta e per di più in inglese, potrei essermi perso dei passaggi fondamentali nella spiegazione del perché un ologramma dovrebbe risultare potenzialmente spaventoso - quindi da un certo punto di vista sospendo il mio giuzio nell'attesa di ritrovare la voglia di vedere questo secondo Spider-Man con Tom Holland - in ogni caso devo ammettere che a livello di personaggio antagonista, Mysterio si è rivelato presto come una gigantesca occasione sprecata.
Per il resto "Spider-Man: Far from Home" è un sequel divertente che vive di buoni momenti comici e una quantità spaventosa di effetti speciali che giocano a favore di un risultato finale che è, sì, maledettamente fittizio e irreale, ma comunque esteticamente godibile e in linea con i vari titoli precedenti della mastodontica macchina da soldi della Marvel.
Detto questo: mi aspettavo un po' di più? Decisamente sì, anche se non si può onestamente dire che il risultato finale non sia godibile, nonché un perfetto passatempo mainstream. Però non si va oltre questo.
Film 1394 - Spider-Man: Homecoming
Film 1653 - Spider-Man: Homecoming
Film 1781 - Spider-Man: Far from Home
Film 2077 - Spider-Man: No Way Home
Film 2226 - Spider-Man: No Way Home
Film 2503 - Spider-Man: Brand New Day
Film 467 - The Amazing Spider-Man
Film 718 - The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro
Cast: Tom Holland, Samuel L. Jackson, Zendaya, Cobie Smulders, Jon Favreau, J. B. Smoove, Jacob Batalon, Martin Starr, Marisa Tomei, Jake Gyllenhaal, Tony Revolori, J. K. Simmons.
Box Office: $1.132 miliardi
Vale o non vale: Avevo grandi aspettative per questo "Spider-Man 2" con Tom Holland come protagonista e, in generale, non posso dire che siano state tutte attese. Di per sé il film ha un buon ritmo, esteticamente è molto curato e gli effetti speciali sono pazzeschi, senza contare che Holland è un perfetto Peter Parker (giovane, fresco e simpatico) e l'attitudine qui un po' sottotono e nerd di Zendaya funziona perfettamente. Ciò detto, avrei voluto vedere un cattivo più incisivo/significativo e che il tutto fosse un po' meno improntato sulla figura di Iron Man (che hey, ci sta, ma pure l'antagonista di turno deve avere come modivazione per il suo arco narrativo quella di avercela a morte con Tony Stark?!), anche se è comprensibile considerato che "Far from Home" è il naturale proseguo dell'ultimo "Avengers". Insomma, il film in sé si lascia guardare tranquillamente, ma il tono della storia è decisamente meno epico e alla fine della visione si ha un po' l'impressione di aver seguito il racconto di qualcosa che, ci fosse stato o meno, impattata poco la trama generale che questa nuova fase della Marvel si prepara ad imbastire (e prima o poi finalmente partirà).
Premi: /
Parola chiave: Tony Stark.
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Bengi

sabato 16 gennaio 2021

Film 1780 - Godzilla: King of the Monsters

Intro: Ero elettrizzato all'idea di ritrovare al cinema il mitico Godzilla e mi sono fiondato in sala non appena ho potuto!
Film 1780: "Godzilla: King of the Monsters" (2019) di Michael Dougherty
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Stefano
In sintesi: onestamente ho molto apprezzato il primo film che, tutto sommato, fa il suo dovere di blockbuster distruggi tutto con curiosi mostri annessi a cui appartengono una serie di versi tanto peculiari quanto interessanti. Quindi "Godzilla" numero 1 per me è stato un sì. Con questo sequel le cose si sono complicate. E senza motivo. C'era bisogno, infati, di scatenare l'estinzione della razza umana, lo sfruttamento della terra e tutto ciò che ne consegue in un prodotto come questo? O, meglio, pur volendosi anche attaccare a questo tipo di tematiche, non si poteva fare in modo di rendere il tutto meno complesso e, in fin dei conti, noioso?
Sì perché, diciamocelo, tutto è questo "Godzilla: King of the Monsters" tranne che un grande spasso. A differenza del primo episodio - che pure si prende il suo tempo per "allestire la scena" - questo nuovo capitolo getta lentamente le basi per far progredire la storia, ma si dimentica di aggiungerci l'elemento spassoso e giocoso che lo spettatore si sarebbe aspettato da un prodotto basato su un mostro gigante che spara laser dalla bocca e passa metà del tempo a gridare come un ossesso. Insomma, per capirci, siamo al cinema per vedere "Godzilla" fare il c*lo a tutti gli altri mostri, della crisi del genere umano che pare essere il vero tema portante di tutta la storia ci frega ben poco, con tutto il rispetto. Anche perché il personaggio che mette in moto tutto questo meccanismo scellerato, la dottoressa Emma Russell (Farmiga), è un personaggio tra l'inutile e l'antipatico che ha bisogno di talmente tanto tempo per spiegare quale sia l'idea dietro al suo progetto, che tutta l'eccitazione per l'avventura e l'azione promesse da questa pellicola si assopiscono a nemmeno mezz'ora dall'inizio della visione.
Insomma, è un po' un peccato che questo sequel sia stato così un buco nell'acqua, le premesse stabilite dal primo "Godzilla" di Gareth Edwards facevano ben sperare mentre qui, purtroppo, ci si è un po' troppo persi in sottotrame e complicazioni innecessarie per riportare certi personaggi sullo schermo e per dare legittimità a una storia che ha bisogno di "realismo" fino a un certo punto. Ci sarà da vedere come si comporterà il prossimo "Godzilla vs. Kong", l'imminente incontro sul grande schermo tra il re dei mostri di questo titolo e il gorilla gigante King Kong (l'appuntamento è per il 26 marzo al cinema e su HBO Max).
Film 724 - Godzilla
Film 726 - Godzilla
Film 912 - Godzilla
Film 1413 - Godzilla
Film 1780 - Godzilla: King of the Monsters
Film 2000 - Godzilla vs. Kong
Film 2268 - Godzilla vs. Kong
Film 2277 - Godzilla x Kong: The New Empire
Cast: Kyle Chandler, Vera Farmiga, Millie Bobby Brown, Bradley Whitford, Sally Hawkins, Charles Dance, Thomas Middleditch, Aisha Hinds, O'Shea Jackson Jr., David Strathairn, Ken Watanabe, Zhang Ziyi.
Box Office: $386.6 milioni
Vale o non vale: Un mix tra disaster + monster movie, questo secondo "Godzilla" funziona solo fino a un certo punto. Gli effetti speciali sono intriganti e i mostri tutto sommato riusciti, ma la trama è poco elettrizzante, Millie Bobby Brown come protagonista rimanda troppo a "Stranger Things" e il tutto risulta ampiamente sottotono. Poi, per carità, si lascia anche guardare, ma non abbiate grandi aspettative.
Premi: Candidato al Razzie per il Peggior Prequel, Remake, Rip-Off o Sequel.
Parola chiave: Orca.
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Bengi

venerdì 15 gennaio 2021

Film 1779 - Grand Piano

Intro: L'avevo scaricato per vederlo con Cobi, ma non c'era stata occasione, per cui l'ho guardato non appena tornato ad Auckland.
Film 1779: "Grand Piano" (2013) di Eugenio Mira
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: mi era tornata voglia di rivedere questo film che, a suo tempo, avevo guardato al cinema. C'è qualcosa in questo "Grand Piano" che mi ricorda molto le atmosfere tese alla Hitchcock e, nonostante la storia non sia particolarmente originale, trovo che l'esecuzione sia particolarmente riuscita e il tono generale della storia azzeccato.
Teso dall'inizio alla fine, capace di bilanciare bene i momenti di pathos con quelli adrenalinici, questa pellicola è un mio personale gioiellino nascosto che ho rivisto con estremo piacere e mia ha lasciato nuovamente soddisfatto. E Elijah Wood, con la sua classica espressione da cane bastonato e spaesato resa tanto popolare grazie al Frodo de "Il signore degli anelli", qui è di nuovo un perfetto protagonista.
Film 693 - Il ricatto
Film 1779 - Grand Piano
Cast: Elijah Wood, John Cusack, Tamsin Egerton, Kerry Bishé, Alex Winter, Allen Leech, Don McManus.
Box Office: $1,618,085
Vale o non vale: Un buon thriller, meno scontato di quanto quanto ci si aspetterebbe, "Grand Piano" funziona principalmente per il suo ritmo incalzante e un'estetica intrigante che concepisce ogni inquadratura con una precisione totalmente votata all'estetica complessiva del progetto. Forse la storia risente di un antagonista troppo da film d'azione hollywoodiano - per il cui ruolo non avrei francamente puntato su John Cusack - anche se tutto sommato il film funziona in generale molto bene. E, sopresa, la sceneggiatura è di Damien Chazelle. Da vedere.
Premi: /
Parola chiave: Chiave.
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giovedì 14 gennaio 2021

Film 1778 - Dark Phoenix

Intro: Cinema, cinema, cinema a salvarmi dalla pessima compagnia.
Film 1778: "Dark Phoenix" (2019) di Simon Kinberg
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Cobi
In sintesi: diciamo che avendolo visto dopo aver letto le pessime critiche e aver assistito alla tremenda performance nella prima settimana al botteghino americano, mi aspettavo francamente di assistere a un disastro totale, una sorta di deragliamento del franchise degli "X-Men" cominciato con quell'orrore di "X-Men: Apocalypse".
In realtà, per quanto il risultato finale sia decisamente deludente, devo ammettere che "Dark Phoenix" sia stato meno peggio di quanto non mi sarei immaginato e credo che il suo problema principale risieda nella totale mancanza di pathos o, per vederla da un'altra prospettiva, il costante monotono di cui la storia non riesce a liberarsi. Non aiuta, poi, che la protagonista della storia sia Sophie Turner, una che in quanto a verve attoriale e capacità recitativa sta a malapena a galla. E, aggiungo, l'aliena Vuk (Chastain) è tipo una delle peggiori antagoniste di sempre, noiosissima e anche lei inaspettatamente monotono (qui, però, credo che la colpa sia principalmente della sceneggiatura).
Insomma, un vero peccato per la saga degli "X-Men" che, dopo anni di onorato servizio, negli ultimi due episodi (e con il successivo "The New Mutants") prende la brutta piega della totale irrilevanza e sperpera soldi - 200 milioni di dollari solo per produrlo! - e talenti (McAvoy, Fassbender, Lawrence, Hoult, Chastain) in nome di una trama incasinata che tira in ballo troppi personaggi e vuole disperatamente risultare carica di rilevanza drammatica e giustificare così la genesi di un personaggio (la Fenice) a cui già nella trilogia originale non era stata fatta giustizia ("X-Men: The Last Stand" in particolare, ma Famke Janssen era decisamente una scelta di cast più azzeccata). Insomma, occasione sprecata e franchise che sta perdendo il suo appeal.
Film 622 - X-Men - Conflitto finale
Film 276 - X-Men: L' inizio
Film 582 - X-Men - L'inizio
Film 728 - X-Men - Giorni di un futuro passato
Film 1092 - X-Men - Giorni di un futuro passato
Film 1166 - X-Men: Apocalisse
Film 1778 - Dark Phoenix
Film 275 - X-Men le origini - Wolverine
Film 583 - Wolverine - L'immortale
Film 1489 - Logan
Film 1100 - Deadpool
Film 1535 - Deadpool
Film 1644 - Deadpool 2
Film 1925 - The New Mutants
Cast: James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Nicholas Hoult, Sophie Turner, Tye Sheridan, Alexandra Shipp, Jessica Chastain, Evan Peters, Brian d'Arcy James.
Box Office: $252.4 milioni
Vale o non vale: Si è visto ben di peggio - soprattutto sul fronte DC - eppure non si può fare a meno di rilevare una certa irrilevanza di questo progetto, arrivato in pompa magna nei cinema ma incapace di generare quell'interesse che, onestamente, la saga degli "X-Men" fatica comunque a suscitare da tempo. Tra l'incasinata transizione 20th Century Fox - Disney e un prodotto finale piatto nonostante la farcitura strabordante di personaggi e attori hollywoodiani di serie A, la verità è che "Dark Phoenix" cerca di strafare perdendosi nei dettagli più importanti: far divertire lo spettatore e regalare intrattenimento che sappia anche di qualcosa di nuovo. A mio avviso, riscrivendo d'accapo la genesi di Jean Grey e riportando per l'ennesima volta sullo schermo gli stessi protagonisti di tutti gli altri film sugli X-Men tranne Wolverine, questo film ha palesato l'esigenza di novità e qualità non solo di questa saga, ma del mondo dei supereroi in generale (e, da quello che ho visto, non mi pare che "Wonder Woman 1984" abbia ben recepito il messaggio...).
Premi: Candidato a 2 Razzie Award per Peggior attrice non protagonista (Chastain) e Peggior Prequel, Remake, Rip-Off o Sequel.
Parola chiave: Family.
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Bengi

Film 1776 - Murder Mystery

Intro: Dalla scelta del film avrei dovuto capire che la compagnia non fosse delle migliori.
Film 1776: "Murder Mystery" (2019) di Kyle Newacheck
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Cobi
In sintesi: si sa che i film di Netflix... Si sa che le commedie di Sandler... Insomma, i presupposti non erano dei migliori. Poi il fatto che nemmeno mi ricordassi di averlo visto non depone a favore di questo "Murder Mystery", boiatona scema scema che dal trailer sembrerebbe anche simpatica e, in realtà, si rivela semplicemente un film tremendo. Non c'è davvero altro da dire.
Cast: Adam Sandler, Jennifer Aniston, Luke Evans, Gemma Arterton, Adeel Akhtar, Terence Stamp, Dany Boon, John Kani, Ólafur Darri Ólafsson, Sufe Bradshaw, Shiori Kutsuna.
Box Office: /
Vale o non vale: Non fatevi fregare dal trailer o, peggio ancora, non fate scegliere per voi i film dall'algoritmo di Netflix perché questa pellicola è stupida e non aggiunge davvero niente al genere comico né alla vostra esperienza cinemtografica (casalinga).
Premi: /
Parola chiave: Hat.
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Film 1775 - Memoirs of a Geisha

Intro: Ritorno agli anni 2000, questa volta per uno dei miei guilty pleasure...
Film 1775: "Memoirs of a Geisha" (2005) di Rob Marshall
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: tutte le volte mi ritrovo a dire più o meno le stesse cose, ovvero che pur non essendo perfetto, "Memoirs of a Geisha" ha una colonna sonora magnifica, una fotografia pazzesca e una grande protagonista. Ah sì, e i costumi sono splendidi. Ma che volete di più?!
Tra l'altro, alla luce della recente uscita del live-action di "Mulan", non si può fare a meno di notare una certa somiglianza tra i due titoli (anche se qui siamo in Giappone e non in Cina), considerando che la cattiva della storia è sempre Gong Li - che nel suo essere meravigliosa si meriterebbe anche altri tipi di parti dal mainstream hollywoodiano... - e che gli americani hanno rimaneggiato ampiamente i vari riferimenti culturali autoctoni per tirarne fuori un mash-up global-friendly che in linea di base ha scontentato un po' tutti, ma a mio avviso ha comunque prodotto una prima parte di film che è semplicemente spettacolare da guardare. Il training di Sayuri per diventare una geisha e il suo percorso di formazione - che trova in Michelle Yeoh la perfetta alleata - sono bellissimi in termini estetici, ma anche molto interessanti da seguire, anche se il tutto un po' si guasta con l'arrivo della guerra e l'inizio del periodo di decadimento. Anche se suppongo sia proprio questa contrapposizione a rendere la prima parte così godibile e intrigante.
Insomma, pur avendo evidenti limiti (molti anche nella forma di un regista a cui a mio avviso vengono date troppe chance sulla scia, per esempio, di Robert Zemeckis) credo che questo "Memoirs of a Geisha" rimanga comunque un buon esempio di intrattenimento commerciale anche solo da un punto di vista tecnico, grazie ad una serie di elementi che lo rendono veramente piacevole da guardare (e ascoltare).
Film 178 - Memorie di una geisha
Film 261 - Memorie di una geisha
Film 1775 - Memoirs of a Geisha
Film 2369 - Memoirs of a Geisha
Cast: Ziyi Zhang, Ken Watanabe, Michelle Yeoh, Kōji Yakusho, Youki Kudoh, Kaori Momoi, Gong Li, Mako.
Box Office: $162.2 milioni
Vale o non vale: Per me sempre un titolo che rivedo con piacere perché visivamente stupendo, con una colonna sonora semplicemente magnifica e un cast di attrici che ammiro (Zhang, Yeoh, Li). Insomma, se vi piacciono le storie d'amore ambientate nel passato (in questo caso in Asia) intrecciate con la guerra e tormentate dall'impossibilità degli eventi, "Memoirs of a Geisha" è il film che fa per voi. Altrimenti saranno 2 ore e mezza di plausibile agonia...
Premi: Candidato a 6 Oscar (tecnici) il film ha vinto per Miglior scenografia, costumi e fotografia; candidato a 2 Golden Globe, ha vinto per la Miglior colonna sonora di John Williams (una delle mie preferite di sempre) mentre Ziyi Zhang è stata nominata come Miglior attrice protagonista drammatica; 6 nomination ai BAFTA (tra cui Miglior attrice protagonista), ha vinto per la colonna sonora, costumi e fotografia; Grammy vinto per Best Score Soundtrack Album for Motion Picture, Television or Other Visual Media.
Parola chiave: Chairman.
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mercoledì 13 gennaio 2021

Film 1774 - The Curse of La Llorona

Intro: Finalmente un nuovo horror da vedere che, per di più, fa parte del franchise di "The Conjuring"... Non potevo perdermelo!
Film 1774: "The Curse of La Llorona" (2019) di Michael Chaves
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: Linda Cardellini sta vivendo un momento d'oro per la sua carriera che, grazie alla serie "Dead to Me" (che le ha regalato 2 nomination agli Emmy 2020), il coinvolgimento nel franchise degli "Avengers" (è la compagna di Hawkeye), la presenza in "Green Book" (3 Oscar, tra cui Miglior film) e questo film (che ha esordito al primo posto del box-office americano) la vede protagonista di una ribalta dopo anni di ruoli secondari ("Mad Men", "ER", "Brokeback Mountain", "Scooby-Doo" 1 e 2) e una sorta di galleggiamento mainstream che non l'ha vista mai sfondare veramente. Poi, per carità, non è che l'attrice sia improvvisamente stata promossa alla Hollywood di serie A, però sicuramente si tratta di un buon momento per lei dal punto di vista commerciale. Detto questo, "The Curse of La Llorona" non fa esattamente centro, anche se tutto sommato fa in parte il suo dovere. Mi spiego meglio.
Considerato che si tratti di un titolo legato al mondo spaventoso di "The Conjuring" - che include vari spin-off come "Annabelle" e il certo non entusiasmante "The Nun" - bisogna ammettere che il risultato finale di questo nuovo capitolo della saga non sia elettrizzante quanto si sarebbe sperato. Anche se da un punto di vista prettamente di genere cinematografico, questo horror funziona abbastanza da poter lasciare soddisfatti. Della serie: non è niente di che, ma in ogni caso meglio di certi titoli dell'orrore che abbiamo visto ultimamente ("It Chapter Two" o "Pet Sematary"). Poi, ribadisco, la produzione non si è sprecata più di tanto. Per capirci, questo "La Llorona" ricorda tantissimo le atmosfere delle due serie "The Haunting of Hill House" e specialmente il seguito "The Haunting of Bly Manor" (che comunque è successivo rispetto a questo film), quindi sicuramente non si tratta di nulla di nuovo. In ogni caso, a mio avviso il risultato finale è sufficiente per essere godibile.
Film 578 - L'evocazione - The Conjuring
Film 1179 - L'evocazione - The Conjuring
Film 1190 - The Conjuring - Il caso Enfield
Film 1450 - The Conjuring 2
Film 2029 - The Conjuring: The Devil Made Me Do It
Film 2412 - The Conjuring: Last Rites
Film 804 - Annabelle
Film 1157 - Annabelle
Film 1405 - Annabelle: Creation
Film 1657 - Annabelle: Creation
Film 1782 - Annabelle Comes Home
Film 1673 - The Nun
Film 2216 - The Nun II
Film 1774 - The Curse of La Llorona
Cast: Linda Cardellini, Raymond Cruz, Patricia Velásquez, Raymond Cruz, Tony Amendola, Roman Christou, Jaynee-Lynne Kinchen.
Box Office: $123.1 milioni
Vale o non vale: "The Nun" è sicuramente peggio e non è che con il terzo "Annabelle" si siano raggiunti picchi di meraviglia, per cui mi sento di dire che tutto sommato questo "The Curse of La Llorona" non sia così male. Si poteva fare meglio? Certamente, però il film si lascia guardare e i momenti per saltare sulla sedia ci sono, per cui chi fosse alla ricerca di un horror da guardare per occupare un paio d'ore dovrebbe rimanere soddisfatto. I fan del franchise legato al mondo di "The Conjuring" un po' meno...
Premi: /
Parola chiave: Collana.
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martedì 12 gennaio 2021

Film 1773 - Harry Potter and the Philosopher's Stone

Intro: Altro classicone dei primi anni 2000, Harry Potter è il mio porto sicuro quando si tratta di vedere un film per coccolarmi un po', tanto che proprio ieri pensavo potesse essere nuovamente giunto il momento di rivederlo (ma ho desistito)...
Film 1773: "Harry Potter and the Philosopher's Stone" (2001) di Chris Columbus
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Chris
In sintesi: ogni tanto mi piace ritrovare le atmosfere ancora pacate dell'inizio saga potteriana, tra innocenti magie e avventure che, visto quello che verrà, sono semplici passatempi. Hogwarts e le sue tradiioni sono qui ancora magici protagonisti della storia ed è sempre un piacere riscoprirli prima che vengano relegati nello sfondo.
1. Film 166 - Harry Potter e la pietra filosofale
Film 346 - Harry Potter e la pietra filosofale
Film 744 - Harry Potter e la pietra filosofale
Film 1773 - Harry Potter and the Philosopher's Stone
Film 2085 - Harry Potter e la pietra filosofale
Film 2201 - Harry Potter and the Philosopher's Stone
2. Film 171 - Harry Potter e la camera dei segreti
Film 348 - Harry Potter e la camera dei segreti
Film 745 - Harry Potter e la camera dei segreti
Film 1446 - Harry Potter and the Chamber of Secrets
3. Film 174 - Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
Film 349 - Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
Film 747 - Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
Film 1454 - Harry Potter and the Prisoner of Azkaban
Film 1645 - Harry Potter and the Prisoner of Azkaban
Film 2337 - Harry Potter and the Prisoner of Azkaban
4. Film 88 - Harry Potter e il calice di fuoco
Film 181 - Harry Potter e il calice di fuoco
Film 357 - Harry Potter e il calice di fuoco
Film 748 - Harry Potter e il calice di fuoco
5. Film 366 - Harry Potter e l'ordine della Fenice
Film 749 - Harry Potter e l'Ordine della Fenice
Film 1470 - Harry Potter and the Order of the Phoenix
6. Film 14 - Harry Potter e il principe mezzosangue
Film 185 - Harry Potter e il principe mezzosangue
Film 370 - Harry Potter e il principe mezzosangue
Film 750 - Harry Potter e il principe mezzosangue
Film 1471 - Harry Potter and the Half-Blood Prince
7. Film 186 - Harry Potter e i doni della morte: Parte I
Film 189 - Harry Potter e i doni della morte: Parte I
Film 297 - Harry Potter e i doni della morte: Parte I
Film 420 - Harry Potter e i doni della morte: Parte I
Film 752 - Harry Potter e i Doni della Morte - Parte I
Film 1495 - Harry Potter and the Deathly Hallows: Part 1
8. Film 283 - Harry Potter e i doni della morte: Parte II
Film 421 - Harry Potter e i doni della morte: Parte II
Film 594 - Harry Potter e i doni della morte: Parte II
Film 755 - Harry Potter e i Doni della Morte - Parte II
Film 1497 - Harry Potter and the Deathly Hallows: Part 2
9. Film 751 - Harry Potter: The Making of Diagon Alley
Film 2083 - Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts
Cast: Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Emma Watson, John Cleese, Robbie Coltrane, Warwick Davis, Richard Griffiths, Richard Harris, Ian Hart, John Hurt, Alan Rickman, Fiona Shaw, Maggie Smith, Julie Walters, Tom Felton, Matthew Lewis, Bonnie Wright, Zoë Wanamaker.
Box Office: $1.002 miliardi
Vale o non vale: Sempre piacevole da vedere, un tuffo nel magico passato di Harry potter, dove tutto è cominciato. Nel suo genere, un classico.
Premi: Candidato a 3 Oscar per Miglior colonna sonora, scenografia e costumi; 8 nomination ai BAFTA (tra cui Miglior film britannico, attore non protagonista per Coltrane, effetti speciali e costumi); 1 nomination ai Grammy per Best Score Soundtrack Album for a Motion Picture, Television or Other Visual Media.
Parola chiave: Turbante.
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Film 1772 - My Big Fat Greek Wedding

Intro: Cavalcando l'onda dei primi anni 2000 (sconvolgementemente accaduti ormai 20 anni fa), opto per questa commedia romantica che non passa mai di moda. Un classico.
Film 1772: "My Big Fat Greek Wedding" (2002) di Joel Zwick
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: nonostante non sia certo una delle romcom che io abbia visto di più, ho un debole per questa incasinata avventura matrimoniale della povera Toula Portokalos (Vardalos), ragazza di Chicago di origini greche schiacciata tra una famiglia opprimente e tradizioni antiquate che la vorrebbero unicamente devota ai genitori e all'impresa familiare nel frattempo che il vero amore greco bussi alla porta. Fosse stata una storia drammatica, sarebbe stata una vera e propria tragedia.
E invece "My Big Fat Greek Wedding" è un simpatico esempio di come si possa portare sul grande schermo un film divertente e non volgare che mette, sì, alla berlina una serie di usanze e stereotipi, ma al tempo stesso ne abbraccia e valorizza il messaggio di fondo: ci siamo tutti più o meno vergognati della nostra famiglia in qualche momento della vita, succede, l'importante è fare pace col fatto che, sia quel che sia, un po' di follia e imbarazzo ci può pure stare. Perché nessuno è perfetto.
Nia Vardalos, che qui scrive e recita, porta in vita una storia simpatica e spassosa che alterna momenti geniali ad altri classicamente romantici e impacchetta il tutto al sapore di pita, gyros e dolmades per un risultato finale che è presto diventato iconico grazie (mi sento di dire) a un indimenticabile Michael Constantine che fa del patriarca il personaggio secondario impossibile da dimenticare e a un'idea semplice - ma realizzata in modo non banale - che mette a confronto due culture agli antipodi e le fa collidere in maniera intelligente e divertente.
Film 1772 - My Big Fat Greek Wedding
Film 2100 - My Big Fat Greek Wedding
Film 1126 - Il mio grosso grasso matrimonio greco 2
Film 2213 - My Big Fat Greek Wedding 3
Cast: Nia Vardalos, John Corbett, Lainie Kazan, Michael Constantine, Gia Carides, Louis Mandylor, Andrea Martin, Joey Fatone.
Box Office: $368.7 milioni
Vale o non vale: Un piacere rivederlo. Simpatico e pieno di gag divertenti (e molte battute che ti rimangono in testa), vale la pena di dare una chance a questo "My Big Fat Greek Wedding", che sia la prima volta che lo vedete o la decima. Funziona sempre.
Premi: Candidato all'Oscar per la Miglior sceneggiatura originale e a 2 Golden Globe per Miglior film e attrice protagonista (Vardalos) nella categoria commedia o musical.
Parola chiave: Arance e mele.
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lunedì 11 gennaio 2021

Film 1771 - Moulin Rouge!

