lunedì 21 ottobre 2013

Film 600 - Royal Affair

Da qeulla nomination all'Oscar come Miglior film straniero ricevuta quest'anno, ho atteso il momento buono per vedere questa pellicola, ricostruzione in costume della vita di Cristiano VII di Danimarca e della moglie Carolina Matilde di Hannover.


Film 600: "Royal Affair" (2012) di Nikolaj Arcel
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Alicia Vikander è la stessa interprete di Kitty in "Anna Karenina" di Joe Wright e aveva già abbondantemente attirato la mia attenzione per quel ruolo: devo dire che sembra trovarsi molto bene nei film in costume. Anche in quest'opera riesce a catalizzare l'attenzione su di sé, capace di immergersi in maniera consapevole in un ruolo portante e certamente complesso per via del percorso che la persona (realmente esistita) compie nell'arco della sua brevissima esistenza - Carolina Matilde di Hannover muore nel 1775 a 24 anni -.
Ho apprezzato, quindi, la scelta di affidare a lei questo personaggio, innocente e fragile all'inizio, consapevole ed emancipato alla fine anche grazie alla relazione extra-coniugale con il dottore di suo marito, Johann Friedrich Struensee.
Proprio sulla loro relazione si concentra il fulcro della storia che ha influenzato le dinamiche storiche della Danimarca del XVI° secolo. Per un discreto numero di mesi, infatti, il trio Re-Regina-medico governarono la nazione attraverso una manipolazione nemmeno troppo celata da parte dei due amanti del monarca, quest'ultimo affetto da non pochi problemi mentali e certamente incline ad essere succube della reggenza altrui (poi ci penserà la matrigna). Smacherata la storia d'amore segreta, gli amanti saranno allontanati per sempre: lei esiliata a Celle, lui messo a morte.
Il fascino della vicenda raccontata da Arcel va oltre la liaison amorosa - francamente piuttosto simile a molte altre -, ma sta più verosimilmente nella ricostruzione di tutta la vicenda, con intrighi di corte ben rappresentati e sviluppati oltre che una messa in scena perfetta a livello tecnico. Bellissimi, infatti, i costumi, curatissime scenografia e fotografia; la sensazione è che questa produzione non abbia nulla da invidiare alle più famose hollywoodiane. Il collegamento più diretto che mi è venuto in mente è stato l'"Amadeus" di Milos Forman.
Insomma, trovo meritata la nomination all'Oscar - qualche altra nelle categorie tecniche sarebbe stata altrettanto sensata -, anche se l'effettivo vincitore ("Amour" di Haneke) era praticamente imbattibile. Al di là del fascino che le pellicole in costume esercitano su di me, ho trovato molto interessante scoprire questa storia di monarchia a me sconosciuta. L'attenzione e la cura per i particolari è evidente e la resa finale è di alto livello, grazie anche alle interpretazioni dei tre attori protagonisti davvero capaci (oltre alla Vikander anche il lanciatissimo Mads Mikkelsen - "Casino Royale", "Il sospetto" - e Mikkel Boe Følsgaard che vince a Berlino come Miglior attore per questo ruolo, prima ancora di aver terminato gli studi alla Danish National School of Theatre and Contemporary Dance).
Bello e affascinante.
Consigli: Una bella produzione europea capace di ricreare l'atmosfera della Corte del Re di Danimarca con estrema precisione e cura. Stilisticamente ricercato e affascinante, "Royal Affair" è un buon esempio di dramma in costume capace di bilanciare l'impegno nella ricostruzione degli aspetti tecnici con quella di rappresentare con coscienza la storia da cui è tratta la vicenda.
Parola chiave: Illuminismo.

Trailer

Bengi