lunedì 1 marzo 2010

Film 83 - The Blind Side

In fase pre-Oscar, lunedì scorso io e Ale ci siamo dati alla documentazione per le nostre previsioni della serata del 7 marzo!


Film 83: "The Blind Side" (2009) di John Lee Hancock
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Ale
Pensieri: Tutti si domandano: ma come ha fatto Sandra Bullock a ricevere una nomination all'Oscar quando, fino a ieri, non riusciva nemmeno a recitare in un film che non fosse incentrato nelle dinamiche di coppia in versione simpatica? Ebbene, la risposta pare ci sia e, ovviamente, è proprio in questo film. Leigh Anne Tuohy deve essere evidentemente la sorella ricca e cotonata di Erin Brockovich, perchè altrimenti non si spiega tanta attenzione da parte delle giurie dei premi americani.
Sì, lo so bene anche io che un Oscar non equivale alla bravura, ma ormai soprattutto ad una manovra commerciale, comunque rimane ancora strano per me pensare a Sandra "Speed" Bullock come ad una delle possibili prossime vincitrici. Tra l'altro la concorrenza nella sua categoria non è delle più agguerrite, quindi si potrebbe anche pronosticare in suo favore (non a caso il riferimento ad Erin Brockovich...).
In ogni caso, sia quel che sia, il film non è male. Parla di football, quindi se mi è piaciuto vuol dire che dev'essere proprio carino... Da sottolineare, tra l'altro, la realtà della storia, ispirata alla vita del campione di football Michael Oher dei Baltimore Ravens.
Si inizia dal basso, dalla tristezza e desolazione della vita di un ragazzo senza casa e famiglia, lasciato vivere allo sbando dalla madre che di lui se ne frega fin dall'infanzia. Poi, pian pian, si risale, anzi, si scala letteralmente una vetta altissima da raggiungere, ossia l'affermazione sociale, il riscatto e il successo oltre che, ovviamente, l'amore di una vera famiglia. Le palle quadrate di Sandra Bullock/Leigh Anne Tuohy spronano un ragazzo dal quoziente intellettivo più basso della media, a diventare qualcuno nonostante le evidenti difficoltà iniziali.
Cosa deduciamo, in sintesi, noi spettatori? Beh, innanzitutto che per essere davvero qualcuno e sfondare devi avere qualcosa di speciale che ti caratterizzi. Oher è una muraglia cinese, tiene testa a qualunque altro giocatore e per questo è il migliore nel suo genere. Come copre i punti ciechi lui, nessun'altro.
Poi fa comodo un supporto. Qualcuno che veda in te il tuo potenziale e ti sproni a realizzarlo. Come? (Altra deduzione) Meglio se con un bel po' di soldi. C'è poco da fare: se non fanno la felicità, ti levano comunque un sacco di problemi! Se il gigante Oher fosse capitato a casa della zia Brockovich, sto gran cavolo che mi diventava un affermato football player! Al massimo faceva il babysitter dei nipotini...
E, per concludere, le palle quadrate fanno la differenza. Sempre.
Insomma, per finire direi che il film non è malvagio, ma porta in visione una realtà sì sfortunata, ma maledettamente fortunata alla fine. Con tutto il rispetto per queste persone che, nella vita vera, hanno saputo accogliere a braccia aperte uno sconosciuto non ben identificato, ci terrei solo a far notare che con i miliardi in banca di poveracci dalla strada ne raccogli anche 10mila... Chiusa la parentesi cinica, aggiungo che Sandra non se la cava male, ma sicuramente ha sorpreso una buona interpretazione quando l'abitudine vuole che la mediocrità la faccia da padrone. Basta questo per un Oscar?
Consigli: Guardatelo sottotitolato, altrimenti tutti i termini tecnici del football vi manderanno in confusione!
Parola chiave: Ole Miss.



Ric