venerdì 12 giugno 2015

Film 937 - Franklyn

Erano anni che volevo recuperarlo, curioso di capire di cosa potesse parlare questa pellicola.

Film 936: "Franklyn" (2008) di Gerald McMorrow
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Convinto che fosse una specie di storia distopica su futuri disastrosi e uomini che tentano di sopravvivere, ho conservato una certa attesa negli anni relativamente a questo "Franklyn", davvero interessato a capire di cosa potesse mai parlare. Peccato che il risultato finale sia assolutamente lontano da ciò che mi aspettassi, completamente fuori da ogni possibile previsione e, non ultimo, piuttosto brutto.
Debole e deludente come quell'"Identità" di James Mangold portato al cinema ormai 12 anni fa, anche qui si racconta qualcosa che, in realtà, si svolge tutta nella mente del protagonista. L'idea in sé, che certo non è originale, sarebbe comunque in grado di stuzzicare lo spettatore se portata sullo schermo in maniera interessante. Voglio dire, "Shutter Island" è un capolavoro e di base fonda il colpo di scena della sua storia proprio sulla doppia realtà creata dalla mente disturbata del suo protagonista.
Qui invece, nonostante la costruzione dell'altro mondo sia piuttosto affascinante e inizialmente capace di coinvolgere lo spettatore - l'idea di una società che richiede obbligatoriamente ai suoi componenti di essere affiliati a una religione, qualunque essa sia, è uno spunto da non sottovalutare -, gli svolgimenti successivi e la presentazione dei vari personaggi oltre quello interpretato da Ryan Phillippe è totalmente fallimentare. Si perde interesse non appena si capisce che era "tutto finto" e non la si recupera più. Anzi, le cose peggiorano man mano che viene definito il personaggio di Eva Green, pseudo artista estrema che mette in scena la sua morte come un'opera d'arte, e quello di Sam Riley, innamorato di un'immagine mentale che, di fatto, è interpreta dalla stessa Green (che poi, perché?).
Il finale misto action-onirico è un'ulteriore virata che stona nel risultato complessivo, troppo frammentato e indeciso su che strada (narrativa) percorrere. Insomma, visivamente "Franklyn" è in grado di creare un altro mondo affascinante, cupo e bello da vedere, ma fallisce per ciò che riguarda la trama: forse c'era troppa carne sul fuoco per l'esordiente Gerald McMorrow che, in definitiva, non mi pare sia stato in grado di gestirla.
Box Office: $1,279,576 (no USA)
Consigli: Esordio possibilmente interessante, ma incapace di mantenere le aspettative. Il mondo parrallelo di Città di Mezzo è ben ricreato ed è francamente l'unica cosa che vale la pena di vedere di "Franklyn". Per il resto il risultato finale è abbastanza deludente e la visione di questa pellicola può interessare a chi sia affascinato da storie di follia, realtà parallele e, per certi versi, futuri distopici. Gli altri meglio che guardino altrove.
Parola chiave: L'individuo.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi