mercoledì 6 gennaio 2021

Film 1768 - The Girl in the Spider's Web

Intro: Curiosissimo di vedere questa pellicola per svariati motivi: il ritorno al cinema di Lisbeth Salander, il clamoroso flop al botteghino, il primo ruolo cinematografico mainstream da protagonista di Claire Foy. Insomma, appena ho potuto ho subito recuperato!
Film 1768: "The Girl in the Spider's Web" (2018) di Fede Álvarez
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: credo che il problema di questo film, di questo secondo capitolo del remake-franchise della saga letteraria di Stieg Larsson (anche se questo titolo si basa sul libro di David Lagercrantz), sia fondamentalmente l'incapacità di sceltà: è un remake americano o è un produzione europea che rivede i canoni della prima trilogia svedese (con Noomi Rapace) in termini da esportazione più hollywoodiani? Onestamente non si capisce.
Il film è ambientato in Svezia, metà del cast è svedese e l'altra metà di origine europea, ma Lisbeth Salander è interpretata da Claire Foy (inglese) e ovviamente non può mancare l'apporto made in USA attraverso il personaggio della National Security Agency (NAS) qui interpretato da Lakeith Stanfield. Insomma, già di partenza un prodotto senza una chiara identià, il che è già di per sé un problema.
Il secondo vero svantaggio di questo "The Girl in the Spider's Web" è il confronto con il precedente "The Girl with the Dragon Tattoo" che, per quanto innecessario, comunque David Fincher ha trasformato in americanizzazione funzionale: ottimo cast, atmosfere cupissime e asfissianti, una colonna sonora disturbante, un successo al botteghino inatteso ($232.6 milioni di incasso) e una valanga di premi e nomination (1 Oscar su 5 nomination e un Grammy vinto). Come avrebbe potuto il film di Fede Álvarez - a 7 anni di distanza e con il cast completamente stravolto - riportare in auge le inquietanti avventure dell'hacker cyperpunk Salander? Credo che raramente nella storia del cinema ci sia stato così poco interesse per il ritorno sul grande schermo di un'eroina che fino ad ora non aveva disatteso le aspettative (l'originale svedese "Män som hatar kvinnor" ha incassato qualcosa come $104 milioni di dollari al box-office internazionale).
La verità è che non è certo colpa di Claire Foy che, tutto sommato, il suo dovere lo fa. Certo, rimane particolarmente scioccante il confronto tra questo personaggio e il suo più famoso ruolo interpretato fino ad ora, la giovane Regina Elisabetta II nella serie Netflix "The Crown", show in quegli anni al picco della sua popolarità. In ogni caso è forse che né la storia è troppo buona, né c'era di fatto bisogno di un ritorno al cinema della creatura letteraria di Larsson che, in nemmeno 10 anni è già stata interpretata da 3 attrici diverse. Il piglio poi più patinato che ha preso qui la storia non aiuta a rinsaldare un franchise che, passando di mano in mano, ha certamente perso parte del suo smalto. Poi, mi sento di aggiungere, il look qui destinato alla protagonista non è dei più azzeccati e quello strano taglio di capelli non fa che distrarre lo spettatore (ma non nella bizzarra ma positiva maniera di "No Country for Old Men").
Insomma, non voglio dire che fosse un flop annunciato - perché penso fosse difficile prevedere quanto clamoroso potesse essere questo passo falso ($43 milioni solo per produrlo) - però sicuramente la parabola negativa di questo "The Girl in the Spider's Web" ci ricorda che a volte è inutile continuare a spremere un'idea che forse non ha più molto da dare (almeno per il momento).
Film 632 - Millennium: Uomini che odiano le donne
Film 1546 - The Girl with the Dragon Tattoo
Film 2175 - The Girl with the Dragon Tattoo
Film 1768 - The Girl in the Spider's Web
Cast: Claire Foy, Sverrir Gudnason, LaKeith Stanfield, Sylvia Hoeks, Stephen Merchant, Vicky Krieps, Mikael Persbrandt.
Box Office: $35.2 milioni
Vale o non vale: Non è che sia un film inguardabile, ma sicuramente non ha niente di particolare da dire. Più focalizzato sull'aspetto thriller d'azione che sulla storia della sua eroina e inadeguatamente alla ricerca di un'estetica che lo separi - e allo stesso tempo riaffermi - dalla cupa atmosfera fincheriana del precedente titolo di cui questo "The Girl in the Spider's Web" è ufficiale sequel, il lavoro di Álvarez funziona solo in parte e non riesce a dare valore a un personaggio tanto complesso come quello di Lisbeth Salander che qui si trova al centro di una faida famigliare. Ce ne sarebbe stato di materiale su cui lavorare, eppure la sceneggiatura sembra non essersene accorta.
Diciamo che si può guardare, ma non aspettatevi grandi cose.
Premi: /
Parola chiave: August.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

1 commento:

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