mercoledì 2 ottobre 2013

Film 591 - La notte del giudizio

Trailer estremamente accattivante. Storia decisamente non convenzionale. Possibili sviluppi apocalittici.
Da vedere assolutamente.


Film 591: "La notte del giudizio" (2013) di James DeMonaco
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Lena Headey prezzemolina 2013, fra "Il trono di spade", "Shadowhunters - Città di ossa" e il prossimo "300 - L'alba di un impero" (2014), me la ritrovo anche in questo "The Purge", una delle inaspettate sorprese col botto del botteghino di quest'anno (3 milioni di dollari per produrlo, $85.600.152 di incasso mondiale), tanto che è già stata messa in cantiere l'idea di un sequel.
Premessa (da Wiki): "Nel 2022, gli Stati Uniti sono una nazione rinnovata, governata dai Nuovi Padri fondatori dell'America. Per mantenere i tassi di criminalità e disoccupazione bassi, il governo ha istituito un periodo annuale, di dodici ore, chiamato "La Purificazione", durante il quale tutte le attività criminali, tra cui l'omicidio, diventano legali".
Ora, a mio avviso l'idea che da il la a questo film oscilla pericolosamente tra l'intrigante e l'inquietante, finendo per catturare appieno la fantasia dello spettatore. Una miriade di domande si frappongono fra chi sta per vedere "La notte del giudizio" e l'effettivo risultato finale messo in scena: per esempio come si è arrivati a questo tipo di soluzione estrema? Quali sono le implicazioni sociali rispetto a questo tipo di approccio? E quelle morali? E cosa accade, finita la Purificazione? Quali sono le conseguenze di una scelta tanto estrema?
Ecco, chiaramente queste sono alcune delle domande che mi sono posto io (e che non hanno trovato risposta).
A parte spiegare che la Purificazione viene vissuta come una catarsi del popolo che poi vive in piena armonia durante il resto dei 364 giorni e mezzo dell'anno, non viene aggiunto molto. La furbizia degli autori sta nel realizzare una pellicola sul popolo, senza inquadrarlo praticamente mai (molte immagini di rivolta, lotta e conflitto sono di repertorio). Lasciando, insomma, poco spazio alle implicazioni generali, concentrandosi invece su un unico nucleo familiare (chiaramente di ceto alto) e sulla sua notte da incubo, si finisce per sfruttare poco o niente delle possibilità narrative che l'incipit pareva regalare. In poche parole "The Purge" non va oltre lo sforzo di costruire una buona premessa che finirà per tradire un po' per colpa del budget inadeguato, un po' per assecondare la necessità di violenza e atmosfere thriller che lo spettatore medio parrebbe richiedere.
Personalmente avrei preferito un approfondimento sociale più consistente, oltre che un'analisi psicologica dei personaggi meno rarefatta e funzionale all'unica descrizione di terrore da attacco alla proprietà privata e personale. Non c'è lungimiranza in un approccio del genere, in quanto si finisce per ricadere nel meccanismo della banalità e della standardizzazione dei contenuti vincolati. L'unico momento veramente interessante a trama inoltrata è quello che coinvolge i due genitori James/Ethan Hawke e Mary/Headey e lo sconosciuto lasciato entrare in casa per pietà dal figlioletto (disturbato): il loro primo impulso è quello di consegnare lo sconosciuto ai personaggi in giardino che lo richiedono minacciandoli, innescando una serie di implicazioni psicologiche come l'istinto di sopravvivenza che sarebbe stato veramente interessante approfondire per più di quei due minuti scarsi di scena.
Anche perchè il tutto si risolverà in maniera abbastanza prevedibile, giacché i vicini della famigliola protagonista sono sospetti dalla prima inquadratura e, a parte qualche trovata inusuale a livello di scelte finali (non sarà proprio un happy ending), la storia viene condotta più o meno come ci si aspetterebbe dal momento in cui si capisce che il film non andrà oltre le sfumature del trhiller fantascientifico claustrofobico a tratti splatter e post apocalittico.
In definitiva non si può dire che "La notte del giudizio" - come non mi piace questo titolo - non offra qualche spunto innovativo o in direzione meno standardizzata, ma finisce per cadere nella trappola della direzione sicura, preferendo scene di violenza e tensione ad un'analisi più approfondita e seria della situazione presentata come incipit. E questa è davvero un'occasione mancata. Dal punto di vista commerciale, invece, è certamente una furbata.
Ps. Il cattivo Rhys Wakefield sembra un giovane Christoph Waltz.
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Consigli: E' un film che si lascia guardare e, se preso nel verso giusto, può perfino regalare qualche spunto di riflessione. Scade un po' in una prevedibilità narrativa, ma tutto sommato ha un suo appeal e ha presa specialmente all'inizio.
Parola chiave: Sistemi di sicurezza.

Trailer

Bengi