Intro: Ad Auckland, tra un turno da receptionist notturno e l'altro, decido finalmente di rivedere questo film. Ed era anche ora, sinceramente.
Film 1771: "Moulin Rouge!" (2001) di Baz Luhrmann
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: poteva essere un totale disastro e, invece, "Moulin Rouge!" è un piccolo capolavoro.
Caotico, coloratissimo, a volte confuso ma sempre perfettamente consapevole che tutto il successo di questa produzione ricade sulle spalle di una Nicole Kidman in stato di grazia, questo film è cucito addosso all'attrice, qui nel ruolo più iconico della sua carriera che la lancia ufficialmente nell'olimpo delle star (per lei la prima nomination all'Oscar e, francamente, ad oggi la più - se non unica - meritata).
Grazie a "Moulin Rouge!" Baz Luhrmann stabilisce definitivamente il suo linguaggio cinematografico e lo impone ad Hollywood che, per anni, faticherà a comprenderne i canoni pur provando a replicarne stile ed atmosfere. Ad essere onesti lo stesso Luhrmann tenterà nell'impresa di bissare il seccesso trovato qui, mai riuscendoci veramente, schiacciato dai meccanismi di un'industria cinematografica che gli ha continuato a richiedere una replica della formula vincente di questo titolo e allo stesso tempo imponendogli una standardizzazione estetica che a mio avviso non ha fatto altro che decretare l'insuccesso dei suoi progetti successivi ("Australia" è stato un flop e il l'appeal commerciale di "The Great Gatsby" è a mio avviso da reputarsi solamente alla presenza di DiCaprio). Sia quel che sia, 20 anni dopo "Moulin Rouge!" è ancora, assolutamente cult.
Le calde atmosfere (qui è praticamente tutto rosso) del famosissimo locale parigino si mischiano al coinvolgimento romantico dei due sfortunati protagonisti Christian e Satine in un amore tragico e impossibile che ricorda tantissimo quel "Romeo + Juliet" che spinse proprio Luhrmann sotto le luci della ribalta. Il resto del film è un mix tra circo e teatro, musical e dramma, per un risultato finale che è un piacere per gli occhi e le orecchie e che finisce per lasciare senza fiato. C'è talmente tanta intertestualità, citazioni e rimandi che si fa fatica a individuarli tutti, c'è talmente tanta cultura popolare che non si sa quale canzone amare di più, c'è uno scontro di generi talmente sfacciato (e solo apparentemente confuso) che non si può fare a meno di sentirsi piacevolmente storditi. E, in tutto questo, si ha occhi solo per lei, Nicole Kidman qui semplicemente magnifica e indimenticabile che da sola tiene le redini di tutto il film. Per un tour de force di emozioni che è sempre un piacere rivivere.
Film 1771 - Moulin Rouge!
Film 2384 - Moulin Rouge!
Film 2388 - Moulin Rouge!
Cast: Nicole Kidman, Ewan McGregor, John Leguizamo, Jim Broadbent, Richard Roxburgh, Jacek Koman, Caroline O'Connor, David Wenham, Kylie Minogue.
Box Office: $179.2 milioni
Vale o non vale: Uno dei miei titoli preferiti di sempre, per me un classico assolutamente imperdibile. Mi rendo conto che trattandosi di un musical quasi interamente cantato questo sia un film non esattamente per tutti, eppure una chance a "Moulin Rouge!" secondo me va data. Una grande storia d'amore e una colonna sonora pazzesca.
Premi: 8 nomination all'Oscar (Miglior film, attrice protagonista, fotografia, montaggio, trucco, sonoro) e 2 statuette vinte per Migliori costumi e scenografia; 3 Golden Globes per Miglior film musical, attrice protagonista (Kidman) nella categoria musical o commedia e Miglior colonna sonora e un totale di 6 nomination (regia, McGregor attore protagonista e canzone originale per "Come What May"); 12 nomination ai BAFTA (tra cui Miglior film e regia) e 3 vittorie per Jim Broadbent attore non protagonista, sonoro e colonna sonora; candidato al César per il Miglior film straniero e al Grammy per Best Compilation Soundtrack Album for a Motion Picture, Television or Other Visual Media. In concorso a Cannes 2001.
Parola chiave: Play.
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#HollywoodCiak
Bengi

Film 1770 - I Feel Pretty

Intro: Ho sempre tempo per un po' di svago da commedia sciocchina e maistream. Specialmente se la protagonista è un'attrice che apprezzo e seguo con piacere. Saranno tradite le mie aspettative?
Film 1770: "I Feel Pretty" (2018) di Abby Kohn, Marc Silverstein
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: l'idea in sé non è neanche male e da un punto di vista culturale capisco anche il senso di questo "I Feel Pretty", però bisgona dire che l'esecuzione vanifica gli sforzi di un progetto che, proposto così com'è, predilige l'approccio comico superficiale nei confronti di una questione che avrebbe meritato una maggiore sensibilità.
Di base questa è la storia: Renee (Amy Schumer) è una normale ragazza americana che fatica a coniugare l'essere se stessa con l'idea standardizzata di bellezza imposta dalla società. La pressione sociale rispetto ai canoni estetici della donna moderna è altissima e la ragazza non riesce a credere nelle proprie capacità e potenzialità proprio a causa di come gli altri la vedono e percepiscono. Tutto cambia quando, a seguito di un incidente in palestra, Renee comincia a vedersi in maniera totalmente diversa o, per come la mette il film, una specie di bomba sexy. Nonostante sia l'unica testimone di questo cambiamento (che è tutto nella sua testa), di fatto questo metterà in moto uno stravolgimento in termini di autostima e sicurezza, finendo per influenzare il modo di porsi e vedersi nella ragaza che, finalmente, troverà il coraggio di realizzare quelle ambizioni messe in disparte a causa delle precedenti insicurezze. E fino a qui "I Feel Pretty" sulla carta funziona.
Il vero problema di questa storia, però, risiede nel suo svolgimento. Pur rendendomi conto che si tratti di una commedia mainstream che mira a raccimolare quanto più pubblico possibile - da non sottovalutare che si tratti di una pellicola con protagonista un'attrice famosa per la sua comicità fisica - di fatto il film si perde nella miriada di scnette stupide e imbarazzanti, nonché nella reiterazione di quegli stessi stereotipi che ambirebbe a mettere in ridicolo. Sembrerebbe, infatti, che una donna, per ottenere qualsivoglia successo nella vita, sia obbligata a trovare una motivazione plausibile unicamente nel suo aspetto fisico: Renee è costantemente messa in ridicolo da una sceneggiatura che la dipinge, sì, come finalmente priva di quelle inibizioni che ne avevano contenuto autostima e intraprendenza, ma di fatto veicola il messaggio che per poter appropriarsi di quella confidenza che le spetta, l'unico modo sia di vedersi bella in quell'unico termine plaubile concepito proprio dagli stereotipi che la nostra società basata sull'aspetto fisico e l'apparenza hanno contribuito a costruire. Ed è un peccato perché Renee quanto Amy Schumer non avrebbero alcun motivo di sentirsi condizionate da questo tipo di pressione sociale: sono entrambe donne intelligenti e con un proprio punto di vista, qualità che da sole basterebbero a mettere a tacere qualsiasi ansia da "prestazione fisica".
Insomma, capisco che possa risultare pure esagerato voler vedere troppe cose che non ci sono (o stanno) in un prodotto cinematografico come questo, però sento che le aspettative generate da questa pellicola siano state ampiamente tradite in nome di una banale comicità facile facile che non solo non aggiunge niente al genere della commedia cinematografica, ma nemmeno alla carriera di Amy Schumer (o se è per questo di Michelle Williams, qui sorta di Miranda Priestly all'acqua di rose). Occasione totalmente sprecata.
Cast: Amy Schumer, Michelle Williams, Rory Scovel, Emily Ratajkowski, Aidy Bryant, Tom Hopper, Naomi Campbell, Busy Philipps, Lauren Hutton.
Box Office: $94.5 milioni
Vale o non vale: La premessa è vagamente similare a quella di "Isn't It Romantic" che, come qui, mette al centro della sua storia una ragazza che non rispetta i canoni di bellezza mainstream e presenta se stessa in termini di comicità e goffaccine in un'avventura che vorrebbe mettere in ridicolo quell'ossessione hollywoodiana per certi canoni culturali e che, invece, finisce per reiterarli nella maniera più scontata. Poi, per carità, "I Feel Pretty" non è certamente il film più tremendo della storia, ma non rende particolare giustizia al talento della sua protagonista.
Premi: /
Parola chiave: Commozione cerebrale.
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#HollywoodCiak
Bengi

