domenica 6 ottobre 2013

Film 592 - Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo - Il mare dei mostri

Alla fine ero curioso di vedere questo secondo capitolo. Il primo episodio era stato anche divertente, quindi perché no?


Film 592: "Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo - Il mare dei mostri" (2013) di Thor Freudenthal
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Non che il primo film fosse fenomenale, ma almeno il tentativo di spacciare un filmetto per kolossal degli effetti speciali (epic fail) c'era stato. Qui direi che si è totalmente abdicato il tentativo in favore di un risultato mediocre e privo di spettacolarità che valga la pena di essere ammirata. Sinceramente "Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo - Il mare dei mostri" - titolo accorciabile - è veramente una delusione rispetto al suo predecessore che, nonostante tutto, aveva la capacità di incuriosire. Qui le situazioni comiche stantie, la realizzazione di serie B e gli effetti speciali da video game sono una combinazione letale che decreta l'effettiva non riuscita finale. Non che sia terribilmente obrobrioso, per carità, ma nell'ottica del passaggio di testimone tra "Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo - Il ladro di fulmini" e questo secondo capitolo, il livello è nettamente inferiore e finisce per lasciare scontenti e un po' delusi. Il capolavoro non era certo dietro l'angolo, ma si poteva tentare un approccio più lungimirante, evitando di accostarsi per ricerca d'immagine, stile e livello di sceneggiatura a un qualunque prodotto teen che punti all'appeal di un bel personaggio ("Beastly", "Shadowhunters - Città di ossa") o a qualche pasticcio mitologico in salsa videogioco ("Scontro tra titani"). Considerando che i libri da cui è tratta la saga di Percy Jackson sono ancora molti, forse era il caso di tentare un approccio più adulto e stilisticamente ricercato, scansando il richiamo del facile blockbuster nel tentativo di produrre una pellicola con un proprio stile e una propria voce narrante. In quest'ottica "Percy Jackson: Sea of Monsters" ha fallito su tutta la linea.
Anche perché, non si può non dirlo, questo tipo di prodotto finisce inevitabilmente per confrontarsi con la saga potteriana che, in un decennio, ha assolutamente alzato il livello minimo di realizzazione per il genere fantasy. In questo caso particolare, poi, non si può non notare le numerose somiglianze che, al confronto, fanno sfigurare il povero Percy: 3 ragazzini protagonisti (Percy, quello principale, dal viso pulito e ingenuo, che non sapeva di avere dei poteri e finisce sempre per salvare il culo a tutti; la ragazzina so tutto io che però è anche molto carina; l'altro protagonista, un po' goffo e a volte ridicolo, comunque la spalla simpatica che aiuta a sdrammatizzare le situazioni di tensione), una scuola per ragazzi 'speciali' (qui sono i semidèi, da Potter sono i maghi), una serie di avventure da affrontare per ottenere un risultato glorificante.
Se, poi, andiamo più nello specifico di questa pellicola, le somiglianze con Harry Potter sono ancora più lampanti: Annabeth/Alexandra Daddario chiama un taxi magico in mezzo alla foresta che è molto molto simile alla macchina volante della famiglia Weasley. Non contenti, il taxi finirà per dividersi in due ricordando la scena con l'autobus a due piani in giro per Londra che schiva il traffico modellando la sua forma a seconda delle necessità ("Harry Potter e il prigioniero di Azkaban"). Da quest'ultimo film deriva anche la somiglianza tra l'ippocampo di Percy e l'ippogrifo di Harry e, giusto per citare ancora qualche vicinanza narrativa, in questo film l'Oracolo rivela a Percy una profezia che lo riguarda, proprio come Sibilla Cooman - sempre nello stesso film potteriano! - rivela ad Harry la profezia che lo riguarda in un momento in stile trans. Insomma, già che alcuni spunti della trama richiamano altre storie... almeno tentare di creare un proprio filone?
Peccato, insomma, perché anche Percy Jackson avrebbe i suoi buoni assi nella manica dato che le trovate pro avventura, i numerosi personaggi e gli spunti da mitologia parrebbero, sulla carta, regalare non poche possibilità per sviluppare una trama divertente, avventurosa e - fosse vero - originale. Invece "Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo - Il mare dei mostri" finisce per incasellarsi nell'universo di pellicole con un buon budget che potrebbe fare la differenza, ma che scelgono il percorso sicuro del non andare oltre il già collaudato da altri.
Logan Lerman, poi, fa quello che può (e recita molto meglio di Daniel Radcliffe, lo dimostra ampiamente in quel piccolo capolavoro di "Noi siamo infinito").
Ps. 90 milioni di dollari il budget, $185,352,366 il botteghino mondiale.
Consigli: Da vedere se il primo Percy Jackson è piaciuto o se si vuole passare una serata all'insegna del disimpegno assoluto.
Parola chiave: Vello d'oro.

Trailer

Bengi