sabato 9 gennaio 2021

Film 1769 - Pokémon Detective Pikachu

Intro: Ricordo perfettamente di averlo visto due anni fa ad Auckland allo spettacolo del mattino del multisala in centro. Mi sentivo come quando facevo fuga da scuola, solo che all'epoca il matinée non esisteva.
Film 1769: "Pokémon Detective Pikachu" (2019) di Rob Letterman
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: cosa aspettarsi dall'ennesimo film sui Pokemon, questa volta però in live-action se non potenzialmente una giga boiata? Beh, fermi tutti: "Pokémon Detective Pikachu" è una boiata molto simpatica e divertente, tanto che mi sento di dire che il film non è niente male! Chi l'avrebbe mai detto? Del resto, parliamoci chiaro, fosse stato un progetto meno ambizioso, dubito che Ryan Reynolds sarebbe saltato a bordo. E dico ambizioso perché risollevare la qualità dei prodotti cinematografici legati al franchise dei Pokémon non era cosa da poco; incassarci, poi, una montagna di soldi è stata l'impresa che io personalmente non mi aspettavo (ovviamente il sequel è già in cantiere).
Insomma, questo Detective Pikachu funziona principalmente grazie ad un Reynolds che ripropone il modello alla "Deadpool" - qui ripulito per il pubblico giovane - e si mette in gioco prestando la voce al leggendario peloso Pokémon giallo facendo centro. Poi, per carità, il film di per sé non è certo un capolavoro assoluto, eppure tutto sommato è un'avventura divertente con sufficienti dosi di mistero, azione e coloratissimo divertimento da lasciare soddisfatti. E non si può fare a meno di tornare un po' ragazzini...
Cast: Ryan Reynolds, Justice Smith, Kathryn Newton, Suki Waterhouse, Omar Chaparro, Chris Geere, Ken Watanabe, Bill Nighy, Rita Ora.
Box Office: $433 milioni
Vale o non vale: Simpatica avventura per tutta la famiglia che porta in campo alcuni di Pokémon più famosi e li propone in una computer animation che incrocia il cartone animato alla realtà (per capirci: si capisce che sono finti, ma l'effetto è reale a sufficienza da render il tutto plausibile). Non serve essere amanti del franchise per apprezzare, basta non avere troppe pretese e lasciarsi trasportare da un film che, tutto sommato, è spassoso quanto basta.
Premi: /
Parola chiave: Mewtwo.
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Bengi

mercoledì 6 gennaio 2021

Film 1768 - The Girl in the Spider's Web

Intro: Curiosissimo di vedere questa pellicola per svariati motivi: il ritorno al cinema di Lisbeth Salander, il clamoroso flop al botteghino, il primo ruolo cinematografico mainstream da protagonista di Claire Foy. Insomma, appena ho potuto ho subito recuperato!
Film 1768: "The Girl in the Spider's Web" (2018) di Fede Álvarez
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: credo che il problema di questo film, di questo secondo capitolo del remake-franchise della saga letteraria di Stieg Larsson (anche se questo titolo si basa sul libro di David Lagercrantz), sia fondamentalmente l'incapacità di sceltà: è un remake americano o è un produzione europea che rivede i canoni della prima trilogia svedese (con Noomi Rapace) in termini da esportazione più hollywoodiani? Onestamente non si capisce.
Il film è ambientato in Svezia, metà del cast è svedese e l'altra metà di origine europea, ma Lisbeth Salander è interpretata da Claire Foy (inglese) e ovviamente non può mancare l'apporto made in USA attraverso il personaggio della National Security Agency (NAS) qui interpretato da Lakeith Stanfield. Insomma, già di partenza un prodotto senza una chiara identià, il che è già di per sé un problema.
Il secondo vero svantaggio di questo "The Girl in the Spider's Web" è il confronto con il precedente "The Girl with the Dragon Tattoo" che, per quanto innecessario, comunque David Fincher ha trasformato in americanizzazione funzionale: ottimo cast, atmosfere cupissime e asfissianti, una colonna sonora disturbante, un successo al botteghino inatteso ($232.6 milioni di incasso) e una valanga di premi e nomination (1 Oscar su 5 nomination e un Grammy vinto). Come avrebbe potuto il film di Fede Álvarez - a 7 anni di distanza e con il cast completamente stravolto - riportare in auge le inquietanti avventure dell'hacker cyperpunk Salander? Credo che raramente nella storia del cinema ci sia stato così poco interesse per il ritorno sul grande schermo di un'eroina che fino ad ora non aveva disatteso le aspettative (l'originale svedese "Män som hatar kvinnor" ha incassato qualcosa come $104 milioni di dollari al box-office internazionale).
La verità è che non è certo colpa di Claire Foy che, tutto sommato, il suo dovere lo fa. Certo, rimane particolarmente scioccante il confronto tra questo personaggio e il suo più famoso ruolo interpretato fino ad ora, la giovane Regina Elisabetta II nella serie Netflix "The Crown", show in quegli anni al picco della sua popolarità. In ogni caso è forse che né la storia è troppo buona, né c'era di fatto bisogno di un ritorno al cinema della creatura letteraria di Larsson che, in nemmeno 10 anni è già stata interpretata da 3 attrici diverse. Il piglio poi più patinato che ha preso qui la storia non aiuta a rinsaldare un franchise che, passando di mano in mano, ha certamente perso parte del suo smalto. Poi, mi sento di aggiungere, il look qui destinato alla protagonista non è dei più azzeccati e quello strano taglio di capelli non fa che distrarre lo spettatore (ma non nella bizzarra ma positiva maniera di "No Country for Old Men").
Insomma, non voglio dire che fosse un flop annunciato - perché penso fosse difficile prevedere quanto clamoroso potesse essere questo passo falso ($43 milioni solo per produrlo) - però sicuramente la parabola negativa di questo "The Girl in the Spider's Web" ci ricorda che a volte è inutile continuare a spremere un'idea che forse non ha più molto da dare (almeno per il momento).
Film 632 - Millennium: Uomini che odiano le donne
Film 1546 - The Girl with the Dragon Tattoo
Film 2175 - The Girl with the Dragon Tattoo
Film 1768 - The Girl in the Spider's Web
Cast: Claire Foy, Sverrir Gudnason, LaKeith Stanfield, Sylvia Hoeks, Stephen Merchant, Vicky Krieps, Mikael Persbrandt.
Box Office: $35.2 milioni
Vale o non vale: Non è che sia un film inguardabile, ma sicuramente non ha niente di particolare da dire. Più focalizzato sull'aspetto thriller d'azione che sulla storia della sua eroina e inadeguatamente alla ricerca di un'estetica che lo separi - e allo stesso tempo riaffermi - dalla cupa atmosfera fincheriana del precedente titolo di cui questo "The Girl in the Spider's Web" è ufficiale sequel, il lavoro di Álvarez funziona solo in parte e non riesce a dare valore a un personaggio tanto complesso come quello di Lisbeth Salander che qui si trova al centro di una faida famigliare. Ce ne sarebbe stato di materiale su cui lavorare, eppure la sceneggiatura sembra non essersene accorta.
Diciamo che si può guardare, ma non aspettatevi grandi cose.
Premi: /
Parola chiave: August.
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#HollywoodCiak
Bengi

domenica 3 gennaio 2021

Film 1767 - Sahara

Intro: L'avevo visto al cinema con padre e mi pareva di ricordare mi fosse piaciuto. Siccome fu un gigantesco flop al botteghino, per non parlare delle pessime critiche, mi sembrava giunto il momento, a 15 anni di distanza, di dar a questa pellicola una seconda chance.
Film 1767: "Sahara" (2005) di Breck Eisner
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: chi l'avrebbe detto, nel 2005, che 2 dei protagonisti di questa pellicola fossero destinati a vincere un Oscar?! NESSUNO. Dai, forse Penélope era già più plausibile, ma Matthew McConaughey Miglior attore protagonista proprio non si riusciva a concepire neanche nelle più sfrenate fantasie da trip metanfetaminico. Per non parlare del fatto che questa storia racconta (anche) di un'epidemia...
Sconvolgenti avvenimenti futuri a parte, "Sahara" è un film d'avventura con budget da colossal ($160 milioni di dollari) che mixa l'ambientazione desertica de "La mummia", ci incastra dentro una sorta di caccia al tesoro alla "Il mistero dei Templari", cerca quel brivido alla 007 e rilancia con il fascino - qui francamente un po' troppo abbrustolito - di Matthew McConaughey e i suoi addominali, il tutto per un risultato finale noioso e poco elettrizzante. Sono rimasto francamente sorpreso dall'incapacità di questo prodotto commerciale di risultare di buon (o quantomeno decente) intrattenimento.
Insomma, tutto considerato, da questo "Sahara" mi aspettavo (e ricordavo) molto di più.
Cast: Matthew McConaughey, Steve Zahn, Penélope Cruz, Lambert Wilson, Glynn Turman, Delroy Lindo, William H. Macy, Rainn Wilson, Lennie James.
Box Office: $119.2 milioni
Vale o non vale: Non è certo il film più brutto della storia, ma se consideriamo che si tratta di una pellicola commerciale il cui unico intento è quello di intrattenere e divertire, "Sahara" è un clamoroso buco nell'acqua. Poi, per carità, si lascia guardare e dimenticare senza fatica, ma di certo non è di quei prodotti che ti lasciano soddisfatto.
Premi: /
Parola chiave: Carro armato.
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Bengi

venerdì 1 gennaio 2021

Film 1766 - Us

Intro: Dopo il successo del suo precedente film "Get Out", ero molto curioso di vedere cosa avrebbe tirato fuori Jordan Peele nel tentativo di bissare le critiche positive e il gigantesco riscontro di pubblico ottenuto, per cui non ho perso tempo e sono andato al cinema a vedere questo film non appena ho potuto.
Film 1766: "Us" (2019) di Jordan Peele
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: curiosamente Jordan Peele sceglie di nuovo un horror per mettere in scena un altro esempio di critica alla società moderna cui apparteniamo, questa volta scegliendo il tema del doppio e una sorta di analisi dei nostri demoni interiori (credo?).
Onestamente non posso dire che questo "Us" mi abbia rapito o convinto del tutto, l'idea di base del gruppo di cloni che vive in una società sotterranea e organizza una vendetta nei confronti dei loro controparti originali è anche intrigante, eppure in generale il film non mi ha lasciato del tutto soddisfatto e nemmeno troppo coinvolto. Probabilmente la mia visione di questa pellicola è stata influenzata dal fatto che mi aspettavo qualcosa di diverso (e meno intricato) e da tutte le critiche entusiaste che hanno creato un'aspettativa notevole sicuramente difficile da mantenere. Poi, per carità, un horror godibile e che va oltre le solite trite banalità del genere, anche se per me il risultato finale è stato meno soddisfacente di quanto non mi sarei aspettato.
Cast: Lupita Nyong'o, Winston Duke, Elisabeth Moss, Tim Heidecker, Shahadi Wright Joseph, Evan Alex, Yahya Abdul-Mateen II.
Box Office: $255.2 milioni
Vale o non vale: L'atmosfera sinistra e straniante c'è tutta e la trama ha più da dire di quanto non ci si aspetterebbe in un primo momento, anche se tutto sommato "Us" è meno coinvolgente o sorprendente del precedente lavoro di Peele (che per "Get Out" ha vinto l'Oscar per la Miglior sceneggiatura originale). Sicuramente un buon horror moderno, ma non ho capolavoro.
Premi: /
Parola chiave: Mirror house.